31/03/05

30/03/05

Senza titolo 630

Nel vuoto di un alba.

 chiuse assumono
forme interrogative
che mai sono state
svelate per paura
e sulle spalle il peso
che si fa fardello
ingombrante 
per il coraggio
che fa compagnia
alle suole delle scarpe.
L’illusione guida la mano
nel sogno, mentre le
dita toccano il metallo
della maniglia.
Edoloroso il pentimento



 

28/03/05

Senza titolo 629

 Gli Stati Uniti hanno usato, e continuano a usare, armi di distruzione di massa.

Mentre leggete gli articoli che seguono ricordatevi che un paese è stato aggredito e invaso illegalmente con la motivazione che avrebbe avuto armi di distruzione di massa pronte per essere usate contro di noi. Ovviamente, tutto si è poi rivelato una bufala, un'isteria collettiva abilmente manovrata dalla propaganda dei media americani e filo-americani. Una bufala costata finora oltre 100.000 morti irakeni, 1500 americani, un paese distrutto, avvelenato per secoli dalle radiazioni dell'uranio impoverito e gettato nella più totale anarchia. "Fanno un deserto e lo chiamano pace..." scriveva Tacito a proposito di un altro Impero, quello romano.


Liz4rd



 


 


- Dal 1962 al 1971 il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha sperimentato armi chimiche e batteriologiche sui propri militari. Lo rivelano alcuni rapporti del Pentagono declassificati a partire dal settembre 2000, secondo i quali almeno 5.500 membri delle forze armate USA sono stati usati come cavie in test che prevedevano fra l'altro l'uso di gas nervini letali come il Sarin, il Soman, il Tabun ed il VX. Questi esperimenti, condotti per saggiare la vulnerabilita' delle truppe americane ad un attacco non convenzionale, sono stati realizzati sia in territorio statunitense (Alaska, Hawaii, Maryland, Florida), sia a bordo di alcune navi USA nel Pacifico, e persino, in alcuni casi, in Canada ed in Gran Bretagna. Nel corso dei test nelle Hawaii, in Alaska ed in Florida anche la popolazione civile e' stata esposta a tali sostanze.



Fonte: http://www.deploymentlink.osd.mil/news/jan02/news_10402_001.shtml


Clicca qui per l'elenco dei test

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- <<Nel momento in cui la nostra nazione potrebbe essere chiamata a combattere per proteggere gli americani dal terrorismo biologico e chimico - ha dichiarato Christopher Smith, deputato repubblicano e presidente del comitato parlamentare per gli affari dei veterani - e' tragico apprendere che quarant'anni fa dei soldati e marinai americani sono stati involontari partecipanti a test che usavano tossine biologiche e chimiche>>.



(New York Times del 9-10-2002: http://tricare.osd.mil/eenews/downloads/NYT100902.doc)



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- Secondo uno studio federale, almeno 15.000 morti di cancro avvenute negli Stati Uniti a partire dal 1951 sarebbero state verosimilmente provocate dalla ricaduta sul territorio della radioattivita' prodotta dai test nucleari condotti durante la guerra fredda.



(USA Today del 27-2-2002: http://www.usatoday.com/news/nation/2002/02/28/usat-nuke-sidebar.htm)



 


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Giuliana Sgrena ed il Napalm



E' vero o non è vero che Giuliana Sgrena, ed anche la sua collega francese, sono andate ad intervistare i profughi del genocidio di Falluja, la città distrutta dove gli americani hanno sparato napalm dagli elicotteri e dagli aerei e bruciato un migliaio di persone, proprio come in Vietnam? Ne hanno parlato il Guardian, ormai l'ultimo giornale d'Europa a dirci qualche verità, e da noi il settimanale Avvenimenti, dignitoso settimanale un pò ancien regime, ma nessun altro ha fatto davvero sapere l'orrendo massacro americano di Falluja e continuano a blaterare sulla tragica buffonata delle elezioni, facendosi così complici delle menzogne planetarie di Bush. Al di là dei buonismi Buschiani, e quelli ancor più miserabili dell'Italietta, perchè, diciamo almeno il Manifesto non ha sbattuto in prima pagina quel che è successo a Falluja, e il legittimo sospetto che la Sgrena sia stata presa , come la sua collega, da una delle bande fomentate dalla CIA (ci sono anche squadroni della morte in Iraq, la presenza di Negroponte, lo specialista, è lì a provarlo) proprio perchè stava cercando tra i rifugiati della città martirizzata le prove (che ci sono) del Napalm buttato sulla città intera, donne e bambini compresi?



