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29/04/18

per aggirare il daspo: affitta una gru e vede la partita., collezionista compra online una cartolina: l'aveva spedita la madre 48 anni prima di ritorno dal viaggio di nozze .,Venticinque anni fa, quando il World Wide Web divenne libero

le storie  d'oggi  sono tratte da repubblica  del  28n e   29   aprile  




Turchia, lo stratagemma del tifoso per aggirare il daspo: affitta una gru e vede la partita . Un'idea tanto geniale quanto bizzarra quella di un tifoso turco del Denizlispor, squadra che milita nella serie B turca. Per aggirare il daspo (il divieto di entrare in uno stadio) di un anno inflitto dalla giustizia sportiva, l'uomo ha affittato una gru per poter vedere comunque la partita contro il Gazientespor e incitare 'da vicino' i propri beniamini. Il supporter ha posizionato il macchinario poco oltre la tribuna e ha così potuto assistere alla vittoria per 5-0 della sua squadra del cuore cantando e festeggiando insieme al pubblico presente sugli spalti





   
Brusasco, collezionista compra online una cartolina: l'aveva spedita la madre 48 anni prima L'uomo racconta: "Ho riconosciuto subito la calligrafia di mia madre, l'aveva inviata di ritorno dal viaggio di nozze"

     di CARLOTTA ROCCI

Giulio Bosso, ha ricevuto una cartolina dal passato firmata da sua madre. Dipendente comunale di Villareggia, 47 anni, Bosso, vive a Brusasco e da qualche hanno ha una passione: colleziona cartoline del suo paese, vecchi scatti che trova nei mercatini e compra on line.

Brusasco, collezionista compra online una cartolina: l'aveva spedita la madre 48 anni prima
La cartolina di Brusasco spedita a Caltanissetta 48 anni fa e ritrovata ora dal figlio del mittente 

Ne ha raccolti più di 100 ma l'ultima cartolina ha lasciato davvero il segno perché, dopo averla comprata on line per pochi euro e averla ricevuta via posta, l'ha voltata e ha scoperto che quella cartolina era stata spedita da sua madre 48 anni fa. "Cordialissimi saluti, Italia e Lanfranco", si legge. "Ho riconosciuto subito la calligrafia di mia madre", racconta Bosso che ha comprato la cartolina da un signore di Palermo.
                                                      il retro della cartolina

La cartolina era indirizzata al Caffè centrale di Caltanissetta e datata 12 giugno 1970. Era stata spedita da Italia Lombardo e Lanfranco Bosso di ritorno dal viaggio di nozze. "I miei genitori si sono sposati il 25 aprile 1970 e sono andati in viaggio di nozze in Sicilia, a Caltanissetta che è la città d'origine di mia mamma", spiega Bosso. Italia è nata in Sicilia ma
è arrivata in Liguria negli anni '50 al seguito del padre che era un agente di polizia penitenziaria. Lanfranco, invece è nato e cresciuto a Brusasco. La coppia è rimasta insieme fino al 1982 quando Lanfranco è morto, "mia mamma, invece, è mancata due anni fa purtroppo - spiega il figlio - per questo è stato ancora più emozionante scoprire come il caso abbia voluto restituirmi questa testimonianza dei miei genitori dopo tanti anni".



Venticinque anni fa, quando il World Wide Web divenne libero
Il 30 aprile del 1993 il Cern rilasciò il codice sorgente della rete inventata da Tim Berners-Lee




