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21/05/17

meglio l'omofobia dichiarata o l'accettazione falsa del tipo Gay sì, ma non in casa mia ?

N.B
 chi mi accusa  d'essere omofobo    si legga  le faq  ed  i miei precedenti post  in cui  parlo  di tali argomenti  e  chi   vuole  capire   capisca   la mia  presa  di posizione    altrimenti  ...... si faccia  un clistere   al pepe   come suggeri.va  un  famoso saga di cartoni animati


Leggendo vaari  articoli silla  giornata  contro l'omofobia  e le diverse polemiche  pre  e  post  la  legge    sull'unioni civili   mi chiedo se  è meglio    l'omofobia  diretta   e schietta    che  è   sorta    con

"La discussione sulle unioni civili ha dato largo impulso all'omofobia istituzionale, cioè l'omofobia che viene raccontata e giustificata da persone che ricoprono incarichi istituzionali". A dirlo è Gabriele Piazzoni, segretario nazionale Arcigay, a margine di una conferenza per la giornata contro la discriminazione nei confronti degli omosessuali.


"La prima cosa che la politica italiana deve fare è riprendere la legge sull'omofobia, che è ferma in Senato da quasi quattro anni", ha aggiunto Pia Locatelli, presidente del comitato per i diritti umani alla Camera



oppure quella    del tipo

 <<  Gay sì, ma non in casa mia  la piaga dell'omofobia in Italia e nel mondo >>
L'immagine di un mondo frammentato, con un'Italia ancora intollerante verso la comunità LGBTI e all'oscuro dei propri diritti in tema di discriminazioni. È quanto emerge dal nuovo rapporto di ILGA, l'associazione internazionale che riunisce più di quattrocento gruppi queer in tutto il mondo >>

 DI GIULIA TORLONE

  da  http://espresso.repubblica.it/attualita/2017/05/11/news/gay-e-ok-ma-non-in-casa-mia-l-italia-l-europa-il-mondo-tra-discriminazione-e-inconsapevolezza-1.301338  da  consultare  qual'ora  non vedete  bene  i  grafici   specie qiueòlo finale

Gay sì, ma non in casa mia: la piaga dell'omofobia in Italia e nel mondo

Se i tuoi vicini di casa fossero omosessuali? E se tua figlia s'innamorasse della sua migliore amica? A che punto siamo, in Europa e nel mondo, nell'accettazione dell'amore e del desiderio tra persone dello stesso sesso ?
Il rapporto svolto da ILGA (The International Lesbian, Gay, Bisexual, Trans and Intersex Association), Riwi  e Logo ci mostra un campione significativo di come le società dei cinque continenti si rapportano al mondo LGBTI.
La lotta all’omofobia non si combatte solo a colpi di leggi dello Stato; la percezione e il conseguente atteggiamento che si ha nei confronti della minoranza arcobaleno è una questione culturale e di educazione alla diversità.
E sul tema delle discriminazione in base all'orientamento sessuale, l'immagine che l'ILGA ci restituisce non è delle migliori. Africa e Asia sono ancora lontane dall'accettazione di pari diritti e dignità dei cittadini omosessuali e l'Europa si presenta a più velocità, con l'Est ancora ancorato su posizioni omofobe e l'Italia che fatica a mettersi al passo con la media europea.
Il sondaggio ha visto protagoniste 96.331 persone intervistate in 54 Stati differenti, sparsi in tutto il globo, selezionati per la rappresentatività nel loro continente. La ricerca, pubblicata a ottobre 2016, si è sviluppata tra dicembre 2015 e gennaio dello scorso anno.

L’Africa, il continente più omofobo

Dati alla mano, il continente meno tollerante e quindi più discriminatorio nei confronti della comunità LGBTI resta l'Africa, complice anche una politica che fa della discriminazione e, in alcuni casi, della persecuzione degli omosessuali il proprio baluardo.
Alla domanda se conoscessero almeno una persona gay, lesbica o bisessuale solamente il 29 per cento ha risposto affermativamente. Sintomo di una costante paura della discriminazione, che fa sì che gli omosessuali spesso tengano nascosto il proprio orientamento sessuale.
Fa da eco anche l'Asia, dove la percentuale arriva solamente al 32 per cento, doppiata invece da America e Oceania dove si arriva ad un 61 per cento. L'Europa invece resta al 50, con sostanziali differenze tra un Paese e l'altro.
Gay è ok, ma non in casa mia

Stando a quanto riportato dal sondaggio, avere vicini di casa omosessuali non rappresenta un ostacolo nella maggior parte dei casi, con percentuali che certamente variano; diventa un problema quando c'è la possibilità che nostro figlio faccia coming out. In Italia infatti il 46 per cento degli intervistati dichiara che, alla notizia di avere un figlio innamorato di una persona dello stesso sesso ne sarebbe ‘abbastanza sconvolto’, a fronte di una media europea del 31 per cento.
E se un bimbo si vestisse come una bambina ed avesse atteggiamenti femminili? In Italia lo troverebbe accettabile il 37 per cento del campione intervistato, che diventa un 41 per cento se fosse una figlia a voler vestirsi da maschietto.





