31/08/05

Senza titolo 751


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dibattito

lo sò che non dovrei  ma  ormai è talmete ma  tale  cosa  ( o vizio come lo chiamano i miei  vecchi  e  i  miei  cdv  non internettiani  , oltre che  coloro credono a quanto dicono di me  quelli di bynopi    radicato in me  da  non  riuscire  a  ucciderlo , se non trasformarlo in qualcosa  di costruttivo  


 


 riporto  qui un interessante articolo di  un bellissimo  blog    di una mia compaesana , anzi cote4rrrranea  conme  ama  definirsi uin un commento  qui lasciato  giorni  fa


 ecco il suo url http://39p_e_dintorni.blog.tiscali.it/



Lunedi 29 Agosto 2005 ore 11:19:39



Perchè i più grandi successi recenti del rap sono cover di gente che sa fare musica? Prendere in prestito la musica altrui, pagando l'affitto ai legittimi proprietari, significa fare musica? E' un grande artista nonchè comositore chi fa questo? O forse al massimo, un bravo arrangiatore? Vi dico la mia sul RAP.


Dopo l’overdose di melatonina dei giorni scorsi, stavolta ho cercato di restare sveglia il più possibile, catturata mio malgrado, dall’evento dell’estate: gli MTV Music Awards di MIAMI. Ma prima di procedere con il post satirico di questa mattina, per dovere di cronaca, vi dico subito che sono stati i Green Day a sbancare e fare incetta di premi.
Detto questo, passiamo al vero motivo per cui ho deciso di restare sveglia a guardare il PRE-SHOW. Esatto, avete capito bene, non ho visto affatto la premiazione in sé, so che presentava JAY-Z perché ho visto la sua intervista, ma il pre-show è stato davvero molto istruttivo.
Starlette e cantantuncole a parte, il cui unico scopo nella vita è eguagliare fama e notorietà di Britney Spears, una parte dello show era totalmente riservata ai rappers. I rappers, questo grande mistero. In quella parte del pre-show ognuno di loro e dei componenti le loro bande, giungeva su un’auto enorme. Ora ditemi voi, perché mai fare la gara dell’auto più grande, più scintillante, più originale e personalizzata, in sostanza, più grezza in assoluto, dovrebbe rendere migliori gli uni rispetto agli altri?!?!? Ma sapete che proprio lì a Miami e in altre città dove esistono questi quartieri e sobborghi dove si fanno le gare di free style, ci sono proprio dei meccanici specializzati nel “fare il vestitino” a Mercedes e Lamborghini?!?!? Di recente, sempre su MTV, ho avuto occasione di vedere un programma dove la produzione spende una fortuna per realizzare il sogno di qualcuno, una specie di Carramba che fortuna!!!! Il sogno in questione era rifare da zero l’auto di una tipa nera (strano) che aveva incidentato o qualcosa del genere: insomma, non andava più. Ora, la tipa in questione è stata condotta presso quest’officina gestita da un gruppo di emeriti buzzurri che non si sono limitati a far ripartire l’auto… l’hanno proprio trasformata in un mostro. L’auto è diventata magicamente una cabrio, tutta rosa con gli interni in vera pelle umana leopardata (assolutamente in linea con i gusti della fortunata spettatrice… e con la sua indiscutibile classe), le pattane dell’auto sono diventate dorate così come le finiture, le hanno anche regalato il kit-pandane, pensate! Una specie di astuccio che conteneva una fotocamera digitale e un paio di occhiali da sole in tinta perfetta con l’auto (rosa e con una bella cornice di diamanti, esattamente come il merletto che rivestiva gli specchietti dell’auto). Immancabile lo stereo e il lettore mp3… con i bassi a mille, il televisore e una stampante per le foto digitali… (che se ne fa uno di una stampante e un piccì sull’auto mentre sta guidando?!?!? mah).
Adesso io non discuto sul fatto che un genere musicale prevede il suo look, che deve essere fatto in un certo modo e avere un suo linguaggio, un fondamento culturale, tutto quello che volete. La verità è che non capisco perché questa roba ipersupersuperficiale e di pessimo gusto venga spacciata per una grandissima figata. Macchinoni d’epoca, enormi, quasi navi spaziali, gialle, bianche, rosa, con finiture in oro zecchino e poi parlano nei loro testi dei sobborghi e della vita difficile del quartiere, di pistole e di conquiste del proprio spazio individuale in una società, quella americana, dove imperversa il concetto dell’uomo che si fa da sé. Perché devono dire che il rap è musica?!?!? perché devono dire e far credere alla gente che in quanto musica, sia esso stesso una forma d’arte? Lo è nella misura in cui riesce a ricavarsi una nicchia nelle forme d’arte di strada. Non è sminuire, è semplicemente chiamare le cose con il loro nome. Perché quando uno fa il rapper deve assolutamente imparare a giocare a basket, dire yo-yo, mostrarsi in giro con gli amici più grezzi di lui, vestire con degli orrendi abiti firmati che sono solo la versione costosa di orrendi stracci di pessimo gusto che possono piacere solo agli americani (ieri Snoop Dogg sembrava l’uomo del monte con degli inserti in stoffa da far vomitare persino coloro che digeriscono il ferro fuso) o peggio del peggio LE RAPPERS. Sì, le donne del rap sono davvero quanto di peggio possa esistere nel magico mondo degli stereotipi. Adesso sono tutte quante bionde. Già da noi una fa di tutto per nascondere il suo passato da mora, utilizzando spesso un make-up che schiarisce la carnagione, ma loro paiono non rendersi conto di quanto sia orribile l’effetto del giallo-paglia sulla pelle nera.
Guardate invece quanto è bella Alicia Keys!!! Poi tutte lì, a fare le dure, a minacciare le bande di maschietti a suon di insulti che fanno davvero figo, vestite di mutande-rivela-chiappa, che rivelano una quintalata di lardo da arrosto che è meglio cambiare canale, se vuoi evitare sbalzi di colesterolo.
La mia domanda allora è questa: che fine hanno fatto i veri grandi di quella forma d’arte di strada che si chiama RAP, i vari Run DMC e LL COOL J, quelli che il rap lo hanno reso grande davvero e che lo hanno condotto a somma forma di espressione del disagio popolare? Dov’è Dr Dre? Dove sono finiti tutti? La risposta è semplice: i grandi di allora, sono diventati i produttori di questi fenomeni da baraccone, spesso giovani talentuosi che hanno perso di vista la natura del genere che amano tanto.


riferimenti  Snoop Dogg


Senza titolo 750

 RISPOSTA  TELEGRAFICA   che mettero prossimamente  nelle faq   del blog


a  chi  mi  accussa  d'esere solo  un copia&e incolla e  prende  per  buono il dossier  di bynoi  vedere  i post  precendente


chi non  hai mai copiato \  sacheggiato  le idee  o le strade percorse  da  altri   ?  o  fatto proprie  quelle idee  ?   andate  a vedervi  o rivedervi il film  scoprendo forest    qui la trama  e qui una  bella recensione   


e  a ch  m'accusa  d'essere contradditorio (  e  chi non ,o  è scagli la prima  pietra  )  con questa  mia frase 


Molte volte  c'è più coerenza  nella contraddizione  che  nella coerenza  stessa 


 

ecco perchè ho scelto la categoria radicin e gente &paesi

"...tutti abbiamo dentro un entroterra dove
viviamo esperienze che contribuiscono alla
nostra crescita...


vinavill ( http://www.vinavill.net/salotto.html )

Senza titolo 749


Il mondo è divorato dalla noia. Bisogna rifletterci sopra, non si sente subito. E' una specie di polvere. Andate e venite senza vederla. La respirate, la mangiate, questa noia, la bevete. E' così tenue, così sottile che sotto i denti neppure si avverte.


Eppure se voi sostate un momento, vi copre subito il volto e le mani. perciò dovete agitarvi senza sosta, per scuotere questa pioggia impalapabile di cenere. E' solo per questo che il mondo si agita molto


Bernanos

Senza titolo 748

 


www.photoforum.ru



www.photoforum.ru


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Mi strugge il desiderio del tuo corpo


concerto di teneri amplessi.


Notte maligna


complice dei miei fantasmi....


Notte irreale di suoni ed estasi


- trascorsa -


 con la voglia di averti vicino.


