26/03/17

il grande bluff di Master of Photography e dei talent


niente di nuovo sotto   il sole  per  gente  come me   cresciuta    con  spirito critico   e  genitori  duri  ma    senza perdere   la tenerezza .

Questo articolo conferma  due  film   degli anni  90 ( che  potete  trovare  integralmente su youtube per le  trame  leggete  gli url   sopra i  trailer   mi  scuso se  il secondo è  in ingles ema  non l'ìhho trovato in italiano  ) 










questo articolo l’ho scritto per il 90% questa estate non appena si è conclusa la prima edizione di master of fotografiì, ma problemi di tempo e logistici me lo hanno fatto tenere chiuso nella cantina delle bozze sotto la custodia della fatina delle bozze… quindi oggi non è più attuale… se quello che ha scritto mosè (discutibile) è attuale ancora oggi dopo millenni, tu puoi considerare attuale un’assoluta verità scritta 6 mesi fa.
che Master of Photography sarebbe stato un megaflop ne ero sicuro, prima ancora che cominciasse, già subito dopo il suo annuncio.
ma ha avuto ottimi ascolti…e chi se ne frega! mica lavoro per la tv io, io mi riferisco all’utilità e ai contenuti fotografici del programma. che poi abbia avuto ottimi ascolti dimostra proprio che è stato un bluff, e che gli ascolti erano lo scopo principale fin dall’inizio e non i contenuti fotografici.
innanzitutto è un bluff il “talent” come tipologia di trasmissione. lo scopo “dichiarato” del talent è la ricerca e la promozione di nuovi talenti. basta guardare ai tantissimi (troppi) talent sul mondo dello spettacolo per capire che non è vero.  parto da un dato statistico: quanti cantanti usciti dai vari “xfactor” o “the voice” hanno avuto successo e sono diventati stelle delle musica? beh tanti.. nessuno! ma no dai, molti hanno avuto successo…nessuno! allora mengoni? NESSUNO! noemi? NESSUNO! quel’altro che si sentiva questa estate? NESSUNO CAZZO!
sciroppati prima di tutto questo video su youtube:






