Visualizzazione post con etichetta ignoranza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ignoranza. Mostra tutti i post

22/07/17

Servirebbe più tolleranza e buon senso , ma è difficile pretenderla in questi anni. Forse non siamo ancora pronti all’integrazione \ coesistenza il caso dello Sporting Center di Montegrotto Terme


L'nico commento , oltre quello del titolo , che mi sento di fare davanti a tale news è questo : siamo nel caso d'imbecilità ed ignoranza senza confini .
  Eccone un esempio  su  Politicamente scorretto patriottico pagina di fb  fogna  a  cui  mi avevano inscritto   ma  da  cui poi mi sono  rimosso e   l'ho segnalata

Iside Lilith Dea ha condiviso il suo post.
mici"
A Padova i clienti di una piscina si sono andati a lamentare dal direttore per la presenza di islamici in piscina col burkini

A Padova i clienti di una piscina si sono andati a lamentare dal direttore per la presenza di islamici in piscina col burkini
ILGIORNALE.IT

Certo   neppure a me piacciono certio costumi da bagno , ma mica mi lamento o protesto inutilmente   con i gestori . Vivo e lascio vivere  . 


da http://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2017/07/20/

MONTEGROTTO TERME. Una famiglia di religione islamica va a fare il bagno in piscina indossando il burkini, il costume da bagno integrale usato dalle donne musulmane, e diversi clienti italiani s’indignano e vanno a protestare in direzione.




Montegrotto, in piscina con il burkini: i bagnanti si indignano

È successo mercoledì pomeriggio agli impianti dello Sporting Center di via Roma, a Montegrotto, dove il direttore della struttura, Abele Arcolin, ha avuto il suo da fare per calmare gli animi agitati.
«Tre famiglie, presenti mercoledì in piscina, hanno detto che non torneranno più allo Sporting Center, perché non vogliono stare in piscina con gli islamici», riferisce Arcolin.«Mercoledì pomeriggio si è scatenato il putiferio verso le 17, quando è arrivata da noi, per passare un’ora in piscina, una famiglia nordafricana composta da sei persone, di religione islamica. Quando gli altri clienti si sono accorti che le persone erano scese in acqua con il costume intero (anche gli uomini hanno deciso di fare il bagno con gran parte del corpo coperta) nessuno ha esternato proteste contro gli ospiti, ma alcune persone sono venute da me a manifestare il disagio. Alcuni clienti hanno protestato dicendo che queste persone erano entrate in piscina vestite» annota Arcolin.«Ho inviato subito il bagnino a verificare la circostanza, assistito dall’addetto al ricevimento che è islamico e di origini marocchine. Le verifiche hanno evidenziato che queste persone, tra cui due donne, stavano facendo tutte il bagno con il costume intero, il burkini, indumento coerente con la loro religione (scoperti rimangono il volto, le mani e i piedi). Ci siamo solamente sincerati che una delle due donne non entrasse in acqua con il velo che aveva in testa».«Queste persone avevano tutto il diritto di fare il bagno» aggiunge il direttore dello Sporting Center «Indossavano un costume, come gli altri, e si comportavano correttamente con gli altri bagnanti. Cosa avrei dovuto fare? È la prima volta che mi capita un fatto simile nelle nostre piscine. Tre famiglie mi hanno comunque già detto che non verranno più allo Sporting: per fortuna mercoledì c’era solamente una cinquantina di clienti. Se fosse successo nel fine settimana avrei avuto problemi ben più seri. Servirebbe più tolleranza, ma è difficile pretenderla in questi anni. Forse non siamo ancora pronti all’integrazione».Qualcuno ha fotografato la famiglia islamica nelle piscine dello Sporting Center e la foto è girata immediatamente su Facebook. A postarla Alessio Zanon di Forza Italia.


15/03/17

L'elzeviro del filosofo impertinente /8

Un sabato sera e una banalissima conversazione fra amici di amici imbucati ad una festa. In tale occasione mi trovai a scambiare quattro chiacchiere con un tizio mai conosciuto prima di allora. A prima vista sembrava di media intelligenza, laureato in giurisprudenza e con una loquela non indifferente. Non so come ma mi ritrovai a parlare di John Gray e del suo ottimo saggio Cani di paglia. Il futuro leguleio sembrava rapito dalla discussione, e per un solo attimo pensai che forse  anche lui conosceva se non l'autore almeno il libro. Ancor prima di indagare a fondo la questione mi disse: "Certo. Grey è un uomo colto, forse fin troppo intelligente ma il suo rapporto sessualmente deviato con Anastasia Steele, e le sue continue richieste sadomaso mi lasciano più che perplesso"! Non vi dico cosa mi balenò in testa in quel momento. Quell'imbecille aveva confuso il filosofo John Gray con Christian Grey, l'insulso personaggio di Cinquanta sfumature di grigio. Così senza perdere il mio solito aplomb risposi: "Non saprei dire. Io parlavo di Cani di paglia mentre lei si riferiva, ovviamente, a dei libri di paglia. Se mi vuole scusare ho altro da fare". Ma dico si può essere così ignoranti e stupidi?
Questo evento mi ha riportato alla mente un altro episodio accaduto quando scrivevo per un giornale locale. Avevo ultimato un pezzo su Auschwitz e lo proposi alla redattrice. La risposta che ricevetti, a distanza di molti anni, mi raggela ancora il sangue. "Interessante. Cos'è un nuovo gruppo musicale?". Interessante? Auschwitz un gruppo musicale?! Ero mortificato per la sua idiozia, ma lei no. Non riusciva a capire.
Ricordo ancora una mia collega di università che prontamente sollecitata su quale libro di filosofia antica intendeva portare all'esame rispose: "Il libro di Socrate". Ed io: "Intendi dire i libri di Platone?" E lei: "No! Voglio portare il libro che ha scritto Socrate" (sic!). Cosa dire a una persona così? Rimproverarla inutilmente o invitarla a bere la cicuta?
Infine ripenso all'episodio capitatomi all'aeroporto internazionale JFK di New York. Mentre attendevo pazientemente di passare la dogana una coppia di giovani italiani si scervellava per scoprire l'arcano mistero che si celava dietro la lettera F di John Fitzgerald Kennedy. La F, secondo loro, stava per 'Figaro', 'Frank', 'Fidelio' ecc. Insomma la loro ignoranza in storia americana era pari solo a quella del loro paese. Ma il bello doveva ancora venire. All'improvviso il ragazzo diede prova della sua cultura sterminata (nel senso di uccisa): "Non sarà mica una sigla per indicare un titolo nobiliare come Benito Benso conte di Cavour, il dittatore fascista?".
La verità è che queste persone vivono felicemente la loro beata ignoranza e, ahimè, la ostentano con una fierezza imbarazzante. Ma cosa ho fatto di male per imbattermi in codesti individui? Evidentemente devo scontare in questa vita le colpe della mia esistenza precedente. Purtroppo sono ben consapevole che questo è solo l'aperitivo di un buffet infinito, e per giunta organizzato a mia insaputa.

Criap


® Riproduzione riservata

01/02/16

la Rai fa cambiare spotandolo in seconda serata il palinsesto di presa diretta solo perchè parla di educazione sessuale e bullismo sessuofobico

Ho rivisto con rai replay la puntata di presa diretta del 31\1\2016 il tabù del sesso . Ed ho appreso che essa è incappata in un caso di 'eccessiva prudenza'. Forse  è comprensibile la  gente  informata  potrebbe scendere  in piazza   ed influenzare  il voto   sulla legge  [   oggi   , salvo rinvi    si vota  al senato  ] sulla  legge  cirrinà  sulle unioni civili  etero e  gay  . Infatti  il  servizio è  intitolato "Il Tabù del sesso", titolo azzeccato proprio sulle difficoltà che incontra il parlare  e  l'insegnamento dell'educazione sessuale, è stato spostato dalla Rai dalla prima fascia alle 22, per la preoccupazione ipocrita che potesse turbare il pubblico della prima serata. Ora mi chiedo se il paese sta ritornando indietro a gli anni '60 al caso del giornale  scolastico  Zanzara ( da non confondere con la trasmissione di radio24 d a cui prende il nome )










La zanzara era il titolo del giornale studentesco del Liceo Parini di Milano, fondato nel 1945. La rivista (ideata tra gli altri da Enzo Spaltro e Daniele Oppi), che nella sua storia ebbe giovani redattori, divenuti poi firme importanti nel giornalismo italiano come Walter Tobagi, è nota per uno scandalo scoppiato nel 1966, quando la pubblicazione di un articolo sulla sessualità degli studenti portò alla denuncia e al processo di tre suoi redattori
Il 14 febbraio 1966 la rivista, organo ufficiale dell'associazione studentesca pariniana, pubblicò un'inchiesta dal titolo "Un dibattito sulla posizione della donna nella nostra società, cercando di esaminare i problemi del matrimonio, del lavoro femminile e del sesso", a firma di Marco De Poli, Claudia Beltramo Ceppi e Marco Sassano.
Nell'inchiesta emersero le moderne opinioni di alcune studentesse del liceo sulla loro educazione sessuale e sul proprio ruolo nella società. L'associazione cattolica Gioventù Studentesca protestò immediatamente per "l'offesa recata alla sensibilità e al costume morale comune" in quanto non solo uno degli argomenti trattati (l'educazione sessuale) veniva considerato osceno, ma anche perché le intervistate erano tutte minorenni.
Il 16 marzo 1966 i tre redattori vennero accompagnati in Questura e denunciati. Il giudice Pasquale Carcasio invitò i tre studenti, seguendo una legge del 1934, a spogliarsi "per verificare la presenza di tare fisiche e psicologiche". I due ragazzi acconsentirono, invece Claudia Beltramo fece resistenza e in seguito rese noto quanto accaduto.
Il caso de la zanzara rimbalzò sulle cronache nazionali, dividendo il paese. Democrazia Cristiana e Movimento Sociale Italiano costituirono il "partito della colpevolezza", mentre la sinistra e i cattolici progressisti intervennero in difesa degli studenti.
Al processo parteciparono oltre 400 giornalisti, molti dei quali provenienti dall'estero. Il 2 aprile 1966 la sentenza assolse i tre studenti dall'accusa di stampa oscena e corruzione di minorenni.
La vicenda viene vista come un prodromo di quel cambiamento di costumi che avrebbe coinvolto da lì poco la società italiana e come un sintomo indicatore del malessere giovanile, che sarebbe sfociato nella contestazione del sessantotto. ( altre news su https://it.wikipedia.org/wiki/La_zanzara )



