Nostra patria è il mondo intero e nostra legge è la libertà
Cerca nel blog
27.4.26
Addio Wendy Duffy, ha voluto il suicidio assistito dopo aver perso il figlio chi siamo noi per giudicare la sua scelta
18.11.25
"LE GEMELLE KESSLER? SI SONO UCCISE CON UN METODO NAZISTA" - LA PROVOCAZIONE DI MARIO ADINOLFI, DA SEMPRE CONTRARIO AL SUICIDO ASSISTITO,
Ma uno non può essere libero di fare ciò che gli pare cioè scegliere se vivere oppure morire e come morire , senza che ci siano « un pio, un teorete ,un Pillon e un Adinolfi o un prete( con rispetto perch è a
differenza dei primi fanno il loro dovere di pastori di anime ) a sparare cazzate ! * » e che ti rompano le scatole e ti giudichino ? Dio non ci ha ato il libero arbitrio ? Dopo il caso di Pillon di cui ho parlato in ( è il secono articolo ) : « la rosicata calcistica suprematista /nazionalistica di Gattuso e di Bocchino ., gemelle kresslerl libere anche nella morte ma non per pillon e compari
(Adnkronos) - ''Noto nei media poca compassione, nessun cordoglio e invece tanta ideologica esaltazione davanti al macabro duplice suicidio avvenuto ieri in Germania. Alice ed Ellen Kessler appartengono al lungo elenco di anziani, disabili, sofferenti che dalla fine degli Anni Trenta lo Stato tedesco ha iniziato a sterminare perché rappresentavano un costo inutile per lo Stato. I nazisti lo chiamarono 'programma Aktion T4' e Goebbels ci fece su anche un bel film che trionfò al festival di Venezia del 1941.
I tempi non sono cambiati: al festival di Venezia l'anno scorso ho visto un altro film che esalta l'eutanasia, i media applaudono un duplice suicidio operato dallo Stato che ha preparato con una sua dottoressa la pozione letale, come fosse un trionfo della civiltà e dei diritti''. A parlare all'Adnkronos è Mario Adinolfi, fondatore del Popolo della Famiglia e presidente dell'associazione 'Cristo Regna', sul suicidio assistito di Alice e Ellen Kessler, morte ieri nella loro abitazione in Germania.
Secondo Adinolfi "le Kessler sono state uccise con lo stesso metodo e dalla stessa logica dei nazisti: costavano e non rendevano, per lo Stato era vantaggioso eliminarle e per questo ha mandato un suo medico donna a espletare la pratica - continua Adinolfi - Mi meraviglia il silenzio della Chiesa. Quando quel film sull'eutanasia voluto da Goebbels vinse a Venezia nel '41 i vescovi tedeschi ordinarono ai sacerdoti di andare a bussare casa per casa per vietare ai cattolici di vederlo.
Ora discettando di fine della cristianità, i cardinali italiani tacciono davanti alla barbarie che si consuma nello stesso giorno delle loro amene assemblee. Poi ci si chiede perché avanza ovunque il pericolo islamico. Alice e Ellen Kessler meritano prima di tutto sgomento e cordoglio sinceri, poi preghiere per le loro anime che speriamo abbiano incontrato la misericordia del Signore davanti ad una scelta tragica quanto grave e sbagliata''.
''La vita non è un bene disponibile, lo Stato che sopprime è ingiusto quando lo fa con Socrate e quando lo fa con le Kessler, l'Italia non segua in questo la via dettata dal Nord Europa che da sempre genera ideologie pericolose, specie quelle che partono dalla Germania - sottolinea Adinolfi -. Hitler e Marx sono stati entrambi sconfitti dalla cristianità, con buona pace del cardinale Zuppi che evidentemente è immemore della lezione del Papa sotto cui ricevette l'ordinazione sacerdotale, resistente antinazista in Polonia e poi guerriero anticomunista in nome di Cristo per una vita intera.
