Nostra patria è il mondo intero e nostra legge è la libertà
9.9.09
Non siamo tutti uguali (parte seconda)
2.9.09
Luce della città

Foto tratta dall'album di Sirena Milonguera
Figure come Teresa non sono mai sole, dietro di esse si scorgono sempre moltitudini, scie umane, di ogni credo, etnia, cultura, età, sesso. Il suo nome non può essere ovviamente slegato da quello di Gino, ma nemmeno da altri che, alcuni anni fa, imparammo a conoscere: Daniele, Adjmal [nel link viene ricordato anche l'episodio dell'abbandono della sede afgana di Emergency a causa dell'intenzionale dabbenaggine dei nostri insigni "statisti", n.d.A.], Rahmatullah, Said.
Adjmal e Said non ce la fecero, Daniele venne liberato, poi su Teresa, Gino e la loro attività è calato pian piano il silenzio. Solo la morte di lei, ora, ricorda di quali figli è capace questa metropoli senz'anima, sotto i lustrini e i vip incivili. Ma basta coi sacrifici estremi, per favore. Basta con questa maledetta ingiustizia.
Daniela Tuscano
10.5.09
Storico abbraccio tra le vedove Calabresi e Pinelli

riconciliazione non possa passare dalla dimenticanza dei fatti, come se con il tempo avvenimenti tragici e gravi potessero non essere più tali solo per la distanza con cui non si riesce più a scorgerli nitidamente. Al contrario: bisogna ricordare bene tutto, soprattutto le offese ricevute e fatte, proprio per riuscire a comprendere la dinamica degli avvenimenti, farsi carico di eventuali proprie responsabilità, e provare almeno ad intuire quali possano essere le ragioni che hanno spinto gli altri a fare quello che hanno fatto. Quell'abbraccio è la dimostrazione che è possibile sempre trovare qualcosa che unisce e che ciò può permettere di iniziare un percorso di riconciliazione.
Portavoce europeo del Movimento Umanista
Candidato indipendente nelle Liste di IDV nella Circoscrizione Nord Occidentale
22.4.09
18.3.09
Qui non si denuncia nessuno
Questo cartello è appeso in bella evidenza all'ingresso di uno studio medico di Roma! Bisogna sapere che non ci sono solo le ronde leghiste e le leggi che qualcuno chiama erroneamemte fasciste. In realtà si tratta di disposizioni ottuse-becere- demenziali. Come l'idea che i prefetti controllino le banche. Magari potremmo far seguire i giornalisti dai sacrestani, i giudici dai bidelli, gli attori dai vigili, gli scrittori dai pompieri, i medici dalle guardie forestali.
Accanto a un' Italia cialtrona che si diverte con le barzellette da trivio del capataz, ce ne è un'altra civile e dignitosa. Fa bene saperlo.
21.10.08
Foa, addio poeta

2.10.08
Il poeta e il presidente - Vendola a Cormano commenta i "Promessi Sposi"

La lingua è un segno che codifica una società: e anche la giustizia passa dalla lingua. La giustizia inizia dal piano culturale: "Manzoni ha inventato una lingua nuova, dedicando il suo romanzo alle 'genti meccaniche' fino allora ignorate. Non si è occupato di grandi imprese, nobili e cavalieri, che certo sono presenti nel suo romanzo, ma non ne sono mai i veri protagonisti. No, i protagonisti sono due persone comuni, due persone come tante e come tutti". E anche oggi, ha proseguito Vendola, i problemi dei "tanti" sono usciti dal cono di luce dei media: oggi conta il denaro, il possesso, l'apparenza, anche nella politica in senso stretto.



28.9.08
Senza titolo 907
Il mio figliolo è un amore di bambino. Lunedi siamo stati a vedere uno
spettacolo teatrale dal titolo struggimenti ed è stato tranquillo durante tutto
lo spettacolo. tutti mi hanno fatto i complimenti per come è stato
silenzioso. ha seguito la rappresentazione teatrale a occhi spalancati,
interessato al movimento degli attori. poi ieri siamo andati ad ascoltare la
testimonianza di claudia Koll nella chiesa di San Francesco. l'evento è
iniziato e si è concluso con un concerto di musica sacra. mio figlio,
nonostante ha 4 mesi, è stato silenzioso ed attento a ciò che avveniva in
chiesa.
