31/12/06

Senza titolo 1547

prima  d'andare  al cenone di fine d'anno ( di  cui  posterò le foto  se  i mie amici   sono d'accordo  )   lo faccio   con un testo   che rappresenta  il mio pensiero ed il mio stato d'animo  , lo scritto  è di Enzo Gentile
ed  è  riportato  dall'agenda    16  mesi 2007  del gruppo \  associazione   smemoranda  ( www.smemoranda .it  )
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Enzo gentile
>>  buon anno

 ( ... ) Si può: siamo liberi come l'aria. Si può: siamo noi che facciamo la storia. Si può: libertà, libertà, libertà. Libertà obbligatoria.Giorgio Gaber   poichè non so a quale  versione  Enzo gentile    faccia riferimento potete   trovate i testi  dele tre versioni sul sito  ufficiale  ecco l'url  www.giorgiogaber.org/testi/testi.php


Auguri per un uovo anno: nel senso che abbia soprattutto la sorpresa.Bisogna sgomberare alla grande: la mente come quasi un vecchio solaio, il cuore come certe cantine immobili e polverose, gli occhi alla stregua di quei ripostigli in cui ognuno di noi usa stipare cianfrusaglie e ritagli di memoria, illudendosi che certe figurine siano manifesti di vita. Un anno, proprio perché nuovo, e diverso, però, deve prescindere dal calendario, e iniziare un po' quando ci pare: con una bella dose di autostima, da spalmare generosamente, come da un vasetto di Nutella.E forse questo è il momento adatto. È tempo di migrare, con la fantasia. E di sentire la primavera, di fiorire: liberandosi di tutto e di tutti, della zavorra che è sopra ogni cosa uno stato della mente. Perché solo creando i vuoti si fa spazio al pieno che verrà.Rifondo, rinasco, rigenero, rilancio e ribadisco: liberi non si nasce, lo si diventa. Liberarsi dalla brutta musica (e dalle radio, dalle tv specializzate: ma ci faccia il piacere!), dai pessimi film, dai libri inutili, dalla televisione tutta, dai cibi finti, dai vini cattivi, dai coloranti veri, dai grigi infiniti, dall'aria pesante e dai pensieri fatti di niente. Dai momenti opachi, dai sentimenti forzosi, dai lavori forzati; dei gesti mesti, dei vasi non comunicati. E mai ballare coi cupi.Cominciare un anno con il piede giusto, anzi con tutti e due, già che ci siamo: una sinfonia intorno e dentro di noi.
E allora, per festeggiare al meglio, anziché un solo anno, celebriamo il 2007 come se fossero dodici, diciamo uno al mese.
Auguri, dunque
- per un anno maratoneta, quello che corre via veloce e bisogna inseguirlo a perdifiato
- per un anno camaleonte, che ti cambia di continuo sotto gli occhi
- per un anno arcobaleno, tutto a colori, che non sai mai cosa metterti
- per un anno capriccioso, senza le mezze, né le quattro stagioni, e anche meglio della margherita
- per un anno coltello, con cui tagliare il capello in otto e concedersi perfino il bene della severità
- per un anno bandiera, da sventolare a più non posso, perché il
vento è cambiato
- per un anno golosone, da farcire a volontà e per leccarsi i baffi
- per un anno pianoforte, da suonare a dieci dita e migliorare la musica
- per un anno giardino, da coltivare a fiori profumati e strawberry fields forever
- per un anno ammaestrato, da cullare docile e morbido, come un caldo peluche
- per un anno radiofonico, o anche ferroviario, così da cambiare sempre stazione, fino a trovare quella giusta
-per un anno spiazzato, da capovolgere, ribaltare, e lasciarci tutti senza respiro.
- Augh!


(...) "Volevo dire di no quando la banda passò,\ma il mio ragazzo era lì e allora dissi di sì."(Mina) qui il testo integrale


>>


Senza titolo 1546

Durante queste vacanze ,oltre ad ascoltrare l'ultimo  cd  dei MCr  ( vedere  la  recensione  )  le prime senza dover studiare per l'esame e ad aver dato l'esame dis toria dela filosofia , mi sono letto il bellissimo graphic novel “ Palestina “ di Joe Sacco (  fotro al centro ) edito dal quotidiano  la  repubblica .









Tale opera  di letteratura (perchè per me certi fumetti sono e vanno considertati tali) racconta il viaggio fatto da Joe Sacco ( foto a  sinistra ) . lk'autore  celebre fprima  di questo scritto solo per aver raccontato sempre  a fumetti le tourne di gruppi rock ,tra il 1991 e il 1992, decide di andare a visitare Israele e i Territori occupati . Alla domanda : << Come mi sono ritrovato a fare il viaggio in Palestina ? >> l'autore ha risposto : << Diciamo che mi sono sentito spronato a farlo perch� ero sconvolto e lo sono ancora � da quel che succedeva in Medio Oriente; e per come vanno le cose,probabile che tra dieci o quindici anni sar� ancora sconvolto.>>  Egli , e lo si capisce leggendo l'opera , viaggia senza una meta precisa, facendosi spesso guidare dalla casualità, incontrando la gente del luogo e condividendone la difficile vita quotidiana. In quei giorni intervista uomini e donne dalle storie diverse, alla ricerca di esperienze e drammi personali e collettivi. Il suo bloc notes , la sua macchina fotografica, il suo registratore, si riempiono di scenografie, volti, parole, racconti. Tornato a casa, a Portland,nell'Oregon, trae da tutto il materiale raccolto . Creando quello che la critica ha etichettato \ chiamato come reportage a fumetti  e che ha classificato  l'opera  come graphic novel  ( qui la definizione   da  wikipedia italia  e qui  in inglese da wikipedia internazionale ) .
Esso è un  volume unico e straordinario, un reportage in leggera differita,ma tremendamente attuale, da Gaza e da varie altre città dell'Autonomia e dai campi profughi. E' molto schietto,efficace e netto nel linguaggio e nelle descrizioni degli eventi e dele storie  . Pubblicato in mezzo mondo, che ha ricevuto il prestigioso American Book Award nel 1996 e che molti hanno definito come l'erede del Maus di Art Spiegelman. In queste pagine Joe Sacco riesce a raccontare la sua inchiesta, inserendo anche se stesso come personaggio ( trovate qui affianco il suo autoritratto ) e usando uno stile particolarissimo,in cui  sembra di sentire  gli modori,i suoni, d'esere praticamente sul  posto quando gli eventi accadono   . In tale opera , infatti , è una contaminazione  fra reportage  e   fumetto in quanto  accosta il dramma a frammenti d'umorismo, considerazioni personali e testimonianze dirette. Palestina riesce cosi ad essere una delle più� ricche inchieste sulla realtà del popolo palestinese. Un documentario unico , un reportage a fumetti. Anche se fermo al 1992 si è ancora sconvolti ed indignati . Mi è piaciuto perchè J.S rappresenta e mette in evidenza la desolazione di chi osserva l'infelicità altrui senza potyer fare niente per cambiarla . Neppure scrivendo un libro a fumetti di tale portata venduto in mezzo mondo e atttirandosi l'etichetta d'essere filo palestinese  cosa che secondo me non esiste proprio , in quanto ha raccontato quello che ha visto e di cui è stato testimone In più di un punto esprime le sue perplessità sul fatto dell'obbiettività ( se lo leggete ve ne accorgerete ), domandandosi e rispondendosi che non vuol essere nulla: ma racconta con la cura e la particolarità di un vvero cronista quello che ha visto, e questo per me non significa esserlo . Infatti  neppure raccontando quello che di solito nessuno racconta  , almeno qui in Italia , salvo i gruppi della sinistra extra parlamentare o sinistra estrema  ;  cosa  che invece all'estero raccontano molto bene   come  ad  esempio la tv satellitare franco- francese www.arte-tv.com e il documentario israel et les arabes 1948-205 qui per acquistarlo
. L'autore in queste pagine s'immedesima con l'imbarazzo e il disagio del lettore . Il suo senso di colpa , anche .Riporto qui , tratto da un post del Ng it.cultura.ebraica in cui c'era un polemico   scambio sul quest'opera . Ecco  alcunio stralci  del  post in questione che trovate qui 


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Da : Liang Rongfa
Data: Mar 18 Giu 2002 19:42


