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30/04/17

Il fascino vintage delle cartoline resiste ai social ?

il passato che ritorna infatti secondo http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/ 29 aprile 2017
sta ritornando
Il fascino vintage delle cartoline resiste ai social
Collezionisti e turisti regalano nuova linfa E non mancano i nostalgici fra gli under 35
Gli studenti squattrinati le acquistano come souvenir a basso prezzo. I collezionisti, al contrario, sono disposti a spendere follie per accaparrarsi le più rare. Le cartoline stanno tornando in voga, a discapito dei nuovi mezzi di comunicazione, e Trieste è un teatro privilegiato del fenomeno, che qui è duplice. Nel capoluogo giuliano infatti sono in aumento sia le cartoline inviate sia quelle ricevute.
Una passione tutta triestina
Il legame speciale tra la cartolina e Trieste è testimoniato dalla presenza in città di uno degli otto spazi filatelici esistenti in Italia, dedicati ai collezionisti, dove è possibile acquistare prodotti postali speciali. Gli altri spazi filatelici sono a Venezia, Milano, Torino, Genova, Firenze, Roma e Napoli. Qui la direttrice del Museo postale e telegrafico della Mitteleuropa, Chiara Simon, saluta il ritorno della cartolina: «Il mio messaggio è “mandatevi le cartoline, un giorno saranno il vostro archivio personale”. Oggi abbiamo infinite possibilità di comunicare, tutte però aleatorie. Miniature del Trecento sono arrivate fino a noi. Lo stesso non accadrà agli sms, ma alle cartoline forse sì».






L’aumento del turismo
Antonella, da anni impiegata negli sportelli dello Spazio filatelico cittadino, racconta: «C’è un doppio revival della cartolina, alimentato dai collezionisti da una parte, dai turisti dall’altra. In quest’ultimo caso, riconduco la crescente domanda di cartoline al fenomeno più generale della recente crescita di visitatori in città. Un’infinità di turisti passa da noi. Tedeschi, ma anche giapponesi e americani. Tra questi ultimi, molti discendono da famiglie di origine dalmata e istriana, migrate negli Stati Uniti nel secolo scorso: per loro una cartolina di Trieste è un’emozione speciale».
Anche la proprietaria della Tabaccheria San Giusto, in piazza Unità, è dello stesso parere. «Negli ultimi anni si è detto che le cartoline sono state surclassate, ma non è vero. Io le ho sempre vendute. Forse di recente c’è stato un aumento della richiesta da parte dei clienti, ma lo attribuisco all’aumento dei turisti in generale». E svela un ulteriore target di consumatori di cartoline: «Sono soprattutto i ragazzi delle scolaresche ad acquistarle. Non le spediscono perché il francobollo costa più che la cartolina stessa, ma le conservano come ricordo. Un souvenir alla portata di tutte le tasche».
Il ritorno di fiamma
A Trieste e dintorni le cartoline non solo si inviano, ma anche si ricevono. Eleonora, portalettere a Muggia, racconta che «sono sempre di più le cartoline che mi capita di consegnare». L’impressione di Eleonora è confermata dai destinatari della posta, tra cui alcuni giovanissimi, come la triestina Clelia, 18 anni: «Le invio spesso, quando vado in vacanza, ma adoro soprattutto riceverle. Il bello delle cartoline è che ti fanno sapere che qualcuno a cui vuoi bene, mentre stava visitando un posto nuovo, si è ricordato di riservare un pensiero a te». Clelia è più un’eccezione che la regola: tra i suoi coetanei intervistati, è l’unica a fruire abitualmente delle cartoline; gli altri non sono interessati o preferiscono affidarsi all’invio di foto tramite i social network.
Il target privilegiato
I giovani nostalgici della carta stampata sono invece quelli della fascia d’età compresa tra i 25 e i 35 anni. Moltissimi tra loro mandano cartoline e, soprattutto, le ricevono. Massimiliano, 30 anni appena compiuti, commenta: «Le informazioni in passato avevano bisogno di un supporto fisico su cui viaggiare. Le cartoline rappresentano per questo uno spaccato di vita: dopo anni le ritrovi e ti ricordi di una persona, del perché te l’aveva inviata. Ecco perché mi piace riceverle. Anche se, confesso, quando viaggio ho la cattiva abitudine di dimenticarmi di spedirle». Giulia,
che di anni ne ha 27 e da parecchi vive all’estero, racconta, non senza ironia: «Il progresso uccide il romanticismo. Mando sempre cartoline ai miei amici ma loro rispondono con foto su whatsapp. . Allora preferisco inviarle alle nonne, che sanno apprezzarle».





Allora preferisco inviarle alle nonne, che sanno apprezzarle».

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