05/02/20

smontiamo la leggenda che vede le foibe uguali alla shoah e quello della pulizia etnica delle foibe

Risultati immagini per si è ucciso troppo poco foibe
Dopo    aver   smontato l'anno scorso  (  qui il post  )   , nonostante le accuse   ( che  mi scivolano  via ) di  negazionismo   \  revisinismo  su  tale  evento ,   il mito \ leggenda  urbana   del  silenzio   sule  foibe  .  quest'anno ne  somontero   due  quella  della pulizia  etnica  e  quella   della nostra shoah  .

Quale  prende  in esame per  prima  ?  Iniziamo dall'ultimo   che poi  è anche il più  grave  come  gettare  benzina  sul  fuoco come segnala https://capodistria.rtvslo.si/      soprattutto    per il fatto che   con l'istituzione le  foibe  e  il dramma dell'esodo  si  fa   ( giustamente  )  ricordare   anche  nelle scuole .
L'anno scorso   una  die  \  settimane  dopo  il  giorno delricordo   si è tenuto  un convegno che avrebbe potuto  dovuto essere un’occasione di riflessione sul modo in cui il dramma dell’esodo e la tragedia delle Foibe sono stati affrontati dalla maggior  parte  dela stampa e  dei media  .Ma  l’incontro organizzato dall’Unione degli istriani nella sala principale del palazzo della Regione a Trieste sembra destinato  , dopo  il solito   scontro diplomatico fra l’Italia e i governi di Slovenia e Croazia, ad alimentare nuove polemiche.
L'incontro  in questione  aperto dal presidente della Regione  del Friuli venezia  giulia   , Massimiliano Fedriga, vedeva fra i relatori il presidente dell’Unione degli istriani, Massimiliano Lacota, l’ex parlamentare, Roberto Menia, e i giornalisti Elisabetta de Dominis, Fausto Biloslavo e Marcello Veneziani. In collegamento video è intervenuto anche il direttore editoriale di Libero, Vittorio Feltri.
In apertura Fedriga ha parlato di un “rigurgito negazionista” sulle Foibe e la Regione, ha aggiunto, “sarà al fianco di coloro che sosterranno la battaglia contro chi vuole negare queste sofferenze".Fin qui  scelta  condivisibile   visto che  c'è ancora  chi le  nega   o  le  esalta  ,  ma  allo stesso tempo dubbiosa   visto  che nel calderone dei negazionisti  vengono messi   anche storici  che  cercano  di  smontare  tali leggende con  l'uso  di documenti   e    di riportare   lo studio della storia  el confine  orientale   e quindi  del periodo  delle  foibe  e  dell'esodo   inquadrandolo  nel contesto precedente   al  8  settembre  1943  ed  eliminando   la  confusione e  uso strumentale   quando    si parla  di tale  periodo  .
Il sito https://capodistria.rtvslo.si/ in particolare quest'articolo  riporta  che    fra  << 
Gli interventi hanno proposto le rispettive esperienze sulla narrazione dell’esodo, ma è stato Vittorio Feltri l’autore delle dichiarazioni più forti: in una dura requisitoria contro il comunismo, ha accusato giornalisti ed editori di aver taciuto sulle Foibe, ha chiesto ai comunisti di pentirsi, (“i partigiani non possono perché per fortuna sono morti tutti”, ha aggiunto) e ha affermato che quella delle Foibe è stata una tragedia “addirittura peggiore rispetto a quanto avvenuto nei campi di concentramento in Germania”.
La comparazione fra la Shoah e le Foibe è stata ripresa anche da Marcello Veneziani, sia pur in maniera più sfumata: “Io non amo questi paragoni - ha detto - perché in effetti ogni tragedia è una storia a sé e quindi la comparazione non è mai giusta, ma quello che però si può notare è il diverso trattamento mediatico: da un punto di vista strettamente di storia nazionale, la tragedia delle Foibe con il relativo esodo ha una dimensione anche numericamente più grande rispetto agli Ebrei italiani che sono morti nei campi di sterminio”.>>
Meno  male che  a relicare  ci  ha pensato  Alessandro Salonichio, presidente della Comunità Ebraica di Trieste, << “Mettere assieme tragedie terribili, ma con connotazioni profondamente diverse, come la Shoah e le Foibe, non aiuta alla comprensione e non fa onore a chi cerca questi paragoni”, ha detto. “La Shoah è stata caratterizzata da un metodo scientifico, mentre la tragedia delle Foibe, altrettanto tragica, ha avuto connotazioni diverse. Mettere tutto sullo stesso piano è pericoloso e fuorviante e spiace trovarsi di nuovo a commentare fatti di questo tipo.”>>
E' vero ed  innegabile   che nelle foibe  e   anche     dopo  a  guerra  finita       come dice il testo «Relazioni italo-slovene 1880-1956», "ignorato e passato sotto silenzio dai 10 febbraio " la relazione approvata all’unanimità il 27 giugno 2000 dalla Commissione storico-culturale italo-slovena, costituitasi nel 1993 sotto l’egida dei ministeri degli esteri dei due paesi e formata da storici italiani e sloveni (consultabile qui).che dopo aver liberato il Litorale adriatico dai nazifascisti, l’Esercito Popolare di Liberazione Jugoslavo mise in atto (sottolineatura mia e di https://www.wumingfoundation.com/giap/ più recisamente qui da cui l'ho tratta )
«un’ondata di violenza che trovò espressione nell’arresto di molte migliaia di persone – in larga maggioranza italiane, ma anche slovene contrarie al progetto politico comunista jugoslavo – , parte delle quali vennero a più riprese rilasciate; in centinaia di esecuzioni sommarie immediate – le cui vittime vennero in genere gettate nelle “foibe” –; nella deportazione di un gran numero di militari e civili, parte dei quali perì di stenti o venne liquidata nel corso dei trasferimenti, nelle carceri e nei campi di prigionia (fra i quali va ricordato quello di Borovnica), creati in diverse zone della Jugoslavia.
Tali avvenimenti si verificarono in un clima di resa dei conti per la violenza fascista e di guerra ed appaiono in larga misura il frutto di un progetto politico preordinato, in cui confluivano diverse spinte: l’impegno ad eliminare soggetti e strutture ricollegabili (anche al di là delle responsabilità personali) al fascismo, alla dominazione nazista, al collaborazionismo ed allo stato italiano, assieme ad un disegno di epurazione preventiva di oppositori reali, potenziali o presunti tali, in funzione dell’avvento del regime comunista, e dell’annessione della Venezia Giulia al nuovo Stato jugoslavo.»