Fonte: http://www.malatempora.com/mag59.htm



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A Fallujah usate armi chimiche: lo conferma il Ministero della Sanità iracheno



Un esperto del Ministero della Sanita' iracheno ha accusato le forze americane di aver impiegato armi vietate dalle convenzioni internazionali durante la sanguinosa offensiva contro Falluja, nello scorso novembre. Lo riferisce la tv satellitare qatariota Al Jazira sul suo sito internet. La denuncia e' venuta durante una conferenza stampa presso il Ministero a Baghdad, la cui data non e' stata precisata. Il dottor Khalid ash-Shaykhili, al quale e' stato affidato l' incarico di accertare le condizioni di salute degli abitanti di Falluja, ha detto che le ricerche effettuate dalla sua equipe medica provano che le forze Usa hanno usato gas ''mostarda'', gas nervino e altre sostanze chimiche nocive. ''Quello che ho visto durante i nostri sopralluoghi a Falluja mi portano a credere tutto quanto e' stato detto riguardo a quella battaglia'', ha dichiarato il medico, secondo Al Jazira. Il dottor ash-Shaykhili ha precisato che la roccaforte della guerriglia sunnita ad ovest di Baghdad reca ancora i segni dell' uso di sostanze chimiche e di altri armi, che provocano gravi malattie. L'esperto ha anche denunciato la ''totale distruzione dell' ambiente'' a Falluja. ''Posso anche dire di aver trovato dozzine, se non centinaia, di cani e gatti randagi e uccelli uccisi da questi gas''. Il medico ha detto che inviera' un rapporto a tutti gli organi competenti in Iraq e all'estero. Durante l'offensiva americana contro Falluja, alcuni abitanti avevano riferito di aver visto ''corpi bruciati'', con i segni caratteristici che lascia il napalm, un cocktail di sostanze tossiche del quale le truppe Usa fecero largo uso durante la guerra del Vietnam, con effetti devastanti sulle persone e l'ambiente.

Fonte: Ansa, 4 marzo 2005



 


 



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A FALLUJA SI E' USATO IL NAPALM ?


di red



Il 23 novembre del 2004 gli abitanti del villaggio di Saqlawiya che si trova vicino a Falluja, hanno raccontato alla TV del Quatar, Al Jazeera di aver aiutato a seppellire 73 corpi di donne e bambini completamente carbonizzati. Al momento non ci sono prove che dimostrino l'uso di bombe al NAPALM da parte degli americani o delle altre forze della coalizione: i cadaveri carbonizzati pero' fanno nascere seri sospetti. Anche i corpi ritrovati l'anno scorso dopo la battaglia dell'areoporto di Bagdad erano completamente carbonizzati. A questo proposito qualcuno aveva persino ipotizzato l'uso di armi nucleari.


Sul numero 6 di Avvenimenti pubblicato la seconda settimana di febbraio, Liliana Boranga collega i rapimenti di alcuni giornalisti, Giuliana Sgrena, e Florence Aubenas, con le inchieste che loro stavano portando avanti. Da mesi le due inviate stavano indagando sul fatto che gli Stati Uniti facessero uso di armi non convenzionali. Lo dimostrano tre fatti estremamente significativi. In primo luogo Giuliana Sgrena, pochi giorni prima di essere sequestrata, stava cercando proprio i profughi superstiti dei bombardamenti di Falluja per avere delle prove. In secondo luogo le due donne sequestrate erano tra le pochissime persone ad essere entrate nella citta' martoriata dopo i bombardamenti. E infine nella famosa Battaglia di Falluja, la mezzaluna rossa aveva denunciato centinaia di cadaveri esposti all'aperto. Anche su questo le due giornaliste stavano indagando. Alla fine le prove non sono saltate fuori anche perche' era difficile, in quella situazione, riuscire a trovare qualche testimone; chi poteva parlare sussurrava che forse era meglio non vedere quello che era successo.


Nel numero successivo di Avvenimenti, Simona Maggiorelli ha continuato il lavoro iniziato da Liliana Boranga. Pero' questa volta la giornalista di Avvenimenti e' andata a spulciare piu' nel dettaglio la situazione in Inghilterra e vedere se la seconda nazione della coalizione dei volenterosi facesse anch'essa uso di NAPALM. I sospetti verso l'esercito britannico vengono ufficializzati il 29 novembre 2004 quando nella camera dei comuni di Londra iniziano le prime interrogazioni parlamentari per chiedere al governo Blair chiarimenti. Nel caso dell'inghilterra, l'accusa e' piu' grave che per gli Stati Uniti. Infatti il Regno Unito contrariamente agli Usa, aveva firmato gli accordi del 1980 per la messa al bando di armi chimiche.


Quindi, se venisse provato l'uso del NAPALM, ci troveremo di fronte ad una vera e propria violazione degli accordi. A portare avanti le inchieste parlamentari in Inghilterra e' una deputata del gruppo Halifax del Labour Party. Si tratta di Alice Mahon. Coraggiosamente il 21 dicembre 2004 venne lanciato da parte della deputata l'affondo piu' duro:" Visto che abbiamo la possiblita' di fare domande, ma non ci viene permesso di aprire una discussione voglio dire che questa guerra e' illegale. Perche' non ci sono piu' immagini di persone che vivono a Falluja? Che tipo di armi sono state usate?"


