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04/09/16

NON FACCIAMO I FURBI © Daniela Tuscano

..la mia amica ed nostra utente di vecchia data  Daniela   m mi ha  anticipato   su CHarlie  Hedbdo    e le  sue  vignette    sul terremoto    ed  soprattutto  sul   modo  che essi hanno  d'intendere  la satira  .che  sfocia nella maggior  parte dei casi  nel cinismo e  nel  cattivo  gusto .



Quella contro Charlie Hebdo del 2015 fu una strage non solo raccapricciante, ma oscena, impudica. Nessuno, mai, dovrebbe essere trucidato per una vignetta o, comunque, per aver espresso opinioni, ancorché discutibili. E' una delle irrinunciabili conquiste della nostra civiltà. Da difendere con le unghie e coi denti.
Di qui, però, a santificare qualsivoglia scherno e soprattutto ad annoverare sotto il concetto di "satira" ciò che satira non è, ce ne corre.
Per quanto mi riguarda non sono mai stata Charlie proprio perché NON mi è mai piaciuta la loro "satira". E lo denunciai in tempi non sospetti. Quando, ad esempio, uscì la copertina raffigurante un

ebreo (col naso rigorosamente adunco) che portava in carrozzina un islamico riecheggiando la locandina del film "Quasi amici". Quando, per irridere il card. Vingt-Trois che aveva disapprovato la legge sui matrimoni gay, se ne uscirono con una copertina mostruosa (ben peggiore di quelle dedicate agli islamici) in cui mostravano il cardinale con "tre papà": vale a dire il Padre, il Figlio e lo Spiriro Santo intenti a... sodomizzarsi vicendevolmente. La feci vedere ai miei studenti (fra cui una musulmana) per dimostrare che coi cristiani c'erano andati molto più duro. Però nessun* dei libertari/e genialoni si scandalizzò, anzi, tutto benissimo. Tanto, sputare sul cristianesimo fa sempre figo, rende intellettuali! (Niente da eccepire, immagino, neanche di fronte all'altra copertina con due uomini gay, un bambino in braccio e una ragazza di colore incatenata - palese allusione allo sfruttamento delle donne dei paesi poveri per l'utero in affitto -. Eh sì, comparve su CH pure quella, e la disegnò Charbonnier in persona, non Adinolfi. Lo ignoravate, vero? Beh, ora dovete solidarizzare. Sennò cadete in contraddizione.) Infine, dato che di questo anniversario nessuno/a si è ricordato/a, un anno fa moriva annegato il piccolo Alan Kurdi e Charlie cosa fece? Un disegnino simpaticissimo con la seguente didascalia: "Se Alan fosse cresciuto, sarebbe diventato un palpeggiatore" (alludendo ai fatti di Colonia). In quell'occasione s'infuriò pure quell'ipocrita, analfabeta funzionale-sentimentale, incapace di guardare la trave nel proprio occhio del padre del bambino benché naturalmente gli autori precisassero che volevano soltanto ironizzare sui luoghi comuni e protestassero la loro buona fede ecc.
Ma il punto è un altro. Un messaggio, e a maggior ragione una vignetta, deve sì far riflettere, ma deve anche esser chiaro, o almeno non troppo astruso o equivoco, altrimenti sbaglia il bersaglio.


                                        Matsumoto autore  dei   fumetti di Capitan Harlock.

A meno di non voler insinuare, naturalmente, che basta se ne parli, non importa in quale modo, e il successo è assicurato. E allora sì, CH ha indovinato, infatti adesso in redazione stanno brindando, avevano i conti in rosso, così almeno hanno ottenuto un po' di ribalta.
Ah, un ultimo appunto: la Lorenzin con una campagna sbagliata ha suscitato un vespaio e ne hanno invocato le dimissioni gli stessi che ora difendono strenuamente Charlie. Eppure anche lei si è dichiarata in buona fede: come la mettiamo con la libertà d'espressione? In verità si accusano di ipocrisia gli altri per non guardare dentro di sé. E ci si sente pure scapigliati e lungimiranti.
La vignetta in questione fa schifo. Punto. Bisognava trasmettere un segnale magari forte, ma senza ambiguità. Non è accaduto, senza contare il populismo becero e antitaliano (eh sì perché bisogna pur dirlo: mancavano pizza, lupara e mandolino e il pregiudizio era completo). Tra satira e pessimo gusto c'è una bella differenza. Cercare sul vocabolario, please.

© Daniela Tuscano

02/03/16

Salta l'incontro con l'imam Telefonate minacciose e post velenosi sui social network contro la Pertile. Carabinieri e digos dal preside, poi la scuola annulla l'evento

presidi ed insegnanti senza palle \ coraggio o paura di genitori malpancisti e pieni di pregiudizi ed politici coglioni che strumentalizzano e sfruttano il diverso a scopo elettorale ? però  come ha detto il sindaco di tale paese   : << Il sindaco: «Ma i dollari dello sceicco non fanno schifo» Il sindaco Da Roit ricorda la visita a Cortina>>



AGORDO
Salta l'incontro con l'imam
Telefonate minacciose e post velenosi sui social network contro la Pertile. Carabinieri e digos dal preside, poi la scuola annulla l'evento

di Gianni Santomaso





AGORDO. Salta l’incontro con l’imam. La pressione della minoranza dei genitori, le minacce degli uomini politici di destra e il silenzio di quelli di sinistra impediscono alla maggioranza degli alunni di partecipare all'incontro con l'imam Kamel Layachi in programma martedì prossimo alla scuola media “Pertile”.
Il dirigente scolastico, Bernardino Chiocchetti, e i docenti hanno infatti deciso ieri mattina di cancellare l'evento approvato a settembre e inserito nel progetto di educazione alla mondialità, alla tolleranza e alla pace. Lo ha fatto perché il clima attorno alla scuola si era fatto nero. Gestire il tutto per un'altra settimana non sarebbe stato facile. Se in prima battuta erano arrivate le lamentele di alcuni genitori su Facebook (non risulta che alcuno in questi giorni abbia contattato la scuola direttamente), da sabato gli attori sono aumentati. Prima il senatore Giovanni Piccoli (Forza Italia) ha attaccato la scuola parlando di “follia”, quindi domenica l'assessore regionale all'istruzione, Elena Donazzan, sul fattoquotidiano.it ha minacciato l'ispezione. Ieri mattina, però, si è raggiunto l'apice. Alle 9.41 il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, posta su Facebook il numero della “scuola della pace” e il telefono inizia a suonare. Uno chiede di partecipare all'incontro, altri per capire, altri vomitano nella cornetta insulti verso gli impiegati che stanno lavorando. Poi telefona il maresciallo dei carabinieri, quindi arriva la Digos per capire dal dirigente quello che sta succedendo. Ieri sera è arrivata la troupe di “La strada dei miracoli” (Mediaset) e sarà ad Agordo anche stamattina.
«In conseguenza del clamore mediatico suscitato in modo del tutto inatteso da un articolo pubblicato venerdì sulla stampa locale e ripreso a largo raggio con inaccettabili strumentalizzazioni», dice Chiocchetti «la scuola ha deciso di rinunciare all’intervento di Kamel Layachi, a fianco dell’insegnante di religione cattolica, in programma martedì dal momento che purtroppo non ci sono più le condizioni per un confronto sereno, presupposto indispensabile per il coinvolgimento degli alunni. 
da La forza delle Parole

