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12/07/17

Telemarketing, tutte le bugie di chi chiama e altre storie



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 http://iltirreno.gelocal.it/regione/toscana/ 11 luglio 2017
Telemarketing, tutte le bugie di chi chiama
Bestiario dei call center: «Chi le ha dato il mio contatto?». Risposta: «E' stato lei, ha cliccato sul banner» di Ilaria Bonuccelli





LIVORNO. «Chi le ha dato il mio numero?». Un attimo di silenzio. Poi l’operatore di call center risponde, senza esitazione: «Nessuno». Non è la scusa più fantasiosa sentita durante i mesi di campagna contro le chiamate moleste. Di sicuro, una delle più bizzarre.
ESCLUSIVA / Telefonate moleste, l'ex operatore di call center: "False telefonate e inganni per pochi euro in più in busta paga"La nostra campagna contro il telemarketing selvaggio, ha convinto un ex operatore di call center a incontrarci e a raccontarci il suo lavoro. "Ho lasciato dopo poche settimane quando ho fatto l'ultimo contratto a una donna anziana: le avevo detto che poteva fidarsi, ma mi sono sentito una caragona" (intervista di Ilaria Bonuccelli, video di Franco Silvi) - STOP ALLE CHIAMATE MOLESTE: FIRMA LA PETIZIONE
Nei giorni in cui il Senato decide se approvare, con un iter accelerato, la legge che dovrebbe riformare la legge sul telemarketing - proprio grazie alla campagna de Il Tirreno - vi vogliamo proporre una serie di scuse, improbabili, incredibili, azzardate che abbiamo collezionato da call center, particolarmente aggressivi. Scuse usate come risposta a una stessa risposta di abbonati: «Scusi, chi le ha dato il mio numero di telefono? Il numero che sta usando per questa chiamata commerciale che io non desidero ricevere?».



ESCLUSIVA / Telefonate moleste, l'ex operatore di call center: "False telefonate e inganni per pochi euro in più in busta paga"La nostra campagna contro il telemarketing selvaggio, ha convinto un ex operatore di call center a incontrarci e a raccontarci il suo lavoro. "Ho lasciato dopo poche settimane quando ho fatto l'ultimo contratto a una donna anziana: le avevo detto che poteva fidarsi, ma mi sono sentito una caragona" (intervista di Ilaria Bonuccelli, video di Franco Silvi) - STOP ALLE CHIAMATE MOLESTE: FIRMA LA PETIZIONE

NESSUNO, TI GIURO NESSUNO
La telefonata arriva sul cellulare. Chiama il numero 02/2155173. «Buongiorno, lei è il signor....titolare della linea fissa?». Un attimo di perplessità. L’abbonato risponde: «Sa che mi sta chiamando a un cellulare, vero? Di quale linea fissa, parla?». La replica arriva come una ricorsa, da un operatore con un accento straniero: «Lei era nostro cliente Telecom Italia per la linea fissa». «Mai stato. E comunque, chi le ha dato il mio numero?». la conversazione si trasforma in un ping pong: «Nessuno». «Se non glielo ha dato nessuno, come fa a chiamarmi?». La linea cade
IL CONCORRENTE AUTOLESIONISTA
Incredibile, eppure vera. «Buongiorno, sono di Green Network e le vorrei proporre una tariffa di energia a 7 centesimi....». Una valanga di parole, appena si preme il tasto di risposta. «Scusi, scusi: prima di qualunque opzione, proposta, offerta: mi dice come ha avuto il mio numero di telefono, visto che non sono neppure vostra cliente?». L’operatrice di call center non si fa prendere in castagna. «Infatti. Ce lo ha dato Enel». Ora viene il divertimento. «Le sembra logico che un concorrente diretto vi dia i numeri di telefono dei propri clienti per farseli portare via? Per favore chi le ha dato il mio numero?». Per nulla turbata, l’operatrice fa finta di informarsi... «Scusa Carla chi ce lo ha dato il numero della 
IL BANNER GALEOTTO
Questa scusa viene utilizzata spesso da Forex, una società che propone investimenti on line. Di solito, gli operatori parlano a una velocità supersonica, chiamano dall’estero, perfino da Londra, sono stranieri e non sempre educati. Ma soprattutto si meravigliano se un abbonato dice di non aver mai sentito parlare della loro società. Sono molto loquaci e prodighi di informazioni, fino a quando arriva la domanda fatale: «Come ha avuto il mio numero?». La risposta standard è: «Ha cliccato su un banner pubblicitario». Ora è difficile spiegare come cliccando su un banner pubblicitario, anche per errore, da computer si possa lasciare il proprio numero di telefono. «Scusi, non ho cliccando su alcun banner pubblicitario». «Sì lo ha fatto, ma non se ne è accorta». «Davvero? Mi sembra difficile, visto che non ho il computer». Allora passa il contrattacco: «Neppure una connessione a Internet?» (sottindendendo tramite cellulare o tablet). «No. E ora vorrei una spiegazione». «Aspetti le passo i tecnici». La linea è caduta. La connessione con Londra non è buona di questi tempisignora?». La risposta non arriva, perché la linea cade