Giovanni Paolo II fu un condottiero a difesa della vita dei più fragili e anche Francesco è stato in prima linea a denunciare la 'cultura dello scarto' che è alla base dell'abominio dell'eutanasia e del suicidio assistito''. ''I cattolici non possono tacere davanti a ciò che è stato fatto ad Alice ed Ellen Kessler - prosegue il fondatore del Popolo della Famiglia e presidente dell'associazione 'Cristo Regna' - perché ci riporta alla mente gli anni più bui del Novecento anche se qualcuno che sa far di conto vuole provare a spacciarci questi morti come splendidi testimonial di un presunto nuovo diritto.
Ma il diritto alla morte non esiste - ammonisce Adinolfi - è solo negazione del diritto alla cura anche dell'incurabile, anche dell'anziano non produttivo, anche del sofferente senza speranza. Questa è la civiltà che l'ordinamento giuridico italiano deve continuare a difendere sfidando la cultura utilitaristica della morte di Germania, Olanda, Belgio e Svizzera dove, dagli Anni Quaranta, uccidono i sofferenti per risparmiare in sanità, previdenza e assistenza attuando programmi eutanasici tra i più crudeli della storia dell'umanità'', conclude.
* parodia e mio riadammento della canzone L'avvelenata di Francesco Guccini
la rosicata calcistica suprematista /nazionalistica di Gattuso e di Bocchino ., gemelle kresslerl libere anche nella morte ma non per pillon e compari .
colonna sonora
- Absent Friends, Lost Loves & Old Gods / David Buckley da The Sandman: Season 2 (Soundtrack from the Netflix Original Series)
Soumaila Diawara 21 h
Il ragionamento suprematista e presuntuoso di Gattuso. Questa volta Gattuso ha superato ogni limite di decenza, oltre a mancare di rispetto agli altri continenti. Si è lamentato come se la mancata qualificazione diretta dell’Italia ai Mondiali fosse colpa delle altre confederazioni, in particolare del Sud America, soprattutto del Brasile.Vorrei ricordare a Gattuso, che ha giocato a calcio, ha vinto tutto e persino un Mondiale a fine carriera, che l’Italia si è sempre qualificata quando l’Europa portava ai Mondiali otto squadre, poi dieci, poi dodici, e che è solo da quando i posti europei sono diventati tredici che l’Italia ha iniziato a non qualificarsi più. Oggi i posti sono sedici, l’Italia non è riuscita a qualificarsi direttamente e dovrà passare dai play-off.La colpa non è certo dell’Africa o del Sud America. L’Africa, con cinquantaquattro Stati, porta otto squadre ai Mondiali, di cui una ai play-off intercontinentali. Il Sud America non ruba nulla a nessuno. Se l’Italia non si qualifica, non è per colpa di questi continenti, ma semplicemente perché oggi non ha una squadra all’altezza delle altre nazionali europee. Bisognerebbe ammetterlo e lavorare per migliorare, invece di scaricare la responsabilità sugli altri.Sembra quasi che per alcuni l’Italia debba andare ai Mondiali come se fosse un diritto e non un merito. Dovremmo allora chiederci cosa direbbe il Brasile, che ha vinto cinque Mondiali, dovrebbe pretendere la qualificazione automatica solo per il suo palmarès? Anche l’Italia, con i suoi quattro titoli, non ha garantito nulla. La realtà è semplice, l’Italia oggi non è abbastanza forte.Vorrei