Layachi concorda con la decisione presa, a conferma della sensibilità che lo contraddistingue e che nel 2013 gli è valsa il Premio Fraternità-Città di Benevento, a riconoscimento del suo impegno nel gettare ponti di dialogo fra le diverse confessioni religiose e realtà culturali presenti nel nostro Paese».
Una decisione non facile per la scuola. «Si tratta di una risoluzione presa a malincuore», continua Chiocchetti «visti i ripetuti interventi di Kamel Layachi attivati con le stesse modalità da più anni a questa parte, a stretto contatto con i coordinatori per l’insegnamento della religione cattolica, in molte scuole primarie e secondarie del Veneto e finalizzati a promuovere la conoscenza reciproca e ad eliminare il pregiudizio. L’iniziativa, presentata nelle assemblee per l’elezione dei rappresentanti dei consigli di classe e poi deliberata dagli organi collegiali con la presenza dei genitori, aveva seguito il consueto iter di approvazione».
Iter che, evidentemente, non è bastato a qualche genitore che ha preferito affidare a Facebook i propri turbamenti. «Nel prendere atto della contrarietà manifestata da una componente dei genitori», dice il dirigente «confermiamo la volontà di dialogo con tutte le famiglie con la precisa volontà di salvaguardare la sintonia finora intervenuta tra scuola e contesto ambientale, aspetto fondamentale per garantire il successo scolastico degli iscritti». La scuola, infine, ringrazia l’arcidiacono, il sindaco e l’assessore ai servizi alla persona di Agordo e il parroco di Rivamonte, Tiser e Gosaldo per l'appoggio dato nei giorni scorsi.

09/02/16

critiche a senso unico : Sanremo 2016, anche Nicole Kidman ha una figlia grazie all'utero in affitto. Ma tutte le critiche vanno a Elton John

anche se io , vedere post precedente in cui parlo di cosa condivido e cosa no del decreto cirrinà , sono contro ma più liberale sull'utero in affitto \ maternità surrogata , rispetto all'amica e utente Daniela , qui ne condivido il  commento , all'articolo che propongo sotto    del  http://www.huffingtonpost.it/ 9\2\2016




Daniela Tuscano1 h ·
ie). Leggo quindi che l'impavida Meloni si sdegna per l'ospitata di Elton John, fruitore col compagno dell'utero in affitto. Bene. Ma Elton e' venuto a Sanremo molte altre volte. E prima ancora dell'era-Furnish ricordo una (peraltro divertente) esibizione con la trans RuPaul, allora molto gettonata. Inutile fingere di scandalizzarsi adesso, anche perché non rammento anatemi meloneschi verso le frequentazioni minorenni del suo antico (in tutti i sensi) alleato di governo, mentre ho ancora ben chiaro quel voto in Parlamento secondo cui la nostra impavida dichiarava di credere a Ruby nipotina (minorenne) di Mubarak. Sanremo non campa di musica, ma si chiama pur sempre Festival della Canzone (ormai anche internazionale). Elton è un CANTANTE e sfido chiunque a sentirlo e a pensare all'utero in affitto. E non solo: anche Nicole Kidman e' ricorsa alla c.d. GPA. Sarà ospite mercoledì. Perche' nessuno protesta per lei? La verità è che questi cialtroni se ne fregano dell'utero in affitto. Nemmeno io sono favorevole a questa pratica, che anzi avverso con tutte le mie forze, ma la combatto da ANNI e per TUTTE le situazioni. Questa gente invece la usa come grimaldello solo per sfogare la sua omofobia. A nome di tutte le donne sfruttate e trattate come un forno: vergognatevi.






Sanremo 2016, anche Nicole Kidman ha una figlia grazie all'utero in affitto. Ma tutte le critiche vanno a Elton John
Redazione, L'Huffington Post
Pubblicato: 09/02/2016 14:54 CET Aggiornato: 5 ore fa





Elton John non è l'unico ospite di Sanremo ad aver fatto ricorso a una madre surrogata per diventare papà. Anche Nicole Kidman, che apparirà mercoledì sul palco dell'Ariston, ha utilizzato la medesima tecnica per far nascere la seconda figlia del matrimonio con Urban Keith.
Il dettaglio non è ininfluente: il fronte teocon che si oppone alla stepchild adoption contenuta nella legge sulle unioni civili vede nella presenza di Elton John al festival musicale "una pubblicità all'utero in affitto" pagata con i soldi dei contribuenti. Per Giorgia Meloni (Fdi) "mamma Rai dà l'utero in affitto a Elton John per uno spot pro adozione gay".
Il timore degli oppositori alla maternità surrogata è che l'artista britannico martedì sera possa utilizzare lo spazio di Sanremo per parlare della sua omogenitorialità, magari accennando al marito David Furnish - che molto probabilmente sarà seduto in platea. Paura rafforzata dalla dichiarazione del presentatore Carlo Conti: "Elton John può dire quello che vuole".
Il senatore Carlo Giovanardi (Idea), uno dei paladini alla lotta contro la maternità surrogata, ha auspicato che se questo dovesse accadere allora la Rai dovrebbe immaginare un contraddittorio. L'organizzatore e portavoce del Family Day, Massimo Gandolfini, è indignato e spera che l'esibizione non si trasformi in "uno spot per le famiglie arcobaleno". Il direttore di Rai1, Giancarlo Leone, ha cercato di tranquillizzare gli animi ricordando che Elton John canterà perché questo è lo scopo dell'invito: "Francamente non credo che il dibattito parlamentare in atto risentirà della presenza di Elton John a Sanremo".
Stranamente, però, i difensori della famiglia tradizionale 




non stanno attaccando con la stessa virulenza Nicole Kidman: la figlia Faith Margaret è nata nel 2010 grazie alla surrogacy praticata in un centro degli Stati Uniti. A differenza di Elton John, l'attrice australiana ha tenuto nascosto il particolare fino al 2011, quando insieme al marito Urban ha deciso di annunciarlo pubblicamente.
Kidman e Urban hanno 4 figli. La prima, Sunday Rose, nata naturalmente nel 2008, e due bambini adottati. Faith Margaret è dunque l'unica bimba ottenuta con l'utero in affitto.