Una riflessione a questo punto e' d'obbligo. Alcuni fatti sono ormai assodati.


Negli ultimi anni gli Usa hanno ridisegnato "a suon di bombe" parte della geografia mondiale. I rapporti con l'Europa che conta: Francia, Germania, e Spagna sono ormai definitivamente compromessi.


L'Onu e' stata fatta collassare e con essa anche ogni progetto di multilateralismo. Molti storici da tempo stanno cercando di analizzare l'attuale situazione guardando indietro agli ultimi dieci anni di storia mondiale.


Da questo scenario emerge in modo evidente come "dietro le quinte" della politica estera americana si cela senza dubbio un problema serio di redifinizione del ruolo militare Usa, all'indomani della caduta del muro di Berlino. Infatti non va dimenticato che dal 1989 gli Stati Uniti devono giustificare al mondo un esercito militare che impiega circa 2 milioni di persone operative senza contare tutto l'entourage civile che opera intorno. Quindi senza mezzi termini, ci troviamo di fronte ad un' industria tra le piu' prolifiche dell'occidente, che opera su un mercato aperto internazionale di tutto rispetto. E cio' in anni di crisi economica. Ogni anno in america si producono, sempre piu' massicciamente, migliaia di Claster Bomb o di bombe al Napalm.


Non si tratta di dietrologia. Basta, leggendo i giornali americani, osservare il potere di convincimento che le lobby delle industrie militari hanno sia nei confronti sia del congresso, sia dell'amministrazione presidenziale. Se poi si va anche a confrontare quanto appena detto con le statistiche sugli aumenti delle spese militari effettuate dalle varie amministrazioni dai primi anni novanta ad oggi, il cerchio si chiude. Dunque i secondi fini della politica estera americana sono ormai chiari a tutti. Non solo alle opposizioni di sinistra ritenute radicali, ma anche a governi di centro destra come la Francia di Chirac. Perche' allora si continua a mettere in scena l'assurda commedia dell'intervento umanitario? Perche' si insiste nel dire che l'obiettivo dell'amministrazione Bush e' quello di esportare la democrazia? Senza retorica, ma ormai una simile messa in scena non ha piu' senso. Persino Giugliano Ferrara, l'interprete ufficioso dell'ideologia neo.con in Italia ritiene piu' "corretto" ormai dichiarare che quanto si sta facendo in Iraq oggi e' in poche parole, una guerra.



Fonte: http://www.radiobase.net


Senza titolo 628

se solo


le lacrime che


bevo non


sgorgassero


dalle mie


dita se solo


il vento in


questo uliveto


fosse infinito


se solo qualcuno


si ravvederebbe


al mio posto,


non ci sarebbero


croci ed ore


d' equinozio,


nell'ultimo silenzio


della passione


le mani di te


Maddalena colmerei


di colore,ma non


mi resta che pensare


al peso dei chiodi


da indossare


all'ombra della croce


che non mi da più


pace,l'ultima preghiera


vagabonda la dedico a


me anima sepolta,di


Giuda ho scordato il


sapore,perdonalo al


mio posto Nostro


Signore

27/03/05

FERITA

Io ero un uccello
dal bianco ventre gentile,
qualcuno mi ha tagliato la gola
per riderci sopra,
non so.
Io ero un albatro grande
e volteggiavo sui mari.
Qualcuno ha fermato il mio viaggio,
senza nessuna carità di suono.
Ma anche distesa per terra
io canto ora per te
le mie canzoni d’amore.


-ALDA MERINI-


26/03/05

Memoria


Auguri ai compagni di viaggio

IL GRIDO DEL GABBIANO


La storia
Emmanuelle Laborit è il gabbiano. Emmanuelle è sorda: i suoni della sua prima infanzia non sono parole ma urla acute. Nel trascorrere della sua vita prende piena coscienza della sua diversità e, assieme alla consapevolezza, nasce la ribellione. Una ribellione che è rivolta non contro la propria diversità, ma contro l'ipocrisia e la falsità del mondo degli udenti che, anche quando si propone di volerla aiutare, di fatto annulla la diversità che turba e fa paura e opera per ricondurla alla più tranquillizzante normalità. La lingua e la cultura dei sordi sono negate al proprio popolo e quando emergono vengono ricacciate, anche con prepotenza. Emmanuelle è di ciò consapevole: si ribella e soffre.
Il grido del gabbiano non è un libro che parla di sordi.
È un libro che parla della diversità e della violenza secolare che questa suscita, violenza che si può esprimere in mille forme, dalle più aspre alle più sottili, ma non per questo meno pericolose.
Emmanuelle, come i gabbiani della poesia di Cardarelli, nel corso della sua adolescenza travagliata sfiora la vita senza trovare un rifugio rassicurante
fino a quando scopre la sua vocazione come attrice. Un'attrice sorda! Nel 1993 vince il premio Moliére in Francia, come rivelazione teatrale dell'anno, interpretando "Les Enfants du silence", l'opera teatrale di Mark Medoff, divenuta un classico in Francia, che tratta della drammatica contrapposizione tra due mondi, quello dei sordi e quello degli udenti.


