Visualizzazione post con etichetta incivilità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta incivilità. Mostra tutti i post

09/10/09

Più maschi che uomini

 








Dopo la violentissima aggressione misogina del Supermaschio contro la Bindi, vi sottopongo una rassegna dei suoi più eminenti MEMBRI di sgoverno, dei loro rampolli e dei loro servi con la faccia a pois. Carini, vero?
















 








 






 




 








 









 








 









 










 







 








 







 



 





09/09/09

Non siamo tutti uguali (parte seconda)

Proprio nel giorno contro la violenza sulle donne, Lubna Ahmed Hussein ha vinto la sua battaglia: è libera, e non dovrà nemmeno pagare la multa (ci ha pensato il sindacato giornalisti). Ma lei insiste, vuole andare al carcere per deferire il suo caso alla Corte costituzionale. Una grande vittoria, seguita purtroppo da notizie tristi. I media stanno celebrando con solenni epitaffi (molto maggiori di quelli dedicati a Teresa Strada e al compleanno di Emergency) la morte di Mike Bongiorno, avvenuta ieri all'età di ottantacinque anni. Per carità, ha scritto la storia della tv (nel bene e nel male). Riposi in pace. Il fatto è che negli stessi istanti, nella Casa circondariale di Pavia, moriva a 41 anni Sami Mbarka Ben Gargi, oscuro tunisino dai trascorsi tutt'altro che gloriosi. Un "nessuno" deceduto per fame, dopo una protesta durata oltre un mese. Protestava la sua innocenza, evitando di toccare cibo e di bere acqua. Non un'associazione "per la vita" si è levata a sua difesa, nessun Giuliano Ferrara ha portato bottiglie d'acqua fuori della prigione. Così Sami è morto. Il direttore del carcere ha dichiarato, con un laconico e significativo anacoluto: "Un soggetto, già privo della sua libertà, non puoi privarlo della facoltà di poter decidere e quindi di autodeterminarsi". In questo pessimo italiano si potrebbe parafrasare la famosa formula "il carcere rende liberi", come rendeva liberi, e sempre da quella cosa chiamata vita, i soggetti d'un altro carcere di tanti anni fa. E poi, era solo un tunisino.


Daniela Tuscano


Aria di Daniele Silvestri

08/05/09

I nuovi "ariani metropolitani"!



Matteo Salvini, vicecapogruppo della Lega a Palazzo Marino: Metrò per soli milanesi . E io, col mio cognome calabro, cosa faccio? Sto seduta su una chiappa sola?










Intanto, sempre la Lega intona dei peana per essere riuscita a ricacciare in Libia una barca di disperati che fuggivano da Paesi in guerra. Di governo razzista e violento parla apertamente Giorgio Schultze.





Ma ognuno ha i concittadini che si merita. E Rosa Parks non ha mai abitato qui.



Daniela Tuscano
















26/01/09

Benedizioni

In questi giorni non posso dedicarmi al blog come vorrei. Ed è un vero peccato, perché di cosette interessanti ce ne sarebbero parecchie, e sarebbe anche il caso di soffermarvisi un poco. Dacché, appunto, non mi è del tutto possibile, mi limito a qualche lapidario commento.


Innanzi tutto sul neopresidente Barack Hussein (a lato, con la moglie Michelle). Il quale, per aver semplicemente manifestato di voler rispettare la volontà delle donne che abortiscono (ché questo è il VERO senso dell'abolizione delle norme oscurantiste del suo predecessore W.) si è beccato le infiammate reprimende del Vaticano. Conosciamo tutti a menadito la strenua battaglia d'un pugno di maschi celibi, misogini e saccenti contro le esecrande assassine che osano violare la legge divina e, soprattutto, la potestà dell'uomo sul loro corpo-contenitore. In nome della Vita, certo. Forse dovremmo rettificare con "integrità della stirpe". Già. Perché non è forse ozioso ricordare che l'aborto era considerato un reato abominevole anche presso i fascisti e i nazisti. Quanto questi regimi proteggessero la vita umana è, o meglio dovrebbe, risultar chiaro a chiunque, comunque di questi tempi pare sia diventato opportuno ricordarlo.


Ma è evidente che qui si cerca, per parlar come si mangia, di "ciurlare nel manico". L'aborto non è che un pretesto. Il Vaticano è fortemente irritato per l'elezione di H., malgrado i verdi e ipocriti sorrisi. Tifavano per il repubblicano, antiabortista, antigay, antieutanasia, ché questi per la Chiesa di Ratzinger (non dico cattolica) sono gli autentici nemici da combattere. E, si badi bene: con questo atteggiamento i papisti non fanno altro che impedire fin dall'inizio ogni dibattito sereno e approfondito sui temi in questione. Ma, in verità, non gliene importa nulla.



Cosa importa se Barack Hussein vuol chiudere Guantanamo? Anche lì sono state stroncate vite umane, ma sembra che ai loro lamenti il Vaticano sia molto meno sensibile. Per non parlare degli altri argomenti toccati nel discorso d'insediamento, dalla disoccupazione ai rapporti con l'Islam, che meriterebbero ben altra attenzione da quella che sto prestandovi io.



Ad ogni modo: all'approssimarsi della Giornata della Memoria, la Chiesa di Ratzinger (non dico cattolica) ha pensato bene di compiere, come ha scritto l'"Osservatore Romano", un "atto di misericordia". Strano atto davvero, perché per ottenere misericordia occorre quantomeno un pentimento, altrimenti il perdono è impossibile, "per la contradizion che no 'l consente".


Questi perdonati non pentiti sono i seguaci dell'ex scomunicato arcivescovo Marcel Lefebvre (foto in basso). Su Wikipedia qualche suo adepto ha stilato un'agiografia del sant'uomo, ma non è difficile reperire notizie "serie" sul suo conto. Il sig. Lefebvre (fra poco lo canonizzeranno sul serio, ma io continuerò a reputarlo scismatico), in nome della Tradizione pietrificata nel passato, era un fondamentalista. Considerava il Concilio Vaticano II opera del diavolo. Rifiutava l'ecumenismo, considerava "false" le altre religioni, perché tutti dovevano (devono: i suoi successori la pensano ancora così) convertirsi al cristianesimo. Tacciava d'eresia tutti i Pontefici dopo Pio XII. Ovviamente, da arcivescovo di Dakar, non mi risulta rifiutasse il colonialismo (tutt'altro); quanto agli ebrei, è altrettanto ovvio che si oppose con tutte le sue forze alla revoca della maledizione contro di loro, in quanto "deicidi". E due anni prima di essere scomunicato, nel 1986, ricordo bene che orde di lefebvriani invasero Roma per contestare chiassosamente l'incontro di Giovanni Paolo II con l'allora rabbino capo della città, prof. Elio Toaff. Sorvolarono i cieli della capitale in elicottero gettando volantini nei quali si leggevano le seguenti parole: "Papa fermati, non andare da Caifa".


E ricordo bene pure Ratzinger, i giorni immediatamente successivi alla scomunica di Lefebvre. "Quest'uomo ha molti meriti", rifletteva sconsolato con la sua voce bianca, flebile, quasi aerea. Si capiva chiaramente che, fosse stato per lui, non avrebbe mai e poi mai cacciato da Santa Romana Chiesa questa perla d'uomo.


