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19/05/17

L'elzeviro del filosofo impertinente



La voce della coscienza esiste davvero oppure è soltanto un residuo mitologico? Forse la coscienza individuale è una metafora filosofica come Atlantide, il continente sommerso narrato da Platone, o invece un'altra utopia come quel detto evangelico che recita "la Verità vi renderà liberi". Ogni qual volta osservo il mondo mi chiedo: ma dove sta la nostra coscienza quando commettiamo azioni imperdonabili?
Il 23 maggio di venticinque anni fa veniva brutalmente assassinato il magistrato Giovanni Falcone.

 In quel vile attentato persero la vita tre uomini della sua scorta e anche Francesca Morvillo, moglie di Falcone. All'epoca dei fatti avevo 12 anni e la cosa mi colpì molto. Mi colpì perché ero siciliano come Giovanni e poi perché mio padre lo ammirava tanto e lo seguiva sempre quando appariva in TV. Quell'anno per il mio compleanno chiesi in regalo l'album di Luca Carboni che si intitolava Carboni. Nelle radio italiane impazzava il singolo Ci vuole un fisico bestiale, e come tutti gli adolescenti dell'epoca ero totalmente preso da questo tormentone. Ma all'interno del disco un'altra canzone aveva catturato subito la mia attenzione, Alzando gli occhi al cielo. Il testo dice: "Come fanno i capi della mafia a non pentirsi / come fanno certi potenti a non convertirsi / loro lo sanno quanto male fanno / loro lo sanno quanto è solo un uomo / e sanno bene quanta paura c'è dentro ad ogni cuore / e sanno bene come ci si arrende / come si arrende e come ci si stanca di sognare di cambiare il mondo / ma se per caso alzan gli occhi al cielo con un cielo come questo /come fanno a non cagarsi sotto a non sentire freddo".
L'album del cantautore bolognese uscì ben quattro mesi prima della morte di Falcone. La sua canzone aveva ampiamente anticipato un dramma devastante per l'intera nazione. Forse anche per questo le parole cantate da Carboni mi rimasero così impresse nella memoria. Come si può togliere la vita a un nostro simile e poi ritornare alla propria esistenza senza ripensamenti o rimorsi di coscienza? Quanto vale la vita di un essere umano se si può vivere con un peso così grande? E questi assassini sono mai tormentati dal rimorso, dalle immagini e dalle vite spente con così tanta facilità, oppure si sono assuefatti a tutto, anche all'odore e al colore del sangue umano?
Edgar Allan Poe scriveva: "A volte, ahimè, la coscienza degli uomini si carica di un fardello tanto orribile che riusciamo a liberarcene solo nella tomba. Così l’essenza del crimine rimane avvolta nel mistero."
Mi preme sottolineare che quando discutiamo di Giovanni Falcone non possiamo non parlare di Paolo Borsellino. I loro nomi non si dovrebbero scrivere separati ma attaccati. Infatti ritengo appropriata la scelta del conduttore Fabio Fazio di chiamare "FalconeeBorsellino" il programma TV che andrà in onda su Raiuno per ricordare le stragi di Capaci e via D'Amelio. Insieme i due magistrati hanno combattuto per sconfiggere la mafia, e a venticinque anni dalla loro morte non possiamo celebrarli separatamente. Erano amici, colleghi ma soprattutto due uomini perbene. Questi due eroi civili, questi martiri della libertà non meritano un fugace e solenne ricordo annuale bensì un costante quanto reale riconoscimento quotidiano. I più piccoli invece di ammirare i supereroi dei fumetti dovrebbero appassionarsi alla vita di Giovanni e di Paolo, ai loro ideali e ai loro sacrifici. Le grandi azioni non sono mai prive di sofferenza e rinunce personali. Solo così riusciranno a capire che per compiere un vero atto eroico non occorre volare o possedere poteri straordinari, ma credere fermamente nel coraggio racchiuso nelle persone cosiddette normali. Umani che non sono figli di un Dio come Thor o frutto di un esperimento andato a male come Hulk, ma individui che hanno deciso di lottare per sconfiggere il male. Può sembrare un'ovvietà, e forse lo è, ma i più giovani devono imparare che nella normalità di un essere umano è racchiusa la straordinaria possibilità di cambiare veramente il mondo. Il mondo non ha bisogno di supereroi ma di persone oneste.
L'esempio di Giovanni e di Paolo non è stato vano. Loro mi hanno ispirato come un faro nella notte. Ricordo che dopo la morte di Falcone mi fu regalato il suo libro Cose di cosa nostra scritto con Marcelle Padovani e pubblicato nel 1991. Leggendolo mi colpì molto questa frase: "Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno.”
Caro Giovanni, Caro Paolo, con il vostro sangue innocente avete riscattato la dignità di una terra e di un popolo. Il mio popolo, il vostro popolo. Dirvi oggi grazie è ben poca cosa, ma ogni qual volta mi arrabbio con una terra matrigna come la Sicilia ripenso subito a Voi e torno a riappacificarmi con le mie origini. Perché nonostante tutto l'amore e odio che proviamo verso di lei "questa terra come la Ionia di Eraclito e Anassagora è magica, e richiama sempre coloro che gli appartengono, come se esercitasse un diritto. La legge dell'appartenenza" (Manlio Sgalambro).


