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7.3.26

Quando mancano i genitori i sono scriteriati meglio lo stato che l'abbandono o la pessima crescita

 


È vero come dice Giorgia ops Giorgia Meloni  i figli non sono dello stato.Ma quando i genitori  sono problematico o scriteriati da non garantire punti fermi se di riferimento come dice l'articolo sotto riportato  è meglio per il percorso psichico dei bambini/e   farli in affido o in adozione e quindi lo stato se ne occupi . 

Repubblica online

Famiglia nel bosco, Lavenia: “I bambini non  bisogno di genitori perfetti ma di punti fermi”

di Giuseppe Lavenia

Famiglia nel bosco, Lavenia: “I bambini non hanno bisogno di genitori perfetti ma di punti fermi”

Separare i bambini dai genitori, ma anche dai fratelli, è una misura molto forte perché si taglia non solo la continuità affettiva ma la base delle emozioni. Con effetti imprevedibili negli anni


06 Marzo 2026 alle 14:31

2 minuti di lettura


Quando parliamo di bambini dobbiamo sempre ricordare una cosa molto semplice: il loro cervello cresce dentro le relazioni. Cresce nella continuità degli affetti, nella presenza delle figure che per loro rappresentano sicurezza. Per un bambino la madre, o la figura di riferimento principale, non è soltanto un legame affettivo. È la base emotiva da cui il mondo diventa comprensibile e prevedibile. Per questo ogni separazione, soprattutto in età così precoce, è sempre un evento molto delicato dal punto di vista dello sviluppo psicologico.



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Testo di placeholder

Allo stesso tempo è giusto ricordare che nei procedimenti del tribunale per i minorenni le decisioni non vengono prese in modo improvvisato. Normalmente sono coinvolti servizi sociali, psicologi, psichiatri e consulenti tecnici. L’obiettivo dichiarato è sempre la tutela del minore.


Proprio per questo, però, il momento in cui avvengono alcune decisioni può diventare molto delicato. Se una separazione avviene mentre è in corso una valutazione psicologica, come sembra emergere da questa vicenda, è comprensibile che si generino interrogativi e preoccupazioni tra i professionisti coinvolti.


Una continuità affettiva quando tutto cambia

Dal punto di vista psicologico, infatti, separare dei bambini non solo dai genitori ma anche tra loro è una misura molto forte. I fratelli spesso rappresentano una delle poche continuità affettive che restano quando tutto il resto cambia.


Per questo credo che la domanda più importante, oggi, non sia chi ha ragione tra gli adulti, ma quale scelta permetterà davvero a questi bambini di sentirsi più sicuri nel tempo. Perché la vera tutela dei minori non riguarda solo la protezione dai rischi, ma anche la custodia dei legami che permettono loro di crescere con fiducia nel mondo.


Per i bambini il tempo scorre in modo diverso

C’è poi un altro aspetto che troppo spesso dimentichiamo quando guardiamo queste vicende da fuori: per i bambini il tempo emotivo è diverso dal nostro. Gli adulti discutono, aprono fascicoli, depositano relazioni, aspettano perizie. È il tempo della giustizia, che ha bisogno di verifiche, prudenza e valutazioni. Ma per un bambino ogni cambiamento improvviso diventa esperienza, memoria, traccia.


Un trasferimento, un nuovo luogo, volti sconosciuti, la separazione dalle persone che rappresentano la propria quotidianità: tutto questo viene vissuto senza gli strumenti cognitivi per comprenderlo davvero. Il rischio non è solo la paura del momento, ma la costruzione di un senso di smarrimento che può accompagnare la crescita.


Un equilibrio difficile

Per questo, nei casi che riguardano i minori, il vero equilibrio è sempre molto difficile: da una parte c’è il dovere della società di intervenire quando ritiene che un bambino possa essere esposto a condizioni di rischio; dall’altra c’è il dovere altrettanto importante di non trasformare la protezione in un’esperienza traumatica.


La psicologia dello sviluppo ci insegna che i bambini non hanno bisogno di adulti perfetti, ma di adulti prevedibili, riconoscibili, presenti. Hanno bisogno di punti fermi. Quando questi punti cambiano tutti insieme, luogo, relazioni, abitudini, il loro sistema emotivo entra inevitabilmente in uno stato di forte stress.


Quali le conseguenze tra 10 anni?

È per questo che ogni decisione che riguarda la vita dei minori dovrebbe essere accompagnata da una grande cautela e da una domanda molto concreta: quali saranno le conseguenze psicologiche di questa scelta non solo oggi, ma tra cinque, dieci, quindici anni?


Perché le sentenze hanno una durata giuridica.Le esperienze dell’infanzia, invece, hanno una durata emotiva che spesso accompagna l’intera vita.


Psicologo Psicoterapeuta Presidente Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche, GAP e Cyberbullismo “Di.Te”





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