ora ti ripeto la domanda: quanti cantanti provenienti dai talent hanno avuto successo? nessuno.
a quello che dice red ronnie va aggiunto anche un altra cosa che io ho avuto modo di verificare avendo passato un pomeriggio intero con un vincitore di un talent. il tizio ha vinto un talent che gli offriva come premio: un contratto dal valore di millemila euri con una casa discografica della durata di un anno. tu dirai: “che culo! millemila euri!” no! il valore è fittizio! cioè “millemila euri” non sono banconote, ma il valore che la produzione e la casa discografica (guarda caso la stessa azienda) hanno dato a quel contratto. il contratto, in esclusiva, OBBLIGAVA il vincitore(bel termine per uno che vince…è il sogno di tutti vincere un “obbligo”) a lavorare in esclusiva solo con loro, e ogni suo passo doveva essere concordato con tutte le parti (che in italiano significa fai quello che diciamo noi e stai muto!) e il vincitore non poteva in nessun modo fare nessuna attività che prevedeva un compenso legato alla musica e alla sua immagine, pena penali da fare schifo. morale: 0 soldi, da cantautore impegnato si è creato un immagine da bimbominkia (causa alcune canzoni davvero imbarazzanti che è stato costretto a cantare)e sta aspettando la fine del contratto per ritornare a fare quello che faceva prima, cioè suonare con la sua band nei locali.ha perso un anno di carriera… in cambio di? di sto cazzo!
oltre all’aspetto negativo sui talenti, c’è anche un ulteriore lato oscuro… i giudici! ebbene si sono proprio loro quelli che beneficiano dei talent(più dei concorrenti meno delle discografici e produttori)… infatti GUARDA CASO subito dopo la fine del talent o esce un loro album o parte il tour… e GUARDA CASO fanno tutti parte della stessa casa discografica che produce il talent… e GUARDA CASO se qualcuno non lo è… esce subito di scena o il suo concorrente non vince…
ma torniamo a master of photography.
i talenti: vince tale gabriele micalizzi. ovvio! era l’unico fotografo in un gruppo di dilettanti allo sbaraglio. il livello degli altri era davvero imbarazzante,un campionario di bimbiminkia senza ritegno, dalla tipa che non vedeva l’ora di spogliarsi per ogni foto anche se il tema era: “STAI VESTITA CAZZO E POSSIBILMENTE DIETRO LA FOTOCAMERA”. c’era il tipo che l’ha menata per tutto il tempo che lui poverino si era rotto la gamba e non poteva ballare, e cosa fai se sei un fallito? il fotografo! tanto che cazzo ci vuole? anche una scimmia può farlo… poi c’era quella che fotografava una spugna e presentava la foto filosofeggiando tre ore sul valore della vita e della guerra, la vita dopo la morte…MA CHE CAZZO C’ENTRA??? insomma i ragazzi che fanno i corsi di base con me partono da un livello più alto. da notare che il buon gabriele che GUARDA CASO fa il fotografo di mestiere e ha vinto, rispetto ad altri aveva anche una cultura fotografica superiore che non si basava sul conoscere le fotocamere e come si condividono le foto su facebook, ma conosceva i giudici e il loro modo di lavorare, e gli ospiti e le le loro opere (questo è emerso in lui e a volte in altri) se leggi altri miei articoli io lo dico sempre che bisogna studiare.e lui ha studiato.(anche se qualche scivolone nel banale e nell’ovvio l’ha fatto anche lui… ma si sa a stare con lo zoppo….)
i giudici: oliviero toscani è un gran paraculo… conosce il mestiere, ma ha capito che facendo il bimbominkia e assecondando i bimbiminkia fa un pacco di soldi.io che lo conosco so che il 90% delle cose che dice nemmeno le pensa.rimanendo rispetto agli altri cmq il più lucido e “onesto” nei giudizi ha fatto quello che per lui è la base del suo business, stare in tv, pontificare dal suo pulpito, aumentare la sua popolarità e sfruttarla per specularci sopra quando poi ne avrà l’occasione.
gli altri due giudici… che dire… come posso non essere cattivo… ah! ecco! vai su google immagini e ricerca: simon frederick.
se vedrai e riconoscerai come famose e belle le sue foto vuol dire che è un grande fotografo, se invece vedrai centinaia di foto che ritraggono lui come “personaggio famoso” capirai il suo valore. fallo e dimmi quanto vale.
fatto! …e quanto vale? mmm non molto…
fai la stessa cosa con un tale di nome josef koudelka….
fatto! …quante foto hai trovate? tantissime! e quante foto che lo ritraggono? nessuna! appunto. la differenza sta tutta qui.
e di Rut Blees Luxemburg cosa mi dici? che cazzo ti devo dire? chi cazzo la conosce? dice che fa foto di notte… pure io gioco a calcetto ma mica vado in giro a dire che sono un calciatore professionista…
un provocatore seriale e due perfetti sconosciuti bimbominkia… almeno a master chef i giudici sono stellati e qualcosa di cucina ne sanno. che dire… almeno i due useranno questa trasmissione come trampolino di lancio per la loro “ancora non sbocciata” carriera fotografica… ma prendere due qualsiasi delle guest star al loro posto no?
le guest star: ogni puntata aveva come ospite una guest star. queste si competenti e famose (tranne qualcuno che ancora non so chi sia). il loro compito era di fare da tutor ai concorrenti, ogni prova “sconfinava” nel loro mondo e competenze. quindi mi aspettavo che prima di mandare i giovani virgulti a fare fotografie di panorama, il buon franco fontana gli facesse una qualche lezione sull’arte fotografica del paesaggio, e gli svelasse qualche trucchetto e segreto pratico del mestiere, cosa utilissima a loro ma credo anche ai tanti telespettatori. quale uso migliore di un esperto puoi fare se non usufruire della sua esperienza? e invece no. gli esperti arrivavano a prova finita e diventavano “il quarto giudice”, senza voto tra l’altro, e  come un foto editor qualsiasi si mettevano a selezionare le foto da tagliare e quelle che andavano bene. per l’ennesima volta passa il messaggio fotografa a cazzo tanto poi c’è fotosciop. è prima di scattare che una persona deve pianificare e sapere, non dopo! dopo che hai scattato sapere che hai scattato nel momento sbagliato te lo sbatti al cazzo…. non ti serve a nulla… è troppo tardi.
uno potrebbe essere anche gesù cristo… potrei essere persino io…ma io che cazzo ne so qual’è la storia che il fotografo mentre scattava voleva raccontare? come faccio a decidere io o consigliarlo su come raccontare una storia che lui conosce e io no? e dopo che ha scattato per giunta, se ha sbagliato qualcosa che fa? ritorna scattare? no aggiusta con fotosciop! cioè, posso capire aggiustare una luce, ma se hai fotografato un cocomero al posto di un aereo con fotosciop come cazzo fai a porre rimedio? come si può con fotosciop parlare di qualcosa che nella foto non c’è? è arte visiva? o arte delle didascalie e pipponi filosofici per spiegare una cazzo di fotografia di merda? è prima dello scatto che sarebbe stato utile invitare l’ospite e conoscere il suo mondo e modo di fotografare… è in quel frangente che poteva insegnare qualcosa… fatto in quel modo potevano tranquillamente starsene a casa… non servivano a un cazzo, a parte a loro stessi per farsi pubblicità, o le seghe su quanto è un personaggio originale (nel caso di gilden)
gli sponsor: su 40 minuti di puntata 25 erano inquadrature di fotocamere leica, e quando non veniva inquadrata si chiedeva al concorrente che scelta avesse fatto e perchè, e partivano complimentoni a tale fotocamera e tale obbiettivo ma ATTENZIONE! il marchio leica non è mai stato nominato… che a nessuno venisse in mente che sotto sotto c’era uno sponsor… sono sicuro che se guardi il programma al contrario vedrai e sentirai messaggi satanici inneggianti alla leica dove ti suggeriscono di rapinare una banca e comprarti una leica… anzi due banche con una sola banca ci compri si e no un cinturino in simil pelle della leica…
le prove: io capisco il business, capisco i tempi televisivi ma come si può fare gare di fotografia a tempo???? mica è “scommettiamo che” (trasmissione televisiva di tanti anni fa) per fare fotografie ci vuole tempo, tutti che partivano a razzo a fare fotografie in giro senza una cazzo di programmazione, senza un cazzo di scopo, tutto un improvvisa di qua e improvvisa di la, tutto un “sensazione”; “mi sei arrivato”,”cogli l’attimo”; “disegna la luce”; “suscitare emozioni”; “mi trasmette non mi trasmette” (manco la wind quando non c’è campo si fa tutte ste menate sulla linea…) tante frasi fatte e belle parole per non dire nulla, per riempire silenzi quando non sai che cavolo dire e parli per sembrare competente e guadagnarti la pagnotta. non puoi correre ed essere lucido, e per fare fotografie devi essere lucido e preparato a priori, quando entri in campo devi sapere già prima di far controllare i tacchetti al guardalinee chi devi marcare, i movimenti che devi eseguire, e la posizione dove devi metterti. io dubito che qualcuno solo guardando questa trasmissione abbia imparato qualcosa… tu cosa hai impara da questo programma? io? cioè? in che senso? vabbè, lasciamo perdere…
morale della favola? questa trasmissione andrà ad alimentare tutta quella schiera di bimbiminkia che si avvicinano alla fotografia non capendoci un cazzo ma con tanta voglia di spendere soldi e di considerare il lavoro del fotografo facile e pieno di soldi… (e sono tanti… troppi)
la cosa mi rattrista.. ma mi consola il fatto che questa mandria di bimbiminkia rimarrà delusa… e io che sono un signore quando sconsolati e tristi ritorneranno indietro tristi e sconsolati….

