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02/02/19

finalmente le associazioni degli esuli contro chi usa , in questo caso FdI il loro dramma prendendosi meriti che non hanno sulla messa in onda in tv del film red land


per  approfondire   sulle  foibe   e d il confine  orientale 



Finalmente  , meglio tardi che mai  , lo hanno capito che la destra usa la loro tragedia per scopi politici / ideologici . Me gli tardi che mai . Ecco dettagli    della  loro    vibrante protesta 





Giù le mani dalle foibe. È questo il senso della polemica che si sta consumando tra il mondo dell'esodo istriano-fiumano-dalmata e i patrioti di Fratelli d'Italia. Alle associazioni degli esuli è andato di traverso infatti il manifesto comparso qualche giorno fa sulla pagina Facebook di Giorgia Meloni, leader di FdI, che rivendicava come una propria vittoria il fatto di far trasmettere su Rai 3 in prima serata l'8 febbraio, due giorni prima del Giorno del ricordo, il film Red Land-Rosso Istria su Norma Cossetto, la giovane studentessa istriana infoibata dai partigiani jugoslavi nel 1943."Vittoria! Grazie a FdI verrà proiettata, in prima serata su Rai 3, la storia di Norma Cossetto, giovane italiana uccisa dai partigiani comunisti del maresciallo Tito. Un tributo dovuto nei confronti di tutti i martiri italiani delle foibe. Dopo decenni di (voluta) rimozione di una parte di storia d'Italia, finalmente la verità verrà trasmessa dalla televisione pubblica". Un post con una grande immagine di Norma Cossetto, accompagnata dalla fiamma tricolore simbolo del partito e da una scritta "Vittoria" a caratteri cubitali.





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"Abbiamo compiuto un enorme sforzo economico per realizzare questo progetto, il quale, nella sua complessità, prevedeva già in partenza la visione sui teleschermi degli italiani, senza che ci fosse bisogno di ulteriori sollecitazioni da parte di terzi", spiega a Repubblica Renzo Codarin, figlio di istriani, nato in un campo profughi, presidente dell'Associazione Venezia Giulia e Dalmazia, la più grande realtà, a livello nazionale, che rappresenta gli italiani fuggiti dall'Istria, da Fiume e dalla Dalmazia alla fine della Seconda guerra mondiale. "La nostra è una storia d'Italia: vorremmo che tutti cercassero di divulgarla, ma non di strumentalizzarla. La mia associazione è apartitica, infatti sono in molti ad averci aiutato per questo film, non solo Fratelli d'Italia. I fondi che noi abbiamo messo per realizzarlo derivano anche dalla legge dello Stato 72 del 2001 che finanzia le attività che noi svolgiamo per divulgare la nostra storia.


"In questo periodo ci sono state anche altre strumentalizzazioni su questo film, addirittura da parte di Casa Pound a Trento", prosegue Codarin. "Mettono tutti il cappello su questa cosa. Ma è una storia che deve valere per tutti gli italiani, non solo per quelli di destra".

Alle parole di Codarin si aggiungono anche quelle di David Di Paoli Paulovich, dell'Associazione comunità istriane. "Il film è un'occasione per far conoscere la storia del confine orientale. Deve essere inquadrato in una prospettiva storica e non politica. Non deve essere usata a fini politici, da nessuna parte politica. L'attenzione che è stata riservata alla vicenda di questo film, non è la stessa che la politica ha riservato in tutti questi anni al mondo dell'esodo. In questo senso ci sentiamo, diciamo così, perplessi"


Infatti si può, ed giusto cosi   dovrebbe essere    evitato un  urico  punto di vista   urica  interpretazione    soprattutto in periodi storici complessi come questi che  hanno avuto in inizio  quasi due secoli in particolare    la  fase  che   va dal 1918/9 al 1974  è  ancora  attuale  ,   che  tali  fatti     siano  visti    con diversi punti di vista interpretativi ( vedere il mio il mio post precedente) . Ma  evitare  di   : decontestualizzandoli ,sminuendo o ingigantire , omettendo e esaltando solo una parte  degli eventi come sembra ( ma aspetto   di vederlo   per dare un giudizio  completo e confermare la mia opinione aprioristicamente che mi sono fatto leggendo alcune stroncature del film )  sia stato fatto con rosso il film  Rosso  d'Istria  \  red land     e  viene  fatto (salvo eccezioni ) nelle celebrazioni del 10 febbraio e non solo , significa usare  e sfruttare ( da entrambe le parti ) ideologicamente  tali vicende  . IL che  non va bene oltre che è da stupidi  soprattutto ora che é finito ( o almeno sembrerebbe ) il dualismo ideologico  della guerra fredda  . Quindi lodo ed accolgo come ottima cosa le  prese di posizione di cui si è parlato prima delle associazioni  suddette.