ma Il ritornello «tutti i morti sono uguali» si trasforma, quando si tralasciano le dimensioni e il contesto dei fenomeni, in « alcuni morti sono più uguali degli altri».
L’equivalenza tra foibe e Shoah tanto cara ai neofascisti e ai loro complici «democratici» nasce dall’affermazione che le truppe jugoslave avrebbero ucciso delle persone «in quanto italiane», esattamente come i nazisti avevano ucciso delle persone «in quanto ebree». Ma si tratta di un ritornello propagandistico, senza alcuna valenza storiografica. L’Esercito Popolare di Liberazione Jugoslavo – compresi i non pochi partigiani italiani in esso inquadrati – arrestò e in diversi casi uccise persone «contrarie al progetto politico comunista jugoslavo», qualunque fosse la loro appartenenza nazionale.Naturalmente nessuno intende giustificare queste uccisioni, in molti casi assolutamente sommarie, ma è doveroso ricordare che i bambini infoibati esistono solo nell’immaginazione malsana dei propagandisti di destra e che la larghissima maggioranza dei casi interessò appartenenti agli eserciti nazifascisti o loro collaboratori. Recentemente anche il Corriere della Sera si è accorto che ben 300 «martiri delle foibe» decorati dalla Repubblica Italiana dopo l’istituzione del «Giorno del Ricordo» nel 2004 erano in realtà combattenti nelle formazioni repubblichine e collaborazioniste, alcuni dei quali si erano anche macchiati di efferati crimini di guerra.Mettere le due cose sullo stesso livello non è la peggiore offesa, la peggiore banalizzazione che si possa fare della tragedia della Shoah? A questo punto infatti qualunque atto di violenza diventa «come la Shoah!».





Adesso veniamo  alle  foibe   come pulizia etnica    degli slavi verso gli italiani   . Altro mito e  leggenda , ormai diventata  quasi verità  e  guai  a metterla  indiscussione    altrimenti  ti  tacciono  di negazionismo  e  ti dicono  che insulti la memoria del  ricordo , sulle foibe   e  sulla storia del  confine  orientale , diffusa    dalla destra  ( una  delle oche  cose in comune  tra la destra parlamentare  e quella extrapaprlamentare   ) ed  [ sic  ]   anche  dalla sinistra parlamentare  .
 Inizialmente

26/05/19

Alla vigilia delle europeee non solo l’odio online si riversa sulle donne specialmente quelle che sono in politica


di cosa stiamo parlando 

Oltre ad essere lasciate sole nei momenti di fragilità ( vedere url sopra ) c'è in questi ultimi tempi un clima d'odio verso le donne che decidono di fare politica attiva cioè quella istituzionale e parlamentare . Ma meno male che esse non si lasciano mettere piedi in tersta e lottano per farsi rispettare e non subire passivamente questi schizzi di ... fango . Infatti è quello che riporta ( eccetto i corsivi che sono mie libere aggiunte ed interpretazioni ) questo articolo 

