Gino Cecchetin
Tale emergenza socio educativo viene confermata da , eccetto le. pèrentesi. che sono miei interventi, da quest articolo. sull'ultimo n. del settimanale gialllo di Marilisa D’Amico Ordinaria di diritto costituzionaleall’Università Statale di Milano il cui Impegno è costante per i diritti: la legalità e le pari opportunità, tra ricerca, formazione e giustizia.
Per i più giovani Il femminicidio [ o il brutale omicidio ] di una ragazza giovane come [uno dei casi più brutti da quello di Giulia Cecchettin o. Giulia Tramontano che mi vengono in mente ] Martina Carbonaro mette [ o almeno dovrebbe ] in luce quanto la violenza possa manifestarsi già inetà adolescenziale. Non si tratta purtroppo [ vedere pagine della nuova. sardegna del 4\5\2026 riportate sopra ] di un caso isolato, e questo rappresentaun segnale di forte preoccupazione. A quell’età i legami sono ancora in formazione e sono spesso caratterizzati da fragilità, inesperienza e difficoltà nel riconoscere
comportamenti problematici.
Per questo possono svilupparsi più facilmente dinami-che tossiche, come il controllo, la gelosia ossessiva, la dipendenza affettiva o la difficoltà ad accettare la fine di un rapporto. Non basta intervenire dopo, ma è fondamentale lavorare prima, aiutando i più giovani a riconoscere il rispetto, ilconsenso e i confini nelle
relazioni. La scuola ha un ruolo centrale [ma da sola. non basta ]: percorsi di educazione affettiva e relazionale dovrebberoessere introdotti e consolidati fin dai primi anni di istruzione obbligatoria, per fornire strumenti concreti e costruire maggiore consapevolezza. Difronte a una diffusione che
riguarda anche i giovanissimi,gli interventi devono diventare sempre più precoci,strutturati e incisivi”.

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