Mamma Romilda
5.6.08
Pace, non pacifismo

Mentre i Grandi del mondo si accapigliavano al vertice della Fao e vociavano contro le esecrande provocazioni di Ahmadinejad senza però riuscire a elaborare un'efficace strategia per contrastarlo, gli amici de Il Dialogo hanno concluso il terzo dialogo islamo-cristiano. Da diversi anni, anche in tal caso nel più totale disinteresse dei canali informativi, un nutrito numero di uomini e donne portano avanti un discorso alternativo allo scontro di civiltà. Un confronto serrato, avulso da melliflui sincretismi.
Ai leghisti che scalpitano per varare il reato d'immigrazione clandestina replica un infuocato Alex Zanotelli. Grazie al cielo abbiamo ancora lui.
Un tempo le donne esigevano non solo pane, ma anche rose. Oggi non abbiamo né l'uno né le altre; per questo si regredisce. E noi siamo e vogliamo essere persone di pace, non pacifisti. C'è bisogno d'un mondo più gentile, della forza della natura, dell'umana lentezza.
fiori di Adriano Celentano - Giovanni "Neffa" Pellino
Svegliati nel sole che sta nascendo,
quanta strada ho fatto per arrivare in tempo,
ora lascia i sogni che abbiamo chiuso dentro
sussurrare ancora nel vento.
Tornano alla luce i miei occhi stanchi,
tutto il mio futuro è adesso che mi guardi,
prima c'era il vuoto di queste stanze così grandi
e i silenzi troppo ingombranti.
Per noi che abbiamo avuto tutto il mondo contro
e già sappiamo che si prova a stare in fondo,
per noi deve esserci un'uscita sull'esterno
e un giorno dopo quest'inverno.
Dimmi che è l'istante che hai atteso sempre
e ora che ci siamo non serve dirci niente.
Siamo stati soli anche quando c'era troppa gente
nella nebbia controcorrente.
Per noi che abbiamo avuto tutto il mondo contro
e già sappiamo che si prova a stare in fondo,
per noi deve esserci un'uscita sull'esterno
e un giorno dopo quest'inverno.
(Coro) Ora sentimi vicino a te, ora sentimi vicino a te...
E come i fiori aperti che credevamo persi (ora sentimi vicino a te) ritorneranno i giorni senza la pioggia su di noi (ora sentimi vicino a te) e come i giorni aperti..dodadodide... (ora sentimi vicino a te)
30.4.08
Senza titolo 481
siamo i ribelli della montagna...
sabina guzzanti, fiorella mannoia, elio, ustmamò
Siamo i ribelli della montagna
viviam di stenti e di patimenti
ma questa fede che c'accompagna
sara` la legge dell'avvenir. [a solo]
Dalle belle citta' date al Biscione
fuggimmo un dì via dalla televisione
cercando liberta' nella memoria
contro chi tutti i dì cambia la storia.
Senza paura di guerra e terroristi
senza temere i deliri dei leghisti,
armammo le menti, togliemmo la paglia,
temprammo il cuore e i muscoli in battaglia!
Siamo i ribelli della montagna
viviam di stenti e di patimenti
ma questa fede che ci accompagna
sara` la legge dell'avvenir. [coro]
La giustizia è la nostra disciplina
liberta` e` l'idea che ci avvicina
arcobaleno il color della bandiera:
l'Italia s'è svegliata forte e fiera!
Al sentirci da ogni lato assediati,
mettemmo da parte i discorsi malati,
provammo l'ardor della grande risposta,
sentimmo l'amor per la patria nostra!
