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lunedì 5 ottobre 2009

Il Mondo migliore

In questi giorni abbiamo spesso sentito parlare, o forse straparlare, di "Italia migliore". Secondo gli organi d'inforNazione più accreditati, l'Italia migliore sarebbe quella che elogia il governo sempre e comunque, che non protesta mai, che plaude alle ronde e si entusiasma quando la polizia caricare gli extracomunitari su appositi autobus con inferriate, come accade a Milano; che approva senza riserve le "missioni di pace" militari (sostenute devotamente pure dall'"opposizione"); mentre se qualcuno osa timidamente obiettare che, a suo umilissimo parere, gli eroi sono, chessò, i volontari o i missionari; se ritiene che probabilmente si esagera a trattare esseri umani come bestie pericolose; beh, state tranquilli: costui è ipso facto un criminale, un anti-italiano, un apostata e chi più ne ha, più ne metta.









 

Sarà. Ma a Milano, tre sere fa, abbiamo visto un'altra Italia, addirittura un altro mondo, e, scusate, a noi piace un pochino di più. A noi sembra questo, il mondo migliore.


Un mondo che ha gridato NO non solo alle guerre. Un mondo che ha pronunciato soprattutto dei SI'.




SI' alla pace e alla nonviolenza. Da Wellington a casa nostra, dall'enorme pannello dell'Arengario, alle 18.45 tutto il mondo migliore ha intonato il Do diesis. Come un immenso, infinito mantra. Perché il Do diesis - ha spiegato Giorgio Schultze, introdotto dal Trio Medusa, Diego e La Pina di Radio Deejay e accompagnato da Francesco Sarcina (Le Vibrazioni), Emma Re e Barbara Cupisti - è il suono della Terra. Il suono delle viscere più profonde, della natura. Un suono di riconciliazione con l'universo. Un suono di resurrezione.





Gli stand dell'Anpi (a sinistra) e di Emergency (sotto). Presenti anche i rappresentanti di No al Razzismo, organizzazione cristiana di base che indirà una manifestazione il 17 p.v.










 










Con Simona di Arcobaleni in Marcia, associazione umanista GLBT. C'erano anche i gruppi gay radicali Certi Diritti e gli omosessuali cristiani evangelici del Varco.

Un suono che ci ricorda da dove proveniamo. Dalle viscere, dalla madre. Le guerre. Si spendono i 3/4 del patrimonio mondiale di denaro per gli armamenti, e solo un terzo per la fornitura di acqua potabile. L'acqua. Anche da noi, in questi giorni, alla chetichella, senza che nessuno lo rendesse noto, senza che nessuno fiatasse, è stata privatizzata. Le prossime guerre avverranno in suo nome. E non esclusivamente in quei Paesi che solo un alieno legaiolo potrebbe ormai considerare "lontani". Ma qui, tra noi. E in effetti, smontata l'illusione del "miracolo economico", rivelatosi in realtà un tragico miraggio, ora ci provano con la paura. Poveri contro poveri. Gli uni contro gli altri. Creando falsi timori. Per continuare a spadroneggiare. A loro abbiamo opposto il nostro suono. Che è un SI' alla vita, alla semplice umanità.


SI' alla cultura. SI' alle relazioni tra persone, gruppi, religioni, sessi. Chi l'avrebbe immaginato, soltanto pochi anni or sono, gli umanisti a fianco dell'Anpi, di Emergency, della Cgil, persino di Azione cattolica? I cattolici, ecco: avrebbe dovuto essere proprio piazza Duomo dell'altra sera, il loro luogo naturale. Se non lo è stata, se da taluni sono stati visti come una curiosa minoranza, chi devono ringraziare?



SI' alla diversità, al futuro, a un'alternativa concreta al sistema imperante (ma non vincente: solo più forte, almeno in apparenza). Sarà per questo che l'intero summit dei premi Nobel per la Pace ha aderito alla Marcia, consegnando nelle mani di Schultze in persona il "decalogo della nonviolenza". Che non è pacifismo, ma uno stile di vita, un impegno costante, una metodologia per il cambiamento sociale.


Nonviolenza senza il trattino separatore, perché non si tratta semplicemente di negare la violenza ma di proporre un valore autonomo e positivo. Sulla scia di Gandhi (che nasceva proprio il 2 ottobre) e di San Francesco (festeggiato oggi). Due simboli, l'Occidente dell'Oriente e l'Oriente dell'Occidente, come Dante definiva il Poverello, che hanno incorniciato questi storici giorni. E il simbolo, lo sappiamo, è sostanza.


Ore 18.45: parte l'OHM sul Do diesis e, fra poco...



Nonviolenza come futuro: mai abbiamo visto una piazza così gremita di bambini. Con loro, che hanno allestito uno spettacolo teatrale e un coro, abbiamo visto una generazione mutata. Davvero nuova. SI' all'educazione, a una società che integri e consideri uguali le differenze, perché rendono più umani. SI' al rispetto, dell'uomo, della donna, delle etnie. Concetti che si apprendono da giovani. E che possono ramificare solo in un cuore giovane.



SI' al dialogo. Barbara Cupisti ci ha mostrato, in un suo documentario, altri giovani, altre persone di cui nessuno parla mai: attivisti israeliani e palestinesi, che collaborano tra loro per una coesistenza pacifica. Tutti con la maglietta della Marcia Mondiale. Sapere che anche in quelle martoriate terre, alla stessa ora nostra, quei ragazzi hanno intonato il Do diesis, ha procurato in tutti un lungo fremito di commozione.



E ha commosso anche la marcia ideale dei detenuti del carcere di Bollate, che, tramite la vice-direttrice, ci hanno fatto pervenire i loro messaggi. "La pace è la libertà dell'anima", è il pensiero di uno di loro, che ha riassunto tutti gli altri.



