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16/02/19

dialogo con l'autore della lettera LETTERAa beppe sevegnini Trap-Remo, ovvero dell’Incompetenza Musicale Diffusa

Leggo che      la  lettera  sotto riportata    , oltre     ad essere  stata  mandata   alla  nova  sardegna  ( del 15\2\2019  )     è stata mandata    anche al corriere  della  sera  del  11\2\2019

Risultati immagini per trap a san remoGentile Severgnini, “Povera Patria”, come cantava uno dei più competenti musicisti italiani, Franco Battiato. La prima e la seconda serata del “Trap Remo” 2019, Festival della I.M.D. (Incompetenza Musicale Diffusa), hanno martoriato le mie orecchie con poche eccezioni. Brani effimeri, privi di soluzioni rigeneranti per l’ascoltatore medio (modulazioni, strutture formali dignitose, esecuzioni ricche di note estranee alle scale musicali conosciute, etc.) e interpretati da aspiranti cantanti, barcollanti nell’intonazione e nel senso ritmico. Le parti migliori del 69° Festival della Canzone Italiana, ça va sans dire, sono appannaggio di ospiti del calibro di Giorgia, Riccardo Cocciante e Marco Mengoni. Sul resto, fatta eccezione per Cristicchi, Arisa e Il Volo, riempirei il pentagramma di pause coronate. Le domande nascono spontanee. Chi sceglie chi? Possibile che i Poeti non siano ancora insorti come un sol vate contro l’anti-poesia del Rap e del Trap “Zero-punto-zero”? Il problema ha origine, ancora una volta, dall’I.M.D. (Incompetenza Musicale Diffusa). Governi dei Natali passati che hanno negato per decenni gli Indirizzi Musicali nelle Scuole Medie e, negli ultimi otto-nove anni, la crescita di Licei Musicali e Attività vocali-strumentali alle Elementari (limitandole alle classi terze, quarte e quinte); diversi Conservatori di Musica arroccati nella Roncisvalle della Musica Classica e della monocultura del Jazz, sprezzanti nei confronti del Pop-Rock dei Queen e dei Jethro Tull, nonostante costituisca ormai l’ultimo bastione contro il dilagare dei Trap-Rap, nuovi barbari privi di pentagrammi; non pochi docenti di Musica mutanti, vestali della Storia della Musica o dell’Organologia e smemorati della funzione linguistica del codice musicale. Le soluzioni? Musica alla Materna e alle Elementari con professori appositamente abilitati, almeno un Indirizzo Musicale ogni tre corsi nelle Scuole Medie, Licei Musicali in tutte le città dotate di Istituti Superiori, Dipartimenti Pop-Rock nei Conservatori d’Italia che ne siano attualmente sprovvisti e, dappertutto, Scuole Civiche di Musica per giovani, adulti e Terza età. Il passaggio dall’I(ncompetenza).M.D. alla C.M.D. (Competenza Musicale Diffusa) richiederà una lunga marcia. Ma una società più musicale sarà sicuramente una società migliore.
                     Antonio Deiara, pentagrammando@virgilio.it

