27/02/04

lo so che questo blo...

lo so che questo blog dovrebbe essere riservato a diverso scopo quello d'indicarvi la strada o una delle tante , ma stavolta voglio utilizzare il blog per ringraziare una


carissima amica


che è quella che , mi ha suggerito tutti i film dei post fin qui scritti da me, e di quelli del mio prossimo post che dal titolo ancora provvisorio " memoria " . Non sapendo come ringraziarla segnalo il suo bellissimo blog


http://cine-witch.blog.excite.it

... - 3






































 


SOGNO E UTOPIA


 


 


 






Prendendo spunto dall’ascolto ultimo cd dei Modena city ramblers ( che s’intitola viva la Vida muera la muerte ) e in maniera particolare dall’introduzione al disco fatta nel sito ufficiale della band , eccovi il url http://www.ramblers.it/page/viva.asp e dal bellissimo ( vi consiglio di andarlo a vedere ) blog http://sonda.splinder.it , mi è vento il mente il post di oggi che come al solito verrà fatto con la contaminazione delle arti ( per chi si chiede come mai uso la contaminazione si legga il post : perchè uso il metodo dela contaminazione ) e il metodo con il cuore & con la mente di cui vi ho parlato nel post : CONTAMINAZIONE CULTURALE Vi voglio spronare ( ed è quello che faccio sempre invitandovi ad intervenire e a commentare i miei post ) a recuperare e distribuire ( ovvero a coinvolgere ) fra gli altri \ e le energie positive del sogno e dell’utopia , senza dimenticare che essi devono fare i conti quotidianamente con la globalizzazione liberista e prepotente , la guerra e al povertà e tutto ciò che ostacola il nostro cammino verso un mondo migliore e verso la pace con se stessi e l’armonia con il mondo ovvero il viaggio per la sopravvivenza . Infatti si nasce , si lavora , e si lotta per la vita , perché essa sia soprattutto : dignità , gioia , piacere , rispetto,scelta,cooperazione e cooperazione .


Diventare padroni delle proprie esistenze per renderle migliori possibili , fare ciò partendo dal pressuposto che il nostro è il diritto di tutti \e ad una vita più dignitosa è una scelta imprescindibile per tutti . Coltivare l’utopia e il sogno , è difficile , ma necessario ,e ciò può sembrare a prima vista una cosa da elite o eletti , perché bisogna restare sempre vigili e non stancarsi mai d’essere curiosi ( anche a costo , come capita al sottoscritto d’essere etichettati come pettegoli ) , perché in un mondo come questo che ci bombarda quotidianamente di imput massmediatici tutti volti , specie negli ultimi 14 anni , ad alimentare le nostre paure le nostre diffidenze e ad omologarci e conformarci con la loro falsa e becera morale , ma soprattutto con la sue falsità che poi diventeranno verità in mancanza di pluralismo e contraddittorio . quindi ecco che per capire cosa sta realmente accadendo nel mondo che ci circonda bisogna partire da noi stesi ( metterci in discussione ) e ragionare con la nostra testa , coltivare il dubbio delle verità precostituite , la memoria e fare il processo di analisi e sintesi , in modo da capire cosa è veramente necessario e fondamentale Ecco perché ho scelto di omaggiare questi personaggi della nostra storia che indipendentemente dalle ideologie che essi hanno praticato e delle interpretazioni che ne vengono date hanno vissuto sulla propria pelle la grandezza del sogno e dell’utopia e che hanno fatto di esse e della passione e della ricerca le prime strade per indicarci che un altro mondo è possibile e necessario raggiungerle e d iniziare a percorrerle prima che questo mondo si autodistrugga .


Punti di riferimento




  • · Storia e personaggi

Peppino impastato


http://www.peppinoimpastato.com/
http://www.centroimpastato.it/
http://www.forumimpastato.org



(*) vedere anche l’elenco dei film



Gandhi


www.peacelink.it/faq/pace/gandhi.htm
www.riflessioni.it/enciclopedia/gandhi.htm
www.giovaniemissione.it/testimoni/gandhi.htm
www.criad.unibo.it/galarico/ATUALITY/gandhi.htm




CheGuevara
http://www.ilcircolino.it/che/


( sito celebrativo )
http://www.informagiovani.it/che.htm


( sito non celebrativo )




Garibaldi


Fra i tanti siti , in particolare molti con dialer e 899 o simili ecco un sito fra i migliori



http://www.cronologia.it/storia/biografie/garibaldi.htm
http://www.cronologia.it/storia/biografie/garibal2.htm


http://www.vocedimegaride.it/html/Articoli/CircaGaribaldo.htm ( un sito meridionalistico e critico verso Garibaldi che ne mostra anche il suo lato negativo )


Rosa Luxemburg


http://groups.msn.com/ilventoelanima/15011919uccisalarosarossa.msnw http://web.infinito.it/utenti/c/communism/classici/rosal/it/rsr/rifsocrividx.htm\
l

Cattolici del dissenso
Alex Zanotelli , Don Lorenzo Milani [ vedere post Contaminazione culturale sezione la guerra ] don vitaliano, Adriana Zarri , Lidia Menapace , ecc solo per citarne alcuni


http://edu.supereva.it/metodistivercelli/Intervista%20di%20Aldo%20Fappani.htm?p http://www.culturanuova.net/accademia/cultura_cattolica_follo.php


http://www.donvitaliano.it/
Martin.Luter.King


http://web.tiscali.it/no-redirect-tiscali/LG_WebPace/martin.htm




Malcom X


http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=156&biografia=Malcolm%20X




Zapatismo Classico quello di Zapata uno dei leader della rivoluzione Messicana e il nuovo Zapatismo anzi meglio l’ELZN del comandante Marcos


http://www.ecn.org/reds/mondo/americalatina/chiapas/chiapas.html ( il primo )


http://www.mercatiesplosivi.com/battaglia/messico.htm ( il secondo )







  • · Libri

La storia infinita (Michael Ende ) [ da cui è tratta al saga tv della storia infinita ]


Kim ( Kipling)


IL barone rampante ( Italo Calvino )


Daddie (di Loup Dourand [ da cui è stato tratto lo sceneggiato il segreto di Thomas trasemsso in tv per la giornata del 27 gennaio ])


Cent’anni di solitudine (García Márquez Gabriel )