Come pugnali di ghiaccio puntati sul mio cuore


le mie fantasiose voluttà


 si trasformano in mani malvagie


che non più cercano il mio corpo


ma assassine trafiggono il mio cuore


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Silvana Bilardi

30/08/05

le mie radici


 

Cari amici vicini e lontani



Da oggi  hodeciso  di aprir una  nuova cateogoria \ rubrica  sul modello e  spesso riportando   gli articoli   dello speciale gente&paesi del più  geande  quotidiano locale  nuova sardegna . 'ispirazione  per questa iniziativa  viene  da : 1) Riascoltando, il cd  riportando tutto a casa  dei Modena City Ramblers  e quello degli ex Csi il disco  di cui  ho parlato  nel  mio primppost   la terra,la guerra,una questione privata ( da cui  ho tratto  la  foto  del lotro ro album  che trovate  qui al lato ), che  erano in canna  nel lettore cd  messi  da mio fratello o mio  cugino adesso non ricordo  esattamente ,  ma   essendo stato colpito da prigrizia  acuta  non   avevo  voglia  d'alzarmi e  andare a   cambiarli ) ,ma soprattutto avvendo visitato questro stupendo blog  che  ha  lo stesso titolo dell'album dei Mcr  di una  che ho invitato   e  non ha ancora scrito , ma  che  scrive  sul  suo delle cose  eccezionali   trovato  nella mia  brutta  abitudine  al cazzeggiareo meglio  come si dice  uin sardo logudorese   \  barbaricino  nel  coglionare continuamente . 2) dal  volere  far conoscere la cultura  sarda  e la sardegna   che non sia  quella  patinata   della costa  smetralda e fuori dai circuiti turistici  . ma soprattutto   e dai pregiudizi  e stereotipi ,  sempre  invia  di diminuzione negli ultimi decennio , ma  ancora  molto  forti ,  nei  confronti  da parte dei continentali (  come noi chiamiamo  voi  della  penisola )   su  noi sardi  che  ci definiscono  senza  conoscere la storia  la cultura   e l'antropologia  : assasini ( in quanto in alcune parti dell'interno si pratica a ncora la desamistade   cioè le faide ) , pastori( in quanto  essa pè ancora  soprattutto nell'interno  anche se  trasformata  con gli agriturismi) però elogiano la nostra cucina  eipocritamente la costa smeralda ( paradiso   dei vip  , la maggior parte  , spocchiosi  )  e il primo nobel  femminile italiano  la scrittrice  grazia deledda . Lo so che  tale inizativa  darà adito a lamentele   fra  chi  di voi ( vedere non apepna sarà ripristinata la tag )   odia copia e incolla o  chi cree  al blog ( guarda caso non più  attivo  mentelucente  ) o  il mio "dossier" del sito  dil bynoi (  falso e   vicino alla callunnia  ,  fatto di  estrapolazionida  post ironici   e  da scherzi / battute   e miscuglio   di cose  vere --poche   e  cose  false  -- la maggior parte  )  ma  la  nuova sardegna  online  è a pagamento  e sarebbe  un peccato  ( sia per noi sardi   , che  per i non sardi )  tale patrimonio culturale e antropologico   finisse nel dimenticatoio  \  oblio ., e  visto  che io considero oltre la  contaminazione  ( il metticiato di Pera  ) la riscoperta (  ovviamente senza  estremizzzarla  )  dele proprie radici  un antidoto ai pregiudizi e stereotipi , oltre che al razzismo e  xenofobia  come  quelli di cui  parlavo precedentemente, ho deciso   che settimanalmente ( almeno per  gli articoli dela nuova ardegna )  riporterò  quella rubrica  dela nuova sardegna  . ovviamente   però tale rubrica \  categoria  sarà aperte  anche  ad altri post  o articoli simili  di quella cultura  ,  anzi quelle culture  che la  globalizzazione selvagggia  e  senso unico   stanno portando  alla scomparsa o peggio alla standardidazione  delelculture  ma ora basta  con le  chiacchere  e veniamo all'articolo vero e proprio

 








da La Nuova Sardegna   del 29\8\2005


di Giacomo mameli



Cargeghe, lo zio d’America e la «Biblioteca di Sardegna»   
«Inedita» ha dato vita a una struttura che custodisce seimila volumi di autori sardi, molti dei quali inediti 

 



