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7.4.26

Il Telaio Invisibile Ritrovare la struttura dopo le feste, tessendo la giornata un filo alla volta.

Il "telaio invisibile" rappresenta la struttura quotidiana che si perde durante il caos delle feste. Ritrovarla richiede un approccio graduale, riorganizzando la giornata un piccolo passo alla volta per gestire lo stress post-festivo.                                                    La metafora del tessere indica la costruzione paziente di una routine sostenibile, riscoprendo ordine e calma interiore.      Infatti anche  se in realtà non ho fatto granché in questi giorni di Pasqua a parte il pranzo di domenica con i parenti del "continente " e un uscita  con i miei (non ho patente )  il lunedì pomeriggio a trovare al mare degli amici di fsmiglia sardo-ligure che vengono qui a svernare efino all'autunno. C'è ancora anche se in me, anche se in misura minore(saranno i 50 anni compiuti e la mia messa indiscussione / capacità d'affrontare meglio l'ansia lo stress post feste ) l'ansia da rientro . Ma grazie a, alla newsletters ed i consigli  di   aprilamente gruppo di Psicologia pratica e spiritualità per trasformare le sfide in crescita personale,la sto affrontando  sempre di più  e quando ci riesco sto meglio.

Dalla newsletters 

Il martedì dopo Pasquetta è il vero inizio della settimana. Rientrare nella routine dopo i giorni di stacco e di festa può generare un forte senso di disorientamento. Troviamo la casella di posta piena, la casa da riordinare, i ritmi da ripristinare, e proviamo spesso la sensazione di essere sopraffatti da un caos di fili aggrovigliati.                                                                                     Ma immagina la tua vita e la tua mente come un antico telaio. I fili verticali, quelli chiamati “ordito”, sono le tue abitudini fondanti: la tua disciplina, la tua routine mattutina, la tua calma interiore.Quando rientri dalle feste, questi fili possono essersi allentati. I fili orizzontali, la “trama”, sono invece gli eventi e gli impegni che ti piovono addosso oggi. Se non tendi di nuovo i fili verticali, le email e le urgenze saranno solo un ammasso informe che ti soffocherà. Ma quando ripristini pazientemente la tua struttura interiore solida, ogni singolo imprevisto o compito viene tessuto attraverso di essa, formando un arazzo ordinato e resistente.Oggi, non farti prendere dal panico per tutto ciò che c’è da fare. Preoccupati solo di tendere di nuovo i fili delle tue buone abitudini. È la tua struttura che dà un senso al caos del rientro.

“Siamo ciò che facciamo ripetutamente. L’eccellenza, quindi, non è un atto, ma un’abitudine.”   

                                  Aristotele 


La Neuroscienza delle Abitudini e del Rientro La magia di mantenere tesi i “fili verticali” della nostra vita si fonda sulla biologia dell’apprendimento automatico.La neuroscienziata Ann Graybiel del MIT ha decodificato il processo attraverso cui il cervello trasforma le azioni faticose in abitudini automatiche, un meccanismo chiamato “Chunking” (Frammentazione). Quando torniamo da un periodo di vacanza, i nostri circuiti delle abitudini sono temporaneamente “dormienti” e la corteccia prefrontale deve consumare enormi quantità di energia per riprendere decisioni coscienti su cosa fare e come organizzarsi. Questo crea la tipica stanchezza del rientro. Ma forzandosi dolcemente a riprendere una routine in uno stesso contesto (ad esempio, la propria scrivania o l’orario della colazione), il controllo del comportamento torna rapidamente ai Gangli della Base. Questi “impacchettano” l’intera sequenza di azioni in un singolo blocco neurale, abbassando drasticamente l’attrito cognitivo. Ricostruire un’infrastruttura solida di micro-abitudini in questo martedì significa liberare “banda larga” mentale, permettendo al cervello di svuotare l’inbox e gestire le urgenze senza andare in sovraccarico di cortisolo.     Strategie per Coltivare la Tessitura Quotidiana

