Visualizzazione post con etichetta omofobia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta omofobia. Mostra tutti i post

12/06/17

Giuseppe Scano intervista Cristian A. Porcino Ferrara autore del libro "Canzoni contro l'omofobia e la violenza sulle donne".



Il 12 giugno 2016 un killer uccise ad Orlando 49 persone che si trovavano nel locale gay Pulse. Alle vittime di Orlando e a Eddie Justice è dedicato il libro di Cristian A. Porcino Ferrara Canzoni contro l'omofobia e la violenza sulle donne. Inoltre Porcino dedica il proprio volume anche a Sara Di Pietrantonio barbaramente assassinata dal fidanzato. Nell'intervista con l'autore si è discusso di omofobia, femminicidio, i moti di Stonewall e molto altro.

1) Qual è il tuo bilancio a un anno dall'uscita del libro "Canzoni contro l'omofobia e la violenza sulle donne"?

«Molto buono. Quest'anno ho ricevuto recensioni positive, tanti pareri autorevoli come quello della senatrice Monica Cirinnà, ringraziamenti da parte di associazioni Lgbt e molte altre soddisfazioni personali. Penso alle tante opinioni dei lettori che mi hanno contattato in privato per congratularsi del lavoro fatto. Alcuni di loro mi hanno raccontato le loro vite, i problemi che li hanno segnati e la rinascita dopo la consapevolezza di sé»

2) Una bella soddisfazione

«Certo, perché l'unico a credere nel progetto sono stato io. Ho contattato tanti editori ma quasi tutti, pur se interessati, non hanno voluto investire economicamente su un progetto da loro ritenuto di nicchia. In Italia domina l'editoria a pagamento e se non accetti di sborsare quattrini devi impegnarti a fare tutto da solo e diventare quindi indipendente»


3) Se osserviamo i risultati raggiunti non hai avuto torto. Ma mi dicevi di Christopher Park (che appare proprio nella copertina del libro) e la comunità Lgbt. Raccontaci qualcosa.

«Dici bene. Ricordo la soddisfazione di aver portato la mia opera a Christopher Park, New York, dove nacque il movimento Lgbt. Proprio in questi giorni ricorre l'anniversario dei moti di Stonewall. Accanto a Christopher Park si trova lo storico locale Stonewall Inn (foto 2) dove il 27 giugno 1969 si lottò per affermare il proprio diritto di esistere in quanto esseri umani. L'orgoglio di essere se stessi e di reclamare e combattere per ciò in cui si crede davvero. In quelle manifestazioni si sancì la fine della violenza psicologica e fisica affrontando le autorità che volevano schiacciare i diritti civili delle persone gay confinandole in un ghetto. Infatti, per le strade di New York nel mese di giugno ogni anno il gay pride riempie la Grande Mela non solo di colore, ma dimostra concretamente che il proprio orientamento sentimentale e sessuale non deve essere più tenuto nascosto ma vissuto alla luce del sole. La libertà di amare non è una concessione ma, per l'appunto, un diritto»


4) In fondo New York è un po' la tua seconda casa, e quindi è stato un piacere ricevere attenzioni dai newyorkesi, o mi sbaglio?

«Esatto. Non dimentico la gente seduta a Christopher Park (foto 1) che mi continuava a chiedere se il libro era scritto in inglese e se potevano acquistarlo nelle loro librerie. Non posso scordare il loro entusiasmo e la loro positività. Da italiano confesso che tanta dimostrazione di stima e affetto mi ha fatto un certo effetto. In Italia non siamo abituati a manifestare il nostro interesse per qualcuno che non conosciamo. Forse se lo vediamo in TV sì ma per uno scrittore indie è del tutto impensabile. Siamo molto invidiosi dei successi degli altri e raramente ci facciamo coinvolgere dai progetti culturali degli sconosciuti»

 5) All'interno del libro tu includi un interessante progetto educativo sulle varie forme di affettività da realizzare nelle scuole. Hai trovato il modo di presentarlo negli istituti?

 «Da ben tre anni e senza grandi risultati. Ho inviato tempestivamente il progetto all'assessorato alla pubblica istruzione di Catania. L'assessorato ci ha fatto sapere che il progetto era valido però mancavano i soldi per poterlo realizzare. All'epoca ho fatto un tour de force insieme ad una mia amica psicologa nelle scuole statali, ma oltre a congratularsi per il progetto la litania che ascoltavamo era sempre la stessa: non ci sono soldi. Altre volte, invece, i dirigenti scolastici non ci ricevevano  e ci dirottavano presso segreterie didattiche o vicepresidi. Di conseguenza il progetto è stato depositato e protocollato ovunque, ma non mi è mai stato permesso di attuarlo. Il progetto si rivolge proprio ai ragazzi e ragazze delle scuole medie  inferiori e superiori, e l'intento era proprio quello di sensibilizzare i più giovani su tematiche che li riguardano da vicino. Ho notato un ostruzionismo sistemico inaccettabile, e un'indifferenza preoccupante che è la maggiore causa dei problemi che affliggono questo paese. Ed è questo che mi dispiace tanto»

6) Dicevamo prima che il tuo libro ha ricevuto anche l'apprezzamento della senatrice Monica Cirinnà ed è stato ben accolto da pubblico e critica. Mi chiedevo se da parte cattolica hai ricevuto apprezzamenti o rifiuti?

«Colgo l'occasione per ringraziare ancora una volta la senatrice Cirinnà per le parole di apprezzamento alla mia opera. Devo dire che è una persona davvero sensibile, e soprattutto dotata di grande empatia. Per quanto riguarda l'ambito cattolico io vedo spesso dei muri nonostante i vari appelli al dialogo pronunciati da Papa Francesco. Ci tengo a precisare che non appartengono a nessuna chiesa, e di conseguenza non frequentando alcuna comunità sono escluso in automatico dai vari dibattiti su omofobia e femminicidio. Già in passato per via di alcuni miei libri sono stato estromesso da lavori che erano offerti da strutture religiose, ed ho patito varie forme discriminatorie a causa della mia non appartenenza a nessuna fede preposta al culto. Ho tentato anni fa di parlare con l'arcivescovo della mia città ma non mi ha accordato alcun appuntamento. Chiaramente sono disponibile ad un confronto con le strutture cattoliche ma dubito che ciò  accadrà»

7) Quali sono secondo te i metodi per combattere i numerosi casi di femminicidio e di aggressione omofoba nel nostro paese? E a cosa è dovuta tanta intolleranza e furia omicida?

«È evidente che il nostro paese porta avanti un sistema discriminatorio frutto di una cultura prettamente machista. Una subcultura abbastanza diffusa che deve essere estirpata alla radice. Goleman parla di alfabetizzazione emotiva da iniziare fin da ragazzi ed è proprio quello che nella nostra società manca. Non possiamo restare con le mani in mano e non colmare questo vuoto culturale. Da questo dipende il futuro delle nuove generazioni. Nessuno può possedere nessuno, tantomeno la vita della persona che dichiariamo d'amare. L'amore vero libera dalle catene e non distrugge la vita della persona amata. Stesso discorso per l'omofobia. Si combatte con la violenza ciò che non si comprende con la ragione e la cultura. L'ignoranza genera paranoie e nemici inesistenti. Purtroppo in Italia non esiste ancora una legge per combattere il femminicidio e l'omofobia. Senza una cultura dell'accoglienza e del rispetto reciproco la discriminazione e l'ineguaglianza troverà piena cittadinanza. A tal proposito ho apprezzato il toccante messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella diffuso in occasione della giornata mondiale contro l'omofobia. Per ringraziarlo gli ho inviato in dono una copia del mio libro»

8) Nel libro analizzi alcune canzoni straniere e italiane, mi chiedevo se poi qualche artista italiano si è fatto vivo con te, magari per ringraziarti o per altro?