Orbene, ora giudicherai il frutto di Joe Sacco :
Prefazione dell'autore all'edizione integrale di Palestina Questo libro raccoglie per la prima volta tutti i nove numeri di una serie a fumetti intitolata Palestina. In precedenza la serie e' stata raccolta in due volumi. Ho scritto e disegnato Palestina dopo aver trascorso due mesi nei Territori Occupati quasi dieci anni fa, nell'inverno tra il 1991 e il 1992. Dopo quel soggiorno, venne iniziato un "processo di pace", culminato in una serie di accordi e di quasi accordi, alcuni dei quali propagandati a gran voce come "decisivi", e con l'installazione di un'Autorita' Palestinese guidata da Yasser Arafat in alcune zone da cui Israele si e' ritirato. Malgrado i premi Nobel per la Pace, nessuno dei principali problemi rimasti, il ritorno o il risarcimento dei profughi palestinesi, gli insediamenti ebraici, lo status di Gerusalemme, e' stato risolto. (Mentre invece gli insediamenti proseguono, e hanno proseguito a infoltire le proprie schiere a decine di migliaia). Ma anche sorvolando su questi difficili punti, e non e' proprio possibile, il "processo di pace" non ha procurato alla popolazione palestinese che vive nei territori occupati da Israele nel 1967 benefici tangibili. Difatti la loro terra e' ancora espropriata, le loro abitazioni vengono ancora rase al suolo, i loro uliveti vengono ancora sradicati. Hanno ancora a che fare con una truppa di occupazione cosi' come con i coloni degli insediamenti, che spesso sono il supplemento armato alle truppe di occupazione (ma a volte e' difficile capire se non sia viceversa). Grazie alle chiusure e agli effetti permanenti dello strangolamento dell'economia palestinese operato da lungo termine dagli israeliani, la vita dei lavoratori palestinesi e delle loro famiglie e' diventata ancor piu' misera di quanto non fosse al tempo in cui quest'opera e' stata pubblicata per la prima volta. A questa miscela deprecabile vanno anche aggiunti il malgoverno e la corruzione dell'Autorita' Palestinese. Questo libro parla della prima Intifada contro l'occupazione di Israele, che stava raffreddandosi proprio durante il mio soggiorno. Mentre scrivo queste parole, sta prendendo il via una nuova Intifada perche', in breve, l'occupazione di Israele e tutte le conseguenze della dominazione di un popolo a opera di un altro, non si sono fermate. Palestinesi e israeliani continuano a uccidersi in un conflitto a bassa intensita' o con violenza diffusa (con uomini bomba, fuoco dagli elicotteri, bombardamenti aerei) fino a che il nodo di tutto, cioe' l'occupazione israeliana non si porra' come un elemento da risolvere nella legge internazionale e come principio di diritto umanitario. Joe Sacco, Luglio 2001.


Qui finisce la prefazione, che vi permette di giudicare Joe Sacco. E' un grandissimo artista ed il suo libro va letto, ma sarebbe un offesa al suo onore negare che egli sia filopalestinese.
>>


Concordando   con  quanto espresso da un altro partecipante  alla  discussione  citata precedentemente  Quindi io ( e credo anche alcuni di voi ) mi chiedo  : << Che deve fare a questo punto un "sionista" quando legge il libro? La risposta piu' facile sarebbe quella di un membro di Italian Honest Reporting [ ultra destra israeliana http://www.honestreportingitalia.com/ qui il sito inglese http://honestreporting.com/ ] che, sulla base di un paio di tavole anticipate su Internet, voleva denunciare Joe Sacco ed i suoi editori per istigazione all'odio razziale. In realta' un'accusa del genere non avrebbe retto: i nasi dei "coloni" di Hebron sono perfettamente uguali a quello dell'io narrante, ed a quelli di molti personaggi palestinesi - non si puo' costruire un'accusa di razzismo su di essi. La seconda possibilita' sarebbe quella di dire: "E' tutta una panzana", ma basta leggere la stampa israeliana di sinistra (tipo Ha-aretz, la bestia nera dei partiti che si ispirano a Vladimir Jabotinsky) per rendersi conto che non si puo' dire nemmeno questo. Quindi ... bisognerebbe spulciare tutte le tavole e dire, come i bambini quando si scambiano le figurine: "Questo e' vero, questo era vero, questo e' falso, questo e' completamente inventato". Il mio giudizio sul libro di Sacco "E' un bel libro, e vale la pena leggerlo" puo' sembrare interlocutorio come le note di qualifica che vengono rilasciate ai dipendenti pubblici mediocri, ma e' molto piu' positivo della media dei miei giudizi librari, e vale quindi come incoraggiamento a leggere e verificare il contenuto del libro.>> Ecco quindi che Il fatto che possa essere o meno una persona  filo palestinese non la qualifica automaticamente come bugiarda. Cio' che gli si  potrebbe rimproverare  a  Joe Sacco (e che si nota anche nella prefazione che ho copiato) e' che lui bada soltanto ai problemi dei Palestinesi e ne attribuisce tutta la responsabilita' agli Israeliani, salvo una trascurabile (  non poi tanto piccola  visto che  alle  elezioni ha vinto  il gruppo fondamentalista  islamico  di hamas ) corresponsabilita' del malgoverno e della corruzione dell'Autorita' Palestinese  e quindi  d'essere  di parte ,  ma non fazioso e bugiardo perchè Palestina  , racconta  ciò che  è  stato assorbito , vissuto dall'autore   facendo dunque  convivere  ricerca sul campo , testimonianza diretta ad alcuni eventi dell'autore stesso , e  le sue  opinioni . e  la  sua    esperienza interiore  che parte dai dei pregiuzi  , cioè  dall'equazione  palestinesi=terroristi , per  poi  capire  che non sempre  è cosi  .
Concludo : 1)  con quanto dice  Paolo interdonato   nela  scheda   dell'edizione di reppubblica  : <<  (...) Il punto   non è l'apparente  semplicità  del  raccontare per immagini  , ma le idee   che    vi passano   e le opinioni anche poliche [ non politike  ho  già spiegato  in altri post    tale differenza  tra  politica  e politika ]   che    vi vericolano . La strada   per la prossima generazione   di giornalisti a fumetti e spianata  . >>  ; 2)  con le  paole  di Joe Sasso  tratte   da una intervista  fattagli  da Paul Karasik (  insegnante   alla school of  visual  arts  di Nw   e   all’adattamento del racconto Città di Vetro (City of Glass, tratto dalla Trilogia di New York di Paul Auster), realizzato in coppia con David Mazucchelli.)  . contenuta  sempre  nella sudetta introduzione  : <<  per me l'obiettivo  principale  è presentare   le loro  parole  , qualunque cosa dicano , che si tratta di un'analisi   ponderata   della situazione  o di un rovente accesso odio 
>>  .
  con questo  è tutto  Buon anno a  tutti\e  voi  a voi  decidere   se   tale opera  e filo palestinese  o meno 


P.s 
per  i link ed approfondimenti  sulla questione palestinese  e  sul conflitti arabi -israeliani  rinvio  oltre  a quel dvd  citato  e ai link  presenti  nel post  in cui criticavo  la sinistra extraparlamentare  per aver bruciato le bandiere d'israele
P.s
Mentre finisco questo post mi ritornano in mente le  parole  scritte  da  Maria  Novela  Oppo  sul   trafiletto quotidiano  "  fronte del video " pubblicato  sull'unità del 31\12\2006   sulla condanna  a morte di Saddam :
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La vendetta


Maria Novella Oppo




Non riusciamo a cancellare dai nostri occhi le immagini dell´esecuzione di Saddam. Tutte le reti ne sono state invase. Niente di nuovo, purtroppo, nella globalizzazione della barbarie, ma un uomo incatenato, ucciso da uomini incappucciati è la scena di un delitto mostrata al mondo intero. Tutto registrato e diffuso quasi in tempo reale, perché niente avviene se non avviene in tv, secondo la logica di una comunicazione chiamata a completare l´opera del boia e a uccidere un uomo morto. Perché lo avevano già finito quando lo avevano mostrato a bocca aperta, ispezionato e quasi spulciato, come un animale appena catturato. Da lì era cominciata la distruzione fisica del tiranno, la sua riduzione a prigioniero, vittima e dunque di nuovo uomo. Cosicché, alla fine, ad essere ucciso è stato l´uomo. E questo è l´incredibile risultato della vendetta di Bush. Come se un nuovo delitto potesse cancellare tanti delitti. Come se aggiungere nuova ferocia potesse migliorare il mondo e capovolgere le sorti della guerra.
>>

Auguri e gioia...


...con un abbraccio speciale per Giuseppe e per tutti voi, con affetto...^_^


*Angelika*

Senza titolo 1545


 Come promesso prima di andare via...


Eccomi qui.


Alla fine dell’anno ci si ritrova sempre a fare un bilancio sui 365 giorni trascorsi.