RIMANE DIO di © Daniela Tuscano

Proprio    mentre    riportavo  (  lei è impegnatissima in questo periodo) di Daniela Tuscano     ho  iniziato   a  canticchiare    questa  canzone  

Grazie  Daniela   è  un piacere  una  gioia   averti   scoperto  ben  7  anni fa   sul forum di Ammazzatecitutti

  Ma   Adesso  basta   vi lascio   al  suo post  




                           RIMANE DIO    di © Daniela Tuscano

Ti hanno visto ilare, il volto spianato, perfettamente a tuo agio fra i giovanissimi, nel campo sportivo incorniciato da un Cristo floreale, quasi indù. La tua solarità dietro i contenuti seri, densi e meditati. Ma io ti preferisco pensoso, sfibrato dal caldo, dolente, immerso nel cosmo e a tratti invisibile. Ti preferisco quando la tua figura emerge incerta fra il verde squillante delle giovani robinie. Quando, sull'altare, letteralmente scompari, fra l'oro iconico degli arredi, e sei tutt'uno e non ti appartieni più. "Milanesi sì, ambrosiani certo, ma parte del grande popolo di Dio", riassumi, e dici tutto. Forse hai scelto il rito ambrosiano proprio perché meticcio: spurio, un ponte. In parte romano, in parte bizantino, in parte greco. Come spurio era il nostro patrono. E non è questa, Milano? Non è questa la sua cittadinanza, la sua identità in mille anime? 
Milano non è monolitica, ma affastellata e lucente. Come la sua cattedrale. Ha il cuore in mano, Milano. Bene hai fatto a ricordarlo. Bene hai fatto a sottolineare - e qui la gravità s'imponeva - la "speculazione" su sentimenti, famiglia, lavoro (o mancanza di esso)... e tempo; un tempo strapazzato come una fisarmonica rotta, che la cultura attuale, dell'efficientismo e dello scarto, elimina; e dall'altra parte invece, dagli spalti dello stadio, l'hai evocato, rallentato, respirato e amato. I giovani hanno bisogno del tempo come dell'aria. Vogliono dilatazione. Spazi aperti, poiché solo lì si gioca davvero. Educazione e non nozionismo. Spessore. 
Ammazzare il tempo, sciupare tempo: due modi per massacrarlo, per sovvertire "i valori, se vogliamo chiamarli così". Il tuo lessico è lineare, non sciatto. "Valori" non significa nulla. "Valori" implica calcolo. Meglio princìpi, certo. Ma non tutti avrebbero colto. Ti sei quindi rassegnato alla stanchezza verbale, non senza amaritudine. 
A ognuno il suo Francesco ed era bello stare lì. Magari per costruire due o tre capanne e ascoltarti ancora. Ma il nostro posto è nelle città della pianura, è nel tempo, che però a sua volta appartiene a Dio; e "ce ne ha promesso tanto". E mentre il cielo si richiudeva, tornando ingombro di nubi nere, ho ringraziato quel tuo nascondimento, il tralucere nelle fronde, l'aureo annegare. Andandotene, rimane Dio; quello che la tua presenza ha reso visibile, rinnovando tutte le cose, il nostro quotidiano, il diuturno viaggio. Rimane Dio e rimane tutto, e dopo una notte di gelo e pioggia, come a Emmaus, l'orizzonte si fa più chiaro, timido come l'anima, fragile dopo il periglio. Il cardinale Martini, da lassù, ha sorriso.



non tutto il mondo omosessuale è per la maternità surrogata il caso di Raúl Solís (@RaulSolisEU)

da http://www.paralelo36andalucia.com


Los vientres de alquiler: la cara más brutal del ‘gaypitalismo’