IL COMPUTER

«Buongiorno la chiamo per un’offerta di Fastweb». Nessun nome, nessuna indicazione del call center. Pazienza. «Buongiorno, mi dice come si chiama?». «No, non sono obbligata. Perché lo vuole sapere?». «Perché lei mi sta chiamando su un cellulare privato. E io ho il diritto di sapere chi mi cerca, su un un numero che non si trova sull’elenco telefonico. Anzi, ora che ci penso, ho anche diritto a sapere chi le ha dato il mio numero». Un respiro quasi di sollievo. Facile questa risposta, sembra pensare l’operatrice di call center: «Il computer», spara in meno di un secondo l’addetta. «Scusi, il mio cellulare non è pubblicato sul computer». Allora il tono si fa condiscendente: «Il suo numero è nel computer. Noi non componiamo i numeri: ce li seleziona ilprogramma in automatico». Bene, ora sappiamo come funziona il programma. «A questo punto non le resta che dirmi dove il programma prende questi numeri, compreso il mio. Come si chiama lei, la società per la quale lavora, il suo call center, insomma, e la società che le ha commissionato questa telefonata». La spiegazione la possiamo chiedere al computer.
TUTTA COLPA DELLA TESSERA DEL SUPERMERCATO
Questa spiegazione la usano i call center più esperti. Quelli che sono già in attività da tempo. «Chi le ha dato il mio numero?». «Lei». «Ma se non ci siamo mai sentiti». «Infatti. Ma lei ha sottoscritto una tessera di supermercato. E in quell’occasione ha autorizzato l’utilizzo dei suoi dati a fini commerciali. Così il suo numero è stato venduto». Dite di non avere tessere e il gioco è (quasi fatto).
ELIMINARE GLI SCOCCIATORI
In attesa della riforma del telemarketing, per provare a difendersi bisogna: a) iscriversi al Registro delle Opposizioni ( se si ha un telefono fisso o  di cellulare  con numero pubblicato in elenco); b) appellarsi all’articolo 7 del Codice della Privacy: ci autorizza a chiedere di sapere chi ha dato il numero alla società che ci sta chiamando; chi ci sta chiamando e per conto di chi; a pretendere (con richiesta anche telefonica) di farsi cancellare dalla lista usata per chiamarci.
Altrimenti l’alternativa è la segnalazione al Garante della Privacy o la denuncia all’Autorità giudiziaria.

