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07/04/12

anche nella merda ci sono delle perle solo le donne ci posso salvare [ eccezione al regolamento e alle faq del blog ]

Come potete vedere  dal titolo  fra  parentesi   oltre che  dalle  faq   del nostro  ( lo chiamo cosi  perché dovrebbero scrivere  diverse  voci  ma  in realtà ci scriviamo solo in tre   su  un 20 d'utenti,    )  blog   ho fatto un eccezione  pubblicando un post    troppo sessista . Infatti  anche nel negativo  xci posso trovare  delle cose  buone  ed  utili per  suscitare   un dibattito  . 



Solo le donne ci potranno salvare.
Sono convinto di quello che dico ed invito tutti i Sardi - maschi ad una riflessione comune e non provocatoria, : l'uomo e una merda umana!! 
in natura per alcune specie non serviamo neanche per la riproduzione alcune piante dopo averci conosciuto si auto impollinano!!
Ma se la natura in milioni di anni ha già fatto a meno di noi decidendo alla fine di auto impollinarsi che succede??????
L'uomo e dico come maschio e un insensibile per natura, basti pensare hai leoni lui, il re..... uccide i suoi cuccioli solo perchè la leonessa possa smettere di fare la mamma ed entrare in calore di nuovo.
Il leone è egoista come tutti gli uomini !!
L'uomo e assetato di potere in una vita media di 78 anni 40 li utilizza per fare soldi ed arrivare ad esercitare il potere .....peccato che quando abbia il potere non possa + esercitarlo secondo i criteri mascolini.
L'uomo per arrivare al potere e disposto a tutto !!
un uomo che lavora in un servizio pubblico e corruttibile una donna non lo è!!
esempio banale e stupido prendete un finanziere maschio ed un finanziere femmina il primo con 1000 euro a volte anche meno lo comprate il secondo vi amanetta.
Quindi la soluzione a tanti problemi della nostra società sta nel mettere le donne hai vertici della società del potere e tutto filerebbe liscio come l'olio.
Le donne sono abituate alle responsabilità per genetica se un uomo le abbandona mentre hanno ricevuto la brutta notizia che in breve saranno padri....loro vanno avanti da sole tengono il bambino e lo fanno diventare uomo molte volte quel bambino che diventa uomo senza padre diverrà un grande UOMO!!
La nostra società e matriarcale parlo della società sarda e se ancora i conti tornano e perchè son le donne che tengono i conti !!
Malgrado i vari governi ladri riescono ancora a farli tornare e quindi da uomo che ama le donne e sempre le ha amate non solo perchè danno piacere fisico ma perchè sempre le ha reputate esseri superiori (forse sarà stata l'influenza che ha avuto mia madre sulla mia infanzia) invito tutte le donne sarde affinché prendano coscenza del loro dono biologico e si uniscano per salvare la sardegna .......solo voi potete farlo!!!
La Sardegna mai come in questo momento ha bisogno di persone oneste e con le palle che pensino solo al bene dei suoi figli e chi meglio di voi care SARDE tutte potrebbe farlo se non voi???
Buona Pasqua a tutte e che il buon dio vi protegga e vi tenga sempre cosi donne e mamme.







E il caso   del post  di  un mio utente  di facebook . Esso  ha  ragione , non sto  nè  lecchinando     le mie lettrici e le mie  utenti di fb o  di blogger  nè  sono  effeminato  ma   sto  solo descrivendo  la mie esperienze  personali   nonostante  sia  ancora  single  e  ....   con l'altro sesso  .  infatti   il mio pensiero   può essere rappresentato  da   questi due  video  
 1) 
2 )   video  da me  girato 

