Visualizzazione post con etichetta rispetto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta rispetto. Mostra tutti i post

giovedì 20 novembre 2008

Monsignor Casale: «La vita è relazione, basta accanirsi»

in "l'Unità" del 16 novembre 2008

«La vita è relazione, non un fatto biologico. Nel caso di Eluana siparla di stato vegetativo, e non è opportuno accanirsi». È l'opinione controcorrente di monsignor Giuseppe Casale, ex arcivescovo di Foggia. Che invita il Parlamento a esprimersi «con saggezza: una legge sultestamento biologico potrà evitare casi analoghi».


Il silenzio invocato da Beppino Englaro non è mai sceso. Anzi, si moltiplicano le pressioni per dissuadere il Friuli ad accogliere gli ultimi giorni di Eluana. Perché?«Noi in Italia ragioniamo di alti problemi dimenticando le persone. Ci schieriamo in partiti come guelfi e ghibellini tralasciando dilavorare per soluzioni concrete. Così la politica diventa difesaaprioristica di punti di vista».


Fa eccezione il governatore friulano Tondo, che comprende il doloredella famiglia. Pur facendo parte di uno schieramento, il PdL, contrario alla sentenza.


«È così, è vero. Il punto è che bisogna guardare la realtà di questagiovane da anni in una situazione difficile. E guardare la realtà del padre depositario della volontà da lei espressa in senso contrario all'accanimento terapeutico».


C'è chi mette in dubbio la volontà di Eluana: mancherebbe la «piena consapevolezza».


«Come si fa a dubitare di un padre che sembra persona seria e preoccupata? Come si può pensare che tiri in ballo una fandonia? Misembra così pregiudiziale tutto questo».


Secondo lei, le cure a Eluana configurano accanimento terapeutico?


«La questione di fondo è proprio se dopo tanti anni sia opportuno interrompere cure che sono un accanirsi sul corpo di una ragazza incoma irreversibile. Io credo di sì e che si debba lasciare agli interessati libertà di decidere in modo sereno».


Anche di interrompere l'alimentazione artificiale?


«La mia opinione è che la nutrizione forzata vada considerata come cura. Se non nella sostanza, almeno nella forma: viene erogata con tubicini, attraverso espedienti. È un'operazione non naturale ma collegata a interventi medici, solo grazie ai quali Eluana vive. Attardarsi dietro la distinzione tra terapia e alimentazione mi sembra, se non un sofisma, spaccare il capello in quattro».


Su questo sofisma presto dibatterà il Parlamento. Prevedibilmente, in modo aspro.


«Speriamo che ragioni con saggezza. Al di là degli scontri e delle posizioni precostituite. Servirebbe un sussulto di dignità perché unalegge sul testamento biologico potrà impedire casi del genere».


Non solo la politica ha opinioni restrittive. Anche la Chiesa si èfatta sentire in modo pressante. Dalla Santa Sede alla Cei ai movimenti più oltranzisti.


«La Chiesa si sente di dover difendere grandi principi e la primareazione è tenere fermo il cammino. Nella sua storia ci sono sempre stati due momenti: il primo per erigere una diga che fermasse riflessioni reputate pericolose per la vita sociale. Nel secondo momento sono arrivati riflessione e discernimento delle novità giuste da quelle sbagliate».


Significa che la Chiesa si aprirà sui temi bioetici?


«Faccio un esempio storico. Dopo Pio IX è arrivato Leone XIII con la Rerum Novarum. Di fronte ai grandi movimenti di opinione la Chiesa siè sempre comportata così».


Ha avuto contatti con il signor Englaro?


«No. Studio, lavoro, prego. Spero che la cosa si risolva con serenità. Non è una battaglia di opinione: è la difesa di chi soffre».


Si spegnerà una vita?


«La vita è relazione, non un fatto biologico. In questi casi si parla di stato vegetativo. Quella di Eluana non è una vita piena, è ridotta al minimo».


