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09/10/09

I MASCHI HANNO TACIUTO

 

Da lui, alla fine, ci si può aspettare solo questo. Dal suo affascinante servo dalla faccia a pois, lo stesso. Dai suoi compari al comando (gl'irresistibili Castelli e seguito, non ultimo il fascista Saia che anni fa vomitò, sempre sulla Bindi, quel "lesbica" che per lui era (ed è) la più infamante delle ingiurie), idem con patate. Dalle femmine della sua corte, manco parlarne. Ma da tutti gli altri, di solito così verbosi nel discettare sulle nostre forme, la nostra incapacità, la nostra indegnità a ricoprire cariche religiose-politiche ecc., insomma, dagli uomini e non dai maschi, quale reazione è arrivata, quale significativa presa di distanza è avvenuta da un individuo che umilia non solo noi, ma il loro stesso sesso?

Alcuni commenti a questo video sono assai illuminanti.


Finora, nessuna. Io ho già scritto a sufficienza, contravvenendo peraltro a un cliché del mio genere, che mi vorrebbe zitta e muta o, al limite, in speranzosa e adorante attesa del Signore che Verrà. Mi rivolgo direttamente a questi Esseri Supremi, a questi Discendenti d'Adamo, usciti dritti dritti dalle mani d'Iddio, e oso domandare: qual è il motivo del vostro silenzio? Io, femminuccia impertinente, una risposta ce l'ho; ma stavolta, voglio sentirla da voi la verità.


PER ESPRIMERE SOLIDARIETA' A ROSY BINDI E A TUTTE LE DONNE OFFESE, clicca qui



N. B.: Domani, due importanti appuntamenti. 1) Lutto nazionale per le vittime dell'alluvione di Messina. La Cisl del capoluogo siciliano ha realizzato un punto di raccolta di indumenti e alimenti di prima necessità. Servono aiuti per bambini e anziani e anche prodotti per l'igiene personale. La Cisl lancia un appello affinché la raccolta sia sostenuta con l'invio dei beni a "Raccolta aiuti alluvione" c/o Cisl Messina Viale Europa, 68 -98143 Messina. 2) Uguali, manifestazione nazionale contro la violenza omofoba, Roma, piazza della Repubblica, dalle 15.30 alle 20.00. Confidiamo che si esprima solidarietà anche alle donne, di qualsiasi orientamento sessuale, vittime della misoginia fisica e verbale oggi imperante.

13/08/09

Ne siamo orgogliose


Ormai la conoscono tutti. Ormai lo sanno, che è stata nuovamente, ignominiosamente condannata ad altri inutili, protervi, impacciati, stupidi (poiché inutilmente crudeli) 18 mesi di arresti domiciliari. E' un problema di democrazia, hanno detto. Certo. Perché è un problema di donne. E di uomini.


Non per nulla un raro uomo che l'aveva compreso si chiamava Walt Whitman. For you o democracy, ricordate? No, arrestate i sorrisini. Non alludeva solo al "dolce amore dei compagni". Voleva pure le compagne, lui. Femminista, cioè compiutamente uomo, come Pasolini.


Aung la conoscono tutti, dicevo. Ma non si tratta solo di lei. Isabella Bossi Fedrigotti scrive di donne sole, libere e coraggiose. Concordo solo in parte. Nel suo commento usa il termine "fragilità". Sono forse fragili, Natalia Estemirova, Zarema Sadulayeva, Clotilde Reiss e, nemmeno a dirlo, Anna Politkovskaia e l'arcinota Neda Agha Soltan? Perché "fragile" è un aggettivo ambiguo, dolciastro, venato d'un tradizionalismo sospetto. Le donne sono sole, da sempre, questo è vero; non potrebbe andare diversamente, in una società dominata dal patriarcato più fosco e vieto. Ma la loro resistenza non è fragilità. A meno che non si consideri fragile un Gandhi, e, perché no, un Cristo, con buona pace del Vaticano che inorridisce al vederlo accostato a una femmina peccatrice.



