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01/08/19

effetti collaterali della propaganda e delle bufale - fake news Quelli che, su Twitter, insultano una finta ong protagonista di un romanzo: «Salvate gli italiani»

Quelli che, su Twitter, insultano una finta ong protagonista di un romanzo: «Salvate gli italiani»

di GIANMICHELE LAINO | 31/07/2019

solidarancia
  • Solidarancia è un romanzo su una fantomatica missione di una finta ong
  • L'autrice ha creato un account Twitter per presentarlo
  • Incredibilmente, sono arrivati diversi insulti sui social network
La realtà supera l’immaginazione. Non è soltanto un modo di dire. È esattamente quello che è successo a Solidarancia, il romanzo che Sarita Fratini ha pubblicato il 15 luglio scorso per People, la casa editrice di Pippo Civati. La storia è quella di una fantomatica ong e della sua nave improbabile – Solidarancia, appunto -, il cui equipaggio è formato da ottantenni anarco-insurrezionalisti. Il loro obiettivo è quello di svuotare un lager libico e riempirlo di arance di Sicilia.


L’incredibile caso di Solidarancia su Twitter

Per lanciare l’opera, Sarita Fratini ha pensato bene di costruire un account parodia su Twitter, dove faceva parlare i personaggi del suo romanzo. Un modo intelligente (e originale) per promuovere l’opera. Così, dal 1° luglio – giorno della fondazione dell’account – Sarita Fratini ha pubblicato dei piccoli estratti del suo libro sul social network, immedesimandosi a tal punto nella storia da iniziare a commentare anche fatti di politica italiana e attualità.Non avrebbe mai potuto immaginare che, dopo qualche giorno dall’apertura dell’account, una serie di utenti di Twitter, con un’azione coordinata e puntuale, si potesse spingere a insultare e a commentare come se Solidarancia fosse una vera ong, protagonista di una vera operazione di salvataggio nel Mediterraneo. «Chi vi paga per mettere su un carrozzone del genere?», «Perché prima di andare in Africa non pensate agli italiani?», «Ma non avete proprio niente da fare?». Non male per un account, il cui tweet più celebre è rappresentato da una finta mappa marina, con il logo di Solidarancia (proprio un’arancia di Sicilia) e una freccia direzionale disegnata a mano.

Le parole dell’autrice di Solidarancia

«Avevo dichiarato sin dall’inizio lo scopo dell’account – ha affermato l’autrice Sarita Fratini, contattata da Giornalettismo -. Eppure, da qualche ora Solidarancia è bersaglio di un vero e proprio shitstorm». L’ennesimo caso, insomma, in cui sulla rete non viene percepita la distanza tra realtà e finzione. «Non capisco come sia stato possibile questo fraintendimento – ha continuato la Fratini -, anche perché è evidente che su Twitter c’è una sorta di spin-off del mio romanzo e che i personaggi che parlano sono totalmente costruiti attraverso l’immaginazione. Qualcuno, dopo aver riletto i tweet di Solidarancia, si è reso conto dell’equivoco e ha cancellato le offese. Ma io ho salvato gli screenshot».
Solidarancia è un romanzo, uno dei primi pubblicati dalla casa editrice People. Si tratta di una storia che non ha peli sulla lingua: parte da una critica al governo Gentiloni e alle politiche sull’immigrazione dell’ex ministro dell’Interno Marco Minniti e arriva ai giorni nostri, ai tempi di un governo Lega-M5S. Tutti, ma proprio tutti sono parte del racconto: «Non pensavo di trovare una casa editrice disposta a pubblicare l’opera – ha chiuso Sarita Fratini -. Invece, People lo ha fatto. E sono particolarmente contenta di aver condiviso con loro questa avventura». Un libro che l’autrice definisce profetico: «Avete presente la scena in cui la capitana Carola entra in porto? È descritta pari pari nel romanzo (al suo posto la capitana 82enne Teresa). Ma io l’ho scritta un anno fa! Forse, semplicemente, il libro porta bene. Spero si avverino anche tutte le altre cose».
Il viaggio della Solidarancia è destinato a continuare con il vento in poppa. E non saranno certo gli account con le bandierine tricolore a fermarlo.