 

Soffrirà?




«Secondo i medici non dovrebbe».



Federica Fantozzi


venerdì 12 settembre 2008

Senza titolo 846

LA GELMINI PREPARA LA STRAGE DEI PRECARI DELLA SCUOLA

I precari della scuola sono i grandi assenti dal dibattito sulle riforme proposte dal ministro Gelmini: si parla di grembiuli, di voto in condotta, di maestro unico, ma nessuno sembra curarsi del taglio di 90.000 docenti e 47.000 ATA.
Il ministro si limita ad assicurare che i docenti di ruolo possono stare tranquilli e che i precari possono sempre essere riciclati nel turismo. La proposta è umiliante visto che si tratta di personale laureato, abilitato ed idoneo all'insegnamento e spesso in possesso di master e corsi di specializzazione; oltretutto non sembra che ci sia bisogno di 150.000 guide turistiche o addetti nei musei.
E' quindi evidente che la proposta della Gelmini sia in realtà una presa in giro per indorare la pillola alle decine di migliaia di persone che resteranno disoccupate dopo aver lavorato a tempo determinato, anche per 10 o 15 anni, con contratti annuali.
Le persone che perderanno il lavoro sono concentrate per la maggior parte al sud dove ci sono scarse possibilità di riciclarsi, per cui i provvedimenti del governo assumono i connotati di un’autentica macelleria sociale.
Da notare che i provvedimenti sulla scuola non hanno alcuna motivazione pedagogica, ma solo finanziaria: il governo deve risparmiare e quindi taglia selvaggiamente gli organici; come conseguenza saranno formate classi di 35, 40 persone, sparirà il tempo pieno alle elementari, migliaia di scuole dei piccoli comuni e delle zone a rischio chiuderanno, migliaia di studenti disabili non avranno più alcun aiuto.
Oltretutto il maestro unico deciso dal governo è una figura superata che non offre al bambino di oggi quella pluralità dei rapporti didattici ed educativi di cui ha bisogno, dati i numerosi stimoli a cui la società stessa lo sottopone.
Del resto se il ministro fosse veramente interessato alla qualità della scuola primaria, ritenuta tra le migliori del mondo da tutte le indagini statistiche, avrebbe avviato una sperimentazione con il maestro unico e messo a confronto i risultati con il modello attuale.
Ma il ministro Tremonti che, di fatto, ha commissariato il ministero dell'Istruzione, ha fretta di fare i risparmi per farsi bello con l'Europa, ed oltretutto c'è da capirlo: deve garantire i lauti stipendi di parlamentari, ministri, boiardi di Stato, consiglieri ed assessori regionali, provinciali, comunali, insomma tutta la pletora di politici che mangia dalla greppia statale.
Inoltre il governo deve sprecare molti soldi per finanziare Gheddafi, il corpo di spedizione in Afghanistan e l'Alitalia, quindi si rifà sui precari della scuola che quando va bene arrivano ad un massimo di 1200 euro mensili, che però in tanti casi servono a mantenere una famiglia.
Il ministro Gelmini ha affermato «preferisco essere impopolare che antipopolare». Quest'affermazione è molto grave.
I provvedimenti del ministro sono antipopolari: ledono il diritto all'istruzione, il diritto all'occupazione, smantellano la scuola, condannano le generazioni future e l'intero paese all'ignoranza e alla mancanza di competitività sul mercato.

Chiediamo a tutte le forze politiche, sindacali ed associative di aiutarci a fermare questo scellerato disegno.


