Pubblicheremmo il seguente video senza alcun commento. E, in effetti, ne merita pochissimi. Nient'altro, niente altre che lei, lei, lei. Yara. Non è tornata a Natale, ma l'anno si apre vasto, lungo, interminabile, e speriamo che invece rimpicciolisca, per silenziare questa prolungata agonia. Nelle parole del padre, nella composta e devastata mutria della madre, ancor più eloquente, riecheggia esplosivo quel grido di Giobbe da noi evocato qualche giorno fa. E si comprende che quelle domande, quelle pretese diremmo, non sono rivolte ai rapitori, ma molto più in alto. Molto più definitive.
E chissà che non avvenga poi davvero, il miracolo, come suggerivano gli amici d'un Giobbe contemporaneo, quello immortalato nel romanzo di Joseph Roth. Oggi Dio fa miracoli modesti, perché la gente non gli crede più e da lui non si aspetta nulla. Ma, similmente ai compagni della Bibbia, anche il loro consiglio si era poi dimostrato ingannevole. Dio agisce grandemente ancor oggi, vuole gli uomini, ma non dipende da loro.
A Milano un bimbo cingalese è nato da una donna in coma. Prodigio della scienza, e quindi dell'uomo che ha saputo mettere a frutto il dono divino dell'intelligenza rivelata. Questa nascita è stata triplice dono. Per la donna, che è potuta tornare nel seno del Padre; per il padre naturale, cingalese, che ha subito acconsentito all'espianto degli organi della moglie allo scopo di salvare altre vite umane. Per l'umanità tutta, che non è ancora stanca di sorgere e di confidare nel futuro. A Lucca, un rapinatore e omicida pentito si è consegnato spontaneamente alla polizia. Non rischiava nulla, ma "si sentiva solo". Possedeva il mondo intero, ma avvertiva d'aver perduto la sua anima.
Quella di Yara sarebbe, comunque, una restituzione, una seconda vita. Come il bimbo di Milano, prepotentemente venuto al mondo contro ogni fatalismo. E, per chi la tiene innaturalmente segregata, l'esempio del "samaritano" redento non costituirebbe un riscatto e, anch'esso, una rinascita?
Lo scorso anno abbiamo salutato senza rimpianti un periodo funesto. Ci si è spalancata davanti una voragine sotto certi aspetti peggiore. Non abbiamo compreso, non lo comprenderemo forse mai, che l'esistenza stessa è vittoria. E continueremo ad attendere, come il "passeggiere" che acquistava "almanacchi" nella celebre Operetta morale del Leopardi, un domani necessariamente, per forza migliore, perché fino ad ora... La vita è insoddisfazione? O non piuttosto cammino?
La vita è quella che ci dà la forza di resistere all'orrido, come Yara e i suoi genitori, che vi pencolano sopra. E che potrebbero sprofondarvi fino a svanire. Ma noi vogliamo prepararci, stavolta, vita. Ti sfidiamo. Perché abbiamo solo te. Malgrado te. Buon anno Yara, buon anno e buona resurrezione, sempre, comunque.
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mercoledì 29 dicembre 2010
martedì 28 dicembre 2010
la mia schiavitù dell'abitudine
Dopo aver letto sulla busta della libreria questa poesia : << Lentamente muore
chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non ..... [ continua qua ] >> che molti attribuiscono al poeta Pablo Neruda ho capito che la mia ( credo anche quella vostra , sempre che abbiate scelto l'opposto ) lotta lotta per : essere me stesso,essere attento per essere padroni di me stesso e non vivere come monumento ( due parafrasi musicali ,Linea Gotica degli ex Csi la prima , Marzo 1995 dei Mau Mau la seconda , mi scuso soprattutto con i miei 40 lettori delle origini per la ripetizione nella citazione ma non ne ho trovato altre ) ma soprattutto per non essere un morto che cammina \ uno zombie , è e sarà parzialmente efficace se continuo ad essere schiavo delle abitudini e della a mediocrità , dell'insicurezza\e totali , delle paure, angosce , dei sensi di colpa inutili e frustranti ,del piangermi addosso anche se adesso è meno rispetto quando ho iniziato il viaggio ) .E come tale rimarrà fin quando continuerò ad avere i piedi in due staffe ed a barcamenarmi nel dualismo bene e male\ giusto o sbagliato , ecc. invece di fonderli ed accettarli in una cosa sola come suggerisce questa storia ( ecc per ricollegarmi al precedente post e de perchè continuano a leggerlo ancora ) di Dylan Dog [ copertina del n 100 e url della storia ]

nell'indecisione se alimentare ,in quanto ogni uno di noi è homo homini lupus ([letteralmente "l'uomo è un lupo per l'uomo"] --- ecco una delle mie origini oltre quella della passione \ identificazione per un periodo con il protagonista per il film omonimo del 1992 di kevin costner , e del nickname ora abbandonato ma che ancora è noto in rete balla con i lupi \ ballaconilupi ---- il mio lupo buono o il mio lupo cattivo .
Nella ricerca di come uscire da questa situazione e vincere ( o quanto meno contenere visto che non si può , e l'esempio della puntata dei the Simpsons papa incacchiato ne è la prova ) la rabbia , la frustrazione , ritrovare una vita opera d'arte più consapevole e la felicità ,la pace interiore e con me stesso , ecc ho trovato come guida poi sta me decidere se applicarla in maniera pedissequa \ alla lettera o adattarla e integrarla , il libro Liberi dalle vecchie abitudini di Pema Chödrön ( libro sopra a sinistra e lie sotto a destra ) per il momento , le cose che sto leggendo di tale libro mi stanno tornando utili ,mi sono resoconto ( e con un smn e d una email mi sono liberato anzi meglio ho detto addio anche se dolorosamente , adesso evitiamo di ricascarci e e di ricominciare , un vecchio compagno di viaggio addirittura cofondatore del nostro blog e di cui trovate nell'archivio delle sue poesie e pensieri ) che è inutile cercare chi non ti cerca è anche se ti fa soffrire o ha significato molto per te mandarlo a fncl e considerarlo come zavorra inutile e sganciartene per essere più leggero.
Ma comunque appena lo finsco ne riparleremo .
Un libro che comunque consiglio , e che spiega come lasciare andare i vecchi rancori , partendo in primo luoog da una trasformazione in noi stessi . Lo fa utilizzando un linguaggio semplice e ispirato . Ci suggerisce come dominare le paure e superare le frustrazioni e l'impotenza di quando di ci sentiamo a disagio o in balia delle emozioni .
Attraverso pratiche ala portata di tutti l'autrice c'insegna ad essere presenti ed aprire il cuore al fine di risvegliare le proprie qualità innate , insomma fare un salto deciso verso una nuova e positiva realtà , di cui saremo gli unici e gli indiscussi , consapevoli en intraprendenti artefici e creatori .
Attraverso pratiche ala portata di tutti l'autrice c'insegna ad essere presenti ed aprire il cuore al fine di risvegliare le proprie qualità innate , insomma fare un salto deciso verso una nuova e positiva realtà , di cui saremo gli unici e gli indiscussi , consapevoli en intraprendenti artefici e creatori .
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