Soy gay. Lo especifico porque, teniendo como tengo infinidad de círculos sociales en los que participan hombres homosexuales, no sabía que el tema de los vientres de alquiler o gestación subrogada era tan trending topic para los gays. Es más, hace sólo seis meses no conocía a nadie que quisiera ser padre por medio de este modo encarnizado. Conocía a famosos ricos, pero no a gays normales con los que yo me relaciono.Sin embargo, desde hace unos meses, una marabunta de hombres homosexuales, casi siempre organizados a través de entidades LGTB subvencionadas con dinero público para trabajar por la igualdad de gays, lesbianas, transexuales y bisexuales y no para defender la compra y venta de mujeres como método de inseminación artificial, están haciendo una tournée mediática para convencer a la sociedad de que regular los vientres de alquiler -ellos lo llaman “gestación subrogada”- es ir a favor de la tolerancia sexual, de la igualdad. Por tanto, oponerse a los vientres de alquiler, según este lobby de gays ricos, es ir en contra del colectivo homosexual y situarse del lado de la jerarquía eclesiástica.Llevo meses viendo perplejo cómo hombres gays y representantes de entidades LGTB están intentando hacer ver a la sociedad que los gays en su conjunto creemos que tenemos algún derecho a ser padres comprando el órgano reproductor de una mujer pobre. Mi perplejidad transmuta en indignación cuando pienso en la maldad que encierra que haya entidades gays que defiendan esta macabra manera de ser padres.Históricamente, han sido las mujeres quienes primero dieron refugio a los homosexuales cuando el destino turístico de los gays eran las cárceles incruentas, cuando vivir en libertad significaba ser expulsado de casa con una paliza de dote y el mundo del espectáculo y la prostitución eran las únicas salidas laborales si querías zigzaguear la marginalidad.Fueron las mujeres las primeras aliadas de los homosexuales. Fue el feminismo quien nos acompañó a las primeras manifestaciones en los 80 y 90 por la igualdad de derechos y el matrimonio igualitario. Fueron ellas quienes protegían a sus hijos homosexuales para evitarles una paliza. Fueron las mujeres quienes defendieron en el Congreso nuestro derecho a casarnos, a ser ciudadanos de primera, y quienes más presión hicieron dentro de los partidos progresistas para que finalmente España tuviera una ley de matrimonio y adopción de las más avanzadas del mundo.A pesar de todo esto, muchas entidades LGTB han olvidado demasiado rápido y, en cuanto han tenido la primera oportunidad, se han situado contra las mujeres y el movimiento feminista, porque su deseo a ser padres está por encima del derecho de las mujeres sobre su cuerpo. Alega este ‘absurdismogay’ militante que el hecho de que una mujer acepte preñarse para que un hombre rico sea padre es un acto de libertad, prostituyendo el significado de una palabra tan solemne y hermosa como libertad.De tanto creer que la libertad consiste en decidir si queremos una camisa de Zara roja o verde, muchos activistas gays han olvidado que la libertad no es un hecho individual sino un compromiso colectivo con el bienestar y la dignidad de nuestra sociedad. Es decir, que haya gente que acepte un trabajo de 10 horas al día por debajo del salario mínimo es un acto de necesidad, pero en ningún caso de libertad. No es libertad porque aceptando cobrar por debajo del salario mínimo está legitimando que los empresarios rebajen los salarios a otro trabajadores que ganan sueldos más altos. Si la libertad se usa para asesinar, empobrecer, violar derechos humanos o convertir a las personas en objetos, es salvajismo y no un derecho.El capitalismo salvaje nos trata de convencer de que las mujeres son vendibles y comprables, despojándolas de su valor comos seres humanos y lanzando un mensaje de que, como son cosas, cualquier violencia sobre ellas es comprensible, legítima, socialmente aceptable y legislativamente regulable. Y las asociaciones gays, en lugar de defender a quienes fueron sus primeras aliadas, las mujeres, se ponen del lado del sistema capitalista que sólo acepta la diversidad y los derechos mediante tarjeta de crédito. Para echarse a llorar.En España ya se puede tener un hijo por gestación subrogada voluntariamente sin necesidad de modificar la ley. Una mujer se puede quedar embarazada y dar a su hijo en adopción. La ley se quiere modificar para introducir los contratos mercantiles en esta práctica y convertir a las mujeres en vasijas. ¡Qué no te engañen!Quien quiera vender la explotación y compra y venta de mujeres que lo haga en su nombre pero, por favor, no en el nombre de los gays, que somos millones, diversos y no todos hemos abrazado el gaypitalismo, la desmemoria y el salvajismo. Yo no sería capaz de explicarle a mi hijo que lo obtuve aprovechándome de la necesidad de su madre, comprando su útero, poniendo su cuerpo a prueba con un embarazo de nueve meses y firmando una cláusula en un contrato mercantil por la que, si el producto no me hubiera convencido, tenía el derecho a devolverlo como se devuelven los productos que no nos convencen al llegar a casa. Yo no podría mirar a mi hijo a la cara para explicarle que lo compré como si fuera un producto de Zara.Sirva esta columna para gritar bien fuerte que, como hombre gay, me niego a que se esté usando mi orientación sexual para defender que los homosexuales tenemos derecho a alquilar mujeres para satisfacer nuestros deseos de ser padres. No quiero que ser gay signifique indolencia, insolidaridad, desmemoria, misoginia e insensibilidad con las mujeres, especialmente con las más pobres entre las pobres, que serán las que venderán sus úteros para que los gays ricos puedan luego vender la exclusiva de la infamia en las revistas del corazón. ¡No en mi nombre!


  qui  una  traduzione con https://translate.google.it/


Maternità surrogata: il lato più brutale di 'gaypitalismo'