«Purtroppo no. Ho contattato molti artisti italiani da me citati ma non ho ricevuto alcun segnale. Ho scritto diverse mail ed ho tentato anche tramite i social ma nulla. In fondo ci sono abituato. Ho notato molti messaggi visualizzati a cui però non è mai seguito alcun riscontro. In Italia i 'famosi' ti scrivono solo se vai in Tv e diventi anche tu un fenomeno televisivo. Ma va bene così. Non ho scritto il libro per essere ringraziato da loro, ma per incentivare una lotta attiva al femminicidio e l'omofobia. Ed è questa la mia priorità»

Giuseppe Scano



Il libro Canzoni contro l'omofobia e la violenza sulle donne è in vendita su Amazon al seguente link: https://www.amazon.it/Canzoni-contro-lomofobia-violenza-sulle/dp/1326718746



06/06/17

Il capo scout si “sposa” col compagno e il parroco dice “non può essere educatore” rispetta o non rispèetta il messaggio di Dio ?

canzone consigliata    
l'amore merita - Simonetta Spiri, Greta Manuzi, Verdiana Zangaro, Roberta Pompa


leggi anche
http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2017/06/04/news/luca-dice-si-a-marco-e-staranzano-si-ferma-brindando-alle-nozze-1.15440882

sfogliando  la bacheca  facebook  , di un mio amico  e  compaesano sacerdote    ho   trovato questo     sito  https://it.aleteia.org/  ed  in esso ho  trovato    questo articolo  interessante  .Esso  ,  a  50  anni dalla morte   (  e  dalla  sua imminente   beatificazione  )m di  Don Lorenzo Milani  , mi  porta  (  come  dal  titolo  )   a  chiedermi  se  la  presa  di  posizione  da  parte  di certi esponenti  dela  chiesa   rispettano il messaggio  di  Dio e    le  "  direttive  " di papa  Francesco  ?
 Prima di  una mia  risposta  i fatti 

Il capo scout si “sposa” col compagno e il parroco dice “non può essere educatore”




Nel frattempo l'Agesci non ha ancora ufficialmente preso posizione

A Staranzano, piccolo comune in provincia di Gorizia si è svolta la cerimonia di unione civile tra il consigliere comunale Luca Bortolotto e Marco Di Just, uno dei capi scout del gruppo Agesci locale. A questa scelta, il parroco del paese, don Francesco Fragiacomo, dopo aver informato l’arcivescovo di Gorizia, monsignor Carlo Maria Redaelli, ha spiegato tramite il bollettino parrocchiale perché a suo giudizio, Marco, non possa più essere un valido educatore in parrocchia: “Nella Chiesa – spiega – tutti sono accolti, ma le responsabilità educative richiedono alcune prerogative fondamentali, come condividere e credere, con l’insegnamento e con l’esempio, le mete, le finalità della Chiesa nei vari aspetti della vita cristiana. Sulla famiglia la Chiesa annuncia la grandezza e bellezza del matrimonio tra un uomo e una donna.Un messaggio che percorre tutta la Bibbia e che la fede in Cristo rende possibile. Come cristiani, dunque, siamo chiamati ad annunciare il modello di famiglia indicata da Gesù: quella fondata nell’amore tra un uomo e una donna uniti nel sacramento del matrimonio” (HuffPost).
Parole ribadite in una intervista al quotidiano locale Il Piccolo:


«Come cittadino – dice – ognuno può fare ciò che gli consente la legge dello Stato. Come cristiano, però, devo tener conto di quale sia la volontà di Dio sulle scelte della mia vita. Come educatore cristiano, in più, devo tener conto della missione e delle linee educative della Chiesa e della mia Associazione cattolica. Una cosa è essere accolti, un’altra è assumere responsabilità educative . Nella Chiesa tutti sono accolti, ma le responsabilità educative richiedono alcune prerogative fondamentali, come condividere e credere, con l’insegnamento e con l’esempio, le mete, le finalità della Chiesa nei vari aspetti della vita cristiana. Sulla famiglia la Chiesa annuncia la grandezza e bellezza del matrimonio tra un uomo e una donna. Un messaggio che percorre tutta la Bibbia e che la fede in Cristo rende possibile. Come cristiani, dunque, siamo chiamati ad annunciare il modello di famiglia indicata da Gesù: quella fondata nell’amore tra un uomo e una donna uniti nel sacramento del matrimonio».

Parole pacate ma che non lasciano adito a dubbi. E’ evidente che nell’Agesci questo dibattito è destinato ad esplodere, e che la problematica tra la fedeltà alla Chiesa e quella alla cosiddetta Carta del Coraggio deve essere risolta. Nel febbraio 2016 esplose la prima rottura nella comunità capi (Co.Ca), riassumibile in questo intervento pubblicato su TPI:


La questione si pone quando un giovane decide di diventare capo scout e si chiede all’aspirante capo di sottoscrivere il patto associativo, cioè il patto che definisce i valori fondanti dell’associazione a partire dal senso più profondo dello scautismo, ma anche la partecipazione politica e il cristianesimo.
Ed è proprio in merito a questo punto, al cristianesimo, che nascono, tra i capi scout, le contraddizioni “morali” più grandi.
Fino ad oggi tutto è stato avvolto da una sorta di “don’t ask, don’t tell”, “non chiedere, non dire”, termine con cui comunemente ci si riferiva negli Stati Uniti in merito alla questione dell’orientamento sessuale dei membri del servizio militare.
In questo modo si è permesso a tutti coloro che non aderivano pienamente alla scelta cristiana di continuare a svolgere il ruolo di capi senza alcun problema. E non si parla solo di gay, ma anche di divorziati e conviventi.
Oggi più di 200 capi scout lanciano un appello chiedendo all’Agesci un sostegno al Ddl Cirinnà – con il quale l’Italia permetterebbe le unioni civili tra persone dello stesso sesso – in vista del rush finale in parlamento: una decisione di coraggio sul tema, anche perché il sostegno dell’organizzazione difficilmente arriverà.
L’impressione è che la “base” Agesci, specialmente i Clan – così sono chiamati nello scautismo i gruppi di ragazzi tra i 16 e i 21 anni -, sia molto più pronta all’apertura e al cambiamento di quanto non lo siano i vertici.
Gli stessi Clan, poco più di un anno fa, hanno presentato un documento nazionale che è stato redatto da 30mila di loro: la Carta del Coraggio.
Attraverso questo documento chiedevano all’Agesci e alla Chiesa di “non considerare esperienze di divorzio, convivenza o omosessualità invalidanti la partecipazione alla vita associativa e al ruolo educativo, fintanto che l’educatore mantenga i valori dell’integrità morale”.
Ma appunto verso la Carta del Coraggio si levarono anche molte voci interne all’Agesci con critiche nette, raccolte tra gli altri dal sito La Fede Quotidiana (3 febbraio 2016):
«Sono una Scolta di un gruppo scout della provincia di Padova. […] Avete sottolineato il fatto che l’Associazione educhi i ragazzi a vivere secondo la Buona Notizia e che, dopo le parole del Santo Padre, tutta la comunità ecclesiale non possa non aderire a questa visione della Famiglia come voluta da Dio. Ma queste sono parole, a me lo scoutismo ha sempre insegnato che poi servono anche i fatti. È vero, ci sono posizioni diverse all’interno dei moltissimi gruppi, lo vedo ogni giorno nel mio Clan, nei confronto con i miei Capi, l’ho notato anche nel reparto di un altro gruppo dove ero scolta in servizio l’anno scorso. Ognuno ha la sua idea, la sua posizione, che in quanto tale va rispettata. Ma noi siamo un’associazione cattolica, che, come avete scritto anche voi, accoglie la visione della Chiesa e il Vangelo, quindi, con tutto il rispetto, con tutta l’amicizia e con tutto il bene del mondo, chi non è pronto ad accogliere questa visione può prestare il suo servizio da un’altra parte.[…] Un esempio? La Carta del Coraggio. O meglio, alcune sue parti, come quella sull’amore, che avanza richieste secondo me in contrasto con quello che invece la Chiesa e il Magistero ci insegnano, che non sono certo punti negoziabili nella vita di un credente. Come mai molti di noi R/S che erano presenti alla Route Nazionale due anni fa hanno deciso e votato a favore di quella presa di posizione? Secondo me, oltre alle opinioni personali, è anche causa del fatto che in molti gruppi il tema liturgico e le scelte che si dovrebbero prendere in coerenza con la fede cattolica, sono lasciate spesso al livello del “volemose bene”, cioè non vengono approfondite e soprattutto si lascia spazio a mediazioni che, a mio avviso, sui temi della fede sono inammissibili e l’assenza di una dimostrazione della volontà comune di seguire con più coerenza gli Insegnamenti in cui il metodo scout affonda le sue radici, aggrava la situazione. Lo scoutismo accoglie tutti, ma chi ne vuole fare parte deve accogliere i valori dello scoutismo. Chi non è cattolico, chi non vuole accettare gli insegnamenti della Chiesa e del Vangelo, può andare al CNGEI. […] Noi come scout cattolici siamo chiamati ad essere testimoni coraggiosi non solo di uno stile di vita autentico e impregnato della capacità di saper pensare e scegliere con la propria testa, ma anche e soprattutto delle bellezza della Parola e della Creazione di Dio, senza la quale tutti i nostri valori e i nostri concetti non avrebbero significato. Il silenzio o il “tenere il piede in due scarpe” non ci rendono testimoni, ma spettatori assenti di una società che invece ha sempre più bisogno di ritrovare le proprie radici e i propri punti di riferimento. Quindi vi chiedo, vogliamo essere protagonisti del nostro tempo con coraggio, oppure ci lasceremo vincere dalla paura di vivere fino in fondo il nostro essere?».
Da allora la situazione non è cambiata, nel senso che l’Agesci non ha risolto la questione decidendo se conformarsi o meno al Magistero o meno e in quel caso rinunciare ad avere un rapporto con la Chiesa  cattolica