Il Gabbiano Jonathan Livingston Seagull di Richard Bach





  • · Film

"Running on Empty del 1988
In dreams
Il popolo migratore 2001
Scoprendo Forrester 2000
La storia infinita I II 1984 1990 ( di Wolfgang Petersen )
La meglio gioventù 2002 , cento passi Italia( la versione in dvd )2000*
( di Tullio.M.Giordana ) Forest gump 1994
La leggenda del pianista sull’oceano
Genio ribelle 1997
Big Fish Le storie di una vita incredibile
L’attimo fuggente
Terra e libertà
La legenda del pianista sull’oceano






  • · Musica

    Le colonne sonore di :
    La meglio gioventù
    Cento passi
    Forest gump
    La leggenda del pianista sull’oceano
    Scoprendo forrester

E le canzoni citate nel mio precedente post vedere righe precedenti in particolare sezione la guerra
L’albero di Jovanotti


http://www.jovanotti.com/testi/albero/index.html per i testi







uno dei curatori di ...

uno dei curatori di www.testedatagliare.it , sito che consiglio per chi vuole iniziare ( o chi lo è già ) a conoscere jack folla e gli albatros , mi manda ciò .



<< Mi alzo ma è meglio se torno a dormire
mi metto a studiare ma senza capire
col vuoto che avanza e ti stritola il viso
un Dio che ti scaccia dal suo Paradiso
non vado neanche a cercarmi un lavoro
a fare i concorsi e poi vincono loro
è tutto veloce violento incosciente
ci provo a capire e mi perdo nel niente.
Mi alzo e d'intorno è una tabula rasa
di amici di affetti e mi barrico in casa
invece mio padre da bravo ragazzo
ci crede davvero a una vita del cazzo
ormai non parliamo e non stiamo più insieme
ma lui ci riesce a volermi anche bene
un bene invisibile che sembra assente
è un uomo capace di credere al niente.
Mi alzo davvero una volta per tutte
da un letto di cose già viste e già dette
e prendo il passato il futuro il presente
li butto in un buco nel buco del niente...
e incontro mia madre che è un anno che è morta
col solito grande sorriso dolente
mi dice ti passa mi dice sopporta
bisogna imparare ad amare anche il niente.
Mi alzo da questo lenzuolo di sale
sei tu nel deserto la mia cattedrale
e pure da tempo ben poco ci unisce
e i nostri segreti diventano angosce
si annaspa nel letto ma siamo lontani
abbiamo di tutto ci manca il domani
e per la paura si viene si mente
ma il sesso da solo è l'amore del niente.
Ci aspetta una guerra di fame e macerie
la terra che sputa le nostre miserie
e in mezzo al rumore di feste violente
c'è sempre qualcuno che canta il niente...

eppure c'è ancora qualcosa che vale
la voglia di andare incontro alla gente
la vita è un ragazzo che urla il giornale
invece il silenzio è la voce del niente. >>

 




Rita e' una ragazza di Catania, non la conosco personalmente, ma in fondo, non conosco nessuno di voi personalmente.

E' una ragazza che vuole vivere a 360 gradi, che crede veramente in tante cose, che ha scelto di studiare giurisprudenza influenzata anche dalla morte di Falcone e Borsellino nel lontano 1992.

Crede anche in noi. E non fa mancare mai la sua occasione di voler esserci.... mi ha pregato di mandarvi questo:


"BISOGNA IMPARARE AD AMARE DA CAPO, queste parole dette da Jack tempo fa', mi girano per la testa...Non e' facile in un paese alla deriva, dove poco si fa' per amore, e, forse, si e' giunti in una fase nella quale l'antica contrapposizione ESSERE-APPARIRE si e' trasformata in ESSERE E' APPARIRE...

Non e' facile, ma per chi non si adegua e' necessario RICOMINCIARE AD AMARE DA CAPO: se stessi, cio' che si fa', lo sguardo di uno sconosciuto, l'Italia che vogliamo ma non abbiamo, la voglia di essere Albatros. Saludos, Rita."



Avrei voluto chiuderla qua' questa ennesima mia lettera, ma non ci riesco e piu' forte di me!

Vi scrivero' con un po' di fretta e con la nevrosi e il disordine di uno che non c'ha proprio voglia di perderci troppo tempo, con associazioni di idee dall'apparenza sconclusionate. Perdonatemi (se ci riuscite).


(...) La leadership non mi riguarda. Io credo solo ai movimenti senza testa e senza coda, credo al cuore dei movimenti e il mio cuore personale, non ve lo toglierà mai niente e nessuno. Ma non rifatevi a me: rifatevi a Voi stessi, altrimenti tutto quello che ho scritto ed ho detto sarebbe lettera morta. Jack è un traghettatore. Con ammiragli e ponti di comando non voglio aver niente a che fare.

              Diego Cugia l'autore di Jack folla

 




Tempo fa' scrivevo:

 

<<...non importa cosa ognuno di noi riuscirà a fare. Dipenderà da tantissimi fattori: carattere, inclinazione, disponibilità economica e di tempo...


L’importante è che ognuno di noi faccia quello che più ritiene giusto, anche una cosa apparentemente piccola (purchè ovviamente nella stessa direzione del "suo Jack", per capirci) e non per forza tutti in coro, quasi a costringerci a fare qualcosa piuttosto che un’altra. Ricordiamoci che Diego era uno, noi siamo tanti! E come li metti d’accordo tutti sti latitanti?

Non importa se il nostro obbiettivo sarà quello di fare attraversare la strada alle vecchiette o sconfiggere la mafia, o aiutare chi aiuta, creare o solo rafforzare realta' gia' esistenti.

Decidere almeno da quale parte stare, in una situazione mondiale così catastrofica: siate dei Lancillotto, siate dei Don Chisciotte....>>

 


Mi sono sempre chiesto perche' molti avrebbero cosi' fortemente voluto che la trasmissione di Diego continuasse. Tralasciamo il discorso sulla voce di Pedicini perche' gia' e' abbastanza penoso l'argomento...


« Chi pensa come marxista. non pensa; chi pensa come buddista, non pensa; e nemmeno chi pensa come cattolico: la loro ideologia pensa per loro. Sarai schiavo finche' non riuscirai a pensare al di là di qualsiasi ideologia: fino ad allora vivrai dormendo e un’idea penserà al posto tuo. Gli uomini preferiscono la schiavitù dell’inerzia e del sonno alla libertà che ci rende responsabili. Non desideriamo una responsabilità personale, bensì un capo che ci guidi e a cui demandare la soluzione di tutti i problemi. Abbiamo paura della solitudine, del rischio di volare da soli. Preferiamo essere legati per poi lamentarci di non essere liberi. Chi ti libererà se tu per primo non prendi coscienza delle tue catene? » AdM



Riascoltandola non vi viene in mente niente?



