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31/03/17

perchè guardo nonostante sia mediocre e mal fatto Master photografy

http://ulisse-compagnidistrada.blogspot.com/2017/03/il-grande-bluff-di-master-of.html



Vedendo ogni  giovedì sera    con  gli altri  amici \  che dell'associazione fotografica master of photografy  mi  accorgo   che  ,  anche  se  ci sono buone foto  , è uno dei tanti programmi televisivi nati per fare pseudo spettacolo. Ne ho visto una puntata e non mi ha entusiasmato granché , almeno fin ora . Infatti come dicono sia **** : << secondo me, di ogni cosa bisogna prendere quello che ci occorre, la televisione è intrattenimento, ma è ugualmente esperienza, stimolo, spunto per fare qualcosa di nuovo, anche i programmi finti possono insegnare, anche guardare Beautiful, fotograficamente, cercando di capire le inquadrature, le luci, le pose, può insegnare a tutti qualcosa di nuovo, naturalmente rispetto le giuste critiche e la realtà delle cose Comunque, indipendentemente delle cazzate e delle mezze verità, dell'articolo sul blog, ritengo interessante il programma, e giovedì alla stessa ora, verrà proiettata la puntata sul nudo, siete tutti invitati a partecipare, sono sicuro che chi sta seguendo le proiezioni non sta compromettendo le proprie capacità, e sicuramente male non fa, ci vediamo giovedì alla solita ora >>.

Master of Photography: nuova giuria e il via ai casting per la seconda stagione sia ***** << le proiezioni sono soprattutto un motivo per incontrarsi amalgamare il gruppo e sviluppare progetti futuri, come dice Danilo, da tutto ciò che ci circonda prendiamo ciò che vogliamo 😀 >> Infatti la mia   ed  in parte  la   loro    generazione  è direttamente   o indirettamente  (  vedi istruzione  ricevuta  dai fossili 😁 ) allenata   a  saper  distinguere la merda  dalla   cioccolata  e non ha  a differenza di queste nuove generazioni mandato il cervello all'ammasso o defilipilizzato .
Ora  molti   di voi mi diranno  ma  come  prima  lo  smerdi  e  poi  continui  a  guardarlo ? Vero mi  contraddico  con quanto  riportato  e  condiviso  nel post  precedente  (  vedi url  sopra  ) . Ma non capisco il perchè  ( ne  parlerò  prima  o poi con  il mio analista  e ne ripeterò un post in merito )  mi vengono ,  come tutte    le cose   letterarie  e  non  solo , i sensi di colpa   ed i  rimpianti per  non aver  visto \ letto  , anche  se   è mediocre  \  scontato  ,ecc.    fino   alla  fine  
  

04/10/14

L'amicizia è una solitudine liberata di matteo tassinari



LaCensura
di Google

Questa mattina, per un'ora, entrambi i miei due blog, "3P" e "Notti notturne", sono stati oscurati, non mi si aprivano pur avendo scritto , bene, tutte le pass per numerose volte. Niente, nulla si apriva se non solo una odiosa scritta "non esiste alcun blog con queste referenze". Se saltano, ripeto, sarete tutti consapevoli.
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il senso dell'amicizia,
è condividere i pregiudizi
                                                  nati dall'esperienza                                                    
 ( Henry Chinaski)
Anime lunghe e sopraelevate non come Google
Le belle ali
La danza della libellula, prendimi se ci riesci














  Al tappeto
come Google


di Matteo Tassinari 

Se vuoi vedere il cuore di un amico, ammalati. Chi ti è amico nei tempi felici e ti volge le spalle come un estraneo in caso di disgrazia o malattia è un codardo. Uomo o donna calcolatori, codardi perché i calcoli hanno tutti a che fare con il profitto e la perdita. Di perdite e profitti si preoccupano con arroganza mal celata, coloro che si autopubblicano su Fesbuc i Brand vincenti, non certo io. Sa di arroganza, strafottenza, insolenza e che due maroni! Solo sorrisi per accaparrarsi clienti a migliaia di euro e ciò fa schifo. Di spirituale non c'è nulla e io che non ho padroni se non colui lassù, mi va di dirlo.
La Valle della Speranza. Il momento dopo la morte, in attesa del Mistero