Cristian Porcino
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23/04/17

L'elzeviro del filosofo impertinente

Io sono stato un obiettore di coscienza e lo sono ancora. Quando in Italia il servizio di leva era obbligatorio scelsi subito di avvalermi del servizio civile. Ho sempre ripudiato l'uso delle armi e non volevo sottrarmi a prestare un servizio utile per il mio Paese. Detto ciò non capisco quei medici che si dichiarano obiettori pur lavorando negli ospedali pubblici. Lo trovo inconcepibile. Se il tuo credo o i tuoi ideali non ti permettono determinati atti non vai a lavorare in una struttura pubblica dove transitano quotidianamente milioni di persone con diverse problematiche di salute. Non puoi farlo se poi le tue convinzioni ostacolano la cura effettiva del paziente o il rispetto delle credenze altrui. Io da obiettore di coscienza non vado mica a lavorare in un'armeria né tanto meno ho mai desiderato arruolarmi in un corpo armato! Bisogna essere sempre coerenti con se stessi e con gli altri. Se sei medico e sei contrario all'aborto non presti il tuo lavoro al pronto soccorso, ma ti fai spostare dove il tuo credo non sarà un problema né per te né per il credo di qualcun altro. Il rispetto deve essere reciproco ma non si può filosofeggiare con la vita o la morte dei propri pazienti. Esistono tante strutture religiose dove poter fare il medico nel pieno rispetto delle proprie convinzioni, e con l'appoggio morale di pazienti e personale lavorativo della struttura. Consentire ai medici di appellarsi all'obiezione di coscienza è una vera imprudenza. Le leggi di uno Stato laico devono essere rispettate, e non conta se come singoli individui siamo favorevoli all'interruzione di gravidanza o contrari, o se non accettiamo la legge sul fine vita oppure se crediamo in Gesù, Ganesh o a nessuna divinità. A mio parere l'obiezione di coscienza deve essere disciplinata da una legge che limita i danni ai pazienti. Davanti al malato non si dovrebbe mai anteporre la propria convinzione personale. Ribadisco che la professione medica è un lavoro molto importante perché ai medici affidiamo la nostra vita e la nostra speranza di guarigione. Come scriveva Oliver Sacks: "La storia individuale del malato e l'intera vita del malato non devono mai passare in secondo ordine". L'obiezione di coscienza possiamo esercitarla quando ci riguarda in prima persona, e non invece imponendola ai nostri simili. Tutto ciò che è frutto di sopraffazione non è mai coscienzioso. L'obiezione di coscienza è un diritto del medico ma non di certo della struttura ospedaliera in cui esercita. Se io ripudio le armi non impedisco certamente ad altri di utilizzarle per difenderci come avviene ad esempio con la polizia, i carabinieri, ecc. Non dimentichiamo che l'obiezione di coscienza di alcuni medici talvolta uccide. Le nostre convinzioni devono essere rispettate ma non imposte altrimenti ogni persona, in virtù dello stesso principio, potrà appellarsi alla propria coscienza per non fare più determinate pratiche lavorative e cadremo nell'anarchia più assoluta. Patch Adams ha affermato che: "Divenni un esploratore dei continenti dell'esperienza e del divertimento facendo ricerca nel laboratorio dell'umanità". I medici devono frequentare di più questi laboratori di umanità per imparare anche dal sofferente. Più contagi di umanità e meno imposizioni fra dottori e pazienti. In questo scambio libero e fecondo di umanità ogni singolo soggetto troverà beneficio per la propria coscienza.

(Criap)