"... e i ragazzi sono agnelli che ti scrivono il dolore nelle lettere innocenti, e la loro religione e di credere ai cantanti... mi dimetto da falso poeta, da profeta di questo fans club, io non voglio insegnarvi la vita perché ognuno la impara da se... me ne andrò nel rumore dei fischi, sarò io a liberarvi di me, di quel pazzo che grida (alla radio) nei dischi il bisogno d’amore che c’è..."


Non è una critica, è solo che ho trovato questa analogia e ve lo voluta fare notare... anzi anche se non sembra, io la trovo comunque una cosa positiva e del tutto lecita...>>




<< Sono arrivato ad una mia PERSONALE conclusione riguardo quattro categorie di persone:


1) quelli che sanno di essere ad Alcatraz ma aspettano chissa' chi, o chissa' cosa che li venga a liberare.


2) quelli che sono rassegnati e non vogliono rischiare niente e non vogliono sapere nulla, che dicono "la societa' ormai e' questa, o ti adegui o soccombi" ma almeno sono coerenti con loro stessi (AZZ!).


3) quella che sa di essere ad Alcatraz e FANNO FINTA di fare qualcosa (o magari si illudono di stare facendo qualcosa). Tra questi ci sono i comunisti (o i socialisti o gli anarchici o quello che vi pare) "a parole", forse i peggiori, perche' non sei sicuro di poterti fidare di loro, quelli che dicono una cosa "comunista" ma alla fine fanno una cosa capitalista. I "comunisti per moda" o peggio "per comodo", gli ipocriti, i sapientoni pieni di cultura e di "se", che parlano bene e agiscono male, gli anticonformisti che per esserlo si "conformano" agli "atteggiamenti alternativi", quelli che non puoi neanche rivolgere loro la parola se almeno non sei un laureando in scienze politiche o non sai nemmeno chi sia Guccini o gli Smith...


4) quella degli attivisti. Sono sempre se stessi con tutti, sono coerenti tra quello che pensano e quello che dicono, e piu' raramente, tra quello che dicono e quello che fanno.


Mi voglio fare portavoce dei vostri pensieri che si staranno chiedendo a cosa credo di appartenere io: ad una quinta categoria: quella degli illusi, dei sognatori, degli asociali. Quella che segue le canzoni non i cantanti, quella che parla a sproposito e dice sempre la sua anche se sapra' di avere tutti contro, quella che non si rassegna al fatto che il ''regista'' gli ha affibbiato una parte di cui proprio non si riconosce. Quella che dice: 'mi dispiace, ma ci sono anche io, e devo respirare la tua stessa aria, e VOGLIO respirare la tua stessa aria'. Quella che e' stanca di essere presa per medico, per pattumiera o per parafulmine, il mio mestiere e' ELETTRICISTA!



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<< ... Quanto ho detto però non vi servirà a niente, era solo per sottolineare cosa di bello una trasmissione radiofonica avesse fatto per me; e comunque finisca, per me non cambierà niente; se continueremo a vederci, se il sito Testedatagliare chiuderà o no, se fonderete un’associazione che si aggiungerà alle innumerevoli altre, se tutto questo passerà alla storia, se diventeremo amici, nemici o solo compagni d’avventura, se ci rivedremo uniti come commilitoni contro "tutte le cose storte del mondo" o l’uno contro l’altro a domandarci:« Ma tu vuoi più bene Papà o Mamma?»... be... per me non cambierà niente.


Siamo individui, singole unità carbonio, capaci di costruire la cattedrale di San Pietro o di mandare certe e-mail in rete....


E la cosa raggelante è che non mi meraviglio per niente. Non sono deluso, ne contento, semplicemente non me ne frega niente. Ognuno di noi giudicherà se stesso (presunzione e vanità permettendo). Se vogliamo cambiare le cose dobbiamo cominciare da noi stessi; e pensare che c’è chi lo sottolinea in ogni e-mail che manda.


Vi ho scritto perché cercavo risposte, ma ho usato i miei scritti anche come ‘’esche’’; pesca a strascico per l’esattezza. Lo so è illegale, e vi chiedo scusa. Ma era l’unico modo che conoscevo per separare l’acqua dal vino.....>>



Hasta tosta

26/02/04

"Di coloro che in ba...

"Di coloro che in battaglia vincono mille volte mille nemici, colui che vince se stesso è il più grande dei vincitori"
(Dhammapada, VIII, 103)

25/02/04

Tutti vogliamo esser...

Tutti vogliamo essere amati,
se questo non accade, essere ammirati,
se questo non accade, essere temuti,
se questo non accade, essere odiati e disprezzati.
Vogliamo risvegliare un'emozione nell'altro, quale che sia.
L'anima rabbrividisce davanti al vuoto
e cerca il contatto a qualsiasi prezzo.
                                  (
Lise Borbeau)

23/02/04

Oggi&nbsp;&nbsp; ho ...

Oggi   ho scoperto  che  devo chiedere perdono  e  quindi  fare   Losing My Religion dei  rem   ( qui trovate  il testo http://www.remfriends.com/index.php?page=testi  )   come  solo  alle persone  con cui vale la pena  . Appena  ho scritto  quesyto  sul mio quaderno  ,   mi è venuto  , come spesso  mi accade un dialogo  fra me    e  l'altro  me  , che qui riporto  .  ( chiamo Cuore  la prima  , Mente la seconda   cosi capirete  ) .


Cuore  Perchè tale scelta ?


Mente  nella vita devi  fare anche delle  scelte   , non puoi ,  per  esempio , dire di SI  a  tutti\e  e\o avere  sempre tutto . Epoi c'è il fatto che con certe persone   non vale la pena di  " mettersi all'ombra del riflettere  "( come dice la famosa  canzone dei rem )


Cuore  Capisco   !! ma poi non ti vengono dei rimorsi  per aver  fatto  quella scelta  al posto di  un altra  , ecc ?