Ormai siamo sempre di più , nonostante le sacche di resistenza e d'indignati ( ma l'indignazione non basta se non è seguito ad un cambio di mentalità e d'apertura mentale ) , in mano ai burocratici , ipocriti e bigotti che decidono per altri . Condivido e l'ho sempre detto in diversi post Come giustamente dice Noemi Cassone -- sulla bacheca facebook della trasmissione di rai 3 presa diretta -- Oltre all'educazione all'affettività/educazione sessuale nelle scuole, che sicuramente è ESSENZIALE, in casa dovrebbe invece esserci quantomeno un minimo di apertura mentale, di dialogo, e soprattutto un'educazione all'utilizzo di cellulari , pc e quant'altro. Non è possibile che venga comprato il cellulare già a 8 anni. Controllate i computer e i siti ai quali si iscrivono i vostri figli.IL fatto che li abbiano obbligati ad andare in onda tardi la dice tutta. Come si capisce dal servizio evidentemente a qualcuno interessa che questi argomenti non si tocchino, per primi gli uomini, ma non per pudore solo per paura di perdere la supremazia, per paura di competere con le donne nei posti di comando, ora a evidente panaggio maschile. come giustamente dice Michela Murgia sempre intervistata da presa diretta





Sono solidale con Iacona , infatti ha ragione è solo falso perbenismo e ipocrisia ed condivido la scelta nell'averlo annunciato pubblicamente in uno scambio ironico con Luciana Littizzetto, collegandosi a Che Tempo che Fa, e poi rivolgendosi al pubblico in apertura di trasmissione: "La Rai, per rispettare la fascia protetta, mi ha chiesto di posticipare un po' più avanti il bellissimo racconto di Giulia Bosetti. Una decisione che non condivido perché a mio modestissimo parere questo è un reportage che andrebbe visto da tutti, genitori e figli insieme, talmente è pedagogico. E poi giudicherete voi quando lo manderemo in onda. Ma è una decisione che devo rispettare e so che avrete l'amore e la pazienza di aspettare una manciata di minuti prima di vedere questo reportage".






Video




Concetto che Riccardo Iacona ha ribadito al telefono a http://www.repubblica.it/spettacoli/tv-radio del 1\2\2016 "Ho trovato esagerata la preoccupazione della Rai riguardo alla messa in onda del primo blocco della trasmissione. Il servizio era stato pensato e confezionato proprio perché potesse andare in prima serata, non c'era nulla, in nessun passaggio del nostro servizio, che potesse essere giudicato inappropriato. Mentre lo vedevo andare in onda, alle 22, mi veniva da ridere, perché non c'era nessun riferimento al sel sesso che non fosse stato ponderato in funzione della trasmissione in quella fascia". Una preoccupazione, quella della Rai, , che di fatto ha impedito ai più giovani di potere vedere ( in diretta , ma poi con iil servizio di rai replay o altri siti più o meno legali te lo rivedi ) la trasmissione, che si è conclusa poi alle 23:30 . Infatti sempre lo stesso Iacona a repubblica "Penso che i ragazzi l'abbiano vista lo stesso ma io sono contrario al principio per cui è stata presa la decisione, ovvero che non si possa parlare di sesso in prima serata, neppure con un intento chiaramente pedagogico, come era quello con il quale era stato pensato e confezionato il servizio televisivo .
Puntualmente , come le tasse e la morte , è arrivata la risposta , tendente a giustificarsi e a gettare acqua sul fuoco delle polemiche , da parte della Rai che dice negando palesamente l'evidenza ( infatti se si vede la trasmissione , si rinvia di ben mezz'ora e non del tempo da lor detto l'inizio della 2 parte della trasmissione ) << il ritardo della messa in onda, alla fine, è stato: 'solo di 7 minuti' e che la motivazione dell'inversione di messa in onda è stata suggerita dalla durezza degli argomenti trattati (sexting, bullismo) che hanno fatto preferire lo spostamento, che tuttavia, si sottolinea, non è stata una forma di censura. >> ( da sempre da repubblica ) . Tesi questa a mo' d'arrampicata sugli specchi perchè la preoccupazione della Rai si innesta in un panorama televisivo decisamente più 'libertino'. Basti pensare alla messa in onda lo scorso lunedì in prima serata su Canale 5 del film "50 sfumature di grigio", vietato ai minori di 14 anni ma decisamente erotico. E mentre la Rai si preoccupava di censurare\spostare il servizio di Presa Diretta, Real Time, canale molto amato dalla fasce più giovani della platea televisiva, unico nel panorama dei broadcaster, si schierava apertamente a favore delle famiglie omosessuali mettendo in onda alle 21:10 il documentario "Di fatto, famiglie", basato sulle storie di sei famiglie arcobaleno italiane. Secondo me relegare un programma in orari assurdi o spostarlo nell'ipocrita e ormai superata i bambini vanno a letto sempre più tardi , con internet e cellulari e e in orari di punta vedendo cose peggiori , quel determinato argomento si tratta di , anche se soft , di censura . Ed ecco le reazioni ( stranno che mancano quelle a favore dela rai della destra ) le reazioni politiche. Sinistra italiana ha presentato una interrogazione in commissione di Vigilanza: "Il campionario dell'ipocrisia di certa classe dirigente italiana si arricchisce di un nuovo episodio. La puntata è stata spostata in seconda serata, perché secondo la Rai avrebbe potuto urtare le sensibilità del pubblico della prima serata - afferma Nicola Fratoianni, membro della Commissione Parlamentare di Vigilanza - Nel frattempo in tv a qualunque ora si può assistere a violenze di ogni tipo e a situazioni molto meno 'controllate' rispetto al pregevole lavoro fatto da Riccardo Iacona e dal suo staff. Quando finirà il Medioevo?". "Una decisione che ha il sapore dell'oscurantismo e dell'ipocrisia - scrive in una nota il senatore del Pd Francesco Verducci, vicepresidente della commissione di Vigilanza Rai - I temi del cyber-bullismo e dell'educazione sessuale, al centro della puntata di ieri, sono fondamentali da trattare per la crescita civile e culturale di una società (come avviene in gran parte d'Europa) ed è da apprezzare che l'approfondimento giornalistico del servizio pubblico se ne occupi, tanto più in un contesto televisivo dove immagini ed allusioni sessuali debordano anche in modo subliminale ad ogni ora ed in ogni fascia di palinsesto". Oltre ai politici sono intervenuti a favore di Iacona alcuni intellettuali che hanno collaborato con Iacona al serviso . Infatti dopo la messa in onda, come sempre, il dibattito sull'argomento si è spostato sui social network, dove Iacona ha postato i documenti e gli studi utilizzati per il servizio. Un'ampia documentazione che dimostra come l'educazione sessuale sia un ottimo deterrente per il bullismo e i casi di violenza sessuale.Attive anche le scrittrici, da Michela Murgia a Loredana Lipperini, che hanno contribuito attivamente al servizio e che ora proseguono il dibattito online, anche sui profili social.



Ora e qui , mi scuso se sono stato troppo prolisso , ma quando m'incazzo m'incazzo ,
Comunque la si pensi al riguardo, in era digitale il dibattito è sicuramente superato dalla possibilità di rivedere il servizio, come ricordato dallo stesso Iacona con un tweet





non solo più altro dire ho finito le parole   dico solo che a livello d'educazione sessuale siamo  come la famosa  barzelletta  di Pierino  :    <<  Pierino: "Papà... mamma mi ha detto che io sono nato sotto un cavolo, che Gigina è stata portata dalla cicogna..Ma tu, non fai mai l'amore? >>  ( da  http://barzellettefrasi.altervista.org/pierino.php  )  



22/09/15

ALICE NON LO SA - Ma è tutta colpa sua ?