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02/04/17

L'elzeviro del filosofo impertinente

La realtà supera quasi sempre la fantasia.
Galeno e Ippocrate dedicarono la loro vita alla cura del paziente. Da allora sono trascorsi molti secoli, ma sono sicuro che oggi si rivolterebbero nella tomba vedendo un loro collega provocare consapevolmente dolore e sofferenza ai malati. È notizia di questi giorni quella di un importante ortopedico che procurava lesioni agli arti dei pazienti per poterli poi operare, e ricavarne dunque un buon ritorno economico. Ho letto che li ricuciva in modo tale da poterli riaprire a piacimento. I confini etici non esistono più e l'imbarbarimento della specie avanza sempre più spedito.
Un giudice assolve uno stupratore perché la donna non ha urlato abbastanza dopo la violenza sessuale. Ma vi rendete conto? E poi ci lamentiamo se in questo paese non solo aumentano i casi di violenza sulle donne, ma addirittura non si fermano i responsabili? Con una cultura così pervicacemente maschilista che sottomette quotidianamente la donna all'uomo, anche con il linguaggio, non possiamo aspettarci purtroppo nulla di positivo.
A Torino una coppia di fatto decide di affittare una casa ma non gli viene concesso. Motivo? La padrona di casa omofoba non affitta a due uomini innamorati! Permettetemi di dire che tutto questo mi sembra una cronaca di un altro pianeta. Non mi riconosco più in un'umanità così crudele che ha la sfacciataggine di dichiarare in continuazione di essere civile ed evoluta. Speravo, in cuor mio, che a forza di ripeterlo potevamo autoconvincerci di tali bugie, e di conseguenza comportarci davvero in modo civile. Benvenuti nel regno di Fantasilandia. A parole ci definiamo sensibili e caritatevoli, ma nella realtà siamo solo più frustrati e anaffettivi. Per carità, noi esseri umani non abbiamo mai brillato per bontà ma adesso la misura è colma. Socrate era profondamente convinto che la spiegazione delle nostre azioni malvagie risiedeva nell'ignoranza. L'ignoranza è una malattia da cui si può guarire ma occorrono grandi sforzi. Non bastano le leggi per favorire il quieto vivere, bensì una solida cultura del rispetto reciproco. Se poi però le leggi vengono interpretate ed applicate ad cazzum allora aveva proprio ragione Cesare Beccaria. L'autore di Dei delitti e delle pene (1764) sosteneva che i giudici emettevano le sentenze in base alla loro buona o cattiva digestione. Nulla è cambiato in tal senso. Sono stanco di vedere troppi impuniti, e il popolo vessato ed umiliato da soggetti che appartengono ad una casta che detiene il potere. Non si può vivere nella continua paura di uno Stato distante e padrone. Ciascuno di noi è un ingranaggio essenziale nell'apparato statale. Non siamo servi e non desideriamo padroni. Vogliamo solo sentirci membri attivi e importanti di una comunità e non ospiti di un circolo d'élite. Pertanto ben venga l'indignazione per un'ingiustizia e un diritto negato ma occorre prodigarsi per la salvaguardia non solo dei diritti che ci riguardano in prima persona, ma anche e soprattutto per quelli degli 'altri'. Questo è un diritto ma soprattutto un dovere!
"L'individuo critica la società, ma è la società che ha prodotto l'individuo. Questa contrarietà - perché non la si può chiamare contraddizione - è causa di moltissimi conflitti. La società, o quelle persone convenzionalmente dominanti che parlano in sua vece pensano che l'individuo esista solo per servirla. Ma che cosa mostruosa sacrificare tutte le parti viventi affinché un tutto nominale e meccanico possa continuare la sua cieca corsa!" (George Santayana).

Criap


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21/03/17

L'elzeviro del filosofo impertinente /9

A tre mesi dalla sua morte prematura il mondo si prepara a celebrare i funerali di George Michael. I tabloid inglesi indicano come possibile data il 26 marzo, giorno della festa della mamma nel Regno Unito. L'esito dell'autopsia ha accertato che la morte della popstar è attribuibile a cause naturali. L'apertura del testamento ha chiarito che i maggiori beneficiari del patrimonio ereditario saranno le sorelle, mentre non c'è alcuna traccia del fidanzato Fadi Fawaz e del padre Kyriacos Panayiotou. La mancanza di quest'ultimo non mi stupisce affatto. Purtroppo George (al secolo Georgios Kyriacos Panayiotou) crebbe con un padre che non lo stimava e gli rinfacciava spesso di non avere alcun talento. Diventato adulto con una disistima così persistente riuscì a staccarsi di dosso quell'orribile etichetta, e a volare in alto grazie proprio a quel talento che il padre non voleva vedere. Qualcuno rinfacciò a Michael di non essersi battuto abbastanza per la comunità Lgbt, ma lui non era e non voleva certamente essere considerato come un attivista gay. Non era un militante politico bensì un artista. Nonostante ciò le sue canzoni hanno fatto molto di più di tante parole pronunciate da certi affabulatori di mestiere. Freedom, Outside, Please send me somehone (per citarne soltanto alcune) sono dei veri manifesti contro l'omofobia. Per non parlare poi di quel prezioso album intitolato Listen Without Prejudice. Ha sempre detestato questo interesse morboso per la sua sessualità. Non la nascondeva, bensì la custodiva dagli occhi della gente. Voleva vivere i suoi sentimenti senza destare interesse per una parte della sua vita che era solo e soltanto sua. In una società evoluta nessuno guarderebbe all'orientamento sessuale di un artista. Sfortunatamente non siamo davvero così evoluti come amiamo dipingerci, ma solamente degli squallidi voyeuristi travestiti da perbenisti. George Michael si è dichiarato 'tardi' - ammesso che esista un momento prestabilito per fare coming out- perché costretto  da un episodio che sarà poi ripreso nel videoclip Outside. Sin dal suo esordio il mondo della musica lo voleva consacrare come il sex symbol più etero di sempre. La stessa Madonna disse che George era stato un vero amante focoso e sessualmente 'dotato'. George rimase segnato dalla perdita del compagno Anselmo Feleppa e da quel momento per lui fu tutto più faticoso. A lui aveva dedicato i versi toccanti di Jesus to a child  contenuta in quel capolavoro di Older.
La sua incredibile voce e il deIicato fraseggio vocale ci restituiscono un artista tormentato e geniale.
La cura con cui confezionava i suoi lavori gli permetteva di centellinare le sue uscite discografiche. Non era uno di quei cantanti che per contratto sfornava un cd l'anno, anzi. Intraprese delle battaglie legali con la sua casa discografica,  ed ebbe il coraggio di tirare dritto per la sua strada. Le sue canzoni hanno accompagnato la mia adolescenza e per tale motivo avranno sempre un posto speciale nel mio cuore.
Cinque anni fa era scampato alla morte e aveva scritto White light dedicata al suo ricovero in ospedale a causa di una brutta polmonite. Aveva ringraziato Dio e la preghiera dei suoi fan e aveva promesso di ritornare. Evidentemente Qualcuno aveva ben altri piani per lui.
Il suo corpo riposerà nel cimitero londinese di Highgate West, accanto alla tomba dell'amata madre Lesley Angold. Mi piace immaginarlo adesso fra le braccia di Anselmo, l'uomo che ha amato in vita: "Se l'amore l'hai conosciuto, se sai che esiste, allora l'amante che hai amato e perso verrà a farti visita nelle notti fredde. Se sei stato amato, se hai vissuto quell'estasi, l'amante che hai baciato e che ti manca ti conforterà quando non vedrai più speranza".