31/01/16

Lego, prodotto il primo personaggio su sedia a rotelle

sara'  pure    un iniziativa   quella    della Lego ,   fatta  per non perdere  clienti  ma   chi se  ne frega
 è una bella iniziativa  .  Magari  se ne facessero  più spesso  anche   a  livello  burocratico \  amministrativo   si eviterebbero   situazioni come questa  di  cui   si parla  qui  sotto e   che viene affrontata    con saga   ed  ironia   non solo dalla pagina  fb   (    di cui trovate  l'immagine sotto )  di  diversamente  superabile
ma  del bel libro  mi  girano le  ruote  di Laura Gambirasio    uno  dei mie  regali di natale  2015  (  ne  ho parlato  qui   su questo blog   ) 




da


Il primo Lego su sedia a rotelle è stato esposto alla Nuremberg and London toy fairs, in Inghilterra. Lo rendono noto il blog Promobricks e il sitoBricksfans pubblicando alcune fotografie dell'evento. La compagnia danese nei mesi scorsi era stata accusata di non tutelare la diversità dei personaggi: la campagna #ToyLikeMe (giocattoli come me) aveva denunciato la mancanza di Lego disabili portando oltre 20mila persone a firmare una petizione online sul sito Change.org per invitare i vertici dell'azienda a cambiare rotta.



"Il marchio esclude oltre 150 milioni di bambini disabili, che non si vedono così rappresentati. Si tratta di cambiare la percezione culturale della disabilità", aveva detto a dicembre al Guardian Rebecca Atkinson, promotrice della campagna. La Lego inizialmente aveva cercato di resistere obiettando che la bellezza dei suoi mattoncini sta nel poter scegliere come assemblare i personaggi per costruire le proprie storie. Ma ora sembra averci ripensato

love is love anonymous attacca il sito del family day

 E' tornato raggiungibile solo in mattinata il sito del Family Day 2016 dopo una notte di blocco causata da Anonymous. Il gruppo di hacker ha attaccato la homepage della manifestazione facendo apparire la scritta "Stop Omophobia. Love is love" 




accanto a immagini stilizzate di coppie omosessuali e non. L'azione è stata rivendicata su Twitter. "Oggi sarete in piazza in migliaia", scrive il collettivo di 'pirati' informatici sul proprio blog, "nonostante facciate fatica a immaginarlo, è molto probabile che tra i vostri figli vi siano molti ragazzi e ragazze che, anche se non vi hanno mai confidato nulla, sono gay, lesbiche, bisessuali e transgender e che, in questo momento, si stanno chiedendo se avranno una vita felice come tutti i loro fratelli e amici, oppure no. Quali stati d'animo pensiate possano prevalere quando vi sentiranno urlare in piazza che c'è una sola famiglia e che essere omosessuali, bisessuali, transessuali, 'non è naturale'?" E poi continua: "Voi siete in piazza perchè dite di difendere la famiglia tradizionale. Noi vorremmo che tutte le famiglie che ci sono oggi, concretamente, in Italia, fossero rispettate per quello che sono. Per voi oggi è il Family Day, per noi ogni giorno è buono per far crescere il rispetto e la comprensione dentro ogni famiglia e per ogni famiglia". "Iniziamo questo Family Day con un gesto molto violento", è stata la risposta di Filippo Savarese, uno dei membri del comitato promotore dell'appuntamento romano, che stigmatizza il blitz di protesta messo in atto questa notte. "Nel nostro paese sembra prevalere, su tematiche come queste, un atteggiamento di intolleranza inaccettabile".

17/01/15

#JE SUIS CHARLIE ma anche # JE NE SUIS PAS CHARLIE e soprattutto # JE SUSIS BOKO HARAM

Musica  consigliata  
Ho  preferito aspettare , cari lettori\ lettrici   ,prima di scrivere ho lasciato trascorrere  qualche  giorno  dal nefasto e luttoso evento di Parigi    sia   onde  evitare  accuse  di speculazione \  strumentalizzazione , per non urtare   quella naturale indignazione   e  di profonda tristezza  che  ci assalito tutti . Anche me  .  Questo slenzio  \pausa  di  rigflessione   mi da la possibilità  di  poter scrivvere a mente fredda  e non a caldo (e magari scrivere cose  errate  o  d'essere frainteso  (   come  mi è capitato  recentemente  , ma  questa  è un altra  storia   e  chi mi segue  anche  su facebook   e  su twitter   dove  vengono condivisi i post  del blog  e di facebook in automatico ,  conosce  già la vicenda  ) a  rispondere  pubblicamente  ad  alcuni email all'indirizzo  del  blog  ( redbeppe@gmail.com )
Infatti  in  questi  giorni   per  i mie post    e  condivisioni   su facebook    ed  alcuni   qui   sul  blog   ( 1,2,3 ) ho ricevuto le  consuete   email :   I)   cariche  d'odio   verso  il popolo e la cultura mussulmana  e  gli stranieri   in generale  o peggio su  gli italiani\e  che decidono di  convertirsi o sono  convertirti a tale religione ., II)   di malpancisti :  tiepidi  cioè con cui si può discutere  e ragionare  perché pronti  a  scusarsi   quando un informazione che hanno  è sbagliata  ed  a   cambiare idea   perché si metto indiscussione .  Caldi   cioè il contrario     ., 3  )  dei  non   sono razzista  ma  ...  4)  critiche distruttive   ed  insultanti  verso me   che  parlo di coesistenza    fra  noi e loro  ( oltre che  le altre religioni  )  ed  invito a non generalizzare , 5) domande  \ dubbi del tipo   ma  tu sei pro o contro #Charlie visto ciò che pubblichii e condividi su Facebook  e  Twitter  ?  non tinstai contraddicendo  ? 
Alle  prime  4  non    intendo replicare  \  rispondere   in quanto ho già più volte  risposto  \ replicato  direttamente     ed  indirettamente  ( con storie   ed news   che le  smentivano o riducevano  le loro spesso insulse  critiche ) . 
  Replico  volentieri  invece    , cosi  ne  approfitto   per  chiarire meglio   il mio pensiero alle ultime  .   Chiarendo   che non sono  solo  Charle H ma  anche  Boko  Haram  perchè  come dice  la   un mmmagine riportata  all'interno del post , che  ho  condiviso  << contro l'omologazione ed il facile oblio!!!E forse vale la pena anche ascoltare la musica che muore ogni volta che si massacrano intere popolazioni di villaggi, regioni e stati del mondo dimenticato:




 contro l'omologazione ed il facile oblio !!!
da  https://www.facebook.com/DocentiControLaLeggeAprea/