Oltre  questi   dell'articolo    io suggeriscio  è 1)  inventarsi ogni volta  una  storia  diversa  per  metterli nel pallone  o  dicendo   il vostro collega  mi  ha detto che  ... visto  ( vedere il  video  sopra  )  telefonano  ogni  volta  un addeto diverso
2) mettere   una segreteria  , sul  fisso per  filtrarle   e  spiegate   al parentando e  a  gli amici  più cari  la scelta    e  o li richiamte ., 3)   usare  in rete dove  si richiede  il n di cell   una scheda diversa  da quella  che  usate   abitudinariamente e  usatela  solo per  internet   tipo fb  o  a ltro che   richiedono  continuamente il  vostro n   4) usare   la ffunzione utenti molesti  del cell  , anche se  funziona  solo in parte  perchè  queste  ditte   quando non rispondete richiamano  con un altro numero  


E' uno degli scampati all’attentato alle torri gemelle: dagli Usa a Forni per scoprire le proprie origini
Il 52enne Jason Candotti è arrivato in questi giorni nel centro carnico alla ricerca dei suoi avi
                                     di Gino Grillo


Jason Candotti (primo a destra) con...
Jason Candotti (primo a destra) con gli storici del posto a casa della nonna




FORNI DI SOPRA. Dalle Torri gemelle a Forni di Sopra, alla ricerca delle proprie radici. Jason Candotti è arrivato in questi giorni nel centro carnico alla ricerca dei suoi avi: la famiglia del 52enne statunitense, infatti, vanta origini friulane.
Il nonno Carlo, nato a Tolmezzo nel 1851, si era sposato con Romana Francesca Cella, di Cella di Forni di Sopra, nata nel 1864. La coppia ebbe due figli: Benedetto e Buondio. Mentre il primo si trasferì a Montereale Valcellina, il padre di Jason nel 1952 emigrò in Australia, dove si sposò con Marjorie.
Da qui si trasferì, nel 1968, negli Stati Unti, dove ebbe modo di ampliare i suoi studi e le sue conoscenze di ingegnere meccanico, lavorando nel centro di ricerca dell’Ibm, sul progetto dell’acceleratore di particelle e per la Nasa.
Jason, invece, si è dedicato alla finanza: opera nello stock exchange di New York, dove vive con la moglie Moriah e il figlio Teodoro Carlo di 4 anni.
Oggi è un professionista che lavora in proprio, ma l'11  settembre 2001 era impiegato in un’azienda che operava nel complesso dei sette edifici del World Trade Center, di cui facevano parte anche le torri gemelle abbattute dagli attacchi aerei.
«Impossibile – racconta Jason – dimenticare quel giorno. Al momento dell’attacco ero in metropolitana, stavo andando in un grattacielo vicino alle torri gemelle. Mi sono salvato per miracolo».
Quest’anno il viaggio rimasto da tempo nel cassetto, quello alla ricerca delle sue origini. Voleva vedere la casa dove era cresciuta sua nonna Romana, della famiglia Florianon–Rigori. Grazie ad alcuni storici locali l’ha trovata, nella frazione di Cella, ristrutturata dopo il terremoto del 1976 e ora disabitata.
«Non è la prima volta in Italia – ha ricordato – ma mi ero fermato solo dai miei lontani cugini a Grizzo di Montereale Valcellina, che mi hanno accompagnato qui».
Dopo l’immancabile foto di gruppo davanti alla casa dei suoi avi, un passaggio in municipio per recuperare qualche documento ufficiale sui suoi parenti prima di riprendere la via degli Usa.

«Nessuno». «Se non glielo ha dato nessuno, come fa a chiamarmi?». La linea cade.