da  http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/  del  6\6\2017


STARANZANO.
«Non ci sono più le condizioni per fare l’educatore nel gruppo scout».



{}È bufera a Staranzano all’indomani delle “ nozze gay” fra il consigliere comunale Luca Bortolotto e Marco Di Just , uno dei capi scout di Staranzano. Il parroco don Francesco Fragiacomo, infatti, affronta di petto l’unione civile fra due omossessuali che riguardano da vicino gli scout cattolici del gruppo Agesci. La figura di educatore di Di Just, il nocciolo della questione, secondo il prete crea confusione nei ragazzi. Gli insegnamenti della famiglia cristiana vede l’amore fondato tra un uomo e una donna, che si uniscono in matrimonio per avere figli.Della situazione don Francesco oltre ad aver già informato da tempo l’arcivescovo di Gorizia Carlo Maria Redaelli, che non rilascia dichiarazioni ufficiali, è anche amareggiato e non approva la cerimonia di sabato scorso in municipio davanti a centinaia di persone.§Non commenta direttamente, in realtà, ma esprime il suo pensiero attraverso il bollettino parrocchiale.A partire proprio dal ruolo di Di Just quale educatore scout. «Come cittadino – dice – ognuno può fare ciò che gli consente la legge dello Stato. Come cristiano, però, devo tener conto di quale sia la volontà di Dio sulle scelte della mia vita. Come educatore cristiano, in più, devo tener conto della missione e delle linee educative della Chiesa e della mia Associazione cattolica. Una cosa è essere accolti, un’altra è assumere responsabilità educative . Nella Chiesa tutti sono accolti, ma le responsabilità educative richiedono alcune prerogative fondamentali, come condividere e credere, con l’insegnamento e con l’esempio, le mete, le finalità della Chiesa nei vari aspetti della vita cristiana. Sulla famiglia la Chiesa annuncia la grandezza e bellezza del matrimonio tra un uomo e una donna. Un messaggio che percorre tutta la Bibbia e che la fede in Cristo rende possibile. Come cristiani, dunque, siamo chiamati ad annunciare il modello di famiglia indicata da Gesù: quella fondata nell’amore tra un uomo e una donna uniti nel sacramento del matrimonio».



I capi del gruppo scout Agesci di...
I capi del gruppo scout Agesci di Staranzano con, quarto da sinistra, Di Just e al suo fianco don Biasiol

Ecco che l’unione fra Bortolotto e Di Just, molto conosciuti a Staranzano, rischia di avere uno strascico. Sono stati uniti civilmente in una sala consiliare strapiena di gente dal sindaco Riccardo Marchesan, visibilmente emozionato.Oltre alla gioia di “sposi”, parenti e amici, c’è infatti da sottolineare anche la dichiarata amarezza da parte del parroco di Staranzano, che si è sentito “sfidato”, subendo quasi un affronto dalla presenza del viceparroco e scout, don Genio Biasiol, protagonista anche di un intervento prima della cerimonia «come amico della coppia e come prete». Se la formula delle Unioni civili e lo scambio degli anelli impegnava solo una decina di minuti, tutta la cerimonia è durata oltre un’ora.Dopo un breve saluto del sindaco Marchesan, infatti, nella scaletta della mattinata erano in lista a parlare diversi amici che, oltre agli auguri, hanno indirizzato ai due giovani versi di autori e poesie di Pablo Neruda. «Celebriamo una festa di due persone che si vogliono bene – aveva iniziato Marchesan – che oggi vedono costituita la loro unione. Il nostro paese da anni attendeva una normativa chiara per un riconoscimento anche sul piano giuridico, i diritti e i doveri di ogni coppia, volersi bene nel rispetto e nel reciproco sostegno».Stipati come non mai nell’aula avevano trovato posto, oltre ad alcuni consiglieri comunali, alcuni rappresentanti dell’associazionismo di Staranzano quale la Corale Audite Nova, le pattinatrici delle Aquile Biancorosse, l’associazione Benkadì, La Tenda della Pace, BisiachiInbici.E una ragazza scout, come al termine di ogni attività, a nome di tutto il gruppo a Marco e Luca aveva augurato una “Buona strada”.
Adesso la Comunità capi degli scout di Staranzano si trincera dietro un muro di silenzio e dietro le parole della sua guida spirituale, don Biasiol: «Mi spiace ma la comunità capi ha deciso di non rilasciare dichiarazioni in merito». Facendo intendere che per ora Di Just è a tutti gli effetti Capo unità e dal punto di vista educativo non c’è alcun problema. Tutto resta ancora da vedere, da capire, da riformulare. «In questo momento – commenta una delle responsabili del gruppo – per noi ha il placet per fare l’educatore scout, ma è da vedere con i nostri regionali, confrontarci, quindi la cosa è ancora da chiarire. La domanda ce la siamo già posta noi. Se qualcosa cambierà vedremo».


Swcondo me non lo rispetta soprattutto dopo aver sentito questa intertvista, copmntenuta    nel secondo articolo   sopra  riportato  ,  di Antonio Iovane (Radio Capital) che ha chiesto a Don Francesco di chiarire il suo pensiero



Ecco perchè  credo in Dio  (     cercandio    cadendo e rialzandomi   d'applicare  ciò che  ci ha  trasmesso attraverso  Gesu suo figlio  )    ma non nella chiesa? La chiesa è un istituzione creata dall'uomo per aver potere sugli altri uomini. È vissuta da uomini, peccatori come tutti gli esseri viventi.....con la doppia aggravante di far tutto in nome del Signore.
Chiesa Cattolica.