04/07/19

USARE L'AUTO IRONIA ED IRONIA CONTRO GLI OdIATORI -HATER BASTA SOLO INDIGNARSI COMBATTIAMOLI

  Ispirato   da   questo post     trovato  sulla  home di  Facebook  

Sergio Degortes
2 hle parole sono “solo parole” un cazzo!
Ci sono parole che fanno più male dei pugni e altre che ti accarezzano quasi fossero abbracci. Parole che fanno venire i brividi dietro la schiena avete presente? Quelle che arrivano al cuore, passando per l'anima.. Parole che corrono nella testa e da lì non se ne vogliono andare.. 
No, le parole non volano via, alcune ti rimangono dentro, altre lasciano il segno..qualcuna diventa pure cicatrice.Sono cazzate quando vi dicono che sono “solo parole”..io mi ricordo ogni parola che mi dicono, quelle belle, quelle brutte.. ognuna mi ha cambiato, qualche volta in meglio e qualche volta no.. soprattutto ricordo ogni parola che ha avuto il potere di salvarmi..sono quelle che voglio portare nel cuore..





ma soprattutto dopo i:  gli insulti , alla GIP Alessandra Vella, che ha emesso la sentenza sulla #SeaWatch3, si è vista costretta a chiudere l'account Facebook, in seguito agli insulti e alle minacce degli utenti, aizzati dal Ministro dell'Insicurezza.  e  gli insulti  ad una  ragazza   che ha perso il capelli per  un tumore 




Mi sono detto basta  solo indignarsi  ad un odio che ha





Un odio ormai sempre più diffuso come un blob e : << un'onda nera e appiccicosa che cola dalle TV e dai settimanali rosa \che uccide i nostri pensieri, che ci droga di calcio e sesso \
e intanto chi tira le fila insabbia e corrompe [--- qui il resto del testo citato ] >>
Haters su internet in crescita: come fare per difendersi
ma  non solo  come potete  vedere  nei  commenti  di tutti gli aggregatoti di news   o  i siti dei quotidiani ma  anche  altri siti di  informazione o pseudo tale     che non moderano i  commenti  .
 E' ora  d'agire  \ proporre    qualcosa per  arginarli    perchè  l'odio  è una di quelle  cose  che   non si  puo'  cancellare  \  rimuovere  mai definitamente  fa  parte del genere umano      si  può  solo ridurre   ed  arginare .
Infatti se  è vero come   dice  questo articolo di www.vanityfair.it/    <<  Invece di far discorsi e discorsetti agiscono, risolvono problemi, si prendono responsabilità, lavorano, curano figli e genitori e ogni tanto compiono piccole e grandi imprese, che siano eliminare i pidocchi dalla testa dei figli piccoli o salvare uomini in mare, solo perché qualcuno lo doveva fare. Ed è difficile che una donna si tiri indietro quando qualcosa va fatto. >> Ci  sono , purtroppo sempre  più  done stronze   come   l'umo  (  canzone di vecchioni  )      che    praticano nei confronti di altre   donne in  particolare    gli insulti  sessisti  .Ma  ora basta  con lo spiegone   e  veniamo al post  vero e proprio .Oltre ai semplici (  a  dirsi   ma  difficili  a  farsi  per  gente  come me   che tutti    hanno liubertà  d'esprimere  anche  se  a volte in maiera rozza  e volgare le  proprie opinioni ) ecco  alcuni  trucchi anti-troll per bloccare la discusssione sul nascere     da  