Dopo  questa  spero esaustitiva   premnessa  Iniziamo    dal primo principio di quella  che   chiamano  contraddizione 

 #JE  SUIS  CHARLIE  a  360°   cioè  a  per  tutte le  vittime  di barbarie  e fanatismi  ( indipendentemente  dalla religione     che li applica \ li mette  in atto   ) . Condivido  inoltre  quanto  dice  giustramente 
Ivan Zzi Stica purtroppo quando si iniziano a imporre limiti e divieti alla libertà si scade spesso e facilmente in regimi dittatoriali. Le dittature sono caratterizzate proprio dalla mancanza di libertà di parola e di critica. Altra cosa invece sono i limiti del codice penale, ma anche quelli cambiano con l'evoluzione della pubblica morale e devono essere aggiornati
  in questa  discussione  sul mio fb  . Sostengo  C.H : 1)  pur  considerandolo  come  le  ultime due annate   di  quelo che era,il settimanale  sartirico  Cuore  , cioè  volgarità gratuita


dal numero speciale  di  Charlie  Ebo edito in italia  ,  nonostante il boicotaggio    dei media  allineati ed  ipocriti   dail fattoquotidiano del  15\1\2015
Ovviamente  , sia le  due  canzoni  suggerite  , che la  vignetta    ivi contenuta  , NON DEVONO ESSERE PRESE ALLE LETTERA  ,  in quanto   coe  mi è sucesso su fb  dove  ho riportato la stessa  vignetta
  • Daniela Carta Si sono fatti ammazzare per quello??????? Ma cosa dici???? Non esiste una giustificazione per questi omicidi!!!!
  •  (...) 
  • Giuseppe Scano  . concordo con te   carissima Daniela Carta. il mio riportare la vignetta di C.H e la canzone di Faber moriere per le idee era  c'era  del sarcasmo  . Ed ha dato , specie da chi non capisce il sarcasmo \ satira , a certe interpretazioni capziose  o  spaventrate 
    2)   affermo  che  il  Pontefice    non ha  tutti i torti  nelle  sue  ultime  dichiarazioni  . Perchè
la libertà  (  di  Satira  , di parola  ,  ed  a volte  di blasfemia ,  )    non significa   mancanza  di rispetto . Quindi    si può  e  ed  è uin dirittto   scherzare    anche  sulle   religioni   \  sui culti , perchè  : <<
ogni religione, senza sense of humour, diventa fanatismo.>> ma  cercando  d'evitare  il più possibile  gli insulti   e le denigrazioni .  Infatti  anche lo stesso pontefice esponente  di  una grande religione  qualìè  il  cattolicesimo   ha  ironizzato  
www.unionesarda.it   Venerdì 16 gennaio 2015 19:15



Purtroppo però esauriti quei sentimenti pro JE SUIS CHARLIE H e metabolizzati ( o quasi ) gli eventi , non ci resta che tornare alla nostra quotidianità fatta da piccoli e grandi problemi che portano altrove il nostro pensiero fino a quando non ci sarà qualche altro evento Nazionale o Internazionale da commentare ( sia qualunquisticamente \ demagogicamente \ qyualunquisticamente che seriamente ) Ma non prima d'aver  spieggato  anche   perchè  # JE NE SUIS  PAS  CHARLIE 


Cio' non significa che rinnego   quanto ho detto nelle  righe  precedenti  , anzi le  rafforza  .
Infatti    del  primo aspetto   condivido solo la lotta a  360 °   , la  solidarietà non pelosa ed  ipocrita  strumentale  .
Infatti l'eccido di Parigi è  stato usato : 1)  da  politici   politicanti  che  non vogliono sporcarsi le mani    vedi traffico  d'armi o meglio i cosidetti   master  of  war 



  e    e fanno  fare il lavoro  sporco ad  altri ai lord  of  war



 e  sono doppi contro  il terrorismo  islamico  prima  lo crei  e   poi    lo combatti    è spiegato benissimo  nella scena dell'interrogatorio   del protagonista   del secondo video   .  E  poi usi  le masse  (vedi schema    sotto   )    per  coprirti le spalle  e   rifarti una verginità 


2)  da  quei partiti  e  gruppi  exenofobici   che  strumentalizzino per  farsi propaganda tali vicende , snaturando  l'identità dela rivista  ed  usandola  a  loro uso  e consumo  come   dimostrano  alcuni manifestanti  il 10 gennaio a brescia



  3)   le manifestazioni  ( parlo del caso italiano    di  quello Francese   non so che  dire  )   di solidarietà  fper  C.H   fatta  a cui  hanno partecipato  a gente    che  , capita  in tutti  i  movimenti ci sono sempre  stati e  ci saranno  ,   che   si svegliano solo  ora    e prima 
 si muovono solo  per  i fatti internazionali    perchè  fa

07/12/14

"Vietato allattare", a Londra scatta protesta

il caso che ha dato origine alla protesta
http://ulisse-compagnidistrada.blogspot.com/2014/12/allatta-un-bimbo-mentre-prende-un-te-il.html

