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24.1.26

Figura barbina degli haters: si scagliano contro Nicol Delago che parla ladino per la rai ladinia

L'ignoranza di certi elementi è disarmante. Le lingue della penisola ,dialetti inclusi fanno parte del nostro patrimonio culturale.Ed  arricchiscono  ed  hanno arricchito   las  lingua  nazionale . Hanno fatto passare in secondo piano la bravura e il successo di questa atleta. , Si dovrebbero vergognare

  da  msn.it  

“Ma se gareggi per l’Italia parla italiano”: gli haters, ormai a tutto campo, se la prendono anche con una campionessa, nonché esempio di gentilezza ed eleganza, come Nicol Delago. Ma quale sarebbe la colpa
della sciatrice? Quella di avere celebrato il suo ultimo successo (la sua prima vittoria in Coppa del Mondo a Tarvisio, ndr) anche con Rai Ladinia, esprimendosi in ladino.
Il ladino, come ha ben spiegato qualcuno, è una lingua neolatina retoromanza, nata dal latino volgare con influenze pre-romane (retiche), parlata nelle Dolomiti italiane (Val Badia, Val Gardena, Val di Fassa, Bellunese) e in Svizzera (Cantone dei Grigioni). Riconosciuta come minoranza linguistica, è lingua ufficiale affiancata a italiano e tedesco in alcune zone e si caratterizza per vari dialetti (gardenese, badioto, fassano, ecc.) e un’identità culturale forte, con sostegno in scuole e media locali.
“Non so se sia peggio leggere di quelli che si lamentano del fatto che parli ladino e non italiano o di quelli che la giustificano perché parla la sua lingua. Entrambi non hanno capito una mazza: in questa intervista parla ladino perché è alla Rai ladina” si è letto tra i commenti.
“È una vicenda grave e preoccupante – ha dichiarato l’assessore regionale del Trentino Alto Adige alle minoranze linguistiche Luca Guglielmi –. I commenti ricevuti non hanno nulla a che vedere con il confronto civile e con il rispetto delle persone. Alle atlete e agli atleti che rappresentano il nostro territorio, così come a tutti i cittadini, deve essere garantita la libertà di esprimersi nella propria lingua senza timore di essere insultati o messi sotto accusa. Il ladino, come tutte le lingue storiche del nostro territorio, non è un elemento divisivo, ma una ricchezza da tutelare e valorizzare”.














Anche l’Andreas-Hofer-Bund für Tirol, in una nota, ha espresso la sua “incondizionata solidarietà” alla sciatrice altoatesina. “Invece di concentrarsi sul successo sportivo, i social media sono dominati da richieste di lealtà monolingue, accompagnate da scherno aperto nei confronti della sua lingua madre, il ladino”, ha detto il presidente Alois Wechselberger.

18.1.26

polemiche sui teodofori pre olimpiadi milano cortina 2026




premetto che Boldi non mi ha mai ( o quasi ) fatto ridere è che la battuta sia una di quelle da bar o da spuntino di soli uomini per lo più mandrilli arrapati 😜😛. Infatti Nell’intervista incriminata, Boldi aveva anche rivelato che era stato il Comitato Organizzatore di Milano Cortina 2026 a cercarlo, e che non aveva ricevuto compensi per la partecipazione. e che « mi hanno promesso solo seicento metri. Se fosse di più non so come arriverei. Non sono più un ragazzino. Non sono mai stato un atleta, non ho mai mosso un muscolo. Di alcune discipline sono un campione: la figa e gli aperitivi. » e le scuse di Boldi « l’attore ha dichiarato di aver fatto una battuta che voleva essere leggera e ironica, ma che si è rivelata inopportuna e offensiva nei confronti delle donne e non in linea con i principi di rispetto e inclusione che ispirano il movimento olimpico.» siano state fatte per paura di lavorare più . ma che caaspita hai 80 anni riposati e fregatene . Ma tale decisione di non fargli portare più la fiaccola olimpica di Milano Cortina 2026. con questa Motivazione : « “La decisione fa seguito a un’intervista pubblicata su un quotidiano nazionale, nella quale sono state espresse opinioni ritenute incompatibili con i valori olimpici e con i principi che guidano il lavoro del Comitato Organizzatore »la  nota    prosegue  che   portare la Fiamma Olimpica rappresenta un privilegio e una responsabilità che richiede che le persone selezionate incarnino e promuovano i valori di rispetto, unità e inclusione, fondamenti del Movimento Olimpico e condizioni essenziali per la partecipazione alla staffetta. Ora Viene da chiedersi: perché il comitato abbia scelto Boldi, considerato che non è la prima volta che fa delle uscite sopra le righe, sia nelle interviste che sui social ! ., perchè come fai notare




