30/05/18

la tecnologia ci distraee dalla realtà

Technology.

L'immagine può contenere: una o più persone, persone sedute e spazio all'aperto
A volte mi domando in quale mondo parallelo finiamo per vivere, dimenticando di osservare quello reale di mondo. Quello che ci accade intorno è forse più grande di noi? O forse siamo noi che, ubriachi di tecnologia corriamo dietro ad un mondo virtuale a nostra misura?
Model: Michela Pisano

il fulgore di Dony di Pupi Avati un film fiero ed indigesto che non piace a quelli che ben pensano

canzoni consigliate
Quelli che ben pensano di Frankie hi-nrg mc


Ho  rivisto  con rai  replay  perchè  a causa  abbiocco    e   politica  programmatica   scriteriata  della  rai  che fa  iniziare  i film  ed  i programmi più  o meno decenti  o   anche  se  raramente belli  e  bellissimi    verso  le    21.15\30  . a storia che ha al centro la misericordia: quella di una ragazza che dona tutta sé stessa al ragazzo che ama colpito da un grave incidente. Nel cast, Giulio Scarpati, Lunetta Savino e Ambra Angiolini.
Il fulgore di Dony Ambra Angiolini Un film triste ed  bello  , problematico  che mi ha  riportato   alle atmosfere  di  Bianca  come il latte  rossa  come il sangue   . IL  film dimostra   come  chi è stato , come il protagonista  del film , colpito da  tali traumi può  amare .Azzeccata la  colonna sonora Pupi avati   continua  ad essere  un eccellenza  ed  una garanzia per  il nostro cinema  in crisi   ormai   o in fasi alterne   ormai  da  un  trentennio . Un  film  in cui  s'alternano cuore  e mente  , pietas  ,lotta ai pregiudizi de alle  paure   che  noi normali  ( ma  chi  è    che non lo   è  ) abbiamo verso coloro i quali  hanno   o sono  colti  da  tali problemi .
ho trovato la storia molto commovente e descritta con una delicatezza estrema. Il personaggio che suscita forti contrastanti emozioni, anche grazie alla altissima capacità interpretativa di Lunetta Savino, è la mater dolorosa di Marco. Capisco  chi afferma    :<< Ho, però, molte difficoltà a condividere la scelta di Dony. >>(      da  http://www.famigliacristiana.it/articolo/tutto-su-il-fulgore-di-dory-il-film-di-pupi-avati-ispirato-alle-beatitudini.aspx )   ma mi chiedo   se  voi fosse innamorati di una persona  sofferente  come il protagonista del film  cosa farete  (   anzi facciamo  )  ? .Tutti gli attori, protagonisti e non, sono semplicemente superbi.
Condivido  in parte  , sempre  dallo stesso  sito  ,  il comento  di CARLA 30 maggio 2018 alle 13.20  <<   anche che sarebbe stato bello il contrario, vedere un uomo che si prodiga per l'amata. perchè non potrebbe essere? perchè solo la donna deve essere deputata al sacrificio di se stessa? Un aspetto positivo è comunque il fatto che, alla fine del film, la ragazza riesce a riprendere in mano la sua vita e continuare a coltivare il suo sogno di scrittrice. Il messaggio è chiaro: va bene sacrificarsi per gli altri, ma senza buttare all'aria i talenti che il Signore ci ha donato, anzi, facendoli fruttificare per il bene comune.[...] Rischia di avvallare la terribile sindrome della crocerossina che ancora oggi attanaglia tante giovani e le tiene legate a storie impossibili ( e a volte violente ). >>  Si vede   vero   ma non del tutto     se  si guarda il   fine alla  fine    . <<  [---] Questa dedizione della ragazza nasce da un iniziale innamoramento tipico dell'adolescenza, fra l'altro non corrisposto dal ragazzo quando era ancora in sè. Nasconde il bisogno della ragazza di essere "vista" "riconosciuta" tipico degli adolescenti, non di una scelta matura, come vorrebbe far credere il film.  <<  Altro sarebbe stato un amore condiviso da entrambi con un impegno maturo mantenuto dopo la disgrazia, nella buona e nella cattiva sorte>>  A  me   mi sembra   invece che  maturi   nel corso del  film .  mi sembra    che  la  commentatrice  ignora  che l'amore   è fatto  anche  di situazioni del genere  d  come quelle persone    a cui mi riferivo  prima   nelle  righe  precedenti  .  non so che  altro dire  .   che   guardatelo e  che  loro che lo hanno stroncato di riguardarlo    soprattutto  glui ultimi    5 \  10 minuti   in quanto  è un film  semplice  ma  complesso allo stesso tempo per  la tema   che tratta  . 
alla prossima amici



29/05/18

penieri sparsi sotto forma di dialogo interiore

non è detto che un vuoto  debba  per forza essere  riempito

--  non sempre v'è  c'è una seconda possibilità.
--  ma  cosi  t'arrendi  perchè  a volte  senza  che   te ne  accorgi  c'è  
---  se  lo dici  tu  

--- quando una cosa è  persa  o morta lo  è per sempre
 --- se  ti fissi   materialmente  alle cose  ed  alle persone si  . ma  sappi che  generalmente   ci sono cosi   che  ritornano sempre
-- ok  grazie  osserverò meglio  le  cose   e le persone  ed cercherò di  non attacarmi troppo