06/03/17

Educare al rispetto attraverso le canzoni

Femminicidio, stalking, abuso sessuale, violenza fisica e psicologica, omofobia, bullismo, sono termini che purtroppo, negli ultimi anni, sono entrati prepotentemente e tristemente nella nostra realtà quotidiana. Il ruolo dei media è stato determinante per far emergere questi fenomeni che, ci rendiamo conto, sono sempre esistiti ma solo attualmente sono diventati un’emergenza pressante e improrogabile, non solo in Italia ma in tutto il mondo. Sebbene negli ultimi anni sono state realizzate delle iniziative pubbliche finalizzate a sensibilizzare e informare su tali fenomeni, istituite delle giornate per condannare ogni forma di abuso e di violenza, purtroppo, giornalmente ci ritroviamo a dover fare in conti con notizie a dir poco inquietanti. Nel mondo vi sono ancora tante donne vittime di violenza fisica o sessuale, una violenza che spesso, nei casi più drammatici, sfocia nel femminicidio: la manifestazione più crudele della sopraffazione da parte dell’uomo sulla donna. E ancora, se da un lato prosegue a livello giuridico una propensione all’inclusione degli omosessuali (vedi legge Cirinnà), purtroppo ancora nel 2017 l’omofobia è una piaga sociale e culturale ancora ben radicata. Non vi sono dubbi, è di fondamentale importanza promuovere costantemente e attuare interventi specifici per prevenire e ridimensionare il manifestarsi di tali fenomeni. Inoltre, sarebbe opportuno attuare nelle scuole interventi destinati ai giovani e finalizzati a educarli a conoscere, capire e gestire le proprie emozioni, aumentare l’empatia, gestire i conflitti, accrescere il rispetto per se stessi e per gli altri così da costruire e mantenere relazioni di qualità, tutte caratteristiche fondamentali dell’Intelligenza Emotiva di Goleman (1995). Lo scrittore Porcino nel suo libro ci fornisce un quadro ben strutturato dei fenomeni sopraccitati, inoltre, riserva la parte finale del testo ad un progetto educativo destinato a studenti di scuola media inferiore e superiore. Nel libro l’autore affronta argomenti forti come violenza sulle donne e omofobia, e lo fa proponendo un’analisi dei testi di alcune note canzoni. Porcino vuole arrivare al cuore delle persone e, in particolare, alla loro coscienza, e si affida alla musica per farlo, una preziosa arte in grado di scatenare emozioni pure. D'altronde come diceva Picasso: “La musica è una meravigliosa bugia che dice la verità”.

Giovanna Prestianni 
(Criminologa e Dottoressa in Psicologia Clinica)


Il libro “Canzoni contro l’omofobia e la violenza sulle donne” può essere acquistato su Amazon al seguente link: https://www.amazon.it/Canzoni-contro-lomofobia-violenza-sulle/dp/1326718746



® Riproduzione riservata

24/09/16

non si sconfigge l'odio , il razzismo , l'antisemitismo , l'islamofobia , omofobia censurando o proibendo lo studio a scuola delle opere letterarie del passato

in sottofondo  proibito  - Litfiba  e  a seguire il  giardino  proibito - Sandro Giacobbe

A volte succede mi succede che certi post nascano per caso . E questo è uno dei casi . Leggendo la bacheca generale cioè la home di fb , sono capitato su un post dell'amica \ compagna di viaggio prima  splinderiana ora blogger  ed utente  facebook









Premettendo che non sono un fautore delle bocciature... ma qualcuno può spiegarmi dove sarebbero le novità?? Saranno venti anni che non si boccia più alle elementari... alle medie e superiori poi per fermare un ragazzo non solo occorre fare la "guerra" contro dirigenti e colleghi finti buonisti (alias nullafacenti), ma occorre pure che un ragazzo si impegni a dismisura per ripetere l'anno... a questo punto più che abolire la bocciatura, abolite direttamente la scuola, facciamo prima... e in tutta sincerità, dal momento che sono ormai nauseato, sarei strafelice di cambiare lavoro... W la meritocrazia... manica di incompetenti ignoranti... Nico Iannaccone










Al Ministero si lavora per abolire definitivamente le bocciature alle elementari. Una novità che affiancherà la riforma degli esami di stato per secondaria di …
Mi piace Commenta  


stavo cercando   con google ( dante  and  pecore )  perché non ricordavo con precisione  i riferimenti  esatti quelli che  poi   erano versi  81\84   canto  terzo purgatorio  della  Divina  Commedia  di Dante 
 
 Come le pecorelle escon del chiuso
a una, a due, a tre, e l’altre stanno
timidette atterrando l’occhio e ‘l muso;                        
 e ciò che fa la prima, e l’altre fanno,
addossandosi a lei, s’ella s’arresta,
semplici e quete, e lo ‘mperché non sanno;    

e  mi sono  imbattuto  in questo articolo  del corriere della sera  del  12 marzo 2012 (modifica il 13 marzo 2012)


Un'immagine della Divina Commedia un incunabolo
stampato presso Bonino de Boninis, Brescia 1487, con commenti di Landino


«Dante antisemita e islamofobo. La Divina Commedia va tolta dai programmi scolastici»
in alternativa alcune parti del capolavoro andrebbero espunte dal testo
«Dante antisemita e islamofobo. La Divina Commedia va tolta dai programmi scolastici»
L'accusa di Gherush92 organizzazione di ricercatori consulente dell'Onu



MILANO - La Divina Commedia deve essere tolta dai programmi scolastici: troppi contenuti antisemiti, islamofobici, razzisti ed omofobici. La sorprendente richiesta arriva da «Gherush92», organizzazione di ricercatori e professionisti che gode dello status di consulente speciale con il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite e che svolge progetti di educazione allo sviluppo, diritti umani, risoluzione dei conflitti. (  ...... continua  qui  ) 

Infatti    fra i risultati della ricerca  internet    ho  trovato   sul questo portale   dantesco http://divinacommedia.weebly.com/ che nei  i versi  81-84  del canto  V   del paradiso    ( e nei canti   riportati dall'articolo    prima citato  )    compare  in senso   antisemita la  parola  giudeo  .   Risultato    testimoniato anche  da letture  ed  approfondimenti extra  scolastici  \ universitari   e  dalla  ricerca  su  internet   del  testo   dell'opera  di Dante .
Ora   leggendo   tale  articolo  trovo  conferma   dell'idiozia   e  l'ipocrisia     del politicamente  corretto  a  tutti i costi .Quindi  no alla censura  o   al divieto ipocrita  , la  soluzione   sarebbe  si  a filtri  perché   se  fatti studiare  senza  note  ed  apparati   critici    e slegate  dalla cultura   del tempo   cioè senza  spiegare  che  la  chiesa  in quel periodo  fomenteva  tali mali   , onde  evitare   che queste nuove  generazioni ( al  90  % defilipilizzatibimibiminkia  e la maggior  parte  delle  generazioni social  cresciuti  all'epoca  dei  Game , reality ,  talk  show   in somma   tipo :  1984  di Orweel  e  Fahrenheit 451) prenderebbero  sul serio ed  acriticamene  ciò  che l  viene  spiegato   vedere il film L'onda (Die Welle) del 2008 diretto da Dennis Gansel, tratto dal romanzo omonimo di Todd Strasser

Infatti   Sempre  secondo   l'articolo   in   questione 

CRIMINI - «Oggi - conclude Sereni - il razzismo è considerato un crimine ed esistono leggi e convenzioni internazionali che tutelano la diversità culturale e preservano dalla discriminazione, dall'odio o dalla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, e a queste bisogna riferirsi; quindi questi contenuti, se insegnati nelle scuole o declamati in pubblico, contravvengono a queste leggi, soprattutto se in presenza di una delle categorie discriminate. È nostro dovere segnalare alle autoritá competenti, anche giudiziarie, che la Commedia presenta contenuti offensivi e razzisti che vanno approfonditi e conosciuti. Chiediamo, quindi, di espungere la Divina Commedia dai programmi scolastici ministeriali o, almeno, di inserire i necessari commenti e chiarimenti». Certo c'è da chiederci cosa succederebbe se il criterio proposto da «Gherush92» venisse applicato ai grandi autori della letteratura. In Gran Bretagna vedremmo censurato «Il mercante di Venezia» di Shakespeare? O alcuni dei racconti di Chaucer? Certo è che il tema del politicamente corretto finisce sempre più per invadere sfere distanti dalla politica vera e propria. Così il Corriere in un articolo del 1996 racconta come, al momento di scegliere personaggi celebri per adornare le future banconote dell'euro , Shakespeare fu scartato perchè potenzialmente antisemita Mozart perché massone, Leonardo Da Vinci perché omosessuale. Alla fine si decise per mettere sulle banconote immagini di ponti almeno loro non accusabili di nulla.