SI' al lavoro garantito per tutti. Non è più possibile mantenere in vita un sistema disumano che, in nome del profitto, condanna miliardi di persone al precariato, quando non alla disoccupazione e alla fame. Esponendole quindi non solo all'emarginazione sociale, ma anche al crimine e ai ricatti di mafia e malavita.



SI' alla ricerca scientifica come strumento (non come fine) per migliorare il benessere dell'umanità. Emergency, ma non soltanto loro, sono un esempio di medicina votata alla vita. Che è uguale per tutti, e non conosce differenze di età, sesso, religione e provenienza geografica.


E la Marcia era, infatti, anche lì: all'Istituto dei Tumori, perché la vita prosegue, e la vita vince. Era all'Università della Bicocca, perché la vita senza sapienza è pressappoco l'immagine della morte. Era in piazza, con giochi, spettacoli teatrali, balli. Era vicina all'Honduras e a tutti i popoli perseguitati.






...IMAGINE!!!


SI' affinché parole come onestà, trasparenza, informazione non vengano più stravolte nel loro significato, e quindi bestemmiate. Perché il vincente non è il più furbo o il più spregiudicato, ma chi ha senso civico. Chi, in parole povere, fa il proprio dovere.


Scherzando ma non troppo, il Trio ha chiesto a Giorgio dove sarà il giorno delle primarie del Pd. Noi ignoriamo dove sarà, in compenso abbiamo notato molti aderenti (o ex-aderenti) di quel partito aggirarsi in piazza Duomo, assieme a noi. Anche gente che, fino a pochissimo tempo fa, ci aveva snobbati quando non apertamente emarginati. Chi dovrebbe rappresentarli, del resto, è in ben altre faccende affaccendato. Ad esempio, nella singolar tenzone tra futuri segretari, uno spettacolo davvero onorevole e di altissimo profilo. Litigano su tutto, fuorché su due cose: le "missioni di pace" (appoggiate senza se e senza ma) e l'intesa sullo scudo fiscale con quello che, secondo i cartoni animati, dovrebbe rappresentare il loro acerrimo nemico. La (Ga)Binetti, la vergine guerriera che mai e poi mai, nemmeno in caso di peste bubbonica all'ultimo stadio, avrebbe disperso il proprio voto se si fosse trattato di stoppare i veri pericoli per il Paese (coppie di fatto, aborto, biotestamento...), in questo caso era a un meditabondo "convegno della Croce Rossa", il già inquisito Carra e tutta la clericaglia che solo un neologista ubriaco potrebbe ribattezzare "teodem" si sono piamente defilati, così come antiche combattenti senza macchia e senza paura, Lanzillotta, Melandri (anch'essa, curiosamente, impegnata in una "missione - ma quanti missionari! - a New York"). Così lo scudo salva-evasori è passato senza patemi d'animo, però ci hanno comunicato che la cosa gli dispiaceva molto. Dove sarà Giorgio, alle primarie del Pd? Modifichiamo la domanda: dov'è il Pd, già da adesso? Quello autentico, intendiamo?


Forte presenza giovanile anche il giorno successivo, durante la manifestazione per la libertà di stampa. Che non era affatto a difesa di un gruppo editoriale (si sono udite anzi critiche severe, pur se assolutamente educate, all'indirizzo dei baroni dell'editoria): ma a difesa del semplice cittadino, del blogger, della rete (rimasta, lo ripetiamo, l'ultimo baluardo contro la narcosi delle coscienze). Solo la rete oggi spegne gli inutili riflettori sui terremotati abruzzesi, e rende noto che gli altri, oscuri due terzi degli aquilani rimarranno senza casa. Solo la rete diffonde il permanere dell’emergenza rifiuti, a Napoli come a Palermo. E solo grazie alla rete continuano a circolare video altrimenti dimenticati o fatti sparire (vedi qui sotto il famigerato progetto del ponte sullo Stretto di Messina).


A difesa dell'articolo 21, della Costituzione. Quella per cui i nostri predecessori hanno lottato e sono morti.

 

 

Vi ho trovato anche un mio ex-studente, attualmente iscritto a Ingegneria edile, con alcuni amici. Un pizzico di orgoglio, anche per me. Concedetemelo. Lamentava di non poter essere a Roma, teatro dell'appuntamento nazionale ma, quanto a presenze, anche Milano si è difesa benissimo. "Sono qui - ha dichiarato il mio antico allievo - perché non ho visto il fascismo, e non voglio vederlo mai".


Daniela Tuscano










 









mercoledì 31 dicembre 2008

Solidarietà a don Prospero e al suo presepe-moschea

Un fatto grave è successo in questi giorni a Genova: un parroco, don Prospero Bonzani, grande educatore di generazione di giovani e sempre attento a lasciarsi stupire e a stupire col Vangelo alla mano, da anni ha posto nel presepe una piccola moschea come segno che il mondo è cambiato nel panorama, ma non è cambiato nel cuore di Dio. Un segno di novità religiosa, culturale, civile, umana. Un segno da aggiungere ai segni di cui parla il vangelo di Luca: Ecco il segno: troverete un bambino … ecc. ecc. In tutti questi anni nessuno si è accorto di nulla fino a quando la destra becera, atea e miscredente (con tutto il rispetto degli atei veri ed i miscredenti d’annata) non ne ha fatto una campagna denigratoria e con i fascisti di Forza Nuova che hanno minacciato rappresaglie, la Lega che vomitato come suo solito e i fascisti del msi che gridano allo scandalo. Conclusione: la curia di Genova ha ordinato di togliere la moschea dal presepe per prevenire eventuali intemperanze.


Kibbutz di Nevé-Shalom (Israele): interno del tempio multireligioso voluto da padre Bruno Hussar, cattolico d'origine ebraica, dove si riuniscono a pregare cristiani, musulmani e appartenenti a qualsiasi religione.