26/05/18

repliche e riflessioni su aborto e sul ruolo dei genitori davanti ai figli che usano canne ed altro




ho ricevuto critiche per i miei   mio interventi   sul blog  e  sul  facebook  il  primo  
sul    blog  il secondo  




ma cosa ne sai del perchè lo ha fatto , di quale problema c'era o c'è . Lo ha fatto per evitare guai peggiori , ecc .Ora capisco le dramma ma vogliamo evitare drammi come quello successo l'anno scorso a Lavagna dove un ragazzo s'era suicidato dopo che la madre credendodi salvarlo lo aveva denunciato alla guardia d finanza per poi pingerlo fra i sensi di colpa ed i rimorsi come dimkstra video sotto

la  denuncia  dev'essere  l'estrema  ratio   ovvero fino  a quando  un raqgazzo   non compie    la maggiore  età  una madre e un padre che devono essere << decenti con lui almeno finché non si sta in piedi. >>  (  cit   dal film  radio fereccia di Ligabue  )    e  tentare un dialogo  senza pregiudizi  e  preconcetti    cercare  di capire  senza giudicare perchè lo  fa  . La  denuncia    va  fatta   come     va bene   che  in alcuni  casi  può  e  funziona ma è come  un terno al lotto  perchè  devi trovare  chi sappia  aiutarti   e darti fiduzia .  Un altra  soluzione   potrebbe essere  poi  dipende  da  caso a  caso   quella  come quella   che  racconta  Lello Voce   e  che  riporto   integralmente    tratta  da il  fatto quotidiano  del  17 febbraio 2017
Ci ho messo tempo, tanto tempo a decidere se scrivere o menoqueste poche righe sui fatti di Lavagna. Se ho deciso di farlo è un po’ perché sento che mi riguardano da vicino, da troppo vicino, un po’ perché mi provocano un dolore insopportabile e, scrivendone, mi illudo che diminuisca.
Ma dirò poche cose, le mie posizioni antiproibizioniste non sono un mistero per nessuno.
Vede, signora, non voglio farle la morale e nemmeno giudicarla. In un certo senso, scrivere queste righe mi dà pena e imbarazzo.
Che fosse stato o meno partorito dal suo ventre, la morte di un figlio è il dolore più immenso che possa capitarci. Merita il rispetto di chiunque, anche di chi, come me, trova quanto lei ha fatto incomprensibile, per certi versi orrendo e assolutamente innaturale.
Voglio solo raccontarle una breve storia: la mia.
Tra i 20 e i 28 anni io sono stato un ‘junkie’, ho provato, con sostanze ben più pericolose e devastati della cannabis, a distruggere la mia vita. Oggi so perché e non mette conto parlarne qua.
Ma per quasi 6 anni, dal momento in cui se ne è accorta, ogni giorno mia madre mi è stata vicina, mi permetteva di farlo in casa, mi comprava siringhe pulite che i farmacisti a me non avrebbero dato, mi accompagnava, senza mai dar segno di vergogna, al Sertper prendere le dosi di Metadone.

Soffriva, soffriva immensamente, soffriva senza posa, senza respiro, ma è stata là ogni giorno, sempre con la mano tesa verso di me, armata di pazienza. Ha aspettato. Oh quanto ha aspettato: che io tornassi vivo la sera, che capissi quanto grande era il suo dolore, che trovassi la voglia e il tempo per dimostrarle il mio amore, che capissi che stavo uccidendomi.

Lei aspettava e io fuggivo. Ma, quando tornavo, era là. Se stavo troppo male per trovarmi da solo una dose, si metteva in macchina con me, mi accompagnava, stava attenta a che guidassi senza imprudenze, subiva di incontrare con me quelli che sulla mia vita lucravano, li odiava, ovviamente, ma aspettava con me che arrivassero, li pagava, mi riaccompagnava a casa. Incredibile vero? Ma continuava ad aspettare e a parlarmi, a farmi sentire che non ero solo, che un filo, un esile filo tra me e la realtà era rimasto e che se mi fossi attaccato a quel filo, avrei potuto risalire la china, essere di nuovo libero, riacquistare il diritto e la voglia di realizzare i miei sogni, che erano anche i suoi. E infine ha vinto lei.

Io oggi ho 60 anni, sono vivo, non ho l’Aids, ho tutti i miei dentiin bocca, scrivo poesie e le metto in musica, insegno a splendidi ragazzi, ho una famiglia normale e un bellissimo figlio e non ho mai più sentito il desiderio di tornare indietro. Mai.
Quando ho pubblicato il mio primo romanzo, l’ho dedicato a lei, perché mi aveva partorito due volte.
Mia madre non ha mai nemmeno pensato di denunciarmi, sapeva bene che a uccidermi non era quella sostanza, ma il dolore, la solitudine, lo sperdimento. E contro il dolore non c’è Guardia di Finanza che tenga. Non si può vietare il dolore. Con il dolore e il disagio, soprattutto con quello dei propri figli, bisogna farci i conti, mi creda.
Non è la droga che uccide i nostri figli, gentile signora, è questo nostro modo di vivere, di convivere, questa nostra incapacità di parlarci, toccarci, stare insieme, condividere, anche e soprattutto in famiglia.
Non è certo colpa sua, se noi anziani abbiamo così poco da dire e da insegnare ai giovani: vivono in un mondo totalmente diverso dal nostro, almeno quanto quello dei nostri nonni era sostanzialmente simile al nostro, quando avevamo la loro età.
Ma, nonostante tutto, può una madre permettersi il lusso di chiedere aiuto, per fare la madre, a qualcuno che ha solo il compito di reprimere e punire? Prima che diventasse madre, signora, qualcuno le ha spiegato la differenza che c’è tra reprimere e educare? Cosa significa, per lei, il vocabolo ‘famiglia’? E quello ‘compassione’? Pensava davvero che qualche divisa potesse risolvere il problema che riteneva avesse suo figlio? Quando pronuncia la parola ‘droga’ sa a cosa si riferisce? Come avrebbe reagito, se suo figlio fosse tornato a casa ubriaco tutte le sere? In quel caso, denunciarlo non avrebbe potuto.
L’hanno chiamata ‘madre coraggio’: mi creda, ciò che le è mancato è stato proprio il coraggio, è per non aver avuto coraggio di essere madre sino in fondo che oggi sta soffrendo questa pena che immagino sia immensa.
Il coraggio vero, mi pesa dirlo, ma la penso così, sarebbe stato parlare con lui, riuscire a farsi dire quel dolore immenso che forse si portava dentro e che gli ha reso insopportabile, qualcosa che altri coetanei avrebbero potuto magari sopportare, magari non da soli.
Mi scusi se l’ho turbata più del dovuto. L’abbraccio, nonostante tutto.
Mi hanno accusato   d'essere 