                             Anna Toro


Risultati immagini per laura boldrini«Stiamo assistendo ad attacchi sistematici contro figure politiche femminili e giornaliste da parte dei gruppi di estrema destra, ma non solo , in vari paesi europei, tra cui Spagna, Francia, Italia e Germania». Ad affermarlo, l’Institute for Strategic Dialogue (ISD), gruppo di ricerca internazionale indipendente, che nell'ambito delle imminenti elezioni europee sta portando avanti un progetto di monitoraggio sullo sviluppo dell’estremismo e sulle campagne di odio veicolate dai principali social network come Twitter e Facebook.
Tramite l’uso di specifici software e la ricerca per parole chiave (come stupro, “zitta” e sinonimi volgari di prostituta  e non solo purtroppo ), il gruppo ha estrapolato post e tweet da aprile ad oggi, realizzando come  da un paio  d'anni    soprattutto  in  clima pre-elezioni sia stato avvelenato dai discorsi di odio online che continuano a imperversare su timeline e bacheche, soprattutto in Italia. Per quanto riguarda il focus italiano, infatti, l’analisi dei dati ha portato a due risultati fondamentali: il primo è ulteriore conferma che la donna politica più colpita, in assoluto resta ancora oggi Laura Boldrini; il secondo è che, soprattutto per quanto riguarda Twitter, i contenuti misogini in questi ultimi mesi hanno lasciato il posto a tweet di odio che ritraggono Boldrini come «parte della casta dei socialisti anti-italiani» che promuovono «la migrazione e la teoria del gender».E’ dunque il linguaggio razzista – più che quello misogino – ad emergere negli attacchi di questi ultimi mesi, modello che si riscontra anche nei confronti di Emma Bonino, che condivide con Boldrini diverse narrazioni ispirate ai valori umanitari. Tra i casi di studio presi in esame, anche quello di Pina Picierno: dopo il suo annuncio di voler finanziare la sua campagna elettorale incontrando gli elettori per cene o caffè, gli insulti sessisti non hanno tardato ad arrivare.“Stai zitta” è stata per lei l’espressione chiave ricorrente rilevata dall’ISD. «Le vessazioni nei confronti delle donne sono portate avanti da una combinazione di troll, media populisti, influencer estremisti e partiti politici. Molestie di natura opportunistica progettate per rovinarne la reputazione» spiega il think tank. Ma il clima di odio non risparmia anche altri stati dell’Unione.In Spagna, è il caso della leader del partito di Ciudadanos, Inés Arrimadas, regolarmente vittima di intimidazioni durante le sue apparizioni pubbliche. Insieme a lei, anche la sindaca di Barcellona Ada Colau viene identificata come bersaglio abituale di insulti e abusi online, soprattutto da account legati alla galassia dell’estrema destra e al partito Vox. In Germania, invece, i due dei target più frequenti per i troll di estrema destra sono le politiche Sawsan Chebli (SPD), di origini palestinesi, e Katharina Schulz, leader del Partito dei Verdi nel Parlamento bavarese.Il report si chiude con una nota positiva che sembra faccia ben sperare . «La nutrita presenza di donne tra le fila dei candidati alle elezioni europee, anche per il sistema delle quote, ha fatto sì che, almeno da parte dei politici di tutti gli schieramenti, i toni si siano ( speriamo ) leggermente calmati rispetto agli anni scorsi – commenta Giulia Sirigu, analista politica di ISD – un altro motivo sono senza dubbio le azioni le legali intraprese di recente da personalità pubbliche come Laura Boldrini, che hanno denunciato gli autori di minacce e dichiarazioni diffamatorie online».











in sottofondo
Waltz of the Rain - Chopin

24/05/19

Deborah, Pamela , la ragazza madre di Rogoredo, la ragazza etiope violentata a roma : donne , lasciate sole ,usate , strumentalizzate , sotto silenzio