L’improvvida uscita di Alice Sabatini, neo-Miss Italia (?) 2015, ha provocato una sequela di commenti ironici e sdegnati. Reazioni giuste e opportune. Alice non è innocente: stava a lei, e solo a lei, studiare e/o informarsi riguardo a eventi storici d’importanza fondamentale.
Ciò premesso, una domanda sorge spontanea: ma quanti docenti insegnano ai loro alunni l’importanza del ruolo delle donne nella Resistenza? Quanti conoscono, e diffondono, i nomi di queste eroine?
In genere, la “Storia” che conta non è presentata, sia dagli insegnanti sia dai libri di testo, come “affare da uomini”? Non lo diamo per scontato? Come stupirsi, quindi, che una ragazza (o un ragazzo) dall’intelligenza media, o magari non molto brillante, non avverta questo vuoto nel programma scolastico e reputi ovvia e normale l’”insignificanza” delle donne nelle vicende storiche, culturali, artistiche d’un Paese?
Se l’apporto femminile alla cultura, i diritti delle donne, sono ritenuti argomenti inutili o al massimo facoltativi; se gli/le insegnanti che vi si dedicano vengono visti come tipi eccentrici (quante volte ci chiediamo “come mai la prof è fissata con le donne, è forse ‘femminista’?, senza peraltro conoscere bene il significato di questo vocabolo?); perché sorprendersi delle Sabatini di turno? Accusare solo lei significherebbe, ancora una volta, addossare alle ragazze quell’ignoranza e superficialità che noi stessi/e, con la nostra (dis)educazione, abbiamo proposto come unico modello da seguire. 

© Daniela Tuscano

12/03/15

Una bimba di 10 anni, nata da genitori marocchini residenti nelle Marche, cambia nome per cattiveria dei compagni : da Jihad a Giada.

Eccco  uan storia   che succede  in un italia    sempre  più multi etnicsa .  Dove basta  un nome straniero   , che  a  causa  dell'ignoranza     dei media   ( ed incosapevolmente  dei bambini , in particolare  quelli fra  fra  i  3-14-15)    che  sono come  spugne    ssorbono  tutto quelllonche sentono \  vedono  da  tv   ,  internet  e  genitori   . E  quindi avranno  sentito  che   Jihad 
voglioa solo dire      qguerra santa    e  quindi    secondo " noi  occidentali  "      terrorismo    e  barbarie.Infatti : << In età contemporanea il termine viene utilizzato con significato esclusivamente militare; tuttavia per quanto questa sia l'interpretazione più comune di jihād, è degno di nota che la parola non è usata strettamente in questo senso nel Corano, il testo sacro dell'Islam. È anche vero, tuttavia, che la parola è usata in numerosi hadīth sia in contesti militari che non militari >>(  dalla   voce  Jiad   di wikipedia )

una  scuola  elementare  
Da dieci anni, da quando è nata, si chiama Jihad: questo il nome che i suoi genitori, una coppia di origine marocchina e residente in provincia di Macerata, aveva scelto. Ora però mamma e papà ci hanno ripensato, e hanno deciso di cambiarle il nome, si chiamerà "Giada". La richiesta è stata presentata alla Prefettura, che non ha ravvisato alcun motivo per bocciarla e, anzi, ha ritenuto che il termine "sia correlato, in alcuni contesti, ad eventi spiacevoli e può pertanto condizionare negativamente le relazioni sociali della bambina".
Come ha spiegato il padre, "Jihad è un nome molto diffuso nella cultura musulmana e significa 'esercitare il massimo sforzo per fare del bene'. Un'accezione positiva: quando noi musulmani pensiamo alla Jihad, infatti, pensiamo all'impegno verso la famiglia, a un padre che si toglie il cibo di bocca per sfamare i propri figli, nulla di tutto quello che vediamo in televisione. Nelle altre culture si tende a confondere, a far passare tutto come negativo, mentre i terroristi che uccidono solo per soldi non hanno nulla che vedere con la nostra religione o con le nostra cultura. Ecco perché, per evitare che nostra figlia crescendo potesse incontrare dei problemi solo per il nome, abbiamo pensato di fare così". La bimba ha raccontato che a scuola qualche compagnetto ha fatto qualche battuta poco simpatica sul suo nome, e i genitori, dopo aver chiesto alla piccola se fosse d'accordo, hanno quindi deciso di farla diventare "Giada"

24/01/15

il caso della canzone Bella Ciao dimenticata \ rimossa dalla sinistra extra parlamentare e parlamentare ma famosissikma all'estero






  << PARIGI l'emozione di Bella Ciao è la resistenza della libertà d'espressione alla barbarie dei kalashnikov, ad Atene accompagna l'utopia populista di Tsipras, 
a Hong Kong scandisce l'opposizione alla Cina comunista, a Istanbul canta la rivolta contro l'Islam autoritario di Erdogan. >>

Solo in Italia da un paio d'anni Bella Ciao è all'indice, confusa per ignoranza e per bugie d'ignoranti divenute verità con Bandiera rossa e L'Internazionale , e mai cantata, come si dovrebbe, con l'alzabandiera del 25 aprile, ma trattata come un inno comunista, degradata da canto laico della liberazione e della concordia repubblicana a ballata dei trinariciuti, a manifesto del Soviet italiano.
 << E invece, nel mondo, la canzone della Resistenza ha fatto la sua resistenza, e ha vinto, anche contro se stessa. È infatti evasa dalla gabbia del braccio armato e del pugno chiuso con la forza della melodia tradizionale, con quelle due parole "ciao" e "bella" che sono le password della nostra identità, con i timbri e i toni che sono il meglio della leggerezza di Sanremo, con la dolce malinconia del bel fiore sulla tomba, e ovviamente con il partigiano morto per la libertà e non per "la rossa primavera" della falce e martello e neppure per il sol dell'avvenire della filosofia classica tedesca.>>
Insomma Bella ciao ce l'ha fatta a riaccendere le emozioni originariee    non solo   che la resero colonna sonora della guerra partigiana al nazifascismo, quando fu preferita a Fischia il vento , proprio perché, "era più ecumenica "e  di tutti   E la sua storia e la sua memoria "la accreditano come la canzone che unifica le speranze e le attese della democrazia" ha scritto Stefano Pivato in Bella ciao. Canto e politica nella storia d'Italia ( Laterza, 2005). Fu insomma la canzone delle forze politiche costituenti, tutte laburiste antifasciste e repubblicane, anche se in modi diversi e tra loro conflittuali, ma tutte Bella ciao: un fiore di montagna come educazione civica.>>
E per capire che è tornata ad essere un inno internazionale di libertà basta rivedere su Repubblica.it 


 ma  anche   su vari sociale     e siti  tutte quelle labbra che a Parigi scandiscono "Una mattina / mi son svegliato / e ho trovato l'invasor". Nessun professore comunista li dirige, nessun libro marxista li ispira quando fondono Bella ciao e La Marsigliese dondolando e mixando "sotto l'ombra di un bel fior" con gli evviva alla memoria degli artisti di Charlie Hebdo, e senza mai andare né fuori tempo né fuori moda. Ed è emozionante la compostezza del coro un po' stonato di Istanbul con tutti quei turchi che battono il tempo con le mani: "E se io muoio / da partigiano / tu mi devi seppellir " diventa resistenza al martirio di Kobane, agli arresti dei giornalisti, all'oscurantismo religioso. È un contagio che arriva sino ad Atene, si diffonde senza radio e senza Ipod, ricorda l'epoca euforica degli anni Sessanta: Bella ciao come i Beatles, il vecchio canto della libertà italiana come la musica dei progetti, delle illusioni e degli azzardi, il nostro fiore di montagna contro il terrorismo in Europa, contro la mortificazione delle donne in Turchia. E sorprende e diverte a Hong Kong la voce di un italiano contro la violenza di quel terribile mondo arcaico che è la Cina.

Certo, la storia di Bella ciao era già una specie di leggenda.  come testoimomnia  il dibattito  e  le la storia dele varie versioni  internazionali e non riportata  qui dall'ottimo portale http://www.antiwarsongs.org/ Agli inizi del Novecento fu il canto delle mondine nelle umide risaie attossicate: "Oh mamma che tormento / io mi sento di morir". E ci sarebbe persino una versione Yiddish incisa a New York nel 1919. Mille ricerche sono state fatte sul giro del mondo di questa canzone che è stata folk, ebrea, swing e tradotta anche in giapponese Ma, come accade talvolta in filologia, le ricerche riportano sempre al punto di partenza: Reggio Emilia, 1940. Nella geografia della memoria Bella ciao è infatti il luogo della Resistenza condivisa, il ritmo della lotta antifascista che fu comunista, cattolica e azionista, come la Costituzione.
Ed è, Bella ciao, come "la ballatetta" di Guido Cavalcanti, che "va leggera e piana" e "porterà novelle di sospiri ... quando uscirà dal core ". Il dolce stil novo sapeva già, prima del pop, che la canzonetta è una febbre musicale, e come l'acqua fresca sembra niente ma è tutto, e se c'è nebbia fa vedere il sole, e dà coraggio a chi ha paura. E, infatti, fischiettata o cantata in coro, Bella ciao ha sconfitto quell'altra Bella Ciao , spacciata per eversione e per rivoluzione. Insomma il fiore del partigiano fu, a torto, classificato, non come uno dei pochi canti della democrazia , ma come politica cantata, accanto agli inni del movimento operaio, "Su fratelli su compagni / su venite in fitta schiera", e alle canzoni dolenti degli anarchici, "Addio Lugano bella / o dolce terra mia", e all'orrendo inno che la Dc fece suo: "O bianco fiore / simbolo d'amore / con te la pace / che sospira il core". I comunisti risposero: "Il 25 aprile / è nata una puttana / e le hanno messo nome / Democrazia cristiana ".
Ecco, Bella ciao è un'altra storia, e sembrava che lo avessero capito tutti. La cantarono infatti Claudio Villa e Yves Montand, Gigliola Cinquetti, Francesco De Gregori e Giorgio Gaber, canzone impegnata e canzone scanzonata. Finché i leghisti al governo di alcune città del Nord (Treviso, Pordenone ...) proibirono di suonarla il 25 aprile. E Berlusconi, più potente, tentò di abolire la festa della liberazione dal nazifascismo sostituendola con la festa della liberazione da tutte le dittature. E gli pareva che "Forza Italia/ perché siamo tantissimi " fosse più nazionalpopolare di "È questo il fiore / del partigiano / morto per la libertà".
Le ha proprio viste tutte, la nostra Bella ciao . È stata persino stonata in tv da Michele Santoro dopo l'editto bulgaro che lo cacciava dalla Rai con Biagi e Luttazzi. In quell'Italia pazza la solita serva Rai arrivò persino al tentativo di festeggiare i 150 anni dell'Unità suonando  ( e  quasi a mettere  sullo stessso piano )   a Sanremo sia Bella ciao sia Giovinezza,   dove  fu spacciata per inno comunista attraverso il gioco della somiglianza- contrapposizione con l'apologia del fascismo, suonata per par condicio... Ebbene Bella ciao ha superato anche quell'oltraggio. E adesso che ha conquistato il mondo, forse riconquisterà anche l'Italia. Speriamo .  E la verita  e  non le  ....  boiate  della propaganda   "  Nazzarena   "   e non solo che rende  la verità  bugia  e  la   verità  bugia  ,  trionfi  .