 dal mio whatsapp

[13:13, 26/5/2018]

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Peccato che sei dalla sua parte.
sempre  dalla stessa persona    ho  ricevuto questa    foto 






un diavolo ed essere dalla sua parte e d'essere per l'aborto solo perchè ho gioito alla vittoria delle donne Irlandesi sul referendum dell' Aborto ( il 25 maggio ). Di non aver   rispetto  degli obbiettori   abortisti. 

Ecco la mia risposta  

Ribadisco   ancora  per chi non l'avesse  capito     io  sono  contro l'aborto   in quanto lo considero  un   omicidio , ancor  di più quando  è  usato    come pratica contraccettiva e che le motivazioni che spingono a tale scelta siano, di fatto, frutto di egoismo e mancanza di responsabilità . Però  la  IVG ( interruzione  volontaria  di gravidanza  ) dev'essere  regolamentata dalla legge  e  Quindi  la  194  va benissimo  . Infatti   molte gravidanze indesiderate, e quindi a rischio di aborto, non avrebbero luogo se venissero attivate delle serie politiche di educazione sessuale e di educazione alla contraccezione. Si ritiene che il calo delle IVG sia anche e particolarmente
 dovuto alla legittimazione della contraccezione e alla sua diffusione, anche se in realtà questa diffusione risulta tuttora piuttosto limitata, in particolare in Italia così come in molti altri paesi in particolare sottosviluppati o in via di sviluppo. In particolar modo si sostiene quindi la necessità di un'approfondita educazione sessuale e sanitaria agli adolescenti già a partire dalle scuole medie cosa  che  manca  . Altre misure in tal senso sono state sperimentate anni fa, quale ad es. l'istituzione dei distributori automatici di profilattici, che oltre a impedire gravidanze indesiderate evitano il diffondersi di malattie sessualmente trasmissibili. Si sostiene quindi la necessità di inserirli anche in alcuni locali o punti di ritrovo, come le discoteche o i pub, o anche nelle scuole.
Risultati immagini per obbiezione ospedalieraInoltre la donna  dev'essere  libera  di :  scegliere   se   farlo  ed  di fsarlo in sicurezza   , ma soprattutto  non dev'essere : 1)  condannata nè giuridicamdente  nè moralmente  , non basta  il senso     di colpa    che  gli viene  quando fa  una cosa del genere  .,  2)  che  se  lo fa  possa farlo in sicurezza  
Per quanto  riguarda    gli obbiettori     della  194\78  e del testamento bioogico   la penso si come il branon  di   cristian pocino  da  me precedntemente  citato nel post   della polemica  ( vedere  url  ) perchè  <<   l’inatteso moltiplicarsi degli obiettori nei pubblici ospedali, infatti, ha messo all’angolo l’esercizio del diritto delle donne, tanto da spingere ultimamente la Regione Lazio a bandire un concorso per due posti di ginecologia all’ospedale romano San Camillo da affidare a medici non obiettori, insufficienti a soddisfare le richieste di interventi abortivi. Insufficienza man mano aumentata, al punto che oggi gli obiettori a livello nazionale sono assai più numerosi dei ginecologi assenzienti.
L’iniziativa della Regione Lazio ha suscitato nel mondo cattolico il solito vespaio, quasi che l’impegno a rendere funzionali e funzionanti le strutture ospedaliere fosse il prodromo dell’abrogazione del diritto all’obbiezione di coscienza.Congettura perfino ridicola >>    sempre  secondo   http://www.nuovasocieta.it/obiezione-di-coscienza-e-coscienziosita/<< sarebbe l’equivalente pensiero di abolire il diritto delle donne, magari tentando di renderlo nominale grazie all’esorbitante numero di obiettori. La chiesa rimanga --  pure ostile all’aborto: nessuno glielo impedisce, ma si rassegni al fatto che, in uno Stato democratico e laico come sembra ancora l’Italia, esso sia praticabile, rispettando la già angosciosa situazione di chi deve affrontarlo.[....]>>. Inoltre l'obbiezione , specialmente  quella  che  avviene nella pratica medica a   è  vera  ed  autentica   quando  non è ( per  alcuni generalizzerò  ma non riesco a  spiegarmi    come  mai   ci sono  più obbiettori   che   abortisti  nelle  strutture pubbliche  ) che  penalizza   chi decide  di  fare una scelta  diversa    e gli si permette  d'esercitarla .Vedere il film La battaglia di Hacksaw Ridge (Hacksaw Ridge) è un film del 2016 diretto da Mel Gibson. Esso  Racconta la storia vera di Desmond Doss, primo obiettore di coscienza dell'Esercito Statunitense a ricevere la medaglia d'onore dal presidente Harry S. Truman per avere salvato 75 soldati a Hacksaw Ridge. E' vero  che che  si   è vero  riguarda  l'obbiezione in  ambito miitare  ma   può  essere  applicato anche a  quello medico   .  Almeno  fin  'ora   l'obbierziione medica   è  solo (  poi  dipende  da  casdo  a  caso )   un facile mezzo per fare carriera, o un escamotage per non ritrovarsi in situazioni noiose, come a volte capita di fronti a dottori che fanno gli obbiettori nel pubblico onde per poter  lavorare  in  ospedali  vicino  al vaticano  o alla chiesa   e se ne dimenticano nelle case di cura private.  Solo,   eliminando  questa  contraddizione  ci  sara un vero rispetto  sia   di chi decide   d'obbiettare   sia  chi decide il contrario . Quindi  nessuna  cancellazione  della 194\78  ma  apllicarla  nella sua interezza   e  modificando le  contraddizioni  in ambito dell'obbiezione  

