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27/01/12

consigli cinematografici :un pefetto gentiluomo., benvenutio al nord ; cattiva maestra


                                                                 Un perfetto gentiluomo 


Un ritratto grottesco e satirico dell'élite spiantata dell'Upper West Side . Prondo e divertente . ho sentito le  stesse  atsmosfere  di  scoprendo forest (Finding Forrester) è un film del 2000, scritto da Mike Rich e diretto da Gus Van Sant.o di Mery per sempre è un film del 1989 diretto dal regista Marco Risi, ambientato a Palermo e basato sull'omonimo romanzo di Aurelio Grimaldi

                                                                     Benvenuti al  nord 



Niente  d’eccezionale  discreto    In questa sagra del luogo comune manca solo il romano che dice "mortacci vostri". Gag scontate e forzatamente banali , se  ne  salvano poche  ; la scena della famiglia che va a Milano è un insulto alla mitica scena di Totò, Peppino e la malafemmina del 1956 E la morale del film quale sarebbe ? "Rimaniamo nella nostra superficialità e volemose bene". Ottimo, proprio quello che serve. Povera Italia, come stiamo messi male...

                                                             Cattiva  mastra



Una  ….  Americanata ma con tante schifezze che vengono prodotte oggigiorno, questo forse lo salverei  in quanto  mi ricorda  le  serie  tv  ameriocane  degli anni 70\ 80  e  primo biennio  degli anni 90

23/10/07

Senza titolo 2147

SOFFIO DI MAGGIO OVVERO UNA PICCOLA COMMEDIA UMANA SU INTERNET


 


Eulalia è santa catalana e a Cagliari, la mia città, nel 1500 le hanno dedicato una bella chiesa gotica. Questo per dire qualcosa di me perché la santa, e meno che meno la chiesa, nulla hanno a che vedere con l’autrice. Eulalia è nome composto: eu, dal greco che significa buono e lalia, sempre dal greco che indica parlare, chiacchierare. Buona parlata o Eulalia sono la stessa cosa quindi. Non sembri questo un presuntuoso presentarsi criptato neanche in maniera troppo sofisticata, perché l’autrice Soffio di Maggio merita in pieno l’appellativo dato al suo personaggio che per lei racconta le storie. E le racconta bene nel suo blog: vanno dalla novella alla vera e propria fiaba con una leggerezza e una semplicità propria degli autori classici. I personaggi delle sue storie sono uomini, ma anche animali e cose che si animano fino a prendere vita e coscienza di sé così come la luna ne: “Eulalia e la luna grassa”, nel quale il nostro satellite stanco come qualsiasi umano sovrappeso decide di appoggiarsi sulle montagne nere per riposarsi; facendo scaturire da questa decisione una serie di conseguenze che costituiranno la storia. In “Eulalia e la fenice d’asfalto” prendono vita l’asfalto e un fiore rosso carnoso che da lì spunta, riportandoci alla memoria l’inizio di “Resurrezione” di Tolstoi, improbabile in un ambiente come quello ma nelle favole tutto è possibile, avrà vita breve perché verrà come strangolato dai rovi senza che la nostra protagonista possa fare alcunché, una lacrima però lascia aperta la speranza che con la notte possa rifiorire. In “Eulalia guarda alto”, gioca invece sull’equivoco con dei babbo natale appesi ai balconi dando vita a quelli finti e trattando da pupazzo quello vero: un sorriso alla fine svelerà l’equivoco. Il campionario è vasto e continua ad arricchirsi di nuovi personaggi, ma con un punto fermo Eulalia che immagino con grandi occhi ad osservare per noi, una sorta di inviato speciale nel mondo della favola, e ci restituisce le immagini che la sua fantasia fervida depura di tutto ciò che c’è di quotidiano nelle sue avventure. Ecco forse è questa la  lezione più importante delle sue storie, la dimostrazione che c’è un altro modo di vedere il mondo ed è tutto negli occhi di chi guarda, perciò guardarlo con benevolenza e senza eccesso di critica ce lo restituirà più vivibile, almeno per il tempo della lettura, con invito a provare a trasporlo anche nella realtà di tutti i giorni.


 


Pietro Atzeni

23/09/07

Senza titolo 2027

Mi ero persino dimenticato di aver mandato il mio libro a quelli di LeggendoScrivendo per recensirlo... ma dopo qualche mese ecco che loro, che al contrario non si erano dimenticati, mi segnalano questa recensione. Forse la più attenta ed "esatta" che mi sia stata fatta finora.




