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lunedì 23 aprile 2012

la paura ti rende prigioniero La ragazza che mangia solo pizza margherita da otto anni 29/03/2012 - Sophie Ray, 19 enne gallese, non mangia altro da quando aveva 11 anni. Tutta colpa di una gastroenterite che l'ha portata ad avere paura del cibo

Il cibo è diventato sempre più un problema psicanalitico grave per tutte le generazioni più recenti a partire dalla mia. I disturbi del comportamento alimentare che si son diffusi negli anni Ottanta, oggi sono iperpresenti nelle forme più fantasiose nelle vite di un numero sempre crescente di persone e questo articolo sotto lo conferma  . Quello  che mi lascia  perplesso  ed  sconcerto  è il tabu' ( come  nel  mio caso che  gli dico  ai miei  che   voglio iscrivermi ad  un gruppo di  ascolto   \  tipo gli alcolisti anonimi  perchè  ho difficoltà  con il cibo   su cui sfogo   tutte le mie frustrazioni  o mi mangio gli avanzi perchè ho paura   che vadano buttati  oppure   tutto   anche le parti dure  delle  verdure  o il torsolo delal mela  ) o il motto i panni sporchi si lavano in famiglia  .
Ma  ora  basta  ciarlare    eccovi la storia  d'oggi  tratta da http://www.giornalettismo.com/




SOLO PIZZA - Il Daily Mail ci parla di Sophie Ray di Wrexham ( foto sopra  ) , in Galles, la quale non mangia un pasto propriamente detto da quando aveva due anni. A partire dall’undicesimo anno di età ha iniziato a mangiare solo la pizza margherita. La ragazza ha confermato che vomita se ingerisce qualcosa di diverso da un pasto “take away”. Basta un solo pezzettino di peperoni per rivoltarle lo stomaco.QUELLA GASTROENTERITE… - In realtà Sophie soffre di una raro disturbo, la sindrome da alimentazione selettiva, che la porta ad avere paura di tutti i cibi impedendole di provare piatti nuovi. Tutto cominciò quando a due anni soffrì di gastroenterite. Passato il disturbo, la ragazza cominciò ad avere paura dei cibi, riuscendo a mangiare solo pasta al formaggio, patatine e panini con una particolare crema di limone.PIZZA TI AMO - A 11 anni cominciò a mangiare solo pizza margherita, fino a un massimo di tre al giorno. “Amo la pizza, non ho bisogno di altri sapori -spiega Sophie- Va benissimo così. Il mio disturbo iniziò all’età di due anni. Mia mamma diceva che dopo la malattia ero spaventata dal cibo, in quanto ero convinta che i miei disturbi dipendessero dal mangiare. A 11 anni mi feci forza e assaggai la pizza. Da quel momento non ho più mangiato altro. Se non posso mangiarla, sto a digiuno perché non posso ingerire altro”.ATTACCHI D’ANSIA - Sophie non mangia né frutta né verdura ormai da anni, e secondo lei il solo pensiero di mangiare qualcosa di diverso la terrorizza, rendendola ansiosa. “La mia paura più grande è una colazione all’inglese, con uova e bacon. Sto male al solo pensiero”. L’ansia della ragazza è così forte che nonostante uno specialista le abbia consigliato di mangiare qualcosa di nuovo, lei non è riuscita neanche a pensare una cosa del genere.BISOGNA CAMBIARE - La nutrizionista Carina Norris ha spiegato: “La ragazza non sa cosa sia una dieta bilanciata. Non ingerisce né vitamine né minerali. Bisognerà lavorare sulla sua psiche per consentirle di mangiare qualcosa di diverso. Il suo non è un capriccio, è un problema. Basterebbe mangiare una pizza con vari ingredienti, ma deve farlo subito, perché la sua salute corre un grosso rischio”.

venerdì 24 febbraio 2012

dal bloggers quaeram: La sigaretta è un killer anche da spenta

Non è solo un problema di cattivo odore, ma un vero rischio per la salute. Il residuo di nicotina che si deposita sui vestiti, sui divani e l'arredamento di una stanza o di una macchina, reagisce, infatti, con alcune sostanze inquinanti, producendone altre potenzialmente cancerogene. A lanciare l'allarme sulle pagine di Pnas sono i ricercatori del Lawerence Berkeley National Laboratory, guidati da Hugo Destaillats. 
“Il fumo di sigaretta rilascia nicotina sotto forma di vapore che viene rapidamente assorbite dalle superfici interne di un locale, come le pareti, il pavimento, i tappeti o il mobilio, e può restarci per settimane, talvolta mesi”,ha .....  segue  qui

Dalla mia esperienza : 1) , ho una madre  ex  fumatrice  e degli amici\che  e colleghi  fumatrici incalliti  ed  ex fumatori  ricaduti  nel vizio  2) soffro di congiuntiviti ho avuto  la   pertorsse    \ problemi respiratori , infatti è  per  questo  che anche se  ci  ho  provato  non riesco  a fumare  , .   posso dire  che  l'articolo  proposto da  Queram   corrisponde   a verità . Infatti   ricordo  quando ancora  non era stato introdotto il divieto di fumare  nei locali (  unica legge  giusta fatta  dalla Pdl  )  appena  tornavo a casa  dovevo mettermi colliri al cortisone  perché  avevo gli  occhi in   rosso fuoco  e  in lacrime  .  concludo   questo post   con un immagine   scioccante ,  cosi dovrebbero essere le campagne  antifumo  . Inoltre  le  sigarette  secondo questa  inchiesta  fatta  da http://www.promiseland.it
 vengono testate sugli animali: << Al riguardo si può leggere qui in questo sito ho preso anche la foto dei beagles torturati >> ( dall'articolo  sopracitato vedere   url  )  



  concludo   affermando  che lo stato dovrebbe , e sono queste le cose  da  privatizzare  non i servizi pubblici  ,  privatizzare  o dare  ingestione ai privati   i tabacchi  o il commercio delle sigarette   cosi la finirebbe  con questa ipocrisia   e  doppiezza   visto che da  un lato  ti vende  il tabbacco    \  il veleno  e   dall'altro 


giovedì 26 gennaio 2012

per i vegani ,  i simpatizzanti ( come me   )   non vegani e   non vegani completi
 