Ora   leggendo   tale  articolo  trovo  conferma   dell'idiozia   e  l'ipocrisia     del politicamente  corretto  a  tutti i costi .Quindi  no alla censura  o   al divieto ipocrita  . 
Ora   sarà anche  una news   vecchia  , infatti l'articolo risale  al  2012  , ma  l'imbecillità  non  ha  confini temporali , geografici ,  culturali  , ideologici  . Queste persone  ignorano  il  fatto  che  ( successe  anche  a me     giovane studente  universitario  all'esame di letteratura  italiana   che  definìe  fu  per  questo che il prof  mi fece ripetere  l'esame   senza  però  darmi l'occasione di spiegare l'errore   che mi  usci fuori  quando lui  anziché passare  ad  altro continuava   e  rimaneva insoddisfatto  dello striminzito    riassunto che  feci dell'opera    teatrale , mi pare  fosse  rose  caduche    e lo stile   di verga  ,  attualizzando  e decontestualizzandolo dal  suo  contesto storico  ,  come pedestre  e barbino  ) un opera letteraria  scritta     quasi mile  anni fa  sia  figlia del proprio tempo   e come tale  vada letta ed  attualizzata  all'oggi . E' vero   che  in Dante  , lo stesso discorso potremmo   dirlo  di altri autori ed  artisti   ( scrittori    filosofi   sceneggiatori   registi  , ecc  )  ,  sono presenti  elementi  di : razzismo  , antisemitismo  , omofobia  ,  islamfobia  , ecc ,ma  con questo  mica bisogna  proibirli o censurarli   o chiederne  in base  a leggi   giuste certo    perché tali crimini  non  si diffondano ulteriormente    facendo ulteriori guasti   come    è avvenuto ed  avviene ancora  oggi   nel corso della storia  e    sia  estirpati o ridotti    


la  soluzione   sarebbe ,  come proposto  in alternativa (  forse  in un  barlume  di  falsa  democrazia  e libertà )      dallo stesso  Sereni dell' Gherush92 , d' inserire i necessari commenti e chiarimenti  insoma  le  classiche  note   critiche  . Tesi  che   condivido   rispetto  ala  censura  e al divieto stupido  e cretino    perché   se  fatti studiare  senza  note  ed  apparati   critici    e slegate  dalla cultura   del tempo   cioè senza  spiegare  che  la  chiesa  in quel periodo  fomenteva  tali mali   , onde  evitare   che queste nuove  generazioni ( al  90  % defilipilizzatibimibiminkia  e la maggior  parte  delle  generazioni social  cresciuti  all'epoca  dei  Game , reality ,  talk  show   in somma   tipo :  1984  di Orweel  e  Fahrenheit 451) prenderebbero  sul serio ed  acriticamene  ciò  che l  viene  spiegato   vedere il film L'onda (Die Welle) del 2008 diretto da Dennis Gansel, tratto dal romanzo omonimo di Todd Strasser

30/06/16

ProVita minaccia punizioni divine per chiunque non discrimini o disprezzi i gay

Leggendo   le  abberranti     dichiarazioni   di  Francesca Romana Poleggi   del movimento  pro  vita  che  mi  fanno dubitare  e  chiedere   come   certa  gente  si definisce  cristiana   se  poi   nelle  loro dichiarazioni  ( in  questo caso )  ed  omelie    c'è  un odio    cosi  viscerale   verso  i figli della  luna  ,   cioè quelle  persone    che   vengono chiamate  : 1)   frosci, culattoni  , ecc  ., 2)     diversi  . Mi chiedo  aggiungendo   all'interrogativo dell'amico 


Luigi Agus Questa donna è oscena e scandalosa. Come può la chiesa permettere a degli eretici fanatici di pubblicare queste immonde schifezze. Sono allibito. Se l'arcivescovo ha deciso la censura e il silenzio per quel prete ignorante evidentemente c'erano davvero gravi ragioni.

come mai le  alte  grarchie  compreso il pontefice non intervengano  o ammonendoli  ,  o sospendono  a  divinis   mentre  fin ora  (  fatta  eccezione per  papa  francesco che è da poco al  soglio pontificio  )    si  è solo intervenuto solo per chi  interpretava ,   perchè le  sacre  scritture  vanno interpetrate  e non riportate alla lettera ,  in maniera  libertaria   come   : i cattolici del  dissenso e   progresssisti , teologia della  liberazione , ecc 
Ora capisco essere  contro  gli  omossessuali e  i Lgtb per  la  famiglia tradizionale  cioè maschio  - donna  ,   insomma essere  chiusi  e  arrocati su  posizioni  ormai  stantie  e  anti storiche   del  tipo  : <<   non vuole capire che ,dal medioevo ad oggi c'è differenza tra " peccato" e "reato".A Rocco Buttiglione non distinguere i due sostantivi è costato il posto di Commissario Europeo.  >>   un commento  su  Gayburd.blogspot.it

Ho   già detto    troppo  a  voi   aggiungere  qualcosa anche   conro  le mie opinioni    se  vi và  ,  ma  in maniera costruttiva  e rispettosa  mi raccomando )  a quanto dicie  la  tipa  in questione  





Leggi anche :

Adinolfi attacca i vescovi: «Se non dite che i gay meritano la morte, fate propaganda lgbt» 
Benedetta Frigerio fondatrice delle Sentinelle in piedi 

   da  Gayburd.blogspot.it del 27\6\2016

 ProVita minaccia punizioni divine per chiunque non discrimini o disprezzi i gay


 


È un articolo [  il rtesto integrale  delle  sue    abberranti  dichiarazioni   ] firmato da Francesca Romana Poleggi a mostrarci come all'associazione ProVita interessi solo la legittimazione dell'odio che può essere tratta da una lettura distorta della Bibbia e non il messaggio di amore universale che non appare utile a portare consensi politici ai partiti di estrema destra.
È noto come la donna non abbia mai avuto particolare preoccupazione verso quelle persone che rischiano di essere massacrate di botte per il solo fatto di esistere. Anzi, spesso si ha l'impressione che voglia giustificare quelle violenza dato che la sua attività principale è il cercare di sostenere che quelle persone debbano essere ritenute "sbagliate" solo perché diverse da lei. Ed è così che si parte dal negare l'esistenza stessa dell'omofobia, ossia i quella forma di disprezzo che lei è solita propagandare attraverso i suoi articoli:


L’omofobia è la scusa per imporre il diktat del pensiero unico, per chiudere la bocca a chiunque pensi che i rapporti omosessuali siano contronatura. La massima comprensione e misericordia per tutti gli esseri umani, di qualsiasi orientamento non si discute: siamo tutti più o meno lussuriosi, chi in un modo, chi nell’altro.
Qualcuno potrebbe farle notare che la sua "misericordia" potrebbe tenerla per sé stessa anziché cercare di utilizzare quelle parole come forma di offesa. Ma si sa che la formulazione dei suoi articoli mira a risultare il più offensiva possibile quasi si volesse cercare di armare la mano di un qualche folle pronto a tramutare in violenza fisica quel disprezzo. Purtroppo viviamo in Italia e queste posizioni non solo non vengono sanzionate, ma la Poleggi viene finanziata dallo stato per sostenere la sua crociata contro i cittadini attraverso il riconoscimento come "onlus" alla sua associazione di propaganda politica anti-gay.