  • La prima strategia è la protezione inossidabile della tua prima mezz’ora; non iniziare la giornata lavorativa tuffandoti immediatamente nel recupero delle email arretrate, ma difendi un piccolo rituale (un caffè in silenzio, dieci minuti di lettura) per tendere il tuo ordito interiore prima di far passare la trama del mondo.
  • Il secondo passo consiste nell’affrontare l’arretrato con un passaggio di spola delicato; quando vedi la montagna di compiti accumulati durante le feste, non farti prendere dall’affanno, ma smistali in ordine di priorità reale, riconoscendo che la cura dei dettagli ordinari è ciò che rende solida la tua esistenza.
  • La terza mossa richiede l’accettazione pacifica dei nodi nel tessuto. Se un imprevisto ti fa reagire male o la stanchezza del rientro si fa sentire, non strappare l’intero lavoro in un impeto di frustrazione; accetta il “nodo” emotivo, lascialo lì come parte della giornata e riprendi a tessere il filo successivo con calma.
  • La quarta strategia è privilegiare la costanza del ripristino rispetto all’intensità dello sforzo; invece di voler smarcare ogni singola pendenza in otto ore esaurendo le tue energie, accontentati di riprendere il ritmo lavorativo passo dopo passo, fidandoti del potere inarrestabile dell’accumulo progressivo nei prossimi giorni.
  • Il quinto approccio riguarda la contemplazione distaccata del disordine temporaneo. Quando ti senti sopraffatto dalla scrivania o dai messaggi non letti, fai mentalmente un passo indietro e guarda il quadro più ampio, ricordandoti che è normale che la trama sia disordinata dopo una pausa, e che riordinarla è solo questione di metodo.
  • L’ultima pratica è l’ancoraggio consapevole a fine giornata; stasera, chiudi mentalmente il telaio passando in rassegna non le cose che non sei riuscito a finire, ma le abitudini positive che sei riuscito a riprendere in mano, ringraziando te stesso per aver fornito di nuovo una struttura sicura alla tua vita.


Pratica della Mattina: Il Rituale del Telaio.   Siediti al tavolo o sulla tua postazione di lavoro.                                                        Appoggia entrambe le mani aperte sulla superficie davanti a te.


Apri bene le dita, premendo leggermente i polpastrelli sul legno, immaginando che siano i fili verticali, forti e inamovibili, della tua disciplina ritrovata.                                                            Inspira profondamente, sentendo la tensione positiva e rassicurante di questi fili.                          Poi, immagina i compiti arretrati e gli eventi della giornata come una spola leggera che viaggia da destra a sinistra.                                                                                                                         Afferma interiormente: “La mia struttura interiore torna salda. Qualsiasi cosa il rientro mi porterà oggi, io saprò intrecciarla. Con pazienza e metodo, io rimetto in ordine la mia vita.”                     L’Arte della Struttura Ritrovata                                                                                                         La bellezza e l’efficacia di una giornata non si misurano dalla frenesia con cui cerchi di recuperare il tempo, ma dalla maestria silenziosa con cui tendi di nuovo i tuoi fili. Rendi onore alle tue abitudini di base, alla tua organizzazione e al tuo lavoro invisibile. Sono i fili d’oro che sosterranno il tuo rientro nel mondo. 

3.1.15

LA ''CUCINA DEL RICICLO'': AL BANDO GLI SPRECHI DOPO LE FESTIVITÀ Come evitare gli sprechi di cibo: ricette con gli avanzi delle feste di Natale