1) Scrivi a volontari@veganfest.it e offri la tua disponibilità per distribuire i volantini nella tua zona indicando il tuo indirizzo.
2) Pubblica banner e scudetti sul tuo blog o sito: www.veganfest.it/?page_id=1929
3) Usa le grafiche VeganFest sul tuo profilo FaceBook: http://www.veganfest.it/?page_id=1929
4) Invia a tutti i tuoi amici e contatti i riferimenti del sito: www.veganfest.it   e della pagina Facebook: www.facebook.com/VeganFestExpo
 
Forza!... L’Onda Vegan deve travolgere la Toscana!!!
 
Il VeganFest non solo ha preso l’impegno di mantenere l’INGRESSO GRATUITO a tutti i visitatori, ma ha anche garantito l’accesso gratuito a tutto il ricchissimo programma di concerti, spettacoli teatrali, proiezioni, corsi di cucina, conferenze, presentazioni e mostre. Oltre a questo, i costi di partecipazione per gli espositori, sono bassissimi proprio per aiutare anche le piccolissime realtà commerciali a far conoscere i propri prodotti ecologici e crueltyfree. Nel rispetto della motivazioni etiche che danno vita al  VeganFest, verrà anche garantita la partecipazione gratuita alle associazioni animaliste e umanitarie.
In un esperimento mai tentato prima e per la prima volta in un evento Vegan. il Festival si estenderà nell’intero paese di Seravezza con la partecipazione degli abitanti che addobberanno la città in onore del VeganFest e dei commercianti che convertiranno le loro proposte offrendo prodotti e servizi Vegan… Le piazze ospiteranno mostre permanenti e eventi…
Insomma, l’onda Vegan arriverà a Seravezza, trasformandola per 5 indimenticabili giorni nella Capitale Vegan d’Europa!
Ovviamente un evento etico di queste dimensioni con ospiti e spettacoli internazionali ha un gran bisogno di volontari per essere promosso in tutta Italia.
Se sei Vegetariano, Vegan o comunque attento e sensibile agli aspetti etici ed ecologici che il VeganFest rappresenta, ti invitiamo a dare anche il tuo contributo nel promuovere l’evento.
Puoi aiutarci in molti modi, mettendoti a disposizione durante i 5 giorni del VeganFest, ma anche semplicemente distribuendo nella tua città i volantini che possiamo spedirti insieme a delle indicazioni su come svolgere questo compito al meglio.
Se vuoi anche tu contribuire al VeganFest, contattaci: volontari@veganfest.it  
Forza e coraggio… Sarà un evento grandioso e mai tentato prima!

mercoledì 27 maggio 2009

Tecnica Metamorfica - La dolce arte della trasformazione

La Tecnica Metamorfica stimola con dolcezza cambiamenti profondi.

Consiste in uno sfioramento sui punti riflessi della colonna vertebrale, dei piedi, delle mani e della testa. Questi punti, che corrispondono anche a movimento, azione e pensiero, contengono le memorie del periodo della gestazione.

Durante i nove mesi di gestazione infatti si impianta il potenziale della vita umana: da ciò si è sperimentato che, lavorando sui riflessi della colonna vertebrale - situati sui piedi, sulle mani e sulla testa - questo periodo formativo viene riportato in luce e la struttura del tempo viene allentata.

Attraverso questo lavoro, la Forza Vitale essenziale del paziente scatena le energie che erano ostacolate durante il periodo prenatale dando via libera ai processi di guarigione della mente, del corpo e dello spirito.

Attraverso leggeri tocchi o sfioramenti si liberano le energie che sono state bloccate durante la gestazione, sciogliendo gli schemi prenatali e attivando un processo di trasformazione naturale che agisce in tutti gli ambiti dell'esistenza.

La Tecnica Metamorfica propone un modo rivoluzionario di guardare la vita e contemporaneamente un mezzo per trasformarla.

... Siamo in un periodo di profondi cambiamenti e trasformazioni e sempre più abbiamo bisogno di strumenti che ci aiutano a superare queste difficoltà.

La Tecnica Metamorfica è un grandissimo strumento di autoguarigione che tutti possono imparare, per se stessi e per gli altri, per sciogliere blocchi e paure attingendo dalla forza vitale che è insita in ognuno di noi....

Si impara facilmente ed è l’ideale per essere praticata in famiglia, da mamma-papà a figlio/a, tra partner, tra amici, da adulti e da bambini, nei casi di handicap (autismo, sindrome di down…).

La Tecnica Metamorfica non comporta la cura di sintomi particolari, ma genera un movimento di liberazione da patologie di antica data, sia fisiche che psicologiche: è un movimento di evoluzione e crescita.

La Tecnica Metamorfica può essere usata contemporaneamente ad altri metodi di cura ortodossi o alternativi.

Data la sua semplicità ed il fatto che il trattamento è solitamente piacevole e rilassante, essa può essere utilizzata una volta la settimana come strumento di crescita e di realizzazione del proprio potenziale.