11/06/09

Lettera agli amici

I tempi della profezia sono maturi

Nella Bibbia quando Dio vuole mandare un castigo al suo popolo, gli toglie «la Parola» e la siccità diventa sinonimo di mancanza di profeti e profezia. Quando invece vuole benedire il suo popolo, manda i profeti e la Parola scorre come la pioggia e ne impregna tutta la terra. Il profeta Gioele (sec. IV a.C.) annuncia che l’era messianica vedrà una abbondanza straordinaria di profezia: «Sopra ogni carne effonderò il mio Spirito. I vostri figli e le vostre figlie profeteranno, i vostri vecchi avranno dei sogni, i vostri giovani vedranno visioni»(Gl 3,1). Questo testo  non distingue tra Israeliti e non Israeliti (credenti e atei), ma afferma che lo spirito di profezia sarà effuso su tutti: «su ogni carne».
Pensavo a queste parole profetiche, quando lessi l’e-mail di Maurizio Chierici il quale mi comunicava che oltre tre mila persone in quattro giorni avevano letto la mia «Lettera aperta al cardinale Angelo Bagnasco: “Senza la profezia rimane la complicità”». Sono rimasto colpito dalla valanga di adesioni e ho sentito immediatamente la mia responsabilità aumentare. Oltre al sito del settimanale «Domani», (http://domani.arcoiris.tv/?p=602) , la lettera è stata ripresa dal sito di Paolo Moiola (http://www.paolomoiola.it/) e del Tafanus (http://iltafano.typepad.com/il_tafano/) e so che moltissimi l’hanno mandata ai loro contatti e conoscenti. Veramente la rete è uno strumento di democrazia e di libertà.
Con la mia lettera aperta non ho compiuto un atto di coraggio, né ho voluto cercare consensi a buon mercato, ma ho adempiuto un voto di coscienza, cioè un obbligo interiore che mi deriva dal mio essere cittadino di uno stato democratico e laico e di essere al tempo stesso un credente che svolge la funzione di prete nella Chiesa Cattolica. Parlare di coraggio e di paura è fuorviante, oggi è sufficiente essere solo se stessi per emergere in un oceano di servilismo e di omertà. Io non rappresento la Chiesa e non intendo essere un capo popolo, ma nello stesso tempo non posso rinunciare ad essere me stesso e solo me stesso: perché valgo soltanto per il grado di autenticità nella verità che sono capace di dare con la mia vita, la mia dirittura e il mio disinteresse. Non temo le conseguenze di alcun genere perché non ho mai avuto mire di carriera, e oggi sono parroco di una parrocchia senza territorio e senza parrocchiani, mentre don Milani stava meglio: era parroco di 40 persone.
Credo in Dio e il mio Dio ha il volto di Gesù Cristo che ha sempre preso le distanze da ogni forma di potere, che ha messo in guardia dall’esercizio del potere, basato sullo sfruttamento e ha imposto ai suoi discepoli un comportamento e scelte diametralmente opposti. Gesù non ha cercato il compromesso con l’esistente, non è venuto a patti con il potere, né civile né religioso, ma ha indicato le responsabilità e le connivenze, additandole al disprezzo della coscienza illuminata dalla Parola di Dio a favore del principio invalicabile che è la persona umana. A questo scopo non ha esitato a schierarsi contro «il sabato», come dire che ha negato la ragione stessa dell’esistenza della religione. Davanti ai nostri occhi, gli atei travestiti da laici e gli psudo-credenti, travestiti anche da vescovi e cardinali, stanno facendo scempio delle regole della convivenza sociale e umana, basata sui bisogni dei più piccoli e incapaci di badare a se stessi. Costoro contrabbandano i principi e i cosiddetti «valori» con gli affari e le convenienze, con gli intrallazzi e i tornaconti.
E’ tempo della Parola e delle parole di senso: in un mondo seppellito da «morte parole», facciamo sentire il suono e la musica della Parola che libera la coscienza e impegna la volontà per fare argine davanti al degrado politico, sociale,  istituzione e religioso in cui stiamo affondando perché abbiamo permesso che un pazzo «malato» di egotismo andasse al governo per guidare l’intera Nazione verso l’abisso della decadenza. Non si può più restare muti senza diventare complici. E’ l’ora che i credenti non chierici e i laici custodi dell’autonomia dello Stato, sorgano dalle loro comode poltrone, e rompano il silenzio di rassegnazione di fronte all’emergenza educativa che sta attanagliando il nostro Paese, divenuto zimbello del mondo intero a causa di un presidente del consiglio che si comporta e agisce come un malato mentale assetato di narcisismo auto celebrativo. I cattolici e in modo particolare i vescovi non possono tacere di fronte a questa deriva che ha toccato livelli da sub-basso impero, senza sentire la colpa di essere responsabili «in solido» di quanto sta accadendo.
