Mercoledi sera per far contento mo padre abbiamo scelto di. saltare il tg de la 7 , il cavallo e la torre e
otto e mezzo ed abbiamo deciso di. vedere un film . Stavlta è toccato a me scegliere è su prime leggendo
i var incipit dei film , incuriosito ho scelto Il violinista di Mirko Zullo Tratto dal racconto "Il violinista di Piazza Mercato" di Alessandro Chiello . Ad decidere per la scelta c'era il fatto che fosse Un film sul passato che torna prepotentemente a galla, sulla solitudine, ma anche sulla flebile speranza che spesso
solo qualcosa di trascendentale come la magia creata dalla musica classica può scaturire. Note di violino di un passato che sembra lontanissimo, eppure torna a bussare ai cuori delle nostre anime in una frazione di secondo, proprio come i fantasmi che fanno ombra sulla serenità dei protagonisti di questa pellicola. Un film che non racconta storie di personaggi vincitori, ma di figure combattive e soprattutto, nel bene e nel male, sincere con quanto sentono dentro di sé.
Un film di un passato che sembra lontanissimo, eppure torna a bussare ai cuori delle nostre anime in una frazione di secondo, proprio come i fantasmi che fanno ombra sulla serenità dei protagonisti di questa pellicola. Un film che non racconta storie di personaggi vincitori, ma di figure combattive e soprattutto, nel bene e nel male, sincere con quanto sentono dentro di sé.
Un film
Stefano Guerrasu https://www.mymovies.it/
discreto come dove la regia è l'unica àncora di salvezza. Un film che avrebbe potuto dare molto di più e dove non basta nascondere la polvere sotto il tappeto con scenografie da cartolina (i luoghi sono belli e li ho riscoperti di persona la stagione scorsa). Montaggio a ritmo elementare, quasi scolastico e banale. Tra gli attori salverei solo Fabrizio Rizzolo, anche se a modo loro ognuno si vede che ha cercato di fare quanto più poteva e proprio per questo, ripeto, salvo solo il regista e gli sforzi che avrà sicuramente dovuto fare per far stare assieme tutto.
Peccato , il soggetto era buono , per la pesantezza e per il modo con cui è strutturato il monraggio e la sceneggiatura . Mal strutturato nello svolgimento inizia subito con una scena erotica tra il tombeur de femme e l'amica della protagonista ( di cui ... da lui ) del segreto che la lega al violinista . Finale troppo veloce e prevvedibile , di facile intuizione si capisce il 90 % dai flashback . Lo si può abbandonare benissimo ed evitarsi l'ultima mezz ora . Un tentativo di rifarsi al film Canone inverso - Making Love
voto 5.5

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