La donna si affretta a sostenere che l'omosessualità sia un peccato e che non ci sia nulla di male nel disprezzare gay e lesbiche. Scrive:


Ma come al solito una cosa è il peccatore pentito, che Dio perdona “70 volte 7”, una cosa è il peccato, che va condannato sempre. Ormai, però, nonostante (ancora) non ci sia una legge che lo preveda, l’omofobia già de facto è considerata reato. Un reato dai contorni quanto mai sfumati, adatto a condannare chiunque per qualunque motivo. Anche un prete che predichi dal pulpito il Vangelo. Di questi tempi, di preti che predicano la Parola di Dio ce ne sono rimasti pochi. Quei pochi, però è bene che tacciano per sempre.
E finché la loro condanna viene dagli attivisti LGBTQIA(…) e i loro reparti cammellati della Gaystapo (mass media in testa) non ci sorprende. Ma se capita che alti prelati, come l’Arcivescovo di Cagliari, S.E. Arrigo Miglio, stigmatizzino le omelie di un sacerdote, Don Massimiliano Pusceddu, che ha detto solo la verità e ha letto la lettera di San Paolo ai Romani, beh, questo è triste e dà da pensare.
Il riferimento è a don Pusceddu e alla predica in cui il sacerdote sosteneva che i gay non possono avere fede in Dio e che è Dio a sostenere che «meritino la morte» per il solo fatto di esistere. Parole insensate a cui il vescovo ha risposto fornendo una corretta lettura del brano citato dal sacerdote, ma evidentemente a ProVita non interessa la verità ma solo l'odio che è possibile legittimare attraverso una lettura letterale della Bibbia. Ed è così che un prete rinviato a giudizio per violenza privata (se ne andava in giro armato con una pistola a massacrare di botte i parrocchiani) viene indicato come la massima espressione di cristianità nel nome della legittimazione all'odio anti-gay che era in grado di fornire attraverso una lettura decontestualizzata della Bibbia (al pari di chi usava quelle pagine per legittimare la schiavitù o la segregazione razziale).

Con il vittimismo che contraddistingue un'associazione che sostiene che i gay siano persona malvagie che non si lasciano discriminare in silenzio, la donna aggiunge :


Il prete è stato ridotto al silenzio: lui obbediente, si adegua e tace. Gentilmente ci ha fatto sapere che non parlerà con noi. Il suo account su You Tube è stato sospeso.
La predica incriminata a tutt’oggi si può ascoltare qui : chissà se anche da qui sarà presto censurata…
L’ex parroco di Vallermosa, come potete sentire, ha detto una serie di ovvietà su famiglia, gender, unioni civili che sono una minaccia alla famiglia, e ha letto un passo della Lettera di San Paolo ai Romani, che recita: “[24]Perciò Dio li ha abbandonati [agli uomini che soffocano la verità nell’ingiustizia, di cui al v.18] all’impurità secondo i desideri del loro cuore, sì da disonorare fra di loro i propri corpi, [25]poiché essi hanno cambiato la verità di Dio con la menzogna e hanno venerato e adorato la creatura al posto del creatore, che è benedetto nei secoli. Amen.
[26]Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. [27]Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s’addiceva al loro traviamento. [28]E poiché hanno disprezzato la conoscenza di Dio, Dio li ha abbandonati in balìa d’una intelligenza depravata, sicché commettono ciò che è indegno, [29]colmi come sono di ogni sorta di ingiustizia, di malvagità, di cupidigia, di malizia; pieni d’invidia, di omicidio, di rivalità, di frodi, di malignità; diffamatori, [30]maldicenti, nemici di Dio, oltraggiosi, superbi, fanfaroni, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, [31]insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia. [32]E pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo continuano a farle, ma anche approvano chi le fa“.
In grassetto viene indicato il passaggio volto a sostenere che Dio voglia la morte dei gay, ma anche di chi li approva e non li condanna moralmente. È l'ennesimo uso strumentale della Bibbia per fini politici da parte di un'associazione che deliberatamente cerca di alimentare l'odio verso i gay promettendo fantomatiche punizioni divine dinnanzi a chi non aderisca alla loro ideologia. Un insulto quotidiano che gay e lesbiche devono ricevere da persona violente che abusano della religione per sostenere diffamazione e offese gratuite nella più totale impunità.

Dice poi la Poleggi:


Ovviamente nel contesto – che qui è un po’ complicato riprodurre per intero – si capisce che si intende la morte eterna, cioè la conseguenza del peccato “mortale”. La quale consegue solo se il peccatore è impenitente, cioè rifiuta la – famosa – misericordia di Dio, che presuppone il pentimento, che presuppone il riconoscimento – nel profondo del cuore – della propria debolezza e del proprio peccato.
E così, da un lato, la Gaystapo è andata denunciando l’omofobia del prete che secondo loro vorrebbe “l’uccisione di tutti gli omosessuali” (falsi e in malafede quelli che hanno rilanciato la notizia in questo modo distorto).
Si noti che fra i falsi e i disonesti viene fatto rientrare anche il vescovo, dato che non conta tanto quello che è scritto nel libero ma solo quanto è stato detto e letto durante l'omelia. Casomai potrebbe apparire falso e disonesto chi aggiunge elementi mai pronunciati in quell'occasione per cercare di assolvere un sacerdote dalle sue colpe. Ma si sa che qui si è nel campo ella propaganda e si spergiura la propria verità senza farsi troppo problemi di quanto sia effettivamente reale.
Si noti anche l'abuso che l'associazione ProVita è solita fare della parola «ovvio». Per loro è tutto ovvio. È ovvio che i gay sono cattivi. È ovvio che i gay valgano meno di loro. È ovvio che il loro amore non debba essere riconosciuto. È tutto ovvio perché si è dinnanzi a gente che vuole proporsi come una verità rivelata, sostenendo peraltro di essere "cristiani". Peccato che i comandamenti dicano di non pronunciare il nome di Dio invano e gente che attribuisce a lui ogni suo più perverso pensiero è gente che ostenta la sua lontananza dal messaggio di Gesù.

In conclusione la donna aggiunge:


Il Vescovo, dal canto suo, ha censurato… San Paolo. Il quale, poveraccio, potrà anche essere accusato di omofobia, ma andrebbe notato che non fa sconti a nessuno: ammonisce “senza discriminare” sia gli etero che gli omosessuali; San Paolo inoltre, condanna i rapporti sessuali contronatura: se per gli etero sono un optional, ma per gli omo sono una scelta obbligata, beh, questo non è colpa né di San Paolo, né di Don Pusceddu.
Mai affermazione è stata più falsa. Non solo bisogna notare come la signora Francesca  Romana Poleggi dia per scontato che le sue perverse fantasie su cosa avvenga nel letto di una coppia gay siano verità rivelata, ma anche perché bisogna comprendere cosa sia contro natura. È contro natura una donna che dedica la sua vita all'odio verso il prossimo, non certo l'amore di due persone che mettono a frutto la sessualità che Dio ha donato loro. Ma forse chi è accecato dall'odio non potrà mai comprendere l'amore.