La morte è un'usanza che tutti,
prima o poi, dobbiamo rispettare


Basterebbe ricordarsi questo semplice concetto per poter vivere tutti quanti meglio, con maggior comprensione, addirittura con commozione verso il nostro prossimo che siamo noi alla fine. Morire è una perdita, è un salto davvero nel buio per molti, per altri no, o per lo meno, hanno appigli di montagna rocciosa su cui puntare, mo spiace per chi è in balìa di se stesso, non andrà da alcuna parte, te l'assicuro! Ma sono scelte che vanno rispettate tutte allo stesso livello, o divisioni che trovo odiose per quanto reali in questa società agli sgoccioli, dove il conto finale è sempre dispari, mai pari, equo, tutto è in nero, grandi evasori gli italiani, senza fattura e possibilità di ricevere due euro in più per la pensione.

Il "mio " ex direttore, coi tre puntini...

Fatto "successomi"
(che non si può dire, ma voglio dirlo a modo mio) e ora, che ne avrei bisogno come il pane, di anni di lavoro per una pensione più degna, mi accorgo di quanto sia stato truffato sfruttandomi in nero, senza contributi oltre ad essere un disonesto è pure un cialtrone il direttore scarpe grosse e cervello fino? Màh, non saprei. Doppi, se non tripli dubbi. C'ho messo la vita in quel giornale, ho fatto viaggi per portarlo dalla tipografia alla redazione per quasi 10 anni. E se avevo un incidente? Non centra nulla, ma se succedeva, come la mettevamo direttore? Cazzo, direttore, se succedesse adesso sarei io il primo a metterti in regola con i contributi per la pensione, tu che delle mia facoltà, seppur minime, hai sfruttato a piene mani con grande esigenza. E non ci sono appelli, ci potrebbero essere scusanti, ma in 23 anni non s'è visto un gesto che sia uno segnale, nulla! Le persone oneste questo lo chiamano lavarsi la coscienza con qualche soldino trovato immediatamente quando ho informato che avrei fatto certi passi nel mondo delle regole dettate dal buon senso. Ogni tanto fa bene pensare alla proprie malefatte. Guarda caso, dopo che mi sono rivolto ai sindacati, tutti in regola li ha messi, almeno sono servito a questo, cioè a versare, come tutti, i contributi per una pensione futura e degna di essere riscossa e chiamata tale. Che me ne faccio di 290 euro? Mi vanno via tutti in medicinali e poi non bastano, per fortuna c'è chi mi da una mano, altrimenti sarei da ricovero davvero.


L'amicizia raddoppia le gioie e divide le angosce a metà. Ma non è arrivato il momento di farci i pompini a vicenda. E penso che per quanto mi riguarda, non arriverà mai quel tempo, non sono il tipo. Mi sono auto-radiato da tutti i social perché sono tutte trappole e per questo, perché lo dico con vigore e forza, ne ho pagate tante di conseguenze, anche daGoogle Plus che mi ha chiuso gli accessi per avere violato con l'altro mio blog la loro deontologia, dietro segnalazioni di qualcuno che non mi hanno detto, ma che io so chi è. Affari miei. Quindi non potranno neanche votarmi i miei "lettori" che ho conosciuto in quel Social, non possono più votarmi, in quanto mi hanno cancellato all'80% delle opzioni prima regalate tra cui quella di condividere contenuti con le mie cerchie e quant'altro. Per cui se un giorno dovesse cancellarsi tutto improvvisamente, sapete chi è stato, i californiani, nelle persone di Larry PageSergey Brin, i creatori di questo mostro vorace nato appena 17 anni fa. Metodi nazisti, non c'è dubbio, che non mi aspettavo. Così va la vita, e se sarà tempesta, allora, tempesta sarà! Mi vien che ridere!

Louis F. Celine, diceva che lnatura è una cosa spaventevole e anche quando è addomesticata, dà ancora una specie di angoscia ai veri cittadini 
(da "Bagattelle per un massacro")




Complimenti    BRAND,
ottimo lavoro"sporco" ma fuori posto e inaspettato per la sua violenza















Senza di lui, sei fritto nel web. Loro non l'hanno capito, ma è questo che mi eccita, proprio perché sono i più potenti ed io no, allora darò il massimo. Io sono il prototipo al contrario di chi è forte con i deboli, perché il sottoscritto è forte con i potenti, mi spiace, ma a me piace da matti. Sono un Don Chisciotte nato!