02/02/14

Roma L'oltraggiosa scritta contro le vittime istriane e dalmate è comparsa sul muro in zona Tor Marancia nel Municipio VIII e che porta la firma "Socialismo e Libidine" con il simbolo del partito Comunista.

più che rossi e libertini   come dice  sotto     questo articolo di http://www.affaritaliani.it  direi ignoranti perchè ignorano che nelle foibe morirono senza nessuna distinzione ideologica anche dei loro compagni


.

"Sesso e foibe". Writer rossi e libertini
L'oltraggiosa scritta contro le vittime istriane e dalmate è comparsa sul muro in zona Tor Marancia nel Municipio VIII e che porta la firma "Socialismo e Libidine" con il simbolo del partito Comunista




"Sesso, foibe e rock and roll": così recita la scritta comparsa sul muro in zona Tor Marancia nel Municipio VIII e che porta la firma "Socialismo e Libidine" con il simbolo del partito Comunista. "Un atto gravissimo, oltraggioso e offensivo nei confronti della storia di Roma" dichiara Andrea De Priamo, portavoce romano di Fratelli d'Italia. "La nostra città infatti accolse i profughi istriani, giuliano e dalmati in fuga dall'orrore e di recente grazie all'amministrazione di centrodestra sono state consegnate le chiavi della Casa del Ricordo alle associazioni degli esuli, messo una targa al centro che accolse gli esuli nel Rione Esquilino e patrocinato le mostre organizzate al Vittoriano dalla Presidenza del Consiglio".

21/11/13

Tragedia Sardegna. Inammissibile dichiarazione di Lara Comi, Pdl: “I sardi sono morti perchè ignoranti”

speravo di tornare  alla normalità   è di parlare  d'altro  , senza  per  questo dimenticare :  i morti   tempiesi  ( e non  )
  sia  che  li conoscessi  o  meno  ,il fango  nelle pareti di casa  di  mio  zio  e  il   garage  allagato  .Maa   certe  cose   mi fanno incazzare  ed arrabbiare  non bastavano  i post   imbelli    di certi , una minoranza  per  fortuna  , continentali



adesso ci si  mettono  anche  i nostri politicanti  .  Non ho parole  lascio  che a parlare  sia    questo articolo  di http://www.zappadu.com/


Tragedia Sardegna. Inammissibile dichiarazione di Lara Comi, Pdl: “I sardi sono morti perchè ignoranti”







 Incredibile commento della deputata europea del PDL Lara Comi (  foto  a destra  )   sulla tragedia che ha colpito la Sardegna.
Le sue parole sono state riportate su Facebook dalla giornalista Selvaggia Lucarelli. Ecco il messaggio: “Io di fronte a certe tragedie mi chiedo come certa gente non abbia il pudore di tacere. Lara Comi stamattina ad Agorà è stata capace di scagliarsi contro il condono edilizio come se il suo partito ne fosse stato sempre il più fermo oppositore e vabbè. Ma la parte migliore è arrivata quando è arrivata a sostenere che la gente in Sardegna è morta perchè c’è anche una diffusa ignoranza sulle norme di sicurezza basilari in caso di alluvioni. “Ma come si fa a rifugiarsi in uno scantinato, è l’abc!”.
“Qualcuno spieghi alla Comi che la gente è mediamente più sveglia di lei, per cui no, non s’è rifugiata in uno scantinato. L’ha capito che era pioggia e non un bombardamento aereo. Il problema è che la famiglia di Arzachena (madre, padre e due figli) è morta nello scantinato perchè lo scantinato era la sua casa. Il problema è che un’anziana è morta nello scantinato perchè è scivolata e ha battuto la testa. Altre due anziane erano invalide e sono morte come topi, con l’acqua che saliva. Gli altri sono morti chi nei campi, chi in macchina, chi in strada travolto dalla piena come il padre e il suo bimbo.Prima di andare in tv a sparare minchiate, abbiate almeno l’umanità e la decenza di andare a informarvi per capire cosa è successo, come è morta la gente, perchè. Sono sedici persone, sedici storie, sedici vite, non sedici sprovveduti che non avevano il manuale di sopravvivenza sul comodino. Un po’ di rispetto, cazzo”.

  Quindi


Gentile Signora Comi, la prego di scusarmi se mi permetto di scriverle questa lettera, io che sono sarda e dunque ignorante.Vorrei farle sapere alcune cose, se lei che ha studiato alla Bocconi e dunque è colta, avrà la condiscendenza di leggermi fino in fondo.Vorrei dirle che la famiglia di brasiliani perduta tutta intera, madre padre e due figli, non si erano rifugiati nello scantinato per resistere alla pioggia assassina: loro in quel mini appartamento ci abitavano, ci vivevano. Io non so dove lei viva, signora Comi, certo non in un seminterrato visto che sta al Parlamento Europeo e dunque non ha bisogno di adattare una cantina ad abitazione. Vorrei farle sapere anche che il poliziotto morto ammazzato da un ponte che è crollato proprio mentre lui era in servizio e apriva la strada ad un’ambulanza che soccorreva dei feriti, nemmeno lui era un ignorante e non si era rifugiato da nessuna parte: era proprio in servizio, mi creda. Ma il ponte ha ceduto, signora Comi, e quel ponte doveva essere proprio malconcio, come quello su cui sono morti altri due “ignoranti” nel loro fuoristrada; malconcio come tanti altri che da anni attendono di essere risanati dopo le alluvioni passate, e di cui la Regione si è già dimenticata. La “nostra” Regione, signora, quella amministrata da un suo compagno di partito che ha ritenuto poco importante stanziare fondi ai Comuni sardi per opere di mitigazione del rischio da dissesto idrogeologico (che per le persone ignoranti come noi sardi significa “prevenzione”).Vorrei farle sapere che mamma e bimba morte in auto mentre tornavano a casa non si erano rifugiate in alcuno scantinato, e neppure quel padre che ha tentato inutilmente di sottrarre almeno il figlio dalla furia del fango, prima di cedere alla violenza che glielo ha strappato dal suo disperato abbraccio. E potrei continuare, signora Comi, magari potremmo sperare che chi ancora non è tornato perché l’acqua lo ha sorpreso mentre cercava di riportare a casa il bestiame (ma lei cosa ne sa, mi perdoni, di campagna di mucche di fango, di puzza di letame?) che possa ancora essere vivo, che possa tornare…Ma non voglio tediarla, a quest’ora lei già si starà domandando cosa vuole questa ignorantissima sarda che non sa che bisogna chiamarla onorevole, e continua a rivolgersi a lei col “signora”.Ma sa, signora: ciò che ha detto l’altra sera in tv non è proprio per nulla onorevole, e volevo farglielo sapere.E a dirla tutta, non è nemmeno molto da signora, deputata europea Lara Comi.
 da  la  bacheca  di facebook  dell'olbiese  Silvia  cera


 una tragedia  per  buona  parte imprevedibile nella  quantità  d'acqua    vedere   questo video    girato all'inizio del temporale , ma  non nelle  conseguenze vedere  url  sotto






infatti è vergognoso    che  la  città d'Olbia   escluso il centro storico come  dice  la  stessa Silvia Cera in questa  intervista  a servizio pubblico  del  21\11\2013
—-

si  sia allagata  ed  sorto quel  disastro che noi tutti  sappiamo in 10 \15 minuti

Ora  vado a nanna notte


22/09/13

Via da classe con autistico, Carrozza: "Non è la soluzione". Scoppia caso nel Napoletano

il razzismo   non  è  solo  contro  gli extra  comunitari   come i precedenti  casi 

di mostra   questo caso qui    sotto  . Appena  tornato  da una  gita  fuoriporta    con i miei apro  il portale  di tiscali.it  è leggo questa  news  


Via da classe con autistico, Carrozza: "Non è la soluzione". Scoppia caso nel Napoletano