vedere cosa succederebbe se le squadre europee dovessero passare dai play-off intercontinentali, lì si trovano nazionali molto competitive, ed è tutt’altro che una passeggiata. E cosa dovrebbero dire Paesi come Camerun o Nigeria, che non si sono qualificati perché hanno perso contro avversari più forti nel loro continente? Questo non toglie nulla alla loro storia e al loro valore.Anzi, parliamo di nazionali che dispongono di giocatori che l’attuale Italia si sognerebbe, da Osimhen a Lookman fino ad Anguissa, solo per citare i più famosi, senza contare molti altri talenti sparsi in Europa e nel mondo.L’Italia dovrebbe prendere atto della propria inferiorità attuale rispetto alle altre grandi nazionali europee. Se si vuole migliorare, bisogna lavorare per crescere, non accusare altri di rubare posti. L’Europa porta comunque più squadre di tutti, e questo garantisce già ampi margini di rappresentanza. Se con il doppio dei posti rispetto ad altri continenti non riesci a qualificarti, la colpa è solo tua.E la ciliegina sulla torta è il lamento contro i tifosi che fischiano. Io pago le tasse per garantire tutte le condizioni alla nazionale, se gioca male ho il diritto di fischiare. Pretendere di essere oltre ogni critica non solo è presuntuoso, ma rivela anche un pensiero quasi suprematista, come se nessuno avesse il diritto di contestare.E qui entra in gioco un altro problema grave, i pseudo-giornalisti che, invece di fare analisi seria e autocritica, si limitano a ripetere e sostenere le tesi di Gattuso senza neppure interrogarsi sulla realtà dei fatti. Questo clima mediatico complice non aiuta a migliorare il calcio italiano, lo danneggia, alimentando vittimismo e alibi invece di responsabilità e crescita.Ma di cosa stiamo parlando? Beo tempi quelli in cui si faceva autocritica o ci si piangeva addosso mentre oggi si fa solo da scaricabile
credevo che il caso di Gattuso si trattasse di un caso isolato invece mi arriva da Lorezo tosa che Anche Bocchino ha detto la sua .... . Infatti
Siamo al delirio vero e conclamato.Riuscire ad accusare Elly Schlein, Fratoianni e Bersani anche per i gol di Haaland è una vetta che credevamo irraggiungibile anche per uno come Bocchino. E invece ancora una volta si è superato.Questo, per la cronaca, è il massimo ideologo e più ascoltato e rappresentativo giornalista del melonismo militante.Figuratevi gli altri. 🤦🏼♂️
Evidentemente che o non si hanno più argomenti... o fa partire per distrarci la con ruota delle cazzate per distrarre i media e gli oppositori .
Mentre la polemica per la sconfitta della Nazionale andava in stampa apprendo della morte delle sorelle kessler . Un icona dellla sensualità e del'immaginario erotico per noi italiani
Lo avevano annunciato, il giorno del loro ottantottesimo compleanno: ce ne andremo insieme.E così hanno fatto.Alice ed Ellen Kessler hanno scelto il suicidio assistito, oggi, nella loro casa di Monaco di Baviera, dove vivevano in appartamenti comunicanti .
5.10.25
Suicidio assistito, la richiesta di Ada, malata di Sla: «Chiedo solo un po' di umanità»
1.8.25
Fine vita.Marina Oppelli Malata di sclerosi multipla suicida in Svizzera. La morte è una soluzione?