Ma io ora mi ritrovo qui a casa


E di bilanci ne faccio e non ne faccio


Il solo fatto che il primo gennaio


Il primo giorno del 2007 sarò in un treno per ritornare nella mia nuova città è già un bilancio di quel che mi è successo in quest’anno


Chiuderò il mio 2006 con un brindisi con la mia famiglia


E inizierò con loro e con una nottata con i miei amici


Chiuderò il 2006 con cose nuove nel cuore


Quelle nuove amicizie che non mollo nei pochi giorni che sono qui


Che mi sono stati vicini in questi due mesi lontano dalla mio paese


Ci sono state storie vissute


Cambiamenti radicali della mia vita in una sola settimana


Amici che si son sposati


 


E io…


Ormai è una settimana che sono qui al mio paesello


Il mio arrivo sabato scorso


Il mio treno che ha portato due ore di ritardo


E loro li ad aspettarmi


Solo arrivando qui


Ho sentito quell’aria di festa


Ho trovato e ricevuto tanti piccoli regali che porterò con me


Amiche che mi hanno abbracciato forte


Me ne sono andata in giro per la mia città


Mi sono immersa per un po’ di ore nella feltrinelli


Ho incontrato vecchi e grandi amici


Ho fatto una telefonata che mi ha fatto male il cuore


…ho pianto quella sera…


Ho sentito la lontananza


E se prima non riuscivo a mandare via dalla mia vita chi mi faceva male


Ora so mollare la presa


Ed è brutto farlo nei giorni di festa


Ma l’ho fatto


Ho dato i miei regali


Uno sguardo triste di chi già sapeva il seguito


“Non allontanarti…non voglio perderti”


…non dipende da me…


Un discorso fatto di notte…


Con tutta la dolcezza che possa esserci tra due persone che provano…ma che non riescono a toccarsi fino in fondo…


E chissà…


Sentivo che dovevo farlo e l’ho fatto…


E ora vedremo le conseguenze…


Ci son tanti libri da regalare…


E forse un giorno riuscirò ad ascoltare quel blues che la sera dopo ha suonato per me…


Ho finito di leggere il libro di Fabio Volo


“…Mi sa che mi piaci un casino. Vorrei vedere se è vero. Vorrei vivermela. Punto.”


 


Oggi ho rivisto “Il favoloso mondo di Amèlie”


Come sempre mi rapisce…mi piace…


Dice che sono la sua Amèlie


Mi ha sempre chiamata Amèlie


E sorrido…


 


Il mio 2006 sta per finire così….


Vivendo una nuova vita…


 


Auguro a tutti ma proprio tutti


Di sorridere per l’intero 2007!!!


Io vi sorrido prima di salutarvi


Prima di tornare nella mia nuova città e di essere di nuovo meno presente


Vi sorriderò anche dopo


Mentre sarò li a vivere


Perché sto vivendo…e fa stare bene…


AUGURI A TUTTI!!!



Senza titolo 1544

10  9  8  7  6  5  4  3  2  1  . . . . . .


 


29/12/06

Senza titolo 1543

legendo l'articolo sotto  riportato  , mi sembra  che per  certi aspetti il nostro paese   sia   ancora rimasto fermo ai   racconti  di Giovannino Guareschi   ed in particolare   alla saga  Peppone  e doncamillo  trovate news  sul collegamento  ipertestuale precedente  . Dove  nonostante i cambiamenti epocali avvenuti dal 2  doipo guerra ad oggi ed in particolare negli anni  60\80  (  gettando  a rammengo, anchje in Sardegna [ SIC]    quel poco di buono  che  c'era  nelle radiuci  contadine  e tutte  le  tradizioni e  usanze  e elementi antropologgici che  c'erano  dietro   )     ci sono ancorta  forti sacche di restitenza  ( ed  proprio ad esse che si riferisce  la mia categoria  guerriglia  culturale  )  di bigottismo  e di falsa  ipocrisia  condannata  anche dala casnzone  Dio  è morto  di  Guccini  e che si regge  sul detto : <<  cambiare  tutto  per non cambiare nulla  >> dal romanzo  IL gattopardo  di Tommasi di Lampedusa
Ma  ora  Bado alle ciancie  e  a  voi l'articolo  e  a voi  ogni  giudizio  in merito

Fonte  la repubblica  online  del 29\12\2006

L'opera di Tranquilli sul campanile di Santa Sofia scatena  la polemiche. Appello a Mastella: "Offesa alla nostra cultura" "Quel Batman è il demonio"una scultura divide Benevento





dal nostro inviato ANTONELLO CAPORALE



 
BENEVENTO - Il demonio è comparso, secondo l'Udc e An, agli inizi di novembre. E' in città, sul campanile più amato della chiesa più bella, quella di Santa Sofia, consacrata alla devozione, rifugio dei peccatori del Sannio. Sovrasta il corso principale interrompendo l'architettura monumentale della torre e il passeggio tranquillo e natalizio degli umili e dei credenti. A Benevento sembra sia davvero giunto il demonio, e si sia imbracato senza più dare segni di trasferimento né avvertire peso o imbarazzo.
Sere fa nel corso di una veemente omelia al cospetto del ministro Clemente Mastella, monsignor Pasquale Maria Mainolfi, ha citato un gigante della filosofia moderna, Soren Kirkeegard: "Tremate o naviganti tra le tempeste del mare, perché il capitano è assente e la nave è in mano ai cuochi di bordo".
Mastella ha fatto uno scatto con il corpo perché si è sentito, come dire?, per un attimo cuoco. Si è però rasserenato quando ha capito che monsignore chiedeva a lui, leader dell'Udeur, di intercedere presso il comune amico Fausto Pepe, nominato dalla famiglia mastelliana sindaco della città. "Glielo dica lei che lo tolgano - ha detto dall'altare - I Longobardi, i cosiddetti barbari, ci hanno lasciato un capolavoro d'arte vera, la chiesa di Santa Sofia. I politici di oggi hanno consentito che una figura demoniaca, offensiva del comune senso del decoro, campeggiasse su un simbolo della nostra cultura cattolica".
Il guaio, perché di gran guaio si tratta, è che persino questa indiscutibile questione religiosa, cioè il confronto serrato tra angeli e demoni, si è sviluppata tutta all'interno dell'Unione. E' vero. Sono stati i diessini a spalancare le porte della città, che è comunque, è bene ricordarlo, la città delle streghe, al diavolo presunto, nella fattispecie, secondo la Chiesa e molti prudenti rappresentanti politici, travestito da Batman.
E' stato voluto dell'amministrazione provinciale guidata da Carmine Nardone, personalità di spicco della Quercia, Arcos, il magnifico museo di arte contemporanea che, sotto la direzione di Danilo Eccher, anima la vita culturale della provincia. A ridosso del Natale, Arcos ha programmato la mostra collettiva sulle fiabe contemporanee. E ha chiamato lo scultore Adrian Tranquilli a esporre una delle sue opere, che prevalentemente hanno ad oggetto eroi moderni tratti dai fumetti. Tranquilli, fiero del suo lavoro, ha depositato Batman. "Batman - dice il diessino Nardone - è indiscutibilimente un eroe positivo. E la sua figura non indugia neanche per un momento alla rappresentazione di uno spirito demoniaco. Non mi pare. Batman è culla dei sogni di ogni ragazzo, e io mi batto per difendere la libertà di espressione di ogni artista. Sta lì, sulla torre civica (non il campanile): fa sognare. Benevento ha la fortuna di godere della presenza di Arcos che ospita opere di grande livello. Ricordo che l'autore di Batman ha esposto al Kunsthalle di Vienna, al Dali Museum di St. Peterburg in Florida, allo Iaspis di Stoccolma. E comunque una cosa è certa: Batman resterà con noi fin quando si è convenuto". Si è convenuto che resti in città fino al 27 gennaio prossimo e pare, per i troppi che vorrebbero interrompere la visita, un tempo lunghissimo.
Nell'Unione dunque la divisione si è così formalizzata: i diessini vedono nell'uomo pipistrello soltanto Batman. La Margherita vede e non vede. Sta zitta, non sa. L'Udeur? Assiste terrorizzata perché l'acrobata insuperabile, il pipistrello assorbe nelle sue fattezze le curve demoniache: le mani, le gambe e soprattutto quelle corna fanno paura e obbligano, quando si attraversa il bellissimo corso, a tenere il passo svelto e il capo chino. Il sindaco, che ha autorizzato l'installazione, "in considerazione dell'insuccesso suscitato nell'opinione pubblica cittadina", ha chiesto al presidente della Provincia di "rimuovere il manufatto artistico". Il diessino si è scandalizzato di tanto scandalo: "Ma non vedi che è Batman?".
Di un demonio bello e buono, di un'opera sacrilega che raffigura persino (su Batman) la ferita sul costato, dileggia la fede in Cristo e mortifica il suo corpo, sono certissimi i consiglieri del partito di Pier Ferdinando Casini. "La nostra storia, la nostra fede, la nostra cultura vanno difese, ricordando a tutti la Benevento pontificia. Quello è un mostro, una figura demoniaca che disorienta e offusca la coscienza fino a porsi come negazione dei valori etici".
Che il demonio si annidi sulle guglie non è tema nuovo nelle dispute politiche. Nel 1992 Cl ricordò polemicamente a Rocco Buttiglione, che "a volte il demonio si nasconde nelle guglie delle cattedrali". E chi è tra gli angeli il più potente avversario del demonio? San Michele Arcangelo, raffigurato spesso sulle guglie delle chiese. Benevento chiama a un'ultima prova di forza contro il suo demonio presunto.