"Non so dove i gabbiani abbiano il nido,
 ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo.
La vita la sfioro, com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo:
e come forse anch’essi amo la quiete,
la gran quiete marina. Ma il mio destino e’ vivere,
balenando in burrasca."
(VINCENZO CARDARELLI)

Senza titolo 627

24/03/05

Senza titolo 624

E poesia fu.

 

Ti intravidi sfuocato

fra i pensieri e fatale

mi fu l’attimo.

Impreparata ma cosciente,

colsi l’orgasmo di parole

ed emozioni che ritmavano il

mio respiro, colmando la mia

bocca.

Mi abbandonai dolcemente

al canto eterno oltre la

dimensione dell’esistere,

raggruppando le immagini

e le memorie in fasci di

profumati fiori e poesia

fu.

23/03/05

Senza titolo 623

Muore la Costituzione. L'Unione abbandona l'aula
di red

Bandiere tricolori, fiocchi verdi bianchi e rossi legati ai microfoni. Nell’aula di Palazzo Madama, il giorno del voto del ddl di riforma o meglio di manomissione della Costituzione, il centrosinistra ha espresso con durezza il suo dissenso. Al momento delle votazioni, dopo le dichiarazioni dei voto, i parlamentari dell’Unione si sono alzati dai seggi e sono usciti dall’aula in segno di protesta verso quella che viene giudicata « la più grave legge tra quelle approvate in questa legislatura dal governo e dalla sua maggioranza».

 


Alla fine la riforma è passata con 162 sì e 14 i contrari, non prima che tra i diversi schieramenti volassero insulti e provocazioni di ogni tipo, al punto che il presidente del Senato Marcello Pera ha sospeso la seduta per ben due volte. Tra i no, anche quello di Domenico Fisichella, vice-presidente del Senato e tra i fondatori di Alleanza nazionale. «Formalmente io parlo in dissenso rispetto al gruppo parlamentare di An che si accinge a votare in dissenso rispetto ai valori fondanti e fondativi di Alleanza Nazionale, valori fondanti e fondativi che io conosco meglio di chiunque altro».


Il no della Fed: la cdl cede ai ricatti della Lega e alle ambizioni di Berlusconi
Il diessino Gavino Angius, intervenuto in aula per conto della federazione dell'Ulivo ha parlato di «pagina nera per l’Italia» e di «cessione al ricatto della Lega nord»: «La nostra costituzione è costata sangue e sofferenze. Una mobilitazione di coscienze, cattoliche, marxiste, liberali. Un enorme impegno comune». «Certamente oggi la costituzione ha bisogno di riforme», però, attacca, «voi ora volete riscrivere questa grandiosa costituzione per accontentare un partito del 3% e per distruggere i poteri di garanzia che sono ostacolo al potere del vostro presidente del consiglio». Insomma, continua il senatore della Quercia, «è questo scellerato obiettivo che di fatto ha reso voi senatori di maggioranza schiavi obbedienti, la base di questo pasticcio. per noi, tutto questo è inaccettabile. Ecco perché ci opponiamo».


E poi continua: «Voi- incalza il presidente dei senatori ds- avete blindato la vostra proposta di costituzione. L'abbiamo capito quando vi siete chiusi nella baita di Lorenzago, tra una polenta e un fiasco di vino. Era chiaro tutto». Poi puntualizza: «Fare della riscrittura della II parte della costituzione, l'oggetto, il collante del patto di governo della cdl, è stato un atto politico oltraggioso della nostra storia e della nostra democrazia. Non era mai avvenuto. Non è mai avvenuto in nessuna moderna democrazia occidentale niente di simile. Persino in iraq per costruire una costituzione condivisa dagli sciiti, superando persino l'esito del voto, si pongono il problema di associare al lavoro costituente, i sunniti». Insomma, conclude Angius, «non so se siano più fondamentalisti gli sciiti o voi».


Il ministro delle Riforme padano, Roberto Calderoli, che la settimana scorsa aveva minacciato le dimissioni in caso la riforma non venisse approvata entro Pasqua, esulta: «Beh, sì: mi pare proprio che l'avemo sfangata...». Poi annuncia il ritiro entro il pomeriggio delle sue dimissioni e comunica alla folla lo stato d’animo del capo Umberto Bossi: «L’ho sentito, è gasatissimo».