C’è chi dà la parola ai vecchi. E lo hanno fatto bene anche qui, con un libro - «Raccontando, storie, fatti e personaggi di Cargeghe» - testimonianze orali «nel rispetto del linguaggio e delle forme sintattiche verbali adottate dagli informatori». Foto antiche di emigrazione e vita campestre, 150 pagine. Ma c’è un fatto nuovo. Questo è uno dei paesi più piccoli della Sardegna, pochi chilometri da Sassari, 620 abitanti, 330 metri sul livello del mare, le case dominate dal costone bianco di Giorrè che sembra una conchiglia che lo protegge, le campagne impreziosite dalla chiesa romanica di Santa Maria di Contra dove i fratelli Taviani avevano girato «Padre padrone» tratto dal capolavoro di Gavino Ledda. In questo scenario hanno voce i vecchi ma anche «i più giovani». Raccontano in un volume «Col naso all’insù» sia Cargeghe che Muros che è a due passi, definiti «nuovi paesi delle Meraviglie, tra versi di favole, filastrocche e poesie declamate dai suoi più giovani abitanti». Mattia Schintu ha scritto: «Caro Muros, sei come il sole che riscalda la Sardegna e le coccinelle ti seguono come passeri». Bianca Ruiu: «Cargeghe è piccolo e ha tanto da mangiare...L’Africa è grande e ha solo riso!».Dietro queste iniziative c’è il copyright di una associazione privata chiamata «Inedita», sorta nel 2003 come «centro di documentazione linguistica e culturale». In due anni si è imposta all’attenzione dell’isola perché ha creato la biblioteca di Cargeghe (il 90 per cento con fondi privati, il 10 per cento del Comune) facendone la «Biblioteca di Sardegna», con seimila volumi tutti sull’isola, con inediti di Grazia Deledda e Antonio Gramsci, molti testi sconosciuti della seconda metà dell’Ottocento, tutta la produzione pianistica del musicista di Samassi Lao Silesu presto consultabile on line in tutte le biblioteche pubbliche sarde. Dietro queste iniziative c’è la volontà di una ragazza-manager che sta per laurearsi in Scienza dell’educazione a Sassari. Si chiama Francesca Santoru, ha 24 anni, è di Cargeghe come la sorella Giovanna che si occupa dell’inventario dei volumi e studia Teoria e tecnica dell’informazione. Con loro Maria Stefania Campesi, da 15 anni bibliotecaria a Tula e Corrado Piana, giornalista e direttore della biblioteca. Un team affiatato e fortunato.La biblioteca nasce perché uno zio d’America ancora misterioso vuole che proprio questa biblioteca gli sia intestata visto che ha donato tutti i suoi libri a «Inedita». Di lui si sa che ha vissuto a Cargeghe e che abita a Washington, che ha sposato una donna di Bortigiadas: «I miei figli - ha confidato a Francesca Santoru - non apprezzerebbero questo patrimonio, lo dono a voi, sono duemila volumi, questi sono i primi ottocento». Ed eccoli esposti - tra computer, stampanti e scanner - sugli scaffali di questa piccola casa di cultura, sulla strada centrale, sotto un manifesto dell’Unesco «Pro sas bibliotecas publicas» e un bell’ingradimento dei costumi di Orgosolo. «Presto avremo gli altri 1200 volumi, sarà una sorpresa per tutti», dice Francesca con un bel sorriso. In attesa delle novità non resta che camminare in queste due stanzette. Ci si imbatte in un prezioso libretto dell’archeologo Antonio Taramelli. Lo ha pubblicato - negli anni ’20 del Novecento - l’Istituto italiano di arti grafiche di Bergamo per l’Istituto nazionale Luce nella collana «L’arte per tutti». Taramelli, che conosceva bene la Sardegna anche per averla percorsa con le sue gambe, titola il suo lavoro «I nuraghi ed i loro abitatori». Ecco l’introduzione che sfatava miti che ancora assurdamente resistono. Emerge un’isola «potente». Taramelli: «L’isola di Sardegna, disgiunta dalla penisola italica dal mare che prima del Tirreno ebbe nome di Sardo, indizio di una remota potenza del popolo che vi ebbe ricetto, serba di questa i testimoni monumentali, che appunto dettero all’isola l’epiteto corrente di isola dei nuraghes. Non è più possibile negare il fervore e l’attività ad una gente che lasciò migliaia di costruzioni, tutte notevoli, alcuni imponenti, destinate a scopi sociali immediati e ad una posterità millenaria».C’è la raccolta di una rivista mensile che di testata faceva «Sardegna». La redazione era a Cagliari, via Giovanni Spano 10. Ogni numero 12 pagine, qualcuna a colori. Nel dicembre del 1930 (A. XII del Fascismo) esce un editoriale di Francesco De Rosa. Titolo: «L’ospitalità dei galluresi». Agli interessati consigliamo un salto a Cargeghe per sapere di che tipo di accoglienza erano capaci - appunto - i galluresi. C’è una bella copia rilegata de «Sa divina Cumedia de Dante in limba salda» del poeta di Berchidda Pedru Casu. Il libro era di proprietà di un certo «Giuseppe Nuvoli» che lo autografa e scrive la data: 1939. La casa editrice? Francesco Nieddu & Figli Ozieri. Spulciando fra scaffali, spunta un inedito di Gavino Cossu, scrittore di Cossoine, titolo in caratteri bodoniani «Il colle del diavolo» con sottotitolo «Ovvero LUPO DORIA MALASPINA Marchese di Bonvhei, tradizione popolare sarda del secolo XIII». Esce nel dicembre del 1869 per iniziativa della «Biblioteca del Corriere di Sardegna» e forse certifica il battesimo dei gadget perché «il presente volumetto è conceduto in dono agli abbonati del giornale cagliaritano Corriere di Sardegna». C’è un timbro ex libris, dovrebbe essere del proprietario, «Uneddu cav. Bernardo, Maggiore a Riposo». Il libro è rilegato in cartone spesso di sette millimetri, sopra e retrocopertina in grigio, formato quasi tascabile, 17 centimetri di base e 27 di altezza. Il testo è diviso su due colonne con una giustezza di sei centimetri e mezzo l’una. Trenta i capitoli, 93 pagine, si comincia con Lupo Giannozzo Gabriele, nel quarto capitolo L’attentato, il nono L’amore, il XIV Fra Selvaggio: Scrittura piacevole, fluida. Nel capitolo XXX si parla appunto del «Colle del Diavolo». Cronache usuali, immutate per un paese sardo, delitti e incendi. Eccone un brano: «L’indomani, ch’era un giorno di domenica, gli abitanti del vicino borgo di Bonvhei s’erano riuniti nel piccolo piazzale della chiesa, guardando con occhio stupito lo strano spettacolo delle arse selve e del diroccato castello ancora fumante. Ognuno diceva la sua: chi narrava che gli acerrrimi e capitali nemici del marchese Lupo, i Pisani, avevano sorpreso il castello, fatto prigioniero il barone e a quello dato il fuoco. Chi diceva che lo stesso marchese aveva di propria mano incendiato il castello, indi,...lanciatosi framezzo ai vortici delle fiamme, fosse in essa miseramente perito unitamente ai suoi familiari». Aggiungete che la biblioteca più privata che pubblica di Cargeghe ha avuto l’intelligenza di creare un ufficio stampa competente, attento alle cronache, ai fatti culturali che contano. Qui si è capito che il marketing territoriale non si inventa dall’oggi al domani e che la comunicazione non è un optional ma una necessità. Per cui questo paesino è uscito dal silenzio e ormai crea feeling anche con i grandi eventi sociali. Ultimo, in ordine di tempo, la partecipazione al salotto letterario della sesta edizione «Sardegna in banchina» in mezzo al concerto di sartie delle vele latine di Stintino. Sabato i miti e le leggende sarde con le voci di Franco Fresi e Maria Lai presa d’assalto da fans dell’artista di Ulassai giunti da tutta la Sardegna. Venerdì la serata di Stintino era firmata Cargeghe con le letture e gli approfondimenti delle opere di Pier Giorgio Pinna («La Sardegna prima della Storia») e di Giacomo Pisu («Dai dinosauri ai popoli del mare»). Per concludere con la proiezione del documentario «Nois» promosso proprio dalla «Biblioteca di Sardegna» con la voce di Franca Masu e le note del musicista Marcello Peghin.Anche qui sono stati esposti manoscritti - anche inediti - di Grazia Deledda, Antonio Gramsci, Camillo Bellieni, dell’archeologo Antonio Taramelli. E in sottofondo gli echi delle musiche di Lao Silesu interpretato dal pianoforte di Roberto Piana prima con dieci piéces brevi dalla prima incisione mondiale di «Feuilles éparses», un notturno in la minore e un altro in mi maggiore, un madrigale, una «Sérénade Passionée». Il tutto sotto il nome di Cargeghe. L’amministrazione comunale è guidata da un pensionato, Giuseppe Taras. Franco Spada, 32 anni, impiegato al Comune di Sassari, vicesindaco, dice: «Questa biblioteca dà valore aggiunto al nostro paese ma rappresenta un arricchimento per tutto il territorio». Tra poco verrà creato un consorzio anche con Florinas e Muros. Francesca Santoru e il suo gruppo cominciano a essere emulate. I motivi sono evidenti. In meno di due anni hanno animato un paese prima agonizzante. Nel dicembre del 2003 una mostra fotografica sull’aspetto architettonico di Cargeghe, nel luglio del 2004 la pubblicazione del libro «Cargeghe nelle cronache dell’Otto-Novecento» di Giuseppe Ruiu. Nella prefazione Francesca Santoru spiega: «Ritratti tra onirici e simbolici, ora cronachistici e documentari, per raccontare, tra storia e leggenda, il fascino di luoghi evocativi, lontani dall’impetuosa ingiuria del tempo». E giù titoli e testi di pezzi usciti tra il 1882 e il 1925 su «La Sardegna» e soprattutto su «La Nuova Sardegna». Poca bianca, molta nera, anche «cronache agrarie». Una vecchia di 70 anni, assassinata e derubata, L’eccidio di Codrongianos, un brigadiere ucciso e un carabiniere ferito, Scuole serali e festive nella provincia di Sassari e poi una cronaca di maltrattamenti di animali: «Un asino bastonato- Cargeghe - Furono contravvenzionati di santa ragione, dai carabinieri che li colsero in flagrante, certi F.G. e B.A. i quali si divertivano bastonando un asino...molto asinescamente. 16 aprile 1893». E una visita postelettorale «dell’avvocato Berlinguer che alle elezioni del 1924 prende 76 preferenze, 25 Segni, 6 Bellieni». Serata galante: «Uno dei cavalieri, il signor Andrea Bazzoni fu Giovanni offrì a donna Maria Berlinguer un mazzo di fiori».E i frequentatori della biblioteca? Il numero cresce, da Cargeghe e dintorni e da tutta l’isola, dai due atenei sardi. Da Iglesias sono venuti in molti a leggere e a sentire Lao Silesu. Avant’ieri c’era una ricercatrice dell’Università di Bordeaux, la settimana scorsa un’insegnante di «Ca’ Foscari»: entrambe per avere maggiori notizie su Lao Silesu e dei suoi rapporti con Gavino Gabriel. In attesa dei nuovi 1200 volumi Lao Silesu è oggi il richiamo forte. Grazia Deledda gli aveva scritto: «Se Ella dovesse nuovamente degnarmi di una visita non mi sentirei mai interamente soddisfatta e vorrei udire ancora dieci, cento volte, quei brani meravigliosi che brulicano vaghi e irrequieti nella mia mente». Giacomo Puccini: «Mio buon Silesu, anche questo gentile e artistico lavoro è tutto profuso di quella incantevole dolcezza che sai riservare in tutte le tue composizioni rendendole care». Apprezzamenti inediti che ci ha fatto conoscere la «Inedita» di Cargeghe. Che merita l’apprezzamento della Sardegna.


