L'ignoranza di certi elementi è disarmante. Le lingue della penisola ,dialetti inclusi fanno parte del nostro patrimonio culturale.Ed arricchiscono ed hanno arricchito las lingua nazionale . Hanno fatto passare in secondo piano la bravura e il successo di questa atleta. , Si dovrebbero vergognare
da msn.it
“Ma se gareggi per l’Italia parla italiano”: gli haters, ormai a tutto campo, se la prendono anche con una campionessa, nonché esempio di gentilezza ed eleganza, come Nicol Delago. Ma quale sarebbe la colpa
della sciatrice? Quella di avere celebrato il suo ultimo successo (la sua prima vittoria in Coppa del Mondo a Tarvisio, ndr) anche con Rai Ladinia, esprimendosi in ladino.
Il ladino, come ha ben spiegato qualcuno, è una lingua neolatina retoromanza, nata dal latino volgare con influenze pre-romane (retiche), parlata nelle Dolomiti italiane (Val Badia, Val Gardena, Val di Fassa, Bellunese) e in Svizzera (Cantone dei Grigioni). Riconosciuta come minoranza linguistica, è lingua ufficiale affiancata a italiano e tedesco in alcune zone e si caratterizza per vari dialetti (gardenese, badioto, fassano, ecc.) e un’identità culturale forte, con sostegno in scuole e media locali.
“Non so se sia peggio leggere di quelli che si lamentano del fatto che parli ladino e non italiano o di quelli che la giustificano perché parla la sua lingua. Entrambi non hanno capito una mazza: in questa intervista parla ladino perché è alla Rai ladina” si è letto tra i commenti.
“È una vicenda grave e preoccupante – ha dichiarato l’assessore regionale del Trentino Alto Adige alle minoranze linguistiche Luca Guglielmi –. I commenti ricevuti non hanno nulla a che vedere con il confronto civile e con il rispetto delle persone. Alle atlete e agli atleti che rappresentano il nostro territorio, così come a tutti i cittadini, deve essere garantita la libertà di esprimersi nella propria lingua senza timore di essere insultati o messi sotto accusa. Il ladino, come tutte le lingue storiche del nostro territorio, non è un elemento divisivo, ma una ricchezza da tutelare e valorizzare”.
Anche l’Andreas-Hofer-Bund für Tirol, in una nota, ha espresso la sua “incondizionata solidarietà” alla sciatrice altoatesina. “Invece di concentrarsi sul successo sportivo, i social media sono dominati da richieste di lealtà monolingue, accompagnate da scherno aperto nei confronti della sua lingua madre, il ladino”, ha detto il presidente Alois Wechselberger.