Numerosi genitori degli alunni di una scuola elementare di Mugnano (Napoli) hanno trasferito i loro figli in altri istituti per la presenza di un bimbo autistico in classe. La dirigente dell'istituto 'Gennaro Sequino' si era opposta alla richiesta di trasferimento in altre sezioni e i genitori hanno reagito portando via i figli. Della vicenda riferisce Il Mattino. Al momento sono sei gli alunni, su un totale di 20, che hanno lasciato per non avere come compagno di banco il ragazzo.
Quel bimbo autistico in classe insieme con i loro figli non lo vogliono. Chiedono il cambio di sezione ma la preside si oppone. Allora ottengono il nulla osta per il trasferimento in un altro istituto. Accade a Mugnano (Napoli) dove già sei ragazzi su 20 della scuola elementare 'Sequino' sono andati via. La vicenda scatena polemiche mentre il direttore scolastico regionale acquisisce la relazione della dirigente dell'istituto e si dice pronto a inviare altri docenti di sostegno se servirà a riportare la situazione alla normalità. 
Il ministro Carrozza - E il ministro dell'istruzione si dice solidale con la famiglia dell'alunno e con il dirigente scolastico ''con il quale - precisa - ho un appuntamento telefonico domani per approfondimenti''. ''Vogliamo capire meglio quello che è accaduto - ha aggiunto - ma la soluzione non può essere quella di cambiare sezione perché c'è in classe uno studente disabile. Questi sono episodi spiacevoli sui quali servirebbe anche un serio dibattito pubblico perché certi comportamenti danneggiano gli italiani e la scuola tutta''.
Il bambino disabile al centro della vicenda ha sei anni - Con alcuni dei ragazzi che avrebbero dovuto frequentare la stessa classe aveva già condiviso gli anni della materna. Alcuni genitori chiedono alla dirigente, Maria Loreta Chieffo, di trasferire i loro figli in altre sezioni. Lei si oppone, non ne vede i motivi. I genitori non demordono, chiedono e ottengono - dalla stessa dirigente, che in questo caso non si può opporre - il nulla osta per andare via. Ci tengono a sottolineare che non si tratta di alcuna forma di discriminazione. Sono solo preoccupati, dicono, per le ripercussioni sotto il profilo didattico e la impossibilità di portare avanti alcuni programmi per effetto della presenza di uno studente con problemi. E c'è chi aggiunge le critiche, circolate via web, sono ingiustificate.
Il direttore scolastico regionale - Diego Bouchè, ha acquisito la relazione sulla vicenda preparata dalla preside. La linea è precisa: ''la scuola è integrazione, è vivere tutti insieme e bene ha fatto la dirigente scolastica a non acconsentire al trasferimento in altre sezioni degli alunni''. Dal punto di vista pratico si dice ''disponibile ad autorizzare altri docenti di sostegno se me ne verrà documentata la necessità, sempre nell'ottica di venire incontro alle esigenze della scuola''. In campo scende l'associazione 'Tutti a scuola', particolarmente battagliera sul fronte dell'integrazione dei disabili e che nei giorni scorsi ha sollecitato l'intervento delle istituzioni incontrando, in piazza Montecitorio, il presidente della Camera, Laura Boldrini. Il pensiero in questo momento è alla famiglia del ragazzo autistico che sta provando una ''grande sofferenza''.
L'appello - Ma Toni Nocchetti, promotore dell'associazione, si rivolge anche ai genitori degli alunni andati via. ''Non sanno di avere in classe qualcuno che è una risorsa per i loro ragazzi. Io, che non ho figli disabili, so quanto possano arricchirsi dal fatto di non essere soli''. Interrogativi anche sulla preparazione della scuola stessa di fronte a questi problemi: ''L'ingresso di quel ragazzo era stato preparato come sarebbe dovuto essere? Si è fatta una riunione per far incontrare i genitori e chiarire tutto?''.
22 settembre 2013



l'unico commento che mi viene in mente è questo , che ho scritto condividendo al news sulla mia bacheca di facebook : Ma che razza d'educazione dai a tuo figlio facendo tale imbeccillità ? almeno se non ne puoi fare a meno , inventa scuse meno banali e più plausibili . Oppure se hai ..... il coraggio la veriità . stronzo\i

27/01/13

LE .. DI BERLUSCONI "L'Italia non ha le stesse colpe della Germania; all'inizio adesione inconsapevole a politiche nazismo"



Evidentemente non conosce completamente la storia italiana di quel periodo . Eccoli    lo  so che  è come lavare la testa  all'asino con il sapone  o dare le perle ai porci   ma  è per  gli ignoranti  ,  strumentalizzatori  ( indipendentemente dall'ideologia  ) ,   ecc  che  scrivo .  Prima o poi qualcosa  arriverà ed  immagini come  questa  saranno solo un brutto ricordo


http://it.wikipedia.org/wiki/Lista_dei_luoghi_dell'Olocausto_in_Italia
http://it.wikipedia.org/wiki/Crimini_di_guerra_italiani#Campi_di_concentramento
http://it.wikipedia.org/wiki/Crimini_di_guerra_italiani( già iniziati in epoca pre fascista )



Le  cose  sono   o che  Berlusconi è  ignorante  o   che  ignora per  convenienza  politica  siamo  sotto  le elzioni  e  rischia  grosso  e  quindo ha  bisogno di voti  utili in  particolari neonazistri (  forza  nuova  e casa pound  e affini ) o  di tutti quegli italiani   che ancora  credono nel mito italiani brava gente 



Tutt'altro spessore anche se altalenante  purtroppo i recenti fatti contraddicono queste dichiarazioni.
Ottobre 2012 "La Procura di Stoccarda archivia l'inchiesta: mancano le prove delle responsabilità dei singoli soldati delle SS. Il 12 agosto 1944, nella località toscana, furono uccise 560 persone, ma almeno non nega la colpa e le responsabilità storiche del suo popolo , è il discorso dela Merkel








oltre all'Italia che offri protezione e aiuto agli ebrei vedere link che trovate sotto ci fu anche un italia complice

  fonte   settimanale   l'espresso   21\1\2010
Anniversari Quell'Italia complice dell'Olocausto di Gianluca Di Feo

Migliaia di ebrei catturati dalla polizia e consegnati ai tedeschi, senza pietà per donne, vecchi e bambini. Una macchina di morte voluta da Mussolini. Ora un libro ricostruisce le responsabilità nel genocidio. A partire dal campo di Fossoli (21 gennaio 2010)
Sulle torrette del campo dove venivano rinchiusi gli ebrei c'erano agenti di pubblica sicurezza. A scortare il treno per Auschwitz c'erano carabinieri. Ed è stato un italianissimo commissario ad arrestare una bambina di sei anni, individuata a Venezia nella famiglia dove i genitori l'avevano nascosta, e ad accompagnarla fino a quel recinto di filo spinato alle porte di Carpi: il primo passo di un cammino che si sarebbe concluso nella camera a gas. Così come erano italiani i loro colleghi delle forze dell'ordine che dal novembre 1943 alla fine della guerra hanno dato la caccia agli ebrei in tutte le città del Nord. Retate ricostruite nel dettaglio in un volume che spazza via i luoghi comuni sulle responsabilità della Repubblica di Salò nell'Olocausto e ci costringe a guardare un capitolo della nostra storia che da 65 anni nessuno vuole approfondire. In "L'alba ci colse come un tradimento" Liliana Picciotto, la più importante studiosa italiana della Shoah, sintetizza anni di ricerche. Nelle 312 pagine pubblicate da Mondadori non fa mai ipotesi: elenca fatti, si limita ai documenti. Calcola le presenze nelle anticamere padane dei lager in base alle razioni di pane fornite, confronta diari e testimonianze, atti di processi nascosti nel dopoguerra in nome della ragione di Stato. Non usa un solo aggettivo.