Prodi: prepariamoci ad un referendum che ponga fine a questo scempio
Adesso la riforma passa alla Camera e a giugno il Senato potrebbe pronunciarsi per la seconda volta per il varo definitivo. Ma per il centrosinistra l’ostruzione in aula è solo il primo passo. La lotta contro la manomissione della costituzione è destinata a spostarsi all’esterno dei Palazzi. Alla notizia dell'approvazione Romano Prodi ha subito dichiarato: Con la nuova riforma costituzionale «sono calpestati» il ruolo «del Presidente della Repubblica, e prima ancora del Parlamento e della Corte Costituzionale, della Magistratura». Per questo «noi dovremo prepararci fin da ora a un referendum che ponga fine a questo scempio».


Già altri esponenti dell'Unione avevano annunciato in questi giorni l’inevitabilità del ricorso al referendum. E rispetto a questa opzione mercoledì si è subito pronunciato ianche l premier Berlusconi da Bruxelles dove è in corso il Consiglio europeo tra capi di Stato: di referendum se parlerà ma a suo tempo, «dopo le elezioni politiche perché non vorremmo che questo interferisse con la spiegazione di ciò che il governo ha fatto e con le differenze, che dovremo ben spiegare, tra noi e la sinistra nel modo di vedere lo Stato, le persone, la politica. Noi manteniamo la stabilità del governo, loro invece vogliono solo esercitare il potere».


«Ha paura. Anzi è letteralmente terrorizzato da un referendum popolare che sa benissimo che spazzerebbe via questo obbrobrio». Lo dice ai giornalisti il capogruppo DS al Senato, Gavino Angius. «Questo ci porta alla considerazione-sottolinea- che anche Berlusconi considera questa legge impresentabile al giudizio del popolo italiano».Rappresenta, poi, «un inedito» quanto il premier va dicendo di un referendum da fare dopo le elezioni politiche, «una dichiarazione quantomeno sospetta» e per ben due motivi. Ci sono altri due passaggi parlamentari e «la legge potrebbe non essere approvata». Poi, seconda ragione, «se queste riforme sono un gran risultato, se sono così importanti per il Paese, se sono strategicamente così fondamentali e decisive per il futuro, Berlusconi ne dovrebbe fare un punto di forza della sua campagna elettorale. Il fatto che metta le mani avanti -conclude- è che è letteralmente terrorizzato dal referendum popolare».


fonte www.unita.it


Senza titolo 622

Incontro


Odi
Rumori
Vicini
Di assenza
Contempli
Paure
Irreali
Percorri
Confusa
La strada

Ascoltami

Tu
Offri
Riparo

Tu
Colori
La vita

Che cosa posso fare io, per farti comprendere il tuo potere se non urlare la tua forza al vento affinché tu stessa possa finalmente udire la mia voce?
Non sei sola... Io sono qui...

 



Picture from http://www.pinkpigeons.com/assets/images/db_images/db_Flame_Tree1.jpg

22/03/05

Senza titolo 621










Acqua per la vita
Water Aid è un Ente morale inglese specializzato nel fornire acqua, sanità e promozione igienica ai paesi in via di sviluppo, operante in 15 paesi in Africa ed in Asia.


 


 



La penuria di acqua rappresenta un problema drammatico per il Terzo Mondo, in cui seimila persone muoiono ogni giorno a causa di acqua sporca e contaminata.


Water Aid è un Ente morale inglese specializzato nel fornire acqua, sanità e promozione igienica ai paesi in via di sviluppo, operante in 15 paesi in Africa ed in Asia.


Nel sito di Water Aid - Water for life si raccolgono donazioni, offerte individuali occasionali o regolari costruendo una rete di solidarietà.


Ogni clic effettuato dagli utenti sull'icona rossa Donate Now in homepage contribuisce ad incrementare i fondi da utilizzare per portare acqua alle popolazioni più povere.


L'azienda britannica Thames Water ha dichiarato che verserà a Water Aid  50.000 sterline supplementari quando il sito avrà collezionato 2 milioni di clic



UN GATTINO ABBANDONATO* di Leopold Persio

 UN GATTINO ABBANDONATO*

Come posso dir di no ad un gattino abbandonato?
L' accolgo,lo riscaldo,lo nutro.
Mi commuove il pianto accorato,
è sempre l'amore che prevale e mi lega,
dolce è la magia di questa creatura smarrita
profonda è la pietà che mi pervade,
resto commosso e felice
e come d'incanto mi perdo.
Piccola creatura
Come visione appari agli occhi miei.
Non hai più le tenere cure della tua mamma.
Posso abbracciarti,asciugare il tuo pianto,
posso nutrirti e consolarti,
poi col tempo diventeremo amici
in una perfetta affinità.
Ora riposa,dormi,sogna beato
Sono vicino a te,non sei più solo.