Siamo i ribelli della montagna
viviam di stenti e di patimenti
ma questa fede che ci accompagna
sara` la legge dell'avvenir. (x3) [coro]

1.4.08
Senza titolo 389
Stamatina scaricando la mia email apprendo dalla Newsletters di www.censurati.it che : << L'imprenditore calabrese Giuseppe (Pino) Masciari, Testimone di Giustizia ha lasciato la località protetta senza scorta per recarsi in Calabria come forma estrema di protesta in attesa della risposta delle istituzioni e contemporaneamente chiede per la famiglia asilo politico o adozione ad altro Stato.( .... continua qui ) e dalla lettura di questo articolo mi viene in mente questa canzone dei SubSonica scaricabile dal loro sito : <<Ancora ad odiare (domestic version) versione acustica 2004 >>
15.3.08
Senza titolo 324
Esprimo solidarietà alla giornalista del quotidiano "Il Mattino di Caserta", Rosaria Capacchione, per le minacce di morte di morte di cui è stata bersaglio negli ultimi giorni. La camorra campana ha apura della visibilità perchè implicherebbe un interessamento maggiore dello Stato al problema mafie nel Sud Italia. Non ci sono giornalisti con il coraggio di Rosaria Capacchione a Caserta. Ognuno pensa solo alla fetta di potere che può dargli lo status di gate kepper del'informazione casertana. Con orgoglio posso dire che quando facevo la corrispondente locale da Santa Maria Capua Vetere (Caserta) ho avuto l'o0nore di parlare telefonicamente con la dottoresa Capacchione per concordare la pubblicazione di alcuni miei articoli ed il mio colloquio di lavoro l'ho sostenuto anche con lei.
Romilda Marzari
29.6.07
Giornalista della MSNBC si rifiuta di dare la notizia della liberazione di Paris Hilton
Guardate questo video e legget tale news riportata dal corriere.it del 29\6\2007
24.5.07
Senza titolo 1852
(...)
Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di provincie, ma bordello!
ll'anima gentil fu così presta,
sol per lo dolce suon de la sua terra,
di fare al cittadin suo quivi festa;
e ora in te non stanno sanza guerra
li vivi tuoi, e l'un l'altro si rode
di quei ch'un muro e una fossa serra.
Cerca, misera, intorno da le prode
le tue marine, e poi ti guarda in seno,
s'alcuna parte in te di pace gode.
(....)
divina Commedia Purgatorio canto VI versi 76-86
Ma mai è possibile che In Italia anche le celebrazioni ufficiali ( oltre che , al 90 % , vuote e retoriche ) devano essere essere sempre palestra per strumentalizzazioni politiche \ ideologiche che spesso ( ed è questo il

In questi giorni oltre a celebrare la strage di capaci qui in sardegna si celebrava la persona di Emanuela Loi un membro dellla scorta , decapitata nella strage di via d'Amelio, del giudice Borsellino è successo questo
dalla nuova sardegna del 24\5\07
SASSARI. A un certo punto Gianfranco Ganau e Alessandra Giudici si sono guardati negli occhi. Allibiti. Non c’è stato bisogno nemmeno di dire nulla, è bastato un rapido sguardo d’intesa. E adesso che si fa? Ci alziamo e ce ne andiamo, o continuamo a sentire questa roba qui? Sul palco, Daniele Sechi (nella foto sopra), segretario del sindacato di polizia (Sap), imperterrito continua a leggere le sue 9 pagine: «Ora va fatta giustizia dei tanti Caino che si sono riciclati in un Paese che dimentica troppo in fretta». L’allusione non è sottile: sono gli ex brigatisti arruolati come consulenti dal governo Prodi.
