Pierpaolo Capovilla [ foto sotto a sinistra ] , anche se fa di tutta un erba un fascio,è impossibile non biasimarlo, in quanto la musica italiana insieme, ne ho parlato qui, nel post precedente , alla scuola è per il 90% allo sbando e dozzinale . Infatti che Pierpaolo Capovilla non sia uno che le manda a dire è cosa risaputa e, anche questa volta,non ha avuto problemi a dire la sua. A indignarlo, in quest’occasione, è stata la presentazione del Concertone del Primo Maggio e dei suoi tre presentatori, Pierpaolo Spollon, Arisa e BigMama. In particolare, il frontman de Il Teatro degli Orrori non ha gradito le parole dei conduttori.
Spollon ha infatti dichiarato: «Lo spirito che cercheremo di portare è la leggerezza, per citare Italo Calvino che dice “siamo leggeri ma con una profondità d’animo”». Arisa ha rilanciato, dicendosi convinta convinta che «se pensassimo di fare il Primo Maggio annoiando i ragazzi con dei pipponi allucinanti, perderemmo subito la metà delle presenze in piazza, invece secondo me la musica parlerà tanto e noi dovremmo effettivamente solo essere un po’ i giullari di questa corte ». Vero se ci fossero canzoni decenti e che ti lascino qualcosa dentro anche a distanza d'anni nel bene o nel male. In questa atmosfera melliflua del vogliamoci bene. a tutti i costi . Anche BigMama partita. incendiaria ed arrivata pompiere è sembrata essere sulla stessa lunghezza d’onda dei colleghi e ha affermato: «Ho imparato con gli anni che non c’è modo migliore di insegnare qualcosa se non con dolcezza, l’ho visto con le persone più testarde del mondo per fargli capire qualcosa o fargli cambiare idea l’unica arma era spiegarla in modo carino e coccoloso».
Questo è stato , come non biasimarlo , decisamente troppo per Capovilla, che ha replicato via social, andando anche sul personale «Le coccole… ma quanto è stupido questo ragionamento? Quanto è stupida la canzone popolare oggigiorno? E perché dovremmo prestar loro attenzione? Si vergognino, i sindacati, di invitare questi analfabeti funzionali al Concertone… Non siete ridicoli, siete intollerabili, miserabili servi dei discografici… C’è un intero Paese che ne ha abbastanza di voi, e di tutta la spazzatura musicale che ci viene propinata oggigiorno… Ma andatevene tutti in discarica…». Il J‘accuse di Capovilla non. è solo contro la manifestazione musicale, ma contro la musica Italiana in generale . Infatti il
cantante, dopotutto, non ha mai fatto mistero del proprio disprezzo per il mainstream e per il “buonismo” della musica contemporanea. Tempo fa aveva detto a Rolling Stone Italia: «La vita è troppo breve per ascoltare cattiva musica. Non ascolto le scemenze che escono da Sanremo o dai canali di distribuzione dello spettacolo in Italia. Ne sono completamente avulso, non ho tempo per quelle cose». Anni fa, se l’era presa anche con i talent show, in particolare con X Factor, da lui considerato artefatto al 100% e con i Måneskin, che aveva definito «conformisti, intrappolati nel successo, purissima plastica, perfetti rappresentanti di una generazione di imbecilli». Le sue critiche non hanno mai risparmiato nessuno, neanche i “Big”; quando Laura Pausini si era rifiutata di cantare Bella Ciao, lui non aveva esitato ad appellarla come «la vergogna della canzone italiana nel mondo».

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