Criap


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15/03/17

L'elzeviro del filosofo impertinente /8

Un sabato sera e una banalissima conversazione fra amici di amici imbucati ad una festa. In tale occasione mi trovai a scambiare quattro chiacchiere con un tizio mai conosciuto prima di allora. A prima vista sembrava di media intelligenza, laureato in giurisprudenza e con una loquela non indifferente. Non so come ma mi ritrovai a parlare di John Gray e del suo ottimo saggio Cani di paglia. Il futuro leguleio sembrava rapito dalla discussione, e per un solo attimo pensai che forse  anche lui conosceva se non l'autore almeno il libro. Ancor prima di indagare a fondo la questione mi disse: "Certo. Grey è un uomo colto, forse fin troppo intelligente ma il suo rapporto sessualmente deviato con Anastasia Steele, e le sue continue richieste sadomaso mi lasciano più che perplesso"! Non vi dico cosa mi balenò in testa in quel momento. Quell'imbecille aveva confuso il filosofo John Gray con Christian Grey, l'insulso personaggio di Cinquanta sfumature di grigio. Così senza perdere il mio solito aplomb risposi: "Non saprei dire. Io parlavo di Cani di paglia mentre lei si riferiva, ovviamente, a dei libri di paglia. Se mi vuole scusare ho altro da fare". Ma dico si può essere così ignoranti e stupidi?
Questo evento mi ha riportato alla mente un altro episodio accaduto quando scrivevo per un giornale locale. Avevo ultimato un pezzo su Auschwitz e lo proposi alla redattrice. La risposta che ricevetti, a distanza di molti anni, mi raggela ancora il sangue. "Interessante. Cos'è un nuovo gruppo musicale?". Interessante? Auschwitz un gruppo musicale?! Ero mortificato per la sua idiozia, ma lei no. Non riusciva a capire.
Ricordo ancora una mia collega di università che prontamente sollecitata su quale libro di filosofia antica intendeva portare all'esame rispose: "Il libro di Socrate". Ed io: "Intendi dire i libri di Platone?" E lei: "No! Voglio portare il libro che ha scritto Socrate" (sic!). Cosa dire a una persona così? Rimproverarla inutilmente o invitarla a bere la cicuta?
Infine ripenso all'episodio capitatomi all'aeroporto internazionale JFK di New York. Mentre attendevo pazientemente di passare la dogana una coppia di giovani italiani si scervellava per scoprire l'arcano mistero che si celava dietro la lettera F di John Fitzgerald Kennedy. La F, secondo loro, stava per 'Figaro', 'Frank', 'Fidelio' ecc. Insomma la loro ignoranza in storia americana era pari solo a quella del loro paese. Ma il bello doveva ancora venire. All'improvviso il ragazzo diede prova della sua cultura sterminata (nel senso di uccisa): "Non sarà mica una sigla per indicare un titolo nobiliare come Benito Benso conte di Cavour, il dittatore fascista?".
La verità è che queste persone vivono felicemente la loro beata ignoranza e, ahimè, la ostentano con una fierezza imbarazzante. Ma cosa ho fatto di male per imbattermi in codesti individui? Evidentemente devo scontare in questa vita le colpe della mia esistenza precedente. Purtroppo sono ben consapevole che questo è solo l'aperitivo di un buffet infinito, e per giunta organizzato a mia insaputa.