E poi, giusto per non creare ambiguità, ecco i nomi e cognomi: «Susanna Ronconi, brigatista, già consulente del ministro Turco e oggi del ministro Ferrero. Franco Bonisoli, ergastolano, componente del commando di via Fani, dove venne trucidata la scorta di Aldo Moro, scontati 13 anni, ora è consulente del ministro Turco. E poi Sergio D’Elia, brigatista condannato a 30 anni per l’omicidio dell’agente di polizia Dionisi, dopo 12 anni riabilitato e oggi segretario della presidenza della Camera dei deputati. Se queste persone hanno avuto un’occasione di rifarsi una vita, ce ne sono altre alle quali è stata tolta per sempre. Prima di affidare incarichi istituzionali a chi ha commesso tali delitti gravi, i ministri dovrebbero riflettere due volte e pensare alle famiglie delle vittime». E allora giù con una lunga tirata sulle stragi delle Br.
E’ la giornata del ricordo della «Strage di Capaci», quando quel lontano maggio di 15 anni fa saltarono in aria il giudice Giovanni Falcone, la moglie, gli uomini della scorta, e quell’aurea di invulnerabilità che lo Stato portava con sè. Il discorso di Sechi, ad ogni parola aggiunta, è lì lì per precipitare nell’incidente diplomatico. I rappresentanti di tutte le istituzioni sono seduti in prima fila, con la fascia tricolore, le divise, le stellette, i cappelli, e una faccia seria da commemorazione. Quando Daniele Sechi si avventura in un sentito rigraziamento per Beppe Pisanu, che da ex ministro dell’Interno del governo Berlusconi ha sostenuto l’iniziativa del Sap e promosso la giornata della memoria, nel piazzale della caserma La Marmora cala una coltre di imbarazzo e il termometro cala di dieci gradi. Infine la goccia che fa traboccare il vaso. Sechi, già incollato al microfono da diversi minuti, legge integralmente un intervento di Pisanu. Divora sino all’ultima riga. Conclude: «Firmato Beppe Pisanu, ministro dell’Interno». E’ troppo. Gianfranco Ganau non crede alle sue orecchie, gli occhiali neri di Alessandra Giudici celano una brutta perturbazione. Stanno per alzarsi e andare via. Il Prefetto di Sassari Salvatore Gullotta con una mano sul braccio della Giudici salva in extremis una cerimonia ormai in caduta libera. Il presidente della Provincia si accomoda nuovamente. Dice: «E’ inacettabile che una manifestazione come questa sia strumentalizzata in chiave elettorale e propagantistica. E’ stato associato un colore politico alla illegalità e un altro a chi la combatte». Il sindaco invece non ha tanta voglia di gettare benzina sul fuoco. Dice: «Queste commemorazioni sono fatte per unire anche gli schieramenti più lontani. Un’attenzione particolare e una doverosa sensibilità mi sarei aspettato da chi questa cerimonia l’ha organizzata». Il segretario del Sap forse è andato oltre le sue intenzioni. Dice: «Sono stato frainteso, di certo non volevo attaccare il Governo Prodi. Il mio non era un discorso politico, ho parlato di una legge sbagliata, da rivedere, che non rispetta la memoria delle vittime. Tutto ciò che ho detto è agli atti parlamentari. Provate a digitare su Google: “Susanna Ronconi-ministro Turco-incarico”. Vedrete cosa vien fuori». Due link sono dell’Osservatoriodroga, il terzo è Destraforever.
10.4.07
Richiesta tutela minori
Alla cortese attenzione di
Giovanna Melandri,
ministro delle Politiche Giovanili
e Attività sportive
Barbara Pollastrini,
ministro Diritti e Pari Opportunità
Rosy Bindi,
ministro per la famiglia
Le scrivo per sottoporLe un problema che richiede un intervento tanto tempestivo quanto deciso. Confido nella Sua sensibilità di donna e ministro e nel Suo interessamento ed appoggio.
Tra il 14 e il 17 aprile si terrà a Brescia EXA, la ventitreesima edizione della “Fiera internazionale delle armi sportive, security e outdoor”, promossa e sponsorizzata dalla Fabbrica d’armi Pietro Beretta S.p.A.
