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1.2.26

Chiudersi o aprirsi ? affrontando la paura di sbagliare accettando che anche nel sbagliare c'è libertà

 A tutti, credo, capiti, in certe situazioni, di chiudersi in sé stessi. Perché? Fondamentalmente perché dentro non si sbaglia mai davvero. Dentro siamo intelligenti, sensibili, coraggiosi. Le risposte arrivano sempre al momento giusto, le emozioni sono ordinate. In poche parole: ci sentiamo al sicuro.Quando usciamo e ci relazioniamo con gli altri, sembra che la magia si rompa: parliamo troppo, o troppo poco, fraintendiamo, deludiamo o restiamo delusi. Insomma, roviniamo tutto...A quel punto pensiamo che la colpa sia dell’esserci aperti agli altri. In realtà la colpa è dell’idea che avevamo di noi stessi.Perché dentro siamo perfetti, ma fuori siamo veri.E la verità a volte è un po’ disordinata, contraddittoria. Ma è l’unico posto dove può succedere qualcosa che non sia solo immaginato.Forse il punto non è smettere di chiudersi, ma non farne una residenza stabile. Entrare in sé è utile, uscire è necessario.Quindi sì, probabilmente ogni tanto rovineremo qualcosa: una frase detta male, un silenzio di troppo. Ma ne vale la pena.Anche perché chi ci sta intorno, ogni tanto ha rovinato tutto…e proprio per questo ha qualcosa di interessante da raccontarci.

Non  condanno  la  solitudine  perchè   

 

ma  allo stesso  cercando    ricollegandomi a quanto detto  nelle righe  precedenti    una  via    di mezzo   senza  usare    " mezzi  artificiali  "   in modo aucritico   .


perchè l'intelligenza artificiale usata così tra l'altro rischia di non dare più la capacità di ragionare... Inoltre è vero, si deve imparare a sbagliare, perché sbagliando s'impara.
Infatti  come  ho  detto    nel   titolo     si    dovrebbe  accettare    che  anche  nell  sbagliare  c'è  libertà  .  Come  dicono  :  L'utente  Lorien sul suo  facebook 

Libertà e paura
La libertà ha sempre un prezzo. Ma chi è disposto a pagarlo? Ci raccontano che essere liberi significa poter scegliere, eppure ogni scelta porta con sé il peso della paura. Paura di sbagliare, di perdere, di restare soli. Forse la libertà non è altro che un’ombra: sembra vicina, ma più la insegui, più si allontana. C’è chi la cerca disperatamente, pronto a spezzare ogni catena, senza accorgersi che alcune di quelle catene lo tenevano in piedi. E c’è chi si aggrappa alla paura, confondendola con sicurezza, dimenticando che nessuna gabbia, per quanto dorata, potrà mai essere casa. Forse la libertà non è l’assenza di paura, ma il coraggio di camminare con essa. Di stringerle la mano e sussurrarle: so che ci sei, ma non mi fermerai

     questo libro  di 


che rappresenta visivamente l’episodio reale vissuto da Primo Levi, Sandro Delmastro e Alberto Salmoni: la scalata invernale all’Uja di Mondrone, raccontata nel capitolo Ferro de Il sistema periodico. In cui i tre amici volevano scalare l’Uja, ma a causa della nebbia raggiunsero una vetta sbagliata.Solo Sandro, più esperto, si accorse dell’errore.Invece di tornare indietro, decisero di proseguire lungo la cresta per raggiungere la vetta vera.L’impresa si trasformò in una prova di resistenza, libertà e amicizia.


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Chiudersi o aprirsi ? affrontando la paura di sbagliare accettando che anche nel sbagliare c'è libertà

 A tutti, credo, capiti, in certe situazioni, di chiudersi in sé stessi. Perché? Fondamentalmente perché dentro non si sbaglia mai davvero. ...