 

 


Questa la conclusione ufficiale, quella reale è invece che questo prete che ha fatto solo il suo dovere di educatore si trova solo, la lega e i fascisti di risulta che esultano inneggiando alla loro cristianità occidentale con la quale non dico quello che devono farci per non essere intemperante. L’opinione pubblica almeno a Genova è: il prete è stato sconfessato, la Lega e i fascisti hanno vinto. Inoltre la gente dice che il cardinale Bagnasco ha avuto paura, timoroso più di non avere problemi come presidente della Cei che di difendere un suo prete come era suo dovere e obbligo. Io credo che il vescovo avrebbe dovuto lasciare qualunque altra cosa, andare nella Parrocchia di Nostra Signora della Provvidenza in via Vesuvio, cantare Messa davanti al presepe con la moschea e dire: nomino don Prospero Bonzani vicario generale della Diocesi perché ha dimostrato di essere un cristiano senza colpi di ritorno.

Personalmente ho chiamato don Prospero e gli ho dato tutta la mia solidarietà anche con una e-mail per lui e la sua comunità e gli ho proposto di portare da me la moschea con una processione dalla sua parrocchia alla mia. Io mi sarei fatto trovare sulla porta della mia chiesa bardato di tutto punto, l’avrei presa e posta sull’altare maggiore, l’avrei incensata e poi sarei andato per i vicoli a invitare i musulmani a visitare la moschea che non hanno e a cui hanno diritto. Don Bonzani mi ha informato che aveva dovuto togliere la moschea per ordine della curia e così non se n'è potuto fare niente. Eppure penso che qualcosa bisogna fare. Alcuni amici della parrocchia hanno organizzato per gennaio, dopo le feste, un’assemblea della Consulta delle Religioni, lì accanto alla chiesa incriminata. In attesa di questo incontro, io propongo a tutti coloro che hanno la pazienza e la bontà di leggermi di inviare una breve e-mail di solidarietà a don Prospero Bonzani e alla sua Comunità di via Vesuvio che ne hanno bisogno perché è stata calpestata la loro dignità e la loro fede per essere fedeli al Vangelo e al presepe dell’ebreo palestinese Gesù. L’indirizzo e-mail di don Prospero Bonzani è il seguente (lui non sa che io lo sto divulgando, ma sono disposto anche a sciropparmi una denuncia per violazione della privacy, se esiste ancora pur di fargli sentire il calore di molte voci amiche):


Don Prospero Bonzani Comunità di N.S. della Provvidenza:
http://it.mc236.mail.yahoo.com/mc/compose?to=prospero.bonzani@fastwebnet.it

A tutti un abbraccio e che il 2009 possa vedere Berlusconi lasciare l’Italia, l’Europa, l’Occidente, l’Oriente, il Sud e il Nord per un posto caldo adatto ai reumatismi.


Paolo Farinella, prete


 


 


 


 

domenica 21 gennaio 2007

Senza titolo 1593


Il Kumbh Mela


E' cominciato il 3 di gennaio e terminerà il 26 di febbraio l'Ardh Kumbh Mela ad Allahabad nell'Uttar Pradesh.
Il festival (che letteralmente significa "festival del vaso") è costituito da un pellegrinaggio hindu tra diversi luoghi sacri dell'India: Prayag; Allahabad appunto, alla confluenza dei tre fiumi sacri Gange, Yamuna e Saraswati; Haridwar dove il Gange raggiunge le pianure dall'Himalaya; Ujjain (nel Madhya Pradesh), sulle rive del fiume Shipra e Nasik sul fiume Godavari.


La leggenda:

C'è un'antica leggenda raccontata nel Ramayana e Mahabaratha all'origine del più grande raduno religioso del mondo, il Kumbh Mela. Una leggenda che attribuisce a quattro posti dell'India poteri tanto miracolosi da attirare ogni dodici anni un oceano di pellegrini.
La storia mitologica narra che all'inizio dei tempi il dio Vishnu, protettore dell'universo, consigliò a Indra, un dio caduto in disgrazia, di recuperare il nettare dell'immortalità dal fondo dell'Oceano se voleva riottenere i suoi poteri.
Dèi e demoni dovettero allora lavorare di comune accordo per scandagliare ogni goccia del mare. Ma una volta messo nell'ampolla (in sanscrito kumbh, che vuol dire anche casa dell'Acquario), gli dèi pensarono bene di scappare con l'amrita, il nettare, inseguiti ovviamente dai demoni.
Il mitico uccello Garuda, aiutato da Giove, fu così costretto a fermarsi in quattro luoghi Prayag, Hardwar, Nasik and Ujjain e durante l'inseguimento, che durò 12 giorni paragonati a dodici anni terrestri, quattro gocce caddero sulla terra.
E' in questi quattro luoghi a turno che ogni dodici anni si tiene il Kumbh Mela, che potrebbe essere anche tradotta come Festa dell'Acquario, apoteosi epico-zodiacale per tutti i seguaci della New Age.
Quest'anno, poi, l'evento avviene nel luogo forse simbolicamente più importante, alla confluenza dei fiumi sacri del Gange e della Yamuna, dove l'essenza preziosa perennemente purifica uomini e animali che vi si bagnano. Continua...


