Visualizzazione post con etichetta sessisimo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sessisimo. Mostra tutti i post

15/07/17

Noi italiani nati con la camicia (nera) La voglia di fascismo? È indole italica, 
ci conosciamo: tanti, piccoli capetti. Sta dilagando e non ci cambierà una legg


Allarme (non più All’armi) siam fascisti! Come può essere capitato? A noi (pardon), noi italiani democratici che abbiamo scritto la Costituzione vietando al partito che fu di Mussolini di rinascere. “L’Espresso” ci fece una copertina qualche settimana fa. C’erano Grillo, Salvini e Berlusconi con fez e manganello. Tempesta di critiche. E avevano ragione (a propria insaputa) i lettori (di destra) che ci hanno ricoperti di insulti. Non dovevamo disegnare solo loro, ma gli italiani: il popolo nato con la camicia (nera) convinto di avere fatto i conti con la propria indole, prima ancora che con la storia, a suon di leggi e divieti.
Voilà, tutti antifascisti mimetizzati nella democrazia, senza risolvere mai quel problemuccio: ci conosciamo, siamo piccoli capetti che danno ragione al capetto più in alto. A casa, in Parlamento, al bar, su Twitter. Ed è questa normalità, mescolata a nostalgia della nazione e maschilismo diffuso, l’arma segreta del fascismo, la sua intima natura. Si chiama conformismo, fino a quando di mezzo non ci sono guerra, galera o esilio. Ma è lo stesso vizio di obbedire che fa ripetere in televisione a tutti le cose che dice il capo. Lo stesso vizio che ci fa parlare del fascismo per non parlare dei migranti.
Qualche giorno fa, un signore per strada mi dice: «Troppi immigrati, non possiamo mica...». Io rispondo: «Ha ragione, spariamo ai barconi con donne e bambini, così la smettono». Lui alza la testa e fa: «Ma che dice, è scemo?». Io: «Allora rimandiamoli in Libia. Donne stuprate, bambini torturati». E lui: «Stuprate? Ma allora come si fa?». Ho pensato che questo tipo di dialogo, ai tempi della politica, spettava ai cosiddetti corpi intermedi. Quelli che nel fascismo non c’erano ed erano nati con la Repubblica. Quelli che stiamo eliminando per spending review. Demolendo con l’insulto, nel nome dello spreco, assieme alla base stessa di una democrazia raziocinante. Gli immigrati diventati un problema sono la vera emergenza, dentro cui come un fungo velenoso riemerge il fascismo, non certo i busti del duce o le iscrizioni dell’Eur.La retorica antifascista che ci ha protetti finora, ci ha dato solo l’impressione dello scampato pericolo. Ha commemorato, non ha ricordato. Memoria significa fare i conti con il fascismo interiore. Noi non l’abbiamo fatto, né prima processando il regime, a differenza dei tedeschi, quando mezzo Paese transitava dalla dittatura alla Repubblica, né dopo. Gli unici conti sono stati fatti a piazzale Loreto, epilogo interiorizzato solo nella letteratura. Penso a Levi, Fenoglio, Pavese. E alla guerra civile di Claudio Pavone. Paradossalmente il “dovere antifascista” della prima Repubblica è ciò che ha permesso di non indagare davvero sul fascismo e che ci riporta a Chioggia, decenni dopo, a rivendicare il “diritto fascista”.
La colpa è nostra, non di quei loschi figuri. Abbiamo fatto una “defascistazia” lessicale. E come il politicamente corretto non cancella il razzismo, né ridà la vista a un cieco chiamandolo “non vedente”, professare l’antifascismo per legge ci ha portati a una ipnosi, alla rimozione della pregiudiziale storica che credevamo eterna. Pregiudiziale che ormai cade dappertutto.
Nel giugno 1945, l’Onu non nasce come parlamento delle nazioni, ma come organizzazione delle nazioni che hanno combattuto l’Asse, con i 5 membri permanenti del consiglio di sicurezza usciti vincitori dal conflitto. Quel mondo sta andando a pezzi. Trump non sa che farsene (è il primo presidente Usa che a Varsavia non visita il monumento degli insorti nel ghetto e ci manda l’ebrea Ivanka), non perché sia fascista, ma perché - a differenza di Bush - è espressione di un mondo che ha perso i legami con la sua storia. Con Norimberga e l’atomica, ma perfino con la Guerra fredda. Cina e India? Per loro l’antifascismo non ha significato storico né culturale. Putin? Per i sovietici la conquista di Berlino fu per decenni il certificato di appartenenza al mondo civile, mentre oggi il presidente russo interpreta la vittoria sul nazismo con una semantica neo-zarista.Perfino Netanyahu ha fatto fare dietrofront all’ambasciatore israeliano a Budapest dopo la protesta contro i manifesti anti-Soros (di sapore antisemita) voluti da Orbán. E via elencando. A questo punto una domanda: siamo sicuri che serva una legge per fermare questo e salvare la democrazia?O forse il problema sta in chi ci rappresenta? Scrisse Bauman: viviamo l’era del divorzio tra potere e politica. La democrazia non è più considerata “valore in sé” da milioni di persone, non perché manchino leggi antifasciste, ma perché i politici possono solo promettere, senza poi attuare tali promesse. E allora che senso ha criticare? Che senso ha votare?