FORUM PRECARISCUOLA ( http://precariscuola.135.it )

lunedì 21 maggio 2007

Senza titolo 1842

finalmente   dopo tante angherie   da  parte degli Usa   l'italia  si prende una bella  rivincita 



VALENCIA - Luna Rossa torna in finale con un capitano napoletano: Francesco De Angelis. L’obiettivo minimo è raggiunto. Con James Spithill al timone la barca di Patrizio Bertelli straccia Bmw Oracle: è di 5-1 il verdetto definitivo.E per la prima volta gli americani sono fuori dai giochi. Negli oltre 150 anni di storia della ‘brocca’ piu’ famosa del mondo non era mai successo. Per Bmw Oracle, che aveva il budget più grande e si sentiva la barca da battere, è delusione pesantissima. La finale della Louis Vuitton, per non parlare della sfida con Alinghi per la Coppa America, gli americani la vedranno in tv.

martedì 8 maggio 2007

Senza titolo 1811

 Nel sito  I - www.mobbing-sisu.com -  della  nostra  utente  Giovanna  Nigris e  in questa intervista   da me rilasciatail 30 maggio 2006  potete leggere tutta la storia e il calvario di Giovanna Nigris,vittima del mobbing,del silenzio, e del menefreghismo delle nostre istituzioni.

Diamo voce a Giovanna Nigris

Cos’è il mobbing? Etimologicamente il termine fu inventato agli inizi degli anni settanta dallo studioso Konrad Lorenz, che analizzava il comportamento degli animali; l’etologo Konrad, coniò questo vocabolo per descrivere una particolare condotta di alcuni tipi animali; nei sui studi notò che alcune specie circondavano un proprio simile assalendolo in gruppo al fine di allontanarlo dal branco. Finché si parla di animali, alcuni comportamenti sono plausibili. La cosa cambia quan-do questo modo di agire bestiale è prerogativa dell’uomo cosiddetto “sapiens” ma che di sapiente a poco e niente. Di casi come quello che analizziamo oggi chissà quan-te decine di migliaia ne esistono in Italia. Cerchiamo di dare voce a chi voce non ha. Il mobbing sa bene cos’è Giovanna Nigris, nata ad Auronzo di Cadore (BL) il 16/07/1950, residente a Milano.
La Nigris quotidianamente combatte con il suo male, esattamente dal lontano 1994. “Tutto è iniziato tantissimi anni fa – racconta Giovanna – e oggi sono ridotta in condizioni gravissime a causa di una malattia che ho contratto in servizio: la tubercolosi. Sono stata vittima di lesioni colpose gravissime, omissione di atti d’ufficio, falso ideologico, violenza privata da mobbing, però non ho mai avuto giustizia in tribunale”. La bestialità dell’uomo si evidenzia già in queste poche parole. La storia della Nigris inizia agli albori di tangentopoli. “Il mio calvario è iniziato con il periodo di Mani Pulite. Lavoravo come assistente amministrativo presso il reparto oftalmico del Fatebenefratelli di Milano; un giorno, il mio capo ufficio, fu arrestato ed io trasferita senza preavviso. Da allora ho lavorato alla accettazione dei referti clinici, a contatto con campioni da analizzare, presso lo stesso ospedale. E’ una mia supposizione, ma credo fortemente che l’azione di mobbing nei miei confronti iniziò proprio con l’arresto del mio capo; pensavano sapessi qualcosa di importante e compromettente o che avessi assistito a dei fatti a cui non avrei dovuto assistere”. Trasferita per punizione in un reparto ad alto rischio, ma soprattutto senza alcun dispositivo di protezione individuale - previsto invece ai sensi del Decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626 TITOLO IV - chiesti più volte dalla Nigris, ma mai consegnati; anzi, derisa e insultata perché, a loro dire, polemica e paranoica. Costretta in un ufficio stretto davanti allo sportello per l’accettazione senza alcun vetro di protezione. La discriminazione inizia così: la lenta e inesorabile bestialità umana parte da quell’ospedale, che in quanto tale dovrebbe garantire la salute pubblica e dei propri dipendenti. Ma il calvario della Nigris è soltanto all’inizio: si ammala di tubercolosi, il progredire della malattia complica sempre più la sua condizione fisica: “Le mie difese immunitarie sono scarse a causa del-le cure antitubercolari – dichiara Giovanna - effettuo una ossigenoterapia quotidiana e ho problemi neurologici alle gambe che, unitamente alla frattura dei menischi non operabili a causa della pregressa Tbc, mi hanno creato difficoltà di deambulazione. Spesso mi ritrovo degli stati febbrili che devo curare con antibiotici che debilitano ancora di più il mio già cagionevole stato di salute”. E lo Stato che fa? E’ latitante come sempre in questi casi. Varie denunce alla Magistratura tutte cadute nel vuoto... Ma non fanno certo di meglio i media: Rai e Mediaset, con i loro cavalli di battaglia, “Maurizio Costanzo Show”, “Le Iene”, “[i]Mi manda Rai 3[/]”, quei programmi che si occupano di dare spazio a casi come questo, da costoro, nemmeno una risposta; e non va meglio con la carta stampata.