  questa  è la  versione  del giornale  locale  www.ilquaderno.it/

Benevento, caso Batman: Nardone parla e censura i mezzucci




Parla anche il presidente della Provincia di Benevento,Carmine Nardone,sulla vicenda dell’installazione della  disnstllazione  dell'opera di Batman, l’installazione di Adrian Tranquilli che svetta sul campanile della Chiesa di Santa Sofia a Benevento
Nardone, dopo qualche giorno, fu destinatario di una lettera del sindaco di Benevento, Fausto Pepe, che gli chiedeva di rimuovere il manufatto dopo averne decretato l’insuccesso. Allora Nardone decise di non rispondere né a Pepe, né ai consiglieri comunali del centrodestra Luigi Bocchino e Costanzo Di Pietro.
Ma ieri ha parlato con il giornalista di Repubblica, Antonello Caporale, che stamani ha riportato un suo parere sulla vicenda (tale articolo è stato stamattina stigmatizzato dal sindaco Pepe nel corso di una conferenza stampa).
Secondo il presidente della Provincia, la polemica in corso è “una strumentalizzazione di facile opportunismo da parte di chi ha costruito le proprie fortune proprio su tali mezzucci”. Ignoto rimane il bersaglio di Nardone.
“E’ appena il caso di notare che la installazione di Adrian Tranquilli riguarda la Torre Civica di Benevento e non quello che, impropriamente, si definisce come “Campanile di S. Sofia” – continua la nota di Nardone - che, come tutti sanno, purtroppo crollò secoli fa, a seguito del terremoto del 1688, danneggiando lo stesso luogo di culto”.
dell’opera d’arte contemporanea di Adrian Tranquilli “Batman” sul campanile sito nei pressi della chiesa di Santa Sofia. L’iniziativa, promossa dal Museo Arcos ai primi di novembre, ha suscitato numerosi commenti e critiche in città tra le forze politiche e alcuni esponenti della Curia beneventana.Io ho troppo rispetto dei miei stessi sentimenti religiosi – conclude Nardone - per respingere visioni oscurantiste della fede che non si addicono né ai tempi che viviamo, né allo spirito di quella operante e straordinaria solidarietà nei confronti dei più deboli e degli emarginati che, a ragione dei veri e seri problemi e tragedie internazionali, quotidianamente ed in tutte le parti del mondo la Chiesa mette in campo”.
Probabilmente tali frasi sono riferite al parroco di San Gennaro, don Pasquale Maria Mainolfi, che nei giorni scorsi si era espresso duramente contro quella istallazione.


 


28/12/06

Senza titolo 1542

 rivolgo a  voi tutti   lo stessdo  sonìdaggio fatto  dalla trasmissione radiofonica ( una delle poche perle in mezzo ala merda    che  c'è  in  Rai )   fahrenheit   .Esso  s'intitola : << LA FRASE DELL’ANNO >> se nel caso volesse partecipare  votando  la migliore scrivendo una mail a fahre@rai.it, la frase dell?anno, quella che sintetizza il fatto, il tema, che ha caratterizzato il 2006.


 Ecco le frasi in questione 


Non ho la forza, mi manca l?anima: mi e` stata uccisa. Da domani saro` dimissionario da direttore generale della juventus e da stasera il mondo del calcio non e` piu` il mio mondo?
Luciano Moggi, 14 maggio 2006, annuncia le sue dimissioni
Se si continua a credere che davvero camorra e ?ndrangheta e le altre organizzazioni criminali siano un porblema meridionale, siano un problema relegato nei confini del mezzogiorno, e? finita!?
Roberto Saviano: dalla presentazione del libro Gomorra, giugno 2006
Forse sarei stato piu` fortunato se avessi vissuto da qualche altra parte, in un luogo non dominato dalla guerra e dalla violenza. Per me, in quanto ebreo che vive in Israele, ecco, vivere in Israele e? la cosa piu` significativa?.
David Grossman, sulla morte di suo figlio Uri, agosto 2006
Sono vivamente rammaricato per le reazioni suscitate da un breve passo del mio discorso nell?Universita` di Regensburg, ritenuto offensivo per la sensibilita` dei credenti musulmani mentre si trattava di una citazione di un testo medioevale che non esprime in nessun modo il mio pensiero personale?
Papa Ratzinger, 16 settembre 2006, dopo le polemiche suscitate dal suo discorso a Ratisbona
Io non sono ne un malinconico ne un maniaco depresso. Morire mi fa orrore, purtroppo cio? che mi e? rimasto non e? pu? vita?
Piero Welby, scomparso il 20 dicembre 2006: dalla lettera aperta al presidente Napolitano del 23 settembre 2006
Io sono un giornalista. Vent?anni fa ho deciso di fare il giornalista perche? ritenevo che fosse importante questo tipo di lavoro per l?informazione che da
Anna Politkovskaja, uccisa il 7 ottobre 2006: da un intervista a Fahrenheit
Lunga vita all'Iraq!Lunga vita al popolo iracheno! Dio e` piu` grande degli occupanti! Abbasso i traditori!?
Saddam Hussein alla lettura del verdetto di condanna a morte, 5 novembre 2006
Qui ormai siamo un paese impazzito, che non pensa piu' al domani
Romano Prodi, 11 novembre 2006: sulle polemiche intorno alla Finanziaria
E` una catena che deve essere spezzata attraverso l?intervento congiunto delle forze sindacali, delle forze di governo e, direi, dell?opinione pubblica. Io ho cercato di lanciare un grido d?allarme?.
Giorgio Napolitano, sull' incendio dell'oleificio di Campello sul Citunno e le morti sul lavoro, novembre 2006
Marg Bar Dictator! Marg Bar Dictator Khejalat, Khejalat, Mamoor-e-Entezami! (Morte al dittatore! Morte al dittatore) (Vergogna, Vergogna, poliziotti!)
Gli studenti iraniani contestano il presidente Ahmadinejad, 11 dicembre 2006

Grazie per l invito

Ciao, grazie per avermi invitato su questo blog.


Attualmente sono in Ucraina e non dispongo del computer (ogni tanto utilizzo un internet point).


Mi riservo il piacere di visitare nuovamente questo blog al mio rientro in Italia (12 gennaio p.v.)


Ciao, ancora grazie,


francescodel51

27/12/06

Senza titolo 1541

per tutti\e coloro sono di tempio p ( sassari o  olbia\tempio  ) e non  Venerdì 29 Dicembre ale ore 21 presso l'ufficio turistico, nella piazza dell'ex mercato l'associazione L'associazione Carta Dannata in collaborazione con la Libreria Max 88 e l'associazione culturale Iskeliu  di Sandro Fresi presenta "Nerolucido", libro Antologia   edito  Mediando editore contiene  i  migliori racconti scelti tra tutti quelli pervenuti all'associazione per  il concorso  una storia  sbagliata  edito quest'estate  .La serata presentata dallo scrittore Gianpaolo Cassitta (  autore de IL giorno di moro   vedere  mia recensione  nel  nostro blog  )  prevede la lettura di brani tratti da alcuni racconti inseriti nell'antologia e brani musicali del repertorio di Fabrizio De Andrè eseguiti dal gruppo degli "Humaniora". Ci saranno letture, musica e interventi degli scrittori, giovani e non, emergenti che hanno partecipato a tale iniziativa

26/12/06

Senza titolo 1540

Fra  i tanti  regali  di natale  ( che   prima o poi  vcvi elenchero in quanto  deve ancora rientrare mio cugino che lavora  a como )  ho ricevuto l'ultimo dei Mcr  . Esso mi ha  sorpreso  perchè  lgli amici che  te l'hanno regalato  hanno anticipato un mio acquisto e perchè  dimostrano di  conoscere  effettivamernte i tuoi    gusti pur  conoscendoti da poco  2\3  anni  .
Dopo questa premessa  veniamo alla  recensione   del cd 
Esso apre  una nuova stagione per i Modena City Ramblers, una nuova primavera dopo l’uscita dal gruppo,Sic, del cantante storico “Cisco” Bellotti. Un anno fa la separazione e l’inserimento delle nuove voci Davide “Dudu” Morandi e Elisabetta “Betty” Mezzani , davvero molto  bravi  soprattutto la seconda voce 
Della "pianta Modena City Ramblers" conosciamo certamente le radici e il fusto. Ora ci sono nuovi frutti da gustare. Il primo è appunto il nuovo album Dopo il lungo inverno.

In quest'album  sono intervenuti come guest star nella registrazione dell’album Terry Woods (Pogues), la brass band macedone Original Kocani Orkestar capitanata dal trombettista “King” Naat Veliov, il rapper bolognese-catalano Luca “Rudeman” Lombardo, il fisarmonicista Massimiliano Fabianelli, il quartetto d’archi reggiano Koiné, il trio di fiati Giardina/Bolognesi/Castagnetti, gli amici di vecchia data Lucia Tarì (cantante) e Enzo Ciliberti (armonicista), il coro delle voci bianche del Teatro Comunale di Modena.
La produzione è di  Peter Walsh, già al lavoro con Simple Minds, Pulp, Peter Gabriel, Afro Celt Sound System, Scott Walzer.