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 Fra i gioielli un manoscritto di Bellieni   Un biglietto che l’ideologo del Psd’Az inviò da Trieste nel 1927 

 Nel biglietto da visita si leggeva: CAMILLO BELLIENI. Caratteri in romano antico, nome e cognome in maiuscolo in corpo 14. Sotto, corpo 6, sempre tutto maiuscolo, «DOTTORE IN LEGGE E FILOSOFIA». Il biglietto era allegato a un manoscritto inedito del principale ideologo del Partito sardo d’azione, ora conservato nella biblioteca di Cargeghe. Bellieni (Thiesi 31 gennaio 1893- Napoli 9 dicembre 1975) scrive da Trieste a un «Caro Boj» nel 1927. Anni bui del fascismo che aveva emarginato il grande pensatore federalista. Il Boj - documenta lo storico Manlio Brigaglia - è il sassarese Antonio Boj, massone, studioso di Giovani Maria Angioy. Boj aveva analizzato a fondo il pensiero di Angioy in un libro che raccoglieva documenti pubblicati nel 1925. Boj era stato contestato dai sacerdoti sassaresi Sebastiano Pola e Damiano Filia ai quali non piaceva una lettura laica della storia sarda. Boj invia il suo lavoro a Bellieni che gli risponde il primo gennaio. Ecco il testo integrale.«Caro Boj, scusi del ritardo nel ringraziarLa del suo cortese invito. Sono stato molto lieto di rileggere una pubblicazione che tanta luce manda nella storia sarda e che avevo già da tempo, del resto, meditato. Caro Boj, io non da oggi pensavo di recensire il suo libro, avevo anzi intenzione di pubblicare delle mie considerazioni su di esso, sul volume del Pola, e sul Manno. Spiacevolmente le riviste su cui si poteva un tempo scrivere sono morte. Lei comprende perfettamente come sia per me difficile in questo periodo pubblicare. Ad ogni modo riprenderò l’argomento. Un giorno.... Suo, Camillo Bellieni».
 
 con questo  è tutto alla prossima  settimana 

Senza titolo 747


Vi veri veniversum vivus vici

Senza titolo 746


Nonostante tutto credo ancora all’intima bontà dell’uomo... Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte l’avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure quando guardo il cielo,penso che tutto si volgerà nuovamente al bene,che anche questa spietata durezza cesserà,che ritorneranno l’ordine, la pace, la serenità


Anna Frank

NESSUN VASCELLO




 


Non esiste un vascello veloce come un libro
per portarci in terre lontane
né corsieri come una pagina
di poesie che si impenna
questa traversata
può farla anche il povero
senza oppressione di pedaggio  -
tanto è frugale
il carro dell’anima.


 There is no Frigate like a Book
To take us Lands away
Nor any Coursers like a Page
Of prancing Poetry -
This Travel may the poorest take
Without oppress of Toll –
How frugal is the Chariot
That bears the Human soul.


 Emily Elizabeth Dichinson nella breve lirica, attraverso la metafora del vascello, ci mostra che il viaggio più esaltante è quello dell’anima. Con la fantasia, infatti, ognuno di noi può viaggiare in un’infinità di mondi e luoghi lontani senza pagare il pedaggio. Un libro permette di conoscere e apprezzare terre lontane,di compiere viaggi nel passato o nel futuro, di ricreare suggestioni, di evadere dalla solitudine


29/08/05

chiaccherata nelle versi frasche

Visto che durante la stagione estiva alla tv ( sia quella pubblica  che quella privata , anche se  ormai  sonio tutt'unotanto  da non riuscire a distinguerle ) non  c'è niente  d'interessante --- salvo alcune cose  di notevole  spessore  e ben fatte   come ad esempio la trasmissione   enigma di C.Augias  su  rai tre  il venerdi sera -- se non repliche  di film ( belli e   e meno  belli ) già dati e stra' dati , esco  la notte , cercando di  non tornare  ( senza quasio mai riuscirci )troppo tardi  in quanto  n la mattina  ( eccetto il sabato e la domenica,salvo urgenze varie ) devo alzarmi presto alle 07.00 x andare al lavoro alle  08.00 .Proroprio  giovedi scorso  sono  rientrato 01.00. e  forse anche  di più tardi , visto che la  discussione intrapesa   con  Giampaolo e  Alessandro amici  delle superiori , in realta il secondo è un  conoscente ,ma  per  brutta  abitudine  ( nonostante  le  fregature e  le inculate   che   mi hanno dato )  considero tutti  amici , se mia madre  non mi avesse  chiamato prima  al cellulare --- il quale  me lo ero dimenticato a casa fortunatamente spento --- e poi al bar\ caffe  letterario  dietro casa . L''argomento della chiaccherata  oltre i soliti  ricordi  di scuola  , e post diploma  , di  compagni di clase    e di altri  amici \  conoscenti  , di  e x prof ,e  di ex  compagni  di clase  e non  , di  ragazze  , e situazione politico \  culturale  del nostro amato odiato  paese  . Ad  un certo punto verso  le  23.30-00.00 si parla  dellla professione  di Alessandro   e  del suo sito ( in questo momento  non ricordo  l'url) e del  mio blog .  Egli  mi ha detto  bello ma  troppo caotico  e  politicizzato .Mi ha inoltere   rimproverato   e delle  mei contraddizioni , in quanto  : << (....)  ma  come  dici di odiare la politica e i politicanti  e  poi  nei  fai , anzi  ne fate , largo uso  ;  dici  d'essere obbiettivo  e  a  volte sei schierato   e  un po' fazioso, anzi  lo siete  visto  che il tuo blog  è  collettivo   come si può notare dai tuoi  post e dei tuoi  iscritti    e  che il blog  è   utopistico come la  democrazia  >>. Nel  dibattito  si è inserto Giampaolo dicendomi  che  : <<  tu ti nutri  e  cosi alcuni dei tuoi utenti , molto di illusioni e siete   degli illusi  e che  dobbiamom stare  con i piedi per terra  >>  Io replico priama  Giampaolo  :<< E' vero , ogni tanto  mi capita  di cadere nell'illusione  , tanto sonos tato abituato  in passato , come puoi anche notare dai  miei primi  scritti   del blog ,  a nutrirmi , anzi a  costruire la mia opera  d'arte  ( ovvero la mia vita  )  di illusioni , ma poi ho cambiato perchè  ho aggiunto  aa  esse le utopie in quanto avevo preso come punto di riferimento  una stroria di Dylan Dog ( no chiedemi quale perchè non la ricordo )  in cui affermava  che meglio   credere nelle utopie  che in niente  e  una   bellissima frase  , che  uso  ancora  adesso ,  di "tenero skassakazzo "  canzone   Vinavill (  gruppo  Ska  di Messina  di cui trovate  l'url fra i miei link  )    che fa  :  Tra tanti falsi e dolori,meglio le illusioni!\Fra tanti grigi colori, le allucinazioni!\Tra tanti veri coglioni, voglio i meloni !! / Fra tanti falsi valori, le rivoluzioni !! ....( qui il testo  completo   e cliccate in quanto il sito  è costruito  con flash  player  sulll'icona  a forma di libro ) >> Sia  Lui che   Alessandro mi hanno chiesto  : << come se  passato   all'abbandono delle illusioni  e  a colticare l'utopia >> ?  Ecco che io replico  prinma ad entrambi  << Da  alcune esperienze  personali  e dalla   distruzione    da parte dela realtà   di ciò che m'ero costruito  e   poi   rivedendomi il film  terra  e libertà  di   Ken Loach >>. Ad Alessando : Leggiti  o  rileggeti  "speranze" di Mario Capanna  E'  vero  sono caotico   ma vedi è nel  caos   e nell'imprevvedibilità e nella  contaminazione dele  culture  e  delle  arti ( unico antidoto al razzismo come  puoi notare  dall'ultima "uscita"  di pera ( vedere  post  precedente   e  alla  globalizzazione  neoliberista  e a  senso  unico  e  mono culturale   , ovvero quella  che un tempo  veniva  chiamata l'omologazione culturale  ) si  crea meglio e ci  sono  migliori  spunti per  affrontare  la realtà  a  360° gradi  ( prendi  ad esempio il blog  di mario pischedda oppure anche qua  o quello di  una  mia utente  o cdv --- come  preferisco chiamarla io --- e  il suo stupendo blog maree ) . E  poi  E poi come    ti dicevo  prima  l'utopia  è sempre stata un grande  punto di forza  per  tutti quei movimenti  internazionalisti e di liberazione    dalla  dominazione  dei regimi coloniali  di [SIC] noi Europei ( sostituiti in maniera più subdola  dagli Americani ) e per  la sinistra internazionalista e mondiale che non è  solo ed  esclusivamente   quella di formazione e\o d'ideologia  comunista (massimalista) come crede la  maggior  parte  della  gente  >>. Ecco che Lui mi   replica : <<  Concordo  , pero  vedi , anche  li dovremo stare un po'm più attenti alel sfumature  e alle definizioni . Ma Laureano --  protagonista  del  romanzo "tempo perso"di Bruno Arpaia " --- il vecchio combattente della  guerra  civile spagnola  che dice nel romanzo  :<< (..) adesso tutti parlano di non lasciar  morire  l'utopia ,ma  a me , dico al verità   questa parola  non mi  è maio piaciuta  ... quella di Hitler  non era  forse  un utopia  ? e quella di  Stalin   il  baffone ? . Preciso uguale . E' il libero emrcato   e  kimer  rossi   ? Pure  . Si sono visti dopo i risutati  ... tutte le volte che qualcuno prova  a realizzarla ecco che spuntano  i poliziotti , i Lager , [i Gulag] , o la miseria nera per  due terzi del mondo.  Dovremo lasciarla fuori dala storia  , l'utopia  ...  bisognerebbe  trovare   qualcos'altro che nello stesso tempo   ci faccia sognare  e snon sogfnare , dormire con gli occhi ben aperti,pensare e non pensare  >> Stavo per  replicare  quando Alessandro  viene  chiamato  che  Giampaolo mi anticipa nella riposta,intervenendo nella discussione in corso << forse una  risposta   al problema che  stavate discutendo prima potrebbe trovare una soluzione  nella  definizione che da  dell'utopia un  bravisssimo scrittore Latino Americano Eduardo Galeano [ per chi non sapesse chi  è  trovate   su questo sito ] oltre  che nel collegamento precedente , informazioni su  di lui ] "L’utopia è come l’orizzonte: cammino due passi e si allontana di due passi. Cammino dieci passi, e si allontana di dieci passi. L’orizzonte è irraggiungibile. E allora, a cosa serve l’utopia? A questo: serve per continuare a camminare.” >>. Ecco che  mentre ritorna  Alessandro  io rispondevo a Giampaolo :<< Infatti,concordo in pieno con  tale  definizione di Galeano mi sembra  la più  appropriata  a quella  citazione   fatta  da  Alessandro perchè essa sgombra  il campo  dagli equivoci  e --- come  dice  il personaggio\  protagonista del romanzo citato  da Alessandro -- mette in risalto io  ruolo propulsivo  delle  utopie  e la  loro funmzione  nella storia  nel bene e nel  male vedere oltre  gli esempi prima citati anche   l'illuminismo  e la dichiarazione dei diritti dell'uomo.L'utopia deve avere  la qualità di un faro irragiungibile  , Quando pensiamo d'averla catturata , ma in reltà la stiamo travisando ,  perchè  in realtà le neghiamo la mobilità continua  che ne costituisce l'essenza : allo stesso tempo ,neghiamo a  gli altri la possibilità  di arricchirla  con nuove idee e  nuove proposte etiche  : Pensare d'aver raggiunto  l'utopia  o   di stare   a realizzarla  porta di dritti  al filo spinato .  E   Si  è visto  nei pesi socialisti  o nel mostruoso esperimento cambogiano >>  Poi Alessandro  mi stava  rispondendo quando   arriva il cameriere  dicendomi   che  .... beh lo sapete già  . Adesso  Speriamo di riuscire  ad incontrarli ancora ,per  salutarli  bene  ed eventualmente  di farmi dare ioro email per poter  riprendere   se non ci si riesce  a  farlo a voce la  discussione  su tale argomento  visto che  in questi giorni  devono  partire in "continente" (espressione\termine con cui noi  sardi  chiamiamo quelli abitano o  emigranti  della sardegna  vannno a lavorare  o ad abitare   nella penisola   )  .