Essere fieri di mostrare le proprie tette. Non come le donne di Femen, che comunque hanno le loro buone ragioni di protestare. Ma per nutrire tuo figlio, lì, in giro, dove ti capita. In bus.i per strada o al bar.
Nell’epoca in cui sulla rete piovono foto di maggiorate e non che vendono telefonini con il seno da fuori, in tv ogni trasmissione ha la sua ballerina  semi nuda e non esiste giornale che si rispetti che non mostri foto di ragazze molto molto scollate per sponsorizzare qualsiasi iniziativa, ecc. c’è ancora chi rimane scioccato nel vedere al bar una madre che sbottona la sua camicetta per allattare suo figlio.Della serie i sensi che vanno a farsi benedire. Quello del pudore, della misura, del buon gusto, dell’apparire e dell’essere una persona che sa stare al proprio posto. NO! Ora va il senso dell’esibizionismo ai limiti dello sbracamento, il tatuaggio sul seno nudo, il piercing al naso e sulla lingua (questo per giusta causa aspirazionale), la cresta bionda sulla testa vuota in uno stadio pieno, il vuoto gravitazionale dei Razzi e dei leghisti. O tempora o mores, fatemi scendere dal treno asfittico dell’omologazione! Non mi offende vedere una donna che allatta il proprio bimbo, mi rattrista vederla al mercato mentre chiede l’elemosina, come mi sentirei io a disagio per lei in una sontuosa sala da tè!
Il fatto  è successo a Lou Burns  ( trovate maggiore  dettagli nell'url sopra oppure   qui   su   http://blog.you-ng.it/2014/12/04/offesi-dal-seno-madre-allatta-giovane-madre-costretta-coprirsi-in-hotel-lusso/ )  una madre di tre figli, che ha suscitato grande scalpore on line pubblicando una foto nella quale si mostra costretta ad indossare una copertura per nascondere il momento del pasto di suo figlio in un hotel di lusso. La questione è vecchia, ma evidentemente ancora non risolta : da  sempre le mamme rivendicano, come  afferma questo articolo di http://www.caffeinamagazine.it ,il diritto di allattare nei luoghi pubblici senza dover subire delle discriminazioni.
da  http://www.caffeinamagazine.it/

Sul tema è intervenuto - rispondendo a una domanda degli ascoltatori durante un'intervista radiofonica a Lbc - anche Nigel Farage. Per il leader del dell'Ukip, le donne che allattano "non dovrebbero ostentarlo pubblicamente ma sedersi in un angolo", per evitare l'imbarazzo di chi si trova intorno, ignorando bellamente la legge che in Gran Bretagna impedisce alle imprese di discriminare una donna che allatta. La polemica ha scatenato l’ira delle mamme che per protesta hanno organizzato, tramite Facebook e Twitter, la manifestazione #freetofeed: le donne si sono piazzate davanti all’hotel Claridge’s e hanno allattato pubblicamente i loro bambini. Intanto una portavoce del governo ha riferito che il premier David Cameron ritiene «totalmente inaccettabile» che una donna «sia messa a disagio mentre allatta in pubblico ».
 Quindi mentre in italia   ci

04/12/14

Allatta un bimbo mentre prende un tè Il cameriere: "Non può, deve coprirsi"


Allatta un bimbo mentre prende un tè
Il camerie


La donna, Louise Burns, ha pubblicato le foto su Twitter per rendere nota quella che definisce "una vera umiliazione".
Mentre allattava al seno il suo bimbo di 3 mesi, una donna di 35 anni, Louise Burns, che si trovava in hotel di lusso a Londra, ha visto avvicinarsi velocemente un cameriere che le porgeva un enorme tovagliolo dicendole: "La politica dell'hotel prevede che lei si copra". Incredula a quelle parole, la donna ha iniziato a piangere: "Questo è il mio terzo bambino.
Ho avuto problemi al seno con i primi due, ma questa volta era andato tutto bene. Non mi aspettavo di essere ammonita". Teatro della scena, il Claridge's Hotel, dove Louise era andata per prendere un tè con la madre e la sorella. Louise ha pensato di andarsene, ma la gentilezza del cameriere l'ha calmata e si è fatta scattare queste foto, poi pubblicate su Twitter per denunciare quella che ha definito "una vera umiliazione".
I proprietari dell’hotel hanno offerto alla mamma uno sconto di 75 sterline oltre all’invito a ritornare ad esser loro cliente. Ma, stando a quanto ha dichiarato lei sul social network, ha provato una tale vergogna "che non potrà mai ritornarci".




ESIBIZIONISMO?????
Capisco tutto ma un gesto così puro come l'allattamento richiede discrezione e sopratutto di essere praticato al riparo dagli sguardi indiscreti...dei fotografi!!!
 
Non è che  invece  è come  dice   il mio contatto  Daniele Della Famiglia Guidazzi Se guardiamo i governi e le leggi che fanno. Basate proprio sullo stupido concetto di società ipocrita che oggi impera.
 
   A  voi la scelta  

01/01/14

Vittime dell'ipocrisia dA Farfalla Legger@aFarfalla Legger@' s moleskine


dall'amica  Farfalla Legger@aFarfalla Legger@' s moleskine - 12 ore fa
Italia 2013. Padre Zanotelli: «L’economia è in mano a poche persone, e chi vuole sopravvivere deve migrare. Salvo poi essere cacciato quando non serve più. E in Italia la Chiesa ha tollerato questo razzismo di Stato» «Rifletto da tempo sul pro­blema delle migra­zioni in chiave glo­bale. Siamo all’interno di un sistema economico-finanziario mon­diale che per­mette a pochi di diven­tare sem­pre più ric­chi a spese di molti morti di fame. Oggi circa il 20% della popo­la­zione, un miliardo di per­sone s sette, con­suma l’86% delle risorse. E soprattutto questo 20% ha in mano i soldi e... altro »