con licenza open source. Libero e gratuito. E fu l'inizio della rivoluzione. IL 30 aprile 1993 non fu un giorno qualunque. Anzi. Fu quando il Cern (l'organizzazione europea per la ricerca nucleare, con sede a Ginevra) mise a disposizione del pubblico il World Wide Web, fino a quel momento utilizzato dalla sola comunità scientifica, rinunciando a qualsiasi tipo di diritto sul software scritto qualche anno prima da un suo ricercatore laureatosi in fisica a Oxfortd, il britannico Tim Berners-Lee.(  foto al  lato   )  Fu in quel giorno di 25 anni fa che il Web divenne di fatto libero, perché allora il suo inventore decise di donare agli sviluppatori di tutto il mondo il linguaggio di questo nuovo mondo digitale, il suo codice sorgente.  
La "lampadina". Si era accesa nel 1989 e da allora non si è mai spenta. Così, nel giro di due anni Berners-Lee, assieme al suo collega belga Robert Calliau, fece diventare realtà la sua idea: documenti consultabili in rete con un protocollo specifico e organizzati con dei collegamenti ipertestuali che potessero essere letti e navigati grazie a un browser. L'ipertesto. Da allora lo sviluppo è stato costante e continuo: primi server, prima pagina ipertestuale grazie al linguaggio html, primo browser - Mosaic - inizialmente su piattaforma NeXT e poi anche sugli altri sistemi operativi a partire da Windows e Macintosh grazie all'universià dell'Illinois. Insomma, il computer smetteva di essere soltanto un elaboratore che comunicava con i suoi simili solo con dischetti o con piccole reti fisiche e locali e diventava un terminale intelligente e connesso. Molto ma molto più potente. Ma sarebbe rimasto confinato agli istituti di ricerca e alle università se non si fosse aggiunto un tassello decisivo. Proprio quello arrivato 25 anni fa.
Il software liberato. Per comprendere la portata storica di questo passaggio basta provare a immaginare cosa sarebbe successo se non fosse avvenuto. Ogni compagnia avrebbe sviluppato la sua rete, con le sue specifiche, con i suoi protocolli, con le sue potenzialità e ovviamente anche i suoi limiti. La rete sarebbe stata soprattutto un prodotto prima di essere uno straordinario veicolo di comunicazione, anzi vari prodotti magari ognuno con un suo ipercontrollo a monte. Forse non avremmo mai assistito all'esplosione della "rete delle reti" come la conosciamo adesso: libera e (tranne qualche eccezione) sostanzialmente democratica. Ebbene, questo passaggio avvenne per merito di Berners-Lee che si battè all'interno del Cern affinché il codice sorgente della sua invenzione fosse rilasciato dall'istituzione per la quale lavorava (che ne deteneva i diritti) con licenza open source, e quindi libero e gratuito. Fu questo semplice atto burocatico a dare l'inizio a una delle più affascinanti rivoluzioni dell'era moderna.



eccone  sinteticamente la storia 


Un sistema ipertestuale che collegasse contenuti su scala universale è nei sogni e nei disegni di molti pensatori e scienziati fin dagli anni Quaranta del secolo scorso. Fra i primi a immaginare una ragnatela del genere fu lo statunitense Vennevar Bush 

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 in un suo articolo del 1945 per l’Atlantic Monthly significativamente battezzato ''As We May Think''. Poi Nel 1980 l’informatico londinese Tim Berners-Lee
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 laureatosi in Fisica ad Oxford quattro anni prima e in forze al Cern di Ginevra in quegli anni come consulente, mette in piedi un database e un software per la gestione delle informazioni. Prima che internet arrivi in Italia, già si apre tramite Enquire la strada verso un suo uso più semplice ed efficace.Rientrato al Cern nel 1984, cinque anni dopo Berners-Lee

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 propone in un documento (battezzato Information Management: a Proposal) il progetto del World Wide Web, un ''sistema d’informazione universalmente collegato'' che cavalcasse le ben note potenzialità di internet a una più efficace organizzazione del contenuti.
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Già dal 1980 Berners-Lee aveva lavorato al protocollo che sarebbe stato alla base del Www, noto come Http, HyperText Transfer Protocol. La sua prima versione disponibile fu partorita però solo nel 1991.Stesso discorso per l'Html, il linguaggio sviluppato in quel decennio in parallelo al protocollo che lo avrebbe ospitato e traghettato, arricchitosi poi con gli anni – fin dal 1995 – e diversificatosi, oltre che entrato in competizione e superato sotto certi punti di vista da una quantità di altri linguaggi.
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Il 6 agosto 1991 Tim Berners-Lee pubblica il primo sito internet, ancora oggi disponibile alla Url originaria. A proposito, in quegli anni aveva lavorato anche ad altri concetti base come appunto la Uniform Resource Locator e a versioni pionieristiche di browser ed editor per il nuovo ambiente.

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Pochi giorni dopo quel sito “esce” dal Cern di Ginevra. O meglio, l’accesso a quelle pagine viene consentito anche a utenze esterne al centro di ricerca. Per molti è l’autentica data di nascita del Www.
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Il 30 aprile dell’anno seguente il Cern rinuncia a ogni royalties sul Www e sui codici in cui è realizzato, rendendolo per sempre disponibile a tutti e gratuitamente. Ponendo così le basi per l’esplosione dei servizi nati a pochi mesi di distanza.
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I primi browser, le porte d’accesso e di consultazione dell’enorme ipertesto mondiale che andava componendosi, nascono poco dopo o a cavallo di quegli anni, fra 1992 e 1995: Line Modern, Viola WWW, Mosaic, Netscape e Internet Explorer.


ed il resto è storie a recente che conosciamo tutti sia le vecchie generazioni ( quelle pre internet ,i miei genitori sia  quelle  ch  come me     in cui internet  muoveva i primi passi  )     sia  le  nuove  ed  nuovissime    generazioni   (  quelle  nate   dagli anni  90 \2000   e  dopo ) 

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