L'amicizia è un santo legame
 resa più sacra dalle avversità
L’amicizia è la, forma d'amore. Non come quello verso la donna, ma una forma d'amore che lo equivale e spesso lo supera. Nella vita ho avuto sempre contrasti nel rapporto con le donne o persone, con gli amici mai. Certo vi sono diverbi, ma l’amicizia la sento tuttora. L’amicizia è fatta anche d’inciampi, e se uno che reputi amico al minimo sgarro lo elimini, vuol dire che la tua non era amicizia, L’amicizia è come l’amore. E’ comprensione. Ho avuto accese discussioni con alcuni amici, ma li ho chiamati e ci siamo detti: “Che facciamo? Cos'è successo? Eravamo nervosi?”. L’amicizia la capisci quando dopo una discussione e magari delle offese hai l'ansia di tornare assieme, di chiarire le cose. Questa è l'amicizia. Ho avuto un sacco di amici, non certo nelle alte sfere. Lì non ci sono amicizie.
Enrique Vila Matas, scrittore spagnolo

Enrique Vila Matas,
grande scrittore spagnolo: “Non frequento gli scrittori. So che sono vanitosi, meschini, intriganti, egocentrici, intrattabili, invidiosi e fifoni”. Potrei dire lo stesso anche di dentisti, scultori, notai, pittori e tutte le categorie professionali del pianeta. Perché alla base di tutto c'è l’uomo. E l’uomo, per natura, non è buono. I miei amici sono nati dove sono nato io. Dalla strada, dalla fatica delle intemperie a volte anche cercate, dove nevica molto spesso e la cosiddetta sassaiola dell'ingiuria, quando vivi una vita malata, è la pratica più diffusa dalla gente, pronta ad abbondare chi invece cerca aiuto. Ma la gente non offre aiuto. A volte vedo maggioranze che gridano: "Mena il cane finché non affoga". Sensazioni che non capirete, e che non intendo certo spiegare. Le subisco e basta, affidandole a miglior vita, dove la parità varrà per tutti, belli e brutti, gialli o neri, alti e bassi, magri e grassi. Anche vergini e troie.
I Camposanti sono colmi di gente indispensabile
Gli uomini sfortunati
I miei amici erano e sono gente comune, giornalisti, carpentieri, pazzi, omini sfortunati a volte dediti al vino, di ognuno di loro sentivo che mi voleva bene e io volevo bene loro. Sono quasi tutti morti. Paolo è morto un anno fa. È rimasto Ste, con il quale ho anche diverbi, ma sono tante le connessioni, più di quelle di Google in un anno. Poi c’è lo spilungone, che m'ha fatto cose a volte non simpatiche, mi rubò cento mila lire e io per non metterlo in imbarazzo feci finta di nulla. Successe a Bologna in condizioni strane. L’amicizia è dire: “Guarda che stai sbagliando”, anche quando subisci offesa.

Io non sono vendicativo,

su questo termini consideratemi un totale analfabeta. Dopo certi sgarbi avrei potuto ignorarlo, allontanarlo dalla mia vita. Invece vado a prenderlo e gli dico: “Adesso monta in macchina che andiamo a farci un giro”. Serbare rancore, fare della rissa o del diverbio il punto di partenza per una costruzione migliore di quella che c’era fino a quel momento, non è un gran paesaggio o scelta. Cos’è che ci ha fatto baruffare? Stupidaggini, non serviva. Io l’amicizia la sento più dell'amore. Mi sono fidato dell’amicizia e nonostante tante delusioni non mi sono mai pentito. Non che rifarei tutto quel che ho fatto, molte cose non le rifarei, altrimenti a cosa serve crescere? Non sopporto la censura! E' questo il punto!
Il contrario dell'amore non è l'odio, ma la diffidenza













Chi diffida dell'Assoluto,
è      mort@!
Ho molte amicizie con donne. Qualcuno me lo rimprovera, ma io non lo sento. Le donne con cui ho avuto storie in un passato, quando le storie sono finite, quando mi hanno piantato, le ho tolte dalla mia vita. È stata una forma di difesa? Può darsi. Forse senza può darsi. Forse senza forse. Se finisce una storia non voglio più veder nessuno di quella storia, possibilmente, non mi riesce fare l'amico dimenticato, mi riporta alla memoria momenti passati non graditi. Credo sia uno sbaglio, perché magari potrebbe essere una cosa anche bella, dove c'è stato un amore far poi fiorire un’amicizia senza tornaconti, ma non la gente non ci riesce più. Quando è finita, è finita. Quando vedo un amico che sta male, sto male anch'io. Vedere Edgardo gli ultimi tempi, vedere il Bruna e Antonella che pesava poco prima di morire 21 chili, mi ha fatto male. Forse più del dovuto.
Li chiamano mendicanti. Don Oreste Benzi, li chiamava "i preferiti da Dio"