lunedì 5 giugno 2006

Senza titolo 1318

da quando  ho pubblicato sul blog  ( la trovate  qui  ) una lettera  aperta  a Oriana fallaci  e poi  l'ho diffusa  èper la rete  ,   ricevo email   di neotecon  e  seguaci di Pera  e di Fallaci  .
Lo so che  dovrei lasciar perdere  come  dicono i miei e che  giustamente  non  posso dar retta  a  chiunque  ogni lamento ma  sono un utopista ed un matto infatti  : <<  Supponga che non sia vero che non c'e' alternativa possibile. Supponga che alcuni pazzi e romantici pensino che e' possibile una altro mondo e un altra vita. Supponga il peggio: ovvero, che questi pazzi pensino che vi siano altri pazzi che la pensino com
e loro. E supponga che essi suppongano che da questo incontro di pazzi possa nascere qualcosa di ragionevole. Non le piacerebbe assistere ad un incontro tanto pazzo di supposizioni? Siamo un esercito di sognatori, per questo siamo invincibili >> (sub-comandante Marcos). E poi  se  rimango  in silenzio  non solo  sarai fra  gli  indifferenti da me  tanto criticati  ma sarei  un pusillamine se rimango in silenzio  davanti  a  rigurgiti  di lontana memoria ( teorie  razziste e poi il  fascismo , nazismo  )  e  quindi preferisco  Una vigilanza scrupolosa, attenta, intelligente che è molto di più, e che è molto lontana dal vittimismo piagnone, dal protagonismo formale e vanesio. Un’azione che dovrebbe esaltare il nostro ruolo di denuncia categorica dell’antisemitismo e di ogni altra azione che leda la dignità e l’integrità delle democrazie e degli esseri umani che contribuiscono a costruirle.
Un’azione che non può più essere composta di formule rituali, di aggettivi più o meno sdegnati, ma deve rappresentare azioni concrete e avvertimenti precisi ai cittadini, alle istituzioni e ai movimenti politici.
Si tratta di un ruolo molto difficile da esercitare in un Paese dove le ambiguità e le distrazioni rischiano di moltiplicarsi. Ma anche di un compito che le realtà ebraiche italiane devono affrontare con slancio, senza tentennamenti, se non vogliono deludere, assieme a quelle dei propri aderenti, anche le aspettative di milioni di italiani che continuano a vedere nella presenza in Italia degli ebrei italiani una garanzia di progresso e di giustizia per l’intera collettività.  in manieras da evitare che  il detto  di
Martin Niemoller (1892-1984) Teologo protestante sopravissuto a un campo di concentramento 

originale

Als die Nazis die Kommunisten holten,
habe ich geschwiegen;
ich war ja kein Kommunist.
Als sie die Sozialdemokraten einsperrten,
habe ich geschwiegen;
ich war ja kein Sozialdemokrat.
Als sie die Gewerkschafter holten,
habe ich nicht protestiert;
ich war ja kein Gewerkschafter.
Als sie die Juden holten,
habe ich nicht protestiert;
ich war ja kein Jude.
Als sie mich holten,
gab es keinen mehr, der protestierte.




Quando i nazisti sono venuti a prelevare i comunisti, 
non ho detto niente, 
non ero comunista.
Quando i nazisti sono venuti a prelevare i socialisti,
non ho detto niente,
non ero socialista.

Quando sono venuti a prelevare i sindacalisti,
non ho detto niente,
non ero sindacalista.
Quando sono venuti a prelevare gli ebrei,
non ho detto niente,
non ero ebreo.
Poi sono venuti a prelevare me,
ma non rimaneva più nessuno 
per dire qualcosa".



che  do una  risposta  a  questo  post  di risposta  sul newsgroups  incensurati 
































Da: Giuseppe Matera 
Data: Ven 2 Giu 2006 18:46
Email: -----------------


















Ciao Scano, a me personalmente la Fallacci non fa ne caldo e ne freddo. Ma una cosa e' certa, sull'islam ci ha azzeccato.
Dalla tua lettera aperta alla Fallacci vedo che difendi ferocemente l'islam, e ne sono un po discoragiato, ma questi sono affari tuoi. Vorrei farti notare che non c'e' bisogno di fare un elenco di cosi detti " intelletuali" che sopportano l'islam, perche c'e' ne sono altrettanti che ne sono nemici dell'islam.
Se, poi tu come molti altri non vedete il conflitto culturale che c'e' tra l'islam ed il mondo occidentale, allora non capisco in quale mondo vivi, e se lo vedi, ancora non capisco come fai a difendere una cultura che e' falsa e che e' un pericolo per il mondo occidentale.
Capisco che per te i tuoi amici islamici vengono prima dei cristiani o per dire piu correttamente i tuoi connazionali, per questo io considero tipi come te piu nemico dell' islam, perche tu fai in modo di fare entrare questa gente in Italia e mettere in pericolo la civilta italiana, e con il tuo accosentire, e parole di pace, fai piu danni che risolverli. Lo so che questo e' un concetto troppo complicato per capire, ma certo non posso pretendere di meglio dagli amici dell' islam.
Spero che un giorno l;Italia non si sveglia e si ritrova islamizata, e senza liberta.
E poi, puoi mandare tutte le lettere aperte che vuoi a tutti quanti per ellogiare al mondo come e' bello essere islamici.


  Ciao,
  Joe









Caro  omonimo
Io  non sto difendendo  l'islam , ma  sto solo  criticando  le corbellerie ( metaforicamente parlando )     che dice  la  signora Fallaci e  i suoi  seguaci   . Le quali sono  state smentite anche dall'ultimo intervento del pontefice benedetto XV che  apre  all'islmam moderato e  che il  20 agosto   aveva detto  che  
Dialogo fra culture più fruttuoso del dialogo interreligioso. Non  è che  non  vedo il conflitto  di cui parli  , perchè  non è una novita   , in quanto c'è  sempre starto  fin  da quando  queste due   culture  sono  entrate in contatto  e  poi  è riesploso  dopo due secoli  di  calma  apparente  , ma  non   vedo   questo pericolo  e  non lo ingigantisco  in maniera cosi fondamentalista  coem  fate voii neocon  LOL  .  io sono un laico  credente  appassionato  di  religioni  e  di scambi culturali con essi  .  Io  non ho  solo amici  musulmani  ma considero   amici e quindi  tutti uguali   qualunque sia  esso  il  loro credere  o  la loro religione  ( cattolici  , ebrei  , musulmani  ,   buddisti , protestanti  ,  testimoni di geova  , ecc  )  . LOL .   se  essi vengono in italia   e accettano  le nostre regole  e  la nostra cultura  e   trovano  forme  di  sincrestimo  : << ..... può essere considerata qualsiasi tendenza a conciliare elementi  culturali, filosofici o religiosi eterogenei appartenenti a due o più  culture o dottrine diverse.  Il termine è applicato soprattutto nella scienza e storia delle  religioni, in cui indica quel complesso di fenomeni e concezioni  costituite dall'incontro e dalla fusione di forme religiose  differenti (  continua  qui   )  >>  non vedo cosa ci sia  di male  ,  in italia hanno sempre  convissuto  minoranze  etniche  e   forme religiose diverse  (  ebrei ,  protestanti ,  ortodossi )  non vedo cosa  ci sia  di male    se  adesso vengono  anche  gli islamici  .  Purchè  come  ti dicevo prima  nel  rispetto  reciproco    ( come mi sembra che ci  sia sempre  stato   fra la comunità islamica  italiana  )  e nella legalità  . Quindi dico no ai fondamentalismi sia  cattolici  come  quello tuo  , sia  islamici  o di qualunque altra religione  , sia qui che nei loro paesi  .  Se la costruzione   delle moschee  favorisce il  dialogo  e  l'integrazione    benissimo ben vengano 