P.s


i nomi qui riportati sono  ovviamente  di fantasia  per  rispetto  alla privacy delle persone  in questione . Mentre la  sudettadiscusione  è avvenuta  realmente  



 

Senza titolo 745


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Attesa di un sogno...


attimi di gioiosa follia...


istanti senza tempo...


inquietante tormento di un amore finito.


La  sola speranza di un perdono


mi permette ancora di pensare


che saremo ancora solo noi due.


Ora


 che sopraggiunge la notte


 privandomi della libertà di parlare al tempo


ora


che la quiete è una nota stonata


sul mio cuore infranto


ti vorrei....


 accanto


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Silvana Bilardi

Senza titolo 744




Gocce di pioggia

Gocce di pioggia
scivolano lentamente
sospirando
volteggiano
sul mio volto
sulla mia bocca
a dissetarmi di te

le sento scorrere
sui miei capelli
che carezzano piano
la schiena
in un fremito di sensi

gocce di pioggia
lungo il mio corpo
mentre i vestiti si addensano
a bagnarmi la pelle
entrando nella voragine
delle miei carni
a far fluire il sangue
più in fretta
e perdermi
in un pensiero
a riempirmi
ancora una volta di te

ascoltando il battito
dei nostri cuori
che s’innalzano al cielo

Quando ci vuole, ci vuole!



Un pò di relax...

27/08/05

26 agosto 1791

 
L’Assemblea costituente elaborò la costituzione del 1791, che aveva come preambolo la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, il cui testo era stato già votato nell’agosto del 1789.La costituzione fu espressione della maggioranza borghese moderata favorevole alla divisione dei poteri, alla assoluta garanzia della proprietà, al suffragio indiretto e ristretto su rigida base censitaria.I Rappresentanti del Popolo Francese, costituiti in Assemblea Nazionale, considerando che l’ignoranza, l’oblio o il disprezzo dei diritti dell’uomo sono le uniche cause delle sciagure pubbliche e della corruzione dei governi, hanno stabilito di esporre, in una solenne dichiarazione, i diritti naturali, inalienabili e sacri dell’uomo, affinché questa dichiarazione, costantemente presente a tutti i membri del corpo sociale, rammenti loro incessantemente i loro diritti e i loro doveri; affinché maggior rispetto ritraggano gli atti del potere legislativo e quelli del potere esecutivo dal poter essere in ogni istanza paragonati con il fine di ogni istituzione politica; affinché i reclami dei cittadini, fondati da ora innanzi su dei principi semplici ed incontestabili, abbiano sempre per risultato il mantenimento della Costituzione e la felicità di tutti. In conseguenza, l’Assemblea Nazionale riconosce e dichiara, in presenza e sotto gli auspici dell’Essere Supremo, i seguenti diritti dell’uomo e del cittadino:

 

 


Art.1. Gli uomini nascono e rimangono liberi e uguali nei diritti. Le distinzioni sociali non possono essere fondate che sull’utilità comune.


Art. 2. Il fine di ogni associazione politica è la conservazione dei diritti naturali ed imprescrittibili dell’uomo. Questi diritti sono la libertà, la proprietà, la sicurezza e la resistenza all’oppressione.


Art. 3. Il principio di ogni sovranità risiede essenzialmente nella Nazione. Nessun corpo o individuo può esercitare un’autorità che non emani direttamente da essa.


Art. 4. La libertà consiste nel poter fare tutto ciò che non nuoce ad altri; così, l’esercizio dei diritti naturali di ciascun uomo ha come limiti solo quelli che assicurano agli altri membri della società il godimento di questi stessi diritti. Questi limiti possono essere determinati solo dalla legge.


Art. 5. La legge ha il diritto di vietare solo le azioni nocive alla società. Tutto ciò che non è vietato dalla legge non può essere impedito, e nessuno può essere costretto a fare ciò che essa non ordina.


Art. 6. La legge è l’espressione della volontà generale. Tutti i cittadini hanno diritto di concorrere, personalmente o mediante i loro rappresentanti, alla sua formazione. Essa deve essere uguale per tutti, sia che protegga, sia che punisca. Tutti i cittadini essendo uguali ai suoi occhi sono ugualmente ammissibili a tutte le dignità, posti ed impieghi pubblici secondo le loro capacità, e senza altra distinzione che quella della loro virtù e dei loro talenti.