venerdì 2 giugno 2006

Senza titolo 1314






Solo ora , causa molti impegni leggo le velenose e abberranti dichiarazioni : << Farò saltare la moschea di Colle Val d'Elsa - dichiara Oriana Fallaci al New Yorker - Andrò dai miei amici anarchici, con loro prendo gli esplosivi e la faccio saltare in aria! >> .di quella che prima delle faerneticazioni post 11 settembre consideravo ( anche se non condividevo alcune cose ) uno spirito libero , ma che ora che si è lasciata trasformare in un prodotto, quella personalità viene riplasmata e trasformata in una parte fondamentale del prodotto stesso. Infatti dopo aver appellato gli attuali leader italiani come "fucking idiots" ( comporensibilissimo , soprattutto per berlusconi ) la neocon in trasferta riesce a far parlare di sè scagliandosi ulteriormente contro il mondo musulmano con la consueta patetica virulenza: «I blow it up! With the anarchists of Carrara. I do not want to see this mosque —it’s very near my house in Tuscany. I do not want to see a twenty-four-metre minaret in the landscape of Giotto. When I cannot even wear a cross or carry a Bible in their country! So I BLOW IT UP!». Quale sarà, dopo l'inopinato conferimento dell'Ambrogino d'Oro 2005, il tributo adatto a questa signora ? S'ignora. Ma è possibile degradar sin d'ora a "chiacchiere" l'argomento. (Articoli sul Corriere e sul New Yorker)


Proprio da questo sdegno che nasce il post di oggi e che deciso di farlo sotto forma di lettera aperta .


