nuova sardegna 11\1\20265
Sassari
È tutta una questione di «fortuna e costanza», dice. Lei mette a disposizione la pazienza, più volte al giorno entra ed esce dal portale online del Cup regionale per conto di altre persone. E ogni volta è una lotteria: «Capita che ti colleghi a un certo orario e non c’è alcuna visita disponibile poi ti colleghi due minuti dopo e invece la trovi».
Il Cup che chiama te
L’idea di Serena Fresi, 29 anni, di Sassari, è unica nell’isola, in Italia e forse anche oltre. La sua originale attività si chiama “Il cup che chiama te” e promette di risolvere le giornate e far distendere i nervi di chi si attacca al cellulare o al sito web del Centro unico di prenotazione regionale senza risultati. Tipo: «Un paziente aspettava di sottoporsi a una moc (l’esame diagnostico di densitometria ossea, ndr) e l’unica disponibilità nell’isola era a ottobre 2026. La sua impegnativa risaliva addirittura a novembre 2024». L’uomo ha contattato Serena poco più di un mese fa, lei si è collegata e ha fatto ricerche su ricerche fino a quando «la sera stessa siamo riusciti ad anticipare il suo controllo: nuovo appuntamento fissato due giorni dopo».
Un’idea unica
Messa così, il servizio di Serena, a pagamento, ha del provvidenziale. È una pezza all’ennesimo cortocircuito del sistema sanitario sardo, e mette in luce le contraddizioni del valzer di prenotazioni che taglia fuori chi non può o non ha tempo per trovare la soluzione migliore. Per i più non ci sono molte alternative: chiamano il centralino o compilano le caselle del Cup web della Regione e finiscono per accettare appuntamenti dall’altro lato dell’isola o molti mesi più tardi. In caso contrario, tocca doversi rivolgere agli studi privati, che abbattono tempi e tragitti in cambio di costi molto più elevati di un semplice ticket in ospedale. Serena, di professione psicologa junior, si occupa di riabilitazione con bambini e adolescenti con disturbi dell’apprendimento, lo ha provato in prima persona. «L’estate scorsa in casa abbiamo avuto necessità di fare alcune visite prescritte con l’impegnativa del medico – racconta Fresi –. E tutte ci venivano assegnate a mesi di distanza o un anno dopo. Ho provato e riprovato fino a quando sono riuscita ad anticipare di alcuni mesi le varie visite. Da lì ho pensato “chissà quante persone si fermano alla semplice chiamata o dopo un primo tentativo nel portale abbandonano e si rivolgono al privato”. Perciò l’ho pensato così: un servizio che prende in carico le impegnative e cerca le visite migliori facendo ricerche giornaliere al posto di altre persone».
Come e perché
Assistita da avvocato e commercialista, Serena ha creato un modulo online a cui è possibile accedere – è così che si usufruisce del servizio –, inserire i propri dati e dunque caricare una foto dell’impegnativa («la ricetta bianca dematerializzata»). In pochissimo tempo sono già arrivate quaranta richieste. Persone anziane in cerca d’aiuto e con poca dimestichezza con il web, persone di mezza età, magari figli che assistono i genitori, e anche ragazzi che per tagliare la testa al toro pagano pochi euro e si assicurano di non dover aspettare mesi e mesi. Il fai da te allargato funziona. Nei profili instagram https://www.instagram.com/ilcupchechiamate/ e facebook di “Il cup che chiama te” spiega anche il motivo per il quale si tratta di una vera e propria attività: chi si rivolge per la prima volta a Serena e al suo piccolo team paga il servizio sei euro. «Finanziamo i nostri piccoli investimenti, come i bigliettini da visita o come un cellulare per prendere in carico i servizi richiesti, in autonomia. Lavoriamo, ogni giorno, sette giorni su sette». Bisogna ingegnarsi e calcolare tutte le varianti. «Posso fare una ricerca ora e non trovare disponibilità, ma se entro tra due minuti, per la stessa visita, magari la trovo. Vanno e vengono in ogni momento perché può succede di tutto: che si aprano nuove agende, o che qualcuno disdica una visita e quindi si liberi il posto, o nel frattempo qualcuno prenota al telefono e blocca la disponibilità fino a quel momento, o ancora gli ospedali stessi che annullano le visite». C’erano una volta i topi di biblioteca, qui siamo ai topi dei motori di ricerca.
Non è una truffa come il messaggio che arriva dal Cup con l’invito a chiamare per ricevere importanti comunicazioni. Ce n’è abbastanza per andare in agitazione e digitare senza riflettere il numero indicato. Perché la paura è che si tratti, visto il mittente, di notizie riguardanti il proprio stato di salute. Nella concitazione, non si nota un dettaglio significativo: Cup non sta per Centro unico prenotazione ma per Centro unico primario, che chissà che cosa vorrà dire. La certezza è che si tratta di una truffa che sta circolando attraverso sms e che tocca corde estremamente sensibili, quelle della propria salute. Ma perché proprio Cup? Perché trattandosi di una struttura pubblica rende la truffa più credibile. Questo aumenta la probabilità che le persone rispondano senza riflettere.
E’ allarmante, perché parla di “importanti comunicazioni che la riguardano”, spingendo il destinatario a chiamare con urgenza un numero indicato nel testo. Il numero in questione è 89349437, una tipologia di utenza che, secondo le segnalazioni, può essere collegata a servizi a pagamento o a sistemi utilizzati per sottrarre denaro o informazioni personali.Il più recente segnalato è quello con il numero il 3520340578, ma non è l’unico.Infatti atri utenti hanno segnalato comunicazioni simili provenienti dal 3514439789 e da altri simili. Il meccanismo è sempre lo stesso: un messaggio breve, nessun riferimento a visite mediche o appuntamenti reali, ma l’invito a chiamare. Il caso è stato sollevato dalla piattaforma Tellows, in cui gli utenti condividono esperienze legate a call center, chiamate pubblicitarie e truffe telefoniche. Il messaggio legato al falso CUP è stato segnalato decine di volte.
Chi riceve è portato a chiamare subito nel timore che si tratti di una comunicazione sanitaria. Una volta composto il numero, può trovarsi di fronte a una voce automatica o a un operatore che chiede dati personali e codici. Oppure la chiamata può attivare servizi premium che scalano credito o generano addebiti in bolletta.
Cosa fare e cosa non fare dunque ? Se si riceve un SMS di questo tipo non bisogna chiamare perché nessun Cup contatta i pazienti in questo modo. È consigliabile bloccare il numero, segnalare il messaggio alle piattaforme o alla Polizia Postale, per evitare che qualcun altro caschi nella truffa.

Il