05/02/16

Fermiamo l'attivista dello stupro Roosh V e gli incontri dei suoi alleati italiani



È ignobile, nel 2016 non si riesce ancora a fermare un crimine contro l'umanità di questo tipo? Perché questi maschi sono sempre a piede libero?

da https://www.change.org/




Sabato 6 febbraio, alle ore 20:00 (ora locale) i seguaci di “Roosh V” e del suo blog “Return of Kings”, dai contenuti decisamente misogini, sessisti e violenti, terranno degli incontri segreti in diverse parti del mondo. In Italia i punti d'incontro previsti dovrebbero essere in tre città: Roma, Bari e Reggio Calabria. Roosh V, ovvero Daryush Valizadeh, è autore di diversi libri autoprodotti dal titolo Bang, che in inglese indica non solo un’esplosione ma anche l'atto sessuale. La sua serie di libri, così come il suo forum, il suo account Twitter e il blog sono qualcosa di peggio di un manifesto della misoginia.

Valizadeh si adopera per istruire gli uomini su come adescare delle donne ed eventualmente violentarle, perché non ha nessuna importanza se la donna sia consenziente o meno all’atto sessuale. Non solo: secondo la sua ideologia criminale, lo stupro dovrebbe diventare legale negli spazi privati. Senza farsi troppi scrupoli Valizadeh cerca di insegnare agli uomini come violentare e farla franca.

Una citazione tratta dal suo libro Bang Iceland: “Mentre tornavo a casa, ho capito quanto lei fosse ubriaca. In America, fare sesso con lei sarebbe stato uno stupro, dal momento che, legalmente, non era in grado di dare il suo consenso. Non aiuterebbe il fatto che io ero sobrio, ma non posso dire che mi interessasse o che abbia addirittura esitato. Non razionalizzo le mie azioni, fare sesso è ciò che faccio.”

Altre dichiarazioni reperibili su Twitter o altri canali online qualificano il suo pensiero in modo ancora più esplicito: “parto dal presupposto che qualsiasi ragazza io incontri sia una sporca p****na fino a prova contraria”. Su Twitter ha dichiarato che si recherà in Australia in occasione dell’incontro internazionale e ha identificato le sue prede:“belle ragazze australiane tra i 18 e i 22 anni, sono libero per una bevuta”.

Di fatto la sua serie di libri e i suoi canali di comunicazione hanno raccolto un seguito sufficiente (solo il canale YouTube conta 19.000 iscritti) da indire una serie di incontri di scala internazionale, ognuno dei quali sarà presentato da uno dei suoi proseliti. L’iniziativa, promossa dal suo sito web, ha lo scopo di unire uomini con simile mentalità e simili scopi affinché possano discutere e meglio apprendere le idee e strategie sopra menzionate. L’accordo tra queste persone è di trovarsi in spazi pubblici e nella prossimità di monumenti o luoghi conosciuti. Soltanto uomini etero sono autorizzati a partecipare.