                    Leopold Persidi     Roma.29-05-2002

*Premio Fedeltà ANNA MARIA SALERNO
  Roma.28-04-2004 (sezione poesia)

21/03/05

Senza titolo 620

Il silenzio di questa camera ha il sapore di fumo secco,di ricordo esperto e senza letto,dopo sbarre e voci confuse,mi ritrovo a vagare negli stessi meandri vagabondi,nel riflesso sempre acceso della ragione altrui.....Cosa voglio non lo so,non lo capisco,vivo nel continuo ripiegarmi in me stesso,nell'ombra sempre accesa del mio infantilismo,non cresco,non muoio,ma non sono eterno.Mi vedo crescere nelle mie lacrime,nelle rughe di mia madre e nelle parole di mio padre,ma lo specchio è sempre lo stesso.Il vuoto che sento dentro è sempre lo stesso,mutuato nel lamento,nell'incomprensione di tutto quello che è esterno,non so,non capisco,non voglio.A volte mi illudo di essere un poeta,uno scrittore,ma è solo una illusione,un'onda in mare che si sperde nella paura di arrivare al porto,leggo altri,leggo molti,ma non li apprezzo,a mia voglia mi voglio fare apprezzare,ma solo sgomento,solo parole sfruttate per adattamento,per ipocrisia,ciò che proviamo ci rende unici e credere di capire gli altri ci accomuna e ci rende schiavi dello stesso teatro,mentre scrivo,qualcosa scivola tra le pagine,nelle strade oltre le fogne........Siamo ciò che non leggeremo mai,solo epitaffi d'effetto che svirgolano il silenzio,o forse lo sono solo io e cerco di accomunarmi agli altri per sentire meno il peso della mia alienazione,mia,come la solitudine delle frasi scaltre che non decoro.Anche queste sono parole che non sapranno trovare terreno fertile,solo semi nel deserto di coscienze aride,ipocrisia ad oltranza pur se esanime,critica sterile e senza ricorso se contrapposta al vostro orgoglio,alla vostra ragione,graffi scordati su di unafinestra in attesa d'infrangersi su se stessi.Anche nelle parole mi ritrovo silenzioso,a colmare gli attimi di fiato con palpebre socchiuse,sguardi che si perdono lontano e mani che scavano nelle tasche e poi si parla di arte,artefici e malefici,ma solo io conosco il sapore di vetro rotto e bottiglie rotte,bicchieri capovolti ed alcooliche visioni,solo io,io solo,nel silenzio che cerco e che trovo.Poi mi sveglio,sempre nei miei occhi,sempre nei miei sogni,nella speranza di grattarmi e ferirmi nei bisogni,ma non cambia nulla,tutto è una passata di spugna nel giorno che muore e sull'alba che spunta,mentre gli altri si sanno lamentare,come canzoni e rime baciate,torno a pensare alle sbarre di un manicomio,di una stalla,d'un granaio senza speranza;alle mura in cui mi chiudo senza stanza,alla pazienza che conosco in ogni vertebra ed in ogni arroganza,chi se ne frega?Voi?Non credo proprio,vi ho voluto soltanto annoiare con ciò che sono,tanto siete già troppo pieni di voi stessi,dei vostri versi e sberleffi,che rimane,se non continuare a farmi odiare,nell'incomprensione labile che a vicenda ci fa amare...........


Ed alla fine son solo pazzo,perchè provo ciò che provo e non me ne vergogno,perchè sono ciò che sento e non abbandono,chi se ne fotte voi avete ragione ed io son un altro ladrone senza decoro,sbrigatevi la fine del mese sta arrivando,fatevi inculare finchè potete il salario ne vale la pena.ma non le mie vene.........

Senza titolo 619

Languida tristezza

 



 



 



 


Languida è questa tristezza

 



 


che mi ha sempre accarezzato

 



 


la vita, compagna nei giochi

 



 


e nell’età divenuta matura.

 



 


Il tempo vola e i pensieri

 



 


continuano ad abbracciarsi

 



 


e a lasciarsi in questa falsa

 



 


primavera, rifugiandosi

 



 


in quel angolo di cielo

 



 


dove il niente fa da

 



 


compagno al silenzio

 



 


e l’illusione degli

 



 


occhi divenuti calici,

 



 


si colmano di questo

 



 


riverbero di luci

 



 


e di questo vento

 



 


dolce d’ambrosia.








 



 

Senza titolo 618

Inarrestabile strada.



 



..loro camminano avanti a noi


Falcone, Borsellino e tutti quelli


che lottano o solo resistono


ad una sistematica violenza


a un ordine perverso e delinquente..