Cara Signora Fallaci


Mi accingo a scrivere questa lettera aperta, a Lei indirizzata, pur sapendo con certezza che non la leggerà, e non solo perché -come scrive a pag. 41 del suo libro "La rabbia e l’orgoglio"- nel suo tipo di vita "non c’è posto per i messaggeri di pochezza o di frivolezza", o perché coloro che non la pensano come lei "sono persone senza idee e senza qualità, frivole sanguisughe che per esibirsi s’attaccano all’ombra di chi sta al sole" (sic!), ma perché …Lei non c’è su questa terra , come giusta mente dice Rosalba Satta Ceriale ecco la sua homepage www.rosalbasatta.it)Mi pare di vederla…, dopo circa 11 anni di silenzio, ha deciso di scagliare qualcosa di "intelligente",senza nemmeno preoccuparsi di prendere la mira…tanto, laggiù, siamo tutti, come lei ama definirci, dei "minchioni", perciò…a-chi-tocca-tocca, il bersaglio si colpisce in ogni caso!! Insomma, proprio ieri 20 ottobre 2002, mi è caduto addosso, con la pesantezza di un macigno che odora di fiele, il suo ultimo libricino, con dentro non la sua rabbia, e tantomeno il suo orgoglio…ma il suo odio.Un odio feroce che, mi creda, inizialmente mi ha lasciato di stucco, perché non pensavo che una persona - ed in particolare una signora come lei - potesse partorirlo, e poi, con la forza dell’acredine e del livore, buttarlo addosso agli altri. O, meglio: a tutti. Perché i suoi problemi, signora Fallaci, nascono proprio da qui: lei ce l’ha col mondo intero. A parte il sindaco Giuliani – del quale Lei tesse le lodi- e Bobby, il bambino americano che non sa più come tornare a casa perché manca il punto di riferimento delle due torri, e il doganiere americano che la saluta con un "Welcome home" (sic!) che tanto la commuove, e i nostri e i suoi antenati più o meno famosi, da Piero Maroncelli a Garibaldi ad Emilio Lussu, che, come lei, a suo dire, hanno vissuto la stessa condizione di esiliati… lei lancia sterco - e non è una metafora !! - addosso al mondo intero . Le sue accuse contro l'islam sarebbero condivisibili se : 1) non fossero pieni di preconcetti , pregiudizi e gneralizzazioni ; 2 ) errori storici , culturali , politici . In particolare quello quello di negare l'esistenza di un islam moderatio e non fondamentalista . Esso esiste , anxch se è difficile riconoscerlo , in quanto dipende dai governi che usano la religione strumentalizzandola e servendosi ed incitando i fondamentalisti . come dimostra il caso dele vignette satiriche pubblicate in danimarca e in Francia qualche tempo fa la cui protesta pè stata inizialmente pacifica , poi è stata fomentata da fondamentalisti incitati da alcuni esponenti politici del medioriente che hanno ingigantito la cosa riportando anche news non vere . Ora Se vuole approfondire e corrreggere i suoi erorri e mettere indiscussiuone i suoi pregiudizi le consiglio il libro "Ragioni senza forza, forze senza ragione: una risposta a Oriana Fallaci". Stefano Allievi sociologo dell'università di Padova, è il massimo esperto di Islam in Italia. E ci aiuta a ricordare che esiste un mondo cattolico rispettoso e sensibile, spesso invisibile ma assai migliore della schiera dei cristianisti o teocon all'italiana. Quello di Stefano Allievi è un antidoto importante per l'ubriacatura da scontro di civilta e i suoi profeti fra cui Marcello Pera , che ci fannno vedere ovunque il terrorismo islamico o le teorie del capo espriatorio ; gli articoli di Di Sherif El Sebaie. è un egiziano che vive in Italia e che cura un blog interessante ( che le consigliodi vedere o di rivedere se lo conosce già ) blog
la risposta datati da Tiziano Terzani al tuo articolo sul corriere della sera cha ha anticipato il suo libro  la rabbia e l'orgoglio  eccoti l'url
http://snipurl.com/r7h2 e quelle di altri intellettuali trattwe da questo sito culturale http://snipurl.com/r7o4 oppure quest'altre Visto che sei cattolica leggiti ( anche se fa parte di quei cattolici che la tua generazione chiama cattocomunisti o cattolici del dissenso 'intervista che lascio padre Ernesto Balducci a Controradio di Firenze la trova qui in un nostro precedente post
Per finire anche se a tipi come lei è come dare le perle ai porci le segnalo ; 1) bel film Un bacio appassionato di Kean Loach che tratti dei rapporti fra islam e cattolici ; 2) i libri : la santità di boesch gajano in particolare il cap IV “confronti” ; I fondamentalismi di Enzo Pace -Renzo Guolo ; il corano di Massimo camparini .
La saluto con q due ciotazioni i : << Ma quante sono le menti umane capaci di resistere alla lenta, feroce, incessante, impercettibile forza di penetrazione dei luoghi comuni? >> di Primo Levi e con quest'altra frase : << le diverse tradizioni religiose se autentiche sono diffeenti riflessi dela stessa verita e in eugual misura preziosi . Ma di questo non ci si rende conto perchè ciascuno vive una sola di queste tradizioni e percepisce le altrte dall'esterno . >>  di Simone Weil 