Criap


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09/03/17

L'elzeviro del filosofo impertinente /7

Il più grande scandalo della convivenza civile risiede nella parola "tolleranza". L'etimologia di tale vocabolo affonda le sue radici nella lingua latina, e mi riferisco al termine tollere che significa proprio sollevare, sopportare. Questa definizione ha riempito per lungo tempo i libri di illustri pensatori e scrittori. Dimentichiamo gli sforzi giustamente intrapresi da Locke, Bayle e Voltaire perché  noi contemporanei abbiamo tradito (e forse superato) le loro aspettative. All'inizio si voleva indicare un'integrazione pacifica tra credenze e stili di vita differenti, ma con il trascorrere del tempo il significato si è colorato di tinte fortemente razziste. Non esiste parola peggiore di tolleranza. Io non voglio essere sopportato ma rispettato e accettato. Non voglio nessuna concessione ad esistere. Io non voglio sopportare le persone che non la pensano come me, ma ascoltarle. Io voglio condividere, dialogare, comprendere, meditare, accogliere le sfaccettature dell'umano e non tollerarle e di conseguenza discriminarle fingendo di sopportarle. Il concetto stesso di tolleranza deve essere rivisto e rivalutato. In questo mondo c'è spazio per tutti e non capisco perché selezionare chi accogliere e chi, invece, sopportare e dunque respingere. Diceva Martin Luther King Jr: “Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci, ma non abbiamo ancora imparato la semplice arte di vivere insieme come fratelli”. Infatti non conosciamo il valore della convivenza. Non siamo in grado di convivere pacificamente con i nostri simili. L'arte del dialogo è il primo tassello per imparare quest'arte della convivenza. Dobbiamo smetterla di essere homo homini lupus ed intraprendere uno sforzo maggiore per la comprensione individuale. Il Dalai Lama sostiene che: "Siamo tutti esseri umani e, da questo punto di vista, siamo uguali. Noi tutti vogliamo la felicità e non vogliamo soffrire. Se consideriamo questo fatto, troveremo che non ci sono differenze tra persone di diversa fede, razza, colore, cultura. Tutti noi abbiamo questo comune senso di felicità". Dovremmo appigliarci proprio a questo desiderio presente in tutti noi. Aneliamo alla felicità e desideriamo la serenità per noi e le persone che amiamo. Tutti abbiamo bisogno di tenerezza e amore, poiché  sono sentimenti universali che non devono essere tollerati ma applicati con religiosa convinzione. Non vi sembra assurdo pensare di sopportare qualcuno quando possiamo, invece, conoscerlo e magari capirlo? Finiamola con il concetto di tolleranza e introduciamo quello di conoscenza. In una società liquida, come la definì il filosofo Bauman, le differenze sono molto sottili e i nostri stili di vita dissimili  possono essere ampiamente superati da ciò che ci accomuna e unisce. Creiamo una coesistenza pacifica, curiosa e rispettosa del prossimo, e riusciremo a donare ai nostri figli e nipoti un mondo più giusto anche se non perfetto.


Criap


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13/02/17

L'elzeviro del filosofo impertinente


Occidentali's karma, canzone vincitrice del 67° Festival di Sanremo, sposa in pieno quanto sostenuto dal XIV Dalai Lama. In molte occasioni Sua Santità ha messo in guardia noi occidentali, e in particolare modo i cosiddetti 'buddisti cristiani', dal pericolo di "mettere la testa di uno yak sul corpo di una pecora". Tenzin Gyatso sostiene il valore della differenza, ed invita costantemente ad avere una conoscenza ben più approfondita della storia e della cultura religiosa d'origine. La nostra società sembra voler azzerare ogni diversità culturale fra le varie religioni per creare, invece, un mash-up ad uso e consumo delle mode. Ed è su questo che Francesco Gabbani vuol porre l'attenzione quando parla di occidentalizzazione di culture prettamente orientali. Nel 1979 Franco Battiato scrisse Magic shop per criticare un sentire religioso poco spirituale e molto più orientato ai desideri delle masse. Il cantautore siciliano descriveva questo assurdo bazar della spiritualità dove ognuno poteva acquistare pezzi di trascendenza a buon mercato.


I Mantra e gli Hare Hare a mille lire / l'Esoterismo di René Guénon.
Una Signora vende corpi astrali /i Budda vanno sopra i comodini /deduco da una frase del Vangelo
che è meglio un imbianchino di Le Corbusier (...) Supermercati coi reparti sacri che vendono
gli incensi di Dior
rubriche aperte sui peli del Papa

Ogni religione merita il nostro rispetto, e proprio per questo non possiamo accostarci alla tradizione Orientale con superficialità ed ignoranza. In realtà il pregio del pezzo di Gabbani è proprio quello di aver fatto riflettere il pubblico attraverso una bella canzone distante anni luce dai soliti target sanremesi.