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Il post  d'oggi  è nato da  una discussione fra  amici \  che   sullo spreco    del cibo , specie durante le festività .   E  se  si a etioc o meno    riciclare  \  riutilizzare   gli avanzi  .
Ora  secondo me  qualunque  cosa  , specie  In tempo di crisi  erva  a risparmiare va   più che bene  , specie  quanto oltre al portafoglio fa  bene all'ambiente .
L’obiettivo di questi consigli è quello di ridurre il proprio impatto ambientale in cucina. Ogni giorno compiamo decine di scelte riguardo al cibo che hanno importanti conseguenze in termini di consumo di risorse, emissioni inquinanti in atmosfera, nel suolo, nelle acque sia superficiali che sotterranee e come rifiuti prodotti.
Ovviamente  dipende  come si riusano  , se  li rimetti in tavola al di fuori  della cerchia della famiglia e degli intimi logico  che non lo  è  .  Ma   se  invece lo riutillazzate    creando qualche  piatto   o  dela  tradizione  (  come il  piatto suggeriti in questo  post  )  per ospiti  anche non intimi , non credo sia anti etico  .
 Ma come possiamo recuperare gli avanzi delle feste ? O  ria dattandoli   per  fare  piatti   nuovi  o  manggiandoli   il  giorno dopo    enza  dover stare  a ricucinare  .  Ecco cosa  dice   sul  primo metodo Lisa Casali (  foto a  sinistra  e qui   maggiori news   su  di  lei ) dell'interesantissimo e  curatissimo  blog  www.cucinaeco.wordpress.com ed è anche  Ambassador per WE-Woman for EXPO e testimonial WWF per l’alimentazione sostenibile :  <<  [--- ]  In  cucina  utilizzate ogni parte degli ingredienti cercando di limitare al minimo i rifiuti prodotti; gli scarti possono venire anche congelati per essere utilizzati in seguito.
Utilizzate gli scarti e gli avanzi per preparare altri piatti (oltre alle ricette presenti su questo blog potete consultare la bibliografia degli avanzi presente nella pagina Imiei preferiti ).
Se preparate ricette elaborate e che richiedono lunghe cotture, preparatene una dose doppia e poi conservatela sottovuoto in frigo o nel congelatore. Raddoppiare le quantità di una ricetta non implica il consumo del doppio di energia ma solo di 1,2 volte: in questo modo si risparmia anche tempo oltre che energia.In cucina sostituite la pellicola trasparente e l’alluminio con contenitori riutilizzabili, coperchi universali o piatti, al posto della carta assorbente tipo “scottex” usate strofinacci, spugne e asciuga piatti.

Essiccate o utilizzate il sottovuoto per conservare a lungo gli alimenti. Utilizzate la pentola a pressione per le cotture lunghe e non dimenticate il coperchio con le pentole tradizionali.
>>

Infatti

da http://www.greenme.it/mangiare/cucina/9331-riciclo-avanzi-natale

Scritto Da Verdiana Amorosi
Creato 27 Dicembre 2012



Le abbuffate delle feste natalizie, a BASE di numerose e ricche portate, comportano inevitabilmente grandi QUANTITÀ di avanzi. E questi cibi – se non vengono opportunamente recuperati – rischiano di finire dritti nella spazzatura.
Secondo la Coldiretti, ogni anno un terzo dei cibi cucinati e serviti in occasione dei cenoni di NATALE e Capodanno finiscono nel cestino: una QUANTITÀ di cibo che in termini economici si traduce in circa un miliardo e 200 milioni di EURO.
Cifre da capogiro, che in un periodo di crisi economica come questo fanno realmente rabbrividire.
Ma questo spreco è davvero necessario? Certamente no!
La PRIMA regola – per evitare di gettare del cibo nella pattumiera – è sicuramente imparare a fare la spesa, convincendoci una volta per tutte che i parenti e gli amici che si siedono con noi per il cenone della vigilia o il pranzo di Natale non sono reduci di guerra affamati da mesi e, pertanto, è opportuno ridurre a monte la quantità di materie prime da acquistare.
La seconda regola è mettere in campo un po' di creatività per riciclare in modo sfizioso gli avanzi dei cenoni e dei grandi pranzi: solo seguendo questi due importanti principi potremo risparmiare 1,2 miliardi di euro.
Evitare di buttare il cibo infatti, non è solo un dovere morale nei confronti dell'ambiente e dei popoli meno fortunati di noi, ma anche un'occasione per risparmiare denaro, che in questo periodo di crisi economica proprio non guasta!
Secondo gli ultimi studi della Coldiretti/Swg, in questi giorni di festa, i problemi economici e i continui rincari dei beni di prima necessità ha portato le famiglie italiane ad acquistare meno e di conseguenza a produrre meno avanzi.
Nel 21% delle famiglie italiane infatti è avanzato poco o niente, mentre nel 54% dei casi la quantità di cibo AVANZATA è modesta o comunque inferiore rispetto agli anni scorsi.
"La tendenza a ridurre gli sprechi da parte degli italiani è forse l'unica notizia positiva della crisi in una situazione in cui in Italia sono aumentate del 9% le persone costrette a ricevere cibo o pasti gratuiti in mensa o nelle proprie case" – ha detto il presidente della Coldiretti, Sergio Marini.
Ma come possiamo recuperare gli avanzi delle feste?
ECCO qualche semplice idea per riciclare in modo gustoso e creativo i cibi cucinati in occasione del Natale.