Ci ha pensato un po', poi, diventato Papa, ha ritirato quella scomunica. Di sabato (il giorno sacro degli ebrei). Tra i "graziati" i vescovi Williamson, Fellay e don Davide Pagliarani. Ciò che soprattutto Williamson pensa sulle camere a gas e, in genere, sulla Shoah è degno di menzione. "Al massimo - ragiona Williamson - duecentomila o trecentomila ebrei morirono nei campi di concentramenti nazisti, ma le camere a gas non sono mai esistite". Al massimo. Due o trecentomila, cosa volete che siano? Alla fine, si tratta solo di ebrei! Ma non è finita: secondo il giornalista di "Repubblica" che ha riportato la notizia, Williamson avrebbe fornito spiegazioni tecniche dettagliate, facendo notare l' altezza e la forma secondo lui inadeguate dei camini e le porte che secondo lui non erano stagne, cioè non a prova di gas.


Altra perla: "L'antisemitismo può essere cattivo solo quando è contro la verità, ma se c' è qualcosa di vero non può essere cattivo. Non sono interessato alla parola antisemitismo".


Don Davide Pagliarani, rappresentante della Comunità qui in Italia, incalzato su Williamson ha così risposto al Tg2 di sabato sera: "Io non sono uno storico e delle camere a gas non mi sono mai interessato".


Mons. Fellay, dal canto suo, afferma che lui alla Shoah crede, del resto "non si è trattato dell'unico genocidio della storia", e si sa che per la Chiesa uccidere anche una sola persona è atto estremamente malvagio, ecc. Si può scommettere che un aborto farebbe fremere di orrore mons. Fellay molto più di sei milioni di luridi deicidi.


Questi sono i nuovi pastori d'anime della Chiesa ratzingeriana (non dico cattolica). Da sabato scorso "antisemitismo" non è più sinonimo di male assoluto; ne esiste infatti anche una versione buona. E non vengano a ciarlare che l'opinione "politica" (?) d'un singolo vescovo non conta nulla: conta, invece, e il Vaticano ha sempre dimostrato di badarvi moltissimo, specie quando si è trattato di schiacciare i teologi della liberazione e di lasciar solo mons. Romero (forse vale la pena di puntualizzare che nei confronti di questi ultimi non sono previste né riconciliazioni, né misericordia, né pubblici abbracci, ecc.).



Post scriptum. Barack in arabo significa "Benedetto". Ma le analogie tra il presidente americano e il papa tedesco si fermano qui. Grazie a Dio (che naturalmente, in tutto questo discorso, non c'entra nulla).


Daniela Tuscano



05/12/08

6 dicembre Giornata Nazionale del Ricordo e dell'Azione sulla Violenza contro le Donne

Il 6 dicembre 1989 il 25enne Marc Lépin uccise 14 donne all'École Polytechnique di Montreal (Canada).

Cominciò entrando in un'aula, dove urlò alle donne presenti: "Siete un branco di femministe! Io odio le femministe!" .
Separò le 10 studentesse presenti dagli uomini, fece uscire gli uomini, quindi sparò sulle donne, uccidendone sei.
Poi uscì dall'aula, senza che nessuno osasse fermarlo, e proseguì, sparando e ferendo alcuni studenti e alcune studentesse.
Poi entrò nella mensa e sparò ad alcune donne presenti, uccidendone tre.
Salì al piano superiore e sparò ad un'altra donna e a due uomini.
Entrò in un'altra aula e sparò due caricatori sulle studentesse presenti.
Studenti e studentesse cercarono riparo sotto i banchi: lui perlustrò l'aula sparando alle donne rannicchiate, uccidendone quattro.
La prima studentessa a cui aveva sparato agonizzava sul pavimento: lui la uccise con un coltello.
Poi si sedette e si suicidò.
In totale aveva ucciso 14 donne e aveva ferito 13 studenti di entrambi i sessi.


Le donne uccise erano:

Geneviève Bergeron, 21 anni;
Hélène Colgan, 23 anni;
Nathalie Croteau, 23 anni;
Barbara Daigneault, 22 anni;
Anne-Marie Edward, 21 anni;
Maud Haviernick, 29 anni;
Barbara Maria Klucznik, 31 anni;
Maryse Laganière, 25 anni;
Maryse Leclair, 23 anni;
Anne-Marie Lemay, 22 anni;
Sonia Pelletier, 28 anni;
Michèle Richard, 21 anni;
Annie St-Arneault, 23 anni;
Annie Turcotte, 21 anni.


Nella tasca di Marc Lépin venne trovata una lettera in cui spiegava i motivi "politici" del suo gesto.
La lettera riportava anche una lista con 19 nomi di "femministe radicali", che non aveva avuto il tempo di "giustiziare" .
Si trattava di donne che lavoravano in ruoli non tradizionali: una donna pompiere, la donna a capo della polizia, donne impegnate in politica...

Dopo questo fatto il governo del Canada ha dichiarato il 6 dicembre Giornata Nazionale del Ricordo e dell'Azione sulla Violenza contro le Donne.
Sono nati anche diversi gruppi di uomini che si sono assunti la responsabilità di fermare la violenza degli uomini sulle donne.La Campagna del Fiocco Bianco (fiocco che si appuntano gli uomini che dichiarano di assumersi questa responsabilità ) è una delle iniziative nate in seguito a questo episodio.


Nei dieci anni successivi a questo massacro, le studentesse di ingegneria in Canada sono passate passate dal 13 al 19 per cento sul totale degli iscritti.


http://www.chebucto.ns.ca/CommunitySupport/Men4Change/memoriam.html





08/11/08

Scuola, Cossiga spera nel morto e attacca l'Unità




  francesco cossiga ANSA 220

Cossiga torna a colpire. E questa volta se la prende anche con L’Unità. Che abbiamo fatto di male? Sosteniamo la protesta degli studenti. Gravissima colpa per uno che consiglia alla polizia di fermare l’onda, prima infiltrando degli agenti, e poi facendoci scappare il morto. È il succo della lettera aperta che l’ex presidente della Repubblica ha inviato al Capo della polizia Antonio Manganelli. Un lungo testo in cui il picconatore dispensa consigli su come placare la rabbia degli studenti. La sua teoria, in sostanza, è questa: lasciateli fare casino, fateci scappare il morto, magari un bambino. Così poi anche i negozianti puniti dai cortei, anche la gente comune, inizierà ad avere paura. «E con la paura – scrive Cossiga – l'odio verso di essi e i loro mandanti o chi da qualche loft o da qualche redazione, ad esempio quella de L'Unità, che li sorregge».

Il piano che Cossiga ha in mente è preciso e dettagliato. L'ideale, spiega, sarebbe che «qualche commerciante, qualche proprietario di automobili, e anche qualche passante, meglio se donna, vecchio o bambino» fossero feriti o «danneggiate, se fosse possibile, la sede dell'arcivescovo di Milano, qualche sede della Caritas o di Pax Christi».

Finora, infatti, secondo la teoria di Cossiga ha sbagliato a reagire: «Gli studenti più grandi, anche se in qualche caso facendosi scudo con i bambini – spiega – hanno cominciato a sfidare le forze di polizia, a lanciare bombe carta e bottiglie contro di esse e a tentare occupazioni di infrastrutture pubbliche, e ovviamente, ma non saggiamente, le forze di polizia hanno reagito con cariche d'alleggerimento, usando anche gli sfollagente e ferendo qualche manifestante. È stato, mi creda un grande errore strategico. Io ritengo che, data anche la posizione dell'opposizione queste manifestazioni aumenteranno nel numero, in gravità e nel consenso dell'opposizione».