Francesco Ognibene
volontaria: la dipendenza da trattamenti di sostegno vitale, intesi non come sostegni alla vita quotidiana di una malata grave ma come presidi medici che sostituiscono funzioni vitali. Un punto fermo, per i giudici costituzionali, a garanzia di tutte le persone che si trovano in condizioni analoghe e che vanno protette da derive e scelte letali contro la loro vita, così come detta lo spirito complessivo del nostro ordinamento.A pronunciarsi contro la richiesta della donna triestina e a impedire che si suicidasse era stato anche il Tribunale di Trieste, che a fine marzo ha rigettato la sua richiesta per lo stesso motivo espresso dall’Azienda sanitaria. Due verdetti di autorità differenti – sanitaria e giudiziaria – che sono giunte alla stessa conclusione. Martina Oppelli però non ce la faceva più e ha deciso di suicidarsi ugualmente. Una scelta tragica, come ogni suicidio, davanti alla quale c’è spazio solo per il dolore e il rispetto. Lo stesso rispetto per tutti i pazienti nelle sue condizioni – e anche più gravi – che impone di riflettere sul fatto che la soluzione di morte volontaria per una malattia che si è fatta insostenibile è sempre drammatica, una sconfitta per tutti. E richiede che si evitino le consuete polemiche riflettendo piuttosto su cosa occorre fare perché situazioni come quella di Martina Oppelli si possano prevenire e la morte non diventi la via d’uscita ordinaria a casi simili. Che fare, dunque?Anzitutto ascoltare la voce dei vari malati come e per ultima la donna triestina: «Fate una legge che abbia un senso, una legge che tenga conto di ogni dolore possibile – dice rivolgendosi ai parlamentari nel suo messaggio di congedo diffuso dall’Associazione Coscioni –, che ci siano dei limiti, certo, delle verifiche, ma non potete fare attendere due, tre anni prima di prendere una decisione. In questi ultimi due anni il mio corpo si è disgregato, io non ho più forza, ma non ho più forza nemmeno di respirare delle volte, perfino i comandi vocali non mi capiscono più. Perché sono dovuta venire qui all'estero? Perché non ce la facevo più ad aspettare, non ce la facevo più. Per piacere fate una legge che abbia un senso e che non discrimini nessuna situazione plausibile. Scusate il disturbo».

"Maria", la malata di sclerosi multipla che è comparsa davanti alla Corte costituzionale
Eppure, della sua voce di malata grave che chiede cure e non morte pochi si sono accorti. Perché? «Come si dice, fa più rumore un albero che cade rispetto a una foresta che cresce. Fa più notizia, e non solo – è la risposta di Maria –. Secondo me, le richieste di farla finita arrivano da persone lasciate sole, che non ricevono aiuto sufficiente. Io ho avuto la fortuna di aver incontrato le persone giuste, tra amici, sacerdoti, medici, e ovviamente mio marito. Ricordo ancora che la prima dottoressa che si era occupata di me mi aveva regalato due biglietti per un concerto, proprio per spronarmi a vivere pienamente la mia vita. È una cosa bella ma, in fondo, dovrebbe essere normale. Se incontriamo una persona sul cornicione del quinto piano la invitiamo a buttarsi o ci offriamo di aiutarla a risolvere i suoi problemi? Si evocano termini come misericordia, libertà, dignità, ma si tenta di far passare l’idea che esista una libertà di uccidersi. La dignità, quella vera, è nel poter continuare a vivere. Siamo nati per questo».
23.7.25
essere per l'eutnasia o suicidio non è solo assassinio o andare contro la volonta di DIO ma anche una libera scelta se continuare a soffrire o porre fine alle sofferenze
Sono stato accusato per le mie prese di posioi in merito tali argomenti in particolare gli ultimi due post : quello su Archie Battersbee e quello su Laura Santi di leggittimare un omicidio o d'andare contro la volonta di Dio . Ecco la mia risposta diretta ai secondi e indirettamente a primi .
Vero . però bisogna rispettare e non giudicare e condannare chi ha scelto- e messo in atto d'andare contro Dio per porre fine alle sue sofferenze . Serve anche rispetto oltre che una legge seria che permetta di poter scegliere se si vuole rimanere in vita attaccati alle macchine o dipendere in tutto da gli altri ( come l'ex attore
Bruce Willis, peggiorano le condizioni dell’attore: non può più parlare né muoversi
oppure morire con cure palliative oppure potersi come el suo caso darsi e farsi dare l'eutanasia \ suicidio assistito .
e pratico. Ecco una panoramica chiara chiesta a Copilot ( IA di bing.com ) :
🧠 Definizioni di base
Eutanasia: è l’atto con cui un medico o un’altra persona somministra direttamente un farmaco letale a un paziente che ne ha fatto richiesta, per porre fine alle sue sofferenze.
Suicidio assistito: consiste nel fornire al paziente i mezzi (come un farmaco letale) affinché sia lui stesso ad auto-somministrarselo, in modo autonomo .