Sono gay. Che specifica, perché, avendo come hanno fatto innumerevoli circoli sociali coinvolti gli uomini gay, non sapeva che la questione della maternità surrogata e la maternità surrogata è stato così trend topic per i gay. Inoltre, appena sei mesi fa io non conosco nessuno che potrebbe essere il padre attraverso questo modo amaro. Sapevo ricco famoso, ma non i gay normali con cui mi relaziono.Tuttavia, qualche mese fa, una mischia di uomini gay, di solito organizzato attraverso entità LGTB sovvenzionati con soldi pubblici a lavorare per l'uguaglianza per gay, lesbiche, transessuali e bisessuali e non per difendere la compravendita di donne metodo di inseminazione artificiale, stanno facendo un supporto tournée per convincere la società che regolano gli uteri di affitto -hanno chiamarlo "maternità surrogata gestazionale" - è quello di andare a favore della tolleranza sessuale, l'uguaglianza. Pertanto opporsi maternità surrogata, secondo questa ricca lobby gay, sta andando contro la comunità gay e di schierarsi con la gerarchia ecclesiastica.Ho preso mesi alla ricerca perplesso come gli uomini gay e rappresentanti delle organizzazioni LGBT stanno cercando di vedere che la società gay nel suo complesso crediamo di avere il diritto di essere genitori che acquistano un povero organo giocatore donna. La mia perplessità tramutata in rabbia quando penso del male che tiene organizzazioni gay lì per difendere questo modo macabra della genitorialità. Storicamente, è stato donne che per primo ha dato rifugio agli omosessuali come destinazione turistica per i gay sono stati prigioni non invasivi, dove vivono in libertà significava essere espulsi da casa con un pestaggio della dote e l'intrattenimento e la prostituzione erano l'unica opportunità di lavoro se si voleva zigzagando marginalità.Le donne sono stati i primi alleati di omosessuali. E 'stato il femminismo che ci ha accompagnato alle prime dimostrazioni negli anni '80 e '90 per la parità dei diritti e della parità di matrimonio. Sono stati loro che hanno protetto i loro figli gay di risparmiare loro un pestaggio. Erano donne del Congresso che hanno difeso il nostro diritto a sposarsi, ad essere cittadini di prima, e che ha fatto più pressione all'interno dei partiti progressisti finalmente la Spagna ha avuto una legge sul matrimonio e l'adozione dei più avanzati al mondo.Nonostante tutto questo, molte entità LGTB hanno dimenticato troppo in fretta e, non appena hanno avuto la prima occasione, sono stati collocati nei confronti delle donne e del movimento femminista, perché il loro desiderio di essere genitori è il diritto delle donne circa la loro corpo. Egli sostiene che militante 'absurdismogay' a parte il fatto che una donna accetta preñarse per un uomo ricco di essere il padre è un atto di libertà, prostituire il significato di una parola così solenne e bella come la libertà.Entrambi credono che la libertà è quello di decidere se vogliamo una camicia Zara rosso o verde, molti attivisti gay hanno dimenticato che la libertà non è un atto individuale, ma un impegno collettivo per il benessere e la dignità della nostra società. Cioè, ci sono persone che accettano il lavoro 10 ore al giorno al di sotto del salario minimo è un atto di necessità, ma in nessun caso di libertà. Non la libertà perché accettare carica al di sotto del salario minimo sta legittimando che i datori di abbassare i loro salari ad altri lavoratori che percepiscono salari più alti. Se la libertà è usato per l'omicidio, impoverire, violano i diritti umani o di trasformare le persone in oggetti, è selvaggio e non un diritto.capitalismo selvaggio cerca di convincerci che le donne sono vendibili e conveniente, privandoli dei loro Hows valore esseri umani e rilasciando un messaggio che, come stanno le cose, ogni violenza contro di loro è comprensibile, legittima, socialmente accettabile e legislativamente regolamentato. E le associazioni gay, invece di difendere quelli che erano i suoi primi alleati, le donne prendono il lato del sistema capitalista che accetta solo la diversità e dei diritti con carta di credito. Mentire a piangere.In Spagna si può già avere un figlio da maternità surrogata volontariamente senza cambiare la legge. Una donna può rimanere incinta e dare il bambino in adozione. La legge deve essere modificata per introdurre contratti commerciali in questa pratica e trasformare le donne in vasi. Non fatevi ingannare!Chi vuole vendere la fattoria e la compravendita di donne che lo fanno per loro conto ma per favore, non in nome di gay, ci sono milioni, diversi e non hanno tutte abbracciato il gaypitalismo, dimenticanza e ferocia. Non sarei in grado di spiegare a mio figlio che ho preso approfittando della necessità di sua madre, l'acquisto di suo utero, mettendo il test corpo con una di nove mesi di gravidanza e la firma di una clausola di un contratto commerciale per cui, se il prodotto io non ero convinto, aveva il diritto di ritorno, i prodotti che non ci convincono per tornare a casa vengono restituiti. Non potevo guardare mio figlio in faccia a spiegare che ho comprato come se fosse un prodotto di Zara.Servite questa colonna per gridare ad alta voce che come un uomo gay, mi rifiuto di essere che si sta utilizzando il mio orientamento sessuale di sostenere che gli omosessuali hanno il diritto di assumere le donne per soddisfare il nostro desiderio di essere genitori. Io non voglio essere gay significa pigrizia, mancanza di solidarietà, la dimenticanza, la misoginia e l'insensibilità alle donne, specialmente i più poveri tra i poveri, che sono quelli che vendono i loro uteri per i gay ricchi possono poi vendere l'infamia esclusivo riviste. Non nel mio nome!