Art. 7. Nessun uomo può essere accusato, arrestato o detenuto se non nei casi determinati dalla legge, e secondo le forme da essa prescritte. Quelli che procurano, spediscono, eseguono o fanno eseguire degli ordini arbitrari, devono essere puniti; ma ogni cittadino citato o tratto in arresto, in virtù della legge, deve obbedire immediatamente; opponendo resistenza si rende colpevole.


Art. 8. La legge deve stabilire solo pene strettamente ed evidentemente necessarie e nessuno può essere punito se non in virtù di una legge stabilita e promulgata anteriormente al delitto, e legalmente applicata.


Art. 9. Presumendosi innocente ogni uomo sino a quando non sia stato colpevole, se si ritiene indispensabile arrestarlo, ogni rigore non necessario per assicurarsi della sua persona deve essere severamente represso dalla legge.


Art.10. Nessuno deve essere molestato per le sue opinioni, anche religiose, purché la manifestazione di esse non turbi l’ordine pubblico stabilito dalla legge.


Art.11. La libera comunicativa dei pensieri e delle opinioni è uno dei diritti più preziosi dell’uomo; ogni cittadino può dunque parlare, scrivere, stampare liberamente, salvo a rispondere dell’abuso di questa libertà nei casi determinati dalla legge.


Art.12. La garanzia dei diritti dell’uomo e del cittadino ha bisogno di una forza pubblica; questa forza è dunque istituita per il vantaggio di tutti e non per l’utilità particolare di coloro ai quali essa è affidata.


Art.13. Per il mantenimento della forza pubblica, e per le spese di amministrazione, è indispensabile un contributo comune: esso deve essere ugualmente ripartito fra tutti i cittadini, in ragione delle loro sostanze.


Art.14. Tutti i cittadini hanno il diritto di constatare, da loro stessi o mediante i loro rappresentanti, la necessità del contributo pubblico, di approvarlo liberamente, di controllarne l’impiego e di determinarne la quantità, la ripartizione e la durata.


Art.15. La società ha il diritto di chieder conto ad ogni agente pubblico della sua amministrazione.


Art.16. Ogni società in cui la garanzia dei diritti non è assicurata, né la separazione dei poteri determinata, non ha costituzione.


Art.17. La proprietà essendo un diritto inviolabile e sacro, nessuno può esserne privato, salvo quando la necessità pubblica, legalmente constatata, lo esiga in maniera evidente, e previa una giusta indennità. 


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La costituzione del 1793 (o dell’anno I° della Repubblica) segna il punto più avanzato della democrazia rivoluzionaria: prevede il rafforzamento del potere legislativo, il suffragio universale diretto, l’istituzione del referendum popolare. La costituzione non entrò mai in vigore, ma può essere molto utile confrontare la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino modificata nel 1793, con quella redatta nel 1791.


Il popolo francese, convinto che l’oblio e il disprezzo dei diritti naturali dell’uomo sono le sole cause delle sventure del mondo, ha deciso di esporre in una dichiarazione solenne questi diritti sacri ed inalienabili, affinché tutti i cittadini potendo paragonare incessantemente gli atti del governo con il fine di ogni istituzione sociale, non si lascino opprimere ed avvilire dalla tirannia, affinché il popolo abbia sempre davanti agli occhi le basi della sua libertà e della sua felicità, il magistrato la regola dei suoi doveri; il legislatore l’oggetto della sua missione. Di conseguenza, esso proclama, al cospetto dell’essere Supremo, la seguente dichiarazione dei diritti dell’uomo e de cittadino.


Art. 1. Lo scopo della società è la felicità comune. Il governo è istituito per garantire all’uomo il godimento dei suoi diritti naturali e imprescrittibili.


Art. 2. Questi diritti sono l’uguaglianza, la libertà, la sicurezza, la proprietà.


Art. 3. Tutti gli uomini sono uguali per natura e davanti alla legge.


Art. 4. La legge è l’espressione libera e solenne della volontà generale; essa è la stessa per tutti, sia che protegga sia che punisca; può ordinare solo ciò che è giusto e utile alla società; non può vietare se non ciò che le è nocivo.


Art. 5. Tutti i cittadini sono ugualmente ammissibili agli impieghi pubblici. I popoli liberi non conoscono altri motivi di preferenza nelle loro elezioni, che le virtù e le capacità.


Art. 6. La libertà è il potere che permette all’uomo di compiere tutto ciò che non nuoce ai diritti degli altri; essa ha per principio la natura, per regola la giustizia, per salvaguardia la legge; il suo limite morale è in questa massima: " Non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te ".


Art. 7. Il diritto di manifestare il proprio pensiero e le proprie opinioni, sia con la stampa sia in tutt’altra maniera, il diritto di riunirsi in assemblea pacificamente, il libero esercizio dei culti, non possono essere interdetti. La necessità di enunciare questi diritti presuppone o la presenza o il ricordo recente del despotismo.


Art. 8. La sicurezza consiste nella protezione accordata dalla società ad ognuno dei suoi membri per la conservazione della sua persona, dei suoi diritti e delle sue proprietà.


Art. 9. La legge deve proteggere la libertà pubblica e individuale contro l’oppressione di quelli che governano.


Art.10. Nessuno deve essere accusato, arrestato né detenuto, se non nei casi determinati dalla legge e secondo le forme da essa prescritte. Ogni cittadino citato o arrestato dalla autorità della legge deve ubbidire sull’istante; egli si rende colpevole con la resistenza.


Art 11. Ogni atto esercitato contro un uomo fuori dai casi e senza le forme che la legge determina è arbitrario e tirannico; colui contro il quale lo si volesse eseguire con la violenza, ha il diritto di respingerlo con la forza.


Art.12. Coloro che procurano, spediscono, firmano, eseguiscono o fanno eseguire degli atti arbitrari, sono colpevoli, e devono essere puniti.


Art.13. Ogni uomo essendo presunto innocente fino a quando non sia stato dichiarato colpevole, se si giudica indispensabile arrestarlo, ogni rigore che non fosse necessario per assicurarsi della sua persona deve essere severamente represso dalla legge.


Art.14. Nessuno deve essere giudicato e punito se non dopo essere stato ascoltato o legalmente citato, e in virtù di una regge promulgata anteriormente al delitto. La legge che punisse dei delitti commessi prima che essa esistesse, sarebbe una tirannia; l’effetto retroattivo dato alla legge sarebbe un crimine.


Art.15. La legge deve decretare solo pene strettamente ed evidentemente necessarie: le pene devono essere proporzionate al delitto, e utili alla società.


Art.16. Il diritto di proprietà è quello che appartiene ad ogni cittadino di godere e disporre a suo piacimento dei suoi beni, delle sue rendite, del frutto del suo lavoro e della sua operosità.


Art.17. Nessun genere di lavoro di cultura , di commercio , può essere interdetto all ‘ operosità dei cittadini.


Art.18. Ogni uomo può impegnare i suoi servizi , il suo tempo ; ma non può vendersi né essere venduto ; la sua persona non è una proprietà alienabile . La legge non riconosce domesticità ; può esistere solo un vincolo di cure e di riconoscenza tra l ‘uomo che lavora e quello che lo impiega .


Art.19. Nessuno può essere privato della benché minima parte della sua proprietà , senza il suo consenso , tranne quando la necessità pubblica legalmente constatata lo esige , e sotto la condizione di una giusta e preventiva indennità .


Art.20. Nessun contributo può essere stabilito se non per l ‘utilità generale . Tutti i cittadini hanno il diritto di concorrere alla determinazione dei contributi , di sorvegliarne l ‘ impiego , e di esigerne il rendiconto .


Art.21. I soccorsi pubblici sono un debito sacro . La società deve la sussistenza ai cittadini disgraziati , sia procurando loro del lavoro , sia assicurando i mezzi di esistenza a quelli che non sono in età tale da poter lavorare .


Art.22. L ‘ istruzione è il bisogno di tutti. La società deve favorire con tutto il suo potere , i progressi della ragione pubblica , e mettere l ‘ istruzione alla portata di tutti i cittadini .


Art.23. La garanzia sociale consiste nell‘azione di tutti per assicurare a ognuno il godimento e la conservazione dei suoi diritti ; questa garanzia riposa sulla sovranità nazionale.