 



Ci fanno strada, ed è un cammino


che nessun tritolo può sgretolare


nessuna arma può fermare


nessuna gola può ghermire e rendere silente…



 



Parliamone, che serve


diciamolo, che vale


viviamolo ogni giorno sulla pelle


l’insofferenza di chi è giusto urla


e noi urliamo, diamo voce all’uomo



 



Se il capo volti troppo spesso altrove,


quando ti premeranno il tuo, la faccia al muro


la forza non avrai di replicare


non siamo pochi, non siamo soli


e tutto quello che si fa ha un senso..



 



Se la speranza era che scordassimo


calcolo più sbagliato non esiste


ché la speranza è solo degli onesti


e non da scampo a chi la volle schiava.



 



A Falcone, a Borsellino, e a tutti quelli che


non arrivano in prima pagina ma sono un esempio quotidiano


di quello che si deve fare,


in questo mondo,


per renderlo migliore.

20/03/05

Senza titolo 617

Laggiù si muore

 

Il superfluo abbonda

sulla bocca delle persone

e intanto laggiù si muore.

Impazza la corsa al primato

del lusso e intanto laggiù si

muore.

Ed or ora nell’ agiatezza

e a pancia piena

in cui scrivo queste parole

laggiù si muore.

Sembra di sentirlo negli

orecchi quel

piccolo cuore che

batte pian piano

l’ultimo rintocco di vita.

e ora laggiù è già

morte.

In Africa muore un bambino ogni minuto.....

Senza titolo 616

...non è la morte di mio nonno a non riuscire a scrollarmi di dosso ma i tre giorni precedenti alla sua morte...


...mi hanno stancato... e li sento ancora addosso...



ILARIA E MIRAN


Il 20 marzo 1994 in Somalia a Mogadiscio Nord, vengono barbaramente assassinati Ilaria Alpi (32 anni, giornalista RAI) e il suo operatore Miran Hrovatin. A loro dedico questa poesia di Pablo Neruda....


DEDICATA AD ILARIA E MIRAN


Lentamente muore
chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle
che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno
di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi e' infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza
per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette
almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o
della pioggia incessante.
 
Lentamente muore
chi abbandona un progetto
prima di iniziarlo,
chi non fa domande
sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde
quando gli chiedono
qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo
di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà
al raggiungimento
di una splendida felicita'.
(PABLO NERUDA)

Senza titolo 615

animare in

 



stormi gli

 



occhi

 



virar lì

 



nell’ombre

 



oltre i

 



limiti della

 



percezione

 



seminar

 



passione tra

 



i tuoi capelli

 



esser la

 



polvere gentile

 



che respiri

 



e non

 



cenere di

 



tormentati

 



ricordi

 



cangiar le

 



lacrime in

 



sorrisi di

 



sorte

 



servire

 



l’animo

 



tuo come

 



ragione

 



sfamare il

 



tuo cuore

 



d’amore

 



e volger al

 



disio ogni

 



speme tanto

 



da cancellar

 



la parola

 



sempre

 


19/03/05

Senza titolo 614

Ti parlerò di me

 



 



 



 


Ti parlerò di me

 



 


e della mia speranza

 



 


sfiorita fra queste

 



 


mani, della mia voglia

 



 


di esserti sogno

 



 


senza ricordo alcuno

 



 


al risveglio.

 



 


Ti parlerò amante

 



 


mio,

 



 


di un amore

 



 


che mai ti ho detto,

 



 


stretto dentro un corpo

 



 


diventato vecchio

 



 


nell’attesa di una sola

 



 


tua parola da respirare

 



 


a pieni polmoni prima di

 



 


morire.

 



 


Ti parlerò fino a che avrò

 



 


ancora fiato e adorandoti

 



 


fino all’impossibile mi abbandonerò

 



 


al sonno eterno.




 



 

18/03/05

Senza titolo 613

....che strana sensazione che sento sulla pelle... come se mi fossi persa un pezzo di vita....


ieri dal finestrino del treno sono rimasta immobile davanti ad un cielo rosso, ho pensato a tante cose, che vorrei trascrivere, ma i pensieri di ieri non sono uguali a quelli di oggi...


vorrei passare una serata che mi faccia dimenticare un pò tutto... una serata con persone stupende  che mi facciano stare bene!


...e se sto con lui mi sento già meglio...