Secondo Cossiga «un'efficace politica dell'ordine pubblico deve basarsi su un vasto consenso popolare, e il consenso si forma sulla paura, non verso le forze di polizia, ma verso i manifestanti. A mio avviso, dato che un lancio di bottiglie contro le forze di polizia, insulti rivolti a poliziotti e carabinieri, a loro madri, figlie e sorelle, l'occupazione di stazioni ferroviarie, qualche automobile bruciata non è cosa poi tanto grave, il mio consiglio è che in attesa di tempi peggiori, che certamente verranno, Lei – consiglia a Manganelli – disponga che al minimo cenno di violenze di questo tipo, le forze di polizia si ritirino, in modo che qualche commerciante, qualche proprietario di automobili, e anche qualche passante, meglio se donna, vecchio o bambino, siano danneggiati, se fosse possibile la sede dell'arcivescovo di Milano, qualche sede della Caritas o di Pax Christi, da queste manifestazioni,e cresca nella gente comune la paura dei manifestanti e con la paura l'odio verso di essi e i loro mandanti o chi da qualche loft o da qualche redazione, ad esempio quella de L'Unità, li sorregge».

Poi la provocazione: «L'ideale sarebbe che di queste manifestazioni fosse vittima un passante, meglio come ho già detto un vecchio, una donna o un bambino, rimanendo ferito da qualche colpo di arma da fuoco sparato dai dimostranti: basterebbe una ferita lieve, ma meglio sarebbe se fosse grave, ma senza pericolo per la vita». A quel punto «io aspetterei ancora un po’ - dice - adottando straordinarie misure di protezione nei confronti delle sedi di organizzazioni di sinistra. E solo dopo che la situazione si aggravasse e colonne di studenti con militanti dei centri sociali, al canto di Bella ciao, devastassero strade, negozi, infrastrutture pubbliche e aggredissero forze di polizia in tenuta ordinaria e non antisommossa e ferissero qualcuno di loro, anche uccidendolo, farei intervenire massicciamente e pesantemente le forze dell'ordine contro i manifestanti, ma senza arrestare nessuno».

Infine, Cossiga ha già anche a chi dare la colpa: «Il comunicato del Viminale dovrebbe dire che si è intervenuto contro manifestazioni violente del Blocco Studentesco,di Casa Pound e di altri manifestanti di estrema destra, compresi gruppi di naziskin che manifestavano al grido di “Hitler! Hitler”». E il gioco è fatto. Come nel ’77.


Pubblicato il: 08.11.08 da l'Unità






06/06/08

Memoria, speranze e futuro

PELLEROSSA E MERIDIONALI

Con questo articolo vorrei rievocare la memoria di alcune terribili esperienze storiche in cui sono stati consumati veri e propri eccidi di massa, troppo spesso dimenticati o ignorati dalla storiografia e dai mass-media ufficiali. Mi riferisco allo sterminio degli Indiani d’America e ai massacri perpetrati a danno dei “Pellerossa” del Sud Italia, vale a dire i briganti e i contadini del Regno delle Due Sicilie.


Dopo la scoperta del Nuovo Mondo ad opera di Cristoforo Colombo nel 1492, quando giunsero i primi coloni europei, il continente nordamericano era popolato da circa un milione di Pellerossa raggruppati in 400 tribù e in circa 300 famiglie linguistiche. Quando i coloni bianchi penetrarono nelle sterminate praterie abitate dai Pellerossa, praticarono una caccia spietata ai bisonti, il cui numero calò rapidamente e drasticamente rischiando l’estinzione totale. I cacciatori bianchi contribuirono così allo sterminio dei nativi che non potevano vivere senza questi animali, da cui ricavavano cibo, pellicce ed altro ancora.



Ma la strage degli Indiani fu operata soprattutto dall’esercitocinematre_conquistawest statunitense che pur di espandersi all'interno del Nord America cacciò ingiustamente i nativi dalle loro terre attuando veri e propri massacri senza risparmiare donne e bambini. I Pellerossa vennero letteralmente annientati attraverso uno spietato genocidio. Oggi i Pellerossa non formano più una nazione, sono stati espropriati non solo della terra che abitavano, ma anche della memoria e dell’identità culturale. Infatti una parte di essi si è integrata completamente nella civiltà bianca, mentre un'altra parte vive reclusa in alcune centinaia di riserve sparse nel territorio statunitense e in quello canadese.



Un destino simile, anche se in momenti e con dinamiche diverse , accomuna i Pellerossa d'America e i Meridionali d'Italia. Questi furono chiamati “Briganti”, vennero trucidati, torturati, incarcerati, umiliati. Si contarono 266 mila morti e 498 mila condannati. Uomini, donne, bambini e anziani subirono la stessa sorte.

Processi manovrati o assenti, esecuzioni sommarie, confische dei beni. Ma noi Meridionali eravamo cittadini di uno Stato molto ricco. Il Piemonte dei Savoia era fortemente indebitato con Francia e Inghilterra, per cui doveva rimpinguare le proprie finanze.

Il governo della monarchia sabauda, guidato dallo scaltro e cinico Camillo Benso conte di Cavour, progettò la più grande rapina della storia moderna: cominciò a denigrare il popolo Meridionale per poi asservirlo invadendone il territorio: il Regno delle Due Sicilie, lo Stato più civile e pacifico d'Europa. Nessuno venne in nostro soccorso.                        Soltanto alcuni fedeli mercenari Svizzeri rimasero a combattere fino all'ultimo sugli spalti di Gaeta, sino alla capitolazione.
















I vincitori furono spietati. Imposero tasse altissime, rastrellarono gli uomini per il servizio di leva obbligatoria (che invece era già facoltativo nel Regno delle Due Sicilie); si comportarono vigliaccamente verso la popolazione e verso il regolare ma disciolto esercito borbonico, che insorsero. Ebbe così inizio la rivolta dei Briganti Meridionali.

Le leggi repressive furono simili a quelle emanate a scapito dei Pellerossa. Le bande di briganti che lottavano per la loro terra avevano un pizzico di dignità e di ideali, combattevano un nemico invasore grazie anche al sostegno delle masse popolari e contadine, deluse e tradite dalle false e ingannevoli promesse concesse dal pirata massone e mercenario Giuseppe Garibaldi.

Contrariamente partigianiad altre interpretazioni storico-meridionaliste, non intendo equiparare il fenomeno del Brigantaggio meridionale alla Resistenza partigiana del 1943-45. Per vari motivi, anzitutto per la semplice ragione che nel primo caso si è trattato di una vile aggressione militare, di una guerra di conquista violenta e sanguinosa (come è stata del resto anche la guerra tra fascisti e antifascisti), ma che ha avuto una durata molto più lunga (un intero decennio) dal 1860 al 1870. Una guerra civile che ha provocato eccidi spaventosi, massacri di massa in cui sono stati trucidati centinaia di migliaia di contadini e briganti meridionali, persino donne, anziani e bambini, insomma un vero e proprio genocidio perpetrato a scapito delle popolazioni del Sud Italia.






Una guerra che si è conclusa tragicamente dando inizio al fenomeno dell’emigrazione di massa dei meridionali. Un esodo di proporzioni bibliche, paragonabile alla diaspora del popolo ebraico. Infatti, i meridionali sono sparsi e presenti nel mondo ad ogni latitudine, in ogni angolo del pianeta, hanno messo radici ovunque, facendo la fortuna di numerose nazioni: Argentina, Venezuela, Uruguay, Stati Uniti d’America, Svizzera, Belgio, Germania, Australia, eccetera.


Ripeto. Se si vuole comparare la triste vicenda del Brigantaggio e della brutale repressione subita dal popolo meridionale, con altre esperienze storiche, credo che l’accostamento più giusto da suggerire sia appunto quello con i Pellerossa e con le guerre indiane combattute proprio nello stesso periodo storico, ossia verso la fine del XIX secolo.