L’americano ha minacciato (incitando anche il suo gruppo di seguaci misogini a fare lo stesso) qualsiasi donna o uomo che protesti contro l’evento di “furiose punizioni”. Inoltre ha chiesto che i contestatori vengano filmati e ha promesso che la sua folla “anti-femminista” sarà pronta a “farli a pezzi” come punizione per essersi schierati contro la violenza sulle donne.

Non siamo disposte ad accettare questa forma di terrorismo nei confronti delle donne. Gli attivisti sostenitori dello stupro minacciano in modo diretto la nostra sicurezza e contribuiscono a rendere normale l’abuso fisico e psicologico di donne e ragazze.

Chiediamo che le forze dell’ordine si adoperino per evitare che questi incontri abbiano luogo. Se questo atto di prevenzione non dovesse avvenire, ancora una volta si saranno ostacolati e svalorizzati i tentativi di fermare la violenza contro le donne.

Al di là degli improbabili (si spera) progetti per la legalizzazione dello stupro, e del fatto che questi siano o meno all'ordine del giorno negli incontri di venerdì, rimane innegabile l'effettiva pericolosità del movimento, del suo leader e delle varie “tribù” disseminate per il mondo. In una società come la nostra – in cui lo stupro è sì reato, ma allo stesso tempo le responsabilità non sono chiaramente attribuite a chi lo compie (come avviene invece per gli altri crimini) e si innesca spesso e volentieri un processo di deresponsabilizzazione del carnefice e colpevolizzazione della vittima – il riunirsi di una comunità di individui che si spalleggiano l'un l'altro e trovano nelle loro “tribù” una giustificazione ai loro comportamenti criminali è un lusso che non possiamo concederci. Alla luce degli ultimi femminicidi apparsi sui giornali è più che mai importante agire, non possiamo permettere che queste ideologie di violenza e prevaricazione ottengano ulteriore appoggio o promozione. Chiediamo alle istituzioni di prendere una chiara posizione contro gli obiettivi degli attivisti.

Non possiamo accettare queste visioni dall’intento criminale nel nostro Paese.

Per favore agite.



UPDATE: sul sito di Valizadeh il meetup risulta cancellato ma invitiamo a non abbassare la guardia. Per la vostra sicurezza ricordiamo che i luoghi d'incontro in Italia sarebbero dovuti essere:
Bari — Parco 2 Giugno, di fronte all'entrata principale su Viale Einaudi.
Reggio Calabria — Museo Nazionale, di fronte all'entrata principale.
Rome — Alla Scalinata di Trinità dei Monti, di fronte al negozio della Montcler, all'angolo di Via Condotti.



Fonti:


http://www.cultora.it/petizione-fermare-roosh-v-lo-scritto…/
http://www.rooshv.com/full-city-listing-and-meeting-points
http://www.dailymail.co.uk/…/The-seedy-code-followers-pro-r
https://au.news.yahoo.com/…/anti-women-group-who-believe-r…/
https://www.pedestrian.tv/…/3106b432-01c8-48e4-b186-ce828aa
http://www.huffingtonpost.es/2016/02/04/machistas-radicales_n_9156466.html?ncid=tweetlnkeshpmg00000001
https://www.dnainfo.com/chicago/20160203/rogers-park/loyola-warns-students-of-pro-rape-mens-rights-meetup-near-campus
http://www.returnofkings.com/79393/private-meetups-protocol-to-attend-meetups-that-now-have-hidden-meeting-locations
http://www.independent.co.uk/news/uk/home-news/roosh-v-cancels-pro-rape-pick-up-artists-meetings-safety-concerns-a6852671.html
http://www.theguardian.com/australia-news/2016/feb/04/daryush-roosh-v-valizadeh-cancels-neo-masculinist-meetings-over-safety?CMP=share_btn_fb

Archivio blog

Si è verificato un errore nel gadget