25/05/18

cari commessi dei super mercati Imparate dagli stranieri che vendono fuori da vostri negozi ti trattano meglio loro di voi

Dal titolo sembrerebbe che ce l'abbia con i commessi . Beh non completamente perchè ubbidiscono alle direttive del proprietario \ del capo , ma un minimo d'umanità cioè saper distinguere la regola dell'eccezione non guasterebbe specialmente quando è un cliente che viene in quel supermercato da 30 anni . Ma soprattutto mi lascia basito il fatto che nessuno\a in fila alla cassa sia intervenuto \a facendo il gesto o di pretestare alla signora 0.60 €cent che fine a fatto la solidarietà . Molti mi diranno e tu cosa avresti fatto ? come faccio quando mi capita , gli avrei prestati





Corriere della Sera  2018-05-23 predsa  tramite  l'aggregatore  http://va.newsrepublic.net/
Quattro cose. Latte, burro, zucchero e uova hanno già fatto “bip”. La cassiera parla alla signora guardando da un’altra parte. “Dieci euro e sessanta” Quattro cose. Latte, burro, zucchero e uova hanno già fatto “bip”. La cassiera parla alla signora guardando da un’altra parte. “Dieci euro e sessanta” “Quanto ha detto?” “Dieci e sessanta” La signora gira le dita nel portafoglio e continua a spostare la banconota da dieci euro per cercare le monetine. “I sessanta glieli porto dopo” La cassiera sposta lo sguardo dal nulla e lo posa sulla signora. Non può non vedere un elegante e borghesissimo vestito di fiori, le rughe che dicono ottanta e la schiena un po’ curva che conferma. “Mi spiace signora, il supermercato non può far credito. Deve lasciare giû qualcosa” “Guardi non posso lasciare giù niente, mi serve tutto” “Mi spiace” “Ma sono trent’anni che vengo in questo supermercato” “Mi spiace” Vedo la signora muoversi faticosamente verso l’uscita senza nulla in mano. Non pare stizzita e cammina lenta. Gli occhi della giovane cassiera non la seguono. Pago in fretta le mie cose e per un attimo mi vergogno di aver assistito alla scena come a teatro senza pensare. Sono rimbambito. Cerco di guadagnare velocemente l’uscita per rimediare e trovo la signora davanti a un ragazzo africano nella zona dei carrelli “Mi presti sessanta centesimi?” Il ragazzo africano non capisce, sgrana gli occhi. Sembra spiazzato. Forse ha mille domande in testa o forse nessuna fatto sta che schiude il pugno. “Prenda quello che vuole signora” Lo guardo. Si sente un re quel ragazzo, se fosse passato uno e gli avesse mollato una banconota da cento non sarebbe altrettanto felice. La signora torna alla cassa. Non resisto e la seguo, fremo come davanti a un calcio di rigore. Ci siamo: la signora porge alla cassiera dieci euro e sessanta centesimi. “Sa chi me li ha dati? Quel nero là ”. Poi prende le quattro cose e se ne va. Cerco lo sguardo della sconfitta nella cassiera e trovo la solita espressione anafettiva, cerco il sorriso della vendetta nell’anziana e scorgo sofferenza. Nei pressi dell’auto rivedo il ragazzo africano che gesticola e alla fine dà una pacca a un connazionale. Non avevano niente e ora hanno niente meno sessanta centesimi ma stanno ridendo. Hanno la luce negli occhi e sguardi di speranza. “Quanto ha detto?” “Dieci e sessanta” La signora gira le dita nel portafoglio e continua a spostare la banconota da dieci euro per cercare le monetine. “I sessanta glieli porto dopo” La cassiera sposta lo sguardo dal nulla e lo posa sulla signora. Non può non vedere un elegante e borghesissimo vestito di fiori, le rughe che dicono ottanta e la schiena un po’ curva che conferma. “Mi spiace signora, il supermercato non può far credito. Deve lasciare giû qualcosa” “Guardi non posso lasciare giù niente, mi serve tutto” “Mi spiace” “Ma sono trent’anni che vengo in questo supermercato” “Mi spiace” Vedo la signora muoversi faticosamente verso l’uscita senza nulla in mano. Non pare stizzita e cammina lenta. Gli occhi della giovane cassiera non la seguono. Pago in fretta le mie cose e per un attimo mi vergogno di aver assistito alla scena come a teatro senza pensare. Sono rimbambito. Cerco di guadagnare velocemente l’uscita per rimediare e trovo la signora davanti a un ragazzo africano nella zona dei carrelli “Mi presti sessanta centesimi?” Il ragazzo africano non capisce, sgrana gli occhi. Sembra spiazzato. Forse ha mille domande in testa o forse nessuna fatto sta che schiude il pugno. “Prenda quello che vuole signora” Lo guardo. Si sente un re quel ragazzo, se fosse passato uno e gli avesse mollato una banconota da cento non sarebbe altrettanto felice. La signora torna alla cassa. Non resisto e la seguo, fremo come davanti a un calcio di rigore. Ci siamo: la signora porge alla cassiera dieci euro e sessanta centesimi. “Sa chi me li ha dati? Quel nero là ”. Poi prende le quattro cose e se ne va. Cerco lo sguardo della sconfitta nella cassiera e trovo la solita espressione anafettiva, cerco il sorriso della vendetta nell’anziana e scorgo sofferenza. Nei pressi dell’auto rivedo il ragazzo africano che gesticola e alla fine dà una pacca a un connazionale. Non avevano niente e ora hanno niente meno sessanta centesimi ma stanno ridendo. Hanno la luce negli occhi e sguardi di speranza.

