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17/05/19

combattere il fascismo ma senza comportarsi come loro

A sinistra c'è chi redige liste nere di personaggi in odore di nazismo. Un'aggressività simile a quella delle squadracce di destra che assediano i rom, minacciano di stuprare, alimentano l'odio di periferia.E' vero ma essi hanno un fondo di verità. In quanto quello di quei partiti ,citati nello striscione sotto, non è vero antifascismo o lo è di facciata  rispetto a  quello   vero è militante

E'  vero  che alcuni dei giornalisti citati lo siano sia direttamente sia in doppietto cioè  (  ma  non  solo  )  in giacca  e  cravatta   come  si diceva    ed  era  evidente  fino a qualche tempo fa

Infatti va bene denunciare chi lo è perchè il vero antifascismo è militante . Ma L’accusa di fascismo o di corrività verso il fascismo dovrebbe essere usata con una prudenza perché istituisce una strana classe di giudici che possono dare o togliere la patente di antifascista o viceversa accusare di nazismo qualunque scrittore che a loro non piaccia. È una follia, se non fosse più semplicemente un tragico errore.                          Infatti,sempre secondo quanto  dice  questo  articolo di https://www.lettera43.it/

[....] FARE LISTE DI GIORNALISTI SGRADITI, UN PERICOLO PER LA DEMOCRAZIA Personalmente, pur essendo un non violento, metterei le mani in faccia, come si dice dalle mie parti, a chi rivolgesse a me le accuse che sono state rivolte a Corrado Formigli e a Enrico Mentana. Non c’è nessuna cattedra giornalistica autorizzata a dare patenti di antifascismo o a toglierle. Nel caso dei due giornalisti di La7 l’accusa oltre a essere ridicola è assolutamente infondata. Con loro è citato anche Piero Sansonetti, giornalista anticonformista, che spesso fa casino con le sue prese di posizione ma che ha un formazione e una cultura antifascista e di sinistra inattaccabili. Bisogna cominciare ad aver paura di queste liste quasi quanto paura dobbiamo avere dell’aggressività di squadracce di destra che assediano i rom, minacciano di stuprare le loro donne, alimentano l’odio delle periferie contro i diversi. Mettete la testa in acqua molto fredda, cari compagni improvvisati. L’antifascismo si vede innanzitutto dalla capacità di rispettare gli altri, e voi non lo fate. Siete una vera minaccia per la democrazia, come quelli di CasaPound.
 Ora come giustamente propone   questo articolo di  https://left.it/

[...] Di fronte a un sempre più preoccupante clima di sdoganamento di gruppi fascistoidi (come CasaPound e Forza nuova) e di disapplicazione delle leggi Scelba e Mancino, il liberalismo alla Voltaire ha le armi spuntate, poiché considera libertà di espressione la propaganda di pensieri violenti che mirano a ledere la democrazia e colpiscono l’integrità psicofisica di donne, migranti e di soggetti appartenenti a minoranze. Colpire i soggetti più vulnerabili è la vigliaccata di tutti i fascisti. Dal criminale di guerra Mussolini fino ai suprematisti degli anni Duemila. E allora, di fronte agli astratti distinguo di storici allievi di De Felice e di ex direttori di quotidiani mainstream che ammoniscono chi usa il termine fascismo per descrivere il pensiero di estrema destra legittimato dal ministro dell’Interno che pubblica con una casa editrice vicina a CasaPound (ne abbiano parlato sul numero scorso), pensiamo che sia salutare tornare a studiare la storia, ricordando il rifiuto netto del fascismo, la capacità di reagire e il coraggio di guardare lontano di partigiani come Pertini, come Ferruccio Parri (di cui Laterza ora ripubblica Come farla finita con il fascismo) e tanti altri. Durante la liberazione di Genova, quando i nazifascisti cercano di patteggiare una ritirata alla chetichella chiedendo di incontrare i capi partigiani, Remo Scappini e compagni risposero «Giammai!». Quando Lombardi nel 1974 fu chiamato ad un confronto televisivo con Almirante, l’esponente socialista lasciò la sedia vuota, come ricorda Musacchio nel pezzo di apertura di questo sfoglio in cui Filippi traccia l’incredibile mappa dei salotti tv – da quello di Mentana a quello di Formigli e oltre – che ospitano chi semina odio, contenuti razzisti, misogini e antisemiti. È falso il liberalismo di chi mette sullo stesso piano i partigiani e i ragazzi di Salò poiché i primi lottavano contro il nazifascismo, i secondi per imporre quel regime totalitario e criminale. Il politically correct di chi parla di “censura” negando che il fascismo sia un crimine, fa pensare a quanti danni abbia prodotto l’amnistia senza un processo di elaborazione collettiva, senza un processo ai fascisti, senza una Norimberga italiana. Fare i conti con la storia del fascismo significa anche aprire gli occhi su quelle forme striscianti che arrivano al potere inopinatamente. Come è accaduto in Turchia. Lo scrive Ece Temelkuran in Come sfasciare un Paese in sette mosse (Bollati Boringhieri) denunciando il regime imposto da Erdoğan che nei giorni scorsi è arrivato a cancellare il risultato delle recenti elezioni a Istanbul dove ha vinto un sindaco democratico. Fare i conti con la storia del fascismo significa anche vedere come il fascismo cresca nella «zona grigia». Gli ideologi nazisti non sarebbero riusciti a imporre il loro lucido e disumano piano di sterminio se non ci fosse stato il silenzio colluso dei gregari, degli ignavi, di chi si dice né di destra né di sinistra, facendo così il gioco delle destre, anche le più impensabili. Di fronte alla pericolosa fatuità grillina e al tiepido impegno del Pd che ha cancellato l’antifascismo dal proprio statuto, proponiamo qui non certo la violenta ghigliottina giacobina, ma una forte chiamata alle armi della conoscenza, della critica, della risposta democratica, senza se e senza ma. Per questo serve un pensiero nuovo, serve chiarezza di idee sulla realtà umana in cui la violenza non è innata, serve distinguere il grano dal miglio e un nettissimo rifiuto del veleno che si nasconde nella normalizzazione dell’autoritarismo e del fascismo mascherato. 