[...] 
trucchi anti troll

I trucchi per gestire e difendersi dai troll

Cosa fare per difendersi dai troll? È possibile arginare il loro comportamento? È preferibile ignorarli o rispondere alle loro provocazioni? Per poter combattere ad armi pari con gli haters è necessario conoscere le loro abitudini e il loro modo di fare. Spesso bastano dei semplici trucchi anti-troll per bloccare la discussione sul nascere.
  • Non alimentare le discussioni. Se all'interno di una discussione un troll inizia a insultarvi o a creare le condizioni affinché altri utenti arrivino in vostra difesa, non bisogna alimentare la sua voglia di protagonismo. Se si ignorano i suoi messaggi, il troll non avrà nessun motivo per continuare a scrivere e andrà alla ricerca di un'altra vittima. Se proprio non ne potete più dei suoi messaggi, create una Lista Ignora, in modo che non possa più disturbare la vostra quiete
  • Regola del 30%. Non possiamo piacere a tutti. Soprattutto ai troll. Nella nostra vita incontreremo solo un 30% di persone a cui potremmo piacere, il restante 70% ci odierà o ci ignorerà. Gli haters si trovano in questo 70% e non dovremo far altro che ignorarli per vivere serenamente
  • Nascondere i commenti. Come abbiamo detto in precedenza, i troll hanno trovato nei social network il luogo ideale dove riprodursi. Commentare sotto i post di persone famose o dei quotidiani è il loro unico motivo di felicità. Ma Facebook offre uno strumento potentissimo per limitare la loro azione: nascondere i loro messaggi. Se gestite una pagina Facebook, avete la possibilità di nascondere i commenti offensivi in modo da non alimentare il flame e bloccare la discussione sul nascere

trucchi anti troll

  • Bloccare specifiche parole. Una delle migliori funzionalità nascoste di Facebook è la possibilità di impostare un filtro anti-troll che blocchi preventivamente i messaggi degli haters. I gestori di una pagina non dovranno far altro che inserire le parole che vogliono bloccare e ogni volta che un utente scriverà un commento utilizzando una di quelle locuzioni, il messaggio non verrà pubblicato
  • Moderare la discussione. Prima di bannare un utente dalla propria pagina o dal proprio forum, è possibile cercare di moderare la discussione eliminando i messaggi incriminati. Se il troll torna a pubblicare e scatena la rabbia degli altri utenti, non resta che bloccarlo.


a questi consigli io ci aggiungo  anche l'ironia   , il sarcasmo e  l'auto ironia  come ha  fatto   ravazzi 


 E  come  ha  fatto  io  durante   un litigio  , anche      se  un po' rischiosa esperienza personale , perchè  puoi trovare il tizio  che ti   pesti  come  stava per  succedere  a me  : Infatti  bisogna  saperla  fare    Io  risposi    con auto ironia    del tipo   quando   uno mi ha detto  figlio di  ...  e  io  gli ho risposto  a  tono  non  sapevo di    avere un fratello  .  ma  cosi  ho rischiato  nel scadere nel   volgare  ed  di fare il suo stesso gioco . Infatti  mi  ha detto   stronzo   ed io  e   tu sei il   buco del  culo  che  mi  ha cagato  . 
Ma   a  volte  funziona  perchè a volte  ,  mi è capito   anche questo ,  il tipo \a   che  quando    usi  l'auto ironia  (   esempio  uno mi ha  scritto una @  iniziando    : <<  o brutto testa  di  ..... >>  e poi la  lamentela   comprensibile    perchè  ero io in parte  ad avergli creato problemi  con il mio comportamento  sbagliato  , gli  ho risposto  <<   esimio collega  ....  r e poi  la spiegazione del perchè  ho  agito  in quel  modo ammettendo il mio errore  e chiedendo  scusa  >>  )   ritorna  agnellino  . 

29/06/19

da porno dipendente lotto continuamente contro gli hater sessisti e misogini e non mi piacciono gli insulti sessisti

Risultati immagini per pornodipendenteriprendo lì'argomento tratto dal mio  precedente  articolo <<cosa  serve  per  rimanere  umani  davanti a questo clima d'odio ?  >>    e  di cosa   c'è  dietro   agli insulti sessisti     e misogini     verso le  donne  che  esprimono  una  loro   politico\  culturale   da liberi cittadini    o  sono  in schieramenti politici   , o  agiscono  per  un ideale   condivisibile  o meno    come il caso  di




Do ragione  a

Nessuna descrizione della foto disponibile.

perchè è vero che  l'uomo  non è un pezzo di legno  e   sfoga  le  sue  fantasie   spesso depravate  : andando  a ..... , con  film  erotici  \ pornografici  , andando  ( ma  questo non è  non sarà mai il mio caso  meglio me  lo taglio )  con  i bambini  , o lanciando tali insulti .
Ci sono passato anch'io  poi ho capito  che  scadevo  sempre  di più  nell'onanismo selvaggio  e nell'incapacità  di sfogare in maniera  sana   e non depravata (   che  sfocia   se    non   repressa   e nei  soggetti più  gravi   ,  fortunatamente    non ci sono arrivato  e  sono   riuscito    con un lavoro psicologico  a staccarmene     in tempo    nel  femminicidio e  nella pedofilia  ) . E sono arrivato alla conclusione    che   tali persone  sono feccia  e  vanno curate usando il Tso o  corsi di rieducazione civica