Come  giustamente  dicono loro stessi : << il titolo metaforicamente evoca l’idea di una nuova stagione, di un nuovo ciclo che si preannuncia.Dalla copertina realizzata, passando per i sedici brani inclusi e fino ai tre frammenti che ne costituiscono il momento inziale, centrale e finale, tutto il disco risulta permeato da questa forte suggestione, che muovendo dagli evidenti rimandi alla cultura contadina, dipinge un multiforme quadro di “rinascita”: personale, politica, ideale, quasi come se l’attualità che ha segnato la storia d’Italia e del mondo globalizzato nel 2006 venisse a intrecciarsi con le vicende private della band e con i sogni, le scelte di vita e le aspirazioni dei suoi singoli componenti.>>
Tale disco  un'opera  \ lavoro di transizione   dala  "vecchia   alla nuova gestione" , cosa  difficile  in un anno e  In un’epoca in cui la  musica sempre più “consumata” in modo frammentario, superficiale e veloce contenga  una forza  rigeneratrice  enorme  dopo  l'abbandono  di uno dei Leader  , cosa  che generalmente  , porta  allo scioglimento. Infatti 
tutti i  grandi gruppi della musica italiana ed internazionale individuano al proprio interno un leader, una figura carismatica che diventa, allo stesso tempo, il rappresentante dell'immagine pubblica della band e quello da cui dipendono i successi e gli insuccessi artistici e commerciali. E' anche per questo motivo che proprio la figura del frontman è quella che più spesso porta, sempre nella maggior parte dei casi, allo scioglimento di un gruppo rock, come se i musicisti rimanenti non riuscissero più cavarsela senza il loro leader storico. Infatti  condivido quando  dice  la recensione  del portale ilpotereelagloria : << Così però non sembra essere stato per i Modena City Ramblers, gruppo tra i capofila della scena folk italiana che dopo il recente abbandono di Stefano 'Cisco' Bellotti ha saputo subito darsi una nuova formazione (con l'ingresso di Davide Morandi e Betty Vezzani) e incidere, nel giro di pochi mesi, un nuovo album di buona fattura, in linea con i precedenti lavori ma al contempo, anche a causa delle due voci guida maschile e femminile, pure di rinnovarsi e cercare nuove soluzioni musicali. Il risultato, cercando di dare uno sguardo d'insieme, è quello di un disco caratterizzato da una manciata di movimentati brani folk-rock intriganti e ben musicati, a cui si alternano dei lenti che però, ci sembra, non sempre riescono a cogliere nel segno, non trovando ancora del tutto il giusto equilibrio tra le nuove e diverse sensibilità. Un disco che di solito si definisce di passaggio ma che, nonostante alcune ingenuità e un paio di pezzi evitabili, vanta comunque già alcuni momenti che lo rendono degno di piazzarsi tra i migliori nella discografia dell'ormai storico gruppo modenese. E, ci vien da dire, un disco che dimostra che in fondo 'Cisco', almeno sul versante musicale, è stato degnamente sostituito . ( continua qui  ) >>
I Ramblers realizzano un disco lungo, studiato, ponderato, eclettico e meticcio che costituisce innanzitutto una risposta “politica culturale ” a una scena discografica e ad una cultura monodimensionale che impone, o vorrebbe imporre, un suono e una canzone, sempre la stessa rassicurante nenia per palati addomesticati. Un disco che vuole essere ed    è  ( come   sono i precedenti )  un grande ponte tra la band e il suo pubblico, che ne ha decretato la popolarità e il successo proprio perché  in essi vede dei compagni  dis trada che nella musica cercano le stesse semplici, ma meravigliosamente grandi, cose: la condivisione, il divertimento, la passione, la militanza, la gioia e l’affermazione di valori etici e politici. Dal punto di vista sonoro, gli stili e le ispirazioni si rincorrono lungo il disco, con evidenti rimandi alle musiche più amate dai Ramblers, il folk europeo, celtico e balcanico, i ritmi latini, sudafricani e mediorientali, il rock e la musica d’autore, mentre per i testi  la tradizionale sensibilità “folk”, rivolta all’attualità politica e sociale e alle esperienze di viaggio della band, si impreziosisce di spunti “intimistici” e poetici, andando a creare un composito quadro musicale che riafferma l’identità poliedrica della band emiliana. Un’identità che è ormai da anni un tratto distintivo e originale e che definisce il “suono MCR” e  che  sembrava  essersi perduta  nella monotonia e  ripetitività . La ricchezza espressiva acquista nuova forza grazie alle possibilità date dalle sfumature particolari e diverse delle voci di Betty e Dudu, unite alla maturità e alla duttilità strumentale del nucleo storico della band: “Kaba” Cavazzuti, Franco D’Aniello, Massimo Ghiacci, “Fry” Moneti e Roberto Zeno, affiancati dal 2003 da Luca “Gaby” Giacometti
Adesso  Un Analisi particolareggiata  dele canzoni  sulle canzoni


Quel giorno a primavera
Bella  e piena   d'utopia  " Una nuova primavera politica per il nostro Paese? Mah…" dai primi mesi di governo , fatto  di inciunci ( vedere la legge sull'indulto e  il tentativo  d'amnistia  alla cdl per  i reati  fiscali  ) non si direbbe  .  Un altra " quarant'anni ". un atto d'accusa   anche ala  sinistra  di governo  che  accetta  i riciclati   del centro destra 
 
La Musica del Tempo
Talmente toccante   da non riuscire a commentarla   se non usando le parole   delle note riportate  alle canzoni riportate sul loro sito ufficiale  "Una dichiarazione d’intenti e una scelta d’appartenenza. La suggestione proviene da uno scritto di Ranieri Polese, pubblicato come introduzione al bellissimo libro sperimentale edito  da almanacco Guanda,  La musica che abbiamo attraversato,  con contributi letterario-musicali di vari autori. Polese definisce “Musica del Tempo”  - la molteplicità di suoni (e scritture) che raccontano storie e ritmi del passato prossimo e del presente - ovvero quella musica che, calata nella propria epoca, ne interpreta tutta la complessità, i problemi, le contraddizioni come pure gli stimoli, i sogni e le rivendicazioni."
 
Tota la sira
"È bello “farsi danzare” dalla Musica del Tempo!"  . UJn modo di viaggiare   con la mente senza  usare  alcool  e droghe 
 
Oltre la guerra e la paura
Il titolo "Oltre la guerra e la paura… è un invito  ad anfdare c ontro l’imperante cultura del terrore, che si fonde col qualunquismo e la sfiducia e ci rende egoisti, e deboli. Una canzone su questi tempi bui ed inquieti." .  Un ottima descrizione  degli effetti collaterali    del clima politico-culturale  che stiamo vivendo  dopo l'11 settembre  2001  . Ovvero uan  nuova  caccia alle streghe   stavolta  su  scala planetaria  insomma  un ritorno  al  Maccartismo o  peggio  una  nuovsa  versione  d'esso  come  afferma 
George MonbiotThe Guardian  già dal  16 Ottobre 2001 Le accuse di anti-americanismo sono esse stesse anti-americane potete trovare  qui   l'articolo integrale
 