ciao  Antonio

ho letto  il tu ottimo e   competente   intervento  sulla  nuova  del 15.2.019  Hai perfettamente    ragione  ad  estendere    l'insegnamento    della musica  e  soprattutto   d'educazione  all'ascolto  dalle  materne alle superiori   ,  perchè c'è troppa   IMD   e pochissima  ani meglio scarsa  CMD .  Sul festival  di san remo , pur   fra i miei limiti musicali   dovuti a  : 1 problemi  uditivi .,  2)  carattere refrattario  e     ribelle  ., 3)  insegnante   dalla  2  media    cane  , capra  secondo   molti   fra  cui figli  d'insegnanti  di musica  e di pianoforte   e  poco  paziente  , e  pur non avendolo seguito   direttamente   ma indirettamente    in quanto  i   social    e  non solo   rimandavano  le  canzoni   concordo  con te .  Idem  avendo amici  insegnanti  di strumento   non  che   musicisti    sia  autodidatti  sia   di conservatorio , su quello che  dici sui  conservatori   .
Risultati immagini per trap a san remo
 Infatti la musica   va  fatta  studiare  ed  educare  all'ascolto senza pregiudizi  e  generalizzazioni .  Infatti   è qui la  mia  osservazione  che      ti devo  fare  .  Infatti   sul rap   èvero quello  che  dici    , ma  non tieni conto  che ci  sono anche  ottimi sopratutto  nel primo rap italiano    testi  ed  ottime sperimentazioni   come  caparezza    e  Frankie_hi-nrg_mc, assalti frontali  ,  sound  system     sulla trap  non so  cosa  dirti  in quanto   non riesco ad  ascoltarla :  testi   troppo gratuitamente   violenti ed  distruttivi e  d autodistruttivi  ,  , oltre  che   in  gran parte  carichi  d'odio  e  di capri espiatori , noiose   dal punto di vista  armonico e  ritmo .  Infatti  The  Andrè  che li prende per  il culo     gli fa  il verso    afferma  : <<  (....)  Non trovo queste canzoni poetiche, non credo di migliorarle rifacendole così, sono un elenco di spacconate, racconti di coiti, droghe, esibizione di ricchezza  (...)   continua  qui  .>>   . Su  jazz è vero  si sta  commercializzando  ed un po'  banalizzandosi    sta   soprattutto   il ramo  \  sottogenere   dello swing  perdendo   quella  vitalità  e  contaminazione   in cui è  nato e  finendo  in quella  che definisci  Imd . Ma  per il  resto  ,   non  sono   completamente  d'accordo  in quanto il jazz   vista  la   sua capacità  di  contaminarsi  ( infatti  il  film la   leggenda    del pianista  sull'oceano   n'è una testimonianza   specialmente  l'inizio )  




 e fondersi   con altri generi dimostra  il  contrario a mio avviso .  E parlo, ovviamente  da profano ,    nonostante  i miei limiti prima citati  ,  da un ascolto   pluri ventennale  della rassegna      ( e non  solo )   di time  jazz    e  d'altri   cd e dischi dei mie  (  quindi  jazz  classico  e qualcosa    di moderno )   e  cd    o pezzi   su internet   di jazz moderno . 

  cordialmente  Giuseppe Scano 


22/08/15

La didattica dell’ascolto sa risvegliare l’orecchio di numerosissimi ascoltatori. È tempo di portare la musica di qualità al pubblico del Terzo Millennio di Antonio Deiara


E pensare che io e lui , quando lo avevo avuto come prof alle medie non andavamo d'accordo . Lo giudicavo un dittatore per la sua ( poi mi sono reso conto che aveva ragione perchè io ero troppo indisciplinato ) severità . Ed ora a distanza di 30 anni gli do ragione al 90 % specie sua musica d'oggi più precisamente in e lo chiamavano rap su quanto dice in questo post preso dal suo sito http://www.antoniodeiara.it/ in particolare su gli zanfaraioli ( ambulanti \ bancarellisti letteralmente dal gallurese secondo questo dizionario italiano -gallurese ) espressione con cui in senso figurato si definisce musica da quattro soldi quella che Guccini nella famosa ...... canzone : << colleghi cantautori, eletta schiera, che si vende alla sera per un po’ di milioni,voi che siete capaci fate bene a aver le tasche piene e non solo i coglioni… >>