I vescovi possono parlare di  «emergenza educativa», ma solo se ammettono la loro responsabilità di avere sostenuto un uomo indegno di governare il nostro popolo e a condizione che si assumano la responsabilità piena delle conseguenze del loro sostegno. Il governo sta compiendo scelte scellerate nel più totale disinteresse rassegnato: il decreto sicurezza che ripropone le schedature dei bambini, dei senza fissa dimora, ecc., riportandoci indietro alle schedatura di stampo nazifascista che credevamo finita per sempre con l’avvento della democrazia e la costituzione dell’Europa. Non possiamo tacere di fronte ai poveri che affrontano l’esodo della salvezza verso la Terra Promessa del benessere, senza dimenticare che l’occidente, mèta dei diseredati, è colpevole dello sfruttamento dei paesi da cui essi scappano. Abbiamo depredato l’Africa da oltre due secoli per il nostro benessere (materie prime) e per il sollazzo di pochi imbecilli (safari), stiamo ammazzando l’Africa con le scorie radioattive, vendiamo armi alle bande in permanente guerra, succhiando l’anima all’intero continente e abbiamo anche il coraggio di respingere il barconi della disperazione. L’aggravante sta nel fatto che tutto avviene anche per opera di un governo che si dichiara ispirato ai principi cattolici, appoggiato dal mondo cattolico e sostenuto dai vescovi, i quali di fronte all’immoralità dilagante si girano dall’altra parte come il prete e il sacrestano della parabola del Samaritano (Lc 10,30-33).
Il segretario di Stato vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, in occasione dell’80° anniversario del Patti Lateranensi (11 febbraio 2009) ebbe a dire che mai le relazione con un governo in Italia erano state così eccellenti come con l’attuale governo. Dopo i fatti degli ultimi mesi, dopo le accuse della moglie, dopo gli eventi di Casoria, su cui il capo del governo ha giurato sulla testa dei figli, dando nei giorni successivi quattro versioni differenti dello stesso fatto, commettendo così uno spergiuro imperdonabile per la morale cattolica, di fronte alle bugie sistematiche ammannite come verità, il cardinale segretario di Stato e il presidente della Cei, a mio avviso, se avessero avuto un minimo pudore evangelico, avrebbero dovuto parlare apertamente e dire: noi come Chiesa rescindiamo unilateralmente il concordato per indegnità morale di un governo che opera palesemente l’ingiustizia, per un presidente del consiglio dichiarato da un tribunale «colpevole di corruzione di testimoni» e responsabile attivo del degrado morale dell’intera nazione con i suoi comportamenti privati, con il suo esempio tracotante, con le sue bugie manovrate come verità, per il suo disprezzo delle istituzioni statuali, per lo spergiuro con cui ha condannato se stesso e i suoi figli: un uomo che spergiura sulla testa dei suoi figli non è degno né della paternità né tanto meno del governo della nazione perché sta scritto: «Non giurate: né per il cielo né per la terra né con qualunque altra forma di giuramento, ma il vostro sì sia sì, il vostro no sia no, in modo da non cadere nel giudizio » (Giacomo 5,12). I vescovi avrebbero dovuto chiedere ad una sola voce le dimissione del governo e avrebbero dovuto dire ai cattolici che non è loro lecito sostenere un megalomane del genere che tutto deforma e inquina a proprio vantaggio, incurante del bene comune dell’intera nazione.
La gerarchia, se vuole proporsi come guida morale, deve distinguersi dai sistemi immorali di governo e ancora di più dalla politica amorale e senza alcun riferimento etico che invece di educare il popolo prospettando la complessità degli eventi e proponendo le soluzioni ragionevoli.
Vediamo minori che compiono «delitti» contro la persona «per noia», che ricattano i coetanei per avere cellulari e denaro, minori che si spostano da una città all’altra per delinquere senza alcun problema … madri che offrono le figlie per lo «jus primae noctis», pur di vederle apparire nude in tv e avere una particina in qualche reality per individui complessati e senza speranza. Non è questa una emergenza educativa?
E’ tempo della profezia. Torni la profezia, ma non la voce esile di un singolo che conta poco, ma torni la voce di un popolo, la voce del popolo del concilio Vaticano II, abortito appena nato,  torni il laicato che è la spina dorsale della Chiesa e nessuno abdichi dal proprio servizio, dal proprio compito, dal proprio identità. In questo momento in tutta Italia stano sorgendo gruppi che celebrano il concilio come contrasto alla deriva fondamentalista di una gerarchia e di un papato che invece di guardare avanti, si voltano indietro, rimpiangendo le cipolle d’Egitto. Credo che bisogna assumersi la responsabilità in prima persona. Credo che sia urgente che i credenti e i non credenti prendano penna carta e calamaio e scrivano al Cardinale Bagnasco e al proprio vescovo, facendo sentire la propria voce. Se qualcuno non riesce ad esprimere i suoi sentimenti, copi la mia lettera, vi scriva due parole di accettazione o di rifiuto, di condivisione o di contestazione e la spedisca a titolo personale. Se duemila contatti scrivessero duemila lettere sono duemila segni e duemila parole, autentici sassi che rompono il virus «tacere», autentico strumento di connivenza e di malaffare.
Verrà un giorno in cui la Storia ci chiederà conto se c’eravamo e se abbiamo avuto sentore dei «segni dei tempi» e se siamo stati capaci di viverli e di difenderli con la nostra vita e con le nostre parole del cuore. In caso contrario ci additerà ai posteri come complici indegni del nostro tempo.