La     magnifica
ossessione 


Sono solo due persone del mio cimitero personale, ragazz@ 40enni, un centinaio di fantasmi che mi perseguitano col loro magnifico ricordo. Una magnifica ossessione, per dirla con Rosselini. Il loro ricordo mi farà sempre male, ecco dov’è l'amicizia. Quando godi alla sfiga del tuo amico, quella non è amicizia. Ho un sacco di sedicenti amici, e so benissimo che se crepassi per una qualsiasi malattia o tumore, il 90 per cento di questi amici stapperebbe lo spumante. Ma bisogna avere pazienza anche con loro, perché, come dico sempre, anche in un libro fallito o mediocre c'è una riga buona, e anche in questi pseudoamici c'è qualcosa di buono che può essere di aiuto, che può far bene, quindi va salvato. I meccanismi dell'amicizia sono diversi da quelli dell'amore, come la felicità è estremamente diversa dall'allegria, solo un balordo potrebbe mischiare le due sensazioni.













Tutti compresi
Si può morire quando ci pare. Io vorrei avere la possibilità, quando non ne posso più, di dire: “Adesso basta, fatemi fuori”. Ho sentito politici che mi hanno fatto venire il voltastomaco su questi temi. Politici che in seguito sono stati acchiappati a predicare bene e razzolare male. Politici che predicavano l’unità familiare e sono stati i primi a divorziare per mettersi con un'altra o a caccia di trans, anche a più riprese. Politici che si scagliavano contro la prostituzione e sono stati beccati in comodi letti circondati da alcune prostitute di alto bordo. Così va il mondo. Ossia, peggio sarebbe difficile da immaginare. Stiamo peggiorando tutto al livello della luce, a continuare da quei soggetti che si credono i padroni del mondo perché sono paradigmatici, solo un modo per non farsi capire e continuare a sparare cazzate! E mai andrà meglio finché non cominceremo tutti a predicare bene e razzolare meglio. Si, a razzolare MEGLIO, direttore!

07/08/14

Libri, Tv, Puzzette e altri rumori matteo tassinari di http://wwwhete.blogspot.it/

La  discussione avuta  via email  con un mio contatto di facebook  in cui  gli chiedevo  
Non esistono gli anarchici, le brigate rosse, Al Quaeda, ecc...Sono tutte emanazioni dei servizi italiani al servizio dei progetti mondialisti.
Per arrivare a smuovere un popolo in determinate direzioni, per farlo votare in un certo modo, per fare si che alcune cose divengano lecite ed altre no, e per molte altre ragioni, che hanno sempre a che fare col controllo delle nazioni.
Il male è l'imperialismo, e questo male non ha scrupoli anche nel provocare genocidi, come stiamo vedendo.
beh vero . cmq cosa ne pensi di quello che ti ho chiesto
Questo mondo non è fatto per degli esseri umani, ma solo per schiavi dipendenti da dei padroni, anche se alla gente sembra di vivere in un mondo libero. Nessuno di noi lo è. Siamo tutti parte di un sistema che manteniamo in piedi, al quale siamo stati conformati così bene, a cominciare dal momento della nascita, che crediamo sia l'unico possibile. Ma questa è solo illusione. Beh per la tua domanda ho implicitamente risposto sopra, le stragi di stato, e Piazza Fontana ne è un esempio, sono servite unicamente a creare il clima per traghettarci nel sistema odierno. Ritengo che chiunque affermi il contrario non veda il progetto nella sua interezza, ma solo una parte di esso.
Stessa cosa vale per il G8 di Genova, utilizzato ovviamente per creare un caso "pilota" da utilizzare poi per vari scopi, politici, di controllo, mediatici, ecc... Ogni notizia può essere utilizzata dai media per queste ragioni, oltre che per ragioni strategico militari e di condizionamento dell'opinione pubnlica. Così si mandano avanti le cose, in questo sistema progettato per sfociare in un Impero. Kissinger da molto tempo lo chiama così.
 trova  conferma  in questo  post  del mio  amico \  compagno di strada Matteo tassinari  http://wwwhete.blogspot.it/
Dal McRacconto
alla McPoesia