venerdì 2 giugno 2006

Senza titolo 1314






Solo ora , causa molti impegni leggo le velenose e abberranti dichiarazioni : << Farò saltare la moschea di Colle Val d'Elsa - dichiara Oriana Fallaci al New Yorker - Andrò dai miei amici anarchici, con loro prendo gli esplosivi e la faccio saltare in aria! >> .di quella che prima delle faerneticazioni post 11 settembre consideravo ( anche se non condividevo alcune cose ) uno spirito libero , ma che ora che si è lasciata trasformare in un prodotto, quella personalità viene riplasmata e trasformata in una parte fondamentale del prodotto stesso. Infatti dopo aver appellato gli attuali leader italiani come "fucking idiots" ( comporensibilissimo , soprattutto per berlusconi ) la neocon in trasferta riesce a far parlare di sè scagliandosi ulteriormente contro il mondo musulmano con la consueta patetica virulenza: «I blow it up! With the anarchists of Carrara. I do not want to see this mosque —it’s very near my house in Tuscany. I do not want to see a twenty-four-metre minaret in the landscape of Giotto. When I cannot even wear a cross or carry a Bible in their country! So I BLOW IT UP!». Quale sarà, dopo l'inopinato conferimento dell'Ambrogino d'Oro 2005, il tributo adatto a questa signora ? S'ignora. Ma è possibile degradar sin d'ora a "chiacchiere" l'argomento. (Articoli sul Corriere e sul New Yorker)


Proprio da questo sdegno che nasce il post di oggi e che deciso di farlo sotto forma di lettera aperta .


Cara Signora Fallaci


Mi accingo a scrivere questa lettera aperta, a Lei indirizzata, pur sapendo con certezza che non la leggerà, e non solo perché -come scrive a pag. 41 del suo libro "La rabbia e l’orgoglio"- nel suo tipo di vita "non c’è posto per i messaggeri di pochezza o di frivolezza", o perché coloro che non la pensano come lei "sono persone senza idee e senza qualità, frivole sanguisughe che per esibirsi s’attaccano all’ombra di chi sta al sole" (sic!), ma perché …Lei non c’è su questa terra , come giusta mente dice Rosalba Satta Ceriale ecco la sua homepage www.rosalbasatta.it)Mi pare di vederla…, dopo circa 11 anni di silenzio, ha deciso di scagliare qualcosa di "intelligente",senza nemmeno preoccuparsi di prendere la mira…tanto, laggiù, siamo tutti, come lei ama definirci, dei "minchioni", perciò…a-chi-tocca-tocca, il bersaglio si colpisce in ogni caso!! Insomma, proprio ieri 20 ottobre 2002, mi è caduto addosso, con la pesantezza di un macigno che odora di fiele, il suo ultimo libricino, con dentro non la sua rabbia, e tantomeno il suo orgoglio…ma il suo odio.Un odio feroce che, mi creda, inizialmente mi ha lasciato di stucco, perché non pensavo che una persona - ed in particolare una signora come lei - potesse partorirlo, e poi, con la forza dell’acredine e del livore, buttarlo addosso agli altri. O, meglio: a tutti. Perché i suoi problemi, signora Fallaci, nascono proprio da qui: lei ce l’ha col mondo intero. A parte il sindaco Giuliani – del quale Lei tesse le lodi- e Bobby, il bambino americano che non sa più come tornare a casa perché manca il punto di riferimento delle due torri, e il doganiere americano che la saluta con un "Welcome home" (sic!) che tanto la commuove, e i nostri e i suoi antenati più o meno famosi, da Piero Maroncelli a Garibaldi ad Emilio Lussu, che, come lei, a suo dire, hanno vissuto la stessa condizione di esiliati… lei lancia sterco - e non è una metafora !! - addosso al mondo intero . Le sue accuse contro l'islam sarebbero condivisibili se : 1) non fossero pieni di preconcetti , pregiudizi e gneralizzazioni ; 2 ) errori storici , culturali , politici . In particolare quello quello di negare l'esistenza di un islam moderatio e non fondamentalista . Esso esiste , anxch se è difficile riconoscerlo , in quanto dipende dai governi che usano la religione strumentalizzandola e servendosi ed incitando i fondamentalisti . come dimostra il caso dele vignette satiriche pubblicate in danimarca e in Francia qualche tempo fa la cui protesta pè stata inizialmente pacifica , poi è stata fomentata da fondamentalisti incitati da alcuni esponenti politici del medioriente che hanno ingigantito la cosa riportando anche news non vere . Ora Se vuole approfondire e corrreggere i suoi erorri e mettere indiscussiuone i suoi pregiudizi le consiglio il libro "Ragioni senza forza, forze senza ragione: una risposta a Oriana Fallaci". Stefano Allievi sociologo dell'università di Padova, è il massimo esperto di Islam in Italia. E ci aiuta a ricordare che esiste un mondo cattolico rispettoso e sensibile, spesso invisibile ma assai migliore della schiera dei cristianisti o teocon all'italiana. Quello di Stefano Allievi è un antidoto importante per l'ubriacatura da scontro di civilta e i suoi profeti fra cui Marcello Pera , che ci fannno vedere ovunque il terrorismo islamico o le teorie del capo espriatorio ; gli articoli di Di Sherif El Sebaie. è un egiziano che vive in Italia e che cura un blog interessante ( che le consigliodi vedere o di rivedere se lo conosce già ) blog
la risposta datati da Tiziano Terzani al tuo articolo sul corriere della sera cha ha anticipato il suo libro  la rabbia e l'orgoglio  eccoti l'url
http://snipurl.com/r7h2 e quelle di altri intellettuali trattwe da questo sito culturale http://snipurl.com/r7o4 oppure quest'altre Visto che sei cattolica leggiti ( anche se fa parte di quei cattolici che la tua generazione chiama cattocomunisti o cattolici del dissenso 'intervista che lascio padre Ernesto Balducci a Controradio di Firenze la trova qui in un nostro precedente post
Per finire anche se a tipi come lei è come dare le perle ai porci le segnalo ; 1) bel film Un bacio appassionato di Kean Loach che tratti dei rapporti fra islam e cattolici ; 2) i libri : la santità di boesch gajano in particolare il cap IV “confronti” ; I fondamentalismi di Enzo Pace -Renzo Guolo ; il corano di Massimo camparini .
La saluto con q due ciotazioni i : << Ma quante sono le menti umane capaci di resistere alla lenta, feroce, incessante, impercettibile forza di penetrazione dei luoghi comuni? >> di Primo Levi e con quest'altra frase : << le diverse tradizioni religiose se autentiche sono diffeenti riflessi dela stessa verita e in eugual misura preziosi . Ma di questo non ci si rende conto perchè ciascuno vive una sola di queste tradizioni e percepisce le altrte dall'esterno . >>  di Simone Weil 