09/02/16

critiche a senso unico : Sanremo 2016, anche Nicole Kidman ha una figlia grazie all'utero in affitto. Ma tutte le critiche vanno a Elton John

anche se io , vedere post precedente in cui parlo di cosa condivido e cosa no del decreto cirrinà , sono contro ma più liberale sull'utero in affitto \ maternità surrogata , rispetto all'amica e utente Daniela , qui ne condivido il  commento , all'articolo che propongo sotto    del  http://www.huffingtonpost.it/ 9\2\2016




Daniela Tuscano1 h ·
ie). Leggo quindi che l'impavida Meloni si sdegna per l'ospitata di Elton John, fruitore col compagno dell'utero in affitto. Bene. Ma Elton e' venuto a Sanremo molte altre volte. E prima ancora dell'era-Furnish ricordo una (peraltro divertente) esibizione con la trans RuPaul, allora molto gettonata. Inutile fingere di scandalizzarsi adesso, anche perché non rammento anatemi meloneschi verso le frequentazioni minorenni del suo antico (in tutti i sensi) alleato di governo, mentre ho ancora ben chiaro quel voto in Parlamento secondo cui la nostra impavida dichiarava di credere a Ruby nipotina (minorenne) di Mubarak. Sanremo non campa di musica, ma si chiama pur sempre Festival della Canzone (ormai anche internazionale). Elton è un CANTANTE e sfido chiunque a sentirlo e a pensare all'utero in affitto. E non solo: anche Nicole Kidman e' ricorsa alla c.d. GPA. Sarà ospite mercoledì. Perche' nessuno protesta per lei? La verità è che questi cialtroni se ne fregano dell'utero in affitto. Nemmeno io sono favorevole a questa pratica, che anzi avverso con tutte le mie forze, ma la combatto da ANNI e per TUTTE le situazioni. Questa gente invece la usa come grimaldello solo per sfogare la sua omofobia. A nome di tutte le donne sfruttate e trattate come un forno: vergognatevi.






Sanremo 2016, anche Nicole Kidman ha una figlia grazie all'utero in affitto. Ma tutte le critiche vanno a Elton John
Redazione, L'Huffington Post
Pubblicato: 09/02/2016 14:54 CET Aggiornato: 5 ore fa





Elton John non è l'unico ospite di Sanremo ad aver fatto ricorso a una madre surrogata per diventare papà. Anche Nicole Kidman, che apparirà mercoledì sul palco dell'Ariston, ha utilizzato la medesima tecnica per far nascere la seconda figlia del matrimonio con Urban Keith.
Il dettaglio non è ininfluente: il fronte teocon che si oppone alla stepchild adoption contenuta nella legge sulle unioni civili vede nella presenza di Elton John al festival musicale "una pubblicità all'utero in affitto" pagata con i soldi dei contribuenti. Per Giorgia Meloni (Fdi) "mamma Rai dà l'utero in affitto a Elton John per uno spot pro adozione gay".
Il timore degli oppositori alla maternità surrogata è che l'artista britannico martedì sera possa utilizzare lo spazio di Sanremo per parlare della sua omogenitorialità, magari accennando al marito David Furnish - che molto probabilmente sarà seduto in platea. Paura rafforzata dalla dichiarazione del presentatore Carlo Conti: "Elton John può dire quello che vuole".
Il senatore Carlo Giovanardi (Idea), uno dei paladini alla lotta contro la maternità surrogata, ha auspicato che se questo dovesse accadere allora la Rai dovrebbe immaginare un contraddittorio. L'organizzatore e portavoce del Family Day, Massimo Gandolfini, è indignato e spera che l'esibizione non si trasformi in "uno spot per le famiglie arcobaleno". Il direttore di Rai1, Giancarlo Leone, ha cercato di tranquillizzare gli animi ricordando che Elton John canterà perché questo è lo scopo dell'invito: "Francamente non credo che il dibattito parlamentare in atto risentirà della presenza di Elton John a Sanremo".
Stranamente, però, i difensori della famiglia tradizionale 




non stanno attaccando con la stessa virulenza Nicole Kidman: la figlia Faith Margaret è nata nel 2010 grazie alla surrogacy praticata in un centro degli Stati Uniti. A differenza di Elton John, l'attrice australiana ha tenuto nascosto il particolare fino al 2011, quando insieme al marito Urban ha deciso di annunciarlo pubblicamente.
Kidman e Urban hanno 4 figli. La prima, Sunday Rose, nata naturalmente nel 2008, e due bambini adottati. Faith Margaret è dunque l'unica bimba ottenuta con l'utero in affitto.


01/02/16

la Rai fa cambiare spotandolo in seconda serata il palinsesto di presa diretta solo perchè parla di educazione sessuale e bullismo sessuofobico

Ho rivisto con rai replay la puntata di presa diretta del 31\1\2016 il tabù del sesso . Ed ho appreso che essa è incappata in un caso di 'eccessiva prudenza'. Forse  è comprensibile la  gente  informata  potrebbe scendere  in piazza   ed influenzare  il voto   sulla legge  [   oggi   , salvo rinvi    si vota  al senato  ] sulla  legge  cirrinà  sulle unioni civili  etero e  gay  . Infatti  il  servizio è  intitolato "Il Tabù del sesso", titolo azzeccato proprio sulle difficoltà che incontra il parlare  e  l'insegnamento dell'educazione sessuale, è stato spostato dalla Rai dalla prima fascia alle 22, per la preoccupazione ipocrita che potesse turbare il pubblico della prima serata. Ora mi chiedo se il paese sta ritornando indietro a gli anni '60 al caso del giornale  scolastico  Zanzara ( da non confondere con la trasmissione di radio24 d a cui prende il nome )










La zanzara era il titolo del giornale studentesco del Liceo Parini di Milano, fondato nel 1945. La rivista (ideata tra gli altri da Enzo Spaltro e Daniele Oppi), che nella sua storia ebbe giovani redattori, divenuti poi firme importanti nel giornalismo italiano come Walter Tobagi, è nota per uno scandalo scoppiato nel 1966, quando la pubblicazione di un articolo sulla sessualità degli studenti portò alla denuncia e al processo di tre suoi redattori
Il 14 febbraio 1966 la rivista, organo ufficiale dell'associazione studentesca pariniana, pubblicò un'inchiesta dal titolo "Un dibattito sulla posizione della donna nella nostra società, cercando di esaminare i problemi del matrimonio, del lavoro femminile e del sesso", a firma di Marco De Poli, Claudia Beltramo Ceppi e Marco Sassano.
Nell'inchiesta emersero le moderne opinioni di alcune studentesse del liceo sulla loro educazione sessuale e sul proprio ruolo nella società. L'associazione cattolica Gioventù Studentesca protestò immediatamente per "l'offesa recata alla sensibilità e al costume morale comune" in quanto non solo uno degli argomenti trattati (l'educazione sessuale) veniva considerato osceno, ma anche perché le intervistate erano tutte minorenni.
Il 16 marzo 1966 i tre redattori vennero accompagnati in Questura e denunciati. Il giudice Pasquale Carcasio invitò i tre studenti, seguendo una legge del 1934, a spogliarsi "per verificare la presenza di tare fisiche e psicologiche". I due ragazzi acconsentirono, invece Claudia Beltramo fece resistenza e in seguito rese noto quanto accaduto.
Il caso de la zanzara rimbalzò sulle cronache nazionali, dividendo il paese. Democrazia Cristiana e Movimento Sociale Italiano costituirono il "partito della colpevolezza", mentre la sinistra e i cattolici progressisti intervennero in difesa degli studenti.
Al processo parteciparono oltre 400 giornalisti, molti dei quali provenienti dall'estero. Il 2 aprile 1966 la sentenza assolse i tre studenti dall'accusa di stampa oscena e corruzione di minorenni.
La vicenda viene vista come un prodromo di quel cambiamento di costumi che avrebbe coinvolto da lì poco la società italiana e come un sintomo indicatore del malessere giovanile, che sarebbe sfociato nella contestazione del sessantotto. ( altre news su https://it.wikipedia.org/wiki/La_zanzara )



