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23/07/19

Libero, le grandi inchieste: le tette di Carola Rackete copsa non si fa per qualche copia in più si fanno articoli per guardoni anzi meglio voyeur ed ipocriti



Mi sa che bisogna ritornare all'Abc sessuale nel sesso propri come ha suggerito Mona Chalabi è una giovane e brava giornalista britannica.( ne  ho parlato qui  in  : <<   sesso ritornare  al'Abc .... >> Infatti siamo sempre  più OVVIAMENTE SENZA GENERALIZZARE un  paese di yoeur ( Chi è affetto dalla perversione sessuale del voyeurisme (voyeur). Con valore più generico, il termine corrisponde all'italiano . guardone) mandrilli arrapati ecco cosa siamo. Ci manca di scrivere solo cosa fa quando va al bagno. Ancora si ha un briciolo di decenza, ma se si continua così prima o poi ci arriveremo.
Ma  soprattutto 
L'immagine può contenere: 6 persone, persone che sorridono, barba e testo

Infatti leggete qua sotto
da https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/07/21/


Libero, le grandi inchieste: le tette di Carola Rackete





I segugi di Libero, guidati dal baldo direttore Pietro Senaldi, hanno scritto una pagina memorabile del giornalismo italiano. Hanno fatto uno scoop epocale e da oggi Bob Woodward e Carl Bernstein ci sembreranno due pettegoli di condominio. I segugi di Libero hanno mostrato la loro tempra di cronisti d’assalto, duri e puri. Il lavoro deve essere stato tosto. Hanno setacciato per ore e ore con il loro sguardo indagatore e furbo, da faine, a cui nulla sfugge, le foto scattate a Carola Rackete, il 18 luglio scorso. Quel giorno l’ex capitana della Sea Watch 3 indagata per favoreggiamento di immigrazione clandestina si è presentata in Procura con pantaloni e maglietta nera. Gli svegli segugi di Libero hanno guardato le foto e hanno sentito subito puzza di bruciato.
Impavidi e senza alcun timore di frantumarsi le pupille[  ed  non solo  quello😂🙄😜 corsivo mio  ]    sul pc, pervasi da indefessa abnegazione, hanno cercato sulla maglietta nera e fina della teutonica capitana qualche macchia di sugo, qualche alone di sudore, qualche strappino, qualche tratto scolorito del tessuto che riscuotesse nelle coscienze italiche lo stesso scandalo, la stessa indignazione che pervadeva le loro mamme quando li beccava a uscir di casa in abiti non consoni al ben pensare. I nostri eroi ricordano ancora con traumatico rammarico gli scappellotti e i calci nel culo che accompagnavano le energiche grida materne: “ohh ma che si va in giro così?”. Invece sono andati oltre il trauma infantile, il sugo, il sudore e lo strappino sul cotone e hanno scoperto un “dettaglio sfuggito a molti” (così hanno scritto), ovvero ai comuni mortali, ai giornalisti banali che fanno inchieste su corruzione, inquinamento ambientale, mafie, eccetera.
Ora lo rivelerò, onorata e umile portavoce di meriti giornalistici altrui. Consiglio a tutti coloro che non sono stati beneficiati da questa perla di giornalismo maschio di sedersi. Restate calmi, prendete un grappino e i più fragili si facciano tenere la mano da un fidato amico, perché questa è roba forte da far tremare le vene e i polsi. Siete pronte? Siete pronti? Carola Rackete non portava il reggiseno durante l’interrogatorio in Procura.



Ebbene sì. La svergognata, la malafemmina indomita, la “comunista tedesca” con “sfrontatezza senza limiti” (scrivono i nostri eroi della stampa) prima ha denunciato Matteo Salvini, tutto proclami e distintivo, eppoi è andata a deporre in Procura senza lingerie. Anarchica e ribelle come le sue tette, contemplate lungo (molto a lungo) dalla redazione di Libero che ha costruito una notizia con sprezzo del ridicolo.

01/07/19

come rispondere agfli haters sessisti [ donne comprese SIC ] la risposta di emma marrone

premetto che il suo genere  non mi fa  impazzire  e  non sia  un suo  fans  .  però mi sembra  sincera le sue prese di posizione  e non recitate . 

  "Stupidella", "povera stronza", "cogliona": sono solo alcuni degli insulti a Emma Marrone solo perché ha alzato la voce sui suoi profili social esprimendo solidarietà alla capitana della Sea Watch, Carola Rackete, accolta da offese e ingiurie al suo arrivo a Lampedusa. E come era già successo qualche mese fa (quando ha reagito rispondendo dal palco agli insulti sessisti perché aveva difeso la Sea Watch), la cantante non ha abbassato lo sguardo ma ha risposto alle offese, a una in particolare, ravvivando la polemica con una lunghissima scia di commenti in cui spiccano anche i messaggi di sostegno delle colleghe Paola Turci, Fiorella Mannoia, ma anche di Tommaso Paradiso, attaccati a loro volta dalle risposte rabbiose degli utenti che si erano già scagliati contro Emma.


"Solo una parola: vergogna" ha scritto Emma accompagnando il video dell'arresto della capitana, portata via dai finanzieri tra i fischi e le urla offensive dei contestatori. "Il fallimento totale dell’umanità. L’ignoranza che prende il sopravvento sui valori e sul rispetto di ogni essere umano.
Stiamo sprofondando in un buco nero. Che amarezza". Questo post ha dato il via a migliaia di reazioni: "
Ma pensa a cantare che a governare ci pensano gli altri", "Fossi in te mi preoccuperei a cantare e a girare filmetti che di falso buonismo ne abbiamo abbastanza, anche senza il tuo intervento", e ancora "Povera stronza. Rispetta la tua nazione e la tua terra prima di aprire la bocca", "Una stupidella che canticchia canzoncine si permette di fare la morale a chi tutti i giorni cerca di salvare la propria Patria dal 'buco nero' creato dai clandestini", "Chi ha la fortuna di essere una discreta cantante non è automaticamente una filosofa di vita. Resta nel tuo mondo".


"È più triste che siano molte donne a scrivere queste cose" commenta qualcuno, ed è una donna che scrive: "Cogliona, canta che ti passa". È questo l'unico post che Emma riprende su Twitter e risponde: "Ciao Monica. Che bella cosa non essere come te. Che bella cosa non essere te. Eh sì, meglio cogliona, fidati". Un tweet che riceve moltissimi messaggi di sostegno: "Resistenza. Resisti a questi insulti. Emma, fallo per noi. È per gente come te che abbiamo ancora speranza che il mondo non sia così disumano come appare", "Quando la gente è nulla l'offesa è zero. Ricordati sempre questa cosa. Perché tu splendi, sempre, a differenza loro". Anche la solidarietà delle colleghe Paola Turci e Fiorella Mannoia: "Avanti, scatenatevi pure. I vostri insulti sono come medaglie".