Risultati immagini per pamela mastropietroPur  non  essendo femminista e d essendo  moto  critico  verso  tali atteggiamenti   (  vedere  url  sotto  )     condivido  mote  delle loro battaglie  . Infatti    Pur condividendo istanze e lotte ho sempre pensato – e ancora in parte  penso – che appartengano a un territorio di rivendicazione esclusivo, che richieda al maschio riconoscimento e impegno, ma gli suggerisca anche di non mettervi il il suo piede invadente e storicamente inopportuno. Insomma almeno nella rivendicazione dei diritti, si riconosca alla donna la prerogativa di fare a meno di noi, che di quei diritti siamo spesso nemici. A noi il compito di ascoltare e provvedere, per quanto ci compete.
Questa volta – però come   fa  anche Mario Alberto Marchi Giornalista, consulente di comunicazione su il fatto quotidiano in questi  giorni  – un poco femminista voglio esserlo, perché le cronache recenti offrono uno spunto di riflessione importante, al quale – da maschio – non voglio sfuggire .
Quello che più mi ha colpito in questo senso è in realtà il caso di cronaca meno considerato forse  perchè  difficilmente  usabile  e   strumentalizzabile  a  scopi    elettorali  e   di  governo  . Una ragazza eroinomane ha partorito suo figlio in un rudere, nel mezzo del tristemente famoso boschetto dalla droga di Rogoredo, alle porte di Milano. Dagli speciali  di alcuni  giornali    in tempi non sospetti  , cioè prima  che avvenisse  il fatto  , E’ una specie di discarica umana, di terreno di smaltimento di quel rifiuto rubano che è il mondo della droga almeno quella dei poveri   che non trova collocazione in nessun sistema di riciclo. Non ci si va per drogarsi, poi dipende  da  caso a caso  da  storia  a storia  , ma per viverci, finché dura.
Le relazioni sono tra spacciatori, in genere appartenenti alla feccia della categoria commerciale   richiesta anche dalla classe  alta  e consumatori, in genere relitti umani che non si drogano più  per qualcosa: si drogano e basta. Qualsiasi relazione gira intorno a questo e ne condivide una sorta di lenta, inguaribile disperazione.In questo teatro lei era rimasta incinta, aveva trascorso nove mesi di gravidanza e alla fine ha partorito.
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Nessuna differenza rispetto a nove mesi prima: la droga, il trip, la sporcizia, la fame, il vomito, i soldi probabilmente le marchette con chi le poteva dare la roba o con chi  trovava interessante  far sesso in auto con una donna incinta. Nessuno che le abbia mai detto “ferma, ci penso io”. Nessuno che le abbia mai chiesto “di quanti mesi sei?”. Nessuno che le abbia mai chiesto , almeno da quello che  ne  sappiamo   “come lo chiamerai”. Insomma quelle quattro stupide cose che si dicono a una donna incinta per esprimerle il più banale senso di partecipazione.Nulla. La droga, il trip e tutto il resto. Punto.
Ecco, dall'inizio alla fine è stata sola. Questo dovrebbe colpire, la solitudine dal primo all'ultimo momento di quello che c’è di più esclusivamente femminile, col suo carico di responsabilità e sofferenze, anche se annegate nel torbido della dose, dell’ago in vena.
Sola si è ritrovata anche la protagonista di un’altra storia, assurta alle cronache negli stessi giorni, Deborah, la ragazza che per difendere sé e la madre ha dovuto uccidere il padre. Lei – poi – è stata perfino lasciata solo ad assumersi la responsabilità di perseguire un uomo violento, intervenire durante l’ennesimo massacro a suon di botte, riconoscere la sua colpa e comminare la pena, diventata in quel momento inevitabile. Deborah è stata perfino lasciata solo a sostituirsi alla polizia, al magistrato, al giudice, al carcere. Solo che Deborah non è lo Stato, ma una persona, che non verrà giudicata assassina, ma in qualche momento della sua vita futura potrebbe sentire di esserlo stata. E sarà sola anche allora.
Condannata alla solitudine ma   a  differenza  delle  altre  due  il suo caso  fu  usato  come mero strumento   di politica  politica   propagandistica  per  giustificare   la politica   xenofoba  e   anti democratica   in ambito   dell'immigrazione   era stata anche – a suo tempo – Pamela Mastropietro. Certo, sola anche lei a districarsi nel groviglio di legami famigliari difficili, frequentazioni pericolose, droga. Poi sola col mostro – chiunque fosse e quante facce abbia avuto, non importa – che l’avrebbe uccisa e fatta a pezzi. La solitudine della gioventù vissuta ai margini? No, perché prima di trascorrere le ultime ore con i carnefici, Pamela visse anche la oscena e schifosa solitudine nella quale l’aveva costretta l’uomo che le aveva dato un passaggio e poi umiliata approfittando di lei per pochi euro.
Un corollario drammatico di momenti di solitudine, sopratutto i primi due   nei quali sono state lasciate tre giovani donne, proprio in quanto donne e davanti ai quali io – in quanto uomo – mi sento di dire che non è nemmeno una questione di femminismo, perché non si tratta di diritti civili da codificare, ma di concetto della persona.
La ragazza del boschetto di Rogoredo non aveva alcun diritto civile da rivendicare, ma l’aspettativa naturale di sentirsi diventare madre e non un tossica incinta, quella sì. Deborah avrebbe potuto rivendicare tutto, dall'intervento di un assistente sociale all'arresto del padre mostro, ma soprattutto il non dover ricorrere – per sopravvivere – allo strumento più classico proprio del maschio violento: la forza. Pamela, poi – che ha attraversato tutte le stazioni della via crucis umana che una ragazza possa percorrere – si è trovata talmente sola ed  usata  politicamente  con la sua condizione femminile da subirla come strumento di abuso perfino da chi avrebbe potuto soccorrerla.In questo spazio, di solito, mi occupo di diritti  e  di storie   Ecco questa volta voglio occuparmi del mio diritto a non entrare nel territorio delle sensibilità femminili, ma di denunciare che l’alternativa non può essere quella di voltargli le spalle e lasciare che diventi un deserto di solitudine  o peggio come  il caso di pamela     sfrutta  per  scopi ideologici Lasciate sole ed usate nel momento di maggiore fragilità. Questa è in sintesi la loro storia. Non dimentichiamole e non consideriamole solo un numero del lungo elenco delle vittime della nostra vigliaccheria e misoginia.
Concludo    con questo post ,trovato    tramite l'APP    per   cellulari   newsrepublic ,  di   https://www.nextquotidiano.it/

Una ragazza di 21 anni ha denunciato di essere stata stuprata da tre persone nella notte tra sabato e domenica nel piazzale antistante al Factory, una delle più note discoteche romane. La ragazza, che è stata soccorsa dal titolare della discoteca e dal fratello, ha raccontato di essere stata violentata da un ragazzo conosciuto all’interno del locale e da altri due amici. Dopo averla stuprata i tre si sono dati alla fuga. Curiosamente però il Ministro dell’Interno Matteo Salvini – che come sappiamo riceve ogni mattina il rapporto dei crimini commessi e delle operazioni di polizia – non ha detto nulla.

Per questa volta Salvini non parla di castrazione chimica per i colpevoli

Forse il titolare del Viminale si è distratto, oggi è a Palermo per la giornata del ricordo della strage di Capaci, però il dubbio che il motivo sia un altro viene. La ragazza violentata infatti è di origine etiope. Ed è questo particolare che forse ha bloccato la mano di molti sovranisti famosi che ogni volta che un negro stupra una donna bianca sono sempre in prima linea a chiedere la castrazione chimica o altre pene medievali. Questa volta invece nulla. Della nazionalità dei presunti violentatori non si sa nulla, potrebbero essere italiani, potrebbero essere stranieri. Ma non è rilevante. O almeno non dovrebbe esserlo.
stupro ragazza etiope factory roma -1


Inutile ricordare che tutte le volte che il violentatore è straniero, meglio se africano, Salvini non si fa problemi a parlarne o a farne il nome. Lo fa dicendo che non può farlo altrimenti lo accusano di razzismo. Ma quando si è trattato di parlare dello stupro per il quale erano stati denunciati un consigliere e un attivista di CasaPound Salvini si è guardato bene dal dire di quale stupro parlava.
salvini casapound stupro vallerano - 1
Per la ragazza etiope violentata – sul suo corpo in ospedale sono stati trovate tracce compatibili con una violenza sessuale – Salvini non ha trovato il tempo per fare un piccolo post, un tweet, nulla. Ma non è l’unico a stare zitto.