Immaginate 450 ragazzi seduti sulle panche dell’ultima fila di una chiesa, in silenzio, senza telefonini e Facebook, con gli occhi attenti ai movimenti dei piedi e delle mani dell’organista, e delle dita dei violinisti proiettati sullo schermo più vicino, con le orecchie protese verso il tema dell’orchestra d’archi. Novanta secondi, il brano si conclude ed esplode l’applauso. Cinquantacinque minuti e il “Concerto Politematico 3.0” ha termine, con un’imprevedibile richiesta di bis da parte dei giovani e giovanissimi ascoltatori. È accaduto a Sassari, nella Basilica del Sacro Cuore; si è ripetuto nella Chiesa di San Sisto, al Centro storico. Potenza della “Didattica dell’ascolto”! È tempo di portare la musica di qualità al pubblico del Terzo Millennio.
Parafrasando Franco Battiato, viviamo strani giorni, anche noi che procediamo sui sentieri pentagrammati, ritenuti sicuri fino a pochi anni or sono. Dilagano fenomeni paramusicali che avviluppano l’ascoltatore indifeso nelle spire di videoclip ammalianti nei quali, quasi come nel viaggio di Ulisse, sirene più o meno siliconate si trasformano ben presto in arpie bramose di denaro e followers. L’errore sarebbe quello di rinchiudersi nelle torri d’avorio dei talebani del pentagramma. Ben presto, gli zombies dei prodotti pseudo musicali, circonderebbero ed abbatterebbero le torri dei puristi della monocultura classica o jazz. I sopravvissuti, musicisti di grandissimo livello ma operatori culturali autoreferenziali, sopravviverebbero rimpiangendo un’Ètà dell’oro frutto della loro fantasia autoassolutoria.
La strada da percorrere è una quattro corsie: rispetto per il “vissuto musicale” di ogni persona, perché i gusti dell’ascoltatore non si modificano con le critiche ma con l’istruzione musicale; rispetto delle scelte vocali e/o strumentali e/o compositive proposte dagli allievi, a partire dalle Scuole Elementari e Medie, ai docenti pentagrammati vecchi e, soprattutto, giovani; applicazione dell’”Educazione Musicale Diffusa” a partire almeno dalla prima classe della Primaria; utilizzo costante della “Didattica dell’ascolto” verso le nuove generazioni di interpreti ed ascoltatori.
La “Didattica dell’ascolto” sa risvegliare l’orecchio di numerosissimi ascoltatori. Occorre proporre al pubblico brani molto brevi e marcatamente diversi fra loro; dato che viviamo nel Secolo dell’immagine, tutti i presenti al “Concerto Politematico 3.0” devono poter vedere da vicino le mani del musicista, l’agilità delle dita del violinista o la stupefacente fluidità del “tacco e punta” dei piedi dell’organista. Cinquantacinque minuti di emozioni spingono l’ascoltatore a ripetere l’esperienza e a farla vivere ad amici e parenti. Due ore di noia mortale allontanano, non di rado per sempre, anche l’orecchio più paziente. “Circuitiamo”, cioè portiamo anche nei quartieri cittadini, nei paesi grandi e piccoli, nelle comunità e, soprattutto, nelle Scuole di ogni ordine e grado, il patrimonio di musica di qualità prodotto ogni anno da Indirizzi strumentali, Licei musicali e Conservatori, da Scuole di musica civiche e private, Bande, Cori, Ensembles, Band e solisti. È tempo di portare la musica di qualità agli ascoltatori del Terzo Millennio, prima che sia troppo tardi.


e un altro artista che anche la pensa allo stesso modo è il mio amico e fidale ( lui d'aprile io di febbraio ) Giacomo spano






Diplomato in chitarra e in didattica della musica strumentale presso il Conservatorio di Sassari, da diversi anni affianca all'attività di insegnante presso le scuole medie a indirizzo musicale e scuole civiche quella concertistica come solista e in formazioni cameristiche, spaziando dalla musica classica a quella etnica e popolare


Ha inoltre collaborato con associazioni culturali per la realizzazione di lavori discografici rivolti al recupero e la valorizzazione del repertorio musicale popolare del nord Sardegna. E' autore di un metodo per chitarra classica dal titolo "La mia chitarra" edito da Casa Musicale Eco. Il quale << [...] la realizzazione di questo metodo è stata ispirata principalmente dall’idea di proporre un’opera didattica che si configurasse come “libro di testo” per allievi delle scuole medie a indirizzo musicale. Ritengo tuttavia che, per le sue caratteristiche e per quelle dei brani antologici in esso contenuti, il
testo possa comunque essere un valido strumento per principianti della chitarra di qualsiasi età. >> alla Prefazione. E che ha avuto ottime recensioni in ambito musicale infatti << [...] Il testo è utile e interessante sia per gli studenti delle scuole medie a indirizzo musicale, sia per chi desidera avvicinarsi allo studio della chitarra >> ( http://www.seicorde.it/ )  . Un  ottimo libro per  chi vuole avvicinarsi  allo  strumento in questione   . Infatti Il libro contiene:
  • le esercitazioni in ordine progressivo
  • una ricca antologia con oltre 120 brani
  • un CD con 50 brani per l'autoverifica

Il testo è suddiviso in quattro parti, che affrontano ciascuna le principali peculiarità dello strumento e le relative tecniche. In ogni parte si distinguono poi due momenti dello studio: uno dedicato all’acquisizione della tecnica e delle nozioni teoriche attraverso gli studi, e un altro riservato all’esecuzione e all’interpretazione dei brani antologici.