Danilo Parisi
I pellegrini di «Capitan Bif», il barcaiolo della Via Francigena
- Corriere della Sera
- di Giangiacomo Schiavi
Dal 1998 ha accompagnato 13 mila camminatori da una sponda all’altra del Po La casa diventata locanda e la raccolta fondi spontanea: ora i viaggi ripartono
Un uomo d’altri tempi in un posto d’altri tempi per un lavoro d’altri tempi: traghettare i pellegrini da una sponda all’altra del Po, sul sentiero che una volta si chiamava Suprarivum. Danilo Parisi, per gli amici Capitan Bif, è la sentinella dello storico guado tra Pavia e Piacenza dove il fiume balordo e insidioso si porta dietro miti e leggende, tracce di eserciti in guerra, monaci, evangelizzatori, sovrani, mercanti e avventurieri. Da quarant’anni l’accoglienza, la gentilezza, all’occorrenza un piatto di spaghetti, li garantisce lui, annotando i passaggi, lottando con le piene e la burocrazia, difendendo un mondo che scompare ma ha ancora un’anima e dei buoni sentimenti.
Parisi è arrivato sul Po nell’86, con un sogno che da ex rugbista considerava come una meta. Voleva restaurare la casa sul fiume e farne un cottage, un club per amici. Ne ha fatto a poco a poco una compagnia di canto, un luogo che ricrea l’emozione del Transitus Padi, crocevia dei flussi romani e medioevali, punto d’incontro tra il Po e le strade consolari per Mediolanum e Ticinum, come si chiamavano Milano e Pavia. Dal 1998 sono passati di qui più di 13 mila pellegrini. Tutti con la barca di Parisi, un capitano di se stesso come in un romanzo di Conrad. La casa l’ha trasformata in una locanda che sembra una vecchia taverna dell’ottocento, una «caupona» dice lui con orgoglio, come sarebbe piaciuta a quei pellegrini con bisaccia e bastone che un tempo cercavano rifugio prima inoltrarsi verso Fidenza, Pontremoli e poi giù giù fino a Roma. «Il regalo più bello è quello dei pellegrini che mi chiamano quando raggiungono la capitale: sono in piazza San Pietro, bye bye, auf wiedersehen…».
La barca oggi è in attesa di riprendere la navigazione: i primi appuntamenti sono stati fissati al 7 marzo. Parisi le ha dato un nuovo nome: San Cristoforo, protettore dei viaggiatori. Ed è firmata anche dalla solidarietà di amici e conoscenti rimasti affascinati da questa storia.
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