fin quando le donne saranno divise i femminicidio ed il sessimo continueranno ad esistere peggio di prima

   vedi anche
https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/lorribile-tragedia-di-francavilla-al-mare-lindignazione-e-la-morte-della-pi

nella lettera     sotto riportato  e   nel  dibattito     , vedere  url  sopra  fra  il  direttore  d'avvenire   e   alcunme  lettrici  sui  come  i media  hano trattato il fatto di francavilla  )   è evidente   che   non  solo  come  dice  l'amica  e  nostra utente  daniela  tuscano      chi di  penna  ferisce ...   ma   è come  già dicevo   nel titolo  sintom di come le doinne  siano   suntemi delicati cosi  divise  . Ogni altro commento, non è  essendo donna  , rischia  d'essere  superfluo  e  scontato . 
Unica  cosa   che  aggiungo è l  conferma  ,  di quanto dicevo  nel post precedente  ,   come  sia    diffile  parlare  e  ricordare le vittime di feminiciio   ed  come sia difficile  per  entrambi i sessi     che  lottano    contro il sessismo ed  il femminicidio trovare ascolto 

vL'immagine può contenere: testo

24/05/18

la morte ed altre riflessioni

canzoni  consigliate
canzone per un amica- F. Guccini 
vivere - vasco rossi 
un senso  -Vasco rossi 




Appena sento di morti , in quest'ultimo caso d'incidente sia di conoscenti ed amici\che o di suicidi mi viene il magone e mi chiedo a cosa serve vivere se poi prima o poi devi morire . Ma poi tutto passa perchè tutto ha un ciclo con un inzio ed una fine , ma sopratutto nella vita \ opera d'arte non c'è mai niente di fisso ed di definitivo . Ma questa risposta sembra nn bastare perchè ciclicamente ad una nuova morte o evento luttuoso la domanda si ripresenta . E quindi lotto sempre per applicare questo concetto : <<[...[ Vorrei sapere a che cosa è servito vivere, amare, soffrire, spendere tutti i tuoi giorni passati se così presto hai dovuto partire, se presto hai dovuto partire... \Voglio però ricordarti com'eri, pensare che ancora vivi, \voglio pensare che ancora mi ascolti e che come allora sorridi e che come allora sorridi [... ] >>
Un altro sistema   èquelo  d'immaginarmi    che  cosa    succederebbe   quello che  vienbe  descritto  da  Saramago  in  Le intermittenze della morte
Per il momento , non  mi sto  rasegnando , questa  è una  delle mie  tante  battaglie  quotidiane  dovute  al fatto  (  una  delle poche  cose  che  penso  fin da  quando  ero  piccolo )   che   ci sono  cose     contro  cui  si  combatte  e si combattere   semopre   proprio come i mulini  a ventoi  di  Don chisciotte  di  Miguel de Cervantes
, devo solo accettare che   ci  sono  cose    che vanno accettate   e  che non posso essere  combattute . Insomma  accettare il fatto che
Risultati immagini per la morte la vita

e  che

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 Ma   veniamo   a rifleessioni  più allegre  , altre strade da  seguire



L'immagine può contenere: una o più persone, persone sedute, albero e spazio all'aperto


                                                          Volevo parlare ma poi ho scritto


Piangere sopra un male passato 
è il mezzo più sicuro per attirarsi 
nuovi mali. Quando la fortuna 
toglie ciò che non può essere 
conservato, bisogna avere pazienza: 
essa muta in burla la sua offesa.