Guerre feroci e sanguinose che hanno provocato una strage altrettanto raccapricciante, quella dei red indiannativi nordamericani. Un genocidio troppo spesso ignorato e dimenticato, come quello a danno delle popolazioni dell’Italia meridionale. Nel contempo condivido in parte il giudizio (forse troppo perentorio) rispetto al carattere anacronistico, retrivo e antiprogressista, delle ragioni politiche, storiche, sociali, che stanno alla base della strenua lotta combattuta dai briganti meridionali. In politica ciò che è vecchio è (quasi) sempre reazionario. Tuttavia, inviterei ad approfondire meglio le motivazioni e le spinte ideali che hanno animato la resistenza e la lotta di numerosi briganti contro i Piemontesi invasori. Non voglio annoiare i lettori con le cifre relative ai numerosi primati detenuti dalla monarchia borbonica e dal Regno delle Due Sicilie in vasti ambiti dell’economia, della sanità, dell’istruzione eccetera.




Né intendo in tal modo esternare sciocchi sentimenti di inutile nostalgia rispetto ad una società arcaica, di stampo dispotico e aristocratico-feudale, ossia ad un passato che fu prevalentemente di barbarie e oscurantismo, di ingiustizia ed oppressione, di sfruttamento e asservimento delle plebi rurali del nostro Meridione. Ma un dato è certo e inoppugnabile: la monarchia sabauda era molto più retriva, molto più rozza, ignorante e dispotica, meno illuminata di quella borbonica.

Il Regno delle Due Sicilie era indubbiamente molto più ricco, avanzato e sviluppato del Regno dei Savoia, tant’è vero che esso rappresentava un boccone assai invitante ed appetibile per tutte le maggiori potenze europee, Inghilterra e Francia in testa.








Tuttavia, questo è un argomento vasto e complesso che richiederebbe un approfondimento adeguato. Infine, concludo con una breve chiosa a proposito della tesi circa le presunte spinte progressiste incarnate dai processi di unificazione degli Stati nazionali nel XIX secolo e dello Stato europeo oggi.




Non mi pare che tali processi abbiano garantito un reale, autentico borghezioprogresso sociale, morale e civile, ma hanno favorito e generato quasi esclusivamente uno sviluppo prettamente economico. Voglio dire che l’unificazione dei mercati e dei capitali, prima a livello nazionale ed ora a livello europeo, o addirittura globale, non coincide affatto con l’unificazione e con l’integrazione dei popoli e delle culture, siano esse locali, regionali o nazionali. Ovviamente, le forze autenticamente democratiche, progressiste e rivoluzionarie devono puntare a raggiungere il secondo traguardo.







P.S.: Riconoscete il famigerato "brigante padano" raffigurato nella caricatura a destra ?

Schedatura di cittadini ITALIANI: lettera aperta di Giorgio Bezzecchi



Prossimo intervento differenziale per cittadini Italiani ( censimento fotografico   schedatura-Polizia ) , domani mattina, presso il campo comunale di via Impastato a Milano ( famiglie Bezzecchi ).
Sono passati 60 anni dalla promulgazione delle leggi razziali e dalla pubblicazione della rivista "La difesa della razza" di Guido Landra e dei primi rastrellamenti che sfociarono dopo un breve periodo di tempo in un ordine esplicito di ""internamento degli zingari italiani" in campi di concentramento (Circ.Bocchini 27/04/41), quei "campi del Duce" di cui in Italia si è preferito perdere la memoria.

"RICORDARE PER NON DIMENTICARE" - Sono  passati sessant'anni, ma le preoccupazioni, la percezione del pericolo, I PROVVEDIMENTI PUBBLICI SONO GLI STESSI DI OGGI.

È agghiacciante quello che sta avvenendo oggi sotto i nostri occhi, a Milano.Rimanere in SILENZIO oggi vuol dire essere responsabili dei disastri di domani.NESSUNA collaborazione di Enti o Associazioni è giustificata (VERGOGNA) !

Mi appello alla società civile, chiedo un sostegno per le comunità di Rom e Sinti milanesi… voci dal silenzio…Ricordo che domani sarà schedato anche mio padre, CITTADINO ITALIANO, che ha patito la persecuzione nazifascista con l'internamento in campo concentrazionale italiano (Tossicia) ... mio nonno deportato a Birkenau e uscito dal camino…VERGOGNA

MI VERGOGNO, IN QUESTO MOMENTO, DI ESSERE CITTADINO ITALIANO E CRISTIANO  Chiedo in questo momento tragico per la democrazia e la cultura a Milano ed in Italia, di URLARE il proprio dissenso per questa politica razzista, incivile e becera.

RICORDO E NON DIMENTICO che oggi siamo noi e domani...... ......... ......... .......




Rag. Giorgio Bezzecchi (Rom, medaglia d'oro al valor civico), Milano, 05/06/2008



Per inviare messaggi di solidarietà:
segreteria@operanomadimilano.org
ROMANDROM@libero.it



27/03/07

Senza titolo 1722

Due settimane fa un ragazzo eritreo si è tolto la vita in pieno centro a Milano. Il suo gesto disperato è la conseguenza di una serie continua di sogni infranti, di sforzi per rialzarsi e di nuove cadute. Una storia, purtroppo, comune a molti immigrati, nei quali – per provare a sentire davvero quale sia la loro condizione – bisognerebbe ogni tanto immedesimarsi. È ciò che invita a fare l’orazione civile scritta da un operatore sociale in occasione del funerale del ragazzo eritreo. Si intitola “Immagina” e vi invito a leggerla
eccone alcuni stralci 

IMMAGINA

Immagina di fuggire dal tuo paese, ad esempio l'Eritrea, di dover lasciare il posto dove sei cresciuto e dove hai vissuto per trent'anni. Immagina di aver costruito in quel posto una famiglia, di avere tre figli con la donna che ami.
Immagina di fuggire da quel posto.
Adesso impegnati per credere che tu abbia attraversato, percorrendo trecento chilometri, uno stato in guerra con il tuo, per esempio l'Etiopia, per poter sperare in un futuro migliore.
Immagina adesso di esser salito su di un camion con altre decine di persone e di aver viaggiato per venti giorni in mezzo a un deserto per arrivare in Libia. E sforzati di credere che ti portavi dietro solo un litro d'acqua.
Pensa che ora, per essere al sicuro dal tuo paese, ti resta solo da attraversare un braccio di mare che separa la Libia dall'Italia, e poi finalmente la vita potrà ricominciare. Per il viaggio in mare ti servono ancora tremila euro e allora ti fai aiutare da qualche tuo connazionale per fare qualche lavoretto, con la paura che l'esercito ti trovi e ti rispedisca nel tuo paese. Sei mesi di lavoro e riesci a trovare i soldi per partire. La tua barca per la salvezza parte con te sopra e finalmente arrivi in un paese che ti può garantire la sicurezza che cerchi. In questo paese potrai lavorare e ricostruirti una vita con la tua famiglia.
Immagina ora di non conoscere la lingua di questo paese, di non avere né amici né parenti che ti possano aiutare. Vieni portato in un campo dove ti viene chiesto perchè sei lì. Alcuni giorni dopo ti viene dato un cartoncino e ti viene detto che da quel momento sei libero di andare dove ti pare. Ti viene consigliato da alcuni militari di andare a Milano perchè lì sapranno aiutarti. Ti insegneranno a parlare la lingua nuova – dicono –, ti daranno un posto dove dormire e ti aiuteranno a cercare un lavoro. Fiducioso sali sul primo treno per Milano, mentre il tuo biglietto, anche se non puoi saperlo, dice Salerno. Arrivi in stazione centrale a Milano che sei distrutto e frastornato. In inglese provi a chiedere informazioni alle persone che incontri senza ottenere risposte.  ( continua --- è il commento n 5 ---    sul il bellissimo blog  di  www.gugg.splinder.com/ )