25/03/17

vegetariano , vegano , carnivoro , onnivoro ? ma che importnaza ha importante è il rispetto e il saper fare buon viso a cattivo gioco

 dopo   il mio post  molti   in chat   una persona   mi ha  chiesto ma tu sei   vegano o  carnivoro  ?     stavo per  rispondere  quando  alla  discussione  si è  unita  una terza  persona    e  ha detto :   <<  non è vegetariano  , basta  vedere le foto delle verdure   raccolte   nel suo orto che  posta  sul  suo facebook . 
Io  sono una terza   via   cioè onnivoro  (  ed  se  cercate  nell'archivio trovate   ,  " reportage  "  su   un pranzo  con amiic\che vegetariani e  vegani  )   mangio  di tutto compresa la carne ed  i latticini  , ovviamente  quando è possibile  quelli  allevati naturalmente    ed   non industriali .
rispetto ( i  commenti   riportati sotto  sono  presi   da http://invececoncita.blogautore.repubblica.it/  più  precisamente e qui 

  sia   la  scelta   Vegana 


CaterinaServi
La scelta vegana è dettata da un ragionamento molto semplice: non è giusto - perchè è un abuso, una prevaricazione violenta inammissibile - sfruttare e far soffrire una creatura vivente e senziente che - proprio come noi umani - desidera vivere in pace e a proprio agio. Se lo facciamo da tanto tempo non è una buona ragione per continuare a farlo: siamo gli animali più intelligenti e dotati di senso etico e morale? Allora agiamo di conseguenza. Siamo anche dotati di capacità empatica, quel meccanismo neurofisiologico che ci fa entrare in risonanza con la sofferenza altrui e che ci permette di essere adeguatamente e naturalmente compassionevoli. Gli animali "da macello" sono esseri sensibili e amorevoli come i cani e i gatti che vivono con noi e amiamo. Siamo indifferenti verso di loro soltanto perchè la loro atroce sofferenza e le torture che gli vengono inflitte non si vedono. 

sia  quella   carnivora 

Gabriele Bombardieri
Sono in medico e ricordo a tutti che l'uomo è per natura onnivoro(qualcuno può documentarsi sulle differenze tra l'intestino di un uomo è quello di una mucca o un cavallo?)ricordo che le nuove generazioni alimentate anche con proteine animali sono cresciute in statura media di circa 20 cm e probabilmente continuano a crescere.quanto alle cosiddette evidenze cancerogene di certi alimenti non esistono a tutt'oggi studi randomizzati(che sono gli unici che danno evidenze statisticamente significative)che dimostrino una evidenza clinica di cancerogenicita' di alimenti particolari tipo carni rosse .si è solo constatato che l'aumento di ceri tumori è proprio di certe popolazioni che si alimentano con quantità superiori di proteine animali di origine bovina.purtroppo come tutte le osservazioni superficiali ,non tengono conto del fatto che sono anche le più longeve e quindi più soggette a tumori

 riprendendo  l'argomenti trattato nel post   precedente  e  ripreso   anche  dall'articolo di concita    do ragione  a    questo  commento  anonimo  
Certo siamo un popolo strano leggevo di mamme che protestavano perché alla mensa davano ai suoi figli risotto con i porri, non si sa bene cosa devono mangiare questi poveri bambini io penso che una dieta equilibrata sia quella di mangiare di tutto. Questi integralisti vegani che oggi vorrebbero vietarmi di mangiare una bella bistecca alla fiorentina al posto di uno sformato di semi vari che al solo pensiero mi sento male domani magari mi vieteranno di mangiare gli insetti perché anche le cavallette soffrono. Siete persone pericolose perché non avete nessun rispetto per chi non la pensa come voi. Mentre noi onnivori vi lasciamo mangiare tutta l'erba e semi che volete lasciateci gustare un bel maialino al forno con patatine annaffiato con un buon Chianti.

Continuando a leggere  i vari commenti  dellla  diatriba    vegani \  vegetariani     contro   carnivori ho trovato  interessante  il commento  di Pino Lollo    che  più o meno  arriva  alle mie stesse  conclusioni

E' una guerra di religione. Mia moglie non mangia carne, io da tempo cerco di mangiarne poca, i figli 27 e 19 anni, per contrapposizione, appena possono mangiano carne.
Io capisco e condivido solo due argomentazioni verificabili e misurabili :
la carne non fa bene,
il ciclo produttivo degli animali da macello non è sostenibile.
Le altre argomentazioni animaliste/vegane mi sembrano fideistiche:
l'uomo è senziente anche l'animale è senziente quindi se uccido un animale è come uccidere un uomo e quindi è un assassinio.
Io dico, in quattro milioni di anni l'essere senziente uomo ha sviluppato forme di pensiero variegate ed evolute al punto di arrivare ad avere rispetto degli altri uomini e anche degli animali.
Ora per quanto ci è noto non esiste animale carnivoro che in questi 4 milioni di anni abbia costruito un pensiero e a partire da questo o abbia smesso di cacciare le sue prede.
Poi  la discussione  via    chat  è continuata  fra ****  e *****    e poi mi sono   rotto  e  gli ho  lasciati   in quanto  stava  diventando  noiosa    ed  improduttiva  del tipo

