La notizia sarà vecchia ( o stagionata termine da me usato nei commenti in alcune pagine social
acchiappalike dove spacciano con titoli enfatici per nuove notizie e fatti vecchi ) , ma. dimostra. come una. nazione maltrattata da altra abbia messo da parte odio e rancore e forse perdonato le. brutture. subite salvandola da una figuraccia internazionale.

Nel luglio 2021 a Fuzhou, Venezia era a un voto dall'entrare nella lista UNESCO dei siti in pericolo Sul tavolo c'era un paragrafo preciso, già scritto, che avrebbe inserito Venezia nella Lista del Patrimonio in Pericolo — la stessa lista dove finiscono i siti distrutti dalle guerre, dalle alluvioni, dai regimi che non rispettano niente.
Quella lista conta oggi 53 siti nel mondo. Venezia stava per diventare il 54°.
Il Comitato stava esaminando 255 siti in quella sessione. Su Venezia la pressione era massima: le grandi navi in laguna, l'acqua alta, il turismo fuori controllo. Ma il motivo ufficiale che rischiava di condannare la città era diverso da quello che ti aspetti.
Non le grandi navi. Non il MOSE. Non l'acqua alta.
L'UNESCO contestava all'Italia la «mancanza di una visione strategica comune» e la «scarsa coordinazione tra le istituzioni». Traduzione: lo Stato italiano non era riuscito a mettersi d'accordo su come proteggere il suo monumento più famoso al mondo.
Il paragrafo di condanna era già nel documento ufficiale. Serviva un voto per bloccarlo. Quell'intervento è arrivato dall'Etiopia, che ha proposto un emendamento per cancellare il paragrafo.
L'emendamento è passato. Venezia è rimasta fuori dalla lista.
Il motivo ufficiale era la mancanza di coordinazione tra le istituzioni italiane, non solo le navi o l'acqua alta A bloccare la condanna non è stata l'Italia, ma un emendamento proposto dall'Etiopia
L'intervento dell'Etiopia
L'emendamento proposto dall'Etiopia ha ribaltato la proposta iniziale di inserimento, sostenendo la necessità di dare tempo alle misure correttive del governo italiano.
Stato attuale
Ecco. che. Venezia è rimasta fuori dalla "danger list", ma è stata sottoposta a monitoraggio speciale e a valutazioni periodiche da parte dell'UNESCO.
Conseguenze
L'azione ha permesso di evitare un "cartellino rosso" internazionale che avrebbe sancito l'incapacità dell'Italia di proteggere il suo patrimonio.
In conclusione l'Italia quindi non ha salvato Venezia. L'ha salvata un paese africano, sua ex colonia maltrattata da noi italiani durante la sua conquista, durante dominio, dopo con scarico di rifiuti tossici ed armi alle fazioni in lotta e torture , in una sessione plenaria internazionale, con un emendamento tecnico. Perché senza quel voto il documento era già pronto e Venezia. non sarebbe più patrimonio Unesco .