Le strade di Crawford
Una  delle  più belle  canzoni del cd, che  dimostra  come  anche  un Davide 
contro Golia  . Infatti la canzone è  "Ispirata alla storia di Cindy Sheehan ( foto a sinistra in basso ) madre di un soldato  americano caduto  in Iraq. Per mesi ha sostato accampata  davanti al  ranch di George Bush a Crawford, in Texas, pretendendo d’incontrarlo per sapere da lui in persona perché e per cosa suo figlio sia morto. Una storia emblematica di questi anni di poche risposte e cieco dolore."
Western Union
"È il nome di un’agenzia che ti permette di spedire soldi in giro per il mondo. Ma potrebbe anche rimandare ad un ipotetico Sindacato d’Occidente. Se solo il nostro mondo riuscisse a ricordare parole come solidarietà, accoglienza, tolleranza. Ed  ad  imparare  che  noin stiamo tratando  gli  immigrati  proprio  come  venivamo tratti noi  quando siamo emigrati (  consiglio  per chi volesse  approfondire  questo sito  e   i suoi link  Una canzone per la solitudine di chi è stanco di “puzzare di straniero”.
Mia dolce rivoluzionaria
Canzone  adatta per chi  ancora  crede che la rivoluzione si faccia con gli slogan degli anni 60’80 . Quando  invece  è tempo di nuove parole, per nuove consapevolezze e vecchie \ o  nuove battaglie. Perché  le parole sono Cultura, e senza di essa non si approderà a nessun Altro Mondo.. Un invito , come  dice lo stesso ritornello : <<
Alza il pugno, alza il pugno\mia dolce rivoluzionaria\Alza il pugno, alza il pugno \non rinnego la mia vecchia strada\L'utopia è rimasta la gente è cambiata \la risposta ora è più complicata !  >>  a  guardare  avanti  ad  uscire dal  passato  , ma    senza  rinunciare  pertanto  alla propria storia e alla proprie  origini  ; ovvero coniugare  idee  di rivolta   con la situazione  attuale   senza  per questo rimanere  prigionieri del proprio passato . Infatti la recensione di rock.it   : <<  A volte basta una canzone per far girare le cose. Per fare capire che si è preso atto che qualcosa non funzionava ed era il caso di cambiare. Aggiustare un poco la rotta, senza scossoni o deviazioni. Giusto una piccola virata, leggera ma significativa. E dire che, già dal titolo, la canzone in questione non si presenta bene: "Mia dolce rivoluzionaria". Se poi sul libretto si legge che alla sensibile militante si indirizza un perentorio "Alza il pugno!", le premesse per il solito pezzo dei Modena City Ramblers ci sono tutte. E invece, eccola, la virata. Perché, al di là del ritornello, effettivamente scritto a puntino per i live, nelle strofe si prende atto di un fatto epocale: "ora servono nuove parole", perché "la risposta ora è più complicata". >> ( continua  qui  )  finalmente  una  canzone bela ma  non retorica
l Paese delle Meraviglie
Un’altra cartolina dal meraviglioso paese degli Uomini Forti, sperando
che il berlusconiosmo e  tutto ciò che l'accompagna  , compreaso certi atteggiamentio presenti  nela sinistra   di governo  siano ogni giorno un po’ più sbiaditi . Un po' retorica  .  discreta  niente  di eccelso
I prati di Bismantova
"Un ricordo di primavera, sulla Pietra di Bismantova, già cantata da  dante  nella Divina commedia  più precisamente  : <<
Vassi in Sanleo e discendesi in Noli,\ montasi su in Bismantova e ’n Cacume\ con esso i piè; ma qui convien ch’om voli;\dico con l'ale snelle e con le piume\del gran disio, di retro a quel condotto\che speranza mi dava e facea lume >> (  canto  IV  del purgatorio  )   Nel prato che sta sulla sua sommità a contemplare la magia dell’orizzonte, nell’animo la sensazione di una rinascita: forse la vita che ci chiama, in accordo col risveglio della natura?  Una  immersione  dela natura 
Mala sirena
"Dedicata alla città bosniaca di Tuzla, che ha resistito a caro prezzo alla barbarie e alla follia del conflitto balcanico, e alle donne della locale associazione Tuzlanska Amica, piccole grandi sirene."   Dalle cicatrici dela  vità  si può rinascere  .
Mama Africa
le note all'utimo album  del loro sito ufficiale   dicono  : << Una partenza, una necessità di” sognare lontano la fortuna”. E la rabbia che sempre compare dinanzi a questi addii. >> invece  io affermo  un invito  alla memoria  e al rispetto  di  quelli  che disprezziamo  ma che ignoriamo che è  grazie alle loro  musica  quella che  noi cklassifichiamo come afro\americana  proprio perchè  è  negli Usa che hanno  avuto   grazie   alla contaminazione fra la musica degli schiavi 
(blues,jazz,soul,rap\hip hop,gospel,spiritual,ecc) e quella  degli immigrati  sopratutto  scozzesi ed irlandesi   che  è nato il rock and roll ( noto meglio come il  rock)  e  tutte le musiche da esso derivate ; proprio in Africa  è avvenuto  il passaggio dalla scimmia  all'uomo  è avvenuto  li  , e noi  li deprediamo anzichè dividerle   delle loro richezze   con il colonialismo  e  la  globalizzazionew  neoliberista  o neocolonialismo 
Risamargo
Non  capisco il dialetto  emilaino e quindi devo  affidarmi alle loro  note  : << Le nostre mondine e il loro “riso amaro”. E le donne delle comunità maya che si spaccano la schiena a raccogliere il caffè. Un amaro parallelo di sofferenze e lavoro. >>
La stagioun di delinqueint
"È finita la stagione dei delinquenti ?  da queste leggi e dagli inciuci  sembrebbe  di no  , ma  non smetto di sperare 
Il treno dei folli
"Un treno che regala il biglietto per il viaggio, l’avete mai visto? Magari vi sta passando a fianco proprio ora e non siete abbastanza “folli” da accorgervene…" meglio essere folli   che  conformisti  per forza    e poi come dimoistra  anche questa canzone    quelli che   a volte noi  stessi consideriamo folli  sono i  più creativi e insieme  ai perdenti  più adatti a i mutamenti 
Come nuvole lontane
La passione, che tutto travolge e mai si annuncia. Talvolta è bello naufragare “là dove vivono gli amanti”… Una delle  cvanzoni  d'amore più belle  che abbia  mai sentito  che  non siano retoriche  e mielense 
Stranger in Birkenau
"Cambierà  il 'vento'. Noi lo crediamo, non può essere solo un'utopia…" Un po' di  speranza  non  guasta mai  , perchè  : << 
La paura ti rende prigioniero, la speranza può renderti libero. >> (  cit  dal film le ali dela libertà Le ali della libertà, film Usa del 1994 diretto da Frank Darabont, tratto dal racconto di Stephen King "Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank"  )
 

 


Senza titolo 1539

Dopo il post su welby ho ricevuto molte email . In alcune d'esse si sviscerava l'odio e l'accusa d'essere ateo e miscridente , lo so che non dovrei rispondere perchè nella loro distruzione non c'è mniente di costruttivo , ma d'ltronde è anche per loro che scrivo e che ho messo su questo blog .
Quindi ripeto ancora una volta,sperando che sia l'ultima  e  di non doverci ancora   ritornare , e chi vuole intendere intenda
IO sono  laico
come  dice  la voce  omonima di  it.wikipedia.org he  da  un ottima definizione  di sudetto termine  


   




la parola laico viene dal Greco , laikós - uno del popolo, dalla radice laós ( popolo) . IL termine ebbe in origine un uso esclusivamente religioso: riferendosi ai fedeli di una religione, veniva usato (e, nel suo senso proprio, viene usato tuttora) viene usato per indicare colui che, pur professando un dato culto, non è appartenente alla gerarchia del suo clero . >> da non confondere con il termine moderno che si dà ala parola  Laico : << Recentemente il termine laico sta passando ad assumere il significato di "non credente", e quindi agnostico o ateo, benché quest'uso, non registrato dai dizionari, sia errato. Attualmente è usato spesso per indicare una persona che si ispira ai valori del laicismo o che si ritiene propugnatrice della laicità dello stato; "laico" è usato in opposizione a clericale (questo ultimo termine ha un significato spregiativo). Negli ultimi anni è invalso l'uso del termine spregiativo laicista con un significato simile e opposto a quello  xdi  clericale per indicare persone che si autodefiniscono "laiche" e si comportano come anticlericali . >> Perchè io credo anche se a modo mio , e non secondo quela imposta imposta dalle gerarchie ecclesiastiche , quindi se proprio mi si vuole classificare sono un laico credente ovvero è una via intermedia tra un credere scientifico e uno religioso.La fede di tipo laico consiste nell'affidarsi continuamente all'intuizione, all'ispirazione, alla spontaneità, bilanciandole con la critica razionale, ma non subordinandole a questa. La fede ti tipo religioso è un affidarsi a vivere valori che si basano essenzialmente sull'amore reciproco. Infatti non credo che dio abbia creato il mondo in 6 giorni come dicono le sacre scritture , ma che lo abbia seguito le regole di Ch.Darwin.Quindi  io come certamente saprà chi seguia questo blog dalla prim'ora, odio esere etichettato \ classificato \ inquadrato , ma per chi non ne può fare a meno , può farlo : A) nell'espressione cattocomunista termine in uso ormai  solo  nelle frange  più radicali  e in   tutti  quelli  che    sia a destra che a sinistra sono rimasti  legati ad un detterminato  periodo  storico   come la protagonista di “ Mia dolce rivoluzionaria “ canzone del cd Dopo il lungo inverno l'ultimo dei Mcr ( modena city ramblers )  e   in cui : << c'è ancora chi crede che la rivoluzione si faccia con gli slogan degli anni ’70 ? >> come giustamente dicono loro stessi nel loro sito ufficiale descrivendo ciascuna canzone << E’ tempo di nuove parole, per nuove consapevolezze e vecchie battaglie. Perché le parole sono Cultura, e senza di essa non si approderà a nessun Altro Mondo.>> ; 2) in quella che viene chiamata teologia della liberazione ( qui maggiori informazioni  ) rappresenta  in Italia dai preti operai e dai cattolici del dissenso.  o critici verso la  chiesa  o  meglio nella  sinistra cristiana 
o  nel socialismo cristiano  \  cristiano sociali 


Infatti sono d'accordo ( una delle poche  cose  )   con la  cdv   benedettaj  : A)  quando dice in un commento ad un mio veccchio post risalente  a fine gennaio\ primi febbraio di quest'anno << concordo con il dire che Gesù non era un sacerdote ma un laico ! >> e con la canzone – non riesco  a ricordare il titolo --- di Corrado Guzzanti : << guardo  in alto  è mi convinco che  Dio è laico come  me  (.....) . >>  ; B)  quando  nel suo  blog  commentando  il  post su welby ( vedere   per  l'url collegamento precedente  ) afferma  : << Allucinabnte  !  Il fatto che si neghi il funerale ad un Figlio di Dio... Gesù è venuto per gli ammalati, i poveri e i sofferenti...per i pastori.. Non per i giusti...e noi uomini vogliamo dettare la legge? E' vergognoso!  >> .
Concludo con tre citazioni .
 La  prima trovata  in calendiaretto lasciato    nella notte del 24
durante la messa di mezzanotte



Preghiera Semplice


O Signore, fa di me uno strumento della tua Pace:
Dove è odio, fa ch'io porti l'Amore.
Dove è offesa, ch'io porti il Perdono.
Dove è discordia, ch'io porti l'Unione.
Dove è dubbio, ch'io porti la Fede.
Dove è errore, ch'io porti la Verità.
Dove è disperazione,ch'io porti la Speranza.
Dove è tristezza, ch'io porti la Gioia.
Dove sono le tenebre, ch'io porti la Luce.