26/06/19

per evitare guazzabuglio giuridico fra il decreto sicurezza bis perchè ritirano l'adesione alla convenzione ONU sul diritto di navigazione a non aboliscono il codice della navigazione che del 1942 e lo riscrivono

partendo da questo commento al precedente post 
https://bit.ly/2Nf9hpI  sul mio facebook   di Antonello Muzzu : << Pensa agli insulti e non vedere la violazione delle leggi e del territorio italiano da parte di una nave straniera!In qualsiasi altro stato, sarebbe già in galera! >>, lancio questa provocazione ( ovviamente in grassetto per non essere come spesso accade quando ne faccio in post precedenti ) per il ministro del trasporti #tontinelli e #selfini \#ministrodeleinteriora
𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲̀ 𝗻𝗼𝗻: 𝟭) 𝗰𝗮𝗻𝗰𝗲𝗹𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗹𝗮 𝗿𝗮𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗟𝗮 𝗖𝗼𝗻𝘃𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗡𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗨𝗻𝗶𝘁𝗲 𝘀𝘂𝗹 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗺𝗮𝗿𝗲, 𝗼 𝗨𝗡𝗖𝗟𝗢𝗦 𝟮) 𝗮𝗯𝗼𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗱𝗮𝗹 𝗰𝗼𝗱𝗶𝗰𝗲 𝒊𝒍 𝗥𝗲𝗴𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗰𝗿𝗲𝘁𝗼 𝟯𝟬 𝗺𝗮𝗿𝘇𝗼 𝟭𝟵𝟰𝟮, 𝗻. 𝟯𝟮𝟳, 𝗶𝗻 𝗺𝗮𝘁𝗲𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗶 "𝗖𝗼𝗱𝗶𝗰𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗮𝘃𝗶𝗴𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲" 𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗼. ... 𝗗𝗲𝗰𝗿𝗲𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗥𝗲𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗮 𝟭𝟱 𝗳𝗲𝗯𝗯𝗿𝗮𝗶𝗼 𝟭𝟵𝟱𝟮, 𝗻. 𝟯𝟮𝟴, 𝗶𝗻 𝗺𝗮𝘁𝗲𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗶 "𝗥𝗲𝗴𝗼𝗹𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗹'𝗲𝘀𝗲𝗰𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗖𝗼𝗱𝗶𝗰𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗮𝘃𝗶𝗴𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 (𝗡𝗮𝘃𝗶𝗴𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗺𝗮𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶𝗺𝗮)". 𝗰𝗼𝘀𝗶 𝗲𝘃𝗶𝘁𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗵𝗶 𝘃𝗶𝗼𝗹𝗮 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗶 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗴𝗼𝘃𝗲𝗿𝗻𝗼 𝘃𝗲𝗻𝗴𝗮 𝗮𝘀𝘀𝗼𝗹𝘁𝗼 𝗼 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗮 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝘀𝗲 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮𝗻𝗻𝗮𝘁𝗼 perchè ha  violato  il decreto sicurezza bis 
Questi non sono patridioti i nuovi squadristi
NEXTQUOTIDIANO.IT
La Sea Watch è arrivata a Lampedusa, Salvini dice che la capitana Carola Rackete è una "sbruffoncella", i suoi fan colgono l'assist e si lasciano andare nella gara dell'insulto più becero. E c'è pure qualcuno che propone di dichiarare guerra all'Olanda e rinunciare a Lampedusa

08/05/19

Sara Dossena risponde ai leoni da tastiera: ''Sono un'atleta, più rispetto per chi soffre davvero di anoressia''

Non mi stancherò mai   di ripetere   ( e  di ripetere    a me stesso visto che spasso   ci cado   anch'io anche    se  non a  livello degli haters odiatori\leoni  da tastiera  )  che le parole  sono  importanti


La campionessa pubblica sui social un selfie scattato in palestra e partono i commenti sul suo fisico. "Lo so che sono magra, sono una maratoneta, non una quattrocentista: macino chilometri tutti i giorni e mangio sano. È il mio lavoro. Ma darmi dell'anoressica offende chi combatte tutti i giorni con i fantasmi dei disturbi alimentari".