Senza titolo 612

confeziono parole

 



come i becchini le tombe

 



nelle forme contorte

 



ma senza ombre

 



dedicando rime alle

 



brulle rive dell’inferno

 



sciogliendo l’eco nel

 



claudicante peso del

 



pentimento sposando

 



donne senza affetto

 



provando sensazioni

 



di lama per difetto

 



ridendo senza apprendere

 



ciò che gli altri hanno sofferto

 



tornando a misurare le altre

 



bocche solo per l’aspetto

 



scuotendo Ofelia dal suo

 



sudato letto coprendomi

 



di detriti per non sentir

 



freddo galleggio sull’orme

 



d’acqua fino all’oceano per

 



distendermi nell’immensità

 



delle onde sperando di non

 



toccare umane sponde

 


IL RISPETTO DEGLI ALBERI


La prima cosa che Garibaldi fece,
giungendo a Caprera, fù di piantare un pino.
Generale, che cosa fate, gli chiesero vedendolo
scavare una buca vicino a casa.
Voglio mettere quì un tesoro, rispose serio Garibaldi.
I presenti si guardarono meravigliati. Tutti sapevano
che il comandante dei 1000 non possedeva tesori.
Si era imbarcato per Caprera,
con un carico di stoccafisso e ceci.
Garibaldi capì la meraviglia degli amici e spiegò:
Un albero vale più di un TESORO.
Abbellisce il paesaggio e quindi è un TESORO di bellezza;
fà ombra e quindi è un TESORO di comodità;
combatte il vento e quindi è un TESORO di eroismo;
dà riposo agli uccelli e quindi è un TESORO di bontà;
dà legna da ardere e quindi è un TESORO di previdenza.
Vorrei che tutti gl'Italiani capissero ciò,imparassero
cioè a piantare alberi,che formano più bello e più ricco
il patrimonio della PATRIA.

Senza titolo 611

Non sto più scrivendo   In questi giorni   mi  è ritornata  la  depressione   e  il malumore perché  tutte le  volte  che faccio qualcosa  facci danno ( lo so  che   è darmi addosso  ma  purtroppo  un  fondo di verità  c’è  )  entrando  nei siti porno  ( purtroppo mi sono  assuefatto  )  credevo  di aver smesso(  vedere  post  sui sette peccati capitali )    invece   ci ricado  .; Poi l’esame  di  latino    e la  paura  di non farcela  , infatti ci sono un anno dietro   . E  po la e  attività della bottega   del commercio equo e  solidale  .


Per il momento  sono in pausa di riflessione   per  capire  meglio  quello che   voglio dire  e del perché  di tale pausa    metto qui  una  canzone dei chichimeca  un  gruppo  della mia provincia  (http://www.chichimeca.it/index.htm)



SPARIRE PER UN PO'

 



Sparire per un po’ per respirare polvere
di strade senza asfalto erba e spine intorno
e gente senza fretta non ti chiede chi sei
ma se vuoi ti puoi fermare a mangiare
è poco ma è tanto per te
Sparire per un po’
dimenticare il mondo qui
fidarsi di un uomo
che ti indica la via
come se fosse niente volergli già bene
più di quanto io ne ho voluto a te
in tutto questo tempo
Sparire ma non per paura
di affrontarti
ti ho già affrontato
e non vali
quanto un'ora di tramonto
le tue scene surgelate
da scaldare
priorità sballate l'ultima per te
è la prima per me e le tue cazzate
io non ne ho più voglia
Sparisco per un po’ per respirare polvere
la voglio nei polmoni
più delle tue sigarette
e delle tue difese e mi piace
averti lasciato
tu non conosci la differenza tra me e te
E sparisco per perdonare tutto
respirerò il profumo
della terra e parlerò con una vecchia curva
che nonricorda nemmeno il suo nome
ma sa insegnarmi a ridere
di me voglio camminare scalza
Finché le scarpe saranno un privilegio
voglio camminare scalza



17/03/05

Senza titolo 610

Ti cerco.

 



 



 



 


Sfoglio pagine di versi

 



 


fra le pieghe di questo desiderio

 



 


e ti cerco.

 



 


Ti cerco mentre dormi

 



 


ignaro della mia malinconia

 



 


notturna e con le spalle

 



 


alla luna guardo e sento

 



 


l’eco dei tuoi passi divenuti

 



 


ormai solo ricordo.

 



 


Il domani diviene oggi

 



 


in quel cielo che mi riempie

 



 


gli occhi di rosa e rabbia

 



 


e io sempre ti cerco.

 



 


Domani ,

 



 


detto come una preghiera,

 



 


sfiderò nuovamente il sorgere

 



 


del sole e la mente che

 



 


vuole nutrirsi delle tue parole.





 


15/03/05

Senza titolo 609

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Circolo

 



Esanime il

 



Ricordo di

 



Rotoli

 



Stanchi del

 



Passato

 



Vagabondo

 



S’imprigiona

 



Nell’ombra

 



Delusa della

 



Ragione

 



Estrapolando il

 



Dolore per

 



Vie sempre

 



Più traverse

 



E scoscese per

 



La voglia di

 



Dimenticanza

 



Che mai

 



S’ammoglia e

 



Si muove

 



Scalza