Giorgia Meloni è occupata a passeggiare sul Tevere

Tace Giorgia Meloni, impegnata invece in un tour del “degrado” romano a base di frigoriferi abbandonati sulle sponde del Tevere nelle baraccopoli dove vivono i poveri cristi. Eppure forse è più grave il fatto che una donna venga violentata della presenza di rifiuti ammassati a Roma. Questione di priorità, in quelle zone vivono barboni e stranieri senza permesso di soggiorno, in discoteca le cose cambiano.
stupro ragazza etiope factory roma - 2
E non c’è nemmeno bisogno di dire che il problema non è la discoteca. Il problema è che questo stupro non può essere usato per fare campagna elettorale. Almeno finché i bravi politici e i patridioti di Twitter sempre pronti a denunciare i crimini degli immigrati, saranno certi della nazionalità degli stupratori. Perché il silenzio sullo stupro di Roma, che se a commetterlo fossero stati i neri o gli zingari avremmo già la gente con le fiaccole per strada, le ruspe nei campi Rom e un paio di decreti di espulsione pronti (inutili, perché prima si va a processo), al momento non esiste. E non esiste perché la vittima non è abbastanza italiana anche se vive in Italia da 15 anni. Uno stupro è uno stupro ed è un crimine orribile, a prescindere che a commetterlo siano “bianchi o neri, giovani o anziani”. Eppure Salvini di questo stupro non parla. Come mai?


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gemellaggio tra Guspini e Paperopoli

Oggi  ho  comprato io  i  giornali di solito  li compra  mia madre  in quanto la mattina    all'alba  sono al lavoro  , ma  stavolta  avevo  da  fare  in un ufficio  ( e  purtroppo per  problemi  e  non solo     essi aprono  dalle  10-13   ). Ed  è  grazie  a  questo  articolo   della  nuova  sardegna d'oggi    24\5\2019 L'immagine può contenere: 1 persona, con sorrisoche  la  mia  giornata  è iniziata  con il  sorriso  ,   facendomi dimenticare oltre  al lavoro ,   la  lotta  contro la monotonia     sia     il farmi film  \  elucubrazioni mentali  o come pensare  a  rompere  circoli viziosi  .  Infatti credevo che a leggere topolino & paperino fossero solo bambini o fans scatenati. Ma un ' amministrazione comunale che arriva a metterlo in delibera fa ridere a meno che non segua ed applichi il motto che  poi è anche  il ritornello   di una famosa canzone  ( qui il  testo    completo )  degli anni    fine  anni 60 :


[...] E sempre allegri bisogna stare
che il nostro piangere fa male al re
fa male al ricco e al cardinale
diventan tristi se noi piangiam,
e sempre allegri bisogna stare
che il nostro piangere fa male al re
fa male al ricco e al cardinale
diventan tristi se noi piangiam!

 Ma  poi leggendo  , l'articolo   e  non solo il  titolo  ,  m'accorgo  che si tratta  di    roba  seria  . Infatti  ecco  qui   sotto la  vicenda  tratta  da   