La Tecnica Metamorfica si può fare a se stessi e agli altri, per sciogliere blocchi fisici ed emozionali, migliorando la qualità della vita.

giovedì 26 febbraio 2009

MEGLIO ATTIVI OGGI CHE RADIOATTIVI DOMANI


Due problemi straordinari segnano il nostro tempo:
A le fonti fossili (petrolio innanzitutto) sono in esaurimento
B la combustione dei fossili ha aumentato l’anidride carbonica (CO2) nell’aria che ha provocato l’aumento della temperatura sul pianeta

PER FAR FRONTE A QUESTI PROBLEMI STRAORDINARI È NECESSARIO:
A sviluppare in modo massiccio fonti rinnovabili di energia (solare, fotovoltaico, eolico) che devono essere promossi con incentivi pubblici e l’utilizzo della leva fiscale.
B ridurre i consumi di energia favorendo i mezzi pubblici,le biciclette, riutilizzando le risorse, diminuendo i rifiuti
C aumentare l’efficienza energetica con la riqualificazione degli edifici e degli elettrodomestici

CIÒ CHE NON SI DEVE ASSOLUTAMENTE FARE
È RITORNARE AL NUCLEARE CIOÈ COSTRUIRE NUOVE CENTRALI NUCLEARI COME VUOLE FARE IL GOVERNO BERLUSCONI.

Dobbiamo rifiutare il nucleare, come abbiamo già fatto nel referendum del 1987 perché:
1 le centrali nucleari hanno costi molto elevati (5 miliardi di euro l’una) che gravano sulle nostre finanze e richiedono tempi di costruzione molto lunghi (10 anni circa)
2 le centrali nucleari continuano ad avere problemi di sicurezza per le popolazioni (in questi anni ci sono stati tanti incidenti nucleari che spesso vengono sottaciuti). La radioattività è una delle cause dell’aumento di leucemie e tumori
3 le centrali nucleari hanno problemi di smaltimento delle scorie radioattive e del materiale nucleare (non abbiamo ancora smaltito le scorie delle centrali nucleari di 30 anni fa. Nella bolletta alla voce A2 paghiamo una retta per il loro smaltimento. Nessun Comune le vuole sul suo territorio)
4 l’uranio che serve per le centrali nucleari è una risorsa in via di esaurimento (ci sarà solo fino al 2050) e costa moltissimo, richiede molta energia per estrarlo
5 le centrali nucleari richiedono enormi quantità d’acqua, un bene che sta scarseggiando
6 le centrali nucleari producono CO2 durante l’estrazione, il trasporto, la purificazione e l’arricchimento dell’uranio ( gli impianti di arricchimento utilizzano impianti a carbone), durante la costruzione delle centrali e nella fase di smantellamento
7 il nucleare civile è legato al nucleare militare, espone quindi il mondo a rischi di proliferazione delle armi nucleari e al terrorismo (è l’argomento che viene portato contro l’Iran)
8 il nucleare civile è un modello che richiede sistemi di gestione autoritari, centralizzati ed antidemocratici. Non a caso le centrali nucleari civili vengono considerate alla stregua di siti militari.


Coordinamento Nord Sud del Mondo

Diciannoverde

lista Uniti Dario Fo zona 8

sabato 5 luglio 2008

Il male del "benessere"


Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) l’obesità (1) rappresenta uno dei maggiori problemi di salute dei nostri tempi. Si stima che nel mondo vivano circa 300 milioni di individui obesi, distribuiti tanto nei paesi occidentali quanto in quelli emergenti, ma con differenze: mentre nei paesi occidentali le classi sociali più a rischio sono quelle a basso tenore economico e soprattutto culturale, in quelli emergenti le persone più a rischio sono quelle appartenenti alle classi privilegiate, che utilizzano l’alimentazione come mezzo di ostentazione del proprio benessere.


 


Negli Stati Uniti, “patria” dell’obesità, nel decennio 1980-1990 la prevalenza (2) di adulti in sovrappeso o obesi era del 55.9%; nel biennio  2003-2004 essa è arrivata fino al 66.3%, seguendo una tendenza all’aumento durante il decennio 1990-2000. Per quanto riguarda l’eccesso ponderale in età evolutiva, confrontando i dati del periodo 1976-1980 con quelli del periodo 1999-2004, la prevalenza del sovrappeso tra i ragazzi di età compresa tra i 6 e gli 11 anni è raddoppiata, mentre è triplicata tra quelli di età compresa tra i 12 e i 19 anni.


 


L’Europa per quanto riguarda gli standard nutrizionali (3) si sta sempre di più avvicinando agli Stati Uniti, pur non raggiungendo ancora quelli eccessi. Nei maschi europei adulti la prevalenza è passata dal 13% del decennio 1979-1989 al 17% del periodo 1989-1996, mentre nelle femmine europee adulte è passata dal 19,4% al 21%. Per quanto riguarda l’età evolutiva, i dati sono molto variabili, in relazione all’andamento economico dei singoli stati negli ultimi 10-20 anni. A paesi con prevalenza relativamente bassa come la Russia e la Polonia, danneggiate dal crollo dei partiti comunisti, si accompagnano situazioni più gravi come quella della Spagna (aumento della prevalenza del sovrappeso tra i 6-7 anni dal 23% del 1985-1986 al 34% del 1995-1996).