Non è stata fragile neppure Barbara Bellerofonte, forse per quel suo nome mitologico, peraltro d'un eroe così controverso. Lei no, a differenza delle congeneri sunnominate non era un'eroina. Non ne aveva bisogno, come non ne ha bisogno alcuna donna. La mentalità maschile, sessista e discriminatrice, pervasa da immaginifiche esaltazioni, per arginare il nemico sente sempre l'esigenza di dipingerlo come angelo o diavolo. Ma Barbara, come le altre, voleva solo essere sé stessa, vivere in pace col mondo e nel mondo. In tal senso non c'è differenza tra le coraggiose martiri della libertà e una ragazza calabrese stanca d'un fidanzato violento e prevaricatore, che non amava più. Lui, naturalmente, non poteva sopportare di perdere una "cosa" sua. Libero e spensierato dopo due anni, stranamente l'hanno riacciuffato, e le altre "sue donne" si lagnano frignando, povero, bravo ragazzo... Proust, sia pure in un contesto tutt'affatto differente, parlava di "uomini-donne", ma tra questi ultimi e le "donne-uomo" che perpetuano il machismo, non so chi sia il peggiore. Per loro vale il mio vecchio post; a tanto porta la "cultura" delle veline. E per adesso mi astengo, dato che mi trovo ancora al mare, dall'approfondire il discorso sulla feroce e pronta scomunica del Vaticano della Ru486 e delle donne "assassine" (seguita dalla barzelletta di quello spiritosone del sig. card. Poletto, secondo cui "l'omicidio comporta sempre una scomunica": infatti abbiamo visto come sono stati scomunicati i vari Hitler, Pinochet, mafiosi e pedofili... Il sig. Poletto ignora, o forse non gl'importa, che il numero delle donne vittime di omicidi da parte di mariti, padri e familiari ha superato quelli di mafia). Già lo scatenato don Paolo Farinella ha risposto agl'interrogativi, sia pur retorici, formulati da Vito Mancuso e Franco Monaco. La Chiesa sta coi ricchi, constatava a suo tempo Odon Von Horvàth in Gioventù senza Dio e, più tardi, lo stesso Pasolini. Aggiungiamo: coi ricchi di sesso maschile. Lo capiamo, politicamente è forse stato indispensabile per la sua sopravvivenza nel mondo. In questo mondo. Ma il cristianesimo è altro e altrove, e, come preannunciato, riprenderò il discorso di qui a qualche giorno.


Daniela Tuscano

17/03/09

CONtrordine CONfratelli

CONtrordine CONfratelli



"Inopportuna". Con quest'aggettivo mons. Fisichella, dalle pagine dell'"Osservatore Romano", ha bollato la scomunica comminata dal vescovo Sobrinho alla madre e ai medici della bimba stuprata a Recife. "Rischiamo di apparire senza misericordia, mentre avrebbe meritato la massima sanzione chi ha abusato di quella fragile creatura". Non è ozioso ricordare che Fisichella non è esattamente un prete "strano" (don Milani), un qualche religioso progressista in odore pertanto di eresia, ecc. ecc. E' presidente della pontificia accademia Pro Vita, un narciso che vediamo spesso in tv, amabilmente a fianco di politici (preferibilmente di destra) di cui è confessore. Eppure. Se deve esser risultato troppo persino a lui, e ciò malgrado l'iniziale approvazione da parte di Ratzinger dell'operato dello zelante Sobrinho, significa che è proprio vero, le vie del Signore sono infinite. Mai quanto quelle della Binetti, comunque. La quale, col consueto piglio di vergine guerriera, si era immediatamente schierata a fianco del prelato brasiliano con le seguenti, caste parole: "Un giudizio sull' episodio sarebbe sbagliato, daremmo una falsa risposta a un dramma terribile". Un dramma terribile, davvero, che un partito sedicente di sinistra, o comunque minimanente civile, continui ad annoverare tra i suoi rappresentanti un simile individuo.


