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15/02/18

perchè i cantatori uomini non cantano la violenza sulle donne ? devono per forza farlo le donne ? la forza di Celeste una giovane cantante che ha messo in musica la violenza subita




Celeste, 21 anni, di Montebelluna, aveva sedici anni quando è finita vittima di violenza fisica e psicologica da parte di un uomo più grande. Ne è uscita grazie a un percorso medico e all’amore di chi le sta vicino. E ora, con la sua canzone "Lover to lover", ha deciso di aiutare chi è finito nello stesso abisso. "Spero che serva ad altre ragazze e donne vittime di violenza - dice - a ciascuna di loro voglio dire: non sei sola, e saperlo ti aiuterà a uscirne" (via la tribuna di Treviso)



Celeste, la forza dopo il dramma: da vittima di violenze, ora canta per le donne

La giovane cantante in un video che squarcia il silenzio: «Ero minorenne, quell’uomo mi ha distrutta»

















Celeste, 21 anni, di Montebelluna, aveva sedici anni quando è finita vittima di violenza fisica e psicologica da parte di un uomo più grande. Ne è uscita grazie a un percorso medico e all’amore di chi le sta vicino. E ora, con la sua canzone "Lover to lover", ha deciso di aiutare chi è finito nello stesso abisso. "Spero che serva ad altre ragazze e donne vittime di violenza -dice - a ciascuna di loro voglio dire: non sei sola, e saperlo ti aiuterà a uscirne Cantare via la violenza, torcerla fuori dai polmoni, dalla testa, dall’anima. Celeste ha subìto sulla propria pelle. Aveva sedici anni. Violenza fisica, psicologica, un giogo fatto di manipolazioni e promesse da parte di un uomo di undici anni più grande di lei. Ora Celeste, dopo cinque anni in questo pozzo dell’anima che l’ha portata a toccare il fondo autodistruttivo, ne sta uscendo grazie a un percorso medico e all’amore di chi le sta vicino. E, per trovare la forza per staccarsi definitivamente dalla forza di gravità di questo abisso, fa la cosa che ama di più: canta.
Una canzone che è diventata un video bellissimo, uno squarcio di luce nel buio di questa cornice, un inno contro la violenza sulle donne. «Un messaggio per me e per tutte - racconta - Ho vissuto un dramma fatto di sensi di colpa, inferiorità, inadeguatezza. Omertà personale, come se la violenza subìta fosse colpa mia. Spero che serva ad altre ragazze e donne vittime di violenza, a ciascuna di loro voglio dire: non sei sola, e saperlo ti aiuterà a uscirne».
Celeste oggi ha ventun anni. Montebellunese, talento vocale raro, già allieva della “Art voice academy”, è stata finalista all’Arena di Verona del Festivalshow. La musica è il suo sogno, la sua vita, ma proprio in quell’ambiente ha trovato l’uomo che l’ha fatta sprofondare. Ci racconta l’orrore della sua storia personale - è raccapricciante, le tremano ancora mani e voce - ma chiede di lasciarla in secondo piano. «Mi ha plagiata, distrutta. Infine insultata, minacciata. Ha giocato con i miei sogni di ragazzina, ha distrutto la mia adolescenza e ancora oggi ne pago le conseguenze. Ora voglio solo che la mia storia possa servire a chi ne ha bisogno».Su Facebook nei giorni scorsi ha postato il video




della  sua  cover di “Lover to lover” di Florence & The Machine.





Sono mesi e mesi che non scrivo, non canto, non suono, non esprimo nulla di tutto ciò che vorrei urlare al mondo. La violenza, che sia psicologica o fisica, è un atto degno di condanna, spesso difficile da accettare, comprendere, impossibile da superare per chi ne è vittima, poiché si trasforma spesso in una tortura psicologica incontrollabile, con ripercussioni che non hanno mai scadenza. Il 25 novembre è stata per me una data significativa, dedita alla campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne. Ho registrato la mia voce nel gennaio di tre anni fa, uno degli inverni più freddi e bui della mia vita, quando la rabbia ed il dolore scorrevano ininterrottamente nel mio sangue e nella mia anima. Scelsi di reinterpretare e arrangiare piano e voce questo brano per l’enorme intensità e significato del testo, una commistione di disperazione, rassegnazione, smarrimento, pura forza distruttiva. Condividetela se vi sentite parte di questo progetto, del messaggio che esso contiene o se sostenete le mie stesse parole: possono essere quelle di molte altre donne.


Un urlo che si pianta tra la patina d’oro del giorno di San Valentino e le cronache macchiate di femminicidi e violenze continui. A convincere Celeste a trasformare quell’incubo personale in un video terapeutico è stato un suo amico videomaker, che ha realizzato le immagini. «Sono mesi e mesi che non scrivo, non canto, non suono, non esprimo nulla di tutto ciò che vorrei urlare al mondo», scrive Celeste sul suo profilo social, «La violenza, che sia psicologica o fisica, è da condannare, spesso difficile da accettare e comprendere, impossibile da superare per chi ne è vittima, si trasforma in una tortura psicologica incontrollabile, con ripercussioni che non hanno mai scadenza.
Ho registrato la mia voce nel gennaio di tre anni fa, uno degli inverni più freddi e bui della mia vita, quando la rabbia e il dolore scorrevano ininterrottamente nel mio sangue e nella mia anima. Scelsi di reinterpretare e arrangiare piano e voce questo brano per l’enorme intensità e significato del testo, una commistione di disperazione, rassegnazione, smarrimento, pura forza distruttiva. Condividetela se vi sentite parte di questo progetto, del messaggio che esso contiene o se sostenete le mie stesse parole: possono essere quelle di molte altre donne».

«Ho perso il sonno, ho vagato per le strade giorni, giorni e giorni. Ho tenuto segreti al mio cuore e alla mia anima – è il testo della canzone – non c’è salvezza per me». Ma urlarlo, per Celeste, è già negarlo.