10/01/16

ARABI ED EBREI SI BACIANO, IL VIDEO SPARISCE DA FACEBOOK

Se  un hackers  che  scusa  banale  , diciamo che potrebbe aver  subito pressioni  dal governo israeliano  o  da qualche finanziatore  filo israeliano . Ma  internet    censuri da  una parte  fuori esce  da  un altra

http://bit.ly/1JuVZNN



È stato rimosso da Facebook un video in cui alcune coppie di ebrei e arabi, sia etero sia gay, si baciano. Il filmato è stato prodotto da Time Out Tel Aviv per promuovere l'amore e la pace tra le due culture dopo che il ministero dell'Educazione israeliano aveva rimosso dai programmi scolastici un libro che parlava della storia d'amore tra una donna ebrea e un uomo arabo. Il quotidiano israeliano Haaretz ha chiesto chiarimenti a Facebook, che però ha smentito di essere responsabile dell'eliminazione del video e ha detto non essere a conoscenza delle cause della sua rimozione. Facebook ha ipotizzato che alcuni hacker abbiano boicottato il video, eliminandolo dal social network. Al momento della sua cancellazione, il video aveva già ottenuto 100mila visualizzazioni.


15/05/12

lettera a valentina nappi reprise


chiedo scusa  A valentina per  le accuse  rivoltegli qui vedo che nonostante le dice : <<(....) Ovviamente non posso mettermi a replicare a tutti quelli che scrivono, dicono, ecc. qualcosa su di me. Anzi, non li leggo/sento/vedo nemmeno… >> legge e chiarisce meglio il suo pensiero precedente sul  suicidio dell'imprenditore  di Pompei




La persona suicidatasi a Pompei era un imprenditore edile che aveva problemi con Equitalia. Andatevi a vedere i lavori che ha realizzato la sua ex impresa, lavori assolutamente regolari (fino a prova contraria) ma esteticamente a mio avviso alquanto discutibili. L’Italia ha bisogno di ben altra architettura, il nostro meraviglioso territorio non merita tutta l’architettura “ordinaria” che lo abbruttisce.
Ma capisco che se il 60% dei ragazzi napoletani considera Equitalia peggiore della camorra (vedi: Equitalia, stangate e camorra – Quotidiano Net), perché “mentre quest’ultima offre lavoro e può garantire ricchezza e potere, quella ti opprime, ti getta sul lastrico e induce perfino al suicidio”, se addirittura “la camorra ci protegge e se qualcuno ci vuol far del male i clan ci difendono”, allora ci può anche stare che un suicida (peccato mortale per i cattolici, che dovrebbe escludere i funerali religiosi, a parte i casi di incapacità di intendere e di volere) con problemi con il fisco (perché di questo si tratta) possa diventare un mezzo eroe.
La verità è che dietro la “compassione” verso un suicida che aveva problemi con Equitalia, c’è la tendenza tutta italiana a non volersi prendere le proprie responsabilità e a voler scaricare su una “casta” (che guarda caso è sempre “lontana”, “mitologica” e non è mai costituita dalle persone che si incontrano nella vita di tutti i giorni) tutte le colpe. Atteggiamento da sudditi, non da cittadini.
La cosa grave è che il messaggio che si vuol far passare è che se uno che ha problemi col fisco si suicida è colpa del fisco oppressivo e non della persona che non era in regola. Un po’ come se, se un politico corrotto finisse indagato e si suicidasse, fosse colpa degli inquirenti.
Io – che, per inciso, le tasse le pago TUTTE – se la mia commercialista sbagliasse nel farmi la dichiarazione, di certo non me la prenderei con Equitalia…