Mente  Si . ma  essi sono rimorsi  non evitabili (  inevitabili )  non privi , sia ben chiaro , di sofferenza  e rimpianti   , come quelli  evitabili   , ma  non  misura  minore  , dato che sono quelli  da cui  molto spesso  hanno origine  le cose più belle  , e spesso più durature  ,  della nostra opera d'arte ( la  vita  ).


Cuore  Ok   grazie adesso mi è tutto  più chiara questa  tua scelta  .  E che ci si deve rasseganare al fatto che qualunque cosa  faccia   sia  a fin di  bene   che  non   scontenterai  sempre qualcuno\a  .


Cuore  più  che  il termine rassegnare io  preferei usare il termine  accettare  comunque va bene lo stesso 

Mantra &egrave; una parola ...

Mantra è una parola sanscrita. Esso è la preghiera (con un significato un po' diverso da quello che noi siamo abituati a dare a questo termine). Come tale esso agisce sulla mente e sulla materia. Esso distrugge il pensiero e libera dallo schema. La sua recitazione porta all'esperienza estatica.







Mantra






Lottare per sentire.

Dar voce al dolore.

Spogliare di senso compiuto il termine e assaporarne la vera essenza.

Ascoltare.

Lanciarsi nel vuoto ed essere la paura.

Confondere la propria voce con quella del silenzio.

Sudare per correre.

Essere il respiro e tornare al vento.

Ancora di più.

Un battito di vuoto elettrico.

Oltre l'immagine.

Essere il sogno del mondo.

Liberarsi dal concetto.

Capovolgere il significato.

Volare dentro la roccia.

Carpire.

Al di là del pensiero.

Distruggere.

Non agire.

Stasera&nbsp;sono st...

Stasera sono stata al cinema, a vedere PAYCHECK, di John Woo. Lasciando stare quelli che possono essere i miei commenti sul film (non mi è piaciuto) volevo solo raccontarvi l'idea base da cui il film origina, e che mi ha sconvolto. Il protagonista è un ingegnere informatico, molto abile, che lavora per una non specificata ditta con un contratto molto particolare: per assicurarsi dell'esclusività dei suoi "servizi" (tra l'altro praticamente i migliori sul mercato) lo costringono a lavorare segregato in laboratorio, dopodiché cancellano dalla sua memoria con un processo complicatissimo le ultime settimane di vita, in modo che non possa in nessuna maniera rivelare ad altri in che modo ha realizzato i suoi progetti. Ovviamente è strapagato per questo. La cosa che mi ha sconvolto però è quello che dice allo scienziato che gli cancella la memoria. Quando lui gli domanda se non gli dispiace perdere una parte dei suoi ricordi lui afferma che i ricordi che gli restano sono tutti belli, vacanze, donne, viaggi, e che ciò che viene perso sono cose che non gli interessano, perché in fondo non sono importanti. E' questo che mi ha sconvolto. Pensare che qualcosa che hai vissuto in realtà non sia importante. Magari ci saranno stati momenti più belli di altri e di sicuro momenti brutti e che ti hanno fatto stare male, ma continuo a credere profondamente che tutto ciò che ho vissuto sia importante, buono o cattivo che sia stato. In fondo sono convinta che il tempo che ho vissuto non è mai "tempo sprecato" se l'ho vissuto pienamente e consapevolmente, anche se l'ho passato oziando. E per questo sono convinta che ogni esperienza fatta, positiva o negativa, non solo sia importante, ma fondamentale.

21/02/04

*SOGNO* Viaggia...



*SOGNO*


Viaggiavo stanca tra onde di suoni convulsi.
Il mare mi tormentava con storie senza senso.
La salsedine si incollava al mio cuore..
restavo sola..
senza respiro.




Odilia Liuzzi




Io non sono uno...



Io non sono uno che segue gli sport tipo il ciclismo... Veramente non seguo proprio alcuno sport visto che la competizione mi fa schifo. Mi piacciono gli sport (se così si possono chiamare) dove fai qualcosa per il tuo corpo e la tua mente (aerobica, yoga etc... e comunque dove non c'è gara).

Ci insegnano, da quando nasciamo, che dobbiamo competere di continuo... A scuola, nello sport, nella vita...

Personalmente non credo nella competizione anche se vivo in un mondo di competizione.

Ogni giorno dobbiamo competere: nel lavoro, nello studio, ma anche nelle cose più semplici come lo stare fra amici (dove c'è quello che deve essere bello, quello che deve essere al massimo della simpatia e così via).

E tutto ciò nasconde il vero disagio interiore.

Un disagio che nasce da uno scontro fondamentale: bisogna comportarsi bene o competere? Perchè se ci fai caso ti dicono di comportarti bene ma poi ti spingono a competere. Se fai qualcosa per qualcuno trascurando te stesso ti dicono che sei un ingenuo perchè devi pensare a te, che sei troppo buono. E questo accade quando ti dedichi a qualcuno con tutta la tua anima e veramente ti dimentichi di te.

L'amore è questo: correre insieme e dimenticarsi di esistere.

Invece devi pensare sempre a te e competere: così ti dicono. E se necessario, ti obbligano a schiacciare gli altri.

Io credo invece in un mondo di collaborazione e cooperazione, dove tutti lavorano e si impegnano per tutti. Dove tutti si divertono anche per gli altri e non solo per se stessi...

Pantani è una delle tante vittime di questo sistema. Un sistema che ti porta a fare cose che non vorresti ma che devi fare. Perchè se sai pedalare, devi continuare a pedalare e se qualcuno ti supera vieni ben presto dimenticato. Ma questa è la vita. Non è solo il caso del ciclismo o di una stupida gara sportiva.

Gli anziani vengono dimenticati anche se in gioventù erano stati molto considerati.

Per qualunque persona è la solita storia: il primo vince, il secondo non esiste.

E poi la gente non perdona gli sbagli... Non dimentica mai! Anche se sei stato un grande, basta sbagliare una volta e sei fritto!

E questo è Pantani: un uomo che purtroppo è caduto vittima della società: la società della competizione, la società dell'accusa.

Nella vita sei solo! Davanti a tutti (come era stato Pantani) o dietro tutti (come è morto Pantani). Dietro tutti, dimenticato da tutti... In una qualche sperduta camera d'hotel... A farti una dose che ti sta per stroncare la vita a 34 anni...

Ma la vita è troppo breve per i rimpianti. Nella vita non ci sono eroi ma solo gente che lotta in una battaglia senza fine.