A proposito di Ratzinger: pare sia offeso. Anzi, da una sua accorata lettera veniamo a sapere che "soffre" a proposito della presunta fronda dei soliti indisciplinati dopo la riammissione dei lefebvriani in seno alla Chiesa. Lui, oltretutto, ignorava totalmente la posizione dell'empio Williamson (si continua a circoscrivere il caso solo a quest'ultimo) perché il suo ufficio stampa stavolta ha brillato per inefficienza, dimenticando di fornirgli le dovute informazioni. Davvero strano. Non erano loro i grandi comunicatori? Sembrerebbe di no; non lo erano nemmeno dieci anni fa, quando sempre Ratzinger pubblicò un libro per un editore di estrema destra, noto anche per le sue posizioni negazioniste. O, magari, sapevano tutto.


Daniela Tuscano

25/11/08

Nient'altro che donne...

Dopo la pubblicazione del mio post sulla giornata contro la violenza sulle donne (che oggi ricorre) ho ricevuto la seguente lettera:





Le osservazioni dell'assessore Cadeo e di padre d'Asta denotano che il tema del loro scandalo non è lo stupro, ma il fatto che al corpo di Gesù sia associato un corpo di donna.

Personalmente, come donna, se quel corpo mi manda un messaggio di stupro non riesco a vedere (come Cadeo e d'Asta), l'edonismo, la morbida sensualità delle carni e delle orbide lenzuola o l'insistenza di una scritta sul pube.
Per me che sono donna, da quelle carni parte un grido di dolore, di umiliazione, di sofferenza senza conforto: temo di non riuscire a notare tutta quella sensualità che scandalizza i suddetti uomini e la mia è certo una visione di parte. La parte di chi è vittima per il semplice fatto di nascere donna.
Sabato compio 38 anni, ma ricordo come se fosse ieri il catechismo della prima comunione in cui la suora spiegava a noi bambine che se fossimo state vittime di stupro avremmo dovuto resistere fino alla morte. Se non fossimo state uccise durante lo stupro, voleva dire che non ci eravamo difese abbastanza e che la colpa era anche nostra. Avevo 8 anni.

All'età di 11 anni sono stata adescata da un pedofilo, da cui per fortuna (forse erano più ingenui di adesso) sono riuscita a scappare correndo fino a quasi svenire da quanto il cuore mi scoppiava. Non ho avuto il coraggio di parlarne con i miei genitori e sono andata a parlarne col parroco... che mi ha detto di recitare 10 avemarie: evidentemente avevo qualcosa da scontare.
Il giorno dell'adescamento avevo una gonna: sono passati 7 anni prima che trovassi la forza di rimetterne un'altra: per tutto il resto del tempo ho nascosto la sensualità delle mie carni sotto pantaloni e tute e quel pedofilo non mi aveva nemmeno toccata !



Per questo non riesco neppure ad immaginare come faccia a vivere una donna che conosco che 17 anni fa è stata stuprata dall'allora fidanzato e che mi ha detto che nonostante anni di terapia ancora, ogni giorno che Dio manda in terra, lei ripensa a quello stupro.


Be', sapete signori Cadeo e d'Asta? Se Gesù si è incarnato in un corpo di maschio ma a rappresentare tutta l'umanità, il corpo di Gesù è anche il mio. Anche se manco di pene e ho probabilmente delle mammelle più grandi delle sue e dei baffi meno folti.

Sono contenta di vedere che per voi ciò che scandalizza del manifesto non è il tema, ma l'uso di una donna bella e di un letto morbido: vuol dire che ha colpito nel segno. Che una donna che seduce è complice, che se la va a cercare. Ma, soprattutto, che per voi "stupro" è una parola con lo stesso significato emotivo di "lavatrice", che non avete neppure un'idea vaghissima di che cosa sia lo stupro e che cosa sia aspettarselo ogni giorno, inconsciamente, per il solo fatto di essere nate del sesso sottomesso e non di quello dominante.





                       Sara Manzoni





La scorsa settimana, un mio studente mi ha consegnato i riassunti di libri letti durante le vacanze estive. Uno di questi era Mille splendidi soli di Khaled Husseini, nel quale - fra l'altro - si narra d'uno stupro. Nel suo commento il ragazzo riconosceva che il romanzo era ben realizzato, ma che, raccontando una vicenda di "ragazze", non lo aveva coinvolto più di tanto. Roba di donne, anzi di femmine, che, quindi, ai maschi non interessa. Parole molto elogiative, invece, per un altro testo di Husseini, Il cacciatore di aquiloni.