10/03/07

Senza titolo 1688



dopo aver letto questa lettera a corrado Augiaus su repubblica  del 8\3\2007 che trovate scanerizzata  sotto ( e    di cui  ringrazio  lo staff    cdv comicomix / scarabocchio per  avermela  mandata ) e  il bellissimo  post di un'altra nostra  utente  rosalba sgroia[  1., 2  ]





sono d'accordo , soprattutto dopo la lettura   delle  espressioni  cosi retrogade  che  nel XXI dovrebbero essere estinte dei  tecon( in particolare dela  Binetti  vedere qui e   gli url  ad esso collegati )  e  dei neocon   con i dico \ pacs  anche per  gli omosessuali   anche se resto contrario dubbioso perla mia formazione  religiosa  al matrimonio  e   sull'adozione  dei bambini  da parte loro  .
Riporto
, per dovere di cronaca questo articolo della nostra  cdv benedettaj non condividendolo  ma   comprendendo ( perchè sarebbe da idioti  e da ipocriti  opporsi senza  cercare di comprendere  quello che è diverso e non la pensa  come  te  )  le ragioni  per chi volesse sentire  anche l'altra campana  . Perchè  come dicevo in un precedente post nel lontano  novembre 2006   al punto  X  : [...] mare una  persona  indipendentemente  del sesso ovvero << [...] quelli che platone chiamava in modo poetico i figli della luna  quelle persone che noi  continuiamo  a chiamare "gay" ,oppure , con una  trana forma di compiacimento "diversi" se non adirittura  culi [ o peggio   culattoni e altri termini  più volgari  ] (..)  >> ( De  Andrè  Milano tatro smeraldo 18 dicembre  1992  discorso che trovate  nel cd " ed avevamo gli gli occhi troppo belli  "pubblicato  da dalla  rivista A per ricordare  De Andrè [...] >> ogni uno è libero di amare   e di   vivere la proprioa sessualità (  etero ,  omosex   bisex )  come  vuole purchè non  si la imponga  a gli altri  con violenza  ( fisica  e psicologica  ) e la costrizione . Inoltre  : << il male non stà nel  godere   ma  è discutibile   e censurabile  farlo   contro la volonta   dell'altro , >> come dice il filosofo   Fernando Savater   nel suo ultimo libro  " I sette  peccati capitali  " << oltraggiando  fisicamente  e moralmente  >>

Mi sarebbe piaciuto andare a Roma  alla manifestazione  per i  pacs  qui u  estratto da   repubblica online  del 10\3\2007



<<

ROMA - Moltissime le persone in piazza Farnese, a Roma, per la manifestazione a sostegno del ddl sulle unioni di fatto organizzata da Cgil e dalle associazioni gay e preceduta dalle polemiche per la presenza dei ministri Pollastrini, Pecoraro Scanio e Ferrero. Scelta che "lascia perplesso" lo stesso premier Romano Prodi. Almeno 50 mila i partecipanti secondo gli organizzatori, bandiere colorate di partiti e associazioni,che che riempiono anche la vicina Campo de' Fiori.
Musica e slogan. Nella colonna sonora Madonna, Loredana Bertè,Annie Lennox.Toni generalmente sobri,anche se non mancano le note di colore.
Spicca il signor Antonio del 'Movimento uomini casalinghi ': scopa in mano, scola pasta e stendini per la biancheria in miniatura. Qualche striscione contro la senatrice teodem Paola Binetti: uno recita "Binetti, Binetti, noi deviati mentalmente è una frase da teo-demente...". In mezzo alla folla un uomo vestito da vescovo e un ex prete ortodosso, Dimitri Pica, che chiede al Papa "di pregare per gli omosessuali".(...  continua qui  )


>>



ma  per  motivi   di salute  e  problemi  che ci sono nei collegament (leggi continuità territoriale ) fra la Sardegna e ll resto dela pensola .
Concludo  consigliando  vedere l'omossesualità e\o  chi sceglie  di crearsi
una  famiglia senza  essere sposarsi e  rinchiudersi  nel vincolo del matrimonio   senza  fanatismo e  senza  pregiudizi     consiglio   quindi di leggere  Martin Mystère Gigante ( annuale ) n. 12  lo trovate  in edicola  e trovate  a  sinistra  loa copertina   Le dieci piaghe di :  Soggetto e sceneggiatura: Paolo Morales ; Disegni: Alfredo Orlandi Copertina: Giancarlo Alessandrini



S
poller
Un disastro dopo l’altro si abbatte su New York: gli abitanti fuggono, nessuno è al sicuro! New York viene colpita da una serie di avvenimenti catastrofici ricalcati sulle “dieci piaghe d’Egitto” e orchestrati da uno scienziato in cerca di vendetta contro la città. Chi è questo sconosciuto “genio del male”? E perché ha scatenato la sua furia sulla “Grande Mela”? Affiancato da una affascinante biologa, Martin Mystère segue il caso  e  …

Spoller

 con questo è tutto 

23/09/06

Senza titolo 1455

è  talmente  agghiacciante  questa news    , considerata  dai  media  una  non news , ed  emerge solo ora  nella  rubrica  "  Glia altri Noi  storie  d'immigrazione  "  di repubblica  .it ,  che    non riesco a  trovare le parole per   commentarlo  .  Perchè  se una  parola  è  troppo due  sono poche  ( cit  ) 

Derubata e subito arrestata i miracoli della Bossi-Fini



Una ragazza moldava subisce uno scippo, disperata si presenta dai carabinieri e viene arrestata. Come se non bastasse, è anche il giorno del suo diciannovesimo compleanno. E' stata una delle notizie minori dell'estate. E' rimasta schiacciata tra le previste stragi del Mediterraneo, il muro di Padova, le fanfaronate di Calderoli e le tradizionali tragedie di agosto. Eppure, almeno nello schema generale, è una notizia a diciotto carati. Somiglia molto al classico 'uomo morde cane'. Il problema è che appena si va oltre il racconto del fatto, si scopre che era tutto normale. Non è un caso di malagiustizia, né di razzismo: Maria è finita in cella perché la legge è stata applicata correttamente.
Appena dentro la stazione dei carabinieri, ha raccontato lo scippo, e non nemmeno ha perso la pazienza quando le sono stati chiesti i documenti. Con calma ha spiegato: "Erano nella borsa". Poi ha descritto la sua situazione: "Vivo a Roma con i miei genitori e i miei cinque fratelli. Hanno tutti il permesso di soggiorno. In casa sono l'unica irregolare". Infine ha detto il suo nome e il suo cognome.

I carabinieri hanno immesso i dati nel computer e hanno scoperto che all'inizio di quest'anno Maria era stata trovata senza permesso di soggiorno. Come prevede la legge, le era stato notificato l'ordine di lasciare l'Italia. Il computer però non spiegava che immediatamente, d'accordo coi genitori e con l'assistenza di un legale, aveva presentato ricorso. E aveva anche ottime speranze di vederselo accolto: la Corte costituzionale ha, infatti, corretto il rigido meccanismo della Bossi-Fini affermando che se l'immigrato irregolare dimostra di non essere in grado di ottemperare all'ordine di espulsione, il reato non c'è.
Maria si trova esattamente in questa condizione. Era minorenne e tutta la sua famiglia aveva già da tempo lasciato la Moldavia quando la madre, non avendo più nessuno che in patria potesse occuparsi di lei, decise di farla venire in Italia d'urgenza. Per non lasciarla sola.
Ma le cause davanti al giudice di pace hanno tempi lunghi. Così, il giorno dello scippo, Maria era ancora in attesa del giudizio. Consapevole dell'ambiguità della sua condizione teneva, nella borsetta rubata, una copia del ricorso al giudice di pace. Come d'altra parte, in lacrime, ha detto ai carabinieri.
E' stato inutile. Ha trascorso in una cella la sera e la notte del suo compleanno. L'indomani è stata portata al palazzo di giustizia per la direttissima di convalida dell'arresto. Convalida scontata, perché Maria all'ordine di espulsione non aveva ottemperato. Ma lo stesso pubblico ministero ne ha subito chiesto la scarcerazione. E il tribunale, accogliendo la richiesta di termini a difesa avanzata dal legale di Maria, Gianluca Arrighi, ha fissato la prossima udienza per il 20 ottobre. Un bel rinvio per una "direttissima". In realtà un modo per tentare di conciliare la Bossi-Fini col buonsenso.
Ma è molto difficile. Se entro il 20 ottobre il giudice di pace avrà deciso per la revoca dell'espulsione, Maria sarà assolta. Se invece la decisione le dovesse essere sfavorevole, l'assoluzione non sarebbe automatica e, in astratto, potrebbe anche essere condannata. Ovviamente, con tutti i benefici di legge. Inoltre ricorrerebbe in appello. Nell'attesa, non avendo alternative, resterebbe in Italia. E, chissà, dopo qualche mese potrebbe essere fermata per un nuovo controllo (è da escludere che, nel caso sfortunato di un nuovo scippo, vada dai carabinieri). E così via. Fino alla prossima sanatoria, alla Cassazione. O, chissà, alla riforma della Bossi-Fini.