Clima: le galline in aiuto del pianeta

In Sardegna, a Guspini, i pennuti adottati dalla comunità


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                                        di Stefano Ambu
Gallina vecchia fa buon brodo? Un proverbio del passato perché, per fare il brodo, il pennuto doveva essere ucciso. Ora, nell'epoca di Greta Thunberg, anche la saggezza popolare cambia bersaglio. E la gallina non viene più uccisa, ma adottata dalla comunità. Perché è un animale che fa il mondo più verde. E allora il proverbio si trasforma: gallina vecchia fa buon mondo. Morale della favola: Guspini, comune a un centinaio di chilometri da Cagliari, anche in virtù di questo progetto, da oggi sarà gemellata con Paperopoli.E sarà, proprio in occasione dello sciopero globale ispirato dalla protesta di Greta, il primo gemellaggio in Europa di un comune reale con un territorio della fantasia. Il progetto è contenuto in una delibera partecipata frutto del lavoro svolto dall'assessorato alle Attività produttive di Guspini guidato da Stefania Atzei, insieme a bambine e bambini, genitori, Consorzio Pip commercio artigianato industria, Confcommercio, Associazione nazionale La Casa Verde CO2.0. Tutto questo rientra nell'evento "Operiamo per il Clima", presentazione di azioni e produzioni green per salvare il pianeta realizzate da aziende e istituzioni in programma venerdì alla scuola Alessandro Volta di Guspini."Un invito a guardare il mondo sia con occhi da gallina che con occhi da bambini: dalla loro semplicità e freschezza nascono grandi cose", spiega all'ANSA Daniela Ducato, imprenditrice leader nell'innovazione per le sue idee e produzioni verdi, in prima fila nella promozione di questo evento. Le galline, ad esempio, aiutano il pianeta, se lasciate allo stato libero. "Un esemplare - ricorda Ducato che il 18 maggio ha incontrato Greta a Roma - in un anno smaltisce, nutrendosi, circa 150-200 kg di rifiuti organici vegetali che corrispondono all'incirca alla quantità prodotta da due persone in un anno. E azzera circa 1.200 kg di CO2". Non solo. In un mese rende fertile 50 mq di suolo, sanifica 10 mq di terreno in una settimana nutrendosi di larve e uova di insetti, limitando così disinfestazioni e insetticidi. Inoltre la vicinanza con le galline rasserena la mente: negli Usa il pennuto viene già usato nella pet therapy per combattere lo stress.UN OSPEDALE SPECIALE PER RIDARE VITA ALLE COSE - Scioperiamo per il clima. Ma anche "Operiamo per il clima", titolo dell'evento che oggi caratterizza a Guspini la giornata mondiale per salvare il pianeta. Daniela Ducato, imprenditrice della bioedilizia pluripremiata per le sue produzioni green con la filiera Edizero, lo dice subito: "Non è un convegno. Qui si producono cose che si possono toccare - spiega all'ANSA - mentre nel 96% dei casi, quando si parla di verde, bio, green, non si tocca nulla". Il qui è domani a Guspini - in concomitanza con le manifestazioni ispirate da Greta Thunberg - con la presentazione di azioni e produzioni green concrete realizzate da aziende e istituzioni. Il quartier generale sarà l'aula magna dell'istituto d'istruzione superiore.Tutto in un'ora. Sono stati presentati innanzitutto l'ospedale (ospitale) degli oggetti, la prima casa di cura per salvare la 'vita' delle cose. E poi un paese a misura di gallina gemellato con Paperopoli. E ancora, la canapa al posto del petrolio. "In Sardegna c'è la più grande filiera d'Europa di prodotti di canapa a chilometri zero", ricorda Ducato. Infine Fuffa Verde, tre minuti per imparare le prime regole base per smascherare il finto green."Un evento 'materico' - così lo definisce l'imprenditrice - che nasce dalla coralità. Dalla creatività dei ragazzi e dei bambini. Ci sarà ad esempio un vero e proprio ospedale degli oggetti con tanto di diagnosi e intervento operatorio. Oppure dei piatti che, oltre a contenere pietanze, possono essere mangiati perché sono di canapa. Uno sguardo fresco e nuovo verso le cose, aiutato dalle istituzioni, fondamentale la spinta innovativa dell'assessora Stefania Atzei, e dal mondo della scuola. Ma anche da imprese e industrie".Sulla locandina dell'evento ci sono i loghi anche di Azi Pip Guspini, aziende artigianali commerciali e industrie della zona Pip, Confcommercio sud Sardegna, Associazione nazionale La Casa Verde CO2.0 e Sardegna Film Commission. Bambini grandi protagonisti: dalle loro mani sono nati oggetti utili di design per moda e casa, fatti di canapa, sostitutivi dei similari petrolchimici, che a fine vita non diventano rifiuti ma orti. Le migliori idee sono diventate prodotti realizzati e adottati da aziende artigiane del made in Italy che riportano in etichetta la firma e le storie dei loro vincitori.




23/05/19

sempre più retrograda ed ipocrita quest'italia Modena, si fidanza con una pornostar. Poliziotto nei guai

 tramite  l'aggregatore  per  cellulari https://va.news-republic.com/leggendo    questa news sotto riportata  mi chiedo  
 Ma sti poveri ragazzi gia rischiano la vita x due soldi e non possono nemmeno essere liberi nel loro privato..e mettiamo fosse stato geande amore e voleva restarci assieme lo stesso lo licenziavanio ???Ma cavolo ....saranno fatti suoi!!! Mica li faceva lui i film .. che non sono illegali...e poi magari si GODEVA e aveva Il SUO PUBBLICO di Estimatori. Povera Italia stiamo regredendendo Penso che ci sia un analfabetismo funzionale diffuso in maniera molto preoccupante, è una regressione culturale pericolosa per l'Italia".