Anche in quest'ultimo volume viene descritta una violenza sessuale. Solo che la vittima era un adolescente. Ed ecco che l'atto assumeva, agli occhi del mio studente, tutt'altro significato. Allora, e solo allora, gli pareva davvero grave.

Oh, lo so: avrei potuto soffermarmi su resoconti diversi - soprattutto femminili - di ben altro spessore; ma non è questione di bravura. Ho scelto questo elaborato perché estremamente significativo. Redatto da un cosiddetto "bravo ragazzo", diligente, educato, tranquillo, anche abbastanza valente a scuola. Non un marginale, non un teppistello, né tantomeno un violento; come "non-violenti", beneducati, paciosi sono, senza dubbio, Cadeo e D'Asta.

Eppure sono personaggi come loro che, malgrado le insistenze dell'insegnante, hanno infuso nella mente del mio allievo la perniciosa idea che lo stupro (femminile) è questione limitata, secondaria, di cui l'uomo non può né deve interessarsi. Sono le pudibonderie di assessori improvvidi ed educatori sbalestrati che impediscono, ancor oggi, di concepire uno dei più terribili crimini contro l'umanità come un problema universale. Proprio perché, per loro, la donna resta un essere inferiore, capace, al massimo, di rappresentare sé stessa. Non diciamo Dio: ma nemmeno l'uomo, inteso come entità globale.

La lettera di Sara, di cui ho evidenziato alcuni passaggi, non abbisogna di ulteriori chiose o riflessioni. La forza della testimonianza è più tremenda di qualunque apologia. Ma simili brani, permettono pure di capire le reali origini della violenza. La quale è senza sesso, ma si annida nella superbia delle gerarchie di genere. Si nutre delle nostre distrazioni, del punto d'onore, cresce in tiepide case, ammicca dai nostri teleschermi, ci sfiora nella prassi quotidiana, in quelle discriminazioni così leggere, cui non facciamo quasi più caso.

 

 

Qui a fianco ripropongo il manifesto "incriminato": per la cronaca, l'assessore Cadeo ha vinto la sua crociata, e l'immagine è stata censurata. La "tradizione religiosa" dei Milanesi (maschi) non verrà quindi più vituperata.

 

 Daniela Tuscano



 



 



 


21/06/08

La vittoria della Pace


E' estate.Lasciatemi dunque esagerare,e ribaltare lo sconsolato motto di Erasmo.      
Ma se non ci crediamo noi, alla vittoria,come possiamo convincere anche  gli altri ?
Abbiamo qualche motivo di speranza.







Ecco il primo:




"Il Sindaco di Bresso Fortunato Zinni [al centro ] dichiara il suo dissenso al pericoloso e scellerato progetto militare che l'amministrazione Bush sta cercando di imporre all'Europa senza consultare i cittadini". A questo link si trova il messaggio di adesione del primo cittadino bressese.


Ricordo che sul sito www.nonviolenza.net si può ancora firmare per la petizione online, che ha raccolto più di 122000 firme e l'adesione di molti personaggi della politica, della scienza, della cultura e dello spettacolo. E domani, sciopero mondiale della fame contro l'installazione dello scudo.


La seconda "news" (ma sì, concediamoci uno strappo anglofilo per una volta) è, in certo senso, conseguente alla prima, anche logica: il Tar di Vicenza ha bloccato i lavori per l'ampliamento della base Usa. Oltre alle irregolarità procedurali nelle gare d'appalto, il giudice veneto ha sottolineato che, riguardo al progetto, mancava un elemento essenziale, ovvio, banale: il consenso dei cittadini. Ciò che i movimenti per la pace vanno ripetendo da oltre un anno.



Non ci aveva pensato nessuno. E non mi riferisco tanto agli Usa, che della volontà popolare palesemente se ne sbattono. Alludo all'imbelle governo Prodi, che all'epoca non previde neppure quest'eventualità ma, nel patetico tentativo di dimostrare la sua sudditanza al permaloso e potentissimo "alleato", si affrettò a ratificare, con zelante servilismo, le decisioni del Capo d'Oltreoceano. Per uscire dalle pastoie dell'impopolarità, almeno qui in Italia,bastava indire un referendum. Ma, ripeto, non ci hanno pensato. Tutto vano, fra l'altro: Bush ha continuato a preferire Berlusconi fin quando, complici svariati fattori ( Mastella, Vaticano, rifondaroli e soci  affondati...),quest'ultimo è  tornato saldamente in sella.Insomma :  oltre al danno, la beffa.