25/08/06

Senza titolo 1411


Il mondo.. alla rovescia!


Che cos’è che ti fa stringere i denti, che ti fa gridare; che ti fa guardare il mondo con occhi spalancati e labbra chiuse? Che cos’è che ti fa tacere mentre il grido ti scuote l’anima, le ossa, ti toglie il respiro? Che ti fa mandare giù l’assurdo; masticare il torto a torto? Cos’è che ti fa perdere la fiducia nel mondo, nella giustizia, nella bontà del tempo quando il tempo è buono? Cos è che ti fa morire di fame davanti ad un bel tavolone apparecchiato? Cos è che ormai fa girare il mondo secondo leggi contro la gravità?

La domanda è sempre quella, che ti fai tutti i giorni quando al risveglio, senti al telegiornale la morte, vedi il sangue, vivi l’atrocità dell’animo umano? Quando estendi la bandiera color dell’arcobaleno con sopra la scritta candida “Pace” e nello stesso momento la macchina della guerra coglie anime innocenti. È la stessa quando vuoi costruire i ponti mentre gli altri li bruciano. La stessa quando chi ha sofferto della guerra scopre di averne una vicina, assai in vista. Quando parli di Dio con persone che non lo conoscono, o non lo vogliono conoscere. Quando dal tuo posto nel mondo, ovunque questo sia, guardi e trovi tutto, proprio tutto alla rovescia!

Fate in mondo che quel che resterà di quel mondo sarà comprensibile.

Grazie


19/06/06

Senza titolo 1342









Prima d'iniziare il post  d'oggi voglio risponder , spero di non doverci ritornarci ancora a quei visitatori qualunquisti o simpatizzanti e magari elettori di centrodestra considerano la penuria di news sugli esponenti del centrosinistra o sulla sinistra come un palese segno di faziosità del  blog [ i più educati lo fanno presente oltre che nei commenti anche via emailpacatamente o in maniera accesa senza insulti troppo offensivi, ma, SIC m più mandano insulti sempre più offensivi ed irispettosi sempre via mail].
Per dimostrare che così non è e fugare ogni dubbio, invito tutti coloro i quali sollevano codesta questione ad inviarmi, all'indirizzo di posta che compare alla fine di questa pagina, tutti i video di dichiarazioni pubbliche di esponenti di centrosinistra che possano risultare disdicevoli ed imbarazzanti per una personalità pubblica: se risulteranno fondanti state pur certi che li vedrete pubblicati. I video e le news  che trovate qua li ho recuperati da Internet. Se non trovate alcun video o poche news "compromettenti" per il centrosinistra, delle due l'una: o Internet è controllata dalla Sinistra ( cosa che non credo ) , oppure potreste prendere in considerazione il fatto che centrodestra e centrosinistra non siano la stessa cosa e che i partiti e i rappresentanti non sono sempre tutti uguali perchè anche nelle nefandezze si differenziano
A chi mi parla di Odio, di Ossessione verso una persona, da parte della Sinistra e da parte del sottoscritto, mi sento di dire questo: io non odio nessuno ( anche se non sempre ci riesco con certe persone come potete vedere dal post sotto riportato ) , non sono ossessionato da nessuno . Nutro, invece, una forte Passione per la Giustizia e per il Rispetto delle persone indipendentemente dalla loro religione , pensiero - ideologia politica , cultura ; ed è questa Passione per questi Valori che mi ha spinto a realizzare questo blog e mi spinge acontinuare a scriverci ed a rendere noti i fatti che vi vengono presentati .Concludo  con esempio  Se una maestra mette 4 al compito in classe di un alunno, non significa sempre che lo odia, ma che ha passione per la materia che insegna e vuole che venga imparata e praticata

Ora dopo questa risposta veniamo al post d'oggi non prima d'introdure la colonna sonora 


A morte la Casa Savoia

bagnata da un'onda di sangue,
si sveglia il popol che langue
si sveglia il popol che langue!,
O ladri del nostro sudore
nel mondo siam tutti fratelli,
noi siamo le schiere ribelli,
sorgiamo che giunta è la fin!
sorgiamo che giunta è la fin!
A morte il Re e il principin,
a morte il Re e il principin!



Leggo sui giornali delle intercettazioni di quel caffone , viscido, fascista -nazista dell'ultimo erede dei Savoia di Vittorio Emanule , ne riporto unostralcio : << [---] In una telefonata del luglio 2005 mentre si trova sull'isola di Cavallo,il principe si lascia andare a «commenti sprezzanti e triviali» sui sardi : Sono pezzi di merda... Quei sardi lì, l'unica cosa che sanno fare, inculano le capre... E poi puzzano la stessa cosa >> [...] qui trovate le altre  Ora se V. Emanuel di Savoia viene in sardegna li faccio fare la parte dellla capra a vedere se ci ritorna e se si mettete a insultare ancora in questa maniera i sardi Lo so che cosi contraddico ed esco fuori dal mio percorso di pacifista  e non violento abbassandomi al loro livello ma nessuno e perfetto , e poi da sardo ( e non solo ) non mi piace essere insultato per giunta in maniera cosi gratuita ed irrispettosa . Inoltre mi fa pentire di essermi schierato ( anche se  con riserva )  all'epoca per l'abolizione dell'articolo \ disposizione provvisorio della costituzione che ne vietava il ritorno in Italia perchè credevo : 1)  cghe le colpe  de  familiari non debbano cadre sui figli  (   concezione poi smentita dala famigerata intervista sulle leggi  razziali ) ; 2)  nonostante i precedenti penali ( traffico d'armi , iscrizione alal P2  di licio Gelli  , omicidio qui trovate ulteriori dettagli ) ,  fosse giunto il momento  di  conmcludere qul processo  di  riappacificazione incompletato che durava dal II dopo guerra ;   se merda ( salvo solo maria Josè ) erano merda sono . Concludo  con una proposta  : 1) chiedere al sindaco di Santas teresa di Gallura   di revocagli la cittadinanza onoraria  ; 2 ) girando  ai "costituzionalisti "  siamo ancora in tempo a fare un'altra  legge   per mandarlimindietro  ?