 ***** ma   i vegetali che  voi   mangiate  e  raccogliate  soffrono anche loro come  gli agnelli che   ci   accusate  di mangiare   .
**** Uccidere animali per mangiarli non é assolutamente necessario. Comunque, risposta alla tua battutina   asserire che un cetriolo(  per  citare  una verdura   a caso )  possa soffrire quanto un agnello sgozzato é una cosa talmente ipocrita che non meriterebbe risposta. Pota un cespuglio e dimmi se riusciresti secondo coscienza a tagliare la zampa di un cane sostenendo che sia la stessa cosa. Inoltre, se tu credessi veramente a quello che hai scritto (ma non é certo cosí ) e ti preoccupassi per davvero della sofferenza delle piante, dovresti a maggior ragione essere vegetariano. Per allevare per anni gli animali da abbattare é necessaria una quantitá di alimenti di origine vegetale enormemente superiore che se te ne cibassi invece direttamente. Perché non mi indigno con il leone? Beh tanto per cominciare perché uccide per sopravvivere e non per sfizio...

perchè la  penso    come 


3 ore fa
Eugenio Bacchini
Ahimè, quando una dieta diventa un'ideologia, sorgono i problemi. Anch'io sono stato vegetariano per un periodo della mia vita, ma erano altri tempi (fine anni 70): nessuno mi ha mai rotto le scatole, tutt' al più erano curiosi di sapere cosa mangiavo, né io mi sono mai sognato di dare dell'assassinio ai miei amici carnivori, o sentirmi superiore per via della mia dieta. Questo mi sembra più tifo calcistico...


ora     sia  che il vegan   sia   una moda  o  una  scelta  \  principio  mortale    (   principalmente quelle  persone    che   conosco  lo    sono  per   scelta      sono  d'accordo  con 


Elisa Cip
Attenzione che il veganesimo non è' una scelta, ma un principio di etica e di morale. Non è' estremismo, non è' una dieta, non è' una moda. I giornalisti, prima di esporsi in un articolo di giornale dovrebbero informarsi, perché il concetto di veganesimo è' ormai noto.
 
Cioncita  avrebbe dovuto   prepararsi  meglio  o  forse  come  sostiene



Francesco Chiantese
Concordo che non sia una moda; ma "tecnicamente" è una dieta (forse lei intendeva "non è una dieta dimagrante" ma è ovviamente una dieta, almeno in italiano) ed è una "scelta" nel senso che si sceglie, per etica e morale come lei giustamente ricorda, di non mangiare alcuni alimenti e di adeguare alla propria etica e morale la propria dieta alimentare. 

Concludo  con  questa  domanda  . Ma per un onnivoro che è abituato a mangiare carne, ma ANCHE vegetali (si spera, altrimenti sarebbero pasticci seri per la sua salute), quale sarebbe il problema se, occasionalmente, una volta ogni tanto, si fa un singolo pasto di soli vegetali, senza mangiare carne?








una grigliata di zucchine e melanzane, sono oltraggiosi? 

intolleranza ideologica e scontro fra vegani e carnivori


in sottofondo  vegano intollerante di  valentina  rubini 




di solito visti i precedenti



Milano, Cruciani sfida gli animalisti vegani con un salame in mano: aggredito in radioIl conduttore della Zanzara Giuseppe Cruciani vittima dell'assalto in redazione di un gruppo di animalisti vegani dell'associazione "Fronte animalista" che si sono sentiti presi di mira durante le sue trasmissioni. Il video documenta il presidio degli attivisti, che sono poi riusciti a entrare con la chiara intenzione di pestare il conduttore, costretto a scappare dopo essersi presentato con un salame in mano. "Chi predica violenza e sopraffazione e in più deride e porta in studio animali condannati a morte si deve aspettare solo una reazione forte e decisa degli animalisti", è il messaggio via Fb dell'associazione, che annuncia: "Non finisce qui"










sono, ovviamente senza generalizzare perchè conosco direttamente vegani che non arriverebbero mai a certi situazioni , i vegani più intolleranti a reagire cosi . Ma stavolta secondo questa storia riportata da http://iltirreno.gelocal.it/grosseto/cronaca/ del 23\3\2017 è l'inverso


La sua bimba di 7 anni racconta ai compagni cosa pensa su carne e pesce e alcuni genitori strattonano e minacciano la mamma








di Francesca Ferri




Frutta fresca servita in una mensa scolastica (foto d'archivio)