Scrittura Creativa:
ma per       favore!

di Matteo Tassinari
Inveire contro argomenti blindati e uno stile a prova di tradizione, è un conto da tener conto proprio per la sua antica locuna. Un problema più grosso è se i Programmi di Scrittura e la logorante catena di montaggio dei loro workshop che sfornano un-racconto-ogni-due-settimane possano, alla fine, abbassare tutti gli standard ed i livelli di qualità, accelerare una mediocrità letteraria generalizzata, equivalente alla narrazione di quella che Donald Hall chiama la"McPoesia”, una forma di mecenatismo letterario, oltre che un’occasione per la comunità letteraria, corriamo il rischio di ritrovarci con una catena del McRacconto da far impallidire Ray Kroc.

Chi approccia

il verbo
Perché non è solo la struttura malsana del Programma di scritture Creative a rovinare le persone che abbozzano il desiderio di scrivere, con gli strani vincoli creativi che deve imporre tanto agli insegnanti quanto agli studenti. L'ebete disponibile a conformarsi alle regole solo perché è il modo più comodo di sopravvivere è deplorevole in qualsiasi studente, è un metodo scientifico per tenere in possesso il controllo della mente e la formazione a rotta di collo continuo. Ma chi approccia il verbo, sono solo i sintomi. Ecco la malattia in termini di rigore: pretese, richiesta emotiva e intellettuale, tantissimi Programmi o corsi di Scrittura Creativa che non sono altro che ridicole barzellette. 
Secondo alcuni Gianroberto Casaleggio è la seconda reincarnazione in terra di Gesù Cristo. Ciò non è vero in quanto è stato deciso, tramite sondaggio sul forum del Movimento, che è in realtà il Cristo ad essere la reincarnazione di Casaleggio


















Pochi richiedono
agli iscritti un minimo di preparazione letteratura, critica, attualità editoriale, composizione, lingue straniere, arte o cosa pensa dello scrivere, come lo vive, cosa rappresenta. Niente di tutto questo. Tutti fanno moneta, soprattutto i più stupidi, nel caso si tratti di donna, si volge al femminile. Non ci sono scuse, solo magre figure. Può darsi che sia proprio ciò che rende il nostro anti-intellettualismo tanto osceno da farlo diventare estremamente temporaneo.
Gli sceneggiati, dove la mente eclissandosi, viene in mente Andrea De Carlo
Chi stabilisce i
confini?
Pensate, per esempio, a come l’esposizione prolungata agli sceneggiati televisivi rende ciascuno di noi più innaturale e allo stesso tempo meno riflessivo. Una cultura basata sempre più sul vedere finisce col corrompere il rapporto fra chi vede e la cosa vista. Guardiamo vari attori interpretare vari personaggi coinvolti in vari rapporti e situazioni. Pensiamo al fatto che l’unica caratteristica profonda condivisa dal personaggio con gli altri personaggi e con l’attore che lo rappresenta è che tutti sono guardati. Il fatto che siamo fortemente incoraggiati ad identificarci con personaggi per i quali la morte non è un’eventualità creativa sostanziale, ha costi in tutti sensi, reali.
Noi come pubblico,
tu individuo laggiù e io qui, perdiamo ogni senso di significato o fine intrinseco e allo stesso tempo letteralmente eterno. Se siamo gli unici animali a sapere in anticipo che moriremo, siamo anche gli unici a sottometterci allegramente alla prolungata negazione di questa tremenda novità. Il pericolo è che, man mano che nell’intrattenimento le negazioni della verità sono sempre più efficaci, pervasive e seducenti, finiremo col dimenticare come vivere.
 Periodo vitale
Il comportamento degli attori e, in un modo complesso, attraverso lo sceneggiato in cui sono calati anche dei personaggi, è sempre rivolto a un pubblico per il quale si comportano o, meglio, in virtù del quale esistono anzitutto come attore o personaggio, dietro il vetro dello schermo. lperbole? È importante ricordare che la televisione per lo più non è puro intrattenimento, ma anche narrazione, corruzione culturale. Che gli esseri umani siano animali narrativi è una verità ormai assodata. Ogni cultura si spaccia come tale o divulga, attraverso un racconto, il proprio mondo. Ogni persona concepisce il proprio periodo vitale come una serie organizzata e raccontabile di eventi e cambiamenti con almeno un inizio, una parte centrale e la terza, l’ultima, il finale.



