Art.24. Essa non può esistere, se i limiti delle funzioni pubbliche non sono chiaramente determinati dalla legge, e se la responsabilità di tutti i funzionari non è assicurata.


Art.25. La sovranità risiede nel popolo; essa è una e indivisibile, imprescrittibile e inalienabile.


Art.26. Nessuna parte di popolo può esercitare il potere del popolo intero; ma ogni sezione del sovrano riunito in assemblea deve godere del diritto di esprimere la sua volontà con una completa libertà.


Art.27. Ogni individuo che usurpa la sovranità, sia all’istante messo a morte dagli uomini liberi.


Art.28. Un popolo ha sempre il diritto di rivedere, riformare e cambiare la propria Costituzione. Una generazione non può assoggettare alle sue leggi generazioni future.


Art.29. Ogni cittadino ha un eguale diritto di concorrere alla formazione della legge e alla nomina dei suoi mandatari o dei suoi agenti.


Art.30. Le funzioni pubbliche sono essenzialmente temporanee; esse non possono essere considerate come distinzioni né come ricompense, ma come doveri.


Art.31. I delitti dei mandatari del popolo e dei suoi agenti non devono essere mai impuniti. Nessuno ha il diritto di considerarsi più inviolabile degli altri cittadini.


Art.32. Il diritto di presentare quelle petizioni ai depositari dell’autorità pubblica non può, in nessun caso, essere interdetto, sospeso né limitato.


Art.33. La resistenza all’oppressione è la conseguenza dagli altri diritti dell’uomo.


Art.34. Vi è oppressione contro il corpo sociale quando uno solo dei suoi membri è oppresso. Vi è oppressione contro ogni membro quando il corpo sociale è oppresso.


Art.35. Quando il governo viola i diritti del popolo, l’insurrezione è per il popolo e per ciascuna parte del popolo il più sacro dei diritti e il più indispensabile dei doveri.

11 settembre 2005


prima lo creano e poi o combattano 


 

Senza titolo 743


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Di te il ricordo....


le tue delicate carezze che sfioravanole  le mie gote,


la tenerezza delle tue labbra sulle mie.....


la dolce ebrezza delle tue parole sussurrate.


Nostalgia...di te...


nota stonata in una melodiosa armonia


che è l'amore...


disunito...


Non ho rimpianti


ma la tenerezza


di ciò che resta del passato. 


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Silvana Bilardi

pensieri sparsi - 1

"... Vorrei difendere questo momento
e penso di sentirmi confusa e felice..."

Carmen Consoli



Il ricordo ostacola il cammino della speranza.

Guerrieri della luce


 


Il guerriero della luce è colui che è capace di comprendere il miracolo della vita, lottare fino alla fine x qualcosa in cui crede

Tutte le strade del mondo  conducono al

cuore del guerriero: egli s'immerge senza esitazioni

 nel fiume di passioni che scorre sempre attraverso la vita.

Il guerriero sa che è libero di scegliere ciò che desidera: le sue decisioni

sono prese con coraggio, distacco e, talvolta, con una certa dose di follia.

Accetta le proprie passioni, e le vive intensamente.

Sa che non è necessario rinunciare all'entusiasmo delle conquiste:

esse fanno parte della vita, e ne gioisce con tutti coloro che ne partecipano.

Ma non perde mai di vista le cose durature, e i solidi legami

creati attraverso il tempo.

Un guerriero sa distinguere ciò che è transitorio

da quello che è definitivo

Paulo Coelho

 

Senza titolo 742

Soffuse voci all'animo
i tempi che percorri
e che non ascolti.

Si fan di te esperti
i grandi predatori
e lusinghe nebulano
all'alba d'ogni giorno
ignobili sirene.

Tra passi e sensazioni
sviluppi vita inerme
e fossili s'accumulano
albe e tramonti.

I figli già son grandi
mentre la tua virtù
si veste d'ore vuote
di luccicanti inganni.

Senza titolo 741


Sentire la testa pesante…


Mettere a posto una camera che sembra(ed è rimasta un bazar)…


Trovare delle vecchie foto di amici e sentire la loro mancanza…


Mi sono annoiata di pensare che lui è ancora troppo lontano…


 


 


 


Destra, sinistra, dietro o avanti?

26/08/05

Senza titolo 740


Belfast. A diciotto anni, la scambiai per l'inferno in terra. Le bombe. I cecchini sui tetti. Le lapidi in ogni strada. L'odio feroce e palpabile, che ti penetrava corpo ed anima, come polvere sui vestita. Il grigiore, morte della speranza.


Crescendo, ho scoperto posti peggiore. Ma rimane sempre la ferita dello scoprire come in ogni uomo si nasconda, sottile ed ambiguo, il piacere di distruggere e distruggersi. Oscuro sentimento, che puoi negare o reprime, ma che prima o poi devi guardare in faccia. Sfidandolo o scendendovi a patti.


Vi ritornai anni dopo. Per perdonare. O essere perdonati. Alla fine le due cose coincidono. Non riconobbi la città. E capii che i veri eroi sono coloro che cercano, con fatica ed incertezza, un razionale accordo di convivenza, non chi ama uccidere o farsi ammazzare.


E quando in questi giorni, ho letto ed ascoltato degli scontri a Ardoyne Road e Alliance Avenue, in cui bambini e ragazzi lanciano molotov, piango, vedendo il loro simili a quelli di Sisifo

Senza titolo 739


Hannover, 10 e 11 maggio 2005. I giorni della "Conferenza Internazionale sui Libri Ebraici Perduti", dedicata al patrimonio culturale disperso dalla Shoah.


In particolare si è fatto il punto sulla ricerca della Biblioteca della Comunità ebraica di Roma, razziata dai nazisti nel 1943. Biblioteca inestimabile, favolosa custode di manoscritti ed incunabuli. Tutto ciò che si era accumulato dal 1500 al 1800 dalla cinque scole, le sinagoghe, e le trenta confraternite presenti nel ghetto.


Libri perduti come sabbia nel deserto

Senza titolo 738


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Lei sognava con le tue parole, fantasticava universi colorati…tanti...quanti sono i colori dell’arcobaleno. Vicino a te, non era più la donna fragile, smarrita,  era forte perché non si sentiva più sola. Tu l’avresti difesa e coccolata come mai nessuno aveva fatto prima. Le dicevi spesso: ti amo così come sei, ti amo perché sei tu la mia dolce e tenera cucciola, staremo sempre insieme e ti colmerò di carezze e baci, quei baci e quelle carezze che ti sono mancate, mi ritengo un uomo fortunato, Dio ti ha messa sulla mia stessa strada ed io non finirò mai di ringraziarlo. Non era più la single derisa da tutti perché non aveva saputo abbandonarsi ad un  uomo che l’ amasse seriamente, non era più a disagio quando veniva invitata a cena da amici e veniva puntualmente schernita per il suo modo scanzonato di prendere la vita a quarant’anni. 


Lei ti amava e ti desiderava, una sera l’accompagnasti a casa e lei con tanta passione si diede a te. 
Fu un amore dolce, tenero, fatto di carezze e coccole ma anche di illimitata  eccitazione. Una sera ricevesti una telefonata, ti chiamavano dal tuo Ufficio, avevano urgenza della tua presenza, tu, con poche ed affrettate parole la informasti dell’ esigenza  di partire. Lei ci rimase male, l’indomani dovevate partecipare ad una festa, ma…capì  la tua premura di andare. La festa finì presto, la sera stessa bussasti alla sua porta, avresti voluto fargli  una gradita sorpresa,  ci riuscisti molto bene. Nella sua camera da letto trovasti un’altra donna, fuggisti via senza fiatare, ma le lacrime ti rigavano il volto impietrito dall’inganno. Correvi senza meta, senza sapere dove stessi andando, le macchine ti schivavano, qualche passante cercò di fermarti…ma tu correvi….correvi…. correvi tanto che non vedesti sopraggiungere il pullman che improvvisamente ti colpì violentemente. Tu, dolce e tenera donna…lasciasti questo mondo di indifferenza e ipocrisia  per raggiungere il luogo incantato che avevi sempre sognato.


 


 


A tutte le donne: vola libera dove ti porta la fantasia........

