di solito quando riporto , e chi mi segue lo sa , fatti di cronaca di nera e femminicidi , non commento se non in maniera critica o riporto articoli che lo fano per me . Ma in questo caso merita sia d'essere commentato oltre che raccontato perchè la storia dela povera Manuela Murgia , un omicidio a sfondo sessuale avvenuto 30anni fa , è anche la lotta dei familiari sia le sorelle con cui è cresciuta , sia ( vedere post sotto ) che il fratello nato qualche anno dopo il brutale evento hanno e stanno lottando come fecero i. familiari di peppino impastato . per evitare che sia visto come suicidio ed avere giustizia .
Lascio la parola alla storia di Gioele raccontata dalla pagina facebook di ww.storiedeglialtri.it
Lui è Gioele. Nasce nel 2000 a Cagliari, in una famiglia ferita. I suoi genitori si mostrano forti e sorridenti, ma lui capisce ben presto che la loro è solo apparenza. A volte, da bambino, vede la mamma piangere davanti alle foto di una ragazza che lui non ha mai visto. Sente le sorelle abbassare il tono della voce quando lui entra nella stanza. C’è qualcosa di strano, in famiglia. Una mancanza sempre presente. L’impressione, quasi impercettibile, che a tavola ci sia un posto vuoto.
A sedici anni, Gioele inizia a capire. Scopre che la ragazza nella foto è sua sorella Manuela. Trovata senza vita cinque anni prima che lui nascesse, nel canyon di Tuvixeddu, a Cagliari. Era il 1995, e Manuela aveva solo sedici anni. Gioele è sconvolto. Ma almeno può dare un nome al vuoto che lo tormenta. Si documenta, ma le notizie che trova sono poche. Tutti dicono che Manuela si è tolta la vita.Tutti, tranne la sua famiglia. Convinta che in realtà sia stata uccisa, e che per questo lotta da tempo per far riaprire il caso. Ora, anche Gioele vuole mettere tutto se stesso nella ricerca della verità. Apre pagine social dove parla del caso di Manuela Murgia, con un solo obbiettivo. Fare rumore, tenere vivo il ricordo di sua sorella. E così succede. In breve tempo i media tornano a parlarne. Gioele e le sorelle creano un gruppo composto da ingegneri, avvocati, criminologi. Grazie alla loro determinazione, dopo trent’anni il caso viene riaperto. La nuova perizia presentata dimostrerebbe che Manuela è stata violentata, investita e uccisa. Il suo ex fidanzato dell’epoca viene iscritto nel registro degli indagati.Dopo anni di lotta, Gioele inizia a vedere uno spiraglio di luce. E sente ancora più forte la mancanza di quella sorella mai conosciuta. Un giorno, sdraiato sul letto, fissa il soffitto e si commuove. Alza il volume della musica per soffocare i pensieri, e quella vocina che non lo lascia in pace. Se ci fosse anche lei, qui con me, come sarebbe la mia vita?Può solo immaginarlo. Manuela oggi avrebbe 46 anni, sarebbe zia, e avrebbe un fratellino. Che si chiama Gioele, e le vuole bene. E che non smetterà mai di lottare per lei.