 


Studi condotti sull’Italia nel 1999-2000 hanno concluso che il 33.4% della popolazione adulta era in sovrappeso, e che il 9.1% era obeso. Nel Meridione l’11.4% della popolazione era obeso, contro il 7.5% nel Settentrione. Solo il 4.5% degli obesi aveva un titolo di studio alto, contro il 15% degli obesi con licenza elementare o senza titolo. Il dato indica che la mancanza di strumenti culturali adeguati implica la non conoscenza dei rischi per la salute e delle diverse proprietà dei cibi.


I giovani italiani tra i 7 e gli 11 anni sono per il 36% in sovrappeso o francamente obesi (la più alta prevalenza in Europa). Analogamente agli adulti, la percentuale aumenta scendendo dal Settentrione verso il Meridione. La perdita della cultura della “dieta mediterranea”, soprattutto all’interno delle generazioni più giovani di genitori, fa si che attualmente la popolazione italiana in età evolutiva tenda nettamente al  sovrappeso. Considerando il titolo di studio dei genitori, emerge che la prevalenza dell’obesità durante l’età evolutiva è proporzionalmente maggiore più basso è il livello di istruzione.


 


Attualmente, il 9.8% degli adulti e il 4% dei minori oggi è obeso (IMC superiore alle 30 unità). Uno studio della Società Italiana di Obesità prevede che nel 2025 queste percentuali cresceranno, rispettivamente raggiungendo il 14% e il 12,2% (notare l’aumento importante nella fascia dei minori). L’80% dei bambini obesi non riesce a recuperare il peso ideale, diventando adulti obesi che vivranno in media 10 anni di meno.


 


Le cause del fenomeno sono note da tempo: sedentarietà in continuo aumento (lavori poco dinamici, studio, ecc.), nutrizione inadatta, che privilegia cibi ”golosi” ma a eccessivo contenuto calorico, diete condotte senza le necessarie informazioni (4), irregolarità dei pasti (eliminazione della colazione, compensata da pranzi troppo abbondanti).


 


L’obesità non è solo una questione personale, bensì collettiva e sociale: tanto per fare un esempio, a Milano ogni anno si spendono 600 milioni di euro per ospedalizzazione e cure mediche di obesità, ma anche di sovrappeso, e malattie correlate.


 


I fattori genetici, associati all’ambiente di vita, rivestono un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’obesità. Studi recenti associano l’obesità ad un vero e proprio disturbo mentale; molti soggetti obesi hanno una vera e propria dipendenza dal cibo, tale per cui si riscontra una notevole analogia tra una parte degli obesi e quegli individui che soffrono di una dipendenza da altre sostanze di varia natura. In particolare, le analogie tra questi due gruppi di soggetti sarebbero riscontrabili sia a livello comportamentale, sia a livello delle strutture cerebrali implicate. Nell’ambito delle espressioni comportamentali, gli autori evidenziano la compromissione del controllo inibitorio, i meccanismi di ricompensa, la spinta all’assunzione del cibo, la elevata sensibilità verso stimoli che scatenano la ricerca di sostanze o cibo.


 


I pareri, comunque, sono tutt’altro che univoci, sebbene la tendenza generale sia quella di propendere verso l’importante ruolo dei meccanismi psicologici e psicopatologici.


 


 


The Snatcher


 


(1) Lo stato nutrizionale umano generalmente è quantificato mediante l’IMC- Indice di Massa Corporea: esso è il rapporto tra il peso corporeo in kilogrammi e il quadrato dell’altezza in metri. Esiste una scala di riferimento che classifica lo stato nutrizionale in sottopeso, normopeso, sovrappeso, obeso, a seconda del valore di IMC.


 


(2)  Per prevalenza si intende il rapporto tra i soggetti malati al tempo t e il numero totale di soggetti al tempo t, moltiplicato per una costante C, di solito 1000 o 100000.



(3) Per alimentazione si intende il regime abituale di introduzione degli alimenti nell’organismo, mentre nel concetto di nutrizione  l’attenzione è spostata verso l’individuo, che decide che cosa introdurre all’interno del proprio organismo. Questa scelta influenza la risposta dell’organismo stesso.


 


 


(4) Un dimagrimento troppo rapido comunica al Sistema Nervoso Centrale una situazione di carestia; l’organismo allora reagisce modificando il metabolismo, predisponendolo al maggiore accumulo di grasso da utilizzare come scorta, in previsione di future carestie.


 


BIBLIOGRAFIA


 


Comodo, N., Maciocco, G.: Igiene e sanità pubblica, Carocci Faber editore, capitolo 19.


 


Santini, F., Scartabelli, G., Pincher, A.: Obesità 2006: rapporto su una pandemia. Disponibile sul sito della Società Italiana dell'Obesità




AA. VV.: L'obesità dovrebbe essere considerata un disturbo mentale? Disponibile sul sito della Società Italiana dell'Obesità


giovedì 12 giugno 2008

Malati di Cuore

...e così, mi hanno rubato anche la nascita. E, con essa, l'innocenza.





I pediatri degli anni Sessanta-Settanta raccomandavano alle future mamme di partorire in strutture mediche. Non voglio fare dietrologia, probabilmente erano mossi da scrupoli seri. Fino alla decade precedente l'Italia era ancora, sotto molti aspetti, un Paese arretrato e le morti di parto non così infrequenti

Quest'operazione di "pedagogia di massa" non appariva quindi peregrina: e del resto la stragrande maggioranza dei miei coetanei del Centro e del Sud (ma anche dell'area non milanese) continuava a veder la luce in casa.


