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26.1.26

Porto Torres, violenza e rinascita nel libro di Patrizia Cadau L’autrice rompe il silenzio e si racconta, nella sala conferenze del Museo del Porto, denunciando alcuni tra i temi più dolorosi della nostra societ

unione  sarda online 26\1\2026

Porto Torres, violenza e rinascita nel libro di Patrizia CadauL’autrice rompe il silenzio e si racconta, nella sala conferenze del Museo del Porto, denunciando alcuni tra i temi più dolorosi della nostra società

Patrizia Cadau, autrice del libro sulla violenza femminile (foto concessa)



La sala conferenze del Museo del Porto di Porto Torres ospiterà la presentazione del libro “Volevate il silenzio, avete la mia voce”, un testo in cui Patrizia Cadau, sopravvissuta ad anni di violenze domestiche, rompe il silenzio e racconta la propria storia denunciando i meccanismi del patriarcato, le complicità sociali e giudiziarie e le strategie di manipolazione del controllo.
Il libro narra la violenza maschile sulla donna e sui figli, inquadrandola nella corretta dimensione pubblica e sociale. Ma soprattutto racconta la liberazione, la rinascita, la speranza e la solidarietà ricevuta. L’evento – organizzato dall’Università delle Tre Età di Porto Torres – rappresenta un’opportunità per affrontare uno dei temi più urgenti e dolorosi della nostra società: la violenza contro le donne.

[...] «L’impegno contro la violenza sulle donne, in particolare, è costante, con eventi che vanno oltre le date consacrate.  “Volevate il silenzio, avete la mia voce”,  di Patrizia Cadau, non un libro, ma “un pugno nello stomaco” così come definito dalla stessa autrice. La vicenda di Patrizia Cadau iniziata nel 2012,  ma ancora attuale per gli interminabili  strascichi  giudiziari , racconta di una donna sopravvissuta ad anni di  violenza domestica, subita insieme ai suoi due figli. Una donna che ha trovato la forza di dire basta a uno stato di oppressione e mortificazione  e di parlare, denunciare, accollandosi e affrontando il rischio di perdere i figli, la diffidenza e la solitudine e, talvolta, il sarcasmo e il disprezzo più o meno aperto di conoscenti e amici. Nella sua non facile battaglia, Patrizia Cadau è stata validamente supportata dal Centro Antiviolenza “Donna Eleonora”  di Oristano e, nei momenti cruciali, ha avuto il sostegno di moltissime  donne e associazioni che non l’hanno lasciata sola. Il  libro è anche una risposta a chi le suggeriva l’opportunità tenere un basso profilo o persino di tacere il suo dramma personale e familiare. Le sue parole sono anche un messaggio di speranza e di incoraggiamento alle troppe donne che non riescono a intravvedere la possibilità di una via d’uscita  dalla violenza e ancora subiscono in silenzio» auspica Clelia Atzori  dell'associazione XconoscereXfare. (  da  Guspini: venerdì 23 gennaio presentazione del libro “Volevate il silenzio, avete la mia voce” di Patrizia Cadau di  La Gazzetta del Medio Campidano  ) 

10.11.25

Oristano apre il “Festival di sensibilizzazione per il contrasto alla violenza contro le donne”



mancano ancora 15 giorn al 25 novembre è già fioriscono delle iniziative contro i femminicidi come questa .



  unione  sarda  10 novembre 2025 alle 15:26


                                               Marianna Guarna

Oristano apre il “Festival di sensibilizzazione per il contrasto alla violenza contro le donne”Un mese per dire basta alla violenza di genere