30/05/06

Senza titolo 1307

Leggendo il il sito di Sisu  alias  giovanna Nigris ( potete vedere  a siniostra  una  sua  foto  , che dimnostra come  l'hanno ridotta  e se andate a vedee la sequenza fotografica  nel suo  sito  tutto il calvario di  strutture archittetoniche   che deve  fare per poter fare per potersi recare al reparto dove lavora )   e poi chiaccherando direttamente , non immaginavo che nel nostro paese si sia potuti  arrivare ad una tale ingiustizia  .   Nella vicenda di Giovanna  si può condensare tutto ciò che in Italia non funziona[ anzi  è lasciato  all'improvvisazione e ala buona volontà per non dire coraggio  della gente  onesta  ]:malasanità,mobbing, lentezza ( per  chi non ha  avvovcati in grado di cavillare  o  soldi  )  della giustizia, cinismo umano nei confronti di chi è più debole. Ora  visto l'impossibilità di riassumerla e raccontarla interamente   oltre  a rimandarvi  al suo sito http://www.mobbing-sisu.com/  ( uno dei più documentati che abbia  letto fin'ora in caso di Mobbing e d'ingiustizie )  ho deciso di farlo  con  un intervista  alla    protagonista  stessa di questa   vicenda    e  del mobbing   con annesse minacce   esterne  e derisioni  fra  cui  l'ennesino  blog  creato appositamante  ( ora  chiuso co eil precedente  ) ma  soprattutto  perche  : << Oggi, la signora Nigris, ha deciso di affidare il suo caso ad una petizione popolare da inviare al Capo dello Stato. A distanza di oltre dieci anni, Giovanna Nigris continua la sua personale battaglia contro il Fatebenefratelli. Sola, contro l’indifferenza generale; sola contro il silenzio dei mass-media. Il suo caso potrebbe, a buon diritto, essere raccontato in uno dei tanti talk show televisivi che riempiono le serate degli italiani. Invece i grandi network e i quotidiani nazionali  /( cioè la stampa ufficiale  )  hanno deciso di spegnere i riflettori sul caso “ Nigris” ( Girodivite numero 175 - edizione del 27.04.2005 , uno dei pochi che se ne sono occupati  ) A nulla, finora, sono servite le denunce presentate in Procura, le istanze inoltrate a rappresentanti politici e istituzionali.>> , ma  soprattutto perchè  coem   mi ha detto Lei quando  gli ho chiesto se potevo emttere il suo  numero di cellulare  su  un sito perchè fosse contata  per maggiori informazioni    :< <... ricevo   chiamate e poi staccano il telefono. Anche questo è un sistema per stressare. Non c'è più pace neppure a casa mia. Prima mi mobbizzavano al lavoro, ora che sono ammalata grave mi molestano a casa sul Pc (con il Blog fetente) e telefonate.  >>


D ) Nel blog  " infame " , si diceva  che  : << Giovanna Nigris si è però tradita dimostrando che scrive spesso sul blog spacciandosi per Montana (o forse viceversa?) >>  più un altro post  in cui  ci sono i suoi dati sensibli e altre  calunnie  su  cui non mi soffermo   . Chi  è il  tuo partner   o  uno che   ti sta aiutando nella  tua causa  ?
R) Giacomo Montana è un mio amico infermiere che mi aiuta in modo pratico, accompagnandomi a visite, etc. e poi è stato anche dirigente sindacale in passato. A  volte scrive degli articoli in mia difesa.   Se non ci fosse stato Giacomo chissà come sarei andata a finire e forse non ci sarei più. Ora sono in mano ad un avvocato per il mobbing.
D) potresti  riassumere la  tua  vicenda  ?
R) La mia malattia si è presentata con sintomi gravissimi: asma senza risposta alle cure domiciliari,bronchite, dolore retro-sternale, atroci dolori muscolari, cistiti e bronchiti continuative, resistenti ad ogni cura antibiotica, febbre soprattutto alta alla sera;Nella mia famiglia non c’era assolutamente nessuno con la tubercolosi ed io essendo madre di famigla facevo casa e lavoro, recandomi anche in auto in qualsiasi luogo. Inoltre la tubercolosi è una malattia ospedaliera, tanto è vero che ogni ospedale è assicurato in tal senso.
”I vertici dell’amministrazione ospedaliera” mi hanno risposto alla prima visita collegiale che io la tubercolosi la avevo già all’assunzione. Cosa ridicola perché in tutti gli ospedali come negli enti pubblici vengono fatti gli esami prima dell’assunzione, compresa la schermografia. Cosa che feci anche io. All’assunzione ero sana come un pesce!
D) mi viene spontaneo  chiederti ma  non potevi opporti  e segnalare  la  cosa   quando sei stata assunta  ? oppure  se  l'hai fatto  ma  gli appelli sono caduti nel vuoto  o ti hanno deriso  ?  Io e altri colleghi  abbiamo protestato  e fatto richieste  verbali ai diretti superiori, sia da me  che da  una mia collega, tanto che non fu mai neppure fatta installare una barriera protettiva trasparente tra il personale e gli ammalati utenti. Anche  sia pure negli ultimi tempi,Giacomo [il miom amico che mi sta  aiutando ]  ha constatato di persona, unitamente ad un proprio collaboratore sindacale, tali sporche condizioni antigieniche di lavoro, fatte passare come fosse tutto normale.


D) com'erano i rapporti prima con i tuoi colleghi\e  prima della vicenda e dopo il  mobbing  ? lo fanno secondo te  perchè lo sentono Spontaneamente o per paura  di ritorsioni  dai loro capi ? o magari ufficialmente ti trattano in un modo  ( ti mobbizzano  )  e in privato ti sono solidali  ? hai pensato   dio farti trasferire  o  di chiedere il pre pensionamento ?
R) Io non ho mai avuto cattivi rapporti con i colleghi. I cattivi rapporti sono sempre stati con la Amministrazione Ospdedaliera. Suppongo che il vero motivo è scaturito dal fatto che ero nel posto sbagliato nel momento sbagliato. Infatti nell'anno 1992 il mio capo ufficio venne arrestato nell'operazione "Mani Pulite". Io non mi sono mai impicciata dei suoi sporchi affari. Facevo il mio lavoro e basta, ma quando fu arrestato fui trasferita immediatamente da un giorno all'altro al Reparto di Anatomia Patologica.  E lì è successo tutto quello che è ben spiegato nel mio sito. Ora sono in malattia grave per ossigenoterapia quotidiana dal marzo 2004 e nessuno delibera il mio pensionamento. Tutti i colleghi sono spariti dalla circolazione, cioè non mi hanno più contattata, tranne una collega. Non posso fare un aggravamento della invalidità, perchè  l'ultimo collegio medico, verosimilmente per non fare emergere di nuovo responsabilità penali relativamente al contagio in servizio, non si è voluta esprimere in merito. Come Asl risulto invalida per causa di servizio e perciò non posso chiedere l'invalidità civile, invece secondo l'Ospedale Militare di Milano ho una invalidità di servizio classe V "tabella A" NON DOVUTA A CAUSA DI SERVIZIO. Per questo ho fatto ricorso al TAR della Lombardia che mi ha dato ragione, ma nessuno ha mai ottemperato a quanto statuito da codesto Tribunale. Vedi tu in che condizioni mi trovo. Posso solo sperare che qualcuno si sensibbilizzi al mio caso.
D) come mai  stata trasferita di punto in bianco  da un reparto ad un 'altro  ?  hai dato "fastidio"   a qualcuno\a  , oppure  hai collaborato  con la polizia  giudiziaria  sulle indagini di tangentopoli ??
R) Sono stata trasferita di punto in bianco quando il mio capo ufficio fu il secondo che fu arrestato nella storia di “Mani Pulite” . Sono stata trasferita di punto in bianco quando il mio capo ufficio fu il secondo che fu arrestato nella storia di “Mani Pulite” . No , ma  solo  sospettata di essere stata “informatrice della polizia relativamente a certe illegalità” oggetto anche di indagini del “Pool di Mani Pulite” , in quanto  abitavo  nello stesso numero civico e caseggiato di un noto giudice milanese del Pool di Mani Pulite e un Ispettore Capo e poi vice questore di Milano ai suoi tempi.
D) Invece  di perdere tempo dietro ai tuoi calunniatori  perchè  non li denunci  e non mandi copia della denuncia  splinder  il portale su cui s'appogia il  blog  in questione [ s'appogiava  N.a ] dato che esso   lascia  atitvi   blog  con insulti anche peggiori del tuo ( come il caso   di Federica Struglia ) fin quando non c'è denuncia penale  ?
R) Non credo più assolutamente nelle denuncie. Siccome sospetto che chi esercita  queste provocazioni sia qualcuno ben protetto da qualche politico, non voglio farmi deridere una  ennesima volta  nel vedere non applicare la legge, visto come si sono comportati in Tribunale di Milano. Infatti inspiegabilmente a protezione ben quattro imputati per lesioni colpose gravissime, per nove anni non è mai stato celebrato il processo sino al raggiungimento della prescrizione dei reati.
D) provi ancora odio o rancore verso i tuoi colleghi    e verso  i vertici dell'ospedale ?
R ) Io non ho mai provato odio per nessuno, perché per principio penso sia sbagliato, in quanto si ripercuote sulla persona stessa che dovesse farlo. Certo sono soltanto molto sconcertata e sofferente per quello che continuano a farmi subire. Spero nella Provvidenza Divina. Sono credente, anche se non bigotta.