I miei genitori, onesti operai animati dal proposito - il proposito pugnace e ingenuo di chi ha conosciuto le privazioni - di accogliere nel migliore dei modi quella che sarebbe stata la loro unica figlia, incuranti dei sacrifici economici, accettarono il consiglio di rivolgersi a una delle cliniche più lussuose e accreditate, situata nel centro di Milano: la Santa Rita, naturalmente.


Mi hanno raccontato che, quel giorno, pioveva. Anche questo molto naturale, eravamo in ottobre e le stagioni non ancora così sballate.

Insomma quella fu la mia primissima "casa": tra i motteggi bonari di qualche amico più grande, secondo cui io appartenevo alla generazione dei "bambini da batteria" o dei "nati in cattività". Ma ci si affeziona anche alle proprie "prigioni", specie se dorate. E poi quella santa, la mia protettrice: avrei saputo molti anni dopo che era una malmaritata, molto sofferente: pure la spina in fronte, le aveva regalato Gesù. Un segno premonitore? Chissà. Malgrado ciò la chiamavano la "santa degli impossibili", era legata ai fiori, alla dolcezza, alla tenerezza. Alla maternità. Alla cura degli altri.     Ma adesso, su questi fragili ricordi qualcuno vi ha apportato uno sfregio. Che non è una spina redentrice, ma un chiodo purulento. Non che mi stupisca eccessivamente: da quel piovoso ottobre di 43 anni fa, ho saggiato diverse cose nella vita, e più volte ho sfiorato l'assoluta non-curanza dei degeneri figli d'Ippocrate. Sicuro, non sono tutti uguali, non facciamo d'ogni erba un fascio, stiamo attenti al qualunquismo, ecc. ecc. Vero, vero, ma adesso non riesco a ragionare diversamente. Volgarità chiama volgarità e, se devo dirla tutta, ringrazio Iddio di non aver mai avuto davvero bisogno di loro. Ma un giorno dovrà pur accadere; e confesso di pensare con terrore a quel giorno. Non sono né ricca né potente: cosa ne sarà di me ?

Alcuni amici mi hanno informata che, da almeno tre anni, il Comitato dell'Elefante denunciava certe malefatte, ovviamente inascoltato. Ora che è scoppiato lo scandalo - fra l'altro, solo grazie a quelle intercettazioni telefoniche contro le quali il governo sta scatenando una guerra senza esclusione di colpi - se ne parlerà per qualche giorno, si fingerà indignazione, poi si tenterà, già si sta tentando, di circoscrivere l'episodio alla sola clinica che mi vide nascere, quindi... non mi stupirei se si passasse a un'opera di denigrazione delle titolari dell'inchiesta, le pm Tiziana Siciliano e Grazia Pradella. I nostri esimi statisti, lo sappiamo, non sono teneri coi giudici "persecutori". E tutto tornerà alla normalità. Come prima, peggio di prima.


Forse sbaglio. Forse sono troppo pessimista e, se le accuse verranno provate, i colpevoli puniti in modo esemplare. Ma cambierebbe poi molto ? Amputare un ramo (mai verbo si è rivelato più calzante) non basta per salvare l'albero. E l'albero è il sistema. Ci ripetiamo? Può darsi. Ma anche "loro" ci ammanniscono, da secoli, la medesima sbobba sulla magnificenza del privato (dimenticando che è participio passato di "privare", cioè "togliere"). Tuttavia non mi soffermerei troppo su questo aspetto. In certe strutture pubbliche avviene lo stesso. Punterei piuttosto il dito sul Signor Mercato, a sentir "loro" l'unico, vero garante di prosperità, civiltà, amore & pace.

Cosa c'entra il Mercato?, chiederete voi. C'entra, c'entra.

Lo dimostra l'amabile conversazione del principale accusato. Il quale, sentendosi il fiato sul collo, sembra abbia scritto un sms di questo tenore: "Ormai non dormo più. Sono disperato. Tra le cartelle chissà quante saranno pompate e mi arresteranno come truffatore. L' Arsenio Lupin della kirurgia". Con la "k". Come usa tra adolescenti.

Un truffatore. Ecco come temeva di essere considerato il primario di un'illustre clinica. Senza nemmeno rendersi conto che "pompare" cartelle cliniche per asportare tumori inesistenti o mutilare organi sani in vista di un ragguardevole rimborso non si chiama truffa, ma crimine. Un crimine contro l'umanità.

Ma è proprio questo il punto: l'umanità. E per chi possiede una mentalità da "Mercato", l'umanità non esiste. Anzi è inconcepibile e persino fastidiosa. L'uomo, quell'integrità inscindibile di cui parla Moni Ovadia, per il Mercato è un alieno. Si tratta semmai d'un ammasso di cellule, un'accozzaglia di fegati milze polmoni cuori seni tibie, da commerciare o di cui sbarazzarsi come qualsiasi altra merce fruttuosa o avariata. L'eventuale errore è solo di procedura. Non sorprende pertanto, in quest'ottica, il delitto derubricato a truffa. Il massimo della sciagura, per l'affarista, non è infatti il primo, ma che l'investimento gli vada male.
Lui si è paragonato ad Arsenio Lupin. Il ladro gentiluomo, come forse questi signori non sono tanto. Restiamo sempre in una logica strettamente mercantile. I giornali, invece, hanno scomodato Mengele.







Ma il Mercato ci "pareggia" tutti, o meglio, ci livella. Non è certo democratico. E' massificatore. C'è la massa che prospera, e la massa che subisce la prosperità altrui. Homo homini lupus. E il Mercato che oggettivizza la salute dei corpi, è lo stesso che produce l'ennesima strage sul lavoro (ormai un necrologio quotidiano), o che manda a ramengo l'istruzione e i servizi al cittadino: anche in tal caso è una questione di costi, speculazioni, ricavi, prodotti. Di conseguenza non c'è spazio nemmeno per i Lupin del bisturi, non luogo per vellicare narcissicamente il proprio ego, sia pur perverso.