Chi controlla il passato,controlla il futuro
Come l’esistenza, la vita: nascita, crescita, morte. Ecco perché la vita e l’arte non sono affatto per nulla dissimili. La narrazione ci serve come ci serve lo spazio-tempo, ci è utile per passare tutte le consegne ai nostri poveri posteri, quelli per cui oggi molti rubano e lasciare un posto di merda ai loro figli o come fanno gli infermieri quando si danno il cambio notturno:“Allora Paola, al signor Livio Visani 30 gocce di Cianuro, 2 pillol2 di Peyote a Paolo Guidi, un po’ di sciroppo all’oppio a Gustavo Angoloni, 15 astine sublinguali di Morfina alla cara signora Antonella Dinnetti e 3 trip lisergici alla bambina Gina Bonetti. Mi raccomando, quelli col principio attivo alto, l’ho visto troppo razionale oggi, deve essere più frastornata”.
E’ connaturata ormai.
Oggi, con gli scrittori, gli schemi narrativi ai quali gli umani colti vengono esposti con maggiore regolarità, accade la stessa cosa. Ma attenzione, succede spesso che i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse e amare quelle che opprimono, come dice Malcom X. Infatti, una delle malattie più diffuse, è la diagnosi e i medici starebbero male se nessuno sta male. A questo punto, come non citare lo script fulminante dei fratelli Marx: "l'ultima volta che sono andato dal dottore mi ha dato tante medicine che, una volta guarito, sono stato male per un mese intero".
Il più buono di tutti

E, anche a voler essere buoni,
la televisione è una forma di arte narrativa piuttosto misera. E’ un’arte narrativa che non si sforza di cambiare nemmeno di cambiare, illuminare, ampliare e orientare, ma semplicemente sempre di avvincere, di attrarre, di porsi sul piedistallo, parlare solo di e su sé stessi senza porre mete da raggiungere, imporre sempre gli stessi modelli culturali. Cosa che in Sud America non avviene, forse per uno spirito o un avventura o la natura stessa che induce chi vive a contatto ravvicinato con il Creato nelle sue esposizioni che li rende più sbrigliati e vergini per nuovi stili poetici e narrativi.
Tutti in piedi, arriva lo "Strega", gli "Amici della domenica"











I Soloni
Il suo fine, quello dei soloni che ogni anno si scambiano l’appuntamento del prossimo anno allo Strega con gli “Amici della domenica” (giuria), poi al Bancarella a Pontremoli, al Campiello tra gli Industriali del Veneto, al Bagutta, vecchia trattoria, scoperta dallo scrittore Riccardo Bacchelli e dal suo elzevirista e critico cinematografico Adolfo Franci, il Mondello di Francesco Lentini, giudice e intellettuale, che seguì il premio fino al 2000, anno della sua morte. Tutte categorie, premi letterari italiani che - dichiarato apertamente – servono ad assicurare una visione protratta, garantita, sedata, per mettere a tacere lo spirito di ogni teleutente o lettore.
Con pochi azzardi. Non si può sempre
parlare male, che tutto non funziona, perché alcuni premi, pochi, sono seri. Altri – molti – sono esposizioni pubblicitarie che con la letteratura o la narrativa o la poesia non centrano nulla, ma molto di più contano chi sono i giurati, quali appoggi hai come scrittore, se rientri nei progetti degli editori alla Fazi che vuole andare allo Strega con una biografia sua scritta da sua moglie. Trovo la vicenda molto imbarazzante, ma conoscendo Fazi, non mi meraviglia, perfetto soggetto al Cafonal di D’Agostino. Di Fazi editore, ho sempre amato la linea editoriale che s’è imposta la casa editrice, abolendola. Dal 1994 che l'editore pubblica di tutto, dal porno alla narrativa sovietica del '700, trovandosi a volte in situazioni imbarazzanti, luoghi dove di respirava disagio, altri dove era un Gagà. E' un uomo ipnotico Fazi, forse è questa la sua più grande attrattiva, come la televisione, che avvince senza pretendere nulla.