La vicenda si inserisce in un momento delicato per l’organizzazione della staffetta olimpica. Nelle ultime settimane si sono registrati diversi malumori da parte di ex atleti snobbati ed esclusi dalla staffetta, che invece ha aperto le porte a figure esterne al mondo dello sport. Una scelta che aveva già sollevato polemiche prima del caso Boldi.

18.7.12

e te pareva che l'italia fosse indietro niente diretta web olimpiadi




Pubblicato in data 18/lug/2012 da unicachanneltv


La XXX edizione delle Olimpiadi sarà la prima a non dipendere totalmente dalla televisione. I Giochi Olimpici di Londra 2012 saranno i primi ad essere interamente coperti anche dal web. Facebook e Twitter seguiranno l'evento con profili ufficiali sui quali è possibile sapere tutto delle gare e degli atleti, ma la vera rivoluzione è targata Youtube. Il portale video numero al mondo trasmetterà in diretta web tutti gli eventi sia delle Olimpiadi che delle Paraolimpiadi, con immediata pubblicazione delle registrazioni degli Highligts di tutte le gare, di tutte le premiazioni e di tutti i momenti più importanti dei Giochi di Londra 2012. La possibilità di seguire i Giochi attraverso Youtube, visibile anche sui dispositivi mobili (smartphone, iphone e tablet), rappresenta un problema per tutte le televisioni che hanno pagato a caro prezzo i diritti TV mentre costituisce un grande traguardo per quei paesi che non dispongono di emittenti in grado di pagare l'esclusiva della trasmissione. In Italia le dirette web saranno bloccate per garantire SKY e RAI che comunque hanno predisposto un ricco palinsesto di trasmissioni on line per contrastare lo strapotere del web e dei dispositivi mobili nei confronti della TV, soprattutto nel periodo estivo. Per seguire i Giochi seguite il canale
www.youtube.com/london2012

13.7.12

come passa il tempo monaco 1972



contemporaneamente di londra 20'12 quest'anno si celebra l'anniversario di quest'altra



  da  http://it.eurosport.yahoo.com/notizie/


l massacro di Monaco 1972
Quando il terrorismo sconvolse i Giochi: la carneficina di "Settembre Nero"Scritto da Mattia FONTANA | Eurosport – domenica 8 luglio 2012 08:42 