E nessuno che si sia ricordato dell'unico, vero accostamento possibile: quello col Guido Tersilli immortalato da Alberto Sordi in due famosissimi e profetici film [nelle foto, le locandine]. Tersilli non è un raffinato e amabile truffatore (ci risiamo) come Lupin, né un genio del Male Assoluto come Mengele: a loro modo, due eccezionalità. No. Tersilli è solo un banale, piccolo uomo qualunque, dall'intelligenza mediocre, sballottato fra la sua stessa piccineria e l'avidità altrui. Uno come tanti. Uno che prima commercia, poi fa affari, nella più piatta e prevedibile logica di Mercato. Questa brada normalità, così grettamente terra-terra, non piace né ai vanitosi rampanti, né ai titolisti in cerca di effettacci thrilling.                                                                                                    


                                     Daniela Tuscano





sabato 12 gennaio 2008

Senza titolo 49

Vi giro una mail che mi ha invaito la mia amica, ora romana, Paola Galligani.


Controllate le etichette degli assorbenti interni che volete
acquistare, la prossima volta, e controllate se riuscite ad
individuare alcuni dei segni familiari descritti in questa e-mail.

Non meraviglia che tante donne al mondo soffrano di cancro alla
cervice e di tumori all'utero. Sapete che i produttori di assorbenti
interni usano diossina e rayon nei loro prodotti? Sono sostanze
cancerogene e tossiche! Perchè allora gli assorbenti interni non sono
contro la legge?

Perchè gli assorbenti interni non sono un prodotto alimentare e,
dunque, non sono considerati pericolosi o illegali.

ECCO IL VERO PERICOLO:

Gli assorbenti interni contengono due cose che sono potenzialmente

pericolose: Rayon (per assorbire) e diossina (un prodotto chimico
usato per sbiancare I prodotti). A volte contengono anche piccole
percentuali di amianto, per indurre nell'organismo femminile una
emorragia più intensa (più sanguinamento più assorbenti consumati).
L'industria degli assorbenti interni è convinta che noi,essendo
donne, abbiamo bisogno di prodotti candeggiati, sbiancati per pensare
che il prodotto sia puro e pulito.

Il problema è che la diossina, che viene prodotta in tale processo
sbiancante, può apportare gravi danni all'organismo! La diossina è
stata associata al cancro da studi clinici, ed è tossica per il
sistema immunitario e riproduttivo.

E' anche stata associata con endometriosi e basso numero di
spermatozoi per gli uomini. Lo scorso settembre, l'Agenzia di
Protezione Ambientale EPA ha reso noto che non esiste un livello
"accettabile" di esposizione alla diossina, visto che è cumulativa e
lenta a disintegrarsi. Il pericolo Reale viene dal contatto ripetuto
(Karen Couppert "Pulling the Plug on the Tampon

Industry") Io direi che usare circa 3-4 assorbenti interni al giorno,
per cinque giorni al mese, per 38 anni un "contatto ripetuto". Non
pensate anche voi?

Il Raion contribuisce invece ai pericoli creati da assorbenti interni
e dalla diossina perchè è una sostanza altamente assorbente. Percio,
quando fibre degli assorbenti interni restano nel collo dell'utero
(come di solito accade),ciò crea un "serbatoio" di diossina nel corpo.

Tra l'altro,resta all'interno molto più a lungo di quanto rimarrebbe
con assorbenti interni fatti solo di cotone, perchè il rayon è più
leggero e tende ad attaccarsi. Questo è anche il motivo per il quale
la TSS (Sindrome da Shock Tossico) può colpire donne che usano
assorbenti interni (come potete leggere dal foglio informativo di
TUTTI gli assorbenti interni in commercio).

QUALI SONO LE ALTERNATIVE?

Usare assorbenti esterni, o prodotti non sbiancati e fatti
completamente di cotone.

Anche altri prodotti d'igiene femminile(assorbenti esterni/
fazzoletti) contengono diossina, ma non sono tanto pericolosi quanto
gli assorbenti interni.

Sfortunatamente, prodotti non sbiancati e in cotone si trovano quasi
solo in negozi di "prodotti biologici" (quindi sono più cari). Nel
1989, degli attivisti inglesi organizzarono una campagna contro lo
sbiancamento attuato con cloro. Sei settimane e 50000 lettere dopo, i
produttori di diversi prodotti sanitari passarono all'ossigeno (uno
dei metodi Verdi disponibili.

(MS magazine, May/June 1995)

COSA FARE ORA:

Ditelo alla gente. A tutti.
Informateli. Questa industria ci sta danneggiando,facciamo qualcosa
per impedirlo! Se avete tempo, scrivete una lettera alle società
Tampax -

Playtex - O.B -Kotex. Sulle scatole
c'è sempre un recapito. Fate loro sapere che esigiamo un prodotto
sicuro:assorbenti interni COMPLETAMENTE DI COTONE NON SBIANCATO.