Uno che per parafreasare Padre Ernesto Balducci non posso definirmi solo cristiano

sabato 15 aprile 2006

Giuda Iscariota

Se ne parla molto in questi giorni. Se ne parla così tanto che Benedetto XVI ha  sentito l'urgenza di smentire la notizia durante l'omelia del giovedì santo. Si tratta del Vangelo di Giuda, un testo gnostico che dovrebbe risalire al II secolo d. C. Il prezioso documento, vergato su un papiro in lingua copta, è stato trovato tra le sabbie del deserto egiziano negli anni '70. Dopo lunghe traversie, è stato finalmente tradotto svelando i segreti in esso contenuto. [continua a leggere]

venerdì 21 ottobre 2005

crocifissione obbligata


 


leggo sul manifesto di oggi 21 ottobre 2005 pag.2 che il pio ministro dell'ambiente, Matteoli, evidentemente preoccupato della brutta piega che il sistema ecologico sta prendendo, tra pandemie, tifoni e terremoti, certo frutto dell'ira di ser Domineddio e non dei danni che noi tutti gli arrechiamo, e che ci arrecano a chi comodità e a chi grandi ricchezze (specialmente alcune multinazionali), ha deciso di fornire ad ognuna delle 1039 stanze del suo dicastero un bel crocifisso nuovo di zecca. il piissimo ministro, i suoi direttori generali ed il capo di gabinetto si tasseranno ciascuno del proprio per dare una tale ricchezza ai propri cari dipendenti. più caritatevoli dei vescovi!
sdegno comprensibile dei compagni del manifesto che si pongono, qualora non lo siano già, nei panni di atei comunisti, ebrei e musulmani e compagnia bella e dicono che questo crocifisso imposto non s'ha da fare. da parte mia suggerirei ai dipendenti non cattolici del ministero di non agitarsi più di tanto. innanzitutto il Cristo di per se è un bel simbolo, il simbolo in effetti più comunista che ci sia tra quelli religiosi. poi, povero Cristo, sarà lui a soffrire negli ambienti di lavoro, tra bestemmie, parolacce, turpiloqui litigate, polvere, cartacce, intrallazzi e chissà cos'altro. se uno lo amasse veramente non dovrebbe certo metterlo lì per bellezza! infine a quanti ancora non convinti della sua poca pericolosità direi che nulla ci vieta di affiancarlo ai simboli del nostro credo, qualunque esso sia o non sia: ad immagini di giordano bruno, buddha, o john lennon. qualche perfido satanista sicuramente, per farlo più soffrire gli metterà di fronte una mariliyn monroe seminuda o una impudica manuela arcuri. ma temo che lui che ha amato la maddalena preferirebbe di gran lunga quelle icone al ritratto del piissimo ministro che gli sorrida mentre è crocifisso, sedendo nel suo lussuoso studio ministeriale.

venerdì 16 settembre 2005

Senza titolo 800







 

Nel suo interessante articolo su Repubblica di oggi Tim Garton Ash propone un sommario di sei diverse tesi sull’Islam e il suo rapporto scontro con l’Occidente, che si possono sintetizzare così:

1.   L’Islam è religione, la religione è superstizione e falsa conoscenza, c’è bisogno di una società laica nei paesi islamici.

2.   Il problema non è la religione in se ma la religione islamica in particolare.

3.   Il problema non è la religione islamica ma l’interpretazione distorta dell’Islam data dalle correnti integraliste.

4.   Il problema è politico: nessuno stato arabo è una democrazia autoctona.

5.   Il problema è l’Occidente, la sua immoralità, l’appoggio dato ad Israele.

6.   Il problema sta nel contatto tra l’immigrazione dei giovani musulmani e l’occidente che se per la maggior parte costituisce un enorme attrazione, dall’altra suscita disgusto e violenza in una minoranza.

Mi stupisce come manchi una tesi economica, piuttosto evidente.