Criap


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28/10/12

11 settembre , sallusti e altre faq

Avrei voluto , il post  era  già pronto ed  ora  è in bozze su argomento  già accennato in uno dei  precedenti post  ( perchè ho ripreso ad  andare in analisi  ) , ma volte  ci sono cose   che  non si posso  rimandare    e lasciar perdere  . Esse sono come  quelle  volte   che si va  al cesso  .
Infatti in questo post  rispondo   , spero una volta  per  tutte , spero per il primo quesito   (  ma non mi faccio illusioni  visto che  



  e cosi pure  le leggende  metropolitane  e gli arricchimenti arbitrari dei fatti  ) ,  a delle domande  e  illazioni  che  di solito  cestino  direttamente    leggendo  il titolo o  dopo averne letto appena  un paio  di righe  . Se oggi  decido di rispondere  : 1) perchè ogni tanto  po'  d'aggiornamento faq  non fa male  , specie per i nuovi\e iscritti e  e  visitatori  ., 2) perchè alcuni post  sono  espressi in modo  quasi  cortese ed  ironico  . E poi non sempre  si può usare l'arma del non  rispondere  , dell'indifferenza  o  dal Non ragioniam di lor, ma guarda e passa ( celebre verso della Divina Commedia di DanteCanto III dell'Inferno, al verso 51 « Fama di loro il mondo esser non lassa;\misericordia e giustizia li sdegna:\non ragioniam di lor, ma guarda e passa. » perchè purtroppo dal non rispondere o lasciar perdere . che nascono : fraintendimenti , distorsioni dei fatti , aggiunte arbitrarie , ingigantimenti ed incomprensioni già presenti nei piccoli centri cittadini in particolare nel sud ma che con internet e con i social network diventano al quadrato . Quindi è meglio fare come fa Zio Paperone in questa storia  ( foto tratta  da http://coa.inducks.org/   per   l'url diretto  potete  andare   qui  .  Grazie all'utente  W Donald Duck  del  papersera.net \forum   )




Ecco il mio botta  e  risposta  con allegato (  sia direttamente  che tramite  collegamenti ipertestuali )  i post    " incriminati "



                                                         Anti Americanismo e  11 settembre  



Le scrivo questa lettera anche se non credo voi anti americani ne diate pubblicità e non finisca censurata , come fanno i suoi amici della Cina e di Cuba  e degli altri regimi comunisti  . Cercando in rete news sul 11 settembre ho letto diversi articoli , sotto tale tag del suo blog . In particolare mi hanno colpito gli ultimi due .



  1. L’ 11 Settembre È Colpa Mia?
  2. viene ricordato di più l'11\9\2001  che il massacri nei nei campi profughi di Sabra e Chatila avvenuti  30 ani fa?

 Non capisco il tuo odio viscerale per gli usa come s'evidenza dal video del post l'11 settembre è colpa mia ? dove si vuole ignorare l'11 settembre 2001 e celebrare solo quello del comunista Allende Ma che c'entrano gli Usa con Allende ? Bella gratitudine che ha verso gli Usa è pure da tale nazione ha avuto e continua ad avere tanto , come la musica che lei ascolta e posta in rete , i film che vede , la liberazione dai fascisti , l'aver finanziato la resistenza ( anche violenta è vero ) contro la dittatura del comunismo , ecc . Sapevo che voi comunisti odiavate gli Usa ma non fino a questo livello dicendo che gli attentati se li sono fatti loro o se li sono fatti fare per giustificare una guerra , ma andiamo .
Saluti e m raccomando tratti meglio l'america e non faccia come la maggior parte dei media comunisti
                                   Lettera non firmata




Spett  miss o mister

Come vedi da spirito libero la tua lettera l'ho pubblicata .Ti ringrazio per la lettura ( anche se parziale .infatti se avessi letto le faq non avresti scritto una lettera cosi rancorosa ) del nostro blog . Capisco il tuo attaccamento per gli Usa , ma quello che non capisco della  maggior  parte  di voi Americanisti  è come mai , in base all'esperienza avuta fin quasi 10 anni di blog , vediate solo ed esclusivamente  come anti americani o comunisti  chi critica la politica estera espansionistica degli dagli anni 50 del secolo scorso ( secondo altri dalla fine del XIX secolo ) condiziona il mondo ? Io non odio nè la cultura nè il popolo Americano ma


Da notare l'uso dell'insulto "comunisti" nei confronti di chi la pensa diversamente e magari non lo è affatto , che ricorda molto i modi di Mussolini e di Berlusconi