E io penso che sia necessario distinguere fra se stesso e l'altro sè. Fra se stesso (il ciclista), dove sei obbligato a fare certe scelte anche se contro i tuoi ideali e l'altro sè, l'uomo, fragile e magari privo di tanti talenti. Dovremmo guardarci e scoprire chi siamo...

Certo è difficile e non voglio giudicare nessuno per le proprie scelte. Credo veramente che bisogna ritrovare un po' se stessi... In una società di competizione bisogna capire chi siamo. Chi siamo realmente. Chissà, forse ritagliandoci un po' di spazio solitario. E parlare un po' con noi, dei nostri disagi e delle nostre vittorie. In tranquillità... davanti ad una bella tisana.

Come in una di quelle foto antiche, in bianco e nero, dove i contadini si sedevano su uno sgabello alla fine della giornata lavorativa a sfumacchiarsi una calda pipa unta...

Chissà, forse un giorno capiremo... Capiremo che non serve correre per arrivare primi. Che non serve arrivare primi a qualunque costo... Che non serve... Basta arrivare al traguardo, tutti insieme. Senza vincitori. Ma con la certezza di non essere soli in quella lunga, triste, massacrante, gioiosa e meravigliosa gara che è la vita.

riporto qui una bell...

riporto qui una bellissima poesia di Odilia Liuzzi . Eccovi il suo blog htpp://infinitodilia.splinder.it/da cui ho tratto qyuesta sua breve biografia con il suo blog è nata a Taranto nel 1971. Scrittrice ed insegnante di inglese, ha conseguito vari premi e riconoscimenti letterari in campo nazionale ed internazionale, tenendo recital, presentazioni e concerti di poesia. Pioniere della Cultura Europea, ha inoltre lavorato in teatro con l'attore e regista Leo Pantaleo. Nel 1998 alcune sue liriche, tratte dalla raccolta "Epifanie d'Amore", sono state declamate da noti attori italiani e, nello stesso anno, è stata pubblicata la silloge di poesie "ApPunti d'Ombre" (ed. Bancheri). Recentemente gli attori Paola Gassman e Ugo Pagliai hanno dato voce ai versi di Odilia, nell'ambito del Festival Nazionale "Vallecorsa di scena" con la rappresentazione teatrale "Il cielo in una valle". E' in fase di allestimento il sito ufficiale dell'autrice.


giovedì, febbraio 12, 2004




 


giovedì, febbraio 12, 2004


 


*PREZIOSA*


 


Ho pensieri che indossano la notte..


idee che parlano con voci di orchidea. 


L'acqua è un lavacro per l'anima assetata


dinanzi al tempo senza ferite.. 


e non possono le stagioni..


non può la neve col suo calore..


non possono i venti abbracciati alla marea.. 


E mentre la vita scorre sopra un fiume di stelle


le mie mani raccolgono per te


l'ultima aurora.. 


un oceano di luce


sui tuoi occhi infiniti.



 

18/02/04

Volevo dedicare una ...

Volevo dedicare una piccola poesia a chi sta un po' come me in questo momento...



Ero là

sul letto

aspettavo

mentre la mia ragione

favoriva

il rispetto

nei confronti del mondo.

Un rispetto odiosamente falso

fatto di bugie

e

irrealizzabili illusioni...

non aspettare

mai!

E' solo un mondo falso

senza prigioni vere

ma

con tanti schiavi

vittime

di un destino

senza fine!

Ma come te lo devo dire che

non ho altri che te?

Maledetto l'amore!

Maledetto l'amore che

è

possesso e gelosia

perchè

da questo mi sono fatto

ingannare

e

non ho nulla

che il mio egoismo

ma...

ti amo!

Ti amo!

Che ci posso fare?

Oggi&nbsp;&nbsp; , d...

Oggi   , dopo che mi si è chiuso  innavertitamente  e quindi perso il  lavoro  di aggiornameto  del post  la memoria  ,  ed  essermi maledetto  come   una  merda   , mi  sono detto , come mi  ha  consigliato un mio  " Amico ":  che  non sono una merda  ( cosa  che  spesso   sia  sul serio sia per scherzare  ,  visto che faccio le cose male  , mi dicono    o mi dico da  solo )   , ma  che  voglio esserlo   quando faccio e dico  detterminate    cose  o quando dopo m'accuso  esagerando  ciò che  ho  fatto  . Ho capito  che debbo lottare   per non farmi condizionare  perchè  ( sia che me lo dica   , sia che  me lo dicono  ) perchè  ciò che noi non siamo  è ciò che noi non siamo  (  " dalla foce  al porto  " di Vito Rorro  ) .


 Se qualcuno\a   di coi avesse (  o  ha  avuto  ) esperienze  analoghe  , sono ben accette per la discussione  e scambio  d'opinioni   .

17/02/04

Per&nbsp; chi &egrave; di S...

Per  chi è di Sassari e provincia


Aldo Ricci a Sassari Odradek 27 febbraio 2004 h. 18:00


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Aldo Ricci accetta molto volentieri di ripresentare il suo romanzo-saggio titolato Il Tonto anche in Sardegna, perché qui "ho ricevuto un'attenzione assai attenta e ve ne sono molto grato". Questo libro, che non si trova più in libreria perché è stato posto fuori dal mercato, costituisce un inatteso tesoro per chi avrà la fortuna di trovarlo e la ventura di leggerlo. Un libro che può lasciare segni sulle mani, perché racconta storie brucianti di un’Italia, che definire semplicemente non-ufficiale sarebbe mero eufemismo. "Questo mio romanzo/saggio generazionale - spiega Aldo Ricci - che tiene conto della storia più che trentennale della generazione del '68, ha avuto il classico destino di ogni libro pericoloso degno di questo nome: per ben dodici anni è stato respinto da più editori, talvolta anche alla vigilia della pubblicazione e, dopo essere stato pubblicato, è stato boicottato e poi, grazie ad un escamotage giuridico-amministrativo, è stato posto fuori mercato. In questo momento Aldo Ricci, dopo una permanenza in America Latina e una negli states, sta ultimando il suo nuovo romanzo L'Inganno, che in parte costituisce il seguito de il Tonto. Quest'ultimo è una miscela di storie di terrorismo, droga, criminalità, intelligence che si snodano tra trame oscure raccontate per esperienza diretta, come il misterioso assassinio di Mauro Rostagno, “compagno, guru e fraterno amico”. “Un racconto duro, tra l'hard boiled e la cronaca giudiziaria - spiega l'autore - una non-fiction story, con due racconti in parallelo. Nel primo (il romanzo) si assiste al perdersi del protagonista nelle viscere della Rio, tra spietati malandros e divine corpivendole, costituisce lo specchio, la versione deforme eppur coerente, di un'altra storia, quella che schiacciò un ex leader di Lc in un'indicibile relazione tra il delitto Calabresi e la soppressione di Mauro Rostagno. L’altro racconto (il saggio) è invece il vertiginoso punto d'incontro del protagonista del romanzo con la sua storia reale di guerriero in tempo di pace, bandito e, alla fine, tonto, come l'amico assassinato. L’evento verrà presentato da Mario Pischedda, venerdì 27 febbraio alle ore 18, presso la libreria OBRADEK a Sassari. Aldo Ricci ha studiato a Trento negli anni caldi e dopo diverse esperienze - fotografia, reportage giornalistico, cinema, tv e nuove tecnologie audiovisive, dedica parte del suo tempo alla scrittura. Tra le sue opere scritte Il Carcere in Italia (Einaudi), I giovani non sono Piante (SugarCO), Fuori dai Denti e Contro il '68, entrambi pubblicati dalla Gammalibri ( ex Kaos Edizioni).