Ormai siamo sempre di più , nonostante le sacche di resistenza e d'indignati ( ma l'indignazione non basta se non è seguito ad un cambio di mentalità e d'apertura mentale ) , in mano ai burocratici , ipocriti e bigotti che decidono per altri . Condivido e l'ho sempre detto in diversi post Come giustamente dice Noemi Cassone -- sulla bacheca facebook della trasmissione di rai 3 presa diretta -- Oltre all'educazione all'affettività/educazione sessuale nelle scuole, che sicuramente è ESSENZIALE, in casa dovrebbe invece esserci quantomeno un minimo di apertura mentale, di dialogo, e soprattutto un'educazione all'utilizzo di cellulari , pc e quant'altro. Non è possibile che venga comprato il cellulare già a 8 anni. Controllate i computer e i siti ai quali si iscrivono i vostri figli.IL fatto che li abbiano obbligati ad andare in onda tardi la dice tutta. Come si capisce dal servizio evidentemente a qualcuno interessa che questi argomenti non si tocchino, per primi gli uomini, ma non per pudore solo per paura di perdere la supremazia, per paura di competere con le donne nei posti di comando, ora a evidente panaggio maschile. come giustamente dice Michela Murgia sempre intervistata da presa diretta





Sono solidale con Iacona , infatti ha ragione è solo falso perbenismo e ipocrisia ed condivido la scelta nell'averlo annunciato pubblicamente in uno scambio ironico con Luciana Littizzetto, collegandosi a Che Tempo che Fa, e poi rivolgendosi al pubblico in apertura di trasmissione: "La Rai, per rispettare la fascia protetta, mi ha chiesto di posticipare un po' più avanti il bellissimo racconto di Giulia Bosetti. Una decisione che non condivido perché a mio modestissimo parere questo è un reportage che andrebbe visto da tutti, genitori e figli insieme, talmente è pedagogico. E poi giudicherete voi quando lo manderemo in onda. Ma è una decisione che devo rispettare e so che avrete l'amore e la pazienza di aspettare una manciata di minuti prima di vedere questo reportage".






Video




Concetto che Riccardo Iacona ha ribadito al telefono a http://www.repubblica.it/spettacoli/tv-radio del 1\2\2016 "Ho trovato esagerata la preoccupazione della Rai riguardo alla messa in onda del primo blocco della trasmissione. Il servizio era stato pensato e confezionato proprio perché potesse andare in prima serata, non c'era nulla, in nessun passaggio del nostro servizio, che potesse essere giudicato inappropriato. Mentre lo vedevo andare in onda, alle 22, mi veniva da ridere, perché non c'era nessun riferimento al sel sesso che non fosse stato ponderato in funzione della trasmissione in quella fascia". Una preoccupazione, quella della Rai, , che di fatto ha impedito ai più giovani di potere vedere ( in diretta , ma poi con iil servizio di rai replay o altri siti più o meno legali te lo rivedi ) la trasmissione, che si è conclusa poi alle 23:30 . Infatti sempre lo stesso Iacona a repubblica "Penso che i ragazzi l'abbiano vista lo stesso ma io sono contrario al principio per cui è stata presa la decisione, ovvero che non si possa parlare di sesso in prima serata, neppure con un intento chiaramente pedagogico, come era quello con il quale era stato pensato e confezionato il servizio televisivo .
Puntualmente , come le tasse e la morte , è arrivata la risposta , tendente a giustificarsi e a gettare acqua sul fuoco delle polemiche , da parte della Rai che dice negando palesamente l'evidenza ( infatti se si vede la trasmissione , si rinvia di ben mezz'ora e non del tempo da lor detto l'inizio della 2 parte della trasmissione ) << il ritardo della messa in onda, alla fine, è stato: 'solo di 7 minuti' e che la motivazione dell'inversione di messa in onda è stata suggerita dalla durezza degli argomenti trattati (sexting, bullismo) che hanno fatto preferire lo spostamento, che tuttavia, si sottolinea, non è stata una forma di censura. >> ( da sempre da repubblica ) . Tesi questa a mo' d'arrampicata sugli specchi perchè la preoccupazione della Rai si innesta in un panorama televisivo decisamente più 'libertino'. Basti pensare alla messa in onda lo scorso lunedì in prima serata su Canale 5 del film "50 sfumature di grigio", vietato ai minori di 14 anni ma decisamente erotico. E mentre la Rai si preoccupava di censurare\spostare il servizio di Presa Diretta, Real Time, canale molto amato dalla fasce più giovani della platea televisiva, unico nel panorama dei broadcaster, si schierava apertamente a favore delle famiglie omosessuali mettendo in onda alle 21:10 il documentario "Di fatto, famiglie", basato sulle storie di sei famiglie arcobaleno italiane. Secondo me relegare un programma in orari assurdi o spostarlo nell'ipocrita e ormai superata i bambini vanno a letto sempre più tardi , con internet e cellulari e e in orari di punta vedendo cose peggiori , quel determinato argomento si tratta di , anche se soft , di censura . Ed ecco le reazioni ( stranno che mancano quelle a favore dela rai della destra ) le reazioni politiche. Sinistra italiana ha presentato una interrogazione in commissione di Vigilanza: "Il campionario dell'ipocrisia di certa classe dirigente italiana si arricchisce di un nuovo episodio. La puntata è stata spostata in seconda serata, perché secondo la Rai avrebbe potuto urtare le sensibilità del pubblico della prima serata - afferma Nicola Fratoianni, membro della Commissione Parlamentare di Vigilanza - Nel frattempo in tv a qualunque ora si può assistere a violenze di ogni tipo e a situazioni molto meno 'controllate' rispetto al pregevole lavoro fatto da Riccardo Iacona e dal suo staff. Quando finirà il Medioevo?". "Una decisione che ha il sapore dell'oscurantismo e dell'ipocrisia - scrive in una nota il senatore del Pd Francesco Verducci, vicepresidente della commissione di Vigilanza Rai - I temi del cyber-bullismo e dell'educazione sessuale, al centro della puntata di ieri, sono fondamentali da trattare per la crescita civile e culturale di una società (come avviene in gran parte d'Europa) ed è da apprezzare che l'approfondimento giornalistico del servizio pubblico se ne occupi, tanto più in un contesto televisivo dove immagini ed allusioni sessuali debordano anche in modo subliminale ad ogni ora ed in ogni fascia di palinsesto". Oltre ai politici sono intervenuti a favore di Iacona alcuni intellettuali che hanno collaborato con Iacona al serviso . Infatti dopo la messa in onda, come sempre, il dibattito sull'argomento si è spostato sui social network, dove Iacona ha postato i documenti e gli studi utilizzati per il servizio. Un'ampia documentazione che dimostra come l'educazione sessuale sia un ottimo deterrente per il bullismo e i casi di violenza sessuale.Attive anche le scrittrici, da Michela Murgia a Loredana Lipperini, che hanno contribuito attivamente al servizio e che ora proseguono il dibattito online, anche sui profili social.



Ora e qui , mi scuso se sono stato troppo prolisso , ma quando m'incazzo m'incazzo ,
Comunque la si pensi al riguardo, in era digitale il dibattito è sicuramente superato dalla possibilità di rivedere il servizio, come ricordato dallo stesso Iacona con un tweet





non solo più altro dire ho finito le parole   dico solo che a livello d'educazione sessuale siamo  come la famosa  barzelletta  di Pierino  :    <<  Pierino: "Papà... mamma mi ha detto che io sono nato sotto un cavolo, che Gigina è stata portata dalla cicogna..Ma tu, non fai mai l'amore? >>  ( da  http://barzellettefrasi.altervista.org/pierino.php  )  



Archivio blog

Si è verificato un errore nel gadget