IO non intendevo ( e mai lo faccio ) ignorare l'11 settembre , ma intendevo mettere in evidenza come i media " non comunisti " mettano parlano slo del 11 settembre come un odio verso gli Usa e non spiegano l'origine di tale odio . Mi chiedi cosa c'entrano gli Usa nel Golpe in Cile  del   (  per la cronaca    non era  comunista )  Socialista  Allende  eccoti la risposta : << in un'intervista del 2003 al network televisivo Black Entertainment Television, al Segretario di Stato Colin Powell venne chiesto perché gli USA si vedevano come "moralmente superiori" nel conflitto iracheno, citandogli il golpe del Cile come un esempio di intervento statunitense che andava contro i desideri della popolazione locale. Powell rispose: "Rispetto ai tuoi commenti precedenti sul Cile negli anni settanta e a ciò che successe a Mr. Allende, non è una parte della storia americana di cui siamo fieri". >> ( qui ulteriori news  ) lo so che dirai che è solo sospetti , però allora i Governi Usa ed il loro servizio segreto se non hanno niente da nascondere non desegretano , sono passati quasi 40 i documenti in loro possesso su tale evento ? Per la mia opinione sugli attentati del 11 settembre non è dovuta all'odio ma ad alcuni dubbi : 1) il contestare da parte della maggior parte delle famiglie delle vittime la versione della commissione ufficiale ., 2) come mai la famiglia bill laden ,riusci ad uscire dagli usa subito dopo tale data , periodo in cui tutti i voli da e per gli usa erano sospesi ., 3 come mai la cia il più grande servizio segreto al mondo teneva sotto controllo quelli che furono gli attentatori e sapeva benissimo cosa volevano fare , ma non riusci mai a catturarli ., 4 ) come mai se nell'esplosione ci fu una temperatura di 8 mila gradi , fra le macerie delle  due torri  furono trovati intatti i documenti degli attentatori ?
Per quanto riguarda la musica e la  cultura  ne sono grato (  Amo gli Usa ) , per il resto non tanto  perchè non è modo  di liberare  o di combattere il comunismo  con apparati militari ( vedi gladio )  o finanziare  e proteggere nazisti e fascisti   dopo averli sconfitti  o  mettere dittatori  e  poi quando  non vanno più  abbatterli    . Quindi  in me c'è un rapporto  d'amore  e  d'odio  questo è se proprio vuole  continuare ad identificarmi  cosi  il mio  Anti Americanismo  .
saluti e grazie per l'avermi scritto

                                                               Sallusti 


qui i messaggi sono due . il primo  strano  hai sempre maltrattato  libero    e poi  ti metti a difendere il suo direttore  ?  dove  sta  la tua coerenza  ? il secondo  quando  voi  comunisti  o di sinistra  fate la stessa  cosa   verso berlusconi  ed altri della pdl  tutto va bene  quando  sallusti peraltro innocente  perchè l'articolo non l'ha scritto lui  va  in carcere  e viene attaccato da voi  , invece loro  non subiscono  questa umiliazione  anzi  il contrario  e vengono  da   gente come voi  difesi ed  osannati  .
 Lettera  firmata

Cari Signori
 Va bene   che il titolo del mio post  su  Sallusti \ Farina   era un po'  ambiguo  perchè puo' essere interpretato ,come  è avvenuto  in questi due  messaggi  o pro  o contro  .M.ma  come  dissi qualche tempo fa   bisogna leggere  l'intero articolo o  quanto meno  buona parte  d'esso prima d'esprimersi ed  eventualmente  incazzarsi  adirarsi  contro una persona  per  quello che scrive  
Io  ( mi  riferisco al primo  messaggio )  non sto difendo  Sallusti , in questo caso , ma voglio solo dire  ( la stessa cosa direi  se al suo posto ci fosse  un altro giornalista  o pubblicista   ) che è vergognoso  e indecente  che  uno che scrive in malafede  o in buonafede  un articolo sia condannato  nel caso di diffamazione vera  o presunta   al carcere  anziché ad  una pena  pecuniaria  .
IO (  e  qui  rispondo  al secondo messaggio )   se  uno  insulta , indipendentemente   dalla parte politico\cultuale  appartenga  ,  e continua  nell'errore   e  rifiuta   anche  di riportare  la  richiesta di rettifica  e  di smentita  da parte dell'interessato  , io lo critico e non l'acclamo  \  osanno

                                         tanga  - jeans  a vita  bassa , tatuaggi

  anche  qui  l'email  soni due  :
1 )
Ciao carissimo 
Ho letto il tuo post , in cui riportavi l'articolo  di francesco merlo  sui i  tatuaggi e  sui percing  , e mi ha  sorpreso la  tua  posizione  da reazionario , credevo fossi un liberale ma invece  sembra il contrario   . E' vero  che  ormai  i tatuaggi  e i percing   hanno perso nella maggior  parte dei casi  quela funzione di trasgressione  e di rottura  conformistica che avevano    per  diventare moda ed omologazione .
Ma da li' a vietarli espressamente  o  rimandarli ad un pubblico  più grande  mi sembra  un atto censorio e illiberale . Per parafrasare  uno slogan degli anni  70   il  corpo  è mio  e me lo gestisco io  quindi se  uno vuole  rovinarsi o deturparsi il proprio corpo ( perchè   ci sono anche  quei  casi    )   o  con tatuaggi , piercing , o scarnificazioni  , o  bruciature  \ interventi  per rimuovere quel tatuaggio  e  rifarsene  un nuovo   saranno a far propri o no ? mica  te li stanno facendo a  te  contro voglia  .

Michela *

* Ovviamente  il  nome  è  di fantasia  


Carissima  
Non sapevo che  consigliare i tatuaggi o piercing  ad un pubblico  adulto che ha  raggiunto  una migliore conoscenza  identitaria del proprio corpo  fosse  censura  o  avesse  connotazioni  illiberali . Oggi ho imparato una  nuova  cosa  smiley .
Certo  sono affari loro  , cosi  pure  l'uso e  la gestione  del proprio corpo  ,  se  le spese mediche   dell'intervento non ricadessero  sulla  collettività .
E' vero che la mia libertà  inizia  dove inizia  la  tua  , ma libertà   non significa  far pagare all'altro la  tua incoscienza . 

