Gli europei ( ed tutti i paesi del Nord del mondo ) avevano perso salvo alcune comunita di persone considerate matte e\o stravanganti come :
il matto di Francesco Guccini
un matto di de andrè
il senso dell'essenziale ( proprio come questa l'altra canzone de Modena city Ramblers )
, ma la crisi ce lo farà riscoprire. Peccato che ci sia bisogno di questo per ritrovare il gusto della semplicità ecco come fanno a vivere conn 1000 € al mese
da http://www.presseurop.eu/it/
tendenze e costume Spagna
Viva la vita low cost
9 gennaio 2012 El País Madrid
In tempi di crisi, quando si è costretti a sbarcare il
lunario con 1.000 euro lordi al mese e non si vuole rinunciare del
tutto al proprio stile di vita, ridurre le spese è una scelta obbligata.
Una tendenza che sta stravolgendo le abitudini dei consumatori.
Secondo le cifre del Sindicato de Técnicos del Ministerio de
Hacienda (Gestha), in Spagna 17,1 milioni di persone guadagnano appena
mille euro lordi al mese. Parliamo del 63 per cento della popolazione
attiva. Con questa cifra arrivare alla fine del mese è una fatica degna
di Ercole, e fare la spesa diventa un'avventura complessa. Oggi, per
migliaia di spagnoli, acquistare un prodotto è un atto di rinuncia.
In questo scenario di sofferenze e privazioni, il fenomeno del low
cost è in grande crescita e con ogni probabilità nell'immediato futuro è
destinato a svilupparsi ulteriormente, occupando uno spazio sempre più
rilevante nel tessuto sociale ed economico.
Ristoranti, viaggi, automobili, assicurazioni, elettronica, immobili,
tempo libero, abbigliamento, alimentari: nulla sembra sfuggire al
fascino del basso costo. Resta da capire se il fenomeno sopravviverà una
volta superata la crisi. Si tratta di una strategia strutturale o
congiunturale? In che modo cambierà l'atteggiamento del consumatore dopo
la fine della crisi? Sarà più razionale e meno impulsivo? La ricerca
del prezzo più basso è ormai diventata un nuovo stile di vita?
"Spendere molto denaro in maniera compulsiva è una patologia che
incontriamo spesso, mentre al contrario il risparmio estremo non ha
un'accezione clinica", spiega Guillermo Fouce, psicologo e professore
dell'Università Carlos III di Madrid. Secondo Fouce, insomma, non
esistono "malati di risparmio". Non è una precisazione irrilevante,
perché se portati all'estremo tutti i comportamenti legati all'acquisto
possono creare complicazioni.
Non c'è dubbio che il consumatore del dopo-crisi sarà molto diverso
da quello attuale. Innanzitutto avrà imparato da questi tempi difficili.
"Il consumatore sta scoprendo grazie al low cost che può acquistare
prodotti simili a quelli a cui è abituato a prezzi di gran lunga
inferiori", sottolinea Javier Vello, responsabile del settore
distribuzione e consumo della società di consulenza
PriceWaterhouseCoopers. In secondo luogo "dopo la crisi, il cliente farà
più attenzione alle spese, e sarà più cosciente delle alternative a
ciascun articolo".
L'attuale periodo di estrema difficoltà economica lascerà strascichi
profondi, e con il tempo sarà sempre più difficile tracciare un profilo
del consumatore. Questo aspetto influenzerà non poco le strategie
commerciali delle aziende, e di conseguenza il concetto di occasioni di
consumo diventerà dominante. Per esempio è probabile che individui con
un certo potere d'acquisto sceglieranno il low cost per alcuni prodotti e
privilegeranno le marche più costose per altri. Ma in ogni caso tutto
ciò riguarda il futuro, e oggi il concetto di low cost spadroneggia nei
settori più disparati.
"Il consumatore è passato da quella che chiamo una 'funzionalità
superiore' a una 'funzionalità sufficiente', che è la più economica. In
altre parole, perché acquistare un'automobile dotata di tutti gli
optional quando in realtà non ne ho bisogno?", spiega Javier Rovira,
professore della business school Esic.
Juan Carlos Esteban, un giovane disegnatore sposato con figli, è
l'esempio di come lo stile di vita low cost si sia insinuato in gran
parte del tessuto sociale spagnolo. La sua "strategia del risparmio" ha
cominciato a prendere forma nel 2007, "quando le spese hanno iniziato a
mangiarsi lo stipendio". Il piano di Esteban abbraccia le
telecomunicazioni ("in poco tempo ho cambiato tre volte operatore di
telefonia mobile, e oggi anziché 50 euro al mese ne spendo 18"), le
assicurazioni ("per il mio monovolume ho stipulato una polizza con un
franchising globale che mi permette di risparmiare 350 euro rispetto
alla precedente") e l'alimentazione ("compro soprattutto prodotti
sottomarca". In totale, oggi Esteban spende il 25 per cento in meno
rispetto a prima.
"L'essenza del low cost non si limita all'abbassamento dei prezzi in
sé, ma comprende il taglio dei costi superflui per ottenere un prezzo
inferiore", sottolinea Jorge Riopérez, responsabile de settore consumo e
industria di Kpmg. "Oggi si fa molta confusione tra [prodotti] low
cost e low price. Naturalmente anche il low cost mira a ridurre i
prezzi, ma in altri casi la concorrenza può portare a un taglio basato
non sulla riduzione dei costi ma su un minore margine di profitto".
L'unione fa il risparmio
Il fenomeno del low cost testimonia una situazione di emergenza, ma
paradossalmente anche la volontà di non rinunciare al proprio tenore di
vita e di continuare a godere di prodotti accessori o addirittura di
lusso. "Le famiglie sono