   de  Il Resto del Carlino 23 maggio 2019

Modena, 22 maggio 2019 - «Non sapevo di convivere con una pornostar e, quando mi sono reso conto che girava filmini hard in Repubblica Ceca, l’ho lasciata». I giudici della prima sezione del Tar hanno annullato il provvedimento assunto dal questore nei confronti di un agente della Polizia di Stato che si era visto appunto elevare una sanzione disciplinare per quella relazione intrapresa con una pornostar. I giudici hanno anche condannato il Ministero dell’Interno a rifondere le spese di giudizio, duemila euro e a restituire la cifra trattenuta al poliziotto. Secondo l'accusa, infatti, l’operatore «frequentava una persona che non godeva di pubblica estimazione poichè protagonista di film hard».La vicenda inizia nel 2014 quando il poliziotto conosce quella che poi diviene la sua fidanzata che, all'epoca dei fatti, lavorava come barista al Bowling di Modena. Nel 2015, secondo gli accertamenti, all'insaputa dell’agente la giovane parte per la Repubblica Ceca per girare due film hard.Ora    nonostante, sempre  secondo l'articolo  in questione  ,  l’operatore della polizia di Stato faccia presente di non sapere nulla circa la seconda vita della compagna e di averla per questo motivo lasciata, viene accusato di aver intrattenuto una relazione con una pornostar, comportamento in contrasto il regolamento di servizio della Polizia di Stato.Scatta nei confronti del poliziotto il procedimento disciplinare con contestuale sanzione: una pena pecuniaria nella misura di 3/30 della retribuzione. A quel punto l’agente decide di presentare ricorso al tar . 
Infatti a conformare la mia sarcastica elucubrazione espressa all'inizio del post c'è  il fatto che  , e  se  dovesse   trovare  dei giudici   a passo con i tempi e  non prevenuti e  dalla mentalità  arcaica  \  retrograda  ma  di buon senso ,tra i motivi del ricorso i legali del poliziotto fanno presente come al giovane sia stata inflitta una sanzione amministrativa senza motivare sull'esistenza dell’elemento soggettivo sotto il profilo della colpa: il ricorrente, infatti, non era a conoscenza della nuova professione della convivente.Inoltre, sempre  secondo  l'articolo  in questione  , i legali contestano un altro aspetto: ovvero come i concetti di buon costume e di moralità siano storicamente condizionati in ragione del fatto che i medesimi variano notevolmente, secondo le condizioni storiche d’ambiente e di cultura.Pertanto il divieto di frequentare persone dedite ad attività immorali o contro il buon costume, la cui infrazione gli viene contestata deve tener conto dell’evoluzione del costume. Non solo: nel ricorso si sottolinea come la ex convivente del poliziotto nei film porno utilizzasse uno pseudonimo, non risultando quindi riconoscibile. I giudici del tribunale amministrativo, valutati i motivi del ricorso, lo hanno alla fine accolto. Aspetiamocu ulteriori sviluppi  






bravissimi fava e musumeci falcone sarebbe fiero di voi lasciamolo solo #ilministrodellamalavita ops #salvini vanagloriarsi

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22/05/19

il 23.5.2019 - 23.5.1992 strage di capaci non solo mafia e ricordi personali

per approfondire  il  contesto di Capaci  e  il dopo  (  Borsellino-  via  d'Amelio  , le bombe  delle  1992\93  e   il  colpo  di coda   [?]   di  mafia  e  potere politico  )






Risultati immagini per auto della scorta di falcone
auto  degli  uomini  della   scorta  del giudice  Falcine 
 Come ben sapete , cari compagni di strada e di viaggio , io sono sempre contrario agli anniversarti e alle celebrazioni ufficiali ma li celebro qualche giorno prima o qualche giorno dopo in ( almeno ci provo ) maniera non retorica celebrativa e d ipocrita cavalcata da cloro che lo accusarono di essersi messo da solo la bomba all'addaura - Ma a causa di problemi di lavoro e di salute , per questo evento lo faccio in tale data e con ricordi diretti o semi indiretti . Ricordo tale evento come se fosse oggi . Infatti ci sono eventi che ti rimangono impressi dal farti ricordare quello che sta facendo o dov'eri quando hai appreso la notizia del fatto . E la strage di Capaci ( anche se in realtà' l'attentato non avvenne proprio a capaci . Infatti secondo la voce di https://it.wikipedia.org/wiki/Capaci : << [...] Il 23 maggio 1992, sull'Autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capaci (ma in territorio di Isola delle Femmine, un comune adiacente [....] ) è uno di questi . Ricordo che stavo studiando per le  ultime interrogazioni ed alle 18.55 feci una sosta per sentire i titoli del tg3, quando già 5 minuti prima smisero di fare pubblicità e comparve non ricordo  se   La  Cuffaro o la  Berlinguer   annunciando la news che già circolava essendo l'attentato avvenuto un ora prima . Io urlai con e lacrime a volto , e scosso riferisco la news a mia madre che si trova in cucina a preparare la cena . E lei venne in soggiorno e mi disse << avrai sentito male >> , di non preoccuparmi , poi scosso aspettai due \ tre minuti in più quando il tg3 delle 19 apri con la notizia e con l'aggiornamento della morte del giudice e vedi mia madre con il volto rigato dalle lacrime . Ricordo le immagini ( di cui trovate sotto  una foto ) Attentato Falcone: da Roma agli Stati Uniti passando per il cratere di Capaci

Ma  non come  descritto  dall'ottimo speciale  di Atlantide  di andrea  purgatori   andato in onda   sabato  18\5\2019    su la7  intitolata  "Capaci le verità nascoste "  non sapevo  o  avevo vaghi ricordi  tramite  i  giornali  e   vari servizi tv  ,  su la  confusione   che  ci fu dopo la  strage  .
La  trasmissione  mi  ha  fatto ricordare  di come  falcone inizio  a morire   per  gli attacchi da quelli che  ora  l 'osanno e (  mi pare   che non si sono  neppure  scusati  per la  merda     fango  che  gli hanno gettato addosso  )   santificano










Spero  d'esserci riuscito   e  d'aver  svolto   il  dovere   di  ricordare non  solo falcone  ma  anche gli uomini  della sua  scorta     senza  retorica   e  frasi di circostanza   un fatto   della storia   italiana con cui non abbiamo     ancora   fatto i  conti  e   di cui ancora  (  vedere  siti    citati all'inizio  e la  trasmissione  di Atlantide   di Andrea  Purgatori citata    e  che trovate  qui  sul sito  della  trasmissione http://www.la7.it/  )  ancora avvelena  il nostro paese   e     della  mia  gioventù 


tappa tempiese del progetto Viaggio in Sardegna: 377 Project di Sebastiano dessany