                                           da< Caffeina17 maggio alle ore 16:53

Le persone vere spaventano. Per questo spesso rimangono sole. Perché sono sincere, sono oneste e quando vogliono dire qualcosa, lo dicono nel modo più vero che conoscono. Margherita Hack ( 1922-2013 )








com'è duro prendere posizione .Femminicidio, si dimette sindaco di un paese in Trentino: impossibile ricordare la vittima

Pusillamine o uno  che  vuole  avere  un piede  in due  scarpe ? il  post ed  il  commento  è riferito  ad  un fatto  diverso  quell'omicidio  suicidio avvenuto inautostrada  qualche    giorno  fa
 Filomena Campus
22 maggio alle ore 8:48Un uomo uccide compagna e figlia e i giornali parlano di 'tragedia', cercano spiegazioni e giustificazioni per il pover uomo forse depresso per la perdita della mamma o impazzito per qualche motivo. Nessun interesse verso le vite spezzate della donna e della bambina, semplici comparse di un copione di violenza domestica, sessismo e morte. La violenza continua anche nel linguaggio patriarcale che uccide di nuovo le vittime e che mortifica la dignità delle donne. È ora di finirla.Barbara Tiddia E non solo filo leggi certe cose, ma devi pure stare attenta a come esprimi il tuo dissenso, perché ormai c'è una sorta di "guerra aperta" contro coloro che vengono definite femministe, a torto o a ragione, perché ormai sembra che noi donne ne critichiamo troppe 😱😱 e nell'intento di difendere i diritti delle donne o denunciare le differenze di genere, stiamo in realtà tacendo e non prendendo in considerazione i diritti calpestati dell,altro sesso... sono molto avvilita 😥


ma  la sostanza  non cambia  ed   si può applicare  anche   a  caso sotto  citato  preso  da  repubblica    d'oggi  24 maggio 2018


Un anno fa il delitto a Tenno, una giovane donna uccisa a colpi di pistola dal fidanzato. Ma il piccolo centro si è diviso sull'inaugurazione di una lapide e il primo cittadino si è fatto da parte

di VALENTINA AVON


TRENTO - Voleva onorare degnamente la vittima di un femminicidio avvenuto nel paese di cui è sindaco, ma dopo averne verificato l'impossibilità, Gianluca Frizzi, primo cittadino di Tenno, in Trentino, si è dimesso ieri sera. Lei si chiamava Alba Chiara, aveva 22 anni e il 31 luglio dell'anno scorso è stata uccisa a colpi di pistola dal fidanzato Matteo, che poi si è sparato, lui di anni ne aveva 24.

Femminicidio, si dimette sindaco di un paese in Trentino: impossibile ricordare la vittima
 Alba Chiara Baroni e Mattia Stanga 

Il delitto ha traumatizzato il paese, che sta in cima al Lago di Garda, perché i ragazzi erano noti e le loro famiglie unite, Alba Chiara e Mattia erano fidanzati da sei anni e si conoscevano fin da bambini. Lui, con licenza di sparo sportivo, poche ora prima del delitto era andato in armeria a comprare la pistola, l'ha uccisa in bagno. Le due famiglie dopo il delitto si sono incontrate, e hanno pianto insieme i loro figli. Ma il paese si è anche diviso, faticando a riconoscere come omicida colui che in fondo continuano a pensare anche come vittima. Come se quello che si è consumato non fosse un delitto, ma una comune tragedia che ha colpito due persone insieme.
Per Alba Chiara, la famiglia ha chiesto di poter avere un ricordo permanente, una lapide, che la ricordasse come vittima di femminicidio, e ha da subito avuto il sostegno del sindaco. Che per mesi ha tentato di promuovere l'iniziativa come amministrazione, senza riuscirci. Nel suo discorso d'addio nell'aula del consiglio ha chiesto a ogni consigliere di dire sì o no al progetto dell'iniziativa per la solidarietà e il ricordo di una giovane donna uccisa dal compagno. Dopo aver per primo firmato col proprio sì il progetto, ha firmato le proprie dimissioni.
Un assessore di Tenno è lo zio del ragazzo autore dell'omicidio suicidio, al momento delle dimissioni del sindaco non era in aula. Gianluca Frizzi ha dichiarato di non volersi schierare dalla parte di una famiglia o dell'altra, ma di voler essere comunque dalla parte di Alba Chiara.

23/05/18

La legge 194 compie quarant'anni riflessioni di un ragazzo nato nel 76


Risultati immagini per abortoLa legge 194 compie quarant'anni. Dopo anni di battaglie delle donne del movimento femminista e del partito radicale, e dopo un iter parlamentare lungo 5 anni che ha diviso il paese, nel 1978 una norma sancisce la possibilità per le donne italiane di interrompere una gravidanza indesiderata gratuitamente, presso le strutture pubbliche, entro i 90 giorni dal concepimento. Sostenuta dal servizio di informazione su contraccezione e maternità svolto dai consultori, l'applicazione della 194 ha permesso di ottenere significativi risultati, con la quasi totale scomparsa degli aborti clandestini. Ma il tema dell'aborto non ha mai smesso di essere controverso e gli attacchi alla legge non sono mancati ed  non mancano   Dopo il fallito tentativo di abrogazione con il referendum del 1981]. Promosso dal Movimento per la vita
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RispostaVotiPercentuale
Sì 10.119.797 32,00%
No 21.505.323 68,00%
Voti validi 31.625.120 92,26%
Schede bianche o nulle 2.651.999 7,74%
Voti totali 34.277.119 100%
Affluenza alle urne 79,43% (quorum raggiunto)
Totale elettori 43.154.682

10.119.797
(32,00%) No
21.505.323
(68,00%)
50%




,nell'ultimo decennio è stata altissima la percentuale di ginecologi che hanno scelto l'obiezione di coscienza,,  spesso ipocritamente perchè obbiettori in pubblico   ed   abortisti  in  privato facendo riapparire la piaga degli aborti clandestini  in particolare  anche  quelle immigrate  ed  straniwere e i viaggi per abortire all'estero tra le donne più abbienti  facendo  ritornare  ad  un passato che  sembrava  dimenticato  .  infatti    sono  concorde   anche  se  non    del tutto   con l'amioc   Cristian. A. Porcino Ferrara