Un vasto pubblico visiterà gli stand della fiera. Donne e uomini di ogni età potranno impugnare un’arma, soppesarla, prendere la mira, sparare verso un invisibile bersaglio; potranno, inoltre, acquistare armi leggere e di piccolo taglio (rivoltelle e pistole a carica automatica, fucili, fucili mitragliatori, fucili d’assalto e mitragliatrici leggere) come si trattasse di un qualsiasi altro prodotto commerciale. Ma non è tutto. La fiera consente l’ingresso ai minori. A dire il vero, è l’unica fiera del settore a permettere l’ingresso ai minori.
Lo trovo inaudito e chiedo il Suo intervento affinché si applichi una restrizione in tal senso. Da insegnante, da madre, da cittadina che crede nei valori della pace e del rispetto tra le persone e i popoli, educo alla non violenza, alla potenza della parola rispetto a quella delle armi. Insegno a mio figlio/a il rispetto verso le persone e le cose, non è accettabile che questi ragazzi accedano ad una fiera delle armi, vendute come fosse pane!
Le nuove generazioni sono il futuro del mondo, sono il nostro futuro . Se vogliamo che questo futuro veda l'equilibrio e la comprensione tra i popoli, veda nascere l'accettazione dell'alterità come valore aggiunto di ogni società, non possiamo permettere che il commercio delle armi diventi qualcosa di quotidiano e "normale". La "normalità" che insegno ai nostri ragazzi è quella della vita, una vita faticosa magari, ma onesta e leale e rispettosa dei valori, nella quale le armi sono solo una soluzione arbitraria, unilaterale ed anche vigliacca.
Sicura del suo interessamento, cordialmente La saluto.
Indirizzi a cui inviare la mail:
Melandri
Pollastrini
Bindi
Questa mattina, ho inviato questa mail alla segreteria particolare delle seguenti ministre sperando si possa ottenere una restrizione riguardo all’entrata dei minori alla fiera Exa di Brescia. Ho condiviso la stesura del testo con l’amica Ruminantepensiero che ha provveduto a spedire la stessa mail alle ministre. Spero possiate farlo anche voi! Grazie J
3.1.07
Senza titolo 1553
la Mostra di Pittura di Mani Tese
(l'Epifania... tutte le ingiustizie si porta via?)
Il Natale è passato, il Capodanno pure... rimane sola soletta, vecchia e poveretta, la Befana.
Ci porterà, lo sappiamo, tanto tanto carbone... che oltretutto inquina...
Ma se riuscissimo invece ad essere un pochino più giusti, più solidali con chi è meno fortunato di noi?
Se capissimo che il mondo comincerebbe a cambiare se noi cominciassimo a cambiare?
Di tutto ciò che di ingiusto succede, chiediamoci: ci posso fare qualcosa?
Nella critica coerente al sistema del consumo sfrenato (e degli sprechi), che genera le guerre, gli sfruttamenti, le devastazioni ... ci possiamo fare qualcosa...
Nella scelta di azioni di solidarietà che non siano mera opera assistenziale ma forniscano alle persone e alle popolazioni povere strumenti (da loro scelti, e non imposti da noi ricchi occidentali) per pensare un'esistenza meno amara ... ci possiamo fare qualcosa...
Il Gruppo Mani Tese di Cagliari, nel suo piccolo, anche quest'anno propone la sua Mostra di Pittura.
Lo fa, ora, dopo il Natale, per uscire dalla spirale del regalo ad ogni costo: chi verrà a visitarla lo farà perché sente la necessità di un'azione di solidarietà.Lo fa per finaziare un progetto della Campagna Contro il Lavoro Infantile ovvero il progetto n. 2019 e anche fornitura di infrastrutture scolastiche, in Benin Africa).
6 Gennaio 2007
ore 10,oo - 13,oo 17,oo - 20,oo
Casa Foddis, Via Zuddas - MONSERRATO
Le opere esposte saranno offerte ai visitatori in cambio di un contributo che sarà utilizzato dall’associazione MANI TESE per finanziare un progetto della Campagna contro lo sfruttamento del lavoro infantile informazioni su www.manitese.it )
Si potranno trovare inoltre i calendari e le magliette di Mani Tese Cagliari, le sciarpe di cotone equo e solidale prodotte dalla donne eritree di Barentù (campagna La via del cotone), il miele biologico per sostenere la produzione degli apicoltori della Guinea Bissau (campagna Ape Nord Sud), i libri di Mani Tese... e tante tante altre cose...