Uno che per parafreasare Padre Ernesto Balducci non posso definirmi solo cristiano

lunedì 24 aprile 2006

Senza titolo 1255

finalmente  era ora   Ciampi si è deciso a  a rimediare alla figura  di merda ...  ehm... barbina fatta   nel dare la medaglia d'oro ad un  mercenario ( ovviamente  nel  rispetto dela persona  )  Quattrocchi  , dando la medaglia  d'oro  alla famiglia di Bartali  . Essa  è anche  un ottimo modo di celebrare in maniera  non retorica  la resistenza    perchè  :  [....] Importante inoltre la sua attività in favore dei rifugiati ebrei, svolta dal settembre 1943 a giugno 1944, quando compì numerosi viaggi in bicicletta verso Assisi per trasportare documenti e foto tessere nascosti nei tubi del telaio della bicicletta, affinché una stamperia segreta potesse falsificare i documenti necessari alla fuga di ebrei rifugiati. Ricercato dalla polizia fascista, sfollò a Città di Castello, dove rimase nascosto da parenti ed amici cinque mesi.[...] ( continua  su wikpedia ) . Una delle l pochissime cose  su cui andavo d'accordo con mio nonno paterno  burocrate fascista e è fascista della  prim'ora   . Il quale  e rimasto  ( come Bartali  d'altronde  ) coerente   nel passaggio dal fascismo  alla repubblica  preferendo  essere epurato ( anche se per poco perchè poi intervenne l'ammistia di Togliatti )    da colleghi di  grado inferiore  a lui  e  perdere perchè s'era rifiutato  di abiurare   e riciclarsi nella Dc  il suo ru9olo  ed essere relegato  ad un grado inferiore  .


 APPUNTi DI VIAGGIO
Su bartali 


sul ciclismo 


  • Il Ciclismo nella rete
    I link ai migliori siti dedicati alla storia di questo sport, gli eventi, i campioni, i ricordi.





lunedì 10 aprile 2006

Senza titolo 1231

Io non sono Interista  ( sono iuventino  anche se non più  come un  tempo in particolare dopo  il campionato 19967 )  anche  se  tifo  l'inter durante  le  coppe  europee  e in funzione  anti milanista  . Ma voglio portare  la solidarietà ai giocatori   . Perchè  si può contestare  anche  in maniera dura  , il loro rendimento  , l'allenatore ,  o la gestione di un presidente  ,  ma  la  violenza   per  giunta gratuita  è da imbecilli  .

Inter : agguato dei tifosi nella  notte  , follia  a M alpensa  MILANO - Esce dal Meazza o dalle immediate vicinanze di San Siro la rabbia dei tifosi nerazzurri e sconfina, per la seconda volta in pochi giorni, all'aeroporto della Malpensa.