  Brano tratto dal libro di C. A. Porcino Ferrara "Altro e altrove", Lulu Edition, 2018 pag 51-53 per   gentyile  convessione  dell'autore  


Risultati immagini per abortoInizialmente  La mia idea   sull'aborto , influenzata  da un documentario   su d'esso   era  (  ed  in parte  è  cosi  ancora  adesso ) è  quella  d'essere contrario     perchè è  distruggere  una  vita   che  si  stra  sviluppamdo è  formando  .      lo ammetto solo quando  c'è pericolo per la vita della madre  . Poi  pero'     dopo    aver   sentito    vari documentari   e testimonianze     ed  trasmissioni     come per  esempio  de  il temo e la  storia  -rai   quella  del   22.5.'18    penso   che   

  [ .....]
 SULL'ABORTO, INVECE, E' LEI CHE DEVE DELIBERARE

PERCHE' L'UOMO E' CACCIATORE MA HA PAURA A SPARARE!


  come  diceva  questa  famosa  canzone  di Corrado Guzzanti    del 1991\2 


 Ora   Se  fossi stato in età     di votare  (  o  se   il referendum     si  dovesse  fare  oggi   )   per  il referendum   avrei  votato  NO   cioè per  lasciare  la legge  ,  In quanto : 1)     chi sono io   per imporre la mia scelta  ., 2)  perchè devo proibire  agli  altri  di fare    cio'  che  a me  non piace  ., 3)   che  la  donna  che  prende  tale decisione   , una cosa  che non s  fa a cuor  leggero , possa  farlo in sicurezza   senza  dover  rischiare  di morire o  dover andare  all'esteero  o  in  strutture  . 4)  non basta   il senso di colpa  che  esso crea   , anche  a  distanza  d'anni    che lo si  è fatto  ,   non mi  sembra il caso   che  chi sceglie  od  è costretta  a  farlo (  strupro  , incesto , violenza  )  l'aborto  debba essere criminalizzata  e punito .  Modificherei  per  i motivi  spiegati    benissimo  dall'amico  Cristian Porcino  , il ruolo degli obiettori  . Quindi  caro  amico\a  teocon \  neocon   questa  legge  puo' anche non piacerti    e  fai  propaganda     \  campagna   contro   d'essa ,  benissimo è un tuo  diritto   ma non è     criminalizzando  e disiformando

   

  che  si fa  come  è stato  fatto di recente  in alcune città italiane  


 E quindi  abolirla riporterebbe il paese  indietro di   50  anni   .  Meglio appliccarla   soprattutto nei consultori    se proprio  si  vogliono   evitare  e combattere  gli aborti  ed  allo stesso  tempo   riducendo  lo strapotere  dei  falsi  ed ipocriti obbiettori   che    sono  per lo più  obiettori   in pubblico   per  non perdere  occassioni di  lavorare  in ospedali    del  vaticano  ed  altri  istituti  cattolici    ma  abortisti  in privato   .


Prof aggredita, fiori e una lettera dai suoi alunni: «Lei ci ha insegnato il valore del rispetto» Viareggio: il gesto della classe 3AL del licelo Classico-linguistico “Carducci" alla professoressa Angela Giovanna Palermo, reduce dallo scontro avuto con la madre di una studentessa un’altra classe della stessa scuola, per un 4 a storia ed altre storie

  Quando semini  bene   hai del bene   . Il caso    della  prof    aggredita    da  un gemnitore  di  un allunna   ma  riceve solidarietà   dagli allunni   


VIAREGGIO Passi l’anno scolastico a brontolare per le interrogazioni di quella prof che tra tutti è la più vicina a te come età ma è anche la più severa. Poi accade qualcosa che ti fa scoprire la persona che è.

 Ed allora finisce che a 16/17 anni si prendono non lo smartphone e nemmeno il computer, ma il cartoncino ed il pennarello. Per lasciare un messaggio dedicato proprio alla prof, ma che non si cancelli, non si sovrapponga al miliardo di file che viaggiano sulla Rete, non si confonda e rimanga unico: «Oltre che il Rinascimento ed Erasmo da Rotterdam lei ci ha insegnato il valore del rispetto e ci ha fatto capire quanto sia appassionata a ciò che fa».

Parole dei ragazzi e delle ragazze della classe 3AL del licelo Classico-linguistico “Carducci”, destinate alla professoressa Angela Giovanna Palermo, reduce dallo scontro avuto con la madre di una studentessa un’altra classe della stessa scuola, per un 4 a storia.Il più delle volte ci sembrano distratti e rimproveriamo questi quasi giovani adulti di non ascoltare. Eppure il messaggio tracciato sul cartellone accompagnato da un bouquet, racconta altro.«L’evento che l’ha colpita in questi giorni ha lasciato tutti noi senza parole, disgustati ed amareggiati di fronte a tanto ingiustificato bullismo. Pertanto, con questo gesto, vogliamo esprimere un atto di solidarietà nei suoi confronti, poiché la riteniamo una persona di profondi sentimenti e di valori umani. Purtroppo al giorno d’oggi, nella maggior parte dei casi, a parlare sono gli ignoranti, mentre coloro che sanno e che valgono veramente rimangono in silenzio. Molti silenzi, però, valgono più di mille parole. Non si faccia buttare giù, perché lei è una donna forte, nonché un esempio per tutti noi studenti. È arrivata lontano grazie alla dedizione ed all’impegno ed è riuscita ad ottenere anche il rispetto di persone carcerate e così ci ha insegnato a non avere paura».Insomma, hanno ascoltato davvero. E tra un brontolio e l’altro per le pagine di storia e filosofia da studiare, si sono immaginati da grandi, con lo stesso spirito e la stessa passione di chi decide di insegnare dentro un carcere. «Oltre che il Rinascimento ed Erasmo da Rotterdam lei ci ha insegnato il valore del rispetto e ci ha fatto capire quanto sia appassionata a ciò che fa. Infatti, in ogni attività, la passione toglie  gran parte delle difficoltà. Un abbraccio».E allora in classe è stato un bel parlarsi tra una giovane donna ed i suoi giovanissimi studenti. Prove di un dialogo che merita sempre, perché a saperli vedere, i nostri adolescenti sono tutt’altro che “sdraiati”».
   confermo quanto  ho scritto sulla mia  bacheca  di facebook      dove  ho riportato la stessa news 