Non dar voce ai tuoi...

Non dar voce ai tuoi pensieri

 


Nella vita, a volte, ti trovi a dover fare una scelta.

Leggevo pochi giorni fa che in Giappone ci si basa soprattutto sull'intuizione che significa silenzio.

Ci sono infatti culture a "basso contesto" e culture ad "alto contesto": nelle prime è necessario sostenere numerosi incontri e discussioni e porre un sacco di domande. Nelle seconde non è necessario parlare molto perchè ognuno conosce pensieri e sentimenti dell'altro.

La nostra è quindi una cultura a "basso contesto": qui uno non può mai stare in pace che tanto nessuno percepisce, ma nemmeno minimamente, che cosa pensi. E allora ti bombardano di domande. La TV è piena di dibattiti. Comizi a non finire.

Esaltazione della Parola.

E del resto è proprio la cultura Cattolica che esalta la Parola. La Parola è fonte di Vita.

Allora tutti parlano per cercare di esprimere se stessi ma inutilmente perchè tanto nessuno comprende. Nessuno comprende perchè forse si è persa la capacità di comprendere. Si è persa perchè la parola costruisce. Costruisce mondi e universi nuovi. Costruisce culture. Costruisce capitali economici. Costruisce nazioni e modi di pensiero e di azione.

Ma la Parola è solo parola di uno. Uno fra tanti.

In Occidente non si usa più il cuore. Si usano le parole. Si usa la ragione. Si usa il concetto e in esso si imprigiona qualsiasi cosa.

Un concetto che deriva esclusivamente da una esperienza personale perchè se il relativismo dovesse appartenere a qualcosa, allora lo farei figlio, servo e padrone dello schema concettuale. Mai cosa più relativa ci fu del concetto. E il relativismo stesso diventa un concetto.

Allora, tornando a me, perchè come si sa non credo che esista nulla al di fuori di sè e della propria vita, mi trovo adesso a fare una scelta.

Una scelta inutile. Perchè se ci pensi le scelte sono anche inutili. O solo inutili.

Una vita di circa 80 anni (escluso incidenti) non può permettersi di scegliere proprio un cazzo! E di ciò ne sono convinto. Non saprei... Cercare almeno di cominciare, come in Giappone, ad agire di intuito e di cuore e lasciar perdere la ragione.

La ragione che dà una ragione a tutto.

Una volta mi successe, in un arco di tempo abbastanza lungo, di osservare il comportamento di vari piccioni e da ciò ne trassi una conclusione. Cioè che i piccioni si comportano in un dato modo alla vista di un particolare oggetto. Allora, se fossi stato uno studioso o un ricercatore, magari avrei pubblicato qualche lavoro su qualche rivista. Insomma avevo capito un certo comportamento. Ovviamente un ricercatore che fa? Va anche a vedere se altri piccioni nel mondo fanno la stessa cosa, sennò che ricerca è?

Un po' di tempo dopo però compresi che i piccioni non si comportano affatto così. Anzi. Il fatto è che quei piccioni mangiavano un particolare tipo di cibo che gli dava un vecchietto della zona che gli faceva assumere quel comportamento.

E allora uno si deprime e si dice: "certo che non ho capito proprio nulla!". Oppure continua basandosi sulla propria cecità, non approfondendo un bel niente ma continuando su quello schema che si è costruito.

Io penso che la maggior parte della gente fa così. Non approfondisce. Vede 10, 100, 1000 casi e allora si fa una regola. (Pensate a quelli che vedono un solo caso e pensano che tutti siano così!) E poi magari sbaglia sempre ma è convinto di dare il giudizio esatto perchè pensa di conoscere... pensa di sapere come gira il mondo...

Questo è il mio problema.

Ogni giorno c'è gente che ti giudica secondo i suoi parametri. Ma io non la condanno. Io condanno chi (e mi ci metto anche io... faccio una auto-condanna) ti giudica e parla! Cioè non si limita a pensare qualcosa di errato ma lo dice pure. Cioè dà vita all'errore tramite l'unico potere che ha: la Parola.

Per questo dico che la parola costruisce! Perchè magari se tu pensi una stronzata consapevolmente, tu sai che è una stronzata. Ma se la racconti in giro, magari qualcuno ci crede e germoglia e prende vita e così puoi distruggere la vita di un altro!

Ma ora non pensate a qualcosa di grave! Io posso semplicemente dire ad una persona: "stamattina hai i capelli che fanno schifo" e questa persona si fissa e ci sta male. E gli rovini la giornata. E questa persona tratterà male magari un'altra persona che è molto sensibile e questa comincerà a farsi domande ("ma perchè oggi mi ha trattato così?) etc. In una catena interminabile!

E se oggi il mondo vi fa, bene o male, schifo lo dovete proprio a quelle due teste di cazzo (se ci credete) di Adamo ed Eva: perchè è assolutamente vero: PER UNA MELA SI COSTRUISCONO MONDI INTERI! Per un pensiero... Un semplice pensiero...

E se non siete credenti è la stessa cosa: qualche testa di cazzo l'ha detta proprio grossa e guardate come stiamo!