Il fatto è che i 22 Paesi della Lega Araba costituiscono i maggiori detentori della ricchezza del petrolio, che è il bene mondiale attualmente più prezioso e la cui disponibilità va via via diminuendo.

La Lega araba non è mai stata unita, in realtà, sin dalla sua fondazione nel 1945. Divisa sin da allora tra paesi filo sovietici e filo occidentali.

Oggi divisa ancora tra stati filo occidentali e stati che rivendicano anche violentemente una propria indipendenza e autonomia, essi costituiscono in realtà il più grosso problema per l’economia liberista occidentale.

Che accadrebbe se la Lega Araba mettesse da parte odi e divergenze e si unisse in un mercato comune del tipo europeo e decidesse di porre un embargo petrolifero, o di escludere le compagnie occidentali dall’affare petrolifero?

Il nocciolo del problema è proprio questo e l’Iraq, uno dei paesi del petrolio, non a caso è al centro di questo conflitto già iniziato e di cui l’Islam e il Cristianesimo sono in realtà un banale pretesto.

Nel frattempo ieri in Iraq ci sono stati oltre 150 morti, oggi altri 20, e la democrazia irachena dal suo instaurarsi, ha comminato oltre alle torture subite nei vari carceri speciali, 41 condanne a morte e oltre 5000 condanne all’ergastolo.

 

 

 

venerdì 9 settembre 2005

Senza titolo 784

tolleranza ground zero
L’invasione dei bambini diversi

“I bambini islamici frequentino le scuole statali!” Parola del ministro Pisanu. Non mi meraviglia affatto che l’illustre servo dello stato (con delega alla repressione politica e alla violenza fisica) voglia combattere la libertà d’istruzione, soprattutto se di religione diversa da una cristiana. Quello che mi turba maggiormente nella dichiarazione del suddetto figuro è il concetto “bambini islamici”.
L’essere umano, ci insegnano i nostri fondamentalisti cattolici, nasce dal concepimento, a partire dalla prima cellula embrionale. E in quanto essere umano, l’embrione gode dei diritti della persona. C’è un grande però. Anche le intolleranze religiose, etniche e razziali nascono con la vita. Si è, quindi, islamici, negri o, perché no?, poveri sin dal concepimento. Embrione nero, feto povero, bambino islamico.
Cosa bisogna fare con i “bambini islamici”? si chiede oggi in Tv anche un’altra serva dello stato (con delega all’indottrinamento e alla disciplina mentale), la ministra Moratti. La sua risposta è stata la solita cozzaglia di cazzate maternamente buoniste verso il ‘diverso’. Ma quello che si legge tra le righe è che è iniziata una campagna di “deislamizzazione” del paese, nella quale si punterà alla riconversione culturale (e forse anche religiosa) proprio dei più piccoli. Non una integrazione, che procede per vie proprie generando soluzioni diverse da caso a caso, ma una vera e propria assimilazione, una costrizione all’identità.
E poco importa se si tratta di figli di famiglie credenti o meno, poiché provengono dall’area islamica, quindi sono mussulmani per decreto dell’Ministro dell’Interno (quello che si occupa di immigrazione). Oggi tocca ai “bambini islamici”, domani ai “bambini non credenti”, dopodomani ai “bambini diversi”.

sabato 13 agosto 2005

La VERITA' ...Unisce

Innanzitutto grazie per l'invito...per me è un onore scrivere qui..
Come presentazione, vi ripropongo un mio vecchio post.
A presto



Tempo fa, girovagando per il Web, ho trovato questo articolo a mio avviso molto significativo...
..leggerlo mi fa sentire sempre più libera da "schemi"..
..più studio le varie religioni, filosofie, dottrine, ideologie..
..più sento la mia essenza "appartenere" a tutte e a nessuna di esse..
..perchè la vera fede è libera.. è la verità che risiede nell'intimo di ognuno..
..e che, aldilà di ogni diversità esteriore, unisce le essenze in un unico Credo fondamentale.
..Fede è la parte di noi che tende affannosamente alla Verità..
..e al tempo stesso le si abbandona fiduciosa..
..come un bimbo tra le braccia della madre.
Fede è anche la risposta.. è l'abbraccio..è la Verità stessa..
..che solo cercando riusciremo a trovare..
..solo passando attraverso il segreto..
..distaccandoci per un po' dal mondo..
..svuotando il cuore da ogni ostacolo, da ogni preoccupazione e paura..
..facendoci canali, e cercando sintonie..con fiducia e abbandono..
..solo allora la Verità stessa ci verrà incontro..
..ci si svelerà..ci riempirà..
..la riconosceremo..ricorderemo..
..ci illuminerà..

Bacini
Cecilia



L' AUREA REGOLA


BUDDISMO Udanavarga, 5 V/18
...Non offendere gli altri con quello che offende pure voi.

CRISTIANESIMO Matteo, VII/12
...Tutto quello che vorreste che gli altri facessero a voi, fatelo voi a loro: questa è la Legge ed i Profeti.

CONFUCIANESIMO Analecta, XV/23
...Vi è qualche massima che si dovrebbe applicare per tutta la vita? Certamente, la massima della gentilezza amorevole che consiste di non fare agli altri quello che non si vorrebbe venisse fatto a voi

EBRAISMO Talmud
...Ciò che offende voi non farlo al vostro prossimo. Questa regola riassume tutta la "Torah".

INDUISMO Mahabharata, V/1517
...Quest'è il dovere: non fare agli altri quello che se fosse fatto a te, ti darebbe dispiacere.

ISLAMISMO Detti di Maometto
...Nessuno è un vero credente fino a quando non desidera per il prossimo suo quello che desidera per sé stesso.

JAINISMO Jogashastra, II/20
...Nella felicità e nella sofferenza, nella gioia e nel dolore dobbiamo considerare tutte le creature come consideriamo noi stessi, dobbiamo perciò astenerci dall'infliggere agli altri qualsiasi offesa che sarebbe indesiderabile se fosse inflitta a noi stessi.