ecco   come  Lega e m5 potrebbero fare ad attuare la politica dei rimpatri ( a scopo di equivoci , visto che molti non capisco o non hannovoglia di sfortzarsi a capire il mio sarecasmo ed ironia metto le faccine ) 😂😁




Fontanini all'ambulante senegalese: "Vuoi tornare a casa? Ti pago io il biglietto"

Il sindaco di Udine risponde all’appello del venditore ambulante. «I soldi li metto io, a patto che si fermi in Senegal». Il primo cittadino sul tema dell’immigrazione ha le idee chiare: gli stranieri che lavorano rispettando le regole sono benvenuti

UDINE. «Se Bubba vuole davvero tornare in Senegal, il volo glielo pago io di tasca mia, ma il biglietto deve essere di sola andata». Non si è fatto pregare il sindaco Pietro Fontanini e dopo aver letto l’appello del giovane venditore ambulante senegalese sulle pagine del nostro giornale ha messo mano al portafogli.
«Se mi promette che va in Senegal per restare là - continua il primo cittadino leghista -, il biglietto lo pago io, ho già contattato una compagnia aerea e ho trovato un posto per 290 euro da Venezia o da Treviso, posso permettermelo con le mie finanze personali quindi lo aspetto per concludere l’accordo».
Bubba è uno dei tanti stranieri che per sbarcare il lunario fa il “vu cumprà” in centro. Lo avevamo sentito per capire se fosse preoccupato dopo l’elezione di Fontanini il quale, anche nel vertice con il prefetto, si era augurato che molti richiedenti asilo rientrassero a casa loro ritenendo eccessive le presenze in città. «Sì sì, so chi è Fontanini, so chi è Salvini e quali sono le idee della Lega sui migranti - aveva spiegato Bubba -. Io non ce l’ho con loro, ma se mi pagano l’aereo sono pronto a tornare a casa.
Qui in Italia non riesco a sopravvivere. Non c’è lavoro e guadagno poco». Bubba ha 22 anni, il suo permesso di soggiorno scade nel 2021 ed è un volto noto del centro:, vende accendini, collane e nastrini: «Intasco dai 10 ai 15 euro al giorno – ci aveva detto – il minimo necessario per prendere qualcosa da mangiare.
Quando riesco a raggranellare qualcosa in più lo metto da parte per tornare nel mio paese. Sogno di aprire una mia azienda, magari nel settore del gelato. Vorrei diventare un piccolo imprenditore. Non so se ce la farò perché mi manca il denaro per tornare a casa. Ma se il sindaco mi rimpatriasse mi farebbe un favore».
Detto, fatto: Fontanini lo aspetta a Palazzo D’Aronco. Ma attenzione però, perché quella del primo cittadino leghista vuole essere una provocazione fino a un certo punto. «Il tema vero - dice - è che solo una minima percentuale dei richiedenti asilo scappano da guerre o sono perseguitati. Per la stragrande maggioranza dei casi si tratta di migranti economici e qui il lavoro non c’è.
Tra l’altro parliamo di persone che non hanno alcuna formazione quindi cosa potrebbero fare se anche i laureati fanno difficoltà a trovare un impiego? In pochi riescono a trovare un lavoro in nero, gli altri si arrangiano e il rischio che alla fine commettano reati è alto. E in quel caso dobbiamo essere inflessibili. Io non ho niente contro gli stranieri che vivono rispettando le regole. Chi ha voglia di lavorare e integrarsi è benvenuto, ma oggi mi pare che i numeri siano al di sopra delle reali possibilità e necessità del territorio».
Un concetto che Fontanini ha espresso anche nel corso dell’incontro con il prefetto Vittorio Zappalorto al quale ha chiesto il rispetto delle quote stabilite dall’accordo Anci e Viminale che prevede una presenza massima di 2,5 migranti ogni mille residenti. Udine quindi dovrebbe farsi carico di 250 richiedenti asilo mentre oggi ce n’è il doppio e nemmeno un anno fa è stata superata anche la soglia delle mille presenze.
Troppi per Fontanini che auspica anche un intervento del Governo per programmare dei rimpatri. «La situazione non è semplice perché ci sono paesi come il Pakistan che sono poco collaborativi, ma è chiaro che in qualche modo bisognerà intervenire».
Intanto il sindaco ha già dato mandato agli uffici di organizzare delle attività in modo da impegnare i profughi. «Abbiamo a disposizione 110 mila euro
- spiega - e li useremo per acquistare scarpe, tute, carriole e badili. Non possono stare qui senza fare nulla. Li impiegheremo per piccoli lavori di pulizia delle aree verdi a titolo gratuito di cui anche a Udine c’è molto bisogno».