Non servono, perché il risultato del suo lavoro è agghiacciante: la ricostruzione della vita e della morte di migliaia di ebrei, arrestati da italiani nei territori della Repubblica sociale, spediti nel campo modenese di Fossoli e poi deportati nei lager. Chi prese parte a questa colossale caccia all'uomo poteva ignorare la "soluzione finale"? Poteva ignorare la strage a cui stava collaborando? Era difficile credere che ultrasettantenni e bambini venissero trasferiti nel Reich per lavorare e contribuire alla macchina bellica tedesca. Quando anche i vecchietti dell'ospizio israelita di Firenze vengono caricati sui treni, nessuno a Fossoli si fa più illusioni. Ma ancora altri ebrei vengono rastrellati dai funzionari della polizia e dei residui carabinieri rimasti in servizio al Nord (la maggioranza dell'Arma si schierò con la monarchia e venne perseguitata dai nazisti), fino a pochi giorni prima della Liberazione: uomini che spesso hanno continuato a indossare la stessa uniforme nella Repubblica del dopoguerra. Il giorno della Memoria celebrato il 27 gennaio anche nel nostro Paese non dovrebbe ricordare solo le colpe altrui: ci sono grandi responsabilità italiane, di istituzioni e di singoli. La scorsa domenica Benedetto XVI nella storica visita alla sinagoga di Roma ha ancora una volta condannato l'antisemitismo e rievocato il primo grande rastrellamento, «una tragedia di fronte alla quale molti rimasero indifferenti». Ma molti altri italiani ebbero un ruolo attivo nel genocidio.
Il 14 novembre 1943 il Partito nazionale fascista aveva dichiarato: «Tutti gli appartenenti alla razza ebraica sono stranieri, durante questa guerra appartengono a nazionalità nemica». Due settimane dopo il ministro dell'Interno ne ordinò l'arresto e l'internamento.
Al momento dell'armistizio nel territorio della Repubblica sociale erano rimasti intrappolati 32-33 mila ebrei: poco meno di un terzo venne ucciso dai nazisti. Le vittime identificate della Shoah sono 8948, ma c'è la certezza che altre centinaia di persone siano sparite nei forni crematori. Dopo l'8 settembre 1943 i nazisti portarono avanti i primi rastrellamenti da soli: il più drammatico quello del Ghetto di Roma, con 1.020 persone catturate di cui 824 assassinate poche ore dopo l'arrivo ad Auschwitz-Birkenau. Ma già dal 3 novembre 1943 i reparti speciali delle Ss vennero affiancati dagli agenti delle questure: insieme agirono a Firenze, Genova, Bologna, Siena, Montecatini. Da dicembre tutte le operazioni passarono nelle mani dei poliziotti italiani, che per non essere inferiori all'alleato, "ripulirono" subito il ghetto di Venezia e quello di Mantova. Per gran parte del 1944 furono solo le forze dell'ordine italiane ad alimentare la macchina dello sterminio, eliminando le comunità ebraiche dell'Italia centro-settentrionale. Vennero creati 29 campi provinciali, con una struttura centrale, l'anticamera fascista dell'Olocausto: Fossoli, una serie di baracche e recinti a pochi chilometri da Carpi costruiti per custodire i prigionieri di guerra inglesi. Fossoli è rimasto totalmente sotto controllo italiano fino al febbraio 1944: non c'erano crudeltà, né fame, né malattie. Gli internati non erano obbligati al lavoro e potevano scambiare posta con l'esterno. Insomma, nulla a che vedere con le condizioni dei lager nazisti. Ma la sorte finale era la stessa. Si saliva sui treni per Auschwitz e all'arrivo chi non era giudicato utile per il lavoro veniva assassinato. «Gli italiani riempivano Fossoli, i tedeschi lo svuotavano».
E questo meccanismo è proseguito anche dopo l'insediamento a Fossoli delle Ss, che lasciarono agli agenti della questura solo la sorveglianza delle recinzioni esterne, rendendo più dure le condizioni di vita. Il primo convoglio partì il 22 febbraio 1944 con circa 640 persone: 153 furono selezionate per le fabbriche, il resto finì direttamente nelle camere a gas. Tra loro Leo Mariani, un bambino di pochi mesi: la madre venne arrestata dalla polizia nell'ospedale di Firenze dove era ricoverata in attesa del parto. Venivano da 22 città diverse - da Como a Vicenza, da Pavia a Cuneo - ed erano stati tutti arrestati da agenti e carabinieri. Da Fossoli in nove mesi sono partiti 12 treni. Quello del 5 aprile 1944, per esempio, trasportò 609 persone: solo 50 sono sopravvissute al lager. Tra quelli che non sono tornati c'erano 41 ultrasettantenni e 33 bambini: Roberto Gattegno aveva solo dieci mesi. Le liste delle persone spedite verso i forni erano scelte spesso casualmente. Ricorda Nina Neufeld Crovetti, ebrea figlia di un matrimonio misto e obbligata a fare la segretaria nel campo emiliano: «Il vicecomandante Hans Haage veniva in ufficio e diceva: "Su avanti ragazza! Si comincia di nuovo, ci sbarazziamo di un bel gruppo!". Se ne rallegrava ogni volta».
Da Fossoli partirono in 2.844, solo un decimo è sopravvissuto: tra i pochi, Primo Levi. In Italia c'erano altri due campi - quello di Bolzano e quello di San Sabba, usato anche per assassinare partigiani e oppositori politici - nelle province che erano state annesse al Reich: il Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, parte del Veneto e l'Istria. Solo da Bolzano presero la via dei lager altre 4.500 persone, altre migliaia dalla Risiera di San Sabba. Il tutto sempre con la collaborazione di italiani. I vertici di Salò trattarono la questione con la stessa freddezza burocratica dei gerarchi nazisti. Il libro si chiude con l'esposto che i familiari ariani dei deportati scrivono a Benito Mussolini: «Eccellenza, ci sono casi pietosi. Madri con bambini (fra le quali la Uggeri con una piccola di 4 anni)... donne anziane, vecchie con salute malferma... I sottoscritti vivono ore pietose, essendo privi da oltre due mesi di notizie e temono per la vita dei loro cari. Sono mariti, mogli, figli che piangono senza avere nessuna colpa». La supplica viene girata dalla segreteria particolare del Duce all'Ispettorato per la razza. La risposta del 1° marzo 1945 è raccapricciante: «Questo Ispettorato, trattandosi di misure di polizia rispetto alle quali esso ha competenza nella determinazione delle direttive di massima in collaborazione con altri dicasteri chiamati a decidere, non può avocare a sé una decisione sull'istanza degli interessati». E Liliana Picciotto conclude: «Come a dire che la macchina della persecuzione antiebraica, avviata nel 1938 dal regime fascista e radicalizzata nel 1943, non era da tempo più governabile.
Questo fatto non attenua in nulla la responsabilità che i governanti, le istituzioni, l'amministrazione, la burocrazia italiani portano pesantemente per le le sofferenze inflitte e per le migliaia di lutti provocati». In appendice al volume c'è una raccolta di testimonianze dirette. Tra tutte, la deposizione di una SS, Eugen Keller, che in un processo berlinese ha descritto il viaggio da Fossoli ad Auschwitz del 16 maggio 1944: «Cosa volesse dire Auschwitz lo seppi durante il viaggio da uno degli ebrei. Disse che Auschwitz era un campo di annientamento nel quale sarebbero stati uccisi. Dapprima non gli credetti...». Eugen Keller racconta che nel vagone sigillato una donna aveva partorito. Carolina Lombroso Calò, moglie di un eroe della resistenza, «non era fuggita dalla sua casa rifugio a Cascia di Reggello in provincia di Firenze perché non pensava che una mamma incinta con tre bambini (Elena di 6 anni, Renzo di 4, Albertino di meno di 2 anni) potesse essere arrestata. Invece i carabinieri avevano obbedito agli ordini e fermato il gruppetto». La donna e i suoi quattro bambini, incluso il neonato, furono tutti uccisi poche ore dopo l'arrivo nel lager. «Abbiamo obbedito agli ordini» è la giustificazione di tutte le Ss chiamate in causa per l'Olocausto. Ma in Germania da sessant'anni ci si interroga e ci si chiede come sia stato possibile che un popolo intero abbia partecipato al massacro. In Italia delle migliaia di ebrei consegnate nelle mani dei carnefici non si parla. Nonostante quegli ordini fossero stati emanati da Benito Mussolini, ancora oggi c'è chi ripete in modo assolutorio che «il Duce non uccise gli ebrei». Vero: si limitò a consegnarne migliaia al boia. E nel libro di Liliana Picciotto ci sono tutte le prove: un'opera definitiva, senza attenuanti

18/03/12

sterilizzazione animale uguale aborto ? ma che cazzate sono

da  un volantino dell'Unaeco   (  http://www.unaecoanimali.it/   )


I CANILI SONO PIENI DI INCARCERATI INNOCENTI E LA GENTE NELLE VICINANZE NON HA CARO ALTRO CHE CREPINO, CANI E VOLONTARI COMPRESI... 
I GATTILI SONO PIENI ANCH'ESSI DI FELINI MIAGOLANTI CHE AL MASSIMO POSSONO MUOVERSI IN POCHI METRI QUADRI DI VOLIERA, DOVE NON DI RADO MUOIONO BRUCIATI VIVI DA CERTE PERSONE, CHE ALTRIMENTI RICORRONO A VELENI SE TRATTASI DI COLONIE LIBERE... 
TUTTE LE PERSONE DEL MONDO AMANO PROFONDAMENTE TUTTI GLI ANIMALI...A PAROLE! 
MA A FATTI OLTRE A MANGIARSI QUELLI CONSENTITI DALLA LEGGE (E ANCHE OLTRE) PENSANO BENE CHE DI QUESTI STESSI CANI E GATTI CE NE SIANO ANCORA TROPPO POCHI, E ALLORA VIA...... 
-COMPRIAMO UN CANE O GATTO DI RAZZA INVECE CHE ADOTTARLO, 
-FACCIAMO FARE I SUOI BEI CUCCIOLOTTI O GATTINI CHE ANCHE LORO NE HANNO IL SACROSANTO DIRITTO, 
-NON STERILIZZIAMO IL NOSTRO POVERO ANIMALETTO CHE ALTRIMENTI PUO' PATIRE IN QUANTO FEMMINA VAMP O SUPER MASCHIO PLAIBOY DI FAMA... 
-CON LA NOSTRA ENORME PASSIONE AMOROSA FACCIAMOCI I SOLDI FACENDONE NASCERE A PIU' NON POSSO E VENDENDOLI, COME SE FOSSERO ANCORA TROPPO POCHI E QUASI RARI..E MAGARI CHISSA' UN DOMANI CI SCAPPA ANCHE UN BEL NEGOZINO! 
-E MAGARI UN SOFFERENTE GIORNO (CON SOFFERENZA CHE NON OLTREPASSA I 30 SECONDI) DIAMOGLI UN BEL CALCIO MESSO BENE NEL DIDIETRO CHE TANTO CI SONO QUEGLI IDIOTI VOLONTARI CHE SE NE OCCUPERANNO A SPESACCIE LORO! 