Sara Dossena risponde ai leoni da tastiera: ''Sono un'atleta, più rispetto per chi soffre davvero di anoressia''
Sara Dossena 
 da  repubblica  online  

                               di AGNESE ANANASSO

USARE parole senza saperne il significato, colpire alla cieca in modo crudele. Usando i profili social di personaggi pubblici per esprimere la propria rabbia e superficialità. Stavolta a essere vittima di questi 'leoni da tastiera', anche se della vittima non ha proprio nulla, è Sara Dossena, classe 1984, campionessa italiana nei 10mila in pista e su strada, triathleta, campionessa italiana di duathlon Sprint e Classico. E ora definitivamente entrata nel mondo della maratona, con un personal best di 2h 24'netti. Numeri e titoli che parlano da soli e che non avrebbero bisogno di inutili parole sui social.

Ma Sara il 24 aprile ha scritto un lungo post su Facebook per rispondere a dei commenti fuori luogo sulla sua magrezza. "Io vorrei come atleta e donna essere da stimolo e ispirazione nel saper combattere per i propri sogni senza demordere mai. Vorrei essere un'immagine di sport pulito, di pazienza, lavoro e sacrificio quotidiano per poter realizzare le proprie ambizioni. Sentirmi dire 'anoressica mangia', 'sei un esempio negativo per i giovani che ti vedono così magra' mi fa male al cuore. L'anoressia è una malattia seria, un discorso mentale complesso non riducibile al solo stato di magrezza. Darmi dell'anoressica è mancanza di rispetto per chi soffre di questa patologia e lotta quotidianamente per cercare di uscirne. Cerchiamo di essere tutti più umani e sensibili, di ponderare le parole che per qualcuno possono essere vere e proprie pugnalate. Le critiche nei miei confronti sono ben accette purché siano costruttive sensate".

Repubblica ha voluto parlare con Sara, per capire da dove nascono queste parole.
 
Quale commento ha scatenato le tue riflessioni?
"Avevo pubblicato un selfie scattato davanti allo specchio della palestra e l'ho pubblicato su Instagram in una storia. Qualcuno ha commentato con parole tipo 'Viva l'anoressia', 'Mangia qualcosa', 'Non sei un buon modello per i giovani' e cose del genere. Reazioni simili ci sono state anche per una foto pubblicata su Facebook in cui nella fase post stretching ho scritto che facevo merenda con una barretta".
 
Sara Dossena
La foto "incriminata" che ha destato critiche e commenti feroci su Instagram

Cosa ti ha dato fastidio?
"Non tanto la critica in sé, lo so che sono magra, sono una maratoneta, non una quattrocentista: macino chilometri tutti i giorni e mangio sano. È il mio lavoro. Ma darmi dell'anoressica offende chi ha veramente una malattia mentale, chi combatte tutti i giorni coi fantasmi dei disturbi alimentari. Chi vive veramente un incubo. Mi ha dato fastidio la mancanza di rispetto e il basso livello di queste affermazioni".
 
Non ti sei offesa quindi?
"Assolutamente no. Sono un personaggio pubblico e come tale esposta a complimenti e critiche. Io so di essere sana e queste sono solo illazioni. Tra l'altro non ho proprio la struttura di una persona anoressica, anche il mio volto non è sofferente o riporta le caratteristiche di chi ha questo disturbo".

Quante volte ti alleni in settimana?
"Generalmente, se non ho gare in vista, faccio 9 sedute di corsa e 4-5 di nuoto. La bici l'ho un po' messa da parte da gennaio".
 
Ti segue un nutrizionista?
"No, veramente no. Faccio da sola perché ho una cultura di base che mi viene dalla laurea in scienze motorie e da alcuni approfondimenti che ho portato avanti. Il campo dell'alimentazione mi ha sempre appassionato".
 