O Maestro, fa ch'io non cerchi tanto:
Essere consolato, quanto consolare.
Essere compreso, quanto comprendere.
Essere amato,quanto amare.Poichè:
Si è: Dando, che si riceve;
Perdonando che si è perdonati;
Morendo, che si risuscita a Vita Eterna.


S.Francesco


 dalla  voce  omonima  di  wikipedia italia  : << La preghiera semplice è una preghiera attribuita erroneamente  a Francesco d'Assisi , il cui autore rimane tutt'oggi anonimo. È stata pubblicata la prima volta in Francia, nella rivista ecclesiastica La Clochette, da Padre Esther Bouquerel nel dicembre 1912. Il testo era in francese, anonimo e si intitolava Belle prière à faire pendant la messe.In seguito fu stampata sul rovescio di un santino raffigurante San Francesco, attribuita al santo da protestanti francesi, come ha dimostrato lo storico Christian Renoux.La preghiera è stata pubblicata per la prima volta in italiano sull'Osservatore Romano nel gennaio 1916.






La  seconda  è  una delle mie  canzoni   con cui  ho iniziato  il mio viaggio  interiore   DIO E' MORTO di Guccini


Ho visto
la gente della mia età andare via
lungo le strade che non portano mai a niente
cercare il sogno che conduce alla pazzia
nella ricerca di qualcosa che non trovano
nel mondo che hanno già
dentro le notti che dal vino son bagnate
dentro le stanze da pastiglie trasformate
dentro le nuvole di fumo
nel mondo fatto di città
essere contro od ingoiare
la nostra stanca civiltà


È un Dio che è morto
ai bordi delle stHo visto
la gente della mia età andare via
lungo le strade che non portano mai a niente
cercare il sogno che conduce alla pazzia
nella ricerca di qualcosa che non trovano
nel mondo che hanno già
dentro le notti che dal vino son bagnate
dentro le stanze da pastiglie trasformate
dentro le nuvole di fumo
nel mondo fatto di città
essere contro od ingoiare
la nostra stanca civiltà


È un Dio che è morto
ai bordi delle strade, Dio è morto
nelle auto prese a rate, Dio è morto
nei miti dell'estate, Dio è morto.


M'han detto
che questa mia generazione ormai non crede
in ciò che spesso han mascherato con la fede
nei miti eterni della patria e dell'eroe
perché è venuto ormai il momento di negare
tutto ciò che è falsità
le fedi fatti di abitudini e paura
una politica che è solo far carriera
il perbenismo interessato
la dignità fatta di vuoto
l'ipocrisia di chi sta sempre
con la ragione e mai col torto.


È un Dio che è morto
nei campi di sterminio, Dio è morto
coi miti della razza, Dio è morto
con gli odi di partito, Dio è morto.


Ma penso
che questa mia generazione è preparata
a un mondo nuovo e a una speranza appena nata,
ad un futuro che ha già in mano,
a una rivolta senza armi,
perché noi tutti ormai sappiamo
che se Dio muore è per tre giorni 
e poi risorge,
in ciò che noi crediamo Dio è risorto,
in ciò che noi vogliamo Dio è risorto,
nel mondo che faremo Dio è risorto...


rade, Dio è morto
nelle auto prese a rate, Dio è morto
nei miti dell'estate, Dio è morto.


M'han detto
che questa mia generazione ormai non crede
in ciò che spesso han mascherato con la fede
nei miti eterni della patria e dell'eroe
perché è venuto ormai il momento di negare
tutto ciò che è falsità
le fedi fatti di abitudini e paura
una politica che è solo far carriera
il perbenismo interessato
la dignità fatta di vuoto
l'ipocrisia di chi sta sempre
con la ragione e mai col torto.


È un Dio che è morto
nei campi di sterminio, Dio è morto
coi miti della razza, Dio è morto
con gli odi di partito, Dio è morto.


Ma penso
che questa mia generazione è preparata
a un mondo nuovo e a una speranza appena nata,
ad un futuro che ha già in mano,
a una rivolta senza armi,
perché noi tutti ormai sappiamo
che se Dio muore è per tre giorni 
e poi risorge,
in ciò che noi crediamo Dio è risorto,
in ciò che noi vogliamo Dio è risorto,
nel mondo che faremo Dio è risorto...

la canzone , composta da Francesco Guccini per i Nomadi  di Augusto Daolio e Beppe Carletti, nel loro primo periodo di splendore e  impegno protestatario "beat" subi la censura radiofonica. La canzone, uscita nel 1968, ma composta da Guccini nel 1965, prendeva spunto da uno slogan del movimento di protesta beatnik americano, non era certo blasfema e finiva anzi con versi di speranza e di fiducia in un intervento cristiano sui mali del mondo:"e tutti noi ormai sappiamo che se Dio muore è per tre giorni, e poi risorge, in ciò che noi crediamo, Dio è risorto, in ciò che noi vogliamo, Dio è risorto"ma per prudenza venne messa al bando lo stesso. Eppure qualche prete particolarmente aperto, eravamo come si diceva nel '68, e a parte don Lorenzo Milani c'era una certa effervescenza nella chiesa conciliare, non aveva mancato di cogliere la opportunità offerta da una canzone di protesta, inserita nel mondo dei giovani, per parlare di Dio e di Cristo con parole nuove.
Tali notizie  storiche   sono tratte  da  
http://snipurl.com/15rk0  ed ulteriori news su tale canzone le trovate alla voce  di wikipedia italia Dio è morto qui l'url
con questo  è tutto e  ancora  auguri


P.s
a causa dei soliti problemi  itermini in neretto  sottolineati sono  dei collegamenti ipertestuali   clicateci sopra 



24/12/06

Senza titolo 1537

Apro  con questa canzone  , lo so  che  è vecchia ,e politika ( ovvero quella ideologica )  , ma non ne ho trovato altre adatte  a tale evento che non fossero  a voi gia note  e stra note  come quella , anch'ess adatta  a questo post  ,  Dio  è morto  di Guccini   .


La sepoltura dei morti degli storm six 1975

Il mese d'aprile tra tutti è crudele,
sui morti fiorisce il lillà.
L'inverno ha sepolto la loro memoria,
lasciando soltanto pietà,
e adesso una vita è una faccia ingiallita
è solo una fotografia,
la morte non vale nemmeno il giornale
che leggi e che poi butti via.
In mezzo al biliardo tre morti ammazzati:
tu segna otto punti per te,
continui a parlare di cronaca nera
che leggi bevendo il caffè.
«Nel '64 era tutto più bello,
ma quello era l'anno del boom,
Guidavo nel vento la nostra '600
E i morti restavano giù».
In mezzo alla gente che sfila al mattino,
sotto l'insegna del tram
ho riconosciuto un nostro vicino
che gioca a biliardo nel bar.
«Quel corpo che tiene sepolto in giardino
di fiori ne dà o non ne dà? Tenga lontano il suo cagnolino:
se scava lo ritroverà.»