 
Un vero e proprio agguato, quello messo in atto da un gruppo di ultrà con i volti coperti da sciarpe e foulard nei confronti dei giocatori interisti, nella notte a Malpensa, al rientro dalla vittoriosa trasferta ad Ascoli. Una contestazione violenta che stavolta è arrivata fino a ferire Cristiano Zanetti, rimasto contuso al capo da un pugno o forse dal lancio di un oggetto. E poi tanti insulti per tutti e applausi ironici per una vittoria "quando non conta niente".
Sono da poco passate le 2:30 della notte fra sabato e domenica quando il volo charter della comitiva nerazzurra atterra a Malpensa. La squadra, dopo essere stata in svantaggio, ha saputo reagire in campo e ha conquistato contro l'Ascoli i tre punti che la tengono a contatto col Milan, alla vigilia del derby che venerdì prossimo potrebbe risultare decisivo nella corsa al secondo posto in classifica. E prima ancora, martedì a Udine, l'Inter si gioca - partendo dal vantaggio di 1-0 ottenuto all'andata - l'accesso alla finale di coppa Italia.
In pochi giorni, insomma, si decidono gli ultimi due obiettivi di una stagione che ancora una volta è deficitaria per le ambizioni della tifoseria. Una tifoseria che, per contestare l'eliminazione dalla Champions League martedì scorso a Vilarreal, non aveva seguito la squadra in trasferta nella Marche. Ma nessuno, a cominciare dalle forze dell'ordine (solo una decina i poliziotti presenti a fronteggiare i tifosi arrabbiati), si aspetta una aggressione a freddo di teppisti travisati e mischiati alla replica di una contestazione 'piu' normalé che si era evidenziata già martedì alle 4 di notte al ritorno dalla Spagna. Stavolta non ce ne sono i presupposti.
All'apparire dei giocatori dalle porte scorrevoli del terminal 2, il gruppo di circa 70 persone che li aspetta da almeno un'ora comincia il suo show: i tifosi battono ironicamente le mani per la vittoria 'inutile' e distribuiscono insulti in parti uguali. Ma niente di più. Insomma, non è quel che ci si attende dopo una vittoria ma può essere messo nel conto della delusione europea appena patita. Ma è all'esterno, quando i giocatori si dividono e una parte (pochi) raggiunge il pullman mentre gli altri (la maggioranza) alla spicciolata si avviano verso le automobili di mogli, fidanzate, amici e conoscenti che li attendono in diversi punti del piazzale, che scatta l'aggressione.
La follia vera. Un gruppo di ultrà esce dal buio, i cappucci delle felpe sulla testa, le sciarpe nerazzurre sulla bocca e accerchia i giocatori isolati: lo stesso capitano Javier Zanetti è circondato, così come Martins, Mihajlovic e Kily Gonzales e chiunque capiti a tiro. Parolacce, insulti e minacce, magari qualche calcio e qualche pugno sulla macchina. A Cristiano Zanetti ("vattene alla Juve" gli gridano) va invece peggio: nella mischia qualcuno lo colpisce con un pugno sulla nuca, forse l'aggressore impugna un qualche oggetto che gli provoca una ferita alla nuca.
I poliziotti, che all'interno avevano fatto cordone e mantenuto la protesta nella 'norma', accorrono qui e là e cercano di liberare le auto coi giocatori. Due a

Io non sono Interista  ( sono iuventino  anche se non più  come un  tempo in particolare dopo  il campionato 19967 )  anche  se  tifo  l'inter durante  le  coppe  europee  e in funzione  anti milanista  . Ma voglio portare  la solidarietà ai giocatori   . Perchè  si può contestare  anche  in maniera dura  , il loro rendimento  , l'allenatore ,  o la gestione di un presidente  ,  ma  la  violenza   per  giunta gratuita  è da imbecilli  .

Inter : agguato dei tifosi nella  notte  , follia  a M alpensa  MILANO - Esce dal Meazza o dalle immediate vicinanze di San Siro la rabbia dei tifosi nerazzurri e sconfina, per la seconda volta in pochi giorni, all'aeroporto della Malpensa.











