Leggendo questo articolo dal portale Tiscali mi ritorna in mente la strofa di questa
bellissima canzone di de Gregori : <<
una storia d'altri tempi, di prima del motore >> e l'immortale Gucciniana
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La prima iniziativa degna di nota è quella del
Treninvaldorcia, un collegamento ferroviario turistico gestito dall’associazione della
Ferrovia Val d’Orcia. Il treno segue un percorso abbandonato dai servizi commerciali nel 1994. Si parte dalla stazione di Asciano, in provincia di Siena e nel cuore delle
Crete Senesi, e si viaggia in direzione sud, verso la Maremma e Grosseto. Il panorama è indimenticabile: subito dopo aver lasciato la stazione, il treno si immerge nel paesaggio delle Crete Senesi e l’occhio spazia verso l’
Abbazia di Monte Oliveto Maggiore. Lungo il percorso, si attraversano posti incantevoli, la vera essenza della Toscana rurale: la valle dell’Asso, dominata dal castello medievale di San Giovanni d’Asso, e la Val d’Orcia, dove il treno costeggia il percorso del fiume ai piedi del
Monte Amiata, fino a raggiungere la Stazione di Sant’Angelo-Cinigiano. Il viaggio continua e il paesaggio cambia: il treno si avvicina alla Maremma e conclude la sua corsa alla stazione di
Monte Antico. Per rendere il viaggio ancora più emozionante, in alcune occasioni, il servizio è svolto con automotrici d’epoca oppure con
locomotive a vapore e carrozze “centoporte”. [
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Era il
1994 quando fece il suo debutto il
TrenoBlu, un’iniziativa che sfrutta la linea
Palazzolo s/O – Paratico Sarnico, al confine tra Bergamo e Brescia, rimasta chiusa per circa 30 anni. Il merito è dell’associazione
Ferrovia del Basso Sebino, capostipite delle ferrovie turistiche in Italia. Dal 1994 il TrenoBlu accompagna migliaia di passeggeri, grandi e piccini, alla scoperta delle bellezze naturali della valle del fiume Oglio, costeggiando prati e vigneti tipici della Franciacorta, su verso il lago d’Iseo. Superata la roggia Fusia, in un contesto dominato stavolta dalla vegetazione palustre, il treno raggiunge la stazione di Paratico Sarnico, sulla riva meridionale del
Lago d’Iseo. Il percorso è lungo solo 10 chilometri, una distanza ideale per i piccoli viaggiatori, che saranno comunque calamitati dalle automotrici d’epoca e dalle locomotive a vapore con cui è effettuato il servizio. Oltre ad essere disponibile per eventi privati, il treno è attivo in primavera e in autunno, quando al viaggio è spesso abbinata un’escursione in battello sul lago d’Iseo o
un pranzo a base di prodotti tipici. [
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Sempre nella provincia di Brescia opera anche l’ultima nata tra le associate delle Ferrovie Turistiche Italiane: la
Ferrovia Turistica Camuna, fondata nel 2006, ha come obiettivo quello di salvaguardare e sviluppare la linea
Brescia–Iseo–Edolo, in pieno territorio camuno. Un viaggio a bordo di questi treni permette di fare un incantevole tuffo in un mondo di colori, che catturerà la curiosità anche del bambino più distratto: all’azzurro del Lago d’Iseo si sostituisce il verde della Val Camonica, tra Brescia e Bergamo e sede del
Parco Regionale dell’Adamello. Nel suo percorso verso nord, il treno lascia il territorio camuno e il verde lascia il posto al bianco: il colore delle neve che ricopre le pendici del Monte Adamello. Quello a bordo di un treno della Ferrovia Turistica Camuna è un viaggio
entusiasmante ed emozionante, alla scoperta di una delle zone naturali più belle d’Italia. Anche in questo caso è possibile viaggiare a bordo di automotrici diesel d’epoca o di treni a vapore, rendendo la gita fuori porta ancora più affascinante, con buona pace di tutta la
famiglia. [
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Il treno a vapore porta la mente indietro nel tempo, ai film western, in cui il treno era immancabilmente attaccato dagli indiani, o ai romanzi di ambientazione vittoriana di Agatha Christie, con il suo Murder on the Orient Express. Ma il trenino, elettrico questa volta, è da sempre uno dei giochi preferiti dai bambini (e spesso anche dai loro genitori). Il treno, mezzo affascinante, è capace di legare le nostalgie dei più grandi e la curiosità dei più piccoli e rappresenta l’elemento ideale per un viaggio on the road molto sui generis.
Il viaggio di cui stiamo parlando è quello proposto dalle Ferrovie Turistiche, associazioni di volontariato che danno nuova vita ai vecchi treni e alle linee ferroviarie non più utilizzate per il trasporto commerciale. L’idea di una ferrovia turistica è di matrice anglosassone; le prime associazioni di questo tipo sono nate in Gran Bretagna all’inizio degli anni ’50 con il duplice obiettivo di preservare il patrimonio storico delle ferrovie e di renderlo disponibile per la curiosità dei viaggiatori. In questo modo sono state recuperate linee ormai lontane dai tracciati del trasporto locale e nazionale ed è stata offerta la possibilità di scoprire zone del territorio altrimenti dimenticate.
L’idea col tempo si è diffusa anche in Italia. Le prime associazioni si sono formate negli anni ’90, con la nascita della Ferrovia del Basso Sebino (FBS) e della Ferrovia della Val d’Orcia (FVO) che, con la Ferrovia Turistica Camuna (FTC), rappresentano le tre associazioni che, nel 1998, si sono unite dando vita alle Ferrovie Turistiche Italiane (FTI). L’obiettivo è sempre lo stesso: salvaguardare il patrimonio ferroviario, fatto di treni, di binari morti e di stazioni abbandonate, e sviluppare un’idea di turismo innovativa e a impatto ambientale ridotto.
Accanto a queste tre associazioni, in Italia esistono altri esempi di ferrovie turistiche: la Ferrovia Colle val d’Elsa-Poggibonsi, in Toscana, che ha terminato la sua attività nel 2010, la Ferrovia della Valmorea, al confine tra Italia e Svizzera, che collega Castellanza, in provincia di Varese, e Mendrisio, nel Canton Ticino, e il Trenino Verde della Sardegna. Le linee non svolgono un servizio regolare ma possono essere prenotate per singoli eventi e vengono attivate secondo un calendario, spesso legato alle manifestazioni locali.
e proprio sulle note di un'altra celebre canzone di viaggio che concludo il post