Iniziamo con  la cronaca  dall'unita  online del  24\12\2006   la cronaca dei funerali laici di Welby



Addio laico a Welby. La folla contro la Chiesa: «Vergogna»




Un lungo applauso ha accolto l'arrivo del feretro in piazza Don Bosco, a Roma. Piergiorgio Welby è arrivato nella piazza romana, gremita di persone che hanno voluto portare la propria solidarietà a un uomo conosciuto da molti nel quartiere. «Ha sofferto tanto», è il commento più espresso. Con il feretro, la moglie Mina, accompagnata dai radicali Marco Pannella e Marco Cappato. «Mi sento ferita e quello che provo in questo momento è soltanto dolore», ha detto Mina Welby. «Nessuna polemica, ho detto a tutti di rimanere pacati», afferma la moglie di Piergiorgio Welby e aggiunge: «Io non sto pensando alla mia condizione. Penso alla madre di Piero: ha quasi 87 anni ed è una fervente cattolica. Io ho ingoiato un rospo amaro, quando ho saputo che non avremmo potuto celebrare i funerali in chiesa; ma lei non merita di sopportare questo sacrificio. Bisogna continuare la sua battaglia. Oggi la sua famiglia si è allargata». Poi annuncia: «Il suo corpo sarà cremato e le ceneri saranno gettate nel canale di Maccarese: quel canale dove andavamo sempre, appena avevamo un momento libero».
A un certo punto le campane di una chiesa vicina si sono messe a suonare e una parte dei presenti ha gridato «vergogna» riferendosi al divieto di funerale religioso per Welby. Funerali laici, perché il Vicariato di Roma ha vietato i funerali religiosi di Welby con le seguenti motivazioni: «A differenza dai casi di suicidio nei quali si presume la mancanza delle condizioni di piena avvertenza e deliberato consenso, era nota, in quanto ripetutamente e pubblicamente affermata, la volontà del Dottor Welby di porre fine alla propria vita, ciò che contrasta con la dottrina cattolica».
Il sessantunenne, malato di distrofia muscolare da quarant´anni, è morto mercoledì sera alle 23,40, quando gli è stata "staccata la spina" dall'anestetista dell'Ospedale di Cremona Mario Riccio. I funerali religiosi erano stati organizzati presso la parrocchia di Don Bosco a Roma per volontà di Mina Welby, la moglie di Piergiorgio, cattolica praticante, e Welby aveva acconsentito che, alla sua morte, i funerali si svolgessero secondo la volontà e la sensibilità della sua compagna.
I Radicali, che hanno seguito la vicenda, avevano lanciato un "appello a tutte le persone che vorranno salutare Piergiorgio Welby". «In queste ore – ha detto Marco Cappato, presidente dell'Associazione Luca Coscioni, - anche Valdesi, ortodossi e comunità di base si stanno ribellando contro il divieto del Vicariato. Noi saluteremo Welby proprio di fronte alla Chiesa che gli ha chiuso le porte in faccia».
Al momento non ci sono indagati per la morte di Welby. Si attendono i risultati dell'autopsia sul corpo di Welby. La magistratura ha sessanta giorni di tempo per consegnare il risultato delle sue valutazioni. Ci possono essere varie ipotesi, il magistrato deciderà se aprire un'inchiesta e con quali capi d'accusa.
«Sono un semplice medico ospedaliero di provincia – dice Mario Riccio-. A Cremona ho ricevuto molte attestazioni di stima. Ho seguito il caso di Piergiorgio Welby fino alle sue estreme conseguenze perché era eticamente corretto completare il mio interessamento. Ma – ha concluso - non intendo occuparmi di altri casi di questo genere».


IL  non concederli i funerali religiosi , credente o meno che fosse è un esempio,uno dei tanti , lampante  di come le gerarchie ecclessiastiche non cambiano mai e di come  continuano a rimanere imperniate del loro  oscurantismo,di predicare bene e razzolare male,finendo per tradire il messaggio del suo stesso profeta e rapressentante  Gesu cristo figlio di  Dio  fatto d'amore,carità ( disinteressato ) e rispetto per  i diversi   quelli che  per  parafransare  De Andrè più precisamente  la canzone  la  città vecchia  << se non sono gigli son pur sempre figli\vittime di questo mondo >> ( qui chi volesse puo trovare il testo ) . Scometto che se ci fosse stato Gesù , avrebeb si condannato tale gesto quello della morte assistita di a Welb ma non avrebbe rifiutato i funerali . e si sarebbe comportato proprio come nela (Gs 2.6,17.22-25) e verso la figura di Maddalena proprio come  viene descritta sia nei vangeli compresi quelli apocrifi sia nel  Il Vangelo secondo Gesù Cristo ( qui trovate ulteriori particolari )  bellissimo romanzo ( che vivamente consiglio di leggere o di rileggere  se lo avete già letto   )   un romanzo dello scrittore portoghese José Saramago , pubblicato nel 1991. Ora posso anche  capire e coomprendere  la paura  di fare  autocritica  e  mettere indiscussione  2000 anni  e più anni di storia,di credenze \ di dogmi e  quindi  il suo atteggiamento  reazionario-conservatore,falsamente  progressista delle gerarchie ecclesiastiche, infatti il pontefice   Nell'Angelus della vigilia di Natale  ribadisce la linea della Chiesa"L'amore di Dio riesce a trasformare in gioia anche il dolore" >>  ma la cosa  che m'indigna ed  uno dei  motivi che  ha rafforzato,anzi confermato,il mio passaggio  da credente praticante a non praticante ( salvo ovviamente i giorni di festa ) è il fatto che ad un povero cristo ( credente o non credente ) la cui unica colpa è quella di aver chiesto ed ottenuto di morire senza sofferenza non gli vengono concessi i funerali ( e per fortuna siamo nel 21° secolo altrimenti non sarebbe stato seppelito neppure in terra consacrata cio+ in cimitero  ) mentre ad uno dei leader della malavita Enrico De Pedis, detto Renatino, ucciso nel Febbraio 1990 gli è stato concesso d'essere sepolto in una cappella della Chiesa romana di Sant'Apollinare .<<  Il costruttore ebbe in eredità anche alcune proprietà immobiliari che appartenevano al boss. La morte non colse di sorpresa Renatino; il boss era stato previdente da organizzare per sé una sepoltura prestigiosa in una cripta nella chiesa di Santa Agnese in Agone, in piazza Navona, e sta ancora lì tra i principi e grandi artisti.Quella di De Pedis è la storia più prodigiosa della gang romana: sembra che il privilegio di starsene sepolto tra alcuni tra i grandi della storia sia stato concesso al boss della Magliana da un cardinale che lo aveva in grande stima. A Renatino i soldi non mancavano : con l’operazione “Colosseo” la polizia sequestrò ai boss della Magliana ottanta miliardi di beni mobili e immobili, un fiume di denaro sporco, frutto di riciclaggio del traffico di armi e droga, poi reinvestito in affari e appalti resi possibili dagli appoggi politici,di alto livello. E l’ultimo grande boss della ganga romana: trasteverino puro sangue, proprietario di note trattorie, fu ucciso in pieno giorno in via del Pellegrino, tra la folla del mercato di Campo de’ fiori .Con lui si può considerare esaurita la vecchia guardia della mala roma . >>  ( ricerche fatte con google non sono riuscito a  trovare  l'url perchè per sbaglio ho chiuso  la pagina  e poi linux  mi sta funzionando male ) comunque potete tropvare ulteriori  informazioni sull'organizazione  criminale in questione  e la sua storia legata  alla storia  occulta degli anni 60-80 in questi due siti1; .Concordo quanto dice il sito lettera22 : << L'idiosincrasia per la clemenza è una vecchia malattia. Non solo dei neo-conservatori americani, ma anche degli oltranzisti giacobini della virtù e della giustizia. Contro l'empietà, rileggiamo Camus e Koestler  (... continua qui  ) >> concludo  con questa  bellissima  frase  detta  nel suo intervento --- riporta dal  quotidiano La repubblica  trovate sotto l'url dell'articolo ---- Emma Bonino ha citato il Mahatma Gandhi: "Siate voi il cambiamento che volete vedere nel mondo". "Questa è una piazza che ama la vita - ha aggiunto Emma Bonino - voi siete uomini e donne che amano la vita e che esprimete una profonda religiosità non quella bacchettona, non quella bigotta, ma una religiosità altra secondo la quale il corpo di ognuno appartiene a Dio, per chi ci crede, ma non certo allo Stato nè al governo".

P.s
  approfondire 
gli articoli di repubblica 



eutanasia  i Pro e i contro  tratti  dalla voce eutanasai  cercata  su  google  con linux mandriva

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Eutanasia - Wikipedia








La parola “eutanasia” ha iniziato a essere usata per indicare un intervento medico alla fine del ... Per approfondire, vedi la voce Programma Eutanasia T-4. ...
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Eutanasia








Tesi di laurea di Cinzia Catanzaro. Definizione della questione, problematica sociale, dibattito politico giuridico.
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Eutanasia








Analizza brevemente definizione, storia, problemi etici e stato giuridico dell'eutanasia.
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La eutanasia








Definizione, storia, problemi etici e legali, le posizioni delle religioni.
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UAAR - Per la laicità dello Stato: Eutanasia








Il punto della situazione, analizzato dall'associazione di atei ed agnostici.
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Giovanni Berlinguer: L'eutanasia








Si indicava con eutanasia la possibilità di avere una morte dolce e tranquilla. Ma è solo con l'epoca moderna che all'eutanasia viene attribuito il ...
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CulturaCattolica.it








Storia di una eutanasia richiesta ma non voluta, 12-05-2004 ... Con rispetto, ma nella verità · I medici e l’eutanasia: il caso serio del prof. Israel ...
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Eutanasia - Testamento biologico | Associazione Luca Coscioni








Eutanasia in greco antico significa letteralmente “buona morte”: con questo ... La battaglia di Welby e nostra per legalizzazione dell'eutanasia continua" ...
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IDIS-DPF: L'eutanasia








Gli aspetti principali di questo tema espressi in chiave cattolica.
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Nazismo ed eutanasia: l'eliminazione dei disabili - 1








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