Ci sono momenti memorabili e momenti che non puoi dimenticare. Ci sono imprese olimpiche che si tramandano di generazione in generazione e avvenimenti legati a questo evento che si devono tramandare. L’Olimpiade di Monaco di Baviera 1972 è stata l’uno e l’altro. La rassegna dominata dalle sette medaglie d’oro di Mark Spitz. E l’avvenimento a cinque cerchi più funesto di sempre. La gioia dello sport e il dramma del terrorismo che stravolge tutte le logiche della “pax olimpica”.Siamo nel luglio del 1972 e l’organizzazione terroristica palestinese dal nome “Settembre Nero” decide di fare il colpo grosso dopo aver subito lo smacco di un dirottamento aereo concluso con la cattura dei criminali che lo avevano organizzato. Per dare la svolta si decide di punire il CIO per non aver permesso a una delegazione palestinese di partecipare all’Olimpiade. E di punirlo nel più sanguinoso dei modi. Nasce l’operazione conosciuta come “Biraam” o “Ikrit” dal nome di due villaggi che erano stati presi dagli israeliani nel 1948.L’organizzazione è agile: otto membri di un commando facente capo a Luttif Afif, ingegnere di costruzione dello stesso villaggio olimpico di Monaco, e a Yusuf Nazzal. Gli altri sei, profughi addestrati in Libia, poco sanno di quella missione. Arrivano in Germania Ovest pochi giorni prima dell’inizio dell’Olimpiade, si nascondono dietro a passaporti falsi e si riuniscono tutti assieme poche ore prima della strage. È la notte tra il 4 e il 5 settembre. E poche ore prima dell’alba il commando fa irruzione nel villaggio olimpico, mirando alla palazzina degli atleti israeliani.Vengono catturati undici uomini. Uno di questi, il pesista Gad Tsobari riesce in qualche modo a fuggire. Un altro, Yossef Romano, reagisce e viene ucciso da una raffica di mitra prima di essere torturato. È l’inizio della strage. All’alba iniziano le trattative. Il corpo di Moshe Weinberg, già ferito, viene restituito come cadavere, mentre i sequestratori chiedono la liberazione entro quattro ore di 234 detenuti nelle carceri israeliane oltre ai due terroristi tedeschi Andreas Baader e Ulrike Meinhof. In caso contrario sarebbe stato ucciso un ostaggio ogni ora.È il panico, è il paradosso. Il presidente del CIO Avery Brundage, al corrente della situazione, non ferma le gare in programma quella mattina e alle 8:15 si svolge come se nulla fosse il programma di equitazione. Gli Stati Uniti, invece, mettono le mani avanti e fanno prelevare dalla polizia proprio Spitz, nel timore che sia un obiettivo dei terroristi.Israele non accetta le condizioni poste dal commando, anzi si offre di inviare a Monaco di Baviera un’unità di Forze Speciali per un blitz. I tedeschi rifiutano a loro volta, cercano di prendere tempo e l’ultimatum viene esteso di tre ore, sino a mezzogiorno. Soltanto allora si decide di sospendere i Giochi, soltanto allora le telecamere si spostano sulle trattative. Va in scena il dramma, va in scena il 31 di Connollystrasse, l’edificio del sequestro. L’ultimatum si sposta sempre più avanti, sino alle 17. Proprio quello che volevano i terroristi, che raggiungono l’apice dell’attenzione.Alle 16 la polizia tenta un blitz dai condotti di ventilazione posti sul tetto, il tutto in diretta televisiva. Ma, paradossalmente, i terroristi stavano guardando la diretta. E fecero subito capire che non era il caso di provarci. Avanzano una nuova richiesta: essere trasferiti al Cairo, da dove avrebbero continuato le trattative. Arriva l’ok delle autorità tedesche, che prima chiedono e ottengono di verificare le condizioni degli ostaggi.Due elicotteri atterrano in un piazzale del villaggio olimpico per portare i terroristi all’aeroporto di Furstenfeldbruck. L’obiettivo della polizia diventa quello di ucciderli nel trasferimento. Un’operazione disperata, anche perché soltanto durante il volo in elicottero l’unità di crisi si accorge che gli attentatori sono otto e non cinque. La polizia apre il fuoco nella pista d’atterraggio, è una carneficina. Tutti e nove gli ostaggi rimasti, oltre a cinque sequestratori e un poliziotto, vengono uccisi. Tre terroristi vengono prima arrestati, poi scambiati in seguito a un altro attentato organizzato dallo stesso governo tedesco per liberarsi di loro e, infine, uccisi dal Mossad. L’Olimpiade, nonostante tutto, va avanti, limitandosi a una cerimonia di commemorazione allo Stadio Olimpico. Quando si dice “the show must go on”.