Ad un anno dall'approvazione della legge Cirinnà, da molti considerata una legge “monca” dopo lo stralcio della cosiddetta 'stepchild adoption' (l'adozione del figlio del partner), è indicativo come l'Italia sia ancora spaccata a metà.
Il 72 per cento degli intervistati in Italia dichiara che i cittadini LGBT dovrebbero godere degli stessi diritti dei cittadini eterosessuali, guadagnando un punto percentuale in più rispetto alla media europea. Quando però si tratta del matrimonio, che consentirebbe la vera uguaglianza tra le unioni eterosessuali e omosex, solo il 35 per cento si trova d'accordo. Un testa a testa con il sì, al di sotto della media del nostro continente e degli Stati Uniti, così come dell'Oceania.

Omosessualità e bullismo

Non stupisce il fatto che gran parte degli europei, e gli italiani in particolare, non vedano più l'omosessualità come un crimine da perseguire. Culturalmente distanti dall'Africa e l'Asia dove le percentuali che indicano l'essere gay come un'infrazione da punire diventano importanti, il mondo occidentale vede invece il bullismo come il vero problema.
Il 55 per cento degli italiani dichiara di percepire come un problema importante gli atti di violenza fisica e verbale verso gli appartenenti alla comunità LGBTI, distaccandosi dalla media europea di ben nove punti percentuali.
Questo dato è suscettibile a una doppia lettura: da un lato può farci ben sperare che il nostro Paese abbia intrapreso la strada della consapevolezza che la discriminazione c'è e va punita. Dall'altro canto una percentuale così alta rispetto alla media del nostro continente mette in luce che il bullismo verso gli omosessuali è ancora forte in Italia, complice anche la mancanza di una legge specifica che combatta la violenza con l'aggravante della discriminazione sull'orientamento sessuale.





Ci spetta un triste primato: alla domanda “ negli ultimi 12 mesi, sei stato discriminato in base al tuo orientamento sessuale?” ben il 6 per cento tra persone omosessuali e transessuali rispondono in maniera affermativa.
A fronte di un' Europa in cui solo il 2 per cento si sente discriminato per il suo orientamento sessuale, la cifra del nostro Paese appare enorme e ci fa guadagnare il fondo della classifica a pari merito con la Repubblica Slovacca.
La discriminazione subita dal mondo LGBTI si muove di pari passo alla mancanza di consapevolezza in materia di diritti.
Chi subisce violenza verbale o fisica in base al proprio orientamento sessuale non conosce quali siano i propri diritti per difendersi in merito. L'ennesimo posto basso della classifica che l'Italia guadagna, con un 58 per cento di concittadini che dichiarano di esserne all'oscuro.



Omosessualità tra lavoro e vita privata

Avere colleghi omosessuali non mette a proprio agio i nostri concittadini. Su una scala da 1 a 10, gli intervistati che si sentirebbero 'moderatamente a proprio agio' è il 69 per cento, mentre la media europea è al 72. La percentuale scende al 64 se l'ipotetico collega di lavoro fosse un o una transessuale.

Due uomini che si tengono per mano o che si baciano in pubblico desta ancora scandalo. In Europa il 49 per cento dichiara di sentirsi a proprio agio di fronte ad una coppia omosessuale maschile, in Italia la percentuale si riduce al 42, ponendoci nella parte bassa della classifica dei Paesi del vecchio continente.


In una scala da 1 a 10, quanto ti sentiresti a tuo agio di fronte ad una coppia di due uomini che mostrano il loro affetto in pubblico? (Totalmente a mio agio%) 



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secondo  me  meglio , la prima  perchè  sai  con chi hai a che  fare  .    concludo con queste parole  e  questa   due   canzoni  di  un poeta  ( anche se lui  ha sempre rifiutato  tale tgermine    ma    chi  esprime  tali concetti   attraverso l'arte lo è  ) 







 anche  se  come fa  notare  (   è vero  ho controllato  in rete  e  sui libri di filosofia  )     il  commento  a  questo articolo  : <<  Fabrizio  de  Andrè e  gli omosessuali >>  di http://www.gay.it/



deodatus19837 GIUGNO, 2012 ALLE 7:02 PM
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Spiace solo l’errore di citazione: nel Simposio, il discorso di Aristofane (riportato da Platone) parla degli omosessuali maschi come figli del Sole, delle omosessuali femmine come figlie della Terra e degli eterosessuali come figli della Luna.





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