04/04/06

La morte della Politica

I miei propositi di convincere l’elettorato medio e la così tanto richiamata gente comune, dell’importanza della Politica, della sua significativa impronta nella vita quotidiana, ma anche la sua passione intrinseca, questo slancio empatico verso la moltitudine, il collettivo fatto oggetto e soggetto del pensiero che muove le cose, motore della società, ebbene, tutto questo non è servito a nulla, vanificato dall’ennesima campagna elettorale, teatrino dei più meschini e bassi istinti della razza politicante, giunta per arcani sentieri fino alle poltrone parlamentari. Questa mia purezza intellettuale, questa ingenuità etica, cercata tra le pagine dei miei libri di filosofia, tutto questo stracciato da un manierismo elettorale di poco prezzo. Ecco cosa io vedo in queste infauste giornate: è la morte della Politica. Pupi siciliani impettiti che s’insultano vicendevolmente, offese da bar di periferia, dove la cognizione dei termini utilizzati è pressappoco nulla: mi coglie un senso di vuoto nella confusione delle parole. Dopo giorni di dibattiti televisivi e attacchi a mezzo stampa, mi accorgo che quello che veramente volevo sentire è stato taciuto. Avrei voluto sentire lo sfogo della Storia, del movimento che diventò partito, dello spirito progressista che alzava la voce e additando il conservatorismo inerte mostrasse le voragini di questo paese incivile: volevo sentir parlare di RICERCA in questa Italia che crolla sotto il peso dell’immobilismo, volevo sentir parlare di questo primo motore che a fatica cerca di prender fiato, il futuro ci passa davanti e noi? Noi parliamo di bambini bolliti in Cina, parliamo di una menzogna di bassa lega che il nano di Mediaset ha sbandierato ai quattro venti, quasi provocando un gravissimo incidente internazionale, perché la sua conoscenza del Comunismo si limita al famoso libro nero, ormai riconosciuto falso storico. Per decenni le forze della sinistra si sono interrogate, hanno fatto autocritica, si sono flagellate nella critica al socialismo reale ripensando ad una nuova prospettiva, chi preferendo un’uscita da destra verso il liberalismo, chi riproponendo la propria identità alla luce di una nuova consapevolezza, bastava la verità, quella bastava; e questo? Questo tira fuori i bambini bolliti, con una strategia da guerra fredda che emana tutto il fetore della vecchia, quanto mai attuale purtroppo, Democrazia Cristiana. Volevo sentir parlare di ENERGIA, volevo che la sinistra si prendesse la responsabilità di prendere per mano il mondo e condurlo verso una nuova rivoluzione che accendesse la miccia attraverso l’utilizzo di nuove fonti energetiche, magari pulite, magari rinnovabili. L’idrogeno, grande sogno e speranza del mondo che verrà, doveva essere messo al centro di ogni dibattito sull’energia, contro questa destra mondiale che, come sempre è accaduto nella Storia, di fronte alla propria crisi s’impone con la guerra, conquistando a colpi di cannone qualche altro litro di sopravvivenza liberal-fossile. Ma noi parliamo di gas, di carbone, di nucleare: quando la Russia finirà di stringere accordi con la Cina e saremo ricattati dalla loro grande potenza energetica, noi potremo sempre parlare di bambini bolliti, di comunisti brutti e cattivi, ma periremo della nostra stessa ideologia egemone, della nostra superba arroganza con la quale abbiamo convinto il mondo che la nostra è l’unica via. Volevo sentir parlare di LAVORO, avrei voluto sentire la sinistra dirci come intendono creare occupazione, più sicurezza, un futuro diverso da quello del precariato a vita, invece parliamo delle tasse. Le tasse? Beh se avessi la possibilità di avere un reddito, prima o poi nella mia vita, di crearmi un patrimonio da tassare, beh potrei pormi la questione. Ma questo è un falso problema, un pericolo, quello della tassa di successione e dell’aumento delle tasse su certi redditi, che tocca solo chi ha grossi interessi da tramandare alla propria prole. Qualsiasi manuale di scienza delle finanze vi potrà spiegare che la tassa di successione è il primo passo verso la redistribuzione dei redditi, è la tassa che più di altre ci rimette tutti fiscalmente allo stesso livello. Però è diventato il maggior problema degli italiani, ma nessuno si è accorto che siamo dei poveri idioti con le pezze al culo, altro che tassa di successione. Avrei voluto sentir parlare di SCUOLA, università, avrei voluto sentir parlare di messa al bando in Italia di certi monopoli, insomma se vogliamo fare i liberali, facciamoli sul serio, non questa accozzaglia di protezionismo e di difesa estenuante dei privilegi della classe emergente della rendita. La nostra competitività produttiva nel mondo è ormai tema di barzelletta e noi mettiamo i dazi. L’occidente mette i dazi capite? Una burla di dimensioni colossali, fanno il solletico alla Cina. Potrei continuare con una lunga, lunghissima lista di argomenti che avrei ascoltato ben volentieri in questi giorni: ma il dibattito politico è incentrato sul fantasma comunista, sulla classe operaia che compare e scompare  a piacimento, l’estremismo comunista come grande pericolo della democrazia. Che bella democrazia che abbiamo! Io lo invoco l’estremismo, cosa me ne faccio dell’ennesimo governo moderato dove si cambia qualcosa per non cambiare mai nulla, cosa me ne faccio di una forza di sinistra che ha paura di dire la parola tasse. I comunisti, dice il nano, aboliranno la proprietà privata, uh che paura! Infatti è risaputo che Bertinotti è un pericoloso bolscevico e che non vede l’ora di dividere l’Italia in soviet. Al vaneggiamento del presidente del Consiglio, seguono le fesserie più astruse sull’intervento dello Stato nell’economia. Principi liberali, i più progressisti ovviamente, non certo questi pazzi ottocenteschi, rimettono al centro l’importanza dello Stato nell’economia, dopo il fallimento mondiale delle politiche neoliberiste che hanno portato al collasso intere nazioni. Stato non è una parolaccia, certo con questa classe politica può darsi. E mentre parliamo di gossip parlamentare non vedo che l’astorico, l’apolitico. Non resta che celebrare i funerali della Politica, intanto mi dedico al giardinaggio, in attesa che la campagna elettorale finisca e che il puparo dell’egemonia liberale tagli i fili che muovono questa classe politica.


 


Stefania Calledda