TOPO ORESTE E LA GRANDE CITTA'
Pesce Nicola Editore, pagg. 68, Euro 12
http://www.toporeste.4000.it/


Rispettabile incursione di un autore esordiente nel difficile mondo della narrativa per ragazzi. Incursione in gran parte riuscita, è bene dirlo subito, perchè il libro presenta alcune caratteristiche basilari del genere. Innanzitutto, il protagonista è perfetto: Topo Oreste è piccolo, fragile, saggio, leale, disinteressato, ma vincente. In secondo luogo, il romanzo ha la giusta lunghezza e la giusta prevedibilità: sì, ho detto proprio prevedibilità che qui è un pregio perchè i piccoli lettori vogliono avere esattamente quello che si aspettano, fremono dall'impazienza di scoprire quello che già immaginano o addirittura già sanno.
Il giovane autore (classe 1975) tutto questo lo ha compreso, e ha lasciato ammirevolmente da parte tutti i miti degli esordienti, dedicandosi al suo obiettivo: narrare una fiaba a dei bambini.
E ci riesce: scrive una favola ben calibrata in cui entrano però i temi del nostro reale: la voglia di giustizia, l'emarginazione, la paura della diversità e il suo superamento. Sono convinta che chi la leggerà ai figli, lo farà volentieri. Magari in alcuni punti il linguaggio è un po' troppo complesso, ma è un difetto che - forte dell'esperienza accumulata negli oltre dieci anni in cui ho letto libri ai miei figli - definirei marginale.


Lilli Luini

28/02/06

Meds, Placebo alla carica

Ho appena ascoltato il nuovo album dei Placebo che attendevo, ero, sono marcio di considerare Black Market come il lavoro che ha fatto da colonna sonora a diversi eventi, piacevoli e non... ma sopratutto intensi, questo si. E allora prendo respiro, rimetto le cuffie e lo voglio riascoltare... (lo devo, ho bisogno). E piacevole molto... Brian e sempre lo stesso, loro sono sempre gli stessi, i verse sembrano assomigliarsi per certe canzoni, impostazione vocale? La cosa seria è l'utilizzo di effetti azzeccati, sopratutto i delay e i "noise filters" che danno quel noise che in quest'album non è così evidente come in altri... ( avete presente tutti quei frusci e quelle stecche che non sembrano stecche? le chitarre distorte e contorte così tanto che se ne distingue solo l'armonia latente? Si si, quello! Quel sound è fantastico) Non importa, la carica originale di quest'album c'è, solo a tratti può sembrare buttato così, in memoria dei vecchi lavori. Il ciddì inizia con Meds con una feat. di Alison VV Mosshart (mittica) dei The Kills... e sono 3 miseri minuti molto molto avvolgenti, la chitarra "strimpella" un ritmo fisso e marcato dove tutto poi andrà a parare (verse chorus...) Lei è fantastica, direi la cosa che rende ottima questa canzone (praticamente da colonna sonora) e la rende avvolgente (in questo caso in senso cupo). Infra-Red, il loro classico Rock o la classica song "chorus" dei Placebo, infatti ciò che mi sorprende è la semplicità compositiva di questo gruppo ( ivi compresi gli arrangiamenti), che veramente merita! Tutto ma non Sanremo!!! Lanciatissima da sala, vai DJ! Drag che segue e la mia preferita (fra quelle in tono "allegro" come se si potesse dire allegro con i Placebo, nonostante l'aria melanconica che il loro sound trasmette, forse è solo la voce... li adoro!). Mi dispiace ma non ho commenti su Drag, vi dico solo che mentre l'ascoltavo urlavo già il Chorus "bla bla bla bla while i drag behind, drag behind". Speciale! Space monkey inizia e pensi "ma che cazzo ci fa il reverendo qua, adesso fa le basi ai Placebo?" E' angosciante come è "parlato" il verse ed il chorus è sconfortante Molko raggiunge veramente il massimo della sua capacità interpretativa, mi ha emozionato parecchio. Solito lento alla Placebo con Follow the cops back home, quasi strappalacrime se Brian non sembrasse "falsissimo" (passatemelo) insomma non sembra rendere. Post Blue sembra già interessante, ma strizza l'occhio anch'essa ai vecchi lavori (nel totale, l'intro è da sballo) Contaminazioni da disco russa? Mah!? Terrore morte e distruzione! (Zurli!)o(Cribbio!). Because i want you è...è...è... ritmata?! (non so perchè non mi dica una cippa lippa?) Passabile per riempire un buco ne cd. E finalmente Blind, che atmosfera! Perfetta! Equilibrata in tristezza e dolcezza... Lui, insomma Brian si risveglia dal sonno, o la solita sbronza e si ricorda che è un Cantante e lo sa fare bene, come qui! Uccidete Pierrot the clown! Facciamo che dormo, per un po... Broken Promise mi ha deluso, me l'aspettavo grande invece suona incompleta parte bene ma si arena subito, sob :( Migliora se sentita a spezzoni! One of a kind mi ricorda la mia canzone preferita di Black Market Music... E segue l'angoscia... mi sento catapultato in una notte fredda, poi leggo il titolo nello schermo e faccio "Eh!!!" In the cold light of the morning è angoscia ma non da suicidio, il titolo mi schiaffa in faccia un ricordo devastante la mattina che non è mattina. Ottima. E per chiudere Song to say goodbye una song che era meglio spostare di posizione perché tira ritmicamente, e ti lascia stupito quando capisci che era l'ultima, eri convinto ve ne fosse un altra dopo. Piacevole! Tutto il lavoro è piacevole, nonostante siano sempre i Placebo (come dovrebbe essere) e le canzoni per certi versi odorino di vecchio. Pazienza ho già il cruccio di capire come cazzo faccio ad andare a vedermi i Tool Live, o i Tool o Bonn... è una decisione che non voglio prendere senza essere sbronzo... ehm ehm... buon ascolto!