PROMEMORIA:

Per non perdere l'impatto di
questa email, PREGHIAMO chiunque voglia spedirla ai propri amici, di
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martedì 29 maggio 2007

Senza titolo 1860


Cercando  in rete   delle canzoni per la colonna sonora di questo blog   sono  capitato su tre canzoni  canzoni  molte belle  ed intense   entrambe  adatte  per questo   post  punto di non ritorno del neonazista massimo morsello ( chi vuole trova qui il testo e qui un esibizione live  )  in volo  senza  rimorso  di zucchero  ( di cui trovate i testi sul sito ufficiale del cantante ) ho scelto per  coerenza con i miei valori  

IL volo


Ho camminato per le strade
col sole dei tuoi occhi
ci vuole un attimo per dirsi addio… spara
Che bella quiete sulle cime
mi freddi il cuore e l’anima
ci vuole un attimo per dirsi addio…
Per questo troppo amore, per noi
per questo bel dolore
ti prego no, ti prego lo sai!
Sogno, qualcosa di buono
che mi illumini il mondo
buono come te…
Che ho bisogno, di qualcosa di vero
che illumini il cielo
proprio come te!!!
Ho visto il sole nei tuoi occhi
calare nella sera
ci vuole un attimo per dirsi addio… spara
Che bella quiete sulle cime
mi freddi il cuore e l’anima
ci vuole un attimo per dirsi… addio!
Ma dove andranno i giorni e noi
le fughe e poi ritorni
Ti prego no, ti prego lo sai!
Sogno, qualcosa di buono
che mi illumini il mondo
buono come te…
Che ho bisogno, di qualcosa di vero
che illumini il cielo
proprio come te!!!
Siamo caduti in volo
Mio sole
siamo caduti in volo!
Siamo caduti in volo
Mio cielo
siamo caduti in volo!
Baby don’t cry, baby don’t cry
baby don’t cry, baby don’t cry, baby don’t cry
per questo amore immenso, per noi
e il gran dolore che sento
ti prego no, ti prego lo sai
Sogno, qualcosa di buono
che mi illumini il mondo
buono come te…
Che ho bisogno, di qualcosa di vero
che illumini il cielo
proprio come te!!!
Che ho bisogno, di qualcosa di buono
che mi illumini il mondo
proprio come te


A volte , a volte  , sotto  la doccia  ( almeno per me )  succede  di pensare  / filosofare  anche  sul proprio passato . 'Ma  oggi durante tale  " rito "  mi  mi sono detto BASTA  .
Il  rivagare il mio passato   era solo una  nostalgia inutile ,  piangere sul latte versato , un se  avessi fatto diversamente  , se non avessi fatto  cosi ,.perchè  mi sono comportato  cosi , ecc .
Insomma un  crocifiggrermi  , darmi addosso per  le  str..... ehm  porcate che  ho detto  , scritto , fatto  , verso detterminate  persone , idispiaceri che ho dato ai miei ,  il rimpiangere  ( con relativi rimorsi ) d'aver perso
quelli che avrebbero potuto esseredegli ottimi  e proficui compagni  ( compari)  di   viaggio  .
Ecco che mi sono detto  :   che questo ritornare indietro non era proficuo , come  quello  (  trovate qui a destra la copertina  e qui la trama  )  del     n° 249  "  ricorsi sepolti   di Dylan Dog ,ma solo una sofferenza  anzi peggio  un dolore  inutile  .
Infatti più si ritorna indietro  peggio si sta . Tale scelta dev'essere  proprio un caso estremo  \ disperato  (  oppure essere  sadici  )per riaprire vecchie ferite  e  e non dare al tempo la possibilità  al mtyempo e all'oblio   di chiudere (  rimuovere ) e rimarginare \ cicatrizzare tali ferite dolorose  che  ti fanno star male  e  ti fa  soffrire  a volte inutilmente  .
Lo so che   certe decisioni non sono indolore  e facili  ma è  la  soluzione migliore  . Infatti  andare  avanti   chiudere o strappare quella pagina della  tua vita  ti permette  , dopo un po' di dolore  , di vivere  meglio  ed  essere più libero di creare  , senza  essere condizionati  dal peso ( rimpianti e  rimorsi )  , in questo caso  ingombrante ,  del  tuo passato  . Quindi  ciò che  è fatto  è faatto  e  ciò che  è stato  è stato . Proprio come mi ha consigliato  il mio analista  di  "scuola  "  sophianalisi : << più si torna  indietro senza motivo , più difficoltà   sia nnel  liberarsi  \ uccidere   quel detterminato  ricordo  \ problema   che ti  fà  soffrire  e non  ti lascia creare  >> .


Tornando a casa  dopo  la consueta   visita settimanale dall'analista  ho capito che  :  molto spesso fuggire da se stessi   vuol  dire non avere il coraggio   di andare  avanti  e prendersi le  responsabilità  e subire  gli urti dela  vita  senza  poterla  modificare  \ plasmare   secondo le  tue prospettive  , i tuoi valori  \  i tuoi ideali . Quindi   sono arrivato alla conclusione che  :  nella  vita  o meglio nell'opera d'arte di ciascuno di noi  ,   dei punti  di non ritorno  ovvero dei momenti  in cui non conviene tornare e guardare indietro , in cui  è  inutile piangersi addosso  e farsi prendere dai sensi di colpa  e dai rimorsi e  rimpianti  .  Quindi ho  deciso  di pagare il fio  per le mie  colpe   e  strappare quella pagina  ovviamente  accettando ( prendendomi le  responsabilità  di quello che ho fatto sia in senso  fisco  sia  in senso psicologico  \ morale  )  ed   iniziare ad intrapendere   uno di questi punti  iniziando  cosi  un viaggio \ un percorso  che porterà  , o  dovrebbe  farlo ,   allla rimozione  (  quello che preferisco )  o  all'attenuazione  della mia sofferenza  dovutta  ai miei fantasmi




lunedì 21 maggio 2007

Senza titolo 1842

finalmente   dopo tante angherie   da  parte degli Usa   l'italia  si prende una bella  rivincita 



VALENCIA - Luna Rossa torna in finale con un capitano napoletano: Francesco De Angelis. L’obiettivo minimo è raggiunto. Con James Spithill al timone la barca di Patrizio Bertelli straccia Bmw Oracle: è di 5-1 il verdetto definitivo.E per la prima volta gli americani sono fuori dai giochi. Negli oltre 150 anni di storia della ‘brocca’ piu’ famosa del mondo non era mai successo. Per Bmw Oracle, che aveva il budget più grande e si sentiva la barca da battere, è delusione pesantissima. La finale della Louis Vuitton, per non parlare della sfida con Alinghi per la Coppa America, gli americani la vedranno in tv.

martedì 8 maggio 2007

Senza titolo 1811

 Nel sito  I - www.mobbing-sisu.com -  della  nostra  utente  Giovanna  Nigris e  in questa intervista   da me rilasciatail 30 maggio 2006  potete leggere tutta la storia e il calvario di Giovanna Nigris,vittima del mobbing,del silenzio, e del menefreghismo delle nostre istituzioni.

Diamo voce a Giovanna Nigris

Cos’è il mobbing? Etimologicamente il termine fu inventato agli inizi degli anni settanta dallo studioso Konrad Lorenz, che analizzava il comportamento degli animali; l’etologo Konrad, coniò questo vocabolo per descrivere una particolare condotta di alcuni tipi animali; nei sui studi notò che alcune specie circondavano un proprio simile assalendolo in gruppo al fine di allontanarlo dal branco. Finché si parla di animali, alcuni comportamenti sono plausibili. La cosa cambia quan-do questo modo di agire bestiale è prerogativa dell’uomo cosiddetto “sapiens” ma che di sapiente a poco e niente. Di casi come quello che analizziamo oggi chissà quan-te decine di migliaia ne esistono in Italia. Cerchiamo di dare voce a chi voce non ha. Il mobbing sa bene cos’è Giovanna Nigris, nata ad Auronzo di Cadore (BL) il 16/07/1950, residente a Milano.
La Nigris quotidianamente combatte con il suo male, esattamente dal lontano 1994. “Tutto è iniziato tantissimi anni fa – racconta Giovanna – e oggi sono ridotta in condizioni gravissime a causa di una malattia che ho contratto in servizio: la tubercolosi. Sono stata vittima di lesioni colpose gravissime, omissione di atti d’ufficio, falso ideologico, violenza privata da mobbing, però non ho mai avuto giustizia in tribunale”. La bestialità dell’uomo si evidenzia già in queste poche parole. La storia della Nigris inizia agli albori di tangentopoli. “Il mio calvario è iniziato con il periodo di Mani Pulite. Lavoravo come assistente amministrativo presso il reparto oftalmico del Fatebenefratelli di Milano; un giorno, il mio capo ufficio, fu arrestato ed io trasferita senza preavviso. Da allora ho lavorato alla accettazione dei referti clinici, a contatto con campioni da analizzare, presso lo stesso ospedale. E’ una mia supposizione, ma credo fortemente che l’azione di mobbing nei miei confronti iniziò proprio con l’arresto del mio capo; pensavano sapessi qualcosa di importante e compromettente o che avessi assistito a dei fatti a cui non avrei dovuto assistere”. Trasferita per punizione in un reparto ad alto rischio, ma soprattutto senza alcun dispositivo di protezione individuale - previsto invece ai sensi del Decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626 TITOLO IV - chiesti più volte dalla Nigris, ma mai consegnati; anzi, derisa e insultata perché, a loro dire, polemica e paranoica. Costretta in un ufficio stretto davanti allo sportello per l’accettazione senza alcun vetro di protezione. La discriminazione inizia così: la lenta e inesorabile bestialità umana parte da quell’ospedale, che in quanto tale dovrebbe garantire la salute pubblica e dei propri dipendenti. Ma il calvario della Nigris è soltanto all’inizio: si ammala di tubercolosi, il progredire della malattia complica sempre più la sua condizione fisica: “Le mie difese immunitarie sono scarse a causa del-le cure antitubercolari – dichiara Giovanna - effettuo una ossigenoterapia quotidiana e ho problemi neurologici alle gambe che, unitamente alla frattura dei menischi non operabili a causa della pregressa Tbc, mi hanno creato difficoltà di deambulazione. Spesso mi ritrovo degli stati febbrili che devo curare con antibiotici che debilitano ancora di più il mio già cagionevole stato di salute”. E lo Stato che fa? E’ latitante come sempre in questi casi. Varie denunce alla Magistratura tutte cadute nel vuoto... Ma non fanno certo di meglio i media: Rai e Mediaset, con i loro cavalli di battaglia, “Maurizio Costanzo Show”, “Le Iene”, “[i]Mi manda Rai 3[/]”, quei programmi che si occupano di dare spazio a casi come questo, da costoro, nemmeno una risposta; e non va meglio con la carta stampata.

giovedì 11 gennaio 2007

Quell'attendismo che nuoce al Paese.

Fra i drammi del nostro Paese uno di quelli che fanno sentire di più i propri effetti non può che essere l’attendismo di cui si macchia la politica nell’intervenire in modo decisivo sulle questioni che poi le cronache mettono sul tavolo dell’attualità.
Sbalorditivo altresì constatare che i media il più delle volte giungono in fretta là dove lo stato a stento riesce ad arrivare, e le recenti rivelazioni sulla condizione delle strutture sanitarie italiane ne sono la conferma.

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