 Ma come dicevo prima occorre farlo distinquendo chi lo denuncia facendoceli conoscere ( come fece sergio zavoli in Nascita di una dittatura nel lontano 1972 ) meglio o fornendo anticorpi visto la sempre più scarsa conoscenza dela storia del 900 da parte delle nuove generazioni da chi invece li elogia \ li difende . Evitando liste di proscrizione inutili .

30/04/19

il problema è che una donna è stata stuprata (non CasaPound) fatto strumentalizzato per bassi fini politici, invece che usato per riflettere sul ruolo del maschio nella società

leggi anche 

N.b  
non pensate     che  stia  sminuendo   i fatti   , anzi  . Ecco   un dibattito fra me  e l'amica  Tina 




Informazioni su questo sito web

La cultura dello stupro? Dal Circeo a Franca Rame è una storia fascista

Si esorcizza la xenofobia con un moto bipolare delle notizie: da un lato l’estraneo affetto da priapismo violento, dall’altro i pellegrini in fuga dalla disperazione
Si esorcizza la xenofobia con un moto bipolare delle notizie: da un lato l’estraneo affetto da priapismo violento, dall’altro i pellegrini in fuga dalla disperazione

Giuseppe Scano non completamente vero succede anche a sinistra purtroppo cara Tina Galante
  • Tina Galante Giuseppe Scano un conto è che succeda, altro è avercelo come idea fondante.
    Ma sai come considerano le donne i fascisti?
    Per loro non sono delle persone, ma solo delle cose da usare all'occorrenza per trastullarsi o per dare "bambini confezionati" alla patria.
Giuseppe Scano Tina Galante sono d'accordo con te

