“L’illusione di essere sempre informati su tutto, di poter comunicare a tu per tu con chiunque, di conoscere gli altri e se stessi, e la presunzione di aver scardinato, grazie alla teologia, alla psicologia, alla tecnologia e alla biogenetica, la cassaforte dell’universo. Al cospetto di questa coscienza collettiva, io mi inchino, vi saluto e ritorno nelle tenebre del plasma. Preferisco essere un nanobio di un decimillesimo di millimetro, la metà del più piccolo batterio conosciuto, che un essere umano cosciente di sè. Voi trascorrete l’esistenza cercando di trovarvi, io la passo cercando di disperdermi.” — Dario Ameruso.
Questo post da me citato mi ricorda questa canzone vecchia canzone che ha caratterizzato tutto il mio essere
(Fabrizio De André mentre canta "Smisurata Preghiera", rielaborata da un poema colombuiano di Alvàro Mutis)
Quando si può rimanere soli con se stessi,credo che si riesca ad aver più contatto con il circostante che non è fatto soltanto di nostri simili, ma direi che è composto soprattutto di tutto il nostro universo, dalla possibilità di bere acqua a quella di drogarci con ansiolitici o Viagra (non parlo di me in senso stretto in questo ultimo esempio). Il nostro circostante che forse sarebbe meglio scriverlo con la “C” maiuscola, è composto dalla foglia che spunta di notte in un campo fino alle stelle luminose che ogni notte si danno appuntamento allo stesso posto in cielo, dalle montagne ruvide come il masso alle acque spumeggianti che ci rendono tante piccole o immense isole, teatro di sconci mai narrati da uomo o donna. La realtà arriva sempre prima della fantasia, da anarchico spiritualista quale sono, rimango persuaso di questa rozza e materiale certezza, che la realtà abbia più fantasia della fantasia stessa. Bisogna arrendersi a tale obbrobrio, perché è nelle cose primordiali, noi non possiamo farci nulla se non ricordarcelo. Fra pochi simili a volte si è riuscito anche ad accordarci meglio col tutto il nostro circostante, persone, cose, libri, Mannerini, cieli, croci, mari, Calvino ne "Gli amori difficili", tutti i day hospital, i dilemmi di folle impazzite di nuovi "poeti", amica di Riccione per cui cancellerei ogni mio umile saper cianciare nelle ore sbagliate, per una tua giornata di pace fisica e d'anima.
Il diritto all'imprevisto
Abbiamo delle franchigie, noi, che non usiamo però, le lasciamo lì per chissà chì. Talvolta, siamo un pò fessi anche noi, suvvia, l'ignoranza mista alla pigrizia a codice a barre, come posso non capirvi?! Franchigie che ci permetterebbero di vivere meglio.Come l'esercizio del Dubbio in ogni istante della nostra vita, proprio per non cadere in ciò che Cristo stigmatizza, la vanità anche quando la navi da Crociere si spaccano su un Giglio. Segno che i tempi non sono stati rispettati, ne
Siediti qui e.... guardami negli occhi. dammi un sorriso, dammi il tuo calore mi hai chiesto scusa per i tuoi capricci e quante volte dovrei farlo io! Per ogni volta che non ti ho capito per tutti i "dopo" e la stupidità di far passare in fretta la tua età! Il tuo dolore, seppur ancor bambina, forse l'hai consumato nel silenzio mentre dall'alto della mia ignoranza non davo nè valore nè importanza! Ora mi insegni e.... so cosa devo fare Amarti ad ogni passo senza la presunzione che solo i grandi conoscono il dolore!
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C'è una fonte della giovinezza: è nella tua mente, nei tuoi talenti, nella creativita' che porti nella vita. Quando impari ad attingere a questa sorgente, avrai davvero sconfitto l'età.
“ Per essere grande, sii intero: non esagerare e non escludere niente di
te. Sii tutto in ogni cosa. Metti tanto quanto sei, nel minimo che fai,
come la Luna in ogni lago tutta risplende, perché in alto vive. „