Bisognerebbe vivere un po' più di istinto, senza pensiero perchè tanto poi roviniamo tutto. Perchè diamo vita ai pensieri con le parole!

"Non dar voce ai tuoi pensieri".

Ma rimango io col mio inutile problema. Una stronzata. Ognuno ha esperienze diverse: mettetevelo bene in testa quando cercate di capire qualcuno! E se uno si comporta in un dato modo, probabilmente voi non avete capito proprio nulla del perchè! Al 99.99%!

E' bene basarsi su una intuizione positiva. Intuizione positiva è quella che anzitutto non parte da nulla di negativo (e con negativo intendo proprio termini negativi: dolore, dispiacere, disgusto, cattiveria etc...).

Allora facciamo un esempio: "io devo telefonare ad una persona che amo ma, lei, non mi guarda nemmeno di striscio. Se le telefono però le faccio capire che sono interessato allora magari non mi vuole più vedere ed io soffrirei. Oppure se le telefono è solo uno strazio per me, tanto lei mi tratta come amico". Oppure: "ma è possibile che devo telefonare sempre io? E' meglio lasciar perdere almeno io me la dimentico e lei sta meglio per i fatti suoi etc.". In questa frase ci sono molte cose negative. Anzitutto lasciamo perdere il pensiero perchè ci allontana dalla verità ma abbracciamo l'intuizione positiva. Cioè la sensazione.

Quindi la frase si riduce a: "io devo telefonare ad una persona che amo". Il resto è pensiero e intuizioni negative: fateci caso... La vera intuizione positiva è l'amore! Cioè una sensazione particolare e piacevole.

Allora mi devo basare su questa sensazione che mi fa stare bene e che non è negativa perchè non obbligo nessuno a far nulla nè me stesso a reprimermi. Allora mi devo solo comportare secondo me stesso. Cioè se amo una persona la tratterò nel modo in cui si ama una persona. Senza pretendere nulla. Ma dando solamente, perchè amore è questo.

Quindi bisogna cercare anche di depurare il termine da significati negativi dettati dal pensiero (come, nel caso dell'amore, la gelosia o il possesso).

Per il resto... Freghiamocene dei risultati negativi: proprio perchè sono negativi! E se dovessero arrivare lo stesso, almeno abbiamo agito secondo una intuizione e non abbiamo ferito nessuno, solo noi stessi. Meglio ferire una persona che due o mille. Ma, in fin dei conti, se seguiamo l'intuizione, non feriamo nemmeno noi stessi perchè il presupposto era positivo e non possiamo darci colpe. E non possiamo dare colpe. E quindi non abbiamo sbagliato e ciò significa che doveva andare per forza così. Un'altra esperienza. Non una esperienza negativa, solo una esperienza... Neutra, nè negativa nè positiva.

Senza pensiero ma intuizione. Leggera e sottile... Senza peso... Senza pensieri... Senza parole...

07/02/04

APPELLO&nbsp;&nbsp...


APPELLO   per la  giustizia  e la verità  sul G8 2001 



Il 2 Marzo prossimo saranno processati a Genova 26 manifestanti tra i molti che hanno partecipato al contro G8 del 2001. Alcuni di loro hanno tirato sassi contro le vetrine. Alcuni stavano a guardare. Alcuni hanno tirato sassi contro le forze dell'ordine. Tre erano in piazza Alimonda, come Carlo. Tutti devono rispondere di devastazione e saccheggio, e per questa imputazione rischiano svariati anni di carcere . Abbiamo visto i filmati che riprendono nelle piazze e nelle strade di Genova carabinieri, poliziotti, guardie di finanza mentre manganellano, feriscono, prendono a calci, rompono braccia, gambe, denti, mascelle, teste di manifestanti inermi: nessuno di loro è indagato; solo "quelli" della Diaz e di Bolzaneto (ma non tutti, date le difficoltà di riconoscimento) saranno chiamati a rispondere di qualcosa, ma intanto si parla di trasferire il procedimento a Torino, quindi di ricominciare tutto daccapo, con altri viaggi, altre difficoltà per chi ha sporto denuncia. Non credo sia nostro compito giudicare le singole azioni degli uni o degli altri. Il problema sta a monte, nella responsabilità politica e nella gestione dell'ordine pubblico. Il problema è che, da parte della magistratura e dell'informazione, non si è mai voluto prendere in esame la dinamica complessiva degli "incidenti" di quelle due giornate: la teoria secondo la quale le violenze dei manifestanti hanno provocato le "esagerazioni" da parte delle forze dell'ordine è totalmente falsa, lo sappiamo ma nessuno lo dice. In quei giorni sono state compiute ingiustizie insopportabili. Staremo in silenzio mentre se ne compiono altre? Staremo in silenzio mentre dei ragazzi verranno buttati in galera come dei delinquenti o dei terroristi? E cosa diremo poi agli altri, a tutti quei giovani che vogliono credere nella giustizia?



poich&egrave; la morte di q...

poichè la morte di questo giovane è un fatto che mi ha colpito molto ( cosi come  quella di  Carlo Giuliani )  , ma non sono riuscito , talemnte scosso a trovare parole mie uso le parole di questo blog di un mio con regionario http://albatroferito.ilcannocchiale.it/


A Valery Melis E adesso si alzi da quella sedia, sposti la grande scrivania di legno che ha davanti e tolga dalle spalline la greca e le stellette che fanno di lei un generale, Generale Carta. Esca dal suo solenne ufficio ornato di bandiere e riconoscenze, da foto istituzionali e stemmi, e scenda le scale da soldato e da semplice soldato lasci la caserma che dirige e salga sulla sua auto, da uomo solo. Passi a prendere sua moglie e abbia il coraggio, Generale Carta di andare a trovare uno dei suoi caporali, un ragazzo che potrebbe essere suo figlio: Valery Melis. Alzi le sue bianche palpebre e lo guardi negli occhi ormai spenti per sempre. Poi affronti lo sguardo disperato della madre, sostenga la rabbia del padre e raccolga il pianto dei parenti; e racconti. Racconti, Generale Carta, e spieghi perchè quel ragazzo sia stato lasciato solo a combattere contro un male che ha ereditato da una missione di pace; perchè non gli sia mai stato rimborsato quanto aveva dovuto spendere per provare a curarsi, nonostante la famiglia non fosse ricchissima; perchè non siano stati chiesti, per lui, fondi speciali, non abbia coinvolto i suoi superiori, il ministero, medici o anche politici. Avrebbe potuto interessarsi a lui, interessarsi per i suoi spostamenti e invece lo faceva viaggiare in nave. E' la prassi. Spieghi perchè, Generale, nessuno sia mai andato a trovarlo in ospedale, neanche dopo il trapianto delle cellule staminali donate dalla sorella e perchè il tenente Cristiano Pireddu, sia stato sospeso dal servizio dopo avere denunciato queste vostre gravi mancanze. Non si nasconda dietro i suoi fregi e le sue medaglie, dietro un picchetto d'onore e un presentat-arm, non nasconda le sue responsabilità dietro un bel funerale e la sua dorata pensione che da domani la attende. Lo faccia per lui, per tutti i ragazzi che muoiono come Valery. Lo faccia per tutti noi ex-diciottenni che avete voluto forgiare uomini con infinite marce e alzabandiera. Dimostri di essere a sua volta uomo e guardando Valery, spieghi ... perchè! A te, moderno milite ignoto, il mio pensiero e la speranza che la tua brezza possa trasformarsi, per una volta, in una tempesta di vento che porti con se i rami secchi di un albero senza foglie, ma pieno di inutili e irresponsabili stellette.

