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22/03/18

rinascita dalla sordita , in italia in cerca dell'amore , Ivoriano SI PARLA DI AEROPORTO PERETOLAVACCINAZIONIELEZIONI 2018SCUOLAPRATO CALCIOBPVIFURTILAVORO Sei in:PRATO > CRONACA > TROVA IL PORTAFOGLI DELL’AVVERSARIO E... Trova il portafogli dell’avversario e glielo riporta: gli offrono un lavoro

Le storie   22\3\20118   d'oggi sono  :  di  rinascità   da  un handicap     e  di come  un handicap possa  essere  anche  un qualcosa   che ti permette  di sviluppare ptenzialità  . la  storia  di Serena Mancino di Massa Finalese  .. di speranza   e  d'amore la  storia  di  Luliet e Best, dall’Africa a Lucca per inseguire l’amoreCelebrato il primo matrimonio fra due richiedenti asilo.,  di  sportività  \  fair play .
L'immagine può contenere: sMSN.B
accusatemi pure  per  la  seconda  e la terza storia   di buonismo   e  d'essere   fra  gli invasori   .  tanto  sono  accuse  che  mi scivolano  e  via  (  metaforicamente parlando😀😁🤐🙂😉 )   chi mi segue   su social  oltre  che  qui  sa  che  non lo  sono   del tutto .  Ma  certe  storie   in un paese  dove  a prevalere  è la pancia più o meno  velata   ,nuovo  razzismo  più subdolo di  quello classico , il nazionalismo esasperato    che sconfina  nella  xenofobia     , l'indifferenza   quasi totale , aggressioni  fisiche  e verbali  ,  ecc benvengano   storie come  queste 

Adesso   dopo quuuuuuo spiegone 
La prima  è una  storia   simile  alla mia cui convivo  da  42 anni   . Infatti   Essendo mezzo sordo , ed rischiando causa otite da colesteatoma mal curata , da quando avevo 6 mesi di diventare sordo completamente , capisco benissimo le sensazioni e ele emozioni provate dalla protagonista della storia ( una delle tante di chi disabile non s'arrende e lotta contro le difficolta del proprio handicap potenziando altre caratteristiche ) tratta  come  le  altre   del post  d'oggi  dalla solita pagina facebook di geolocal più precisamecte  da  http://gazzettadimodena.gelocal.it/modena/cronaca   che sotto riporto


Carpi, guarisce dalla sordità grazie al Ramazzini: «Prima non sentivo, ora dipingo il suono»
Équipe ha ricostruito la capacità uditiva di Serena Mancino di Massa Finalese La madre: «È stata un’emozione fortissima. Una rinascita per mia figlia»

                                     di Serena Arbizzi

CARPI. È nata senza il dono dell’udito. Ora che, dopo un intervento all’ospedale Ramazzini, ha conquistato la capacità di sentire, dipinge i suoni. E la sua vita è diventata un tripudio di colori. Tanto che ha deciso di mettere a frutto le sue abilità artistiche per realizzare quadri dai colori sgargianti.
Serena Mancino ha 33 anni e ha occhi vispi e coraggiosi. Serena, residente a Massa Finalese, è nata con un’ipoacusia bilaterale profonda. Non sentiva e, di conseguenza, non potendo sentire, non riusciva a riprodurre il linguaggio. Negli anni è stata seguita dal servizio di logopedia dell’ospedale di Mirandola. È sempre stata inserita tra gli udenti perché le è stato insegnato il linguaggio verbale piuttosto dei segni. E ha sempre coltivato curiosità verso il mondo che la circonda. Ha studiato per diventare grafica pubblicitaria, poi, all’università in un primo tempo ha scelto di iscriversi al Dams. Poi, su consiglio dei servizi sociali si è candidata alla prova per l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Ed è stata presa. qui le cose diventano più difficili e Serena si avvilisce. Poi, conosce Andrea: i due si innamorano e decidono di costruire un futuro insieme.

                                     

                                  video   a  cura  di Tecla Biancolatte  





Questo, per Serena, significa imprimere una svolta: affrontare un intervento al Ramazzini in cui le è stato innestato un impianto cocleare. Questo impianto è un orecchio artificiale elettronico con cui si riesce a ripristinare l’udito in chi soffre di sordità profonda. Dopo l’intervento, effettuato dal dottor Maurizio Negri del Ramazzini, e con l’assistenza della logopedista Paola Benincasa, Serena per la prima volta ha potuto sentire la sua voce. E anche gli altri suoni. «La mia è una storia felice - confida Serena - Ora sento i rumori e adesso so perché a mia mamma veniva da piangere ascoltando la radio. Finalmente so che rumore fanno i colori, che per anni sono rimasti sepolti dentro di me, qualche schizzo qua e là perché io, prima di sentire dalle orecchie, sentivo con il cuore, che parla una lingua tutta sua, talvolta difficile da far comprendere agli altri. Ora dipingo il suono e quello che sento posso farlo ascoltare anche agli altri con i miei quadri, i miei colori, la mia fantasia. Per questo mi piace che quando chi guarda un mio quadro mi ascolti prima con il cuore poi con le orecchie». E Serena la scorsa settimana ha donato un coloratissimo quadro a Nicoletta Pavarotti, vedova del tenore.
«Impossibile descrivere a parole quello che abbiamo provato quando Serena ha potuto ascoltare per la prima volta la sua voce - racconta, emozionata la madre della donna, Daniela Bonfatti - Nel momento in cui si è acceso l’impianto il suono per lei è stato una specie discarica elettrica e ha sentito subito gli acuti. Saltava quasi sulla sedia. Non ringrazierò mai abbastanza il dottor Negri e la dottoressa Benincasa per quanto hanno fatto».
la  seconda  è una storia  di  speranbza  e  di un italia multi etnica