11/10/08

non si finisce mai d'imparare e di sbagliare e chiedo scusa awomanaman

Qualche  giorno fa  avevo  cancellato awomanaman (  dimenticandomi che tale  nik  e  usato  da due persone diverse  uno  xenofobo  e un po' razzista  e l'altra no )   dagli utenti   del blog  perchè  il suo pensiero non aveva  più punti  di contatto con i valori  il mio  \   nostro blog    , ma  sopratutto per il metodo  spocchioso , vanaglorioso  ,  fallacciano  con  cui si  vantava    di  tale affermazioni . infatti nei commenti  ai suoi due post   1 2
oltre  le  soliti slogan fallacciani e  leghisti  egli scrive in un commento     :<<.>> , nel secondo  : << shente, questa discussione ha alimentato la mia parte violenta che nel virtuale può sfogarsi senza troppe conseguenze.
Comunque, il problema esiste e non ho alcun timore ad ammettere la mia intolleranza per questa importazione di islam da accattoni barbuti wahabiti. La religione è l'oppio dei popoli e questi sono drogati marci. Il problema è che le loro sciocche convinzioni basate sul nulla fanno un sacco di danni. Ora, a secolarizzazione ancora del tutto insufficiente per quanto riguarda i nostri cattocattolici, dobbiamo importare 'sti zeloti fanatici? E' solo questione di tempo e poi le tensioni sociali esploderanno, specie nelle zone a contatto colle enclavi mussulmane che si stanno formando in più punti.

La xdenofobia è studiata atrmpologicamente e sociologicamente e pensare di demonizzarla con impeto moralista-buonista è solo la preparazione per la prossima carneficina che avverrà quando le risorse disponibili subiranno un drastico calo per esaurimento.


Abbiamo imposto l'imperialismo consumista e coloniale? ci becchaimo quello religioso demografico di ritorno  >> , poi  la  sua  compagna  scrive  : << Se esiste un conservatorismo laico, noi siamo neocon.
Stiamo ciarlando quando servono azioni. Azioni contro la metastasi integralista (che ora è essenzialmente islamica).

La superiorità della civiltà occidentale è una cagata pazzesca, considerato ciò che stiamo perpetrando al mondo. E ancora una volta il germe peggiore è quello di aver esportato questo modello idiota e sciocco sulla gratificazione personale attraverso il consumo di oggetti. Talmente grave e epidemico che ora, le seconde generazioni di islamici fondamentalisti vanno a fare il rafting (invece di salire a piedi lungo il greto) e poi si vanno a far esplodere su un bus. L'apoteosi dell'incoerenza, il bastardismo marcio culturale (ma è marcio non perché bastardo, ma perché anacronistico e privo di logica, incoerente). Non molto diverso dai casseur francesi, dovrebbero essere francesi e invece sono... commento troncato...
La superiorità della civiltà occidentale è una cagata pazzesca, considerato ciò che stiamo perpetrando al mondo. E ancora una volta il germe peggiore è quello di aver esportato questo modello idiota e sciocco sulla gratificazione personale attraverso il consumo di oggetti. Talmente grave e epidemico che ora, le seconde generazioni di islamici fondamentalisti vanno a fare il rafting (invece di salire a piedi lungo il greto) e poi vanno a farsi esplodere su un bus. L'apoteosi dell'incoerenza, il bastardismo marcio culturale (ma è marcio non perché bastardo, ma perché anacronistico e privo di logica, incoerente). Non molto diverso dai casseur francesi, dovrebbero essere francesi e invece sono maghrebini di 2a o 3a generazione in Francia, o dai black block che devastano le città col telefonino UMTS e le Nike nuove di pacca ai piedi (famosa quella foto che apparve sul Manifesto dopo i fatti di Genova)

Il marcio si deve potare perché altrimenti manda in cancrena il resto del corpo. >> .