01/02/04

Oggi vorrei proporvi...

Oggi vorrei proporvi un argomento su cui dibattere e sotto un mio commento  articolo tratto    dalla rete  non ricordo con precisione


 


La verità è complicata, maneggiatela con cura di Giuliano Giuliani


La giustizia inglese al servizio del peggior blairismo ha distrutto uno dei pochi miti della libera informazione rimasti nel mondo: la Bbc. Chissà come gongolano dentro la Rai, che come è noto non è la Bbc, i vari Cattaneo, Mimun, Pionati, Giorgino e via strisciando. Non dobbiamo tuttavia dimenticarci di casi meno eclatanti ma comunque meritevoli di qualche annotazione. Anche se in ritardo segnalo che il Secolo XIX di domenica 18 gennaio scorso dava conto della manifestazione antifascista dei centri sociali a Nervi, conclusasi con qualche episodio turbolento, fortunatamente non degenerato per l’intervento del servizio d’ordine del corteo nei confronti di qualche sconsiderato imbecille e per la prudente gestione da parte dei responsabili della questura. I carabinieri, inspiegabilmente posti a chiusura dell’accesso alla stazione ferroviaria di Quinto, impedendo così ai manifestanti di tornarsene a casa (a Genova, come sappiamo, la ferrovia svolge di fatto anche un servizio di metropolitana di superficie), dicono di aver perso le chiavi di un defender, lasciato quindi in bella mostra e, quello sì, isolato. È stato oggetto del lancio di oggetti, un vetro è andato in frantumi. Una vera idiozia, inutile e da condannare, soprattutto perché Genova 2001 dovrebbe aver insegnato di non cascare nelle trappole. Ma la cosa strana è che lo stesso giornale, a fianco di una cronaca sufficientemente obiettiva, pubblicava una foto del defender con la didascalia: «Il defender dei carabinieri preso a sassate dai manifestanti e circondato in piazza come al G8». Una menzogna che si ripete con insistenza da due anni e mezzo. Circondato, isolato, in balia: tutto falso, come sa bene chiunque si sia occupato dei tragici fatti di piazza Alimonda senza pregiudizi e con rispetto della verità. Ma c’è anche da segnalare, ed è ancora più grave, il giudizio sul G8 proposto dal procuratore generale del distretto, Domenico Porcelli, nella relazione per l’inaugurazione dell'anno giudiziario. Dice il Pg: che è «stato disposto il rinvio a giudizio di soli 25 manifestanti appartenenti all’area più violenta della contestazione» (fra l’altro, il processo inizierà il prossimo 2 marzo); che non si è fatto come a Cosenza (accuse di «associazione a delinquere finalizzata al sovvertimento dell’ordinamento economico dello Stato»); che l’uccisione di Carlo rappresenta «un episodio scolastico di legittima difesa e/o uso legittimo delle armi»; che la stampa si è resa responsabile di aver rimosso «ogni traccia nella memoria collettiva con la semplice operazione di addebitare alle forze dell'ordine la responsabilità di singoli episodi, come se in quei giorni fossero avvenuti solo la irruzione nella scuola Diaz e le violenze nella caserma di Bolzaneto». Il mio rispetto per la magistratura non mi impedisce di formulare alcune domande. Ma di che parla il Pg? Quale film ha visto? Quali giornali ha letto? Perché non si è preoccupato di approfondire le ragione in base alle quali i cosiddetti black bloc sono stati lasciati liberi di scorazzare venerdì mattina senza essere stati neppure intralciati? Perché non ha cercato di approfondire e spiegare tutti gli episodi che denunciano infiltrazioni con funzione di direzione e di organizzazione da parte delle forze dell’ordine e segnatamente dei carabinieri? Tralascio il «sovvertimento dell’ordinamento economico», perché dovrei chiedere che altro si aspetta ad aprire un procedimento nei confronti del creativo ministro dell’Economia. Non aggiungo nulla a quanto già detto mille volte su piazza Alimonda, se non che trovo rivoltante l’uso del termine «scolastico». Credo che le vicende Diaz e Bolzaneto non siano state ancora valutate in tutta la loro gravità, perché non vi è nulla, proprio nulla, che possa giustificare quello che lì è stato fatto a freddo (anche «a caldo», ci sarebbe da aggiungere). Ma allora, è possibile invitare chi scrive una semplice didascalia e il Pg del distretto di Genova a trovare il tempo e la voglia di guardare con attenzione un centinaio di fotografie e qualche filmato. Per carità, tutte cose agli atti, nulla di clandestino. Potrebbe sorgere in loro almeno l’ombra del dubbio, che è la prima condizione per la ricerca della verità.


 


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 ed ecco il mio giudizio


 io sono d'accordo con quanto dice Giuliani in quanto basta vedere come è stata condotta l'inchiesta su Piazza Alimonda e perchè dela rapida archiviazione . inoltre è  dal dubbio dele cose ufficiali che si arriva alla verità . Volete une sempio lampante leggetevi il libro strage di stato ( contro inchiesta sui fatti di piaza fonatana fatta da un gruppo di persone rimaste anonime fra il 1970\1 ) ebbene è la stessa conclusione a chi è arrivata la magistratura 20 anni dopo