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17/01/20

Davide Marasco ed l'ennesimo caso del paradosso e del grottesco sistema giudiziario italiano patria del diritto romano


   di cosa stiamo parlando  



davide con la madreCondannato a 7 anni l'uomo che travolse Davide Marasco. La mamma: “Lotterò per fermare queste morti”



Davide Marasco è morto a 31 anni lo scorso 27 maggio a Roma. Il ragazzo è stato travolto da un'automobile mentre era in sella al suo scooter e stava percorrendo via Casilina, quartiere di Torre Maura. La vettura, che procedeva contromano, lo prese in pieno. Oggi Naim Xhumari, che quel giorno guidava ubriaco, è stato condannato a 7 anni e 2 mesi per omicidio stradale al termine del rito abbreviato (e quindi ha beneficiato dello sconto di un terzo sulla pena). La procura aveva chiesto una condanna a cinque anni.




Da quanto   afferma  il legale della  famiglia   il  giudice   ha   applicato la legge 
e sembra che ci sia una forma di giustizia . Ma come si evince anche dall'intervista la madre fa capire che definire questa Sentenza giusta è un parolone
Infatti  :  <<  Per la morte di un figlio non c'è pena che tenga .....ma essere umiliati da un Pm .... che ricordo a tutti dovrebbe tutelare la vittima e aveva chiesto 5 anni è una vergogna .... istituzioni coinvolte. ... odio gli indifferenti! >>
Come ho già detto del titolo tale sentenza è una specie di paradosso del nostro sistema giudiziario . Infatti  come dice   qui    a BelvedereNews    : <<  Attenzione alle richieste di patteggiamento da parte degli imputati>> Marina Fontana, donna simbolo nella lotta per la sicurezza stradale, che ha sottolineato, in un post pubblicato direttamente sul suo profilo ufficiale come si rischi <>. 
Riflessioni, quelle della palermitana, meditate ed accorate: <>.
Sempre secondo   l'articolo prima citato  un esempio pratico: “Mimmo Crisafulli fu ucciso a Catania da una macchina che non aveva rispettato lo stop. Il Pm diede parere favorevole alla richiesta di patteggiamento proposta dalla colpevole a 5 mesi e 10 giorni di reclusione, ritenendo che Mimmo Crisafulli andasse troppo veloce e che, quindi, avesse delle colpe importanti nell'incidente dove ha perso la vita. Il problema sussiste proprio nell'individuazione di quelle colpe. Nel caso di Mimmo, fu solo la procura a convincersi di questa tesi, senza alcun contraddittorio. Ne consegue che Mimmo fu ritenuto colpevole della sua morte senza potersi difendere in quanto deceduto. Ciò viola il principio di giusto processo e di difesa sancito dalla nostra costituzione.
Il patteggiamento con il concorso di colpa di chi non può difendersi è profondamente incostituzionale, ne sono convinto. La nostra associazione ha presentato un ricorso alla suprema corte proprio nel caso di Crisafulli, cercando di evidenziare questo aspetto molto importante. Il ricorso al patteggiamento svilisce, di fatto, il processo penale. In passato questo istituto giuridico è stato abusato al punto tale che è nata la necessità della legge sull'omicidio stradale. Io posso capire che la giustizia sia ingolfata da una montagna di procedimenti e che sia di interesse comune smaltirne una parte velocemente, tuttavia, quando si tratta di dare colpe a chi non può difendersi senza un regolare processo, varchiamo la soglia dell’inaccettabilità”.
Un  abuso    ed  un uso eccessivo  . E'  vero che   alcuni incidenti  , ma una piccolissima parte  sono dovuto al  concorso di    colpa  di pedoni  ma la  maggior  parte  è colpa  delle incoscienze  e  di pessimi comportamenti alla  guida come    il  guidare ubriachi   o sotto effetto droghe  .
Ma  quello più scandaloso e  che indigna  di più è il rito abbreviato   arma  a doppio taglio    che   a  andrebbe    : limitato  l'uso    e  usato  ( se non addirittura  proibito )  in casi eccezionali  , visto che    certi    azzeccagarbugli  legali  non hanno scrupolo  nell'usarlo spregiudicatamente  come  casi come  questo   e   nei femminicidi  .Il rito abbreviato come il patteggiamento dovrebbero essere esclusi per il reato di omicidio stradale , come accade per altri reati . Le pene aumentate in maniera tale che quando ci si mette in guida si usa un po di piu il cervello.
Speriamo   che , come sembra   di capire  dalle  parole della madre  (  vedere  video sopra  )  ,   la  famiglia  di  Davide   dovesse  fare  ricorso   , trovi un giudice  illuminato   \  di buon senso  che  non accetti la proposta  della  difesa  di usare   tale  tecnica giuridica   che   porta  ad una riduzione  della pena   da scontare   per il reo   ed  ad ulteriore   dolore  per  i familiari della  vittima     

  concludo segnalando questa  iniziativa 

“Rispettiamocinstrada”, manifestazione al Colosseo domenica 23 febbraio 2020

News • di  15 Gennaio 2020
La manifestazione per la sicurezza stradale di domenica 23 febbraio 2020 a Roma si avvicina e il comitato promotore è al lavoro per definire i diversi aspetti dell’evento. Nella riunione di martedì 14 gennaio è stato scelto il nome della giornata – “Rispettiamocinstrada” – che sarà veicolato sui social con l’hashtag #Rispettiamocinstrada: un’espressione che sintetizza la richiesta di rispetto tra le diverse categorie di utenti della strada, perché proprio la mancanza di rispetto – delle regole, delle persone e della vita – produce situazioni di pericolo trasformando le vie e le piazze delle città in teatri della strage quotidiana dovuta principalmente a chi guida il mezzo più forte, l’automobile, che ha ormai saturato tutti gli spazi.
L’urgenza di scendere in piazza, anche alla luce delle cronache, è molto sentita in tante realtà associative che si occupano di sicurezza stradale e mobilità sostenibile e stanno continuando a dare la propria adesione all’iniziativa: la lettera-appello al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stata inviata nei giorni scorsi, preannunciando la manifestazione. Gli organizzatori si sono rivolti proprio al Capo dello Stato per cercare un’interlocuzione istituzionale al livello più alto, perché la sicurezza stradale è alla base della convivenza civile e l’Educazione Civica dovrebbe ripartire proprio da qui, dalla cultura del rispetto per tutti i cittadini utenti della strada, nessuno escluso, a cominciare dai più fragili: pedoni, ciclisti, bambini, anziani e disabili. Dalla moderazione del traffico, dal controllo capillare del rispetto della velocità sulle strade.
Corso promozione mobilità ciclistica
Come luogo è stato scelto il Colosseo, sia per il valore simbolico sia anche per la vicinanza della fermata della metropolitana visto che molte persone arriveranno da fuori Roma e potranno così raggiungere comodamente i Fori Imperiali. alle ore 11. Per domenica 23 febbraio 2020 a Roma è prevista anche l’iniziativa “Via Libera” con un anello ciclopedonale di circa 10 chilometri che passerà anche da lì e dunque anche l’afflusso delle bici e delle persone a piedi dovrebbe essere favorito.
Bikeitalia.it continuerà a seguire le fasi organizzative e a comunicare tutte le novità inerenti all’iniziativa che promuove e sostiene: Rispettiamocinstrada, ci vediamo domenica 23 febbraio 2020 alle ore 11 al Colosseo – Fori Imperiali.