Ma quanto è accaduto attesta che, malgrado il colossale sforzo intrapreso per imbavagliarci, i Golia nulla possono contro i Davide. Nulla possono, se noi non glielo permettiamo. Se non perdiamo la speranza e la consapevolezza del numero, dell'appartenenza, della dignità di ognuno.
Né si dimentichi che, a Vicenza, la protesta ha ottenuto successo anche grazie al convinto sostegno di molte associazioni cattoliche, e persino di numerosi vescovi. Non si tratta, insomma, dei soliti quattro foffi spinellati. Ed è forse un bene che Propaganda Fide metta in guardia sulla pericolosità del simbolo della pace, diabolico emblema di sincretismo, relativismo ecc. ecc. E' un bene perché è vero che i simboli sono linguaggio e, come tale, temibili per il potere. E, al tempo stesso, restano ciò che sono: colori, sorrisi, accenni. E' un bene perché dimenticano, o forse ignorano, la lezione di Capitini, don Milani, don Zeno, Giorgio La Pira e, tra i vivi, Alex Zanotelli [a lato, nella "sua" Korogocho] che da impenitente new age qual è non solo sfoggia uno scialle variopinto, ma una volta ha osato persino regalarmi una croce multicolore realizzata dai suoi amici africani! Troppo etno, troppo tribale. La vedesse il bianco signore d'Oltretevere, non mancherebbe di lanciare fulmini dalle sue diafane mani. Ma quelle, preferisce farsele baciare da quel perfetto modello di cristiano che è Silvio Berlusconi.



Ma quanto è accaduto attesta che, malgrado il colossale sforzo intrapreso per imbavagliarci, i Golia nulla possono contro i Davide. Nulla possono, se noi non glielo permettiamo. Se non perdiamo la speranza e la consapevolezza del numero, dell'appartenenza, della dignità di ognuno.




Né si dimentichi che, a Vicenza, la protesta ha ottenuto successo anche grazie al convinto sostegno di molte associazioni cattoliche, e persino di numerosi vescovi. Non si tratta, insomma, dei soliti quattro foffi spinellati. Ed è forse un bene che Propaganda Fide metta in guardia sulla pericolosità del simbolo della pace, diabolico emblema di sincretismo, relativismo ecc. ecc. E' un bene perché è vero che i simboli sono linguaggio e, come tale, temibili per il potere. E, al tempo stesso, restano ciò che sono: colori, sorrisi, accenni. Lasciamo che il Vaticano prosegua la sua crociata contro un pezzo di stoffa. Noi la ostentiamo con gioia, ben sapendo che dietro quel velo si cela l'avvenire di uomini e donne migliori.

Last but not least (aridaje...): l'ha decretato l'Onu, non i cittadini (anzi, le cittadine) che lo subivano da un pezzo: lo stupro diventa crimine di guerra. Non più un "reato minore", come orrendamente veniva considerato prima. Meglio tardi che mai. Ma niente ripagherà il dolore, l'umiliazione e  -                                           Artemisia Gentileschi, Susanna e i vecchioni, 1649.

non di rado - la morte di quelle donne e di quei bambini resi vittime senza valore del maschio bellicismo e delle sue virilissime guerre idolatre.