N.b  per   i  lettori  vecchi e nuovi  , foissi  ed  occasdsionali per   segnalazioni  di   difficoltòà  di lettura    da parte  di chi mi  legge   dai social   su  cui  metto alcune righe  iniziali    ,  i  rifermenti    consigliati fatta  (  siti per  approfondire    ,  libri , film ,   canzoni  , ecc  )    saranno messi   ,  in via  sperimentale  ,  in chiusura  post




Dopo 11 anni , da quel che interpretato dall'introduzione http://377project.com/il-progetto/   al  suo  diario di  bordo ,   di assenza dalla Sardegna, Sebastiano Dessanay ha voluto riprendere i contatti con la sua isola attraversandone tutti i comuni, per incontrare la gente del posto, ascoltare i loro racconti e vivere insieme a loro esperienze uniche. Motivo della scelta, la mancanza dell’isola ma anche ritrovare quell’uomo sardo che per diverso tempo aveva abitato la sua persona. del suo percorso, dove descrive   con dirette    fb  e    video   il suo viaggio in bici.  nella  tappa  tempiese (  lunedì  20 maggio 2019   di     cui  trovate    ai lati  alcune  foto    (  le  altre insieme  ad alcuni video  le   trovate   sui miei social    istangram   e  facebook  mia  :   bacheca    e  nostra   pagina   , e ci ha parlato del suo diario  \ moleskina  dove non solo riporta le sue sensazioni, ma anche la sua musica che nasce spesso dall’improvvisazione  e dall'ispirazione .  Ma per  noi  dell'associazione  la sardegna  vista  da  vicino  l'ha  fatto  con le  sue  foto  
L'incontro   prima  alla  libreria  bardamu 





e  poi  all'associazione  culturale fotografica    la  sardegna  vista  da  vicino





e  poi la  cena    in pizzeria   hanno ulteriormente  confermato in pieno   le  prime  impressioni  avute    dalla lettura  dei aggiornamenti  facebook     trovate  sopra  l'url della  pagina  e    del  suo blog   e  da  un articolo  riportato  da me     su questo  blog    su  di lui  . Infatti la descrive  la descrizione  

 di  https://cantonmarittimo.jimdo.com/2018/12/31/viaggio-in-sardegna-377-project/











C’è chi parte per affrontare viaggi avventurosi e impegnativi, quasi epici, in capo al mondo, a piedi, in bici, in Vespa, in barca a vela, in barca a remi, o con modalità di trasporto ancora più particolari e improbabili.Sono i moderni esploratori, viaggiatori e sognatori allo stesso tempo, alla ricerca di esperienze e sensazioni autentiche, sempre più rare in un mondo appiattito dalla globalizzazione.
Ma non sempre è necessario andare lontano, magari a decine di migliaia di chilometri di distanza da casa.
L’impresa che può arricchire di emozioni, lasciando un segno indelebile nella propria vita la si può trovare molto più vicino, quasi dietro l’angolo.
Così come si possono offrire suggestioni interessanti anche per chi ti segue a distanza, senza che queste arrivino necessariamente da località esotiche e remote.
Perché questa è una caratteristica, questa volta positiva di un mondo social sempre connesso in rete, la condivisione da parte dei moderni viaggiatori, passo dopo passo, del proprio percorso. [....  continua  sul  sito   ]
Quindi    vale  questa  citazione   fatta mia   presa     da  uno   tanti account  che  taggano la sua bacheca  facebook

“La persona speciale e quella che basta un attimo per notarla, un ora per apprezzarla è una giornata intera per renderla indimenticabile” Questo sei stato e sarai per me dopo la giornata di ieri..❤️
grazie per aver condiviso con me e la mia famiglia questa tua tappa e per il fascino che mi hai tramandato di questo tuo percorso. Spero che il mio piccolo contributo nella tua giornata di ieri sia stato all altezza delle tue aspettative per quello che sarà il tuo progetto finale! Grazie di cuore
  
Un    tipo alla Philippe  Daverio   insomma   un ottimo compagno di strada




IL progetto di Sebastiano lo  trovate
sul web:
http://377project.com/
su Facebook:
https://www.facebook.com/377project/
https://www.facebook.com/sebastiano.dessanay
su Instagram: 
https://www.instagram.com/377project/

Libreria Bardamu
https://www.facebook.com/libreriabardamu/
la sardegna vista da vicino
https://www.facebook.com/La-Sardegna-Vista-da-Vicino-291471094257704/

Colonna  sonora
  • Riportando tutto a  casa   -  Mcr   in particolare le  canzoni  : Ninna  nanna    e  il bicchiere  dell'odio  (   anche  se  poi  è un  arrivederci   ) 
  • Le  radici e  le  ali    -  Gang  
  • La  terra  , la  vita  ,  una  questione  privata   - Csi   in particolare   le  canzoni  : del mondo, esco 
  • radici -Francesco Guccini   in particolare  il vecchio  ed il bambino  , radici
  • Le radici ca tieni (con testo  ) - Sound  System 


 

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