09/10/13

Decide di essere sincero per 24 ore su Facebook e perde quasi tutti gli amici

video

Decide di essere sincero per 24 ore su Facebook e perde quasi tutti gli amici

fbAvete mai letto su Facebook lo status di un vostro conoscente talmente fastidioso da dovervi legare le mani sotto la sedia per evitare di dire la vostra? Avete mai sentito le dita bruciare dalla voglia di battere sulla tastiera per rispondere a un utente saccente e sgradevole? Avete semplicemente mai desiderato eliminare dai contatti una persona che non fa altro che lamentarsi sterilmente 24 ore su 24? In fondo, Antoine Garrot, il ragazzo francese protagonista di questa storia, un po’ lo invidio, perché ha avuto lo sfrontato coraggio di fare un esperimento geniale e stupido allo stesso tempo: per 24 ore ha detto tutto quello che pensava, senza filtri, su Facebook. Esattamente come Jim Carrey in “Bugiardo bugiardo”, i pensieri più reconditi uscivano dalla bocca, o meglio, dalle dita di Antoine, senza alcun limite.
Così, quando un’amica ha condiviso l’ennesimo status su quale cibo detestava suo figlio, il nostro “eroe” non si è trattenuto dallo scriverle che, in fondo, a nessuno importava se il suo Theo preferisse la pappetta alle zucchine o alle melanzane; e al suo caro amico Brice, ha ricordato che la sua esistenza è così triste che non gli resta che renderla più divertente fingendo sui social network. Infine, giusto per chiudere il cerchio, ha sottolineato alla povera Sophie, che le sue due cugine nella foto non sono affatto carine come afferma lei, e che trova assurdo questo atteggiamento tutto femminile dello scambiarsi complimenti finti come i soldi del Monopoli. Tempo poche ore e Antoine si è visto togliere l’amicizia da Facebook da una buona metà dei suoi amici. C’era da aspettarselo.
Cosa succederebbe se dicessimo quello che pensiamo veramente, in ogni occasione? Cosa succederebbe se lo dicessimo in modo “politicamente scorretto”? Sicuramente, davanti all’esperimento di Antoine, siamo quasi tutti pronti ad affermare che il suo sia un atteggiamento assurdo e sgradevole. Ma questo fatto, in realtà, mi ha spinta a una sana autocritica e sono andata così a rileggere alcuni vecchi aggiornamenti di stato sul mio profilo privato di Facebook.
Aggiornamento del lontano novembre 2008: “Ho cucinato un buonissimo purè in polvere”. Estica**i? Direbbe la Cortellesi. Altra perla rara del maggio 2009: “Ma non potevo essere giovane negli anni 70?”, originale, no? Nel marzo 2009 invece annunciavo in modo fiero di essere “rientrata ufficialmente nel tunnel senza uscita del burro di noccioline”.
Allora, forse, ci potremmo fermare un attimo a pensare che, quello che ci sembra divertente e/o interessante, potrebbe in realtà non esserlo affatto.
Quindi, il caro Antoine, nel suo modo brutale (ma divertente, ammettiamolo senza troppi moralismi) potrebbe averci dato un buono spunto di riflessione: “less is more”!
Qui di seguito vi lascio gli screenshot incriminati catturati dal profilo di Antoine (con relativa traduzione dal francese all’italiano). Buonismi a parte, provate a dirmi che non lo trovate esilarante!
Cécilia: Ok, è ufficiale, Theo non ama gli omogeneizzati alla melanzana. Dovreste vedere il broncio che ha fatto!! Ho fatto delle foto e ve le posterò questa sera.
Antoine: Non ne possiamo più di tuo figlio. Credi che interessi a qualcuno che “Theo non ama gli omogeneizzati alla melanzana”? Seriamente, ce ne sbattiamo il ****. Fosse una volta di tanto in tanto… ma tutti i giorni. Cosa facevi prima di facebook? Raccontavi la tua intimità per la strada con il megafono? Si sa che fai schifo nella coppia e nella vita ma non è un sito internet che colmerà il tuo vuoto esistenziale, né il tuo bambino a mio avviso, allora per favore smetti di annoiarci con il tuo marmocchio. Grazie.
Sophie: io con le mie due cugine. Non trovate che siano troppo belle
Mag: anche tu sei bellissima mia cara.
Johanna: sei troppo carina!!! non hai niente da invidiare!!!
Caro: se fossi un ragazzo ti salterei addosso lol
Isabelle: se la più bella e lo sai, Soso, se i ragazzi non ti fanno la corte sono proprio sfigati!!!
Vaness: siete delle ******, tutte è tre!
Antoine: ******! ma smettetela di delirare! lei è brutta e le sue cugine sono ****** e questo è tutto.
Antoine: Sophie, io ti voglio bene ma il tuo fisico non lo manderei a caccia di complimenti su facebook. Non sei stupida e sei divertente, coltiva queste qualità piuttosto.
Babeth: Sei troppo cretino!!! Non lo ascoltare Soso! Ti cancello da facebook! Allucinante!

Brice: Mojito veloce sulla terrazza del nostro Hotel! Domani mattina andremo a fare pesca grossa. Adoro la Corsica! Non è bella la vita!??
Antoine: Non sei mai stato felice Brice. Perché lo fai sembrare su facebook? E poi la pesca grossa non è necessaria, hai già Lucile, no?
Brice: Sei impazzito o cosa?
Lucile: sei cretino o cosa Antoine? Non ci fa ridere per niente sai?
Antoine: ecco la ******* di servizio! Non sei impegnata a tradire Brice?



02/08/13

eccessi di politicamente corretto Cuoca licenziata perché dà prosciutto a bimbo musulmano

NO  COMMENT  ho  già detto tutto  ne  titolo  .  spero solo  che  non sia  vero   come dice il mio amioco  fb  
Fausto Podda  : << Ma non saranno tutte cazzate queste notizie? Messe ad arte per farci girare le palle? Non ci credo che i Britannici siano così stronzi, fosse successo in Italia ci avrei creduto di più.>>


  da http://www.tempi.it/ tramite  oknews  di virgilio consultato  2\8\2013






Agosto 1, 2013 Elisabetta Longo
Per errore, la signora Waldock ha dato a un alunno una fetta di prosciutto. Dopo le lamentele dei genitori, viene cacciata






Undici anni di servizio non sono serviti a Alison Waldock per evitare essere licenziata in tronco. La signora, 51 anni, responsabile della mensa scolastica della scuola elementare di Edith-Cambridge, ha per errore servito carne di maiale a uno studente musulmano. La svista le è costato il posto di lavoro.
CARNE SBAGLIATA. La signora Waldock, infatti, ha messo nel piatto di un bambino di sette anni una fetta di prosciutto arrosto affumicato, dopo che il piccolo l’aveva indicato e scelto dal carrello delle pietanze. La preside della scuola, in mensa per le consuete operazioni di controllo degli studenti, ha casualmente visto che nel piatto del bambino c’era un alimento vietato dalla sua religione, ed è intervenuta. Quindi di fatto il bambino non ha contravvenuto a nessuna regola, semplicemente la signora Waldock ha avuto una svista. Notare questo, però, non è bastato alla preside, che ha preso urgenti provvedimenti nei confronti della donna.
TANTE ESIGENZE. «Ero assolutamente in buona fede, sono solo stata distratta. È stato un semplice errore, e sono ancora arrabbiata per averlo fatto. Hanno sempre apprezzato il mio lavoro, quindi sono rimasta stupita della severità con cui le dirigenze hanno agito», ha spiegato la donna al Daily Mail.
La scuola elementare in cui è successo il fatto ha una percentuale di alunni appartenenti a minoranze etniche al di sopra della media. Di questi, una quarantina ha esigenze alimentari, di intolleranze, religiose o di tipo allergico, quindi si può intuire che sia molto facile, per il personale addetto, sbagliare nella somministrazione del cibo.
REAZIONE TROPPO DURA. I genitori dello studente si sono lamentati con la scuola per l’atteggiamento della signora Waldock, che ha provveduto alla sua rimozione. L’associazione Muslims4UK ha cercato di difendere la donna, spiegando che la maggior parte dei genitori musulmani si dimostrerebbe, invece, comprensivo nei confronti dell’addetta della mensa.