CON LO SCOPO DI SPAZZARE PER SEMPRE VIA TUTTE QUESTE ED ALTRE ASSURDITA', 
PER CERCARE VERAMENTE DI AVVICINARSI AL MERAVIGLIOSO GIORNO IN CUI L'ULTIMO CANE E L'ULTIMO GATTO ADOTTATO ATTRAVERSERANNO L'USCITA DELLE STRUTTURE CHE LI HANNO IMPRIGIONATI INGIUSTAMENTE PER TROPPO TEMPO SENZA PIU' RIAPRIRE QUEL LUCCHETTO RUGGINOSO AL CANCELLO CHE TANTE PERSONE DI BUON CUORE HANNO APERTO E CHIUSO PER GRAN PARTE DELLA LORO ESISTENZA TRA LACRIME, SCONFORTO, DERISIONI E BATTAGLIE CONTRO L'INGIUSTIZIA, CATTIVERIA E IGNORANZA...  (  fra cui quella sentita con le mie orecchie sentita fra due persone inn strada che la sterilizzazione è un omicidio come l'aborto   ) 

INFORMIAMO CON ESTREMO PIACERE CHE L'ASSOCIAZIONE U.N.A. (UOMO NATURA ANIMALI ) METTE A DISPOSIZIONE DI TUTTE QUELLE STRUTTURE E PERSONE CHE HANNO VERAMENTE A CUORE LA PROBLEMATICA DEL RANDAGISMO, IN MODO TOTALMENTE GRATUITO, IL MATERIALE CHE AFFRONTA L'UNICO MEZZO CAPACE DI COMBATTERE ALLA RADICE QUESTA PROBLEMATICA: 
LA STERILIZZAZIONE! 
QUESTA E' L'UNICA ARMA A NOSTRO VANTAGGIO E PROPRIO PER QUESTO E' STATO PRODOTTO UN APPOSITO OPUSCOLO CHE CERCA DI COLMARE TUTTI QUEI PICCOLI-GRANDI DUBBI, INCERTEZZE E MENZOGNE CHE GIRANO ATTORNO ALL'ARGOMENTO.

OPUSCOLO SULLA
STERILIZZAZIONe
Per sfatare dannose falsità ed aiutare a trasformare il proprio senso di colpa in…RESPONSABILITA’ ! 
 Perché…
CHI li ABBANDONA è un  BASTARDO
              E CHI NON LI STERILIZZA ???
INDICE
·       Sterilizzazione… ma che cos’è ???
·       Vantaggi della sterilizzazione
·       Domande più frequenti
·       Cosa succederebbe per un solo parto…
·       In conclusione…

STERILIZZAZIONE…  MA CHE COS’E’ ???

La sterilizzazione è un intervento chirurgico che impedisce la riproduzione. Nell’animale maschio prevede l’asportazione dei testicoli, nella femmina invece delle ovaie e, talvolta anche dell’utero.

L’intervento si effettua in anestesia generale e comporta nella femmina solo alcuni punti di sutura, mentre spesso nel maschio nessuno.
I rischi dell’operazione sono solo quelli legati comunemente a tutte le anestesie e la convalescenza dura poche ore.

VANTAGGI DELLA STERILIZZAZIONE

  • Riduce drasticamente il fenomeno del randagismo, favorendo così lo svuotamento dei canili/gattili ed avviandoli alla definitiva chiusura.
  • Dona una possibilità in più agli animali rinchiusi nei canili/gattili di essere adottati.
  • Riduce l’incidenza dei tumori mammari e delle infezioni a carico dell’apparato riproduttivo.
  • Elimina il nervosismo dovuto alla loro necessità di accoppiarsi e, come conseguenza, anche quello che causa le gravidanze isteriche.
  • Riduce la possibilità di investimenti automobilistici dovuti ai calori.
  • Riduce molto le probabilità di contrarre malattie mortali come la FIV e la FELV, oltre ai tumori.
  • Favorisce l’adottabilità degli animali femmina, che ancora troppo spesso vengono evitate e discriminate per la paura di doversi occupare di eventuali cucciolate.
  • Evita che persone senza scrupoli abbandonino o uccidano nei peggiori modi possibili ed immaginabili le loro cucciolate.
  • Riduce ad una semplice operazione i mille e più disparati problemi che possono derivare da una cucciolata.
  • Riduce le morti sulle strade, che in parte significativa sono anche originate da incidenti provocati dalla presenza di cani/gatti randagi.

DOMANDE PIU’ FREQUENTI

·         E’ giusto sterilizzare i cani/gatti?
Sì, lo è assolutamente per tantissime ragioni, tutte a loro beneficio.
  • Ma non patiscono ad essere sterilizzati?
Assolutamente no! Sono solo false voci di corridoio!
L’animale anzi patisce quando non essendo sterilizzato và in calore e da allora comincia ad essere nervoso,  dimagrire, girovagare e non dar pace, né a se stesso, né alle persone stolte che non l’hanno sterilizzato!
  • E’ vero che dopo ingrassano?
E’ possibile, ma si può controllare attraverso una dieta bilanciata.
  • Non gli viene fatta così un’orrenda ed innaturale mutilazione?
No, perchè sarebbe molto più scorretto imprigionarli in casa e costringerli a non farli accoppiare, oppure lasciarli liberi di accoppiarsi quando vogliono, visto che allo stato attuale i cani-gatti ed il loro destino sarebbe pieno di incertezze e sofferenze, fatto per lo più di randagismo tra mille stenti.
  • Non cambiano carattere?
No, se adorano giocare, sonnecchiare, o qualsiasi altra cosa, dopo l’intervento si comporteranno identicamente.
Anzi, il loro carattere migliora nella maggior parte dei casi.
  • Le femmine sia di cane che di gatto devono partorire almeno una volta nella loro vita, vero?
No, falsissimo! E’ solo una stupida credenza popolare ed a volte addirittura pensiero di ignoranti veterinari. Tutte le femmine anzi, è bene che siano sterilizzate il prima possibile, per prevenire molte malattie incurabili e far sì che non sentano mai la mancanza di un parto.
  • Quando occorre sterilizzare?
Il prima possibile!!! Generalmente l’età a cui viene sterilizzato un cane/gatto è a 6/8 mesi, ma da qualche anno, alcuni veterinari americani e, recentissimamente, qualche veterinario dell’area romana, hanno adottato un metodo “precoce” (*sterilizzazione precoce) che consente di poterla fare già tra le 6 e le 16 settimane. E speriamo tutti lo facciano al più presto!
  • Perchè sterilizzare anche i cani/gatti che stanno sempre in casa e super controllati???
Semplicemente perchè in questo modo, non avendo l’istinto della procreazione, non soffriranno assolutamente per non poterlo soddisfare.
  • Ma se ho già a chi poter affidare i  cuccioli/gattini, mica devo sterilizzare i genitori?
Invece sì! E’ sempre bene non farli MAI figliare, poichè così negheremmo la possibilità ad altri animali di essere adottati e tolti dalla strada, da canili o gattili e da altre terribili situazioni. Siete poi mai andati a controllare che TUTTI quanti i piccoli nati siano stati affidati a persone veramente amorevoli? Siete certi che stiano e che staranno sempre bene?
  • Perchè non concedergli di riprodursi quante volte gli pare in modo naturale?
Si potrebbe rispondere con una domanda: perchè ogni donna allora non mette al mondo i 15 figli che potrebbe avere secondo natura?? Anche in questo caso la sterilizzazione è dovuta, sostenuta inoltre dal fatto che in soli 5 anni una sola gatta può avere più di 25.000 discendenti!!!