Come riciclare il pesce
Per recuperare il pesce che avete cucinato e servito nella cena della vigilia, bastano pochi e semplici passaggi: sbriciolate tutti gli avanzi in una terrina (che sia un'orata, una sogliola o una spigola poco importa), aggiungete un paio di uova, prezzemolo, uno spicchio di aglio sminuzzato, il succo e le scorzette di un limone, 2 cucchiai di pan grattato e mescolate il tutto fino ad ottenere un impasto compatto e morbido.
Con le mani, fatene delle polpette del diametro di 5-6 cm, ripassatele nella farina, poi nell'uovo battuto e infine nel pangrattato; ripetete nuovamente questi tre passaggi e friggete in olio bollente.
Otterrete così delle gustose crocchette di pesce.
Se volete evitare la frittura, potete cuocerle 10 minuti a vapore, o in alternativa 20 minuti in forno a 180 gradi.
Come recuperare la carne
Il frigo pullula di avanzi di pollo, cappone o faraona? Niente paura: tagliate, disossate e spezzettate la carne avanzata, trasferitela in un recipiente, aggiungete 2 uova ben sbattute, 2 cucchiai di amido di mais, mezzo bicchiere di latte, 1 pizzico di bicarbonato e un filo d'olio, erba cipollina (o erbette a piacere), mescolate bene con una frusta per qualche minuto fino ad ottenere un liquido omogeneo (e senza grumi) quindi versate il composto in una padella oliata e ben calda.
Fate cuocere 3-4 minuti, poi giratela come fosse una frittata e lasciate cuocere l'altro lato, quindi servite!
Frutta secca
Recuperare la frutta secca è una delle cose più divertenti che si possa fare in cucina, perché noci, nocciole, mandorle, fichi secchi e pistacchi si adattano a :   insalate  piatti salati , dolci !
Per recuperare tutta la frutta secca in modo rapido e poco impegnativo, vi consiglio di preparare un dolce poco calorico e semplicissimo: in una terrina unite 150 g di farina, 100 g di amido di mais, mezza bustina di lievito per dolci, 3 uova (o 1 bicchiere di latte di soia), 2 cucchiai di olio e tutta la frutta secca che avete in casa, mescolate, trasferite in uno stampo foderato con carta da forno e fate cuocere a 180 gradi per circa 40 minuti, poi sfornate, lasciate freddare e servite! 
                                                        Verdiana Amorosi
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Almeno cosi in tempo di crisi riuscimo a mettere al bando ( o quanto almeno ridurre ) gli sprechi alimentari. Nelle cucine in questo periodo abbondano gli avanzi di cene e pranzi preparati durante le festività ma tutto può essere riciclato realizzando piatti semplici e gustosi.

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