Lottare contro la fame, lo sfruttamento e per il riconoscimento dei diritti umani fondamentali è veramente un impegno di giustizia..
Info:
347 7722742
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27.8.06
Senza titolo 1415
Solo voy con mi pena
Sola va mi condena
Correr es mi destino
Para burlar la ley
Perdido en el
corazon
De la grande Babylon
Me dicen
el clandestino
Por no llevar papel
Pa' una ciudad
del norte
Yo me fui a trabajar
Mi vida la deje
Entre Ceuta
y Gibraltar
Soy una raya
en el mar
Fantasma
en la ciudad
Mi vida va prohibida
Dice la autoridad
Solo voy con mi pena
Sola va mi condena
Correr es mi destino
Por no llevar papel
Perdido en el
corazon
De la grande Babylon
Me dicen
el clandestino
Yo soy
el quiebra ley
Mano Negra
clandestina
Peruano clandestino
Africano clandestino
Marijuana ilegal
Solo voy con mi pena
Sola va mi condena
Correr es mi destino
Para burlar la ley
Perdido en el
corazon
De la grande Babylon
Me dicen
el clandestino
Por no llevar papel
Peruano clandestino
Nigeriano
clandestino
Boliviano
clandestino
Mano Negra ilegal
<<
Iris, baby sitter eroe e clandestina
senza permesso di soggiorno
Una ragazza honduregna, in Italia senza documenti, è morta nel mare dell'Argentario nel tentativo, riuscito, di salvare la bimba che le era stata affidata. La sua storia ricalca quella dell'operaio senegalese scomparso due estati fa nel mare toscano mentre cercava di soccorrere un bagnante italiano in difficoltà tra le onde.
Si tratta di comportamenti esemplari, di quelli che si imprimono nei sentimenti di una comunità e lasciano una scia di gratitudine.
E fanno da utile contrappasso alle fosche cronache di stupri e altri delitti che - quando commessi da immigrati - sollevano un'onda di comprensibile diffidenza, frammista a inammissibile pregiudizio.
Al netto di questa equivoca contabilità, che la politica intorbida e falsifica, quanto rimane è in realtà molto più semplice e insieme molto più potente. Rimane la presenza silenziosa e indispensabile, accanto ai nostri vecchi e ai nostri bambini, di un piccolo esercito di stranieri che li accudiscono in nostra vece, in cambio di un salario che per gli italiani è trascurabile, ma per gli immigrati equivale al mantenimento in patria dei loro figli e dei loro anziani, abbandonati a oceani di distanza con indicibile patimento.
La fine generosa e memorabile di questa tata senza contratto dimostra, se ce ne fosse bisogno, quanto seria e preziosa sia l'opera di questi assistenti familiari, senza i quali la complicata e spesso turbinosa dinamica delle nostre vite si troverebbe scoperta e vulnerabile.
Piuttosto che litigare astrattamente sulle questioni della compatibilità culturale, delle difficoltà di inserimento, del faticoso impatto con usi e costumi, sarebbe più realistico e insieme più civile prendere atto del formidabile e insostituibile servigio che queste persone, già da tempo, assicurano a una società - la nostra - non più avvezza alla cura quotidiana dei figlioli e dei genitori anziani.

Un mondo iper-adulto, concentratissimo su vita lavorativa e consumi, che fatica a badare a tutto ciò che sta prima e dopo della produzione: l'infanzia e la vecchiaia. E ha trovato negli immigrati un supporto di incalcolabile valore economico, e di ancora più straordinario valore sociale.