08/12/12

come sopravvivere al natale e alle sue feste 6 punta odiare o non odiare il natale ? come sopportarlo





ho ritrovato  cercando in rete   un post  del mio vecchio blog  . Tale post  avrebbe dovuto essere  l'introduzione della consueta  guida  ma non  avevo  voglia  di  ricercare il post  e  apportarte modifiche  e quindi  lo  metto adesso in corso  d'opera  .

Odiare o non odiare il natale   questo è il dilemma d'ogni  anno  . Qui ripropongo  aggiornando  il quesito  cher propongo  dall'anno scorso  .  Si può odiare il Natale per motivi estetici: le luminarie a forma di fiocco di neve, i canti natalizi magari ascoltati dallo stereo dei grandi magazzini, la figura-simbolo di quel grosso omone sovrappeso con la barba, tutto vestito di rosso e con la voce arrochita.
Per motivi di principio: perché essere costretti a passare del tempo con persone che molto serenamente nel resto dell'anno non vediamo mai?
Per motivi ecologici: gli alberi sacrificati alla tradizione, la colossale impronta di carbonio lasciata dallo shopping globale di massa.
Per motivi politici: che Babbo Natale sia stato inventato all'inizio del ventesimo secolo da una multinazionale delle bibite gassate è una leggenda metropolitana, ma è indubbio che proprio il marketing abbia dato un contributo decisivo a trasformare Santa Claus, per motivi commerciali, in un'icona praticamente globale. E chi è anti-consumista trova nel Natale e nelle maratone di regali la conferma delle proprie peggiori opinioni in materia.
Per motivi religiosi: chi appartiene a altre fedi spesso non può non sentirsi vagamente alienato davanti al culto di massa per l'anniversario della nascita di una figura religiosa che non appartiene alla propria spiritualità.
Per motivi dietetici: tra carni grasse e dolci che nessuno si azzarderebbe a mangiare normalmente, il Natale resta il trionfo dei trigliceridi fatto comprensibile nell'Italia del boom che ancora ricordava il buio e la fame della guerra: meno giustificabile nell'Italia dal girovita in aumento delle statistiche 2010.
Insomma chi fin da bambino guardava con preoccupazione alla figura di Babbo Natale, un anziano sconosciuto deciso a scassinare le finestre di casa, non può che attendere anche da adulto il 25 dicembre con un certo senso di disagio: il giorno che secoli di propaganda vogliono definire come il più bello dell'anno per una minoranza resta una data da guardare con sospetto. 
Si sa che la  cena  della  vigilia  o  il pranzo di Natale e quello  del  26 , con relativa adunata di parenti vicini e lontani, non e' sempre una situazione da Mulino Bianco. Si sa che spesso a fine feste ci si ritrova diciamo, un pò sovrappeso Si sa che comprare il regalo giusto per lui, per gli amici\ amiche, per mammà, per le zie è un tour de force sia per le gambe che per il portafogli. Si sa che spesso alla parola Natale vi viene l'orticaria. Si sa che non sapete mai come fare gli auguri. Si sa che magari la situazione sentimentale che state vivendo non è proprio quanto di più armonioso e strutturato si possa immaginare. 
Guardati allo specchio e fatti una domanda: perchè odi il Natale? Perchè la sola idea dei pranzi e dei cenoni ti fa venire il voltastomaco? Perchè decine di parenti riuniti ad una sola lunghissima tavola ti ispirano vaghi desideri di suicidio o di solitudine  ?
Perché ci si deprime sotto le feste? Non a tutti piacciono, è una questione di gusti. Quanti effettivamente festeggiano solo perché sono entrati nel meccanismo di regalo, spesa, pranzo, parenti? Cercate di fare ciò che vi sentite, senza obblighi. Se non avete voglia del pranzo con i parenti fate qualcosa per voi: non andate. Ogni famiglia è a sé, ma ognuno di noi sa esattamente quanto sia alto il grado di ipocrisia durante i pranzi di famiglia. 
Oltre alla solitudine può deprimerci il fatto di non essere riusciti a raggiungere un obiettivo. Pensavate di laurearvi entro Natale? Avere un aumento? Sposarvi, rimanere incinta? Perdere qualche kg? Ecco arrivato il fatidico giorno e non è cambiato nulla. E’ un’ottima occasione per perdonarvi e guardare ai vostri errori. Se non si è arrivati a un traguardo non è forse solo colpa nostra.
Capodanno è un’altra tappa amata o odiata. Feste, divertimento obbligatorio, costi, vestiti. Cosa vorreste fare davvero? Con chi lo vorreste passare? Fatelo. Organizzate voi una cena a casa vostra. E se non potete, partite. Prima andrete in un’agenzia o cercherete su internet e più alta è la probabilità di trovare viaggi vantaggiosi. Organizzatevi in tempo, scoprirete che in altri paesi la maggior parte della gente festeggia per strada senza curarsi del vestito né della festa più chic

Sei ben consapevole di non far parte della fazione degli amanti del Natale. Quelle persone che riescono a trovare sempre idee deliziose per fare regali a tutti provando piacere nel farlo, che non si innervosiscono nemmeno imbottigliate nello snervante traffico natalizio, che non cercano di calcolare il prezzo dei regali che ricevono, che adorano cucinare per tutti al cenone o preparare dolcetti per i parenti, che rispondono di buon grado alla zia zitella che chiede dove sta il fidanzato. Ecco i miei consigli poi liberi  o non liberi di seguirli e fare  a modo  vostro 