                      FUTURI NARRATIVI

E GIOVANI DA BATTAGE
Non si sforza di cambiare, illuminare, ampliare e nemmeno di intrattenere, ma semplicemente di avvincere, di attrarre, di schiacciare il vociare della gente col suo vociare in sottofondo, quello che le casalinghe durante i lavori di casa dicono: "La Tv? La tengo accesa perché mi fa compagnia, mentre faccio i lavori". E la mente lavora mente non sa neanche dove sia, lasciando di fondo i consigli per gli acquisti. E' gioco-forza, ma imposto da chi? Ognuno ha i propri massacratori, è un diritto anche di che morte voler morire. Non facciamo i candidi, tanto uno che ha la cirrosi epatica e beve, sa che la sua morte non sarà la Leucemia. Anche questo è un passaggio vitale, coatto, imposto e da affrontare. Quante cose diamo per scontato, è una vergogna. E' una vergogna già il fatto che non ci si vergogna ci questo sciupìo di tempo, è una vergogna la superficialità di tutti su tutto, siamo una vergogna, tutti quanti insieme.  
La quantità ha forti influenze
sulle menti deboli,
come la televisione















Col cazzo, è che vivi una vita senza senso! Il suo unico fine, dichiarato apertamente, è assicurare una visione protratta, lunga, che occupi tempo nella giornata dell’acquirente, interminabile, prolungata ma lenta affinché il suo messaggio accompagnato dal battage viene memorizzata anche da chi non è interessato al prodotto, posticipato. La più grande attrattiva della Tv, è che avvince senza volere niente. Puoi riposarti mentre ti sottoponi alla stimolazione di un film o un Talk Show.



Che due Marò
I Marò
Ricevere senza dare. E’ questo che ci attrae. Quante volte vi siete trovati, invorniti come seppie, il telecomando in mano, lo sguardo ebete, idiota, imbecille, stupido? Lo stesso vale per tutta l'arte bassa che ha come scopo l'attenzione protratta e la condiscendenza. Attrae proprio perché è divertente e allo stesso tempo facile. E il radicamento di una cultura tendente al basso, costruita sull'Attrattiva delle nuove tecnologie, che amplificano questo livello “basso”. Non mi stancherò mai di dire e scrivere che il tempo trascorso in un qualsiasi Social Network è sempre e in ogni caso tempo sprecato, disperso e sperperato. E il tempo è forse la moneta più cara che possediamo, anche se una dottoressa mi ha augurato di morire presto. Come buttare via ciò che abbiamo di più caro al mondo? Noi non ci facciamo neppure caso allo scempio che ci riserviamo.
Vivacchiamo sciocchi.
In un momento in cui in America i veri scrittori di narrativa discreti, bravi e bravissimi sono più di quanti ce ne siano mai stati, un pubblico americano che gode di un’istruzione e di un reddito disponibile senza precedenti spende l’enorme mole del suo tempo per la lettura e dei suoi librodollari in narrativa che è, secondo ogni ragionevole criterio, spazzatura. La narrativa spazzatura è, quanto a intenti e attrattive, del tutto simile a quella della televisione: avvince senza pretendere nulla. Gli intrattenitori sanno distrarre, avvincere e magari anche consolare. Solo gli artisti sanno trasfigurare. Gli odierni scrittori spazzatura, sono intrattenitori che sfruttano il terreno altrui o degli artisti. Questo di per sé è una novità. Ma l’estetica della televisione e l’economia simil-televisiva, hanno reso possibile una popolarità e compensi mai visti. Un disastro.
Paul Auster 


Allora, per
non essere
solo Cassandre, virate verso Paul Auster, faro attuale della letteratura americana contemporanea. Quando tutti gli asini ce l’avevano con Allan Bloom, che digrigna i denti ai liceali che hanno come massima aspirazione quella di poter accendere un mutuo, qui parlo di diventare scrittori. Noi come generazione corriamo il pericolo di giustificare T.S.Eliot più delirante se tramite un misto di stasi accademica e disinteresse intellettuale dimostriamo con insoddisfazione di tutti che la cultura o è cumulativa o è morta, vuota ai due lati di un Adesso sociale che non ammette passione per il futuro né curiosità per il passato. E’ triste eh?

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