Il lavoro delle baby-sitter, delle e dei badanti, implica una supplenza affettiva ben nota a chiunque ne abbia esperienza, spesso sentendosene rassicurato ben al di là della paga corrisposta. (Né le salaci storie su anziani raggirati da giovani badanti dell'Est vanno poi prese troppo sul serio: se non per aggiungere, magari, che lo smacco degli eredi rimasti a bocca asciutta spesso non vale l'insperata felicità senile del cosiddetto raggirato...).
E dunque, se davvero queste persone, ormai a centinaia di migliaia, rammendano gli sbreghi della nostra vita familiare, assistono chi è solo, imboccano neonati e puliscono vecchi, la cosa più ovvia e urgente da fare sarebbe buttare uno sguardo davvero politico sul loro status. E davvero politico, ovviamente, significa l'esatto contrario delle risse ideologiche su Est, Ovest, Nord e Sud.
Significa sveltire l'accidiosa burocrazia che rende infernali le pratiche di cittadinanza e di ricongiungimento (chi scrive ha passato una notte sul marciapiede della Questura di Bologna per verificare l'inutile bivacco degli immigrati in coda davanti a uno sportello che si sarebbe aperto la mattina successiva). Significa verificare che i datori di lavoro mettano in regola persone che hanno un compito così intimo, e così delicato: nessuno è meno clandestino di colui che ti abita in casa.
Significa provare a mettere ordine in una branca così nevralgica del lavoro precario, capire se i salari sono adeguati alle prestazioni, agevolare l'inserimento di queste persone a partire dal riconoscimento di ciò che già è in atto, il lavoro reso, il sostegno fornito, l'intelligenza spesso sorprendente con la quale gente venuta dall'altro capo del mondo afferra le nostre situazioni, le affronta, le sbroglia: e poche situazioni, questo è sicuro, sono più complicate da affrontare, anche psicologicamente, come l'assistenza ai vecchi e ai bambini.
Poi, ovviamente, è anche giusto discutere sul numero di anni necessario per assumere la cittadinanza. Sulle barriere da erigere contro i tabù religiosi, qualora configgano con le nostre leggi, e contro le violenze di tipo tribale o familiare. Ma sono discussioni che è meglio fare levando spazio ai fantasmi del futuro, e dandone il più possibile al bilancio concreto degli ultimi anni.
E in ogni modo la cittadinanza italiana, almeno postuma, si può conquistare anche in tre minuti, salvando la vita alla bambina che ti è stata data in consegna e poi sparendo in quel mare che ospita, ormai, così tanti migranti che il conto è perduto.
>>
Ora mi viene in mente "Kowalsky" dei Gang ed in particolare questo pezzo : << [...] Kowalsky come un gallo\tirando le sue frecce \chiese a Robin Hood\"quante sono le tue stanze\che fanno la tua terra?\la mia si chiama guerra\non ci tornerò più" [...] >> qui il testo integrale .
Ora mi chiedo se invece di denunciare chi cerca di far uscire dalla clandestinità gli extrra comunitari dandogli un lavoro onesto , anzi che lasciarli in balia dei novi mercanti di schiavi che li fanno entrare clandestinamente e li constringono per pagare il passaggio a prostituirsi o a spacciare o a vendere paccotiglia o dvd e cd masterizzati e merce falsa , talvolta anche a sotto costo perchè perchè il padrone gli paghi le nostre "bene amate" forze dell'ordine arrestassero e faccessero più controlli versi : 1) chi produce tali cose ; 2) chi li schiavizza facendoli fare tali cose . la clandestinità sarebbe più umana . E se i nostri beneamati pitici non m'importa se di destra o di sinistra ( lo so d'essere qualunquista , ma purtroppo , provando tali cose sulla mia pelle avendo mia nonna novantenne bisogno di una bandante che l'assista perchè non più sufficente e nessuna o sempre di meno fra gli italiani la vogliono fare , si ricorre agli eìxtracomunitari ) mettessero da parte per una volta le loro beghe ... ehm contrasti .... e facessero una buona legge sull'immigrazione sarebbe un segno di civiltà .