 Agli Auguri
  io faccio cosi  (  vedere  puntata precedente    )  poi  voi   decide  come regolarvi  
Potete dire (  magari lo avete fatto davvero o siete atei )  d'aver abbandonato il cristianesimo, quindi non sentite più il Natale ? Vi rimane comunque difficile evitare regali e auguri. Ma forse, se il vostro cambio di religione o ateismo è una scelta nota potrete comunque accettare gli auguri in quanto “augurio di gioia”, ma saltarvi la parte dei regali. Basterà rispondere: “Voi festeggiate lo Yom Kippur o il dio Ganesh? Avete festeggiato il solstizio d’inverno?”. Un paio di anni e nessuno vi manderà più gli auguri freddi e tutti uguali sul cellulare. Oppure  fare  come la canzone  che trovate  sotto  

 Atmosfera natalizia

 Ma forse il vostro problema è legato alla solitudine: avete da poco perso una persona cara? State vivendo un lutto? Oppure siete single da solo un mese e pensate a tutti i Natale trascorsi con il vostro ex a baciarvi sotto il vischio? Per il primo caso c’è poco da fare. Chi vive un lutto a cavallo delle feste, ma anche molti mesi antecedenti, alla prima occasione si renderà conto della mancanza, una sofferenza che tornerà ogni anno, ma che poco alla volta vi permetterà di ritornare a festeggiare in modo sereno. Alcune persone continuano a comprare dei pensieri anche per chi non c’è più, e se può farvi stare meglio perché non farlo? Qualcosa di molto personale, un cd del gruppo preferito ad esempio, così lo potremo ascoltare e sarà un nostro piccolo segreto, o un libro, una pianta. 
Se siete single la parola d’ordine è: non stare da soli. Può essere micidiale. Ma evitate i viaggi con sole coppie. Dimenticate l’ultimo Natale, evitate le telefonate anonime a mezzanotte solo per sentire la sua voce (potrebbe rispondere la nuova fiamma). Pensate che avrete un regalo in meno da fare, quindi fatevi un regalo, coccolatevi e divertitevi. e  <<  un cordiale fanculo ad un altro Natale  >> 



Ci  sarebbero altre soluzioni (  chi  ha  già letto  il mio post  dell'ano  scorso che  trova  qui  sotto Http://ulisse-compagnidistrada.blogspot.it/2011/12/odiare-o-non-odiare-il-natale-come.html  può  saltare  queste  riche  e Se non vi basta  ci sono  le più ovvie  e scontate  tratte dai  siti ( non  ricordo  se  girlpower.it  o  http://vitadastrega.com  )  usati per  il post 


 La più ovvia è la fuga: verso Paesi – sempre più remoti – dove il Natale non significa nulla.
Oppure: darsi malati per tutto il periodo. Rinunciare al Natale, alla tirannia dei regali forzati e dei brindisi aziendali con sorrisi altrettanto forzati è una scelta minoritaria ma che in tempi di crisi può forse trovare nuovi adepti.
Per chi non ha bambini – ai quali è faticoso e probabilmente crudele chiedere di rinunciare a una festa disegnata su misura per loro e per i portafogli dei loro genitori – la lezione è: si può dire no. Per gli altri, invece, my delicious Persivale, la lezione ahinoi è: staccate il cervello, partecipate al rito, godete del panettone, delle luci, dei piccoli regali.. e aspettate con fiducia la fine del tunnel .

 adesso  chi le  ha  saltate  può  riprendere la  lettura  

Se nulla di tutto ciò non  ti ha convinto/consolato, possiamo sempre farti presente che il Natale si festeggia solo una volta all'anno e finisce velocemente fra  le feste del 24 notte e i rendez vous più o meno  nichilisti con gli amici  del 25 pomeriggio o  con i colleghi di lavoro  giorni precedenti Forse lo si odia perché lo si  vivi male...l'importante è non farlo vivere male anche agli altri solo perchè tu lo si odia! Non è poi così grave ; non l' ha ordinato un medico che a Natale tutti debbano sentirsi allo stesso modo.
Sarebbe peggio se per 10 giorni ci sentiamo dei Santi e per i restanti 355 non ci parliamo fra noi. 

03/09/12

Green Hill, molti beagle rigettati dalle famiglie di adozione Dopo l’entusiasmo iniziale per SOS Green Hill, molti ci ripensano e in malo modo



Inferno andata e ritorno per molti cuccioli di beagle che, sopravvissuti all’orrore di Green Hill, l’azienda di Montichiari che li allevava a fini di vivisezione, hanno finito per subire ben altri disagi: abbandoni in autostrada, come nella più classica delle casistiche del periodo, o restituzioni improvvise, non sempre dalle motivazioni nobili.

Dopo il successo della campagna Sos Green Hill, secondo quanto riporta "Bresciaoggi", sono molti i padroni di nuovo corso che hanno fatto revisionismo, adducendo giustificazioni poco nobili: “ho impegni e non posso prendermi cura del cane”, ma anche “l’animale è insopportabile, tenetevelo”. I beagle di Green Hill sono un simbolo, al contempo, di lotta e sofferenza ma usciti dalle gabbie sono pur sempre animali: passato l’entusiasmo, molti hanno capito che le responsabilità non erano di poco conto. Quindi il dietrofront, che condanna i cuccioli a un nuovo destino incerto.

Cosa ne pensi dei test sugli animali? Il progetto Agorà mette a confronto due opinioni, una pro e una contro. Per capirne di più leggi i due editoriali a confronto


L’affidamento degli animali, partito a fine luglio, ha alla base un iter in base al quale la Procura della Repubblica di Brescia ha dato alle associazioni denuncianti LAV e Legambiente la custodia giudiziaria dei cani. Il Corpo Forestale dello Stato era stato incaricato della redazione dei verbali di affidamento con i microchip dei singoli animali che sarebbero stati consegnati. Sui siti e nelle sedi nazionali delle Associazioni e dei Comitati che hanno sposato il progetto, da fine luglio, era quindi possibile candidarsi ufficialmente candidarsi.

Inoltre, l’affido è temporaneo fino a disposizioni altre della magistratura. E pensare che la Lav aveva anche chiaramente detto che, da cani nati e vissuti in cattività, era logico aspettarsi potenziali problemi comportamentali o fisici. Il rischio insomma, preventivato, era che ci fossero rientri. L’adozione, o affido che dir si voglia, insomma era “gratuita e responsabile”. Ma a molti piace vincere facile il beagle gratuito, meno prendersi le responsabilità.


Yahoo! Notizie - Video: Betta, uno dei beagle di Green Hill

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