 
Un vero e proprio agguato, quello messo in atto da un gruppo di ultrà con i volti coperti da sciarpe e foulard nei confronti dei giocatori interisti, nella notte a Malpensa, al rientro dalla vittoriosa trasferta ad Ascoli. Una contestazione violenta che stavolta è arrivata fino a ferire Cristiano Zanetti, rimasto contuso al capo da un pugno o forse dal lancio di un oggetto. E poi tanti insulti per tutti e applausi ironici per una vittoria "quando non conta niente".
Sono da poco passate le 2:30 della notte fra sabato e domenica quando il volo charter della comitiva nerazzurra atterra a Malpensa. La squadra, dopo essere stata in svantaggio, ha saputo reagire in campo e ha conquistato contro l'Ascoli i tre punti che la tengono a contatto col Milan, alla vigilia del derby che venerdì prossimo potrebbe risultare decisivo nella corsa al secondo posto in classifica. E prima ancora, martedì a Udine, l'Inter si gioca - partendo dal vantaggio di 1-0 ottenuto all'andata - l'accesso alla finale di coppa Italia.
In pochi giorni, insomma, si decidono gli ultimi due obiettivi di una stagione che ancora una volta è deficitaria per le ambizioni della tifoseria. Una tifoseria che, per contestare l'eliminazione dalla Champions League martedì scorso a Vilarreal, non aveva seguito la squadra in trasferta nella Marche. Ma nessuno, a cominciare dalle forze dell'ordine (solo una decina i poliziotti presenti a fronteggiare i tifosi arrabbiati), si aspetta una aggressione a freddo di teppisti travisati e mischiati alla replica di una contestazione 'piu' normalé che si era evidenziata già martedì alle 4 di notte al ritorno dalla Spagna. Stavolta non ce ne sono i presupposti.
All'apparire dei giocatori dalle porte scorrevoli del terminal 2, il gruppo di circa 70 persone che li aspetta da almeno un'ora comincia il suo show: i tifosi battono ironicamente le mani per la vittoria 'inutile' e distribuiscono insulti in parti uguali. Ma niente di più. Insomma, non è quel che ci si attende dopo una vittoria ma può essere messo nel conto della delusione europea appena patita. Ma è all'esterno, quando i giocatori si dividono e una parte (pochi) raggiunge il pullman mentre gli altri (la maggioranza) alla spicciolata si avviano verso le automobili di mogli, fidanzate, amici e conoscenti che li attendono in diversi punti del piazzale, che scatta l'aggressione.
La follia vera. Un gruppo di ultrà esce dal buio, i cappucci delle felpe sulla testa, le sciarpe nerazzurre sulla bocca e accerchia i giocatori isolati: lo stesso capitano Javier Zanetti è circondato, così come Martins, Mihajlovic e Kily Gonzales e chiunque capiti a tiro. Parolacce, insulti e minacce, magari qualche calcio e qualche pugno sulla macchina. A Cristiano Zanetti ("vattene alla Juve" gli gridano) va invece peggio: nella mischia qualcuno lo colpisce con un pugno sulla nuca, forse l'aggressore impugna un qualche oggetto che gli provoca una ferita alla nuca.
I poliziotti, che all'interno avevano fatto cordone e mantenuto la protesta nella 'norma', accorrono qui e là e cercano di liberare le auto coi giocatori. Due agenti, nella mischia, si fanno male e devono essere medicati. Per loro la prognosi è di cinque giorni. Poi, come sono arrivati, gli aggressori si disperdono. Il tutto dura non più di 10 minuti, durante i quali vengono fatti esplodere anche un paio di petardi
Adesso sono in corso gli accertamenti per arrivare all'identificazione dei responsabili dell'aggressione a Cristiano Zanetti. La polizia ha in mano gli elementi per rintracciarli - comprese alcune immagini delle telecamere in azione nello scalo - e nelle prossime ore il magistrato competente, il Pm di Busto Arsizio, potrebbe disporre dei fermi. Intanto resta la preoccupazione per le prossime partite dell' Inter, soprattutto per il derby fra cinque giorni.
genti, nella mischia, si fanno male e devono essere medicati. Per loro la prognosi è di cinque giorni. Poi, come sono arrivati, gli aggressori si disperdono. Il tutto dura non più di 10 minuti, durante i quali vengono fatti esplodere anche un paio di petardi
Adesso sono in corso gli accertamenti per arrivare all'identificazione dei responsabili dell'aggressione a Cristiano Zanetti. La polizia ha in mano gli elementi per rintracciarli - comprese alcune immagini delle telecamere in azione nello scalo - e nelle prossime ore il magistrato competente, il Pm di Busto Arsizio, potrebbe disporre dei fermi. Intanto resta la preoccupazione per le prossime partite dell' Inter, soprattutto per il derby fra cinque giorni.

Slideshow

Loading...