Genova, 7 giugno 2009
Paolo Farinella, prete



19/01/09

CARTA STAMPATA GIORNALI E GIORNALISTI










dal blog di rosdrudidurella:                                                                        http://www.diteloame.splinder.com








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Carissimi amici blogger,



da un pò di tempo, ogni volta che apro il quotidiano ( minimo due ogni mattino) ho la sensazione di leggere un giornale vecchio.
Colpita dal grande " degiavù" vado a controllare la data riportata per essere sicura di non averne preso uno "scaduto".
Riflettendo capisco il motivo di tale sensazione. Oggi in rete le notizie arrivano prima che sui giornali,  ma sono mera cronaca, la notizia in sè punto. I tg delle varie tv (ne abbiamo una vasta scelta dal satellite, alla tv generalista, alla tv digitale terrestre a quelle regionali ed alle tv piccole di quartiere o cittadine).  ll giorno dopo sui quotidiani leggiamo le stesse cose appena viste nel tg della sera precedente.
Una domanda mi solletica mente e orecchie come fosse suggerita da una coscienza maliziosa, la mia.
Se oggi i direttori dei vari quotidiani italiani, lamentano la crisi di vendita degli stessi, e se i pochi lettori che li acquistano, poi si ritrovano notizie "già vecchie", allora perchè il quotidiano non torna a fare quello che dovrebbe da sempre e che una volta sapeva fare benissimo?! ....
Il quotidiano può, a differenza dei tg e della rete, approfondire gli argomenti uscendo dalla cronaca spicciola e fine a se stessa. Con tutti i giornalisti che abbiamo, molti dei quali eccelsi, perchè non tornare all'indagine sui fatti più scottanti ed anche su quelli poco noti, all'approfondimento serio, portando a galla situazioni sconosciute, celate e non chiare o capite ?!.
Una volta questo era l'abc di un quotidiano, mentre oggi oltre a trovare insopportabili sgrammaticature nei testi (non esiste più il correttore di bozze e si vede), passate per errori di battitura, si legge negli articoli ( a parte le rare eccezioni) superficialità e sciatteria.
Troppo spesso si nota la scarsa conoscenza di chi scrive in merito all' argomento, e che invece d'informarsi  in modo serio, ha solo cliccato su google, la domanda lecita è,  " Ma non esiste più un criterio per assegnare la scrittura dei pezzi privilegiando chi ne sa o ne è specializzato?"
Non voglio entrare in un territorio che non mi appartiene, ma solo esprimere un pensiero da lettrice,  mandarndo un consiglio ai vari direttori di giornali che seguono la rete in modo attento. Invece di "rapinarla" per idee e quant'altro con la scusa che si fa prima.
Se si vuole tornare ad una vendita ampia dei quotidiani e quindi conquistare nuovi lettori, con larghe fette nel bacino dei giovani,  si devono cambiare le logiche.
Scrivendo articoli che siano tali per esperienza e competenza di chi li scrive con approfondimenti fissi, indagini, dove il giornalista può dire o suggerire il suo pensiero o insospettire e alzare polveroni  dovuti su fatti  veri e non da gossip.
Che gli stessi (i giornalisti) vengano scelti e messi nelle condizioni di lavorare liberamente, per meritocrazia e non per altre vie. Che si crei una concorrenza a botte di eccellenza tra un quotidiano e l'altro grazie agli articoli firmati dai giornalisti, concorrenza positiva che spinge noi lettori a leggerli per vedere cosa ne pensa l'altro cosa ha scritto ecc.
Ne abbiamo tante di penne doc, usiamole.
Fin quando i quotidiani resteranno a bordo del ring mediatico per elemosinare brandelli di notizie già smunte, il destino della stampa sarà segnato e questo in un paese che si definisce democratico, non deve mai accadere! Non so se si è capito, ma amo la carta stampata, e se chi ne è ai vertici , l'affossa, la  puzza di marcio  dilaga. Oggi molti giornalisti aprono un blog per poter scrivere e dire quello che sul giornale non gli è più permesso.
Sempre perchè pensiamo di vivere in un paese "democratico", che sceglie per convenienza e mai per merito, che affossa chi è capace e premia gli asini nel nome del proprio interesse.
so bene che quanto ho scritto nell'ultima riga vale oggi, anche per tutti gli altri lavori, ma l'informazione e l'approfondimento fanno parte della cultura di un popolo e del loro futuro.

Buon inizio settimana a tutti,
































Rossella