GROSSETO. Circondata dalle altre mamme, strattonata, bloccata e minacciata: «Di' a tua figlia di smettere di parlare in quel modo ai nostri bambini». «Quel modo» è semplicemente la constatazione, da parte di una bambina di 7 anni, che l’hamburger nel piatto del compagno di classe una volta era un vitello e i bastoncini impanati erano un pesce. Una verità “scomoda” che ha insinuato nei piccoli qualche dubbio sulla loro alimentazione carnivora. E per questo alcune adirate genitrici hanno deciso di farla pagare alla mamma della bambina.
immagine simboloCosì lei stessa racconta questa storia che sembra uscita da un altro mondo o per lo meno da un’altra epoca. Il culmine del clima di tensione che si trascinava da tempo è arrivato nel pomeriggio di mercoledì 22 marzo, quando la signora è andata a scuola a riprendere la figlia, in un paesino del Grossetano. Il nome della donna, così come quello della scuola e il paese non possono essere rivelati nel rispetto della legge che tutela i minori sulla stampa.«Io sono vegana e mia figlia è vegetariana – spiega la donna – e per questo motivo non siamo mai state accettate dal resto della classe. Con la scuola, invece, non ci sono mai stati problemi: alla mensa le servono un pasto vegetariano».La piccola è una bambina sveglia e curiosa, racconta la mamma, «e a volte capita che vada da un compagno o da una compagna e dica: “Ma lo sai che quel che stai mangiando era un animale e ora è morto? Lo sai che quello era un maialino”, e così via». Informazioni che, tra l’altro, a 7 anni dovrebbero essere acquisite. «Insomma, pare che gli altri bambini abbiano cominciato a farsi delle domande – continua a raccontare la mamma – e i genitori sono “avvelenati” con me».I rapporti si sono guastati, dice la signora, alla fine dello scorso anno scolastico, quando lei aveva proposto un pranzo a casa propria. «Proposi un burger vegetale – racconta – ma mi dissero che volevano il barbeque di carne e che non dovevo “imporre” la mia alimentazione. Figuriamoci...». Da lì niente è stato più come prima. «Ho dei messaggi sul cellulare del tipo: “Stai attenta”», dice la signora.Ma il peggio doveva venire. Ed è accaduto mercoledì 22 marzo. «Sono arrivata a scuola in auto, erano circa le 16.10 – racconta la donna – e quattro o cinque mamme mi hanno bloccata per non farmi uscire. Prima mi hanno aggredita verbalmente, poi una mi ha rigato la fiancata lato guida con le chiavi. Poi strattoni, offese, capelli tirati, spinte. Una faceva molto la grossa. Erano arrabbiate perché la bambina racconta ai loro figli la verità su quel che mangiano». E qualcuno di loro comincia a rifiutare bistecche e filetti.Eppure, dice la signora, non è l’unica verità che i piccoli imparano a scuola. «A mia figlia in classe le hanno detto che la fatina dei dentini non esiste, che Babbo Natale non esiste, le hanno tolto tutta la fantasia ma non è che vado ad aggredire gli altri genitori», spiega la signora. Il brutto episodio non passerà comunque in cavalleria. La signora presenterà infatti denuncia ai carabinieri.comunque in cavalleria. La signora presenterà infatti denuncia ai carabinieri.


CASTELNUOVO SCRIVIA Nicolò, il ragazzo che vuole vivere nel passato

  da  http://laprovinciapavese.gelocal.it del 24 marzo 2017 Leggo con misto  di  risata  e serietà  la storia  di Nicolò, un ragazzo che vuole vivere nel passato . Egli Ha 19 anni, diplomato al liceo artistico e una grande passione per l'antiquariato. Ama indossare cappelli e abiti d'epoca. Interpreterà un calciatore in un film sulla storia del grande Torino


Nicolò Maimone

CASTELNUOVO SCRIVIA.
Vorrebbe vivere nell’Ottocento e si veste con abiti dell’epoca, il 19enne castelnovese Nicolò Maimone, scelto recentemente per recitare in un docufilm dal regista Victor Vegan. Figlio di Loredana Filograno, parrucchiera da 42 anni, conosciuta come Lory e Renato Maimone dipendente come autotrasportatore per la “5 Valli”, Nicolò sin da quando era piccolo ha mostrato interesse per l’antiquariato, soprattutto Ottocentesco.














«Colleziono ogni tipo di oggetto: mobili, abiti, libri, bastoni e santini, tanto che ho ricevuto da Papa Francesco una delle prime lettere che ha inviato, proprio perché venuto a conoscenza della mia passione. Mi piace restaurare tutto quello che trovo, a volte abbandonato da chi non da importanza a questi oggetti, per me di valore inestimabile, Mi piace vestirmi con abiti d’epoca e portare i cappelli. Molti mi donano oggetti che poi rendo riutilizzabili, come le biciclette. Ho sistemato anche un calesse che il regista vorrebbe utilizzare in una scena del film. Più o meno colleziono qualsiasi tipo di oggetto prodotto fra gli inizi Ottocento ed il 1950, compresi libri, tessuti ed opere d'arte».
Nicolò, ha 19 anni e vuole vivere nel passatoVuole vivere nell’Ottocento e si veste con abiti dell’epoca, Nicolò Maimone, 19 anni, di Castelnuovo scrivia, ha scelto recentemente per recitare in un docufilm dal regista Victor Vegan. Figlio di Loredana Filograno, parrucchiera da 42 anni, conosciuta come Lory e Renato Maimone dipendente come autotrasportatore per la “5 Valli”, Nicolò sin da quando era piccolo ha mostrato interesse per l’antiquariato, soprattutto Ottocentesco.



                                 (Video Studio Serra)


Diplomato al liceo artistico, Nicolò veste fuori dai canoni della moda ed ama circondarsi di oggetti dal profumo antico; ricerca fra mercatini e negozi, camicie, abiti, cappelli e sciarpe che gli conferiscono un aspetto unico. Ha già frequentati corsi di restauro e si sta informando per seguirne altri. Recentemente, è stato contattato dal regista Victor Vegan per interpretare il ruolo del calciatore Herbert Kiplin nel suo film, dedicato appunto alla storia del Torino; una grande soddisfazione per lui e per la sua famiglia. Le riprese del film sono già iniziate negli studi di Collegno e Torino.
Paola Dellagiovanna

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