🔍 Differenze principali
| Aspetto | Eutanasia | Suicidio Assistito |
|---|---|---|
| Chi compie l’atto finale | Il medico o un operatore sanitario | Il paziente stesso |
| Ruolo del paziente | Passivo | Attivo |
| Legalità in Italia | Illegale (è considerato omicidio del consenziente) | Parzialmente legale in casi specifici |
| Requisiti medici | Richiesta esplicita, patologia irreversibile, sofferenza intollerabile | Gli stessi, ma con capacità di auto-determinarsi |
⚖️ In Italia
Eutanasia attiva è ancora considerata reato.
Suicidio assistito è stato depenalizzato dalla Corte Costituzionale nel 2019, ma solo se:
il paziente ha una patologia irreversibile,
soffre in modo intollerabile,
è dipendente da trattamenti vitali,
è pienamente capace di decidere .
💬 Un esempio pratico
Nel caso del suicidio assistito, il medico può preparare il farmaco, ma non può somministrarlo. Il paziente deve essere in grado di farlo da solo, anche solo premendo un pulsante.
1 https://www.laleggepertutti.it/594477_eutanasia-e-suicidio-assistito-differenza
2 https://www.vidas.it/approfondimenti/differenza-tra-eutanasia-e-suicidio-assistito-cosa-dice-la-legge-sul-fine-vita/
3 https://www.eutanasialegale.it/approfondimenti-eutanasia/suicidio-assistito-eutanasia-differenza/
La relazione tra eutanasia e cure palliative è complessa e spesso oggetto di dibattito etico, medico e sociale. Sebbene entrambe si occupino del fine vita, hanno obiettivi profondamente diversi:
🌿 Cure palliative: vivere fino all’ultimo respiro
Scopo: alleviare la sofferenza fisica, psicologica, sociale e spirituale del paziente.
Principi: affermano la vita e considerano la morte come un processo naturale.
Non accelerano né ritardano la morte.
Approccio: accompagnano il paziente e la sua famiglia, promuovendo dignità e qualità della vita.
⚰️ Eutanasia: anticipare la fine
Scopo: porre fine alla vita di un paziente su sua richiesta, per evitare sofferenze insopportabili.
Modalità: tramite somministrazione attiva di farmaci letali.
Obiettivo: interrompere la vita, non accompagnarla.
🔄 Differenze fondamentali
| Aspetto | Cure Palliative | Eutanasia |
|---|---|---|
| Finalità | Alleviare la sofferenza | Terminare la vita |
| Ruolo del medico | Supporto e accompagnamento | Agente attivo della morte |
| Etica medica | Basata su non-maleficenza e beneficenza | Dibattuta e controversa |
| Legalità in Italia | Garantite dalla legge (L. 38/2010) | Attualmente illegale |
🧭 Posizioni a confronto
Molti professionisti delle cure palliative ritengono che l’eutanasia non sia compatibile con il loro approccio, perché rischia di trasformare il fine vita in una scelta obbligata per chi si sente un peso. Le cure palliative, invece, offrono un’alternativa dignitosa alla sofferenza, senza ricorrere alla morte come soluzione.
1 https://www.tempi.it/cure-palliative-suicidio-assistito-non-compatibili/
2 https://www.adhocnews.it/cure-palliative-e-suicidio-assistito-due-strade-inconciliabili/
con questo è tutto se Dio viuole e i carabiieri lo permettono
Giornalismo. d'accatto e sempre più trash il caso Garlasco
Lo so che come me , che seguo il caso fin dall'inizio tale caso di mala. giustizia . e seguo la. cronaca nera soprattutto quel...
-
ecco come dicevo nel titolo perchè guarderò anche le paraolimpiadi .In attessa d'esse un nuovo sunto con aggiunte a qua...
-
iniziamo dall'ultima news che è quella più allarmante visti i crescenti casi di pedopornografia pornografia...
-
Come già accenbato dal titolo , inizialmente volevo dire Basta e smettere di parlare di Shoah!, e d'aderire \ c...