SIKISMO Kabir
...Come consideri te stesso cosi considera gli altri.

TAOISMO T'ai shan kan Ying p'ien
...Considera il guadagno del tuo prossimo come fosse il tuo guadagno e considera la perdita del tuo prossimo come fosse la tua perdita.

ZOROASTRISMO Dadistan - i - dinik, XCIV/5
...Solo quella natura è buona che non restituisce agli altri quello che non fa piacere a lei stessa.

Grazie a Cornelio
dal forum di Riflessioni.it

sabato 7 maggio 2005

Senza titolo 652

da "LA PROVINCIA DI COMO"


L'ultimo saggio del filosofo francese Onfray
che irrita credenti e laici:
«Nego dio, ma anche il nichilismo. I valori: ragione, edonismo»




Se Papa Ratzinger invoca la verità della fede contro la deriva
relativistica dell'Occidente, il filosofo Michel Onfray, dalla Francia,
indica nell'ateismo l'unico antidoto possibile al nichilismo. Il suo
Traité d'athéologie, che indigna i credenti e fa arrabbiare i laici
d'oltralpe, legge la crisi contemporanea dei valori come una
sorta di tsunami legato alla frattura del continente cristiano e
all'affacciarsi di un continente post-cristiano. Al pari dell'epoca
tardo antica, che traghettò la civiltà pagana ai lidi del
cristianesimo, oggi si vive un periodo di «turbolenze
continentali» che reclama un'etica radicalmente nuova. La laicità
com'è vissuta e intesa ai nostri giorni, secondo Onfray, non è più
la risposta a questo disagio.

Perché, a suo dire, essa si mantiene profondamente legata al
baricentro religioso, sostituendo all'autorità di un dio quella di
una peculiare trinità composta da lavoro, famiglia, patria. La
soluzione? Un ateismo radicale, ovvero una laicità
post-cristiana, che, smascherando la dimensione - a suo dire -
fittizia delle credenze religiose, riporti l'uomo alla terra,
restituendo centralità alla ragione almeno quanto alla
sensualità. Il Traité desta molte perplessità dal punto di vista
degli argomenti addotti contro le religioni del dio unico, fondati
su luoghi comuni o tesi apodittiche. La violenza iconoclasta
dell'invettiva di Onfray nel decostruire i tre monoteismi
(cristianesimo, giudaismo, islam) si indirizza a preti, rabbini,
imam, cioè a coloro «che si pretendono depositari e interpreti
della parola di Gesù». Parole forti, spesso irrispettose, alle quali
non corrispondono giustificazioni altrettanto probanti, come ci si
attenderebbe da un filosofo di professione. Qualche esempio?
Solo per restare nell'ambito della fede giudaico-cristiana,
sostenere che la Bibbia è contro l'intelligenza perché Adamo ed
Eva, nel paradiso, non possono nutrirsi del frutto della
conoscenza, è un'ingenua semplificazione. Come è scorretto
affermare, che il Dio biblico «non si manifesta che per
proibizioni», se si pensa che il primo comandamento - dunque il
più esplicito disvelarsi di Dio - avviene mediante un'affermazione
(Io sono il Signore Dio tuo).

Decostruire il Cristianesimo negando ogni storicità a Gesù,
contro le fonti storiche dei Vangeli canonici, di alcuni apocrifi e di
altri testi non cristiani, desta meraviglia, nel XXI secolo. È chiaro
che, con questo metodo, si può arrivare a concludere che nulla
ha senso, che tutto è favola nel Cristianesimo, anche il mistero
eucaristico del pane e del vino, ridotto a «prestidigitazione
metafisica». Però bisogna esser coerenti fino in fondo. Non si
può sostenere, da un lato, che Gesù è un mero «personaggio
concettuale» e poi, dall'altro, riconoscergli l'identità di una
persona, deprecandone l'intolleranza, quando ha cacciato i
mercati dal tempio. Che dire poi del Cristianesimo come
ingrediente del nazismo, solo perché Hitler, in un passaggio di
Mein Kampf cita San Giovanni? Non si capisce neppure come
Onfray possa parlare del «silenzio della Chiesa» sul rapporto
con il nazional socialismo, quando - nel 1964 - Paolo VI rese
pubblici tutti gli atti riguardanti la IIGuerra mondiale, poi editi
nei 12 volumi di Actes ed documentes du Saint Siége relatifs à
la Seconde Guerre Mondiale, contenenti 5100 documenti, che
non figurano nella bibliografia del Traité. L'errore di Onfray è di
sostenere le ragioni dell'ateismo dimostrando l'inconsistenza
delle religioni.

Come spiega bene Paolo Flores d'Arcais nel numero speciale
di «Micromega» intitolato Dio esiste?, l'ateo «non vuol
convincere che Dio non esiste», ma radicarsi piuttosto
nell'uomo a 360°. Così ha fatto Nietzsche, il cui pensiero Onfray
pone ad esergo del suo trattato. E paradossalmente, proprio
questo radicamento nell'umano, porta a fare dell'individuo un
dio, dunque a riaprire le porte al divino pur nel cuore
dell'ateismo. Nonostante tutto Onfray ha il merito (e un certo
coraggio in Francia, dove la laïcité è religione di Stato), di aver
portato a tema la crisi della laicità. Che si dà a vedere quando la
laicità accoglie tutti i valori e il loro contrario, in un difficile
equilibrio tra istanze di tolleranza-pluralismo ed esiti relativistici.
In termini di cronaca, proprio mentre il governo laico in Francia
canta vittoria per la legge contro l'ostentazione dei simboli
religiosi (come il velo islamico), entra come «partner» nella
consulta islamica, con l'auspicio - enunciato a fine marzo dal
ministro Dominique de Villepin - di contribuire alla formazione
degli imam.


[articolo a cura di Vera Fisogni]


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