                                                                                                               






                                       Daniela Tuscano




05/06/08

Stalking e maltrattamenti: parla una donna sopravvissuta





Il mio nome è Rosaria. Stamani come tutte le mattine ho cliccato il tuo blog. Ho avuto un tuffo al cuore. Le immagini del mio vissuto  scorrevano davanti ai miei occhi. Ho chiuso il computer,per rannicchiarmi a terra e lasciare che le lacrime scorressero sul mio viso. Ti scrivo e poi deciderai se pubblicare la mia lettera. Ho subito ogni forma di violenza dal mio ex marito. Una volta mi ha caricata di botte da farmi vomitare e poi ha preteso che mangiassi ciò che il mio stomaco aveva espletato sotto la minaccia della sua pistola d'ordinanza.                         Quando non mi segregava in casa scappavo dai miei genitori. IL  lupo veniva a riprendermi travestito da agnellino implorando il mio perdono. Ogni volta ci cascavo. Gli ho permesso di picchiarmi anche quando ero incinta. Al terzo mese di gravidanza mi buttò giù per le scale e quando fù costretto ad accompagnarmi all'ospedale minacciò di uccidermi se avessi detto la verità,anzi il primo colpo sarebbe partito sul mio grembo. Tredici anni fa il mio bambino venne al mondo bello sano come tutti i bimbi del mondo:in quell'occasione volevo lasciarlo ma minacciò di rubare il bimbo dal nido,dopo avermi uccisa. Il pensiero che il mio Angelo potesse rimanere nelle mani di quel mostro mi fece desistere. Tornammo a casa. Quel fagottino aveva dato un senso alla mia vita che all'epoca era un vero disastro. La BESTIA mi aveva spogliata della mia  dignità ma il mio cuore batteva forte per il mio bambino. Una sera mentre lo allattavo feci l'errore di canticchiare. La bestia cominciò a prendermi a calci, terrorizzata all'idea che potesse far del male al mio piccolo lo lanciai nel carrozzino. A notte inoltrata ripresi i sensi;ero distesa a terra con i pantaloni fradici di pipì. La testa mi duoleva ma dovevo rialzarmi dovevo sincerarmi che il mio bambino fosse vivo. Mi avvicinai alla culla e mi accorsi che dormiva beatamente. Anche la bestia dormiva soddisfatto. Andai in bagno per lavarmi ma lo specchio rimandò la mia immagine;un'immagine che stentavo a riconoscere:il viso tumefatto e il sangue rappreso sotto il naso. Al mattino allattai mio figlio con la pistola  puntata sul fianco. Dopo due giorni la BESTIA rientrò in servizio. Decisi che non gli avrei permesso MAI più di sporcarmi con le sue luride mani e soprattutto mai avrei permesso di far del male al mio bambino. Volevo che il mio cucciolo fosse orgoglioso della sua mamma. La mia separazione è stata giudiziale a suon di querele. Arrivava spavaldo sotto il palazzo,con la scusa di vedere il figlio,con la pistola d'ordinanza,gridando a gran voce che mi avrebbe uccisa. Puntualmente i condomini si nascondevano dietro la finestra delle loro case per godersi lo spettacolo ma mai nessuno disposto a testimoniare. Ho vissuto anni d'inferno. Anche quando ho conosciuto il mio compagno non è stato facile per me credere che lui potesse essere diverso ma il tempo guarisce i mali insieme alle persone giuste che ti affiancano. È difficile uscire dall'inferno ma bisogna provarci perchè la vita rimanga un DONO. So che sarò una goccia nel mare per la tua associazione carissimo Max ma il dolore degli anni da dimenticare l'ho voluto trasformare in AMORE soprattutto per gli ANGELI. Un abbraccio a tutte le donne che sono o sono state vittime di coloro che si spacciavano per uomini.caro Max,vorrei concludere la lettera ricordando che tutte le bestie cominciano con uno schiaffo. Dopo essersi assicurati che la loro donna può diventare un oggetto dove sfogare i loro istinti più schifosi alzeranno sempre più il tiro,sicuri di poter fare della propria vittima ciò che vogliono. Ricordo il suo viso beffardo di quando mi picchiava,si sentiva potente,godeva del mio terrore. So benissimo che è difficile uscire dalle grinfie di queste bestie. Si sentono potenti grazie all'omertà di chi vede  o sente. Probabilmente io sono stata fortunata perchè non mi ha uccisa. Meglio ancora se sono ancora qui lo devo a mio figlio:Per salvare lui ho salvato anche me stessa. La mente non cancella certi eventi anche se dolorosissimi. L'AMORE insegna,guarisce tutti i mali soprattutto quando capisci che c'è più gioia nel dare che nel ricevere. Grazie infinite Max, grazie per quello che sei.........


 



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