  • Perché non lasciare che la natura faccia il suo corso invece di sconvolgerla?
Apparte il fatto che in natura il nostro gatto ed il cane non esisterebbero senza l’intervento dell’uomo, chi poi medita questa domanda, non ricorre forse già a rimedi innaturali per se stesso come ad esempio farmaci? Non indossa forse innaturali scarpe ed innaturali vestiti? E ancora non crede sia forse più innaturale e criminale gettare via animali come cose dopo averli uccisi o lasciarli randagi senza un futuro?
  • Però allora ti piacerebbe se sterilizzassero te?
L’uomo può ricorrere a sistemi contraccettivi, concedendosi rapporti sessuali senza dover forzatamente riprodursi, gli animali NO! E, allo stato attuale delle cose, gli animali non possono permettersi di riprodursi ad ogni rapporto concessogli per la loro condizione di sofferente sovraffollamento.
  • Ma la sterilizzazione non porterà all’estinzione della loro specie?
No! Non c’è sicuramente nessun tipo di pericolo che accada questo! Infatti, anche nei paesi dove la pratica della sterilizzazione avviene in modo massiccio, gli animali randagi prolificano comunque, anche se in numero inferiore; purtroppo diversi animali scappano sempre al controllo, aiutato all’ignoranza delle persone che non sterilizzano i propri animali.
  • Ma non è egoistico sterilizzarli visto che non è una loro scelta?
No! Come non è assolutamente una loro scelta nascere e crescere randagi per essere orrendamente maltrattati e uccisi!
  • Ma se la mia cagna-gatta nel frattempo è già rimasta gravida? Come faccio?
Occorre sterilizzarla subito, o siete forse convinti di potervi sempre prendere cura di loro e di tutti i loro futuri discendenti??
  • Ma la sterilizzazione non è dolorosa?
Doloroso, e anche molto, lo è sicuramente il parto. La sterilizzazione, invece, avviene in anestesia totale, quindi non provoca nessun dolore.
  • Ma non e’ pericolosa?
La gravidanza lo è sicuramente molto di più. Non di rado cagne/gatte muoiono a seguito o durante il parto.
  • Ma se li faccio nascere, tanto non esistono le protezioni animali che li aiuteranno?
Le associazioni e le persone che si impegnano volontariamente per accudirli fanno del loro meglio, ma come si può permettere e pretendere che si accollino sempre tutti i nascituri per conto di chi non vuol sterilizzare?
Pensate sia piacevole passare le giornate e spendere propri soldi per occuparsi dei poveri sciagurati animali degli altri? Inoltre non ci sono abbastanza case, né fondi, né persone per occuparsi di tutti!
  • Ma tanto sapranno cavarsela da soli, da queste parti ci sono tanti boschi! Non sarà anche meglio per loro avere una vita più naturale?
Gli animali domestici non sono come i caprioli o le volpi! In particolare, i cani e i gatti non riescono mai a cavarsela in condizioni così selvatiche. A volte, è vero, accade, ma avete mai visto in che condizioni vivono? Sono animali impauriti, malati e che elemosinano continuamente cibo. La loro vita è solo sofferenza e morte prematura!
  • Ma se li lascio al cassonetto o vicino ad una casa o ancora davanti ad un canile, qualcuno tanto se ne occuperà no?
Un gesto simile è abbandono e punibile severamente dalla legge; ma, apparte questo, è quanto di più vigliacco e stupido si possa fare! Come si fa ad essere sicuri del loro destino (che quasi sempre vuol dire sofferenza e morte)? Ma, soprattutto, come si può essere così ottusi da considerare più cruenta la sterilizzazione dell’abbandono??
E poi, non scaricare sugli altri le TUE responsabilità!
  • Voi forse avete ragione, ma sterilizzare gli animali costa molto e se io non potessi permettermelo?
La maggior parte delle persone che dice una cosa simile mente a se stesso; comunque, sterilizzare sembra oneroso, ma se pensiamo a quanto possa costare il mantenimento ed il doversi occupare della sistemazione dei cuccioli, sicuramente risulta molto più conveniente sterilizzare, anche perchè tutti gli anni, due volte all’anno, si ripresenterà la stessa situazione! Se poi i problemi economici fossero davvero gravi, allora le associazioni di protezioni animali sapranno aiutarvi economicamente nel loro possibile.
  • Và bene sterilizzare, ma basta farlo alle femmine?
No, occorre sterilizzare sia maschi che femmine, poiché purtroppo ci sarà sempre chi non sterilizzerà la propria cagna/gatta, quindi il vostro maschio potrebbe gravidare le femmine altrui, e viceversa per le femmine.
  • Io desidero che i miei figli assistano al parto del nostro cane/gatto, non è forse un bellissimo ed educativo evento? Cosa c’è di più bello?
Se desiderate vivere quest’esperienza allora adottate una cagna/gatta gravida al canile! Molti le abbandonano perché non se ne vogliono occupare! Comunque sia, tenete presente che i vostri figli potrebbero assistere anche alla loro morte! Sia della madre che dei figli! Non permettiamo altre gravidanze!
  • Se i cani/gatti sono nati con organi sessuali non e’ forse giusto che se li tengano e possano riprodursi naturalmente?
I cani/gatti non esisterebbero in natura. Di conseguenza, operarli per non farli riprodurre non è affatto contro natura, ma lo è persistere a non farlo!
  • Voi vorreste convincermi che non sterilizzando anche un solo cane/gatto si contribuisca ad accrescere significativamente il randagismo? Ma quanto prolificheranno mai??!
Sono estremamente prolifici, in modo impressionante;
come si può ben notare dal numero di animali presenti nei canili, gattili e colonie feline.
Basta considerare il fatto che:
1 sola cagna, in soli 6 anni (ed i suoi cuccioli) possono generare circa 67.000 cuccioli!
1 sola gatta, in soli 6 anni (ed i suoi gattini) possono generare circa 73.000 gattini!
  • C’e’ un’età dopo la quale non occorre più sterilizzare cani/gatti?
No, non c’è un’età massima dopo la quale non è più necessaria la sterilizzazione.
Ma il rischio di tumori mammari aumenta di molto per ogni calore in più cui è soggetto l’animale.
  • Ma perché sterilizzare gli animali se tanto prima o poi i randagi vengono fatti adottare dalle protezioni animali?
Non è purtroppo vero, cani/gatti randagi molto spesso invece restano per sempre reclusi nei canili/gattili, a meno che non siano soggetti piuttosto giovani e in salute, inoltre prima di giungervi devono sempre fare i conti con molteplici pericolose situazioni, spessissimo dagli esiti gravi o mortali, alle quali negli ultimi anni si sono anche aggiunti:
-          rapimento di soggetti per la loro vendita ai laboratori di vivisezione.
-          uccisione per potersene cibare (incrementato dalla notevole presenza di persone asiatiche nel nostro paese).
                      
-          interesse di canili/gattili privati ad accalappiare ed ospitare il maggior numero di animali possibili, per poter godere dei compensi economici comunali, scoraggiando anche la loro adozione.
COSA SUCCEDEREBBE PER UN SOLO PARTO…

Cosa succederebbe se, come da molti ritenuto necessario, ogni cagna o gatta avesse almeno una volta nella vita una cucciolata???
Qui serve la matematica…
Ogni animale partorirebbe una media di circa sei cuccioli, considerando che a volte sono solo 2 o 3, ma molto spesso, soprattutto nelle cagne di grossa taglia, le cucciolate possono essere anche di 10/12 individui.
Se la metà sono femmine (3) anche queste, nel giro di un paio d’anni avranno messo al mondo 18 cuccioli.
Dopo altri 2 anni anche le 9 giovani cagne/gatte avranno sfornato 54 nuovi animaletti.
Passano altri 2 anni ed i proprietari ritengono che sia ormai ora anche che le ventisette cagne/gatte della terza generazione abbiano i loro bei cucciolini:
ecco che 162 pallette di pelo vedono la luce.
Ancora altri 2 anni: 81 cagne/gatte hanno prodotto
486 cani/gatti che cercano un nuovo proprietario!

Sono passati a questo punto solo 10 anni dal primo della serie dei parti.
In questo calcolo nessuna mamma pelosa ha figliato più di una cucciolata, ma nonostante ciò la cifra totale degli animali si è quasi CINQUECENTUPLICATA!!!

Siete sicuri che sia così facile trovare tutte queste persone desiderose di adottare almeno uno di questi animali???

Se esistessero così tante persone che vogliono adottare un animale come mai allora nei rifugi ogni anno il numero dei cani e dei gatti continua a crescere???

Solo in Italia si calcolano 100.000 nuovi cani abbandonati ogni anno.
Nessuno sa invece quanti gatti, ma molto probabilmente almeno 3 volte superiore!

SIETE ANCORA DEL PARERE CHE OGNI CAGNA/GATTA DEBBA AVERE I CUCCIOLI ALMENO UNA VOLTA NELLA VITA???

SE SI’, ALLORA QUESTO E’ PURO EGOISMO E SADISMO!


Tratto da calcoli fatti dalla Dott.ssa Laura Torriani, membro dell’ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani).
IN CONCLUSIONE…
- STERILIZZA SEMPRE TUTTI i tuoi animali!
 - MOBILITATI affinché anche gli altri lo facciano!
- NON ACQUISTARE MAI nessun animale, ma ADOTTALI da un CANILE o GATTILE!
-RICHIEDI copie di questo opuscolo e DIFFONDILO il più possibile!

Inoltre ricorda che è OBBLIGATORIO mettere il microchip o tatuare il tuo cane, che è consigliabile farlo anche al tuo gatto e che semplicemente fargli indossare una piccola medaglietta con il tuo numero di telefono, potrà facilitare e velocizzare le operazioni di riconsegna dell’animale in caso di smarrimento o rapimento…non è poi certo a loro gradito soggiornare in un canile/gattile!
Per qualsiasi altro dubbio puoi informarti presso le associazioni animaliste e dal tuo veterinario di fiducia.
…STERILIZZARE E’ L’UNICA SOLUZIONE!

*Nota bibliografica di approfondimento sulla “sterilizzazione precoce":

1.Short-Term Results and Complications of Prepubertal Gonadectomy in Cats and Dogs. JAVMA 211(1): 57-62 July 1, 1997

2.Prepubertal Gonadectomy in Dogs and Cats – Part II Compend Contin Educ Pract Vet 21(3): 197-201 March 1999 Review article 18

3.Prepubertal Gonadectomy in Dogs and Cats – Part I Compend Contin Educ Pract Vet 21 (2):103 – 111 February 1999 Review article 18

4. The Effect of Prepubertal and Postpubertal Gonadectomey on Penile Extrusion and Urethral Diameter in the Domestic Cat Vet Radiol 37 (5): 363 -366 Sept/Oct 1996 Review Article 23

5. Prepubertal Gonadectomy in the dog: Effects on skeletal growth and physical development Vet Surg 18 (1):61 Jan/Feb 1997

6. Gonadectomy in immature dogs: effects on skeletal, physical and behavioural development. JAVMA 1991 April ,198(7): 1193-203

7.Effects of Prepubertal Gonadectomy on physical and behavioural development in cats. JAVMA 1996 Dec 1; 209 (11): 1864 -71

8. Implications of Early Neutering in the dog and cat. Semin Vet Med Surg (Small Animals) 1995 Feb: 10 (1): 8 -12



SI RINGRAZIA PER LA CONSULENZA MEDICO-VETERINARIA,
 L’AMBULATORIO VETERINARIO DEL DOTT. GIANNETTI DI LAMPORECCHIO (PT)


Archivio blog

Si è verificato un errore nel gadget