Poi qualche  ieri o avant'ieri mi scrive un messaggio in cui una  trolla aveva parlato di me  . Fra i tanti commenti   si affrmava  : << No, no, man. Il cambiamento nel profilo di awomanaman è cui mi riferivo nell'#1, è che ti hanno sbattuto fuori dal blog "cvd" (compagni di viaggio) di cui awomanaman era collaboratore. Ma come te la spieghi questa cosa?
Il bello è che è stata una cosa improvvisa: la mattina è arrivata a "cvd" la segnalazione che facevi dei post razzisti (pardon, volevo dire dei post xenofobi), e il pomeriggio... BAM ti hanno sbattuto fuori senza troppi complimenti.
Ora man, mentre ti vedevo rotolare nella polvere, mi chiedevo: "ma "cvd" avrà capito la differenza tra razzismo e xenofobia?"
Credo proprio di sì aman, perchè non ci ha pensato 2 volte a metterti alla porta.
Ora man, la morale di tutto questo qual'è? Tu sei razzista? Tu sei xenofobo? Noooooooooo. O forse sì, un po'. Anzi tanto. Ma la cosa fondamentale è che tu sei solo uno a cui piace essere al centro dell'attenzione, e scriverebbe QUALSIASI COSA, pur di brillare come una moneta falsa.
E il brutto è che appena te ne esci dal tuo recinto, tutte le tue belle chiacchiere con cui pensi di gabbare l'ascoltatore lasciano il tempo che trovano, perchè subito vieni etichettato. >> . 
 Orta  la risposta  .
Un conto è esserlo per  ignoranza  e poi dopo che si conosce  senza pregiudizi , stereotipi ,   il fenomeno  \ la copsa \ la persona   si cambia idea   , un altro  è   l'andarne fieri il vantarsene come  ha  fatto  il Lui  .
Lo  sò si  . pero  , e qui ecco spiegato il titolo deòl post  d'oggi  ,  credevo  fosse  solo una differenza  etimologica   , mentre nel sociale  \  nella realtà  fossero simili  . Ma poi  sia  con le risposte datemi  alla mai domanda  : << Che differenza oltre quella etimologica c'è fra razzismo ed xenofobia ?


un ex utente del mio blog mi ha accusato di non sapere la differenza fra razzismo ed xenofobia . Io gli ho detto che la differenza è solo etimologica , ma nei comportamenti sono uguali . secondo voii chi ha ragione ?n >> fatta  su answers di yahoo
  sia  alla risposta  che ha dato  il cdv esterno  ( chiariamo una cvolta per  tutte  cosa  intendo per  cdv  esterno  :  un utente  di  internet , di blog  non splinder i cui proprietari non voigliono farsi un account  in splinder   ,  o splinder  che non vogliono  scrivere su blog  collettivi o non hanno tempo \ voglia d'accettare un altro invito  )   mario domina via email   :



Da: giuseppe scano redbeppe@gmail.com
Inviato: ven 10/10/2008 16.38
A:mario domina **********
Oggetto: aiuto per il nostro blog

Che differenza oltre quella etimologica c'è fra razzismo ed xenofobia ? un ex utente del mio blog mi ha accusato di non sapere la differenza fra razzismo ed xenofobia . Io gli ho detto che la differenza è solo etimologica , ma nei comportamenti sono uguali . secondo te  chi ha ragione ?  e  in chiave  filosofica  come posso rispondergli  ?


da Mario domina   *************
a redbeppe@gmail.com
titolo R  :  aiuto per il nostro blog 

Beh sì, in effetti la differenza c'è, se ci si pensa bene, anche se nella società globale i due concetti tendono inevitabilmente a sovrapporsi e a con fondersi.
Direi che il "razzismo" ha più a che fare con una teoria/ideologia che stratifica la specie umana, la gerarchizza, ecc.; mentre la "xenofobia" ha più a che vedere con reazioni psicosociali istintive e può avere manifestazioni diverse: anche chi  non vuole la colonizzazione del proprio paese in ultima analisi è uno xenofobo (basti pensare alla rivolta cinese dei Boxer).
Oggi però i due concetti possono persino essere intercambiabili: chi è sano di mente non può più dire che esistono le razze (la biologia che un tempo lo affermava oggi, in epoca biogenetica, lo smentisce categoricamente), e dunque si fanno strada altre forme di gerarchizzazione: quella della differenza di cultura o dei gradi di civilizzazione, ad esempio, o del radicamento ad un territorio: lo "xenos" allora, che un tempo era l'ospite, diventa oggi l'alieno, l'elemento estraneo.
Ma l'argomento richiede un'analisi un  po' più approfondita - e non escludo di farlo a breve nel mio blog.
A presto.
                    md






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