Senza titolo 737

Sono in questo blog, ma probabilmente lo sanno in pochi... ho postato forse due forse tre volte in totale. Questo non vuol dire però che io mi stia dedicando al mio. Ciò non avviene. Sono come catturato dalla vita. Il mio contatto MSN è redreaper451@hotmail.com. Sono fiero del fatto di poter postare su questo blog.

Senza titolo 736

E' meglio essere ottimisti e avere torto,


che essere pessimisti e avere ragione.


Albert Einstein


 

25/08/05

di nuovo sassi dalò cavalcaviae influsso dei media e il loro scarso controllo


come  dicevo nel  mio post precedente    ancora  un altro fatto di  follia  ancora sassi dal cavalcavia 


dal quotidiano IL giorno   del 24\08\2005


Palermo, 24 agosto




Un sasso lanciato da ignoti da un cavalcavia sulla strada statale Palermo-Sciacca ha colpito il parabrezza di un'Audi A3 ferendo, fortunatamente lievemente, un automobilista. Del caso si stanno occupando i carabinieri del nucleo radiomobile che hanno trasmesso il fascicolo, per le indagini, ai colleghi della Compagnia di piazza Verdi a Palermo. A denunciare il lancio del sasso l'automobilista di cui sono state rese note solo le iniziali G. D.Il lancio è avvenuto alle 3.50 dal cavalcavia che si trova al chilometro 1 della Palermo-Sciacca. L'uomo viaggiava in direzione del capoluogo siciliano. Ricoverato per accertamenti al pronto soccorso dell'ospedale Buccheri La Ferla del capoluogo è gia stato dimesso. Per lui una progonosi di tre giorni per, come si legge nel referto, «un contatto con un corpo estraneo a livello congiuntivale ». dopo  questo fato avvenuto per emulazione  , mi chiedo come  mia  gli ipocriti  movimenti  di tutela per  i minori e  l'infanzia come il Moige   che rompono  le scatole      quando c'è  qualche  film  o trasmissione  violenta e  volgare   e solo   condannando  anzi demonizzando  ipocriticamente e in maniera repressiva    un mezzo come la  tv  ormai divenuto essenziale e fondamentale   tanto da sotuituire i   giornali nel ruolo  dell'informazione  e non    non intervengono  per  criticare "la violenza" \ il modo   --  che porta poi a  tali atti  emulativi-- con cuii sia  i  tg  sia  al czarta stampata  danno tale  news  e   non applica  " un analisi critica " dei media come  invece  fa  il gruppo di Megachip fondato e diretto  da  da  Giulietto Chiesa  analizzando  come i media danno le notizie e  come le danno  e  cosa  " c'è  dietro  una news " ? perchè come  ho  già detto  da link  precedente   invece di vedere la tv solo come  quialcosa di negativo  ,  non fanno come  fa megachip dei gruppi che insegnino a  decodificare tali immagini e  tali  news ,  e  non educano i figli a  guardare  insieme  la tv   o da  soli (  criticamente  ) invece di invocare censure  ?    e perchè  non intervengono  alal radice  del  problema  .  Infatti mario segni   in un intervento sulla niova  sardegna del  12 agosto dice : << nell'esercizio della attività di nonno, alla quale in vacanza dedico gran parte del tempo, mi sono capitati in mano in questi giorni una serie di giornalini, pubblicazione e libelli in circolazione tra ragazzi di otto- dieci anni. Ne ho sfogliato qualcuno e sono rimasto, lo dico con franchezza, del tutto trasecolato. Trascrivo il titolo di quello che più mi ha colpito: «Barzellette su Pierino», elegante copertina gialla con belle foto di bimbi, editore Rusconi. Ero curioso di vedere le barzellette che divertono i nostri nipoti, e mi sono accorto subito che circolano oggi, tra i ragazzi di quella età, le storielle che noi ci raccontavamo a vent’anni. Poco male, mi sono detto, non posso certo pretendere che i giovani di oggi tengano i tempi di una generazione austera e un po’ bacchettona come la nostra. Ma è il contenuto che mi ha sconvolto. Alcune delle barzellette a sfondo sessuale (definirle erotiche sarebbe fare un complimento che non meritano) erano ben al di là dei margini dell’osceno. Quasi tutte erano di una volgarità fastidiosa, inaccettabile, del tutto prive di ogni senso di humor, di finezza. Trovo giusto che a qualunque età il tema del sesso non sia più un tabù. Mi sembra che porre in mano a un bambino pubblicazioni triviali e fuorvianti su un argomento così delicato possa avere un effetto devastante. So bene che i libri che mi hanno colpito sono una goccia in un mare di media carichi di violenza e di pornografia che oggi investono i minori. Ma proprio questo mi ha sconcertato. Se è questo il livello di un libretto di apparenza elegante e proveniente da un editore serio (ma non sarebbe il caso di suggerire alla Rusconi di prestare maggiore attenzione a questo suo settore?), (...)quale è il tipo di messaggio che il mondo mediatico, e cioè tv, giornalini, video, libri e pubblicazioni di altro genere, trasmettono al mondo minorile? Quale è il suo effetto? E alcuni sconcertanti episodi di violenza minorile da cui siamo sconvolti non possono avere anche in questo fenomeno una sua radice? E questo fatto, di cui mi pare nessuno si occupa profondamente, non può avere una influenza determinante nella costruzione di quel mondo del domani di cui tutti diciamo di preoccuparci ? Circa due mesi fa ho trovato queste angoscianti preoccupazioni in un bellissimo articolo di Mario Pirani su Repubblica. Oltre questo non ricordo un editoriale, un servizio, un commento di rilievo sull’argomento. Io stesso confesso la mia ignoranza e i miei limiti. Denunciato il fatto con la sensazione che si tratti di un problema assai grave, non ho ricette sicure da offrire. Ma credo che la denuncia vada fatta ugualmente. Credo che dobbiamo porci il problema, e cominciare tutti a chiederci che cosa possa essere fatto in ogni campo, dagli uomini politici, dai semplici cittadini, dalle diverse istituzioni.[  e io  ci aggiungo dagli stessi giornali   e media  tv  ] Una classe politica che riacquistasse il senso del dovere, dell’etica, darebbe anche qui un segnale. Molte utili iniziative andrebbero prese. Non sarebbe il caso, ad esempio, di una indagine parlamentare intorno agli effetti dei media sul mondo minorile? Acquisita una serie di dati, una campagna di informazione e di sollecitazione su questo problema potrebbe essere utile, anche utilizzando gli strumenti della cosiddetta pubblicità istituzionale. Trovo giusto che si utilizzino fondi pubblici per sensibilizzare i cittadini sul pericolo degli incendi. Non sarebbe ancora più utile sensibilizzare i genitori sul pericolo che in questo campo corrono i loro figli ? Ma è dalla società che deve venire la risposta più forte. In un campo ai confini tra morale, educazione e famiglia è solo la sensibilità collettiva, la convinzione comune che si tratta di un problema di enorme rilievo che richiede una grande attenzione e un grande sforzo che può creare un vero argine. Ebbene, spero con tutto il cuore di sbagliarmi, ma io vedo una scarsissima coscienza del problema. Mi sembra che pochi avvertano quanto è stato profondo il cambiamento, quale è oggi l’influenza dei media sulla formazione dei minori, quanto è terrificante il contenuto di questo fiume mediatico. A differenza di una volta, non sono più solo famiglia, scuola e amicizie a formare il minore, ma anche i media. È per questo che sollevo il problema e getto un sasso nello stagno. Ma è un sassolino, purtroppo, mentre qui ci vorrebbe un macigno. Mi auguro che qualcun altro ci pensi, che si apra un dibattito. Se qualcuno mi dimostrerà che ho torto non ci sarà persona più felice di me. Se ho ragione parliamone tutti assieme, e vediamo che cosa si può fare. >> concordo   anche  se non sono  d'accordo    con seggni e  company  , anche se non sono d'accordo sulla censura  . perchè quella barzeletta che si raccontava  anni fà  : << Un bambino :  mamma   mamma  chi sono i maniaci sessuali , la madre  :  l'espresso  , panorama ...,>> perchè le copertine   dei  settimanali  ( salvo diario , avvenimenti  , e pochi altri ) oppure    inserti di quotidiani   come D di repubblica  con relativa  pubblicità o  la pubblicità in gernerale  fanno  largo uso  di tale  volgarità