 2)  

Ciao
Fra  i vari articoli  e post  sul caso del prof   Giovanni cocco  che ha  vietato  di presentarsi  all'esame vestiti alla moda   il tuo mi sembra  pur  intrinseco  di un eccessivo moralismo  il più obbiettivo  . 
Mi lascia però perplessa  di  come uno della  tua  età ( di solito  tale prese di posizione    avvengono  dopo i 50 )  sia cosi retrogrado  .  Non sapevo che  fossi  contro le mode   e  l'evolversi dei costumi  . Non  che sei  Misogino  o ......   ci siamo capiti Face-wink.svgvisto  che non accetti    che le ragazze vogliono  provare  a sedurvi  o provocare   voi maschi ..O che  si debba vestire per  forza in giacca  e cratta  e calzoni di lino e  non jeans . Le mode  s'evolvono , sveglia  
Un consiglio  smettila d'essere   frustato  e vai   a  farti una bella   trombata  e  se non trovi nessuna  vai  a puttane   cosi ti passera  il tuo perbenismo  esagerato  , salvo  che tu non faccia  come questa  canzone di de  Andrè  : <<  (...)  Vecchio professore cosa vai cercando in quel portone forse quella che sola ti può dare una lezione /quella che di giorno chiami con disprezzo pubblica moglie /quella che di notte stabilisce il prezzo alle tue voglie. (... )  >>

                                  Una matricola  di Giurisprudenza  di cagliari


Cara Matricola
Innanzitutto  grazie per avermi scritto  e  grazie  del  complimento  . Io  non sono bigotto o  moralista   anzi  litigo sempre  con i miei vecchi perchè  giro sempre nudo  davanti a loro  d'estate  , oppure   dopo  e prima della doccia  perchè la mia stanza  è la  più lontana  dal bagno. Ribadisco che il prof  citato  (  vedere  sotto l'annuncio   cliccare  sopra  per  ingrandirlo  )

 ha  fatto bene perchè come  giustamente dice il sito studenti.it (  qui  l'articolo  integrale )  << 
c'è davvero da stupirsi che certi messaggi debbano essere così sottolineati.Dovrebbe essere scontato che all'università  si va vestiti in maniera consona, non certo con i pantaloni mezzi calati e gli slip in bella vista. Noi personalmente apprezziamo il messaggio del Professor Cocco e speriamo che in futuro non ci sia bisogno di puntualizzare cose così banali.  >>.
 E' vero che le mode  ed i costumi  s'evolvono ( infatti nessuno\a   si  sogna , salvo  alcuni  nostalgici ,  di chiedere  che  nelle  scuole  si ritorni  in  giacca  e cravatta ,  gonne lunghissime    cioè la  classica divisa  tipo collage inglese o peggio ai costumi da bagno tipo quelli   dei nostri miei bis  e  dei miei nonni   che coprivano l'intero corpo fino alle caviglie ) ma  negli ultimi 40  la mancanza  d'idee prevede  sia il riciclo  e il revival   delle generazioni  precedenti. ( anni  50/70 )  una trasgressione  fatta di  vuoto  e tanto p'er  fare  che  poi diventa  omologazione   ed consumismo  e per  adeguarsi a quello che si vuole  contestare ( vedere "homer  il marinaio "  puntata  di   in  cui Bart usa  l'orecchio e  gli altri compagni  lo imitano passivamente  ) e  soprattutto  ( cosi rispondo in musica   )  : <<  [...]  Alle sfilate degli stilisti si trasgrediva con meno allegria /Ed in quei visi sazi e stravisti pulsava un'ombra di malattia /Un artigiano di scoop forzati scrisse che Weimar gi si scorgeva /E fra biscotti sponsorizzati vidi un anchorman che piangeva [....]>>  (   Francesco Guccini  da   Nostra Signora Dell'ipocrisia qui il  resto  del  testo  e qui  il video   e  con  quanto  detto nel mio post  precedente in particolare   i due  commenti riportati   dal post  di   http://www.skuola.net/   ( vedere  mio post precedente  )  .
Per   quanto riguarda le  tue affermazioni  :  <>  non sono né misogino  né gay se ho ben interpretato la  tua frecciatina  .Sono Etero  , aggiungo questo video   , anticipando cosi    una canzone che avrei voluto  mettere   sul blog  per  l'8 marzo 



Non vado  a prostitute  perchè  è un  amore  \  sesso  mercenario non spontaneo  , ma  soprattutto perchè meno ci si  va meno  diminuisce  l'offerta  e  quindi   dovrebbe cessare  anche lo sfruttamento  da parte  di  papponi  \ magnaccia  specie  per  quelle extracomunitarie  \  straniere  .   Non credo che ostentare   \ mostrare  in maniera  cosi lasciva  e gratuita   il proprio corpo  sia  seduzione   , ma  rassomiglia  di più  a  quello si chiama  troiaggine   o troiumine   ed  è solo puramente  esibizionismo . Qui   come vedi  io sono ben lontano  dal personaggio della canzone de  Andreiana [la  città vecchia   ]  da te  citata  .



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