Cosa mangi durante la giornata?
"Seguo i principi della dieta zona ma senza stare troppo attenta ai famosi 'blocchetti'. Bilancio proteine, carboidrati e grassi e ovviamente bevo molto. A colazione mangio 5-6 gallette di riso con ricotta (o prosciutto) e marmellata, frutta fresca e secca; poi mi alleno e pranzo subito dopo con riso (circa 100 grammi) oppure patate, a cui faccio seguire carne, pesce o legumi, frutta e verdura. Nel pomeriggio dopo l'allenamento mangio una barretta proteica (quella per cui sono stata criticata su Facebook e che tra l'altro è del mio sponsor) e dopo un paio di ore ceno seguendo lo stesso criterio del pranzo e alternando gli alimenti. Prima di andare a letto mangio uno yogurt greco o una barretta".
 
Mai uno strappo?
"Diciamo che mi piace mangiare sano e questo mi consente anche di abbondare nelle porzioni. Poi se c'è da mangiare una pizza o un piatto di pasta ben condito ogni tanto, non mi tiro indietro. Certo non posso farlo prima dell'allenamento perché devo restare leggera. Insomma non sto a fare troppi calcoli, non è nella mia natura: non uso neanche il cardiofrequenzimetro, figuriamoci se mi metto a pesare il cibo o a contare le calorie che consumo o ingerisco!"
 
I leoni da tastiera hanno proprio sbagliato bersaglio, quindi...
"Certo, a me non importa nulla, figuriamoci! Possono dirmi quello che vogliono perché neanche li conosco e so di essere sana: ci rimango male per l'ignoranza della gente perché ferisce chi sta male veramente".
 

30/03/19

si puo essere conservatori e retrogradi senza insultare . Papa Francesco: “Il Congresso delle Famiglie di Verona? Bene la sostanza, sbagliato il metodo”

leggi anche 
https://ulisse-compagnidistrada.blogspot.com/2019/03/il-medioevo-non-e-mai-morto-il.html

Finalmente  all'interno della  gerarchie  della  chiesa  cattolica  s'alza    qualche  voce   di  rimprovero    ai  convocati  alla  convegno sulla  famiglia    di Verona  . Essa  viene  proprio  da Papa Francesco che   : “Il Congresso delle Famiglie di Verona? Bene la sostanza, sbagliato il metodo”


da  https://www.tpi.it/ Di Luca Serafini 30 Mar. 2019


“Il Congresso delle Famiglie di Verona? Bene la sostanza, sbagliato il metodo”. A dirlo è Papa Francesco, rispondendo a una domanda dei giornalisti sul volo da Roma a Rabat.
“Ho letto la risposta del segretario di Stato Parolin sul convegno di Verona e mi è sembrata equilibrata”, ha detto Bergoglio. E le parole di Monsignor Parolin erano state proprio quelle che il Pontefice si sente di condividere: “La sostanza è corretta, il metodo è sbagliato”
Sono le prime parole di Papa Francesco sull’evento iniziato a Verona venerdì 29 marzo, e che si concluderà domenica 31 marzo.
Un’iniziativa che ha sollevato una selva di polemiche anche a causa del profilo a dir poco discutibile di alcuni dei relatori. Una di questi, Babette Francis, ha sostenuto in passato la tesi che le donne che non fanno figli vengano colpite più facilmente da tumori.
Francis ha così stabilito un nesso di causalità smentito a TPI da Matteo Lambertini, oncologo presso l’Ospedale San Martino Genova e professore aggiunto all’Università di Genova.
Sabato 30 marzo Maria Gandolfini, la figlia del fondatore del Family Day Massimo Gandolfini, l’uomo che ha aperto i lavori del Congresso di Verona, in un’intervista video a TPI ha dichiarato di ritenere il pensiero del padre “maschilista e retrogrado”.
Maria, 36 anni, ha spiegato di non essersi mai sentita amata dal padre. “Mi considerava una pecora nera, una delusione totale. Ma se mi amasse, come mia madre, non mi vorrebbe far marcire tra le fiamme dell’inferno solo perché sono separata. Lui mi considera un mostro, ritiene che la mia famiglia sia da nascondere, da seppellire da non far vedere, qualcosa di cui vergognarsi”.
Massimo Gandolfini ha replicato alle parole della figlia: “Le parole di mia figlia sono servite se non altro a demolire l’immagine del Gandolfini fascista che impone le sue idee. Per cui mia figlia fa giustamente quello che crede e che reputa giusto. Io naturalmente la rispetto. Lei è uno dei miei sette figli, che amo tutti nella stessa maniera”.