Sono  d'accordo con quanto dice  l'articolista  che  Il problema non è chi commette lo stupro, il problema, semmai, è che si commetta lo stupro. Ed è avvilente vedere un caso di cronaca come quello di Vallerano strumentalizzato per bassi fini politici, invece che usato per riflettere sul ruolo del maschio nella società  e  sul suo potere   violento
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Povera quella nazione nella quale l'antifascismo e la sinistra ed anche  la  destra   vedere  url   gli url sopra   [ corsivo mio   ] hanno bisogno di uno stupro per accrescere il proprio peso politico. La politica si sta mangiando tutto, dignità, decoro, istituzioni, tutto. Sembra ieri che si applaudiva alle parole di Simone rivolte agli esponenti di CasaPound durante gli scontri a Torre Maura. «Il problema mio non è chi mi svaligia casa, il problema mio è che mi svaligiano casa», aveva detto, e per un attimo era sembrato che la limpidezza di pensiero fosse tornata a valere qualcosa in questo Paese.
Invece, in presenza di una donna di 36 anni colpita a pugni in pieno volto fino a perdere conoscenza e abusata sessualmente da due uomini poi incastrati dal video che loro stessi hanno girato durante l’aggressione, tocca riprendere la metafora di un «pischello» e ribadire l’ovvio: il problema mio non è chi mi svaligia il corpo, il problema mio è che mi si svaligi il corpo. Gli stupratori si chiamano Francesco Chiricozzi, diciannovenne consigliere comunale di CasaPound, e Marco Licci, 21 anni, altro militante di estrema destra, ma i loro nomi non hanno alcuna importanza rispetto alla brutalità dell’aggressione, anche se è accaduta a Vallerano, dove i «fascisti del terzo millennio» hanno ottenuto oltre il 21% alle ultime amministrative di giugno 2018, anche se i due erano soliti diffondere messaggi razziali legati al tema delle «donne da proteggere» dagli immigrati. In un Paese civile questi aspetti finiscono nei fascicoli dei giudici in fase processuale, non nei tweet di politici, intellettuali e chef in fase rivendicativa.
Tutto diventa avanspettacolo politico, anche per la sinistra, improvvisamente ringalluzzita all’idea di farsi largo e riguadagnare qualche punto elettorale nello scenario politico, e invocare – ora sì, con voce piena - lo sgombero di Casapound
Un Paese che ama definirsi «progressista» ora si metterebbe di buona lena e approfondirebbe la crisi del maschio italico, sempre più sprovvisto di strumenti e codici per comprendere che il modello della tradizione arcaico-patriarcale è ormai superato, e proverebbe a dare strumenti di riflessione condivisa. Invece tutto diventa avanspettacolo politico, anche per la sinistra, improvvisamente ringalluzzita all’idea di farsi largo e riguadagnare qualche punto elettorale nello scenario politico, e invocare – ora sì, con voce piena - lo sgombero di Casapound.
Casapound non deve essere sgomberata perché due bestie all’interno dei suoi militanti hanno stuprato una donna, ma perché abusiva e in contrasto con la Costituzione italiana.
Così come la sinistra non dovrebbe proprio pensare di contrastare l’egemonia della destra prendendo in prestito la sua bile e i suoi umori, e tuttavia lo sta facendo, perché avverte il morso alle calcagna di un popolo ormai estraneo. Avremmo volentieri fatto a meno dello spettacolo, invece eccola, la sinistra, insignita dell’odioso mestiere di esattore fiscale, china a fare i conti in tasca all’ideologia degli aggressori anziché riflettere sul fenomeno delle violenze e cercare di fare quadrato con quante più forze politiche in merito alla Commissione d'inchiesta monocamerale sul femminicidio e alle proposte di legge volte a rafforzare le tutele processuali delle vittime di reati violenti.
Legiferare e operare a sostegno delle donne è del resto complicato in un Paese ancora incapace di discutere della violenza di genere (che va dagli stupri ai femminicidi, dalla restrizione della libertà di aborto alla difesa della famiglia tradizionale, dalle aggressioni omofobe alla guerra contro l'ingresso della questione di genere nelle scuole) senza connotarla etnicamente e politicamente. Una miseria spirituale prima ancora che dialettica quella in corso, che a furia di inscenare il gioco «loro ce ne hanno date, noi gliele abbiamo dette» finisce per strizzare l’occhio alla categoria estetica del «grottesco triste» dove ogni sentimento del tragico nei confronti delle vittime è assente.


23/02/19

Abbiamo smarrito il senso di ciò che succede , abbagliati dal pensiero dominante come testimonia il bliz dei fascisti di blocco studentesco al convegno dell'anpi sulle foibe



Si puo capire che non si sia d'accordo e potrebbe essere anche << E’ assurdo che una simile tragedia venga ancora lasciata raccontare dalle parole di chi vorrebbe sminuirla e renderla oggetto di negazionismo >> ma che fine ha fatto la libertà di parole e d'espressione ? invece di fare un simile gesto di lontana memoria ,




perchè non chiedete la parola d'intervenire e vi confrontate , mettendo a confronto le vostre interpretazioni con quelle degli altri ? Insomma, sarebbe anche ora che per vicende complesse e dolorose come queste non ci si fermasse a semplificazioni superficiali da una parte e dall'altra . Non basta citare qualche storico qua e là per non inciampare in assunti erronei o quantomeno discutibili. E l'argomento è troppo importante per facili ricette e strumetalizzazioni .Non sarebbe meglio cominciare a pubblicizzarevdibattiti di storici magari con prospettive diverse ma che divrebbero essere in grado di analizzare i fatti di allora ?

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