04/09/05

sergio atzeni

Io lvoglio  ricordare così,in maniera non retorica piciola  ed ipocrita  a distanza di dieci anni dalla sua scomparsa.uno dei più grandi  autori sardi contemporanei   che  , SIC ,  ho conosciuto le sue opere solo  dopo aver  visto il bel film il figlio di bakunin  (1997) , autore  grazie al  quale  ho riscoperto   la mie radici  ( la mia sardità )  segnalando  una  delle celbrazioni  non retoriche   che  si tengono  nelle mia  isola ,  in questo caso nel mio amato odiato ( come  ho già  detto nelal mia  auto intervisvedere  post precedenti  ta  )  pese   : <<  TEMPIO. Dieci anni fa moriva Sergio Atzeni (foto), lo scrittore che ha incoraggiato il volo di una nidiata di nuovi autori che con i suoi romanzi, il suo stile, la sua fine sensibilità sembrano avere avuto in qualche modo a che fare. Ad Atzeni, che oggi avrebbe avuto 55 anni, sarà dedicata una serata speciale del café letterario della Libreria Max 88 e del Cotton Club. Martedì 6 settembre, alle 21, letteratura e musica si fonderanno in un recital che, secondo le intenzioni degli ideatori, tutti appassionati dello scrittore di Capoterra, non dovrà avere nulla di retorico e formalmente celebrativo. Si tratterà di una serie di letture di brani tratti dai romanzi atzeniani accompagnati da musiche particolari che fungeranno da colonna sonora. Un operazione semplice, che mira a rinverdire, se ci fosse bisogno il ricordo di uno scrittore sardo tradotto in tante lingue, che con la sua prematura morte ha lasciato davvero un grosso vuoto. E questo, se si vuole, è il risultato più evidente dei suoi pur celebrati e da più parti riconosciuti meriti. A curare la colonna sonora della serata saranno Sandro Fresi e Giacomo Spano: il primo con la sua immancabile ghironda, il secondo con la chitarra di tanti viaggi sonori. Con i due musicisti ci sarà anche il quartetto Oxidiana, un ensemble fondato dallo stesso Fresi, costituito da quattro voci di bell impatto (Francesca Azara, Grazia Multineddu, Mariella Pirinu e Mirella Quidacciolu). Canto e strumenti dovranno assecondare la lettura dei brani tratti dalle diverse opere di Atzeni: «Il figlio di Bakunin», «Passavamo sulla terra leggeri», «Apologo del giudice bandito» e «Il quinto passo è l’addio», dato alle stampe nel 1995, poco prima della morte. Intellettuale completo, Atzeni è stato anche un bravo disegnatore. Oltre alla lettura dei brani, il tributo alla sua memoria consisterà allora anche nella rappresentazione di alcune sue immagini. Insomma, si entrerà in contatto con il mondo di uno scrittore che ha conferito alla Sardegna una speciale dignità letteraria, sondandone l’anima e raccontandone con inimitabile perizia gli umori più magici e segreti. Giuseppe Pulina (  dalla nuopva  sardegna   eizione  Olbia  -Gallura del  31\08\2005 )   . Per chi è sardo o  è in sardegna  in questo periodo  segnalo oltre quella  del mio paese altre  manifestazuioni  che  lo celebrano ( retoricamente    o meno ) . Esse  sono  tratte   dal  sito \portale  di cultura sarda  godot news . e  da  quest'altro sito  qua   ;  e  con la citazione  di   alcuni stralci    da ... "Passavamo sulla terra leggeri."   ( una  delle    sue  opere  più  belle   ed  importanti ) e  Due colori esistono al mondo Il verde è il secondo"   prese http://bardaneri.splinder.com  uno dei blog  sardi più  interessanti  fin'ora letti insieme  a   quello   della  cdv  http://lampinelbuio.splinder.com/

   

XXXVI


Notesta cun pintzas de pillu 'e latti
m'apu obertu su petus e apu scipiu
de tènniri unu coru africanu


XXXVI

Stanotte con pinze di panna
mi sono aperto il petto e ho scoperto
di avere un cuore africano