Concludo rispondendo alle email che m'arrivano e anticipando sicuiramente quelle che m'arriveranno dopo questo post
1) che io sono per il numero chiuso , ma fatto in maniera civile e democratica e non come la Bossi - Fini non perchè sonoi razzista o conservatore , ma perchè non possiamo accogliere tutti , per evitare d'alimentare ulteriormnente forme di capo espriatorio e di razzismoi spicciolo tiopo : << ci fregano il lavoro , ci fregano le case , ecc >> che già covano sotto la cenere .
2) per la cittadinanza breve che preveda una conoscenza delal nostra lingua e delle nostre legge ( se senza per questo che l'iimmigrato sia costretto a ripudiare le sue usanze e le sue tradizioni per potersi omlogare a noi , ma che integri al sua cultura con la nostra ripudiando ogni forma di fanatismo o fondamentalismo estremo
3) un miglioramento e uno snellimento nel concedere lo statui di rifugiato politico dato che molti d'essi vengono da dove ci sono dittature e guerre .
.
18.6.06
Quando il mobbing può distruggere la sopravvivenza
Pubblico un articolo che ha scritto Giacomo Montana per stimolare un aiuto verso tutte le persone discriminate in ambito lavorativo in questo Paese.
”Giustizia: Quando il mobbing collegato al crimine organizzato sottaciuto e tacitamente consentito dallo Stato può distruggere la sopravvivenza.
Il tema del mobbing non è mai stato davvero né accademico né ideologico. Esso da quello che ho constatato di persona, è legato indissolubilmente al crimine organizzato con una sorta di potente scambievole omertà tra persone autorevoli che arriva persino a lambire le coste delle confederazioni sindacali, non salvandosi neppure negli ambiti giornalistici. Ecco perché ognuno non ha interesse a parlare di questa piaga sociale a sufficienza, ma ne parla solo a bassa voce. Proprio il rifiuto del mobbing in quanto dottrina discriminatoria e pratica vilmente aggressiva ai danni di persone vittime oneste che lavorano, oltre che liberticida, è anche una pratica che distrugge la salute, l’economia, la vita di relazione e la speranza di vedere applicare democrazia e civiltà. Credo che con tutto questo con il tempo divenga inevitabile che venga indotta parecchia gente a gesti estremi, sino alla morte e al conseguente completo insabbiamento altrettanto criminale dei casi estremi di mobbing impunemente esercitati. Una costante nella nostra storia contemporanea è il fatto che nessuno, come abbiamo visto, sembra avere interesse ad approfondirne il tema, con la più sconcertante mancanza di sensibilità e di giustizia ai danni delle vittime, fenomeno che però non trova completamente tutti d’accordo e proprio per questo recentemente nella Community Rai.it http://www.forum.rai.it/index.php?showtopic=99352 Bianca Sacher ha avuto sensibilità e coraggio di trattare l’argomento dopo che lo stesso è pervenuto da un cittadino esemplare per le sue fattive iniziative di spirito umanitario. Personalmente sono orgoglioso di questi spontanei interventi, perché è da persone così che il futuro democratico italiano ha buone speranze di non rimanere in agonia come è ora, ma di riprendere il cammino della civiltà, della democrazia e della giustizia vera, senza discriminazioni né raccomandazioni. La giustizia deve essere solo giustizia e non strumento di appoggio e protezione per criminali impuniti per sporchi fini politici. In democrazia la legge deve essere DAVVERO UGUALE PER TUTTI. Giacomo Montana”
Grazie per l'attenzione. Giovanna Nigris
Torino, 80enne denuncia il marito prima di morire in ospedale: «Mi ha picchiato per 50 anni. Non voglio tornare a casa
Torino, 80enne denuncia il marito prima di morire in ospedale: «Mi ha picchiato per 50 anni. Non voglio tornare a casa» Un’anziana di 80 a...
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Come già accenbato dal titolo , inizialmente volevo dire Basta e smettere di parlare di Shoah!, e d'aderire \ c...
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Dopo aver smontato l'anno scorso ( qui il post ) nonostante le accuse ( che mi scivolano via ) di negazionismo \ revisi...