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Un mese per dire basta alla violenza di genere. È con questa forza che il Centro Antiviolenza “Donna Eleonora” e l’Associazione Prospettiva Donna, con il sostegno di enti e istituzioni locali, inaugurano la III Edizione del Festival di Sensibilizzazione per il contrasto alla violenza contro le donne.
La città si accende di arte, parole e testimonianze con l’apertura delle mostre fotografiche “Adesso sono viva” di Benedetto Mameli e Simona Arrai, e “Gli occhi delle donne”, realizzata con le ospiti del Centro e della Casa Rifugio. Nello spazio espositivo di via Garibaldi 13 trovano casa anche “Il filo invisibile” e “MeDea”, opere nate dai laboratori creativi del Centro, dove il dolore si trasforma in espressione e rinascita.
Dal 15 novembre si entra nel vivo con incontri, reading, dibattiti e performance. Ad aprire il programma sarà “Volevate il silenzio. Avete la mia voce” di Patrizia Cadau, seguito da giornate tematiche dedicate alla violenza simbolica nei media (21 novembre) e al body shaming con Francesca Spanu e il suo libro “Il corpo sbagliato” (24 novembre). Il 25 novembre, giornata simbolo dell’iniziativa “Orange the World”, l’incontro con la Rete Antiviolenza sarà accompagnato dalle coreografie di Carlo Petromilli e Claudia Tronci, seguite dalla consegna di 300 stelle realizzate nei laboratori BurRumBàlla come gesto di sorellanza e speranza.
Grande attenzione sarà riservata anche ai più giovani, protagonisti di una vera e propria rete educativa. L’11, il 13, il 17, il 19 e il 24 novembre le operatrici del Centro incontreranno studenti e studentesse delle scuole di Bonarcado, Cuglieri, Seneghe, Santu Lussurgiu e Cabras con il progetto “Potere alle parole”, un percorso per riconoscere e superare stereotipi e pregiudizi di genere. Il 12 novembre sarà la volta dell’Istituto Mossa di Oristano con l’iniziativa “Comunicare per crescere”, mentre il 20 gli studenti dell’Istituto Artistico Contini parteciperanno a un laboratorio sulla violenza assistita.
Il Festival proseguirà fino all’11 dicembre tra musica, arte e formazione, coinvolgendo scuole, associazioni e cittadini. Un mese per riflettere, agire e ricordare che sensibilizzare significa cambiare la cultura che ancora oggi permette la violenza.





Alto Oristanese

Oristano

31.10.22

Santi e Morti - di Patrizia Cadau




 Per me i Santi sono i miei vicini di casa, che accompagnavano tutti i giorni mio figlio a scuola perché io non potevo.

Sante sono le amiche che mi hanno ascoltata per tempi e respiri infiniti, senza giudicarmi mai.
Che mi accompagnavano a fare la spesa.
Che mi facevano i dolci. Che si prendevano cura dei miei figli come fossero i loro.
E che ancora lo fanno.
Santo è chi è andato in questura e andrà in tribunale a dire la verità.
Sante sono le ragazze del centro antiviolenza.
Santo è chi mi ha dato un'opportunità mentre naufragavo nella vergogna e nella miseria della violenza e dell'isolamento.
Santo è chi si è preso cura della mia salute, chi ha medicato le mie ferite quando io non vedevo neppure dove fossero.
Santi sono quelli che mi hanno chiamata per dirmi che c'erano e che poi, dopo avermi chiamata, si sono anche presentati alla porta perché ne fossi davvero sicura.
Santi sono quelli che hanno visto in me la donna che vedo adesso, quando io nemmeno pensavo più di esistere.
Santi sono tutti quelli che mi hanno aiutato a portare un peso, che hanno regalato tenerezza e fiducia ai miei bambini, che ci hanno abbracciato quando non avevamo più speranza.
Sante sono le persone che condividono la nostra battaglia di Giustizia perché sanno che è una battaglia di tutti.
Tutti gli altri, vivi o morti, gattemorte e gattimorti, circensi e leccaculo, soloni e ipocriti giudicanti, bugiardi senza vergogna, testimoni comprati e finti martiri, gente che non ha mai avuto parole di pietà e una sola opportunità per me, e tutti quelli che continuano ancora a fare branco, a coccolare la violenza, possono festeggiarsi tra di loro il due novembre, nella ricorrenza che è già la loro.