 

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"Mir guidò le dieci genti fino al cuore dell'isola. Trovò un monte cavo. Per accedere alla cavità dovemmo infilarci in una fessura larga il torace di un uomo e lunga venti braccia. Un pendio ci portò alle viscere della terra, dove non cresce più l'erba, dove non arriva luce, sotto i sentieri e le vigne. (...) Al termine del cammino sotterraneo trovammo un cerchio di terra con un raggio di dieci braccia. A metà della notte vedemmo la luna da una fessura della roccia , alta sopra le nostre teste. La luna illuminò il cerchio. Mir disse nell'antica lingua " t'Is kal'i ". La frase diventò nome del luogo."


non so che altro  dire  se non buona lettura e  buon viaggio 

 


 APPROFONDIMENTI 



  • lettura  radiofonica     dela trrasmissione  radiofonica   radio sgrino  del  libro   Passavamo sulla terra leggeri



 


http://tinyurl.com/bvr2j   ( parte  3 )

 

per  le  altre opere  di sergio Atzeni  la pagina di radio scrigno 

 



  • biografia e  bibliografia   ( opere principali  )  e un suo intervento pubblico  l'unico  (  almeno da quel poco  che   io ricordo di lui  )   suo intervento   ufficiale  all'università di parma



 http://tinyurl.com/7mv5p 


 fattta eccezione  per  il libro  " passavamo  sulal terra leggeri  che  invece  è preso da  quest'altro sito 




  • una bellissima recensione 



http://tinyurl.com/ad9wq


ferenza del 20.04.'95
U

23/08/05

due film d'ammore non melensi : Bacio appasionato e; e Million dollar baby

Visto che  in questi  giorni   , almeno nella mia isola , ci sono stati  continui nubifragi ,  ho vistoin dvd il  discreto film bacio Appassionato(  anzi  rivisto in quanto l'avevo già visto  al cinema   nella rassegna da genanio a  maggio  noi organizzata  da  noi   della bottega del commercio equo e  solidale  della mia cittadina )   .  Ho fatto buuon viso a  cattivo  gioco  n quanto  la  scelta del film è toccata   a mia cugina  a  cui piacciono le storie  d' amore  tipo quelle di sveva  modigliani  e degli sceneggiati \  fiction tv   ( orgoglio , vivere , cento vetrine , ecc )  qelli  che  io  chiamo  polpettoni  televisivi . Esso rende nonostante le sue carenze  rende bene il  tema del difficile dialogo tra culture, soprattutto se all’interno di un medesimo contesto, è sempre  più attuale  vedere i  miei precednti post  / ( sul legge bossi fini e  sul fondamentalismo ) e  le ultime dichiarazioni  dell'onorevole Pera  . Inoltre  esso  è  da sempre uno spunto privilegiato per il cinema, che ne ha ricavato molte storie, dalle commedie ai drammi, con alterni risultati. Questo tema sempreverde ha da poco riguadagnato un certo interesse, soprattutto nel cinema inglese. Ne  un esempio un film uscito da poco  « Un bacio appassionato >> è la tenue storia sentimentale tra Roisin (Eva Birthistle), insegnante di musica irlandese e cattolica, e Casim (Shamshad Akhtar), un giovane dj, pakistano di seconda generazione, e fratello di Thara, una delle alunne di Roisin.. IL  film, ambientato nella fredda Glasgow, svela delicatamente il nascere, naturale e spontaneo, di una storia appassionata e pulita, e delle difficoltà che progressivamente si fanno avanti con il consolidarsi del sentimento, con il suo farsi più serio e profondo. Casim è infatti musulmano, ed i genitori hanno già concordato il suo matrimonio con una cugina, mai vista, il cui arrivo dal Pakistan è ormai imminente. Delusa e incapace di comprendere le esitazioni del ragazzo, perché li considera retaggi di una consuetudine apparentemente non più accettabile, Roisin scopre però sulla sua pelle come anche il mondo occidentale non sia privo di chiusure e di tradizioni sorprendentemente ostinate nell’autoperpetuarsi (come quando il suo parroco le ordina di mettere ordine nella sua vita sentimentale se intende mantenere il suo impiego nella scuola cattolica). La sottile regia di Ken Loach si regala una storia d’amore concedendosi , a differenza di : pane e rose(Bread and roses) e terra  e libertà anche un lieto fine: in questo non si può non registrare una pregevole accortezza nell’esporre certe problematiche , non nuove ( ma sempre più attuali   visti certio discorsi  di politici e  certe legi sull'immigtrazione   e  cacia  all'immigrato  )  con una corretta semplicità che riesce a mantenersi a distanza di sicurezza da qualunque afflato retorico, e non è poco  per  chi usa  una tematica   usata e  stra' usata  . Infine, c’è la possibilità di parlare della grande tragedia del popolo indiano musulmano in fuga verso il Pakistan, e il dramma (impersonato soprattutto dal personaggio forte di Thara, la più piccola e coraggiosa) della generazione dei giovani figli di quegli esuli, ostinatamente cresciuti nel rispetto delle tradizioni all’interno delle comunità d’origine, con la vana pretesa di non mescolarsi con il chiassoso mondo occidentale che pure li contiene, li affascina e li stordisce.Visti , almeno nella mia isola , i continui nubifragi ,  ho rivisto in quanto lì'avevo già visto  al cinema   nella rassegna da noi organizzata   (l'ho scelto io ma  mia cugina  a cui piacciono le storie  d'amopre  )  in dvd , il  discreto film bacio Apapssionato  .Esso rende nonostante lwe sue carenze  rende bene il  tema del difficile dialogo tra culture, soprattutto se all’interno di un medesimo contesto, è sempre  più attuale  vedere i  miei precednti post  / ( sul legge bossi fini e  sul fondamentalismo ) e  le ultime dichiarazioni  dell'onorevole Pera  . Inoltre  esso  è  da sempre uno spunto privilegiato per il cinema, che ne ha ricavato molte storie, dalle commedie ai drammi, con alterni risultati. Questo tema sempreverde ha da poco riguadagnato un certo interesse, soprattutto nel cinema inglese. Ne  un esempio un film uscito da poco  « Un bacio appassionato >> è la tenue storia sentimentale tra Roisin (Eva Birthistle), insegnante di musica irlandese e cattolica, e Casim (Shamshad Akhtar), un giovane dj, pakistano di seconda generazione, e fratello di Thara, una delle alunne di Roisin. Il film, ambientato nella fredda Glasgow, svela delicatamente il nascere, naturale e spontaneo, di una storia appassionata e pulita, e delle difficoltà che progressivamente si fanno avanti con il consolidarsi del sentimento, con il suo farsi più serio e profondo. Casim è infatti musulmano, ed i genitori hanno già concordato il suo matrimonio con una cugina, mai vista, il cui arrivo dal Pakistan è ormai imminente. Delusa e incapace di comprendere le esitazioni del ragazzo, perché li considera retaggi di una consuetudine apparentemente non più accettabile, Roisin scopre però sulla sua pelle come anche il mondo occidentale non sia privo di chiusure e di tradizioni sorprendentemente ostinate nell’autoperpetuarsi (come quando il suo parroco le ordina di mettere ordine nella sua vita sentimentale se intende mantenere il suo impiego nella scuola cattolica). La sottile regia di Ken Loach si regala una storia d’amore concedendosi , a differenza di  pane  e rose   e terra  e libertà anche un lieto fine: in questo non si può non registrare una pregevole accortezza nell’esporre certe problematiche , non nuove ( ma sempre più attuali   visti certio discorsi  di politici e  certe legi sull'immigtrazione   e  cacia  all'immigrato  )  con una corretta semplicità che riesce a mantenersi a distanza di sicurezza da qualunque afflato retorico, e non è poco  per  chi usa  una tematica   usata e  stra' usata  . Infine, c’è la possibilità di parlare della grande tragedia del popolo indiano musulmano in fuga verso il Pakistan, e il dramma (impersonato soprattutto dal personaggio forte di Thara, la più piccola e coraggiosa) della generazione dei giovani figli di quegli esuli, ostinatamente cresciuti nel rispetto delle tradizioni all’interno delle comunità d’origine, con la vana pretesa di non mescolarsi con il chiassoso mondo occidentale che pure li contiene, li affascina e li stordisce   creandogli molto spesso una crisi d'identità  . Per coloro che  volessero   conoscere i retroscena del del film , il contesto culturale  del paese  d'origine del protagonista,leggersi le interviste  ai   protagonisti e al regiasta , l'eleco  degli attori secondari  ,vedere i promo\ trailler del film, ecc consiglio alcuni siti  ; la sezione speciale  del film di  quello  da cui prendo sempre  le trame   e le foto ( come  questa  e quella della succesiva recensione )  per  il blog  e  non    e  i due ufficiali quello inglese  e quello  italiano    


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Un  altro film  stavolta   visto in famiglia  , scegliendo un film,  e  riuscendo  a trovare  un compromesso  fra  i vari gusti  familiari  in particolare  quelli   di  mia  madre  ( che ama  i film  romantici  )    ho scelto visto  il passa parola  di amici \ che , il film   Million Dollar Baby  . In questo   film  Clint Eastwood  ( nonostante  non mi piaccia  per  come  sin stà comportando   verso l'ambiente  ,  infatti  è  a capo di  una speculazione in  un  una  zona naturalistica  e  di  grandissimo inteesse naturalistico per  crearne  un paradiso  per  vip  spocchiosi  )  è il caso più singolare dell’intera storia del cinema. Un westerner segaligno e laconico, un prodotto della televisione di mezzo secolo fa è oggi il regista americano più ammirevole."Million Dollar Baby”,un titolo che poteva suscitare qualche timore, è una delle prove più convincenti di questo californiano pacato e lungimirante.Ispirato ai racconti dello scomparso F.X.Toole,“Million Dollar Baby”, un titolo che poteva suscitare qualche timore, è invece una delle prove più convincenti  del  Clint Eastwood regista  . IL il film mostra la trentenne Maggie Fitzgerald (Hilary Swank) irrompere nella vita dell’anziano manager di pugilato Frankie Dunn (Clint Eastwood),un uomo senza illusioni,ma privo di rancori. L’energia vitale della donna riesce a contagiare il riluttante Frankie,che non ne  vuole sapere di allenare  una  donna , visto che la giovane vuole ad ogni costo diventare campionessa di pugilato. Non più tanto giovane per quello sport violento, Maggie ha una spinta interiore capace di travolgere ogni resistenza. Frankie vede in lei, pur senza ammetterlo, la figlia che non vede ormai da troppi anni. Inizia così il loro sodalizio, che comprende la totale dedizione della donna per quell’uomo che sembra essere l’ultimo legame tra lei ed il resto dell’umanità. Anche il vecchio ex-pugile Scrap (Morgan Freeman), che è diviso tra amicizia e risentimento per Frankie, si unisce al progetto di trasformare la ragazza in un pugile di qualità, in un lasso di tempo proibitivo. L’alchimia che unisce i tre darà risultati insperati. Maggie combatterà con onore, fino alla svolta tragica che consente a ciascuno di dare il meglio di se.Tutto apparentemente molto semplice. Ma il regista Eastwood ci parla di sentimenti, di coraggio e di paura con un pudore, una grazia e quella pacatezza registica che è di fatto uno stile consolidato. La spietatezza di William Munny, il malinconico cow boy de “Gli spietati”, è stata rimossa, Frankie Dunn riflette sul suo passato con amarezza, con ironia, con l’amore paterno per questa giovane creatura. Ed a questi temi si aggiunge quello forse più inquietante, che riguarda l’eutanasia e che Eastwood affronta con consapevole fermezza. L’ortodossia della religione viene sfidata senza spocchia, mostrando quanto siano differenti in ogni essere umano i temi della vita e le scelta che da esse derivano. Ed il pugilato, con sequenze magistrali, non è il tema centrale, quanto lo sono quelli riguardanti la crudelta dell’esistenza, la generosità e l’amore ritrovato. E non solo. Clint Eastwood attore, Hilary Swank e Morgan Freeman, fondono mirabilmente i loro stili di recitazione commuovendoci senza colpire basso, con quella partecipazione che ogni attore e regista italiano dovrebbe iniziare a considerare indispensabile per chi fa quel mestiere. Maggie Fitzgerald fa la cameriera, ha passato i trent'anni ma ancora sogna di affermarsi come boxeuse, e ha anche incontrato l'allenatore che fa al caso suo. Peccato che Frankie Dunn non voglia saperne di allenare una donna...Inoltre la storia   di Million Dollar Baby ed il modo in cui è raccontata  fa  sì che questo sia un grandissimo film; una storia forte della sua classicità (e quindi della sua universalità), ma proprio tanto classica poteva correre il rischio di risultare scontata se non raccontata nella giusta maniera .  Per chi vuole saperne di più  sul  film,  vedere il  trailler , la colonna sonora , ecc  consiglio oltre al sito  ufficiale sia in inglese  sia in italiano    il  solito  sito   da  cui   prendo letrame e foto rieccovi  l'url  




 

Approfondimenti




  •  Bacio appassionato 



Articoli:
Il bacio appassionato di Ken Loach



Link:
La recensione su Repubblica.it


 
Cast

Gary Lewis


David McKay


Tahara Khan  Shabana Bakhsh


Roisin Murphy Eva Birthistle


Ghizala Avan Ghizala Avan


Casim Khan Atta Yaqub


 
 

Crediti

Anno: 2004


Nazione: Gran Bretagna


Distribuzione: BIM


Durata: 103'


Data uscita in Italia: 07 gennaio 2005


Genere: drammatico


 

Regia: Ken Loach


Sceneggiatura: Paul Laverty


Fotografia: Barry Ackroyd


Musiche: George Fenton


Montaggio: Jonathan Morris



Multimedia

Trailer:
Un bacio appassionato


 

FotoGallery:
Un bacio appassionato







  • Million dollar  baby



Interviste:
Hilary Swank: ''Clint, un po' padre, un po' trainer''
Clint Eastwood: 'Faccio film perché ho ancora voglia di imparare'



Articoli:
Golden Globes - Eastwood, Scorsese e Payne: è lotta a tre
Golden Globes 2005: tutte le nomination
Million Dollar Baby, l'ultima sfida di Clint
Oscar, vola 'The aviator' con 11 nomination
David, il trionfo di Paolo Sorrentino - Tutti i vincitori
Oscar 2005 - Tutti i vincitori



 

Cast

Frankie DunnClint Eastwood


Maggie FitzgeraldHilary Swank


Eddie Scrap-Iron DuprisMorgan Freeman


Danger BarchJay Baruchel


 

Multimedia

Trailer:
Million dollar baby


 FotoGallery:
Million dollar baby

Crediti

Anno: 2004

Nazione: Stati Uniti


Distribuzione: 01 Distribution


Durata: 137'


Data uscita in Italia: 18 febbraio 2005


Genere: drammatico


 

Regia: Clint Eastwood


Sceneggiatura: Paul Haggis


Fotografia: Tom Stern (II)


Musiche: Clint Eastwood


Montaggio: Joel Cox



Link:
La recensione su Repubblica.it

01/08/05

ecco perchè consiglio e mi è piaciuto l'ultimo di Melissa P

Dopo aver  acquistato il primo  di Melissa  , ho  comprato , dopo aver sentito  un brano in una interviasta  a  kataweb  anche  uil secondo    l’odore del tuo respiro  . L'hjo fatto  dopo  un po'  di titubanza, visto la noia quasi totale,   del primo  ( salvo  alcune  parti  ed il finale  aperto ) visto  si rassomiglia a   uno di quei tanti  racconti Hard Boiled  che si trovano in edicola  o nella    newsletters erotiche di www.buongiorno.it  e che  le   uniche   novità  , che poi  furono quelle  che mi  spinsero a comprarlo  , e consiglio a   chi vuole  un libro erotico   sono : 1)  nel   fatto  che a  scriverlo era una ragazzina  di un paese chiuso del sud  Italia ; 2) le   polemiche   lo ha scritto  lei o gli lo hanno scritto    di cui trovate  tracce 1 e 2   con risposta della stessa Melissa  nel secondo url ; 3) il coraggio dimostrato  dall’autrice, dimostrato  anche nel secondo libri , di mettersi in discussione  ,  di  affrontare  come fece  Laura Cardella con  il romanzo   Volevo i pantaloni     e  come fecero  Marco Lombardo Radice  e  Lidia Ravera  con  Porci con le ali (  senza  tutto  quel  cancan  mass mediatico  finendo anche ,  ma è  purtroppo   un passaggio onblligato, da circa  v 25 anni    altrimenti  con  cavolo  che vendi  un libro    nelle trasmissioni  di cultura ufficiale di Uscio ad  Uscio e  Maurizio Tripazza show    come  dice  il fumetto  Alan Ford  e  tnt  per definire  due  note  trasmissioni dell'intelighenzia culturale  italiana  (   e  come  credo  che  farà il libro  le confessioni di Lara  x   )      che hanno   creato una scossa  a   questa  Italia  << un paese bigotto, pieno di pregiudizi. >> ( da un articolo di   Giovanni Bogani - La Nazione   preso   dal sito  di melissa  )    dove   se un preside  proibisce  gonne o  jeans   a vita  bassa  oppure  maglie  che  scoprono  l’ombelico  succede un finimondo  , mentre  quando  una ragazza  che preferisce  fare ( o fantasticare  sesso libero  )  e preferisce  parlarne  , piuttosto  che   tacerne  , gli si  dà , solo perché lo ha scritto una  ragazza \ donna  , sia donne che  uomini   della  troia   puttana    infatti  sempre   lo stesso articolo  afferma  : <<   All’estero, nessuno mi ha scritto email cattive, nessuno si è preso la briga di dirmi con tanto impegno che sono una cretina. Sono venute alla presentazione del mio libro anche donne in burka: in Italia portiamo  le minigonne, ma non siamo tanto più evoluti >>.Tale romanzo   xcome dice  anche  un articolo del suito dela feltrnelli  con  cui concordo  e mi ci ritrovo   :< <  (...) Civettuolo nel titolo che sembrerebbe promettere nuove estreme scorribande sentimentali, decisamente molto meno licenzioso nei contenuti del precedente romanzo, il racconto di Melissa è ancora una pagina della sua a tratti sconcertante biografia. Una confessione in bilico tra realtà e suggestioni oniriche sull'amore, la madre, la famiglia, le proprie radici. Ma anche un grido di dolore che solleva il velo sui buchi neri dell'anima, sui tormenti e le sofferenze della crescita, su ossessioni che divorano fino a fare male.(.. ) continuia qui   >> . Inoltre è più meditato   più  profondo  , più sentitamente autobiografico e analitico  è  scritto  meglio del primo   che  era  scritto di getto e meno riflettuto  Ad una  prima lettura   risulta  per chi è abituato a  qualcosa  che    di leggero  e che si legga in fretta     un po’ pensantee   difficile  . tanto da  non  riuscire se non  a fatica a  distinguere (  cosa  che invece  nel primo era   abbastanza facile  )  che    c’è  di vero e di fantastico    manca megli  non esiste  uan vera  trama nel senso del  termine   . La protagonista  ,una giovane dnna  con un passato doloroso e  difficile e doloroso  ( come esempio il rapporto con i genitori in particolare  con al madre  )  che affiora  attraverso  gli incubi e ossessioni , vive una  intesa storioa  storia d'amore  di coppia  . Con la paura d0'essere lasciata  \ abbandonata  .  Da una lettura frettolosa , infatti l'ho  letto, mentre leggevo un  altro romanzo  ,  tre  giorni prima  della  presentazione   del  libro avvenuta nella mia cittadina  il 30 luglio , d'erotico mi ha trasmesso poco.Infatti  la mia chiave di lettura è stata oltre  autobiografica  "sociologica \  antropologica "  dove  autobiografismo  si mescola  con  l’introspezione e  l’auto analisi   , e dove  gelosia  malata  e  il rapporto possessivo  della protagonista   si concentra  su una  ragazza , Viola ,  che  ha  venduto al  suo ragazzo   un cuucciolo  di cane  . Lwee sembra di vederla   daperttutto  , anche trasformata in libellula  , mentre  tentas di sedurre il suo uonmo  Dopo  la   presentazione   del suo  libro  a cui  --come sono solito --  sono   arrivato  con un largo anticipo  circa  45  minuti   per  paura di non trovare  posto e trovare , a causa dela mia miopia e   parziale sordità ad un orecchio  , i posti migliori , e  poi  perchè a  volte  capita  (  come  mi  è successo con   Pino Cacucci  e   adesso con  Melissa  ) che nascano discussioni interessanti con autori  \  autrici ----  , infatti  è  proprio  da una  discussione   fra  Il ragazzo  \  compagno  , con  l’autrice e  un giornalista  di una tv  locale   su centro colpi di spazzola , poi estressa  al cambiamento  \  trasformazione  dell'autrice  con il secondo romanzo   ; dall'intervista  dfatta  dal mio  ex supplenmte  alle superiori di  filosofia  , all'autrice   ;  dalle domande  anche se scarse   (  in quanto   i minorenni erano  timidi  o vergognosi  perché  “  tenuti sotto controllo  dallo  sguardo vigile  dei genitori  e  perchè  come ho già detto   nel mio post  precedente  intitolato  auto intervista   il mio  paese  è un paese chiuso   e contaddittorio dove  chi tenta di fare cultura    come   le due riviste letterarie \ culturali Gemellae oppure anche qua    e quella  del gruppo   di  contromano   o  la rassegna  di  cinema  fatta da noi della bottega del mondo   , viene  visto  come  un matto  e dove non succede niente e   una semplice    cagata  di mosca  fa  notizia, o come  durante  la presentazione  del libro di Melissa  c’erano  circa  150\200 persone  su 15.000   che ne conta il paese  )  ;  dalle sue risposte anche se  timide  ( perché   un conto  è  uno studio tv  un conto  è  il contatto dieretto con il pubblico e poi   , secondo me  ,  c’era l’editore a controllarla  per  evitare  fughe  di notizie  vedere  i link  in particolare il 2   citati all’inizio ) le  risposte standard ( come quella   datami  quando le  chiesto : <<    come mai esistono due  versioni del  tuo primo libro  ?   hai accettato  acriticamente   o  criticamente la ri scrittura imposta  dall’editore  , oppure  è una   cosa combinata per  creare   un caso  mediatico –letterario   ?  >> ; le  contraddizioni   (   quando  dice  : << odio  certi intellettuali che si  dicono o sono  di sinistra  e poi  non scendono  mai  fra  la gente  >>  ma  allora  perché  cavolo  hai venduto  i diritti  del tuo film  a uno , anzi una  ,  di questi  ?  )  ;  sia  da discussioni  alla chiusura della manifestazione   ) mi hanno spinto  a  prendere la decisione    dopo che finisco  Ivanohe di Walter Scott   di rileggermi il libro    e  a  stimare  Melissa   ,nonostante  la  il suo doppio  aspetto     vedere  la presentazione di un suo libro  e  quello che  scrive sul blog . Copmunque  mi piace  questro tuo confrontarti , miglioratti  , metterti indiscussione  ,  affrontare la gente  ,  il  cercare  e lottare per  cercarlo un centro di  gravità permeanete   SEI SPLENDIDA PER COME SEI. FRAGILE E FORTE. ARROGANTE E GENTILE.  SPLENDIDA. NON